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		<title><![CDATA[Professionisti online]]></title>
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		<description><![CDATA[Una squadra di professionisti pronta a divulgare informazione 24 su 24h in tema infanzia, famiglia, genitorialità e diritti umani]]></description>
		<language>IT</language>
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			<title><![CDATA[Riempite la vostra VITA di POESIA, fatene scorta: vi servirà nei momenti di carestia!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001EE"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La poesia è supporto dell' esistenza, &nbsp;fa degli uomini... la differenza. Essa sa parlare al cuore, che sia felice o affranto da un dolore. Ha parole e versi che interpretano a perfezione lo stato d' animo di chi la legge in quel momento, o la scrive per esternare il suo di dentro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Essa rievoca immagini e ravviva ricordi. </b>Essa dà senso a tutto. Perfino alla noia.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il Leopardi ha riempito intere pagine di meravigliosa e sublime noia.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Essa ha il potere di arricchire la mente</b> di sempre nuovi contenuti su cui riflettere. Di sempre nuovi spunti, idee e sogni da immaginare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La poesia è sensibilità, quella sensibilità che purtroppo oggi manca in tanti giovani, resi poco sensibili dall’assenza di poesia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/poesia-vita.jpg"  title="" alt="" width="640" height="430" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Un tempo, a scuola, si imparavano a memoria odi lunghissime da recitare, anche con espressione. Una vera fatica! Ma piacevole, se poi ti restava dentro quel sapore che nessun’altra nozione matematica, scientifica o tecnologica imparata a memoria, lasciava mai.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Il sapore dell’emozione, che è segno di sensibilità. E cosa c’è di più importante della &nbsp;sensibilità?</i></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Senza di essa, infatti, si esiste ma non si è, poiché nulla vien percepito del proprio sé … Come del mondo che lo circonda …</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La società, la scuola in primo luogo, ha il dovere e la responsabilità di trasmettere la sensibilità e di farlo con la poesia, che dà voce ai pensieri di ogni uomo.</span></div><div><i class="fs12lh1-5">La poesia che è consapevolezza. Che è &nbsp;salvezza … consolazione. Che è formazione ... arricchimento. Che è sentimento … La poesia che rinforza lo spirito e dà spunti di riflessione.</i></div><div><i class="fs12lh1-5">Che suggerisce sogni.Che sostiene nei momenti bui, ed è di compagnia.</i></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Che è la migliore amica mia. Ogni giorno abbia un verso da ricordare,o una rima da inventare. Ogni giorno sia una poesia da respirare.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/yEQFZMiPFZ8">https://youtu.be/yEQFZMiPFZ8</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 14:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Diamo colore e sapore a queste festività: prepariamo le meringhe a forma di albero di Natale]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001ED"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Le meringhe le preparo spesso per decorare torte, ma sono buonissime anche da gustare da sole, per accompagnare un caffè o un tè pomeridiano. Si possono realizzare in vari colori e forme, semplicemente bianche o colorate … </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Considerando il periodo ho voluto realizzarle a forma di alberelli di Natale</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">A fine cottura le ho spennellate con miele sciolto in acqua e cosparse di farina di cocco per fare l’effetto neve; con la pasta di zucchero ho realizzato dei fiocchi di neve, poi attaccati sugli alberelli di Natale. &nbsp;Buone meringhe a tutti! &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ingredienti</b>: 150 g di albume; 300 g di zucchero superfino; qualche goccia di limone; colorante gel verde. &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Preparazione dell’impasto base</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Prima di iniziare assicuriamoci che gli accessori che utilizzeremo per montare gli albumi siano perfettamente sgrassati. Versiamo lo zucchero in un contenitore da forno rivestito di carta stagnola e mettiamo in forno a 180° per 7 minuti nella parte bassa. Gli albumi dovranno essere freschissimi e a temperatura ambiente, metterli nella planetaria o in un contenitore se usiamo le fruste elettriche. Prima di azionare le fruste assicuriamoci che non ci siano tracce e residui di tuorli, altrimenti gli albumi non monteranno. Quindi azionate le fruste a velocità media e versate a cucchiaiate lo zucchero insieme a qualche goccia di succo di limone e, infine, il colorante per ottenere il punto di verde che desiderate.Dovrete montare gli albumi a neve molto ferma. Il composto dovrà risultare lucido e spumoso e staccando dovrete notare un ciuffo con la punta. Trasferite il composto in <b><i>una sac-à-poche</i></b> con <b>beccuccio cornetto stella francese n. 16</b> e poi formate dei ciuffi base di circa 4 cm di diametro e create l’effetto albero di natale con un secondo e terzo strato (vedete foto e video), ben distanziati tra loro su una leccarda da forno rivestita con carta forno. <b>Cuocete in forno statico preriscaldato a 90°per circa 90 minuti</b>, mettiamo uno spessore allo sportello forno per lasciare uno spiffero: dovranno asciugarsi lentamente nel forno. Non appena i vostri ciuffetti di meringa saranno ben asciutti, estraeteli dal forno e lasciate raffreddare completamente prima di staccarli dalla leccarda.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Piccolo suggerimento: <b>cercate di fare delle meringhe tutte uguali, così da cuocerle uniformemente</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.XLseougzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Direttrice Artistica Puglia Cake Festival</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.Wi7HwUribIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico" .</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La fantasia non conosce confini...</span></div></blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/9et47_K7xpM">https://youtu.be/9et47_K7xpM</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Dec 2020 14:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NATALE e la MALINCONIA … quando pensi alle persone care che non ci sono più ]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Tiseo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001EC"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Le feste natalizie si avvicinano e, per i motivi che tutti sappiamo, saranno caratterizzate da pranzi meno numerosi, da auguri scambiati tramite messaggi o videochiamate e probabilmente le vivremo con un umore diverso rispetto agli scorsi anni. Le grandi tavolate con amici e parenti non ci saranno, ma l’atmosfera che regna durante il Natale non può e non deve mancare, soprattutto nelle case dove ci sono i bambini che, seppur consapevoli della situazione, aspettano con ansia l’arrivo di Babbo Natale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Le feste però, anche se intrise di gioia e di un pizzico di magia, vanno ad acuire, in molte case, la mancanza di una persona cara che ci ha lasciato. Mentre si prepara la tavola, &nbsp;mentre si scambiano chiacchiere e si scartano i regali, nelle case di molte persone c’è una sedia vuota che ricorda chi non c’è più. È una sedia che, seppur vuota, pesa come un macigno... una sedia che, seppur vuota, sembra illuminarsi di luce propria, una sedia che, seppur vuota, sembra plasmarsi e ricordarci gli occhi di un nostro caro che sarebbe dovuto essere lì.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/NATALE-MALINCONIA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Durante le feste, insieme al camino e alle lucine dell'albero, si accende anche la nostra memoria</b> e, allora, &nbsp;quell'allegria si mischia alla nostalgia, quei sorrisi stampati sul viso si mescolano alla malinconia, a quella malinconia che proviamo pensando a quella prima chiamata che arrivava il 25 Dicembre, con la voce di colui o colei che ci riempiva il cuore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Le feste sono anche questo, sono momenti di gioia uniti a momenti di silenzio e riflessione</b>, <b>attimi di vita in cui vorremmo vedere, ancora una volta, &nbsp;quella sedia piena, anche solo per un istante.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quella sedia vuota per me rappresenta mio padre! E proprio in ricordo di lui mi sono ripromessa di approfittare nel godere degli attimi belli, fatti di condivisione, di gioia, di lucine colorate che il Natale, da sempre, porta con sé.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Auguri a tutti voi</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/professione-digital-marketer.html#.X5RemIgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Francesca Tiseo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Digital marketer e ricercatrice di verità</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Pensieri e Parole</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/0bqXt0DXjJo">https://youtu.be/0bqXt0DXjJo</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Dec 2020 10:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Donne e Scienza: serve solo PASSIONE. Intervista ad una donna che ce l’ha fatta!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001EB"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In questi ultimi anni sono stati pubblicati diversi libri afferenti alla letteratura per bambini e ragazzi con lo scopo di rendere note le vite e i meriti di donne divenute famose per il loro contributo in ambito scientifico. &nbsp;Tuttavia ciò che emerge, a mio parere, è sempre il concetto di “straordinarietà” relativo al legame tra la figura femminile e la Scienza, mentre si dovrebbe puntare maggiormente sul considerare come l’amore, la passione per le discipline scientifiche e la sete di conoscenza possano essere caratteristiche indistintamente presenti sia in donne che in uomini e, dunque, coltivate attraverso lo studio e l’impegno nel proprio lavoro. &nbsp;Le donne descritte, spesso, appaiono come figure lontane dalla vita comune, sono idealizzate. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Per questa ragione, </span><span class="cf1"><b>oggi voglio parlarvi di Arianna Ricchiuti</b></span><span class="cf1">, una ragazza pugliese che ha saputo trasformare la sua passione nel suo lavoro quotidiano. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho avuto il piacere di incontrare Arianna durante uno degli eventi di osservazione astronomica proposti dal Planetario di Bari. Il suo percorso mi ha fatto subito pensare a quanto potesse essere importante, per le bambine e i bambini, <b>conoscere l’esperienza di vita di questa giovane donna come testimonianza del valore dell’amore per la scienza</b>. Fin da bambina Arianna ha avuto un forte interesse per la natura, che piano piano si è spostato verso le stelle e l’Universo. Il merito, come lei stessa afferma, probabilmente è da riconoscere in primis alla sua famiglia, in quanto, anziché bambole, le regalava dinosauri, puzzle e riviste come Focus. In secondo luogo, ad alcune maestre che hanno saputo rendere le scienze davvero affascinanti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">C’è stato poi un evento particolare: per i suoi 20 anni il papà le ha comprato un telescopio. Quello è stato il motore che l’ha spinta a prendere sul serio la sua passione per la scienza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">“<i>Quando avevo solo 20 anni e ancora non sapevo nulla di divulgazione scientifica, il direttore del Planetario di Bari, Pierluigi Catizone, che io chiamo da sempre “Maestro”, mi ha presa a lavorare con sé. Da quel momento questo luogo è diventato la mia seconda casa e gli anni trascorsi lì sono stati i più belli della mia vita. Eravamo un’azienda piccola e sconosciuta a conduzione “familiare”, che tentava di muovere i primi passi nel panorama scientifico-culturale pugliese con un piccolo planetario gonfiabile e due telescopi. Nel corso del tempo, io sono letteralmente cresciuta al Planetario e il Planetario è cresciuto con me. Oggi gestiamo uno dei planetari più grandi d’Italia, un osservatorio astronomico e un centro visite sulle Murge. Pierluigi è stato fondamentale nel mio percorso e sarà sempre un punto di riferimento per me. Mi ha insegnato tutto con pazienza e dedizione, dall‘osservazione del cielo all‘uso dei telescopi, dalla conduzione di uno show, alla gestione amministrativa dell’azienda. Mi ha sempre dato fiducia, incoraggiata e premiata quando facevo un buon lavoro. Non so cosa abbia visto in me, ma gliene sarò sempre grata. Senza di lui e il planetario non sarei dove sono ora.</i>”</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/scienza-spazio.jpg"  title="" alt="" width="640" height="500" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Oggi Arianna lavora, in qualità di Editor, nell’Ufficio Comunicazione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per conto di EJR-Quartz, e ha il compito di preparare e gestire tutte le comunicazioni e gli eventi per i suoi colleghi</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">“<i>Lavorare all’Agenzia Spaziale Europea è sempre stato il mio sogno, per cui negli anni ho cercato di fare i passi giusti per concretizzarlo. Quando sono arrivata in ESA per lo stage, mi sentivo piccola e investita di un’opportunità molto più grande di me. Camminavo per i corridoi di ESTEC piena di emozione e incredulità, e mi batteva forte il cuore. A ESTEC, la sede dove lavoro io, situata in Olanda, abbiamo una grande sala espositiva chiamata High Bay, con riproduzioni di lanciatori, rover e della Stazione Spaziale Internazionale e ricordo che ogni giorno mi prendevo dieci minuti per fare una passeggiata lì e godermi l’atmosfera.</i></span></div><div><i class="fs12lh1-5">Quest’anno sono stata impegnata con l’organizzazione dell’Open Day del 4 ottobre, una giornata in cui solitamente trasformiamo ESTEC in una specie di parco divertimenti spaziale e permettiamo al pubblico di entrare per scoprire le nostre attività e incontrare dal vivo i nostri scienziati e astronauti.</i></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Purtroppo, a causa della pandemia, abbiamo optato per un formato virtuale, ma ce l’abbiamo messa tutta per renderlo comunque speciale. In particolare, mi sono occupata di organizzare una sessione online con quattro astronauti, due dei quali live: Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano.</i>”</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Arianna è una biologa, ma si è specializzata in comunicazione della scienza</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Mentre frequentava biologia ha cercato di orientare il suo percorso verso l’astrobiologia, quindi, ad esempio, per la sua tesi ha studiato alcuni organismi terrestri che riescono a sopravvivere in condizioni spaziali, come i batteri e animaletti chiamati tardigradi. L’astrobiologia è la scienza che cerca di risolvere un mistero secolare: c’è vita nell’Universo? </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nella pratica, gli astrobiologi cercano di comprendere come la vita sia nata esattamente sulla Terra, quali forme di vita possano originarsi ed evolversi su altri mondi, e anche come possano diffondersi nell‘Universo. La sua passione l’ha portata anche ad accompagnare una ricercatrice in Sud America, alla ricerca dei microrganismi che riescono a vivere in un luogo inospitale come il deserto di Atacama. Nel 2016, ha portato l’astrobiologia in un talent show sulla divulgazione scientifica, FameLab, conseguendo il premio per il primo e il terzo posto. Quest’anno ha partecipato a un concorso dell’EANA, il network europeo di astrobiologia, in cui i partecipanti dovevano raccontare il proprio progetto di ricerca con un breve video divulgativo e, parlando della sua tesi di Master, dedicata alla comunicazione dell’astrobiologia nei planetari italiani, ha vinto il secondo posto.</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Arianna, alla fine del suo racconto, ha voluto dedicare un messaggio a tutte le bambine che amano la scienza e vorrebbero intraprendere lo studio di materie scientifiche:</b></div><div><span class="fs12lh1-5">“<b><i>Siate coraggiose, indipendenti e originali</i></b><i>. Giocate con i giochi che preferite, non importa se una Barbie, un pallone o entrambi. Se vi piace di più il blu rispetto al rosa, sappiate che va bene. Portate con fierezza i capelli rossi e i tatuaggi. Non abbiate paura di buttarvi in nuove esperienze, che sia entrare nell’Accademia Aeronautica o lanciarvi con il paracadute. Cogliete le opportunità. </i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Siate consapevoli dei vostri limiti, e ancora di più dei vostri punti di forza. La narrazione del “puoi superare ogni tuo limite” e del “nulla è impossibile” non mi è mai piaciuta, perché semplicemente falsa. Tutti abbiamo dei limiti ed è buona cosa cercare di migliorarli, ma ad un certo punto bisogna anche concentrare le energie sulle nostre qualità, lavorando al massimo su quelle. Circondatevi di persone che vi supportino. Chi vi vuole davvero bene vi starà sempre accanto, non importa cosa accada. Ricordatevi di loro quando arriverete in alto, e ricordate anche che ogni punto di arrivo non è altro che un punto di partenza.</i>”</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Un grazie speciale ad Arianna per aver accettato con grande entusiasmo di raccontare la sua esperienza</b>. <b>Mi auguro che possa fungere da esempio concreto e fonte di motivazione per tutti coloro che ogni giorno si adoperano con dedizione, studio e impegno per realizzare i propri sogni.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Ilaria De Marinis</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><br></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/1b31bHkeo7o">https://youtu.be/1b31bHkeo7o</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Dec 2020 10:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Attenzione a Videolezioni e Smart working, potrebbero essere un pericolo per il nostro udito]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E9"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In più occasioni, parlando di prevenzione dei problemi di udito, ci siamo soffermati sui danni provocati dall'uso costante degli auricolari. Ebbene, in questo ultimo periodo in cui molti di noi sono costretti in casa, <b>l'uso delle cuffie è diventato molto più frequente</b>, sia per chi pratica <b>smartworking</b> e video conferenze, sia per i tantissimi studenti che ogni giorno seguono più ore di video lezioni, le quali si aggiungono al già quotidiano uso &nbsp;per scopi ricreativi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sappiamo bene che volumi alti e tempi di esposizione prolungata possono causare problemi di udito, meglio conosciuti come trauma acustico. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/auricolari-cuffiette.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">È dunque bene ricordare che <b>per evitare una simile situazione sarebbe necessario attenersi alla regola di utilizzo degli auricolari a un volume di circa 60 dB</b>, ovvero il corrispondente del <b>60% della portata massima dei riproduttori</b>, o comunque è importante che durante l'ascolto in cuffia si riescano a percepire anche i suoni provenienti dall'esterno. Ciò indica che non siamo sottoposti a un'intensità tale da isolarci completamente. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Importanti sono anche i tempi di esposizione, i quali sarebbe bene non protrarli oltre i 60 minuti continuati, contemplando alla fine una pausa di 15/20 minuti prima di un'ulteriore sessione di ascolto.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ulteriori suggerimenti sono di natura &nbsp;igienica</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">È bene, infatti, che ognuno utilizzi i propri inserti auricolari senza prestarli ad altri in famiglia, così come è bene che questi siano sempre igienizzati prima del loro utilizzo, poiché depositi di germi e batteri possono portare a infezioni dell'orecchio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ricordiamo che nel 2014 l'Organizzazione &nbsp;Mondiale della Sanità &nbsp;aveva certificato che oltre 1 miliardo di persone nel mondo tra i 12 e i 35 anni erano a rischio ipoacusia</b>, proprio per le costanti sollecitazioni a carico di quest'organo e per i livelli di ascolto elevati di musica e videogame in cuffia e che una simile situazione potrebbe incidere ancora di più su questo dato allarmante. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/U5rFMLGw1Zg">https://youtu.be/U5rFMLGw1Zg</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Dec 2020 10:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Questa è febbre scarlattina!”. Scatta la fobia e il teatro va in “quarantena”... ]]></title>
			<author><![CDATA[M° Marco Corcella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E8"><blockquote><div class="imTALeft">Il 5 dicembre scorso, al Teatro dell’opera di Roma, <span class="fs12lh1-5"><b>“Il Barbiere di Siviglia”,</b></span> firmato alla regia da Mario Martone e alla direzione da Daniele Gatti, ha prodotto due cose straordinarie. </div><div class="imTALeft"> </div><div class="imTALeft"><b>La prima</b>: il <b>Teatro, inteso come arte, si è appropriato totalmente del teatro</b>, inteso come luogo fisico, facendolo diventare tridimensionale: è diventato un luogo “democratico” dove hanno trovato spazio anche sarti e tecnici, e il teatro intero è diventato il palcoscenico, trasformando il palco reale nel balcone di Rosina, la platea in una piazza e al contempo in una grande gabbia ideale, nella quale è rinchiusa la povera protagonista, con delle corde che attraversavano l’intero spazio.</div><div class="imTAJustify"><hr class="imTALeft"></div><div class="imTALeft"><i class="fs22lh1-5 cf1">Rosina è in “lockdown”, un po’ come tutti noi ora. </i></div><div class="imTAJustify"><hr class="imTALeft"></div><div class="imTALeft"> </div><div class="imTALeft"><b>Qui c’è la seconda cosa straordinaria</b>, il vero colpo di genio: trasportare a tratti quest’opera capolavoro del comico, dal carattere travolgente e turbinoso, in questi tempi un po’ strani. </div><div class="imTALeft"><b>Simpaticamente scioccante per certi versi, il momento in cui, alla frase “questa è febbre scarlattina”, scatta immediatamente la fobia da mascherina, indossata da tutti i personaggi, e la misurazione con termometro del povero Don Basilio, da parte del direttore Daniele Gatti, munito preventivamente di termometro ad infrarossi. </b></div><div class="imTALeft"><b><br></b></div></blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/barbiere-di-siviglia-martone.png"  title="" alt="" width="690" height="300" /></div><blockquote><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft">Direttore che, non solo è stato uno straordinario interprete musicale insieme all’ottima orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, ma si è dimostrato anche all’altezza nel ruolo di attore affidatogli dal regista, nel ruolo di accompagnatore in scooter del factotum Figaro, amplificandone l’effetto comico.</div><div class="imTALeft">Sperando che questo intelligente mix di classico e contemporaneo, di una potenza e semplicità espressiva straordinarie, con una scenografia tradizionalmente intesa praticamente assente, che passa da costumi d’epoca a tute da motociclista e carrozzelle, non abbia urtato troppo la sensibilità degli irriducibili tradizionalisti, possiamo solo constatare che goderne, è e sarà, come ritornare improvvisamente alla funzione originaria dell’opera lirica, che, quando le è stato liberamente concesso, <b>ha sempre voluto raccontare l’attuale</b>: vizi, virtù, gioie e dolori dell’uomo a lei contemporaneo <span class="fs12lh1-5 ff1">*</span>. ---&gt; <span class="fs14lh1-5 ff2"><a href="https://www.raiplay.it/video/2020/12/Il-barbiere-di-Siviglia-474e0c7f-9622-42c1-954b-ba5a1dee35a7.html " rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Il video completo su RaiPlay</a></span></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----marco-corcella---musica-.html#.X9HnpthKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>M° Marco Corcella</b></a></span></div><div class="imTALeft">Docente di musica e direttore d'orchestra</div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA_E_TEATRO" rel="next" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs12lh1-5">“Musica e teatro”</span></a></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></div><div><br clear="all"></div><div><hr align="left" size="1" width="33%"></div><div><span class="fs9lh1-5">*<a href="https://scribacchina.it/2019/01/15/la-traviata/ " rel="help" target="_blank" class="imCssLink"><i>“l’opera deve essere contemporanea, il suo ordine è incontrovertibile. Gli attori devono essere vestiti come gli spettatori, spezzando la divisione tra palco e platea e creando un riflesso diretto, senza mezzi termini, dei fatti narrati nell’opera sulla società</i>”. Samantha Colombo</a> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/z6IXsHkIAKU">https://youtu.be/z6IXsHkIAKU</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 09:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I sogni si realizzano sporcandosi le mani: non lamentarti, datti da fare!]]></title>
			<author><![CDATA[Mary Di Gioia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E7"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Parliamo sempre di cambiamenti, vogliamo cambiamenti, vogliamo cambiare ma rimaniamo ancorati ad energie stagnanti. Energie &nbsp;“diffamanti e vampire”... </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La paura di osare ci lascia intrappolati in pensieri negativi che non ci permettono di andare avanti, di non guardare oltre. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Siamo abituati ad organizzare e programmare, ma non è sempre così</b>: gli eventi ci cambiano e cambiano i progetti e il nostro modo di pensare …</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Cambiamenti che non vogliamo accettare e cambiamenti che mettono in subbuglio il nostro modo di essere …</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dare spazio a qualcuno che permette di vedere l'orizzonte non è sbagliato</b>. Se si consente a qualcuno di vederlo insieme non è sbagliato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Forse “<i>a quattro occhi e attraverso due menti</i>” possiamo migliorarci, capire, comprendere, e trarre beneficio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/azione.jpg"  title="" alt="" width="690" height="418" /><br><blockquote><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5">Quando dalla vita non otteniamo quello che vogliamo, in fondo non lo cerchiamo veramente… abbiamo, forse, avuto solo il coraggio di urlarlo ai quattro venti, ma non abbiamo mai concretizzato quel desiderio nell’azione vera e propria!</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Tentare, provare non ha mai inferto ferite che mortali, al contrario, molto spesso le ha guarite! </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Bisognerebbe comprendere che uscire dalla zona di comfort potrebbe svelare orizzonti inaspettati, meravigliosi … salvifici … Prova anche tu!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-dislessia.html#.Xe4i6-hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mary Di Gioia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Donna, mamma, guerriera della vita</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore…</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/p5QfyF9pkHU">https://youtu.be/p5QfyF9pkHU</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Dec 2020 10:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In arrivo il CASHBACK, il rimborso per chi acquista con pagamenti elettronici. Ecco come beneficiarne ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E6"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Con il <b>Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 156/2020 del 28.11</b>, sono note le disposizioni attuative del <b>CASHBACK</b>, vale a dire il riconoscimento di un <b>rimborso in denaro al fine di incentivare l'utilizzo di pagamenti elettronici</b>, a favore delle persone maggiorenni e residenti in Italia che effettuano abitualmente acquisti di beni e servizi con strumenti di pagamento elettronici da negozi, bar, ristoranti, supermercati, ecc… </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sono esclusi gli acquisti on-line, gli acquisiti necessari allo svolgimento di attività imprenditoriali o professionali, le operazioni relative a pagamenti ricorrenti, con addebiti su carta o c/c.</span></div><div><hr></div><div> <i class="fs12lh1-5"><span class="cf1"><span class="fs22lh1-5">A decorrere dal 1 gennaio 2021, pertanto, sarà previsto <span class="fs22lh1-5"><b>un rimborso percentuale (pari al 10%) </b></span></span></span><span class="cf1"><span class="fs22lh1-5"><b>calcolato sulle transazioni </b></span></span><span class="cf1"><span class="fs22lh1-5">effettuate con strumenti di pagamento elettronici, ogni 6 mesi, nonché un rimborso "speciale" pari ad € 1.500 a favore dei primi 100.000 soggetti che totalizzano, in un semestre, il maggior numero di transazioni.</span></span></i></div><div><hr></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Gli interessati sono tenuti a registrarsi, mediante la App "IO", comunicando il proprio codice fiscale, nonché gli estremi identificativi degli strumenti elettronici di cui intendono avvalersi per effettuare i pagamenti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/spesa-pagamento.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Per partecipare al rimborso è necessario aver eseguito almeno 50 transazioni nel periodo di riferimento. </span><span class="fs12lh1-5">È </span><span class="fs12lh1-5">possibile ottenere un rimborso massimo di € 150 a semestre, fino a € 300 l'anno. </span><span class="fs12lh1-5">È </span><span class="fs12lh1-5">previsto, inoltre, a decorrere dall’8 dicembre fino al 31 dicembre 2020, l'avvio dell'iniziativa in "via sperimentale" (c.d. Extra Cashback di Natale).</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b>Per partecipare al rimborso è necessario effettuare almeno 10 transazioni con strumenti di pagamento elettronici</b>, nel periodo di riferimento. </span></div><span class="fs12lh1-5">Gli accrediti dell'Extra Cashback di Natale saranno effettuati nel mese di febbraio 2021 e, se le risorse stanziate non saranno sufficienti a garantire il pagamento integrale dei rimborsi spettanti, gli stessi saranno ridotti proporzionalmente ...</span><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"<br></a></span><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></blockquote></div><a href="https://youtu.be/oCIewcrRkK8">https://youtu.be/oCIewcrRkK8</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Dec 2020 18:00:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?in-arrivo-il-cashback,-il-rimborso-per-chi-acquista-con-pagamenti-elettronici--ecco-come-beneficiarne-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[VIOLENZA SULLE DONNE. Parlarne tutti i giorni è la vera battaglia, non solo nella GIORNATA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Virginia Ricatti]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E5"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">25 Novembre 1960. Santo Domingo. Tre sorelle, attiviste politiche, chiamate “mariposas”, vengono fermate per strada, picchiate, stuprate e gettate in un burrone dai loro assassini, per simulare un incidente. </span><span class="fs12lh1-5">25 Novembre 1981. Bogotà. Primo “incontro internazionale femminista delle donne latino americane e caraibiche”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutto è nato da lì, ma tanto è ancora da fare. Si, perché <b>si stima che nel mondo si verifichino circa 140 femminicidi ogni giorno </b>(Global Study on Homicide 2019) e solo in Italia, nel 2020, una donna ogni tre giorni. Sono dati agghiaccianti, se si pensa che purtroppo i numeri dei femminicidi sono purtroppo sottostimati.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">È un fenomeno che non accenna a diminuire e che in questi ultimi mesi è ancor di più una vera e propria emergenza pubblica. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Poiché il lockdown di marzo, ha “rinchiuso” moltissime donne in casa assieme al loro aguzzini, lasciandole inermi e vittime di una duplice pandemia, nascosta, “ombra”, &nbsp;come l’ha definita il presidente Mattarella.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">I dati sui femminicidi ci mostrano come l’uccisione delle donne sia un fenomeno dilagante, la notizia di questi femminicidi (perché è giusto chiamarli così e non omidicidi, <b>al fine di sottolineare come la persona sia stata uccisa in quanto donna)</b> rimbomba sui titoloni dei giornali o dei telegiornali, mostrando come le donne abbiano pagato con la morte il prezzo più alto. Ma purtroppo non è l’unica violenza inflitta loro. È solo l’esito nefasto di una morte annunciata, di una violenza silente perpetrata nella maggioranza dei caso fra le mura domestiche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Purtroppo, infatti, <b>i dati e le testimonianze ci dimostrano che, spesso, è proprio colui che dice di amarci a farci più male</b>; che, proprio in virtù del suo ruolo così importante nella nostra vita, <b>ci svilisce e ci intimidisce attraverso atti di violenza verbali, psicologica e fisica</b>. E se quest’ultima è facilmente identificabile, attraverso lividi, ecchimosi o ancor peggio, fratture, ustioni o veri e propri attentati alla vita, le aggressioni psicologiche sono più sottili e meno visibili, anche da parte di chi ci circonda e che potrebbe aiutarci; esse, mano a mano ci svuotano, ci privano della nostra essenza, lasciandoci in balia di relazioni tossiche e spesso inconsapevoli degli abusi emotivi di cui siamo vittime. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/no-violenza.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La violenza psicologia si esplica attraverso molteplici modalità</b>: svalutazione della persona e &nbsp;di ogni aspetto della sua vita, critiche, ricatti, induzione del senso di colpa, minacce; ma tutte hanno l’intento di abbassare l’autostima della donna, di isolarla dai propri affetti e di renderla sempre di dipendente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sono vere e proprie aggressioni alla persona, alla sua integrità di donna e di essere umano. Difficili da identificare, ma soprattutto da ammettere ad alta voce. Sì perché la donna, spesso, non riesce ad accettarlo lei per prima. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non riesce a guardare il suo compagno, suo marito per il mostro che è; ha paura del giudizio degli altri; ha paura di cosa potrebbe accadere ai propri figli; non si ama abbastanza, soprattutto dopo anni in cui è stata oggetto continuo di abusi; prova vergogna; si sente sola.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Perciò, cercare aiuto è già un passo enorme</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">È un atto di coraggio e speranza, a cui abbiamo il dovere di rispondere. In quanto donne, in quanto esseri umani, in quanto cittadini di una società che deve essere migliore, deve riconoscere le sue falle e porvi rimedio. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">I femminicidi e la violenza contro le donne, in tutte le sue sfaccettature, sono fenomeni ancora troppo dilaganti, ancora troppo spesso inascoltati, ancora troppo spesso dimenticati nel quotidiano. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">È necessario un cambiamento culturale, che parta dal linguaggio, dai pensieri, dai comportamenti. È necessario che se ne parli a scuola, in famiglia, ovunque. Viviamo in una società androcentrica e spesso anche noi donne non sappiamo riconoscere la violenza, perché gli stereotipi culturali fanno parte di noi. Se un uomo alza la voce, è spesso considerato normale. Se ci telefona insistentemente o ci rimprovera per non aver risposto, è spesso considerato segnale di interessamento. Se ci da uno schiaffo, potremmo pensareche forse sia stata colpa nostra. Ma, la realtà è che non è normale niente di tutto ciò.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----virginia-ricatti--psicologia-.html#.XyRG7BJS9f8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Virginia Ricatti</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Dottoressa in Psicologia Clinica e di Comunità</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... </span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/pWa5eUmK16k">https://youtu.be/pWa5eUmK16k</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 09:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’autunno non è la stagione della malinconia! Pensaci, abbondano i frutti maturati durante l’estate ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E4"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">L’autunno e i suoi colori influenzano la nostra mente e il nostro cuore: la caduta delle foglie dagli alberi, l’atmosfera cromatica dalle tonalità rosse tendenti al marrone, tipiche di questo periodo e la riduzione delle ore di luce, possono suscitare stati d’animo di tristezza, malinconia e nostalgia per l’estate che è stata e non è più. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Lasciate alle spalle le gradazioni di colore che la natura ci ha donato nei mesi scorsi e le energie che stimolavano la voglia di fare</b>, <b>di muoversi e l’entusiasmo</b>, <b>con l’autunno siamo invitati alla riflessione, alla solitudine, all’osservazione e alla calma</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Avvertiamo spesso un maggior desiderio di star soli: ci dedichiamo ad attività solitarie e introspettive come la lettura di un libro, l’ascolto della musica o la visione di un film. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Finito un ciclo vitale ne inizia un altro</b>: gli alberi spostano la loro energia verso le radici per prepararsi ad accogliere le nuove gemme nella successiva primavera. Le foglie cadute a terra lasciano a loro volta i nutrienti essenziali per arricchire il terreno e alimentare le piante. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Allo stesso modo per noi la stagione autunnale può essere il momento in cui “fare i conti”</b>, chiudere alcuni “capitoli” di vita per ricominciare. Lasciar andare i pesi emotivi, far <i>scorrere</i> le emozioni e, <i>rileggere</i> in modo nuovo e più funzionale alcuni pensieri malinconici può far germogliare energie rinnovate. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/malinconia-autunno.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>I ricordi e i pensieri rivolti al passato</b>, così come i vissuti, <b>e gli stati d’animo</b>, <b>possono essere anche l’occasione per imparare ad attribuirvi un significato diverso e di lì ripartire per ricominciare</b>. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf2">Come gli alberi lasciano cadere le foglie dagli alberi anche noi possiamo lasciare andare pensieri dolorosi che ci ancorano al passato impedendoci di costruire qualcosa di nuovo e proficuo. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nutrirci degli insegnamenti donati dalle esperienze</b>, anche quelle più difficili, <b>permette di imparare a coltivare la resilienza</b>, di affrontare e superare le difficoltà e di coltivare rinnovata fiducia nelle proprie capacità. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non viviamo soltanto un tempo di <i>riduzione</i></b>: delle ore di luce, delle temperature, delle energie e delle possibilità di <i>fare</i> fuori di casa per via delle restrizioni che ci sono state imposte dalla situazione attuale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La preparazione al freddo invernale è anche un momento di <i>raccolta</i>. L’autunno è la stagione in cui abbondano i frutti maturati durante l’estate. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Èil tempo in cui poter raccogliere le energie e incanalarle in direzioni più utili e produttive. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questa stagione dell’anno</b>, così come della nostra vita, <b>può essere l’occasione per provare a evolverci e “rinnovarci”</b>, per guardare a noi stessi e affrontare le nostre emozioni, anche quelle negative, <b>per fare i conti con la realtà e, dove possibile, agire per modificarla. </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Come i semi che in questo periodo dell’anno scendono in profondità nel terreno per attivarsi lentamente e germogliare verso la superficie in primavera, anche noi possiamo attivare quel processo di risveglio interiore che coinvolge appieno la profondità del nostro essere <b>imparando a <i>nutrire</i> la felicità</b> per quello che abbiamo e per quello che siamo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Moscatelli </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/v5FVmJKPSrY">https://youtu.be/v5FVmJKPSrY</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 09:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il COVID è entrato anche a casa mia. Lo caccerò via, perché sono POSITIVA nella vita!]]></title>
			<author><![CDATA[prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E3"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Essere ottimisti non significa scansare le avversità della vita che sono sempre in agguato come un instancabile nemico, pronto a minacciare il tuo semplice, ma buon vivere.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">E così, quello che pensi capiti solo a chi, col suo pesante essere, se le va a cercare &nbsp;tutte, può capitare anche a te.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5">Nella mia casa arriva lui.</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">L’ospite più indesiderato del momento: il maledetto virus dell’anno 2020.</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ti guarda in faccia e ti dice: <b>"Io sono qua. Credevi d' essere immune dal conoscermi?".</b>E sei costretto a dargli la mano, che pure, poco prima, avevi prudentemente igienizzato.Ad abbozzargli un sorriso di benvenuto dietro alla tua mascherina fiorata, ma un po’ sudata.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Improvvisamente la mia mente va in confusione, assalita da mille perplessità che rischiano di destabilizzarmi, minacciando la mia naturale serenità.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mia indole ottimistica, però, prende il sopravvento sullo strano senso di svuotamento ed abbattimento che la visita inattesa ha scatenato in me e reagisce al temuto virus, che, nonostante abbia mietuto tante vittime, ha dimostrato d’avere un debole per i soggetti più vulnerabili, per età e patologie già esistenti nell’organismo di chi ne viene sfortunatamente contagiato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/positiva.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Fugge sconfitto, infatti, da chi, per esempio, non ha mai fatto uso di nicotina, e non ha sporcato le sue vie respiratorie, né ha impedito a queste, di riempirsi di quell' ossigeno di scorta vitale, che una regolare pratica sportiva, ed una conduzione di vita sana, han loro assicurato.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Che entri pure in casa, dunque, il portatore della malattia incoronata a regina dell'anno!</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Sarò gentile con lui. Ma solo in apparenza, perché a sua insaputa, assumerò tanta vitamina, da rendermi forte ed inattaccabile da spaventarlo e scoraggiarlo, così che non si sogni più di tornare a farmi visita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Insomma, il virus avrà da me il benservito e si convincerà che qui non c’è posto per chi vuol buttarmi giù fisicamente e psicologicamente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Qui, nella mia casa, si canta e si suona. Si pratica sport. Si ama. Si immagina. Si progetta. Si vive, appagandosi di quel poco che è tutto … l’essenziale.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/D5DhJS5hGWc">https://youtu.be/D5DhJS5hGWc</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 Nov 2020 09:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Indimenticabile Gigi Proietti: la prima cosa che si insegna ad un attore è proprio quella di essere VERI pur stando su un palco]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E2"><blockquote><div><span class="fs9lh1-5 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.teatro.it/recensioni/edmund-kean/gigi-proietti-talentuoso-incontenibile" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs9lh1-5">Credit immagine</span></a></span></div><div><span class="fs9lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, doveroso da parte mia, in una rubrica nella quale cerco attraverso personali esperienze artistiche, il punto di vista educativo e formativo, la mia decennale ricerca nel campo, <b>rendere omaggio a uno straordinario Maestro di vita e di arte: Gigi Proietti</b>. &nbsp;Benché la sua indiscussa maestria di artista camaleontico e istrionico quale è stato si sia distinta in diversi campi, <b>è nel Teatro che il suo talento è stato capace di fare sua la più grande verità e al contempo la più grande illusione</b>: la finzione teatrale - “<i>più sono bravo a fingere, più il pubblico è bravo a credere alla finzione</i>”-. E il Teatro Gigi Proietti lo ha amato di un amore viscerale fino alla fine. “Chi fa questo mestiere deve amare in modo sacro il proprio lavoro” affermava con forza specie nell’ultimo periodo, momento storico particolarmente critico per l’arte in genere e in modo specifico per il Teatro, unica espressione artistica in grado di tenere unite le persone in un immenso afflato, lacerata per forza di cose nella sua identità e istituzionalmente ignorata, considerato l’elevato costo di un biglietto, privilegio per pochi. Si crucciava del fatto che in molti non ne potessero usufruire privati ingiustamente della magia che, solo su un palcoscenico o negli attimi immediatamente prima l’apertura di un sipario, si potesse respirare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il Teatro, un gioco antichissimo, che pone le sue radici nella notte dei tempi e che Gigi Proietti trasmetteva con destrezza sopraffina insieme alla naturale predisposizione all’arte scenica che possedeva innata, tanto da fargli interrompere, giovanissimo, gli studi alla facoltà di giurisprudenza a soli sei esami dalla fine</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/gigi-proietti.jpg"  title="" alt="" width="690" height="460" /></div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs9lh1-5 ff1"><a href="https://www.cdt.ch/cultura-e-societa/e-morto-gigi-proietti-MN3384178?_sid=8DD8qNd5" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Credit Immagine</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">I suoi esordi lo vedono cantante e musicista esibirsi nei night club della capitale, prima di seguire il corso di mimica del Centro Universitario Teatrale tenuto da Giancarlo Cobelli, che nota subito le sue qualità di musicista e lo scrittura per uno spettacolo d'avanguardia da lui diretto, “Can Can degli italiani” (1963). Non voglio dilungarmi nella sequela di successi che di lì a poco segnarono la sua brillante carriera e che sicuramente una ricerca su internet saprà fare meglio di me, voglio solo ricordare i mille volti di un artista a tutto tondo che non ebbe bisogno di frequentare accademie: </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">lui, Gigi, aveva l’arte impressa nel DNA e da bravo trasformista fu alternativamente tutto e ciascuna cosa insieme- attore di teatro, cinema e tv, regista, doppiatore, direttore artistico, musicista, cantante, cabarettista, trasformista, scrittore, poeta e grande affabulatore. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Abile, passava dall’uno all’altro ruolo con eccezionale naturalezza, esperto nella finzione teatrale a tal punto da dialogare con lo spettatore sul filo di una giocosa empatia sulla quale puntava molto: fondamentale il ruolo attivo del pubblico e lo speciale legame che si crea con l’attore. <b>La prima cosa che si insegna a un attore è proprio quella di essere “veri” pur stando su un palco</b>: un’arte, ma soprattutto, oserei dire, una <b>scommessa con se stessi</b>, un intimo colloquio con la propria interiorità grazie al quale ci si conosce e per mezzo del quale si comunicano pezzi di vita altrui che finiscono con l’appartenerci. Notevole la carica drammatica, ma è in quella comica, di cui conservava gelosamente il mistero, che si distingue collezionando i maggiori successi. Mi piace ricordarlo nel “<b><i>Lonfo</i></b>”, un magnifico “<b><i>non sense</i></b>” che però ritrova tutto il “<b>senso</b>” nella sua mirabile interpretazione, capace com’era di vestire di profondità ogni cosa con l’unicità della sua mimica e della sua voce: un sottile limite, impercettibile, tra realtà e illusione che però facevano tutt’uno con la forza della sua bravura e insieme del suo essere.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it  " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA_E_TEATRO" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/qonQz-I87aQ">https://youtu.be/qonQz-I87aQ</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 10:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fine della giornata: impara anche tu a fermarti. Rilassa mente e corpo, te lo meriti...]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E1"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Entro in auto, allaccio le cinture, accendo frettolosamente il motore e avidamente parto. Giornata complicata, faticosa, ho gli occhi stanchi e <b>l’unico pensiero è ritornare a casa</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>“Troppe cose, troppi impegni, troppi ruoli”</i>, sussurro in un profondo colloquio con me … Adesso con la didattica a distanza da gestire a casa, con i bambini da aiutare, da supportare, da motivare, ancora di più … </span></div><div><span class="fs12lh1-5">“<i>Da domani rallento</i>”, mi prometto, “<i>da domani imparo a demandare, a soprassedere, a non organizzare tutto, perché raramente gli incastri pensati trovano realizzazione nella realtà</i>”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Mentre guido comprendo che <b>il tragitto del ritorno a casa dal lavoro è l’unico momento vero di relax</b>, in cui mi concedo un riassunto sincero della giornata, in cui vedo distanti tensioni, problematiche, in cui riesco a guardare <i>al di fuori di me</i> senza affanno, forse perché … ritorno a casa …Per un attimo fulmineo mi godo la bugia che “infilare le pantofole” suggellerà definitivamente la fine della mia operatività, almeno per il giorno odierno, ma la bugia, appunto, dura un secondo appagante di estasi fittizia, per poi cadere miseramente nell’archivio pullulante e disordinato dei pensieri di “<i>ciò che devo ancora fare” … &nbsp;&nbsp;&nbsp;</i></span></div><hr><div><i class="fs22lh1-5">I<span class="cf1">ntanto guido e inizio a concepire l’idea che non devo rallentare da domani, ma da oggi, da ora, da subito, perché, forse, <b>è proprio questo ciò che devo realmente fare</b> e che sicuramente mi merito! </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Respiro profondamente cercando di ossigenare la mente</b>: la strada davanti mi ricorda che <b>non ci sarà mai traguardo e arrivo definitivo</b>, che l’unica cosa che può dipendere da me è la maniera di guardare il tragitto, la prospettiva che intendo dare al percorso, il modo di esplorare il paesaggio, imparando, oggi a “<i>bruciare l’asfalto</i>”, domani, anche a concedermi il lusso di rallentare e, perché no, persino di fermarmi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/relax-fermarsi.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">E allora prometto a me stessa che, una volta ritornata a casa, nessun dovere inquieterà la mia mente, che, se vorrò, potrò fermarmi, potrò distendere la mente e con essa anche il &nbsp;corpo, smettendo di illudermi di poter mantenere il passo dei secondi che scorrono, smettendo di pretendere di vincere sempre la corsa contro il tempo che, inevitabilmente, taglia ogni volta il nastro prima di me. E’ come se giocasse d’anticipo per battermi spudoratamente, o si divertisse a vedermi sfinita di faticaquasi fino all’arrivo, per poi farmi cadere meschinamente: da oggi decido di non fargli più la guerra, di essergli alleata, di accettarlo con l’umiltà di lasciarlo scorrere senza volerlo inseguire, afferrare, fermarlo per riempirlo a più non posso di ciò che oggettivamente non può contenere.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Respiro profondamente, avverto una strana sensazione di leggerezza</b> … </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ecco: sono a casa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/Jne9t8sHpUc">https://youtu.be/Jne9t8sHpUc</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 09:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Aiuto... mio figlio è ADOLESCENTE. Quale genitore si sente pronto?]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Tiseo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001E0"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">L’adolescenza è una fase della vita molto importante perché determina un cambiamento nonsolo fisico, ma anche e soprattutto psicologico. Mi trovo, da madre di un ragazzo di 13 anni, a fare i conti con questa nuova prospettiva e sinceramente a volte non so come agire e ho paura che un mio atteggiamento percepito in modo errato possa dare risultati negativi nel comportamento di mio figlio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Io penso all’adolescenza come ad una metamorfosi, come un bocciolo che apre i suoi petali o, meglio ancora, come il baco da seta che diventa una bellissima farfalla. Ciò implica una circostanza fondamentale: si lascia qualcosa di sé per apprendere o trovare qualcos’altro che prima non c’era.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Proprio qua risiede la difficoltà per noi genitori: cercare di capire ciò che si sta affacciando nella mentalità dei nostri figli, che lasciano la condizione di <i>bambini</i>, per entrare in quella di <i>adulti</i>.</span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Cahn diceva: “nell’adolescenza si definisce il rapporto tra il riproporsi dell’identico e l’emergere del nuovo”.</span></i></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Gli adolescenti ci chiedono più libertà, più privacy, cominciano a sentire esigenze nuove che non sempre possiamo o dobbiamo accontentare.</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ADOLESCENTE-RIBELLE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Sentendo tanti fatti di cronaca mi rendo conto che la generazione di oggi è abbastanza incline alla violenza, anche se in famiglia si sono sempre perseguiti valori pacifici e di correttezza. I social, poi, hanno contribuito a divulgare alcune ”bravate” di ragazzi che, forse presi dalla noia o dall’eccesso di vizi soddisfatti, vengono messe in atto nei confronti di adolescenti un pochino più fragili o non conformi agli stereotipi della società. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Atti di bullismo verso ragazze dalle morbide fisicità, atti di vandalismo nei confronti di attività commerciali od opere d’arte sono sempre più frequenti, ma ciò che li rende ancor più devastanti sono le varie condivisioni tra gruppi, esibendo tale scempio in rete, arrivando anche a coloro che vivono una vita ben distante da tutte quelle brutture. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Bisogna lasciare loro la giusta libertà di esprimersi e di essere e bisogna dare loro quellafiducia indispensabile per farli crescere, ma vi giuro ho tanta paura di lascarlo libero di esplorare &nbsp;inquesto mondo così difficile.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Un punto di forza può essere il dialogo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">I ragazzi devono avere la sicurezza che a casa si può parlare di tutto, che una mamma e un papà saranno sempre pronti ad ascoltarli in qualsiasi situazione, perché chi più di un genitore può dare sostegno ed aiuto ad un figlio in difficoltà? Cerchiamo di essere tutti più presenti nella vita dei nostri figli, rinunciamo magari ad un caffè con le amiche e ascoltiamoli, osserviamoli, perché, a volte, anche il linguaggio non-verbale ci può aiutare a capire che stanno attraversando un momento difficile e che hanno bisogno di aiuto, prima che quell’aiuto lo vadano a cercare in strade intrise di pericoli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/professione-digital-marketer.html#.X5RemIgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Francesca Tiseo</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Digital marketer e ricercatrice di verità</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Pensieri e Parole</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/43D_BwlfIjg">https://youtu.be/43D_BwlfIjg</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Nov 2020 11:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nella VITA impara a mantenere l’EQUILIBRIO: cadere nel PRECIPIZIO è un attimo]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DF"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">A questo punto del viaggio viene spiegata la Legge dell’Equilibrio e la disposizione delle energie universali.</span><br></div><div><b><i class="fs12lh1-5">"È giunto il momento di attraversare lo spazio che si trova tra queste due altissime montagne e l’unico modo per farlo è camminare su questo piccolo ponticello che collega le due vette. Il ponte è stretto ed è costantemente mosso da due potenti venti. Alla destra soffia il vento della Manifestazione e a sinistra il vento della Vacuità, il ponte è nel suo centro."</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Le due montagne rappresentano l’inizio illusorio e la fine illusoria di un percorso. Come ben sappiamo, è difficile stabilire con precisione l’inizio di un processo, così come la fine. La scienza ancora non sa come spiegare l’origine della materia in maniera certa, così come non sa come spiegare la sua fine. Il ponte rappresenta la linea del nostro tempo, la nostra vita continuamente influenzata da processi interiori e processi esteriori. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/burrone-equilibrio.jpg"  title="" alt="" width="640" height="352" /><div><br><blockquote><div><b><i class="fs12lh1-5">"Attraversando il ponte non devi preferire nessuno dei due Venti, altrimenti cadrai nel precipizio. Ora la tua mente ti sta suggerendo una domanda. </i></b></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Cos’è la Manifestazione e cos’è la Vacuità? La Manifestazione è l’organizzazione precisa ed ordinata della materia. La Vacuità è lo stato illimitato e infinito da cui si origina la Manifestazione. </span></i></span></div><div><hr></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Per rendere chiaro il concetto ci serviamo di un esempio. Ciò che tu percepisci all’esterno o all’interno &nbsp;è Manifestazione, mentre ciò che Tu non percepisci è Vacuità. Ciò che è Manifesto trae origine da ciò che Non è Manifesto".</i></b></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La Manifestazione è tutto ciò che è noto ed è misurabile o sperimentabile. La Vacuità è occulta ed incommensurabile (senza misura). </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">C’è chi vive poggiando i piedi su ciò che si può verificare chinando il capo verso la materia densa. C’è chi vive con in punta di piedi e con il capo rivolto al cielo, verso ciò che non è misurabile. Entrambi gli approcci sono limitati e riduttivi. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">"Per camminare su questo ponte devi conoscere la Legge dell’Equilibrio. Senza tale conoscenza e osservanza di questa Legge, cadrai nel precipizio. Ad ogni tuo passo ricordati che esiste la Manifestazione, ma non dimenticare che la Manifestazione è una condensazione della Non Manifestazione. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Il tuo tempo trascorso non deve essere speso a preferenza di un aspetto a scapito dell’altro. La Materia esiste per esprimere le idee che provengono da un livello astratto che si avvicina sempre più allo stato della Vacuità."</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Il ponte va attraversato con i piedi sulla materia, lo sguardo proiettato all’orizzonte (che è l’unione tra il noto e l’ignoto, tra cielo e terra) e la schiena dritta verso il cielo. In questo modo il polo positivo del Cielo (+), discende sulla Terra (-) e si esprime in maniera chiara nella nostra azione e visione neutra (N). Tutto ciò è una metafora e nel pratico è applicabile con il concetto: “Piedi a terra (azione materiale), sguardo attento (azione sensoriale consapevole) e mente Aperta (Azione mentale e spirituale proiettata verso l’illimitato)”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><i><span class="fs10lh1-5">Dal Libro Verde – Capitolo V</span></i></div><div><i><span class="fs10lh1-5">Parte Prima</span></i></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XhB6M0dKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/gBED4JGJJhE">https://youtu.be/gBED4JGJJhE</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Nov 2020 16:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non farti abbattere da questo momento di CRISI: sfodera le tue capacità migliori e SII RESILIENTE!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DE"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Autunno 2020. <b>Siamo in piena pandemia da Covid-19</b>. Devo scrivere il mio articolo e ho difficoltà, perché devo pensare ad un argomento, ma è difficile trovarne uno che possa incoraggiare e motivare i miei lettori in questo periodo di smarrimento generale, di perdita di punti di riferimento e dei valori essenziali, di timore per la salute. Poi mi sono fermata un attimo e mi son chiesta: <b>cosa si può fare nel qui ed ora? Cosa può aprire una luce a questo buio?</b>Ed allora mi son detta, forse, la SPERANZA di farcela, la RESILIENZA, quella FORZA INTERIORE che ci dice di non arrenderci, ma di andare avanti, di non abbatterci, anche nei momenti più complessi della vita. <b>Se ci si abbatte è finita</b>. <b>Certamente le preoccupazioni offuscano la mente</b> assieme alla capacità di ragionare e trovare soluzioni.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Quindi la speranza. La speranza permette alle persone di auto motivarsi, di rassicurarsi nei momenti difficili con quella sottile, silenziosa, ma profonda sensazione interiore che ce la faremo a fronteggiarli e a superarli. </span></i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Siamo indubbiamente in un periodo di crisi. </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma cosa significa crisi?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Se ci rifacciamo all’etimologia della parola crisi (dal greco <i>krísis</i>: scelta, decisione, che riconduce al verbo greco krino = scegliere, comprendere, giudicare, valutare), <b>potremmo cogliere in essa uno spiraglio di luce</b>, al contrario di ciò che generalmente si pensa dato che la si considera un periodo buio intriso di difficoltà che la persona vive durante la vita. Dunque, in questo senso, <b>la crisi potrebbe non essere vista in termini negativi</b>, giacché <b>indica una fase di cambiamento</b>, di rottura degli equilibri esistenti prima che essa avvenisse. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La crisi è un periodo di passaggio, di assunzione di consapevolezza che ci pone di fronte alla necessità di prendere decisioni e di compiere delle scelte. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quindi la crisi prepara chi la vive ad una rinascita</b>, ad uscire da una situazione di impasse. E’ un reinventarsi per migliorarsi. <b>Dalla crisi, dunque, si esce cambiati</b>, rinnovati. E’ un <b>periodo di riflessione</b>, <b>di raccoglimento ed introspezione</b>, <b>di studio</b>, <b>di crescita per ridefinire i propri obiettivi ed il proprio progetto di vita</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">A questo bisogna educare i giovani, attraverso una comunicazione educativa autentica, attraverso il dialogo e l’ascolto, per far comprendere loro che le difficoltà si possono superare <b>avendo fiducia nelle proprie possibilità e nell’amore per se stessi</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/amare-se-stessi.jpg"  title="" alt="" width="640" height="379" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">E’ fondamentale diventare soggetti responsabili, capaci di autogoverno, in grado di compiere scelte consapevoli per il bene proprio e degli altri. Spesso, in questo cammino, i giovani (ma anche gli adulti) hanno bisogno di orientamento, di qualcuno che li sappia guidare in ciò. Il cammino di crescita riguarda tutti. Se ognuno non matura e non cresce in se stesso, non potrà essere un punto di riferimento e una guida per l’altro. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel caso specifico della relazione educativa, quando qualcuno (educatore) vede nell’altro (educando) qualità positive e glielo comunica, gli permette di migliorare, gli rafforza l’autostima. Se la persona si sente amata, infatti, aumenta la propria autostima che le permette di resistere in un ambiente ostile. Detto ciò, <b>la relazione umana</b> (d’amore, in generale) e <b>la relazione educativa sono importanti per il perfezionamento umano</b>, anche e soprattutto in tempo di crisi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista Consulente Filosofico</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Bioetico e Pedagogico</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di<a href="https://www.cittadellinfanzia.it/apprendimento-e-relazioni.php#.X7alU2hKjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Apprendimento e Relazioni". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/00LfWwa6gRg">https://youtu.be/00LfWwa6gRg</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Nov 2020 16:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I figli non devono realizzare i SOGNI infranti dei genitori: lasciamoli liberi nella passione e nel talento!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DD"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ognuno di noi nasce con un talento e deve avere la possibilità di seguire le proprie passioni e inclinazioni. Accade spesso, però, che bambini e ragazzi soffrano perché obbligati dalla propria famiglia a scegliere percorsi scolastici, universitari o attività sportive e di altro carattere non coincidenti con le proprie attitudini e preferenze. Questo può accadere quando prevalgono idee legate a pregiudizi e in particolare quando <b>gli adulti dimenticano che i propri figli non corrispondono a una loro proiezione sulla quale trasferire le proprie aspirazioni e sogni non realizzati</b>, ma sono persone altre, complete, con propri desideri, capacità e qualità.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">A questo proposito vi propongo la lettura dell’albo illustrato “A tutto ritmo” di </span><span class="cf1"><b>Fulvia Degl’Innocenti</b></span><span class="cf1">, con le illustrazioni di Elisa Rocchi ed edito da Valentina Edizioni.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La storia ci parla di <b>Elisa</b>, una bambina appartenente a una famiglia nella quale sono tutti musicisti e, ovviamente, ci si aspetta che anche lei scelga il proprio strumento. Le vengono proposti il pianoforte, il violino, il flauto, ma a lei non interessano, perché <b>il suo più grande desiderio è suonare la batteria in quanto ama il rock</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/libro2.jpg"  title="" alt="" width="656" height="492" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“<i>Ma Elisa, la batteria non è adatta a una bambina</i>” le dice la sua mamma, “<i>se il violino e il pianoforte non fanno per te, troveremo di sicuro qualcos’altro che ti piace</i>”. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ma Elisa è convinta della sua scelta e non si arrende: trova delle pentole e dei coperchi per creare una batteria improvvisata e fare musica.</span></i></span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">I genitori però intervengono, la rimproverano e le tolgono le pentole, sostenendo che servono per cucinare e non per suonare. La piccola allora cerca altri oggetti per suonare e usa secchielli e scatole. A questo punto i genitori, osservando la determinazione della figlia, accettano di comprarle la batteria e finalmente tutta la famiglia riunita può dilettarsi suonando insieme.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questo libro</b>, dalle illustrazioni divertenti e particolarmente espressive, <b>ha il pregio di aiutarci a cogliere il punto di vista dei bambini</b>, a calarci nei loro panni, e a porre attenzione sull’importanza di ascoltare e comprendere i piccoli, instaurando un rapporto positivo basato sul dialogo e il rispetto reciproco.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Buona lettura!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Ilaria De Marinis </a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> <span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/AaPuSDG_R98">https://youtu.be/AaPuSDG_R98</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 16:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Bonus Pc e Internet. Come richiederlo]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DB"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dal 9 novembre 2020</b>, alle famiglie con ISEE inferiore ai 20.000 euro è riconosciuto un <b>contributo massimo di 500 euro</b>, sotto forma di sconto, sul prezzo di vendita dei canoni di connessione ad internet in banda ultra larga per un periodo di almeno dodici mesi e, ove presenti, dei relativi servizi di attivazione, nonché per la fornitura dei relativi dispositivi elettronici (CPE) e di un tablet o di personal computer. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il Bonus sarà gestito da Infratel </b>ed è rivolto alle famiglie che non sono titolari di contratto di connettività internet, o in caso di detenzione di contratto internet a banda larga di base, inferiore a 30Mbit/s in download. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/dddi-bonus.jpg"  title="" alt="" width="690" height="690" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ai fini della fruizione del contributo, <b>il beneficiario presenta presso gli operatori accreditati apposita richiesta corredata dalla copia del proprio documento di identità in corso di validità e da una dichiarazione sostitutiva</b>, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante che il valore dell'ISEE relativo al nucleo familiare di cui fa parte non supera i 20.000 euro e che i componenti dello stesso nucleo, per la medesima unità abitativa, non hanno già fruito del contributo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">A ogni modo, non può essere il singolo a richiedere il bonus, ma si deve passare attraverso l'operatore di telefonia che dovrà attivare un servizio di connettività, visto che non è previsto il bonus per il solo device. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>C'è anche una clausola di recesso gratuito</b>: si può uscire senza costi dal contratto siglato avvalendosi del bonus per siglarne un altro, portandosi dietro l'importo residuo del contributo. Questo, però, a patto che il nuovo contratto garantisca livelli di servizio almeno pari a quelli previsti dal precedente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/M3YIHFJ6oQQ">https://youtu.be/M3YIHFJ6oQQ</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 09:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lascia andare, non puoi CONTROLLARE tutto. Accettare gli eventi migliorerà la tua  VITA!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DC"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Accettare sign</b><b>ifica saper prendere quello che nella vita accade, anche quando può risultare diverso e doloroso dalle aspettative</b>. Vuol dire riconoscere che alcuni piani e progetti nei quali sino a quel momento avevamo investito le nostre energie non sono realizzabili, e avere il coraggio di “lasciar andare” piuttosto che ostinarsi a tutti i costi a “trattenere”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Come diceva Tommaso Moro … “</b><i>avere la forza di cambiare quello che possiamo cambiare perché dipende da noi, avere la pazienza di accettare le cose che non possiamo modificare perché non sono sotto il nostro controllo e soprattutto avere la capacità e il coraggio di saperle distinguere ci permette di non sprecare le nostre risorse</i>”. Il tempo, il denaro, le energie del corpo e soprattutto quelle della mente non devono essere sperperati nel tentativo di modificare circostanze e persone che ci circondano. Se è vero che siamo umani e la nostra autorealizzazione e il nostro benessere dipendono in larga parte dalla motivazione e dall’impegno, costante e faticoso, che mettiamo nel conseguire dei traguardi, di qualunque tipo essi siano, <b>è pur vero che non tutto è sotto il nostro controllo</b>. <b>Controllo</b>: una parola che ci accompagna spesso e che si abbina con <i>possesso, ossessione, delirio</i> e <i>perdita</i> dello stesso. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Perché non tutto può essere sotto il nostro controllo ma spesso è difficile ammetterlo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutti sappiamo, ad esempio, che non abbiamo il potere di decidere la nascita e la morte, ma riconoscerlo è ben lontano dall’accettarlo. E se in questi casi si tratta di eventi completamente indipendenti dalla nostra volontà, per altri aspetti, apparentemente più banali<i>, spesso crediamo che il nostro desiderare ardentemente qualcosa o qualcuno ci possa permettere di “possederlo</i>”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Resistere</b>, provare a tutti i costi ad opporsi e non voler “lasciar andare”, rischia di ridursi così ad un combattimento contro i “mulini a vento”: come Don Chisciotte della Mancia ci sforziamo di contrastare una realtà che non esiste, qualcosa più grande e indipendente da noi. Ne ricaveremo soltanto ansia, frustrazione, dolore, tristezza e rabbia. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/LASCIAR-ANDARE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">Spesso la rabbia e il risentimento sono nutriti dal desiderio recondito di cambiare i nostri compagni di vita, i genitori, i figli e tutte le persone che amiamo. </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Quella rabbia si alimenta giorno dopo giorno e si riversa su chi non risponde ai nostri sforzi di lasciarsi plasmare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci impedisce di “lasciar andare”, tiene legati ad una realtà inesistente acuendo ferite già profonde. La rabbia è dolorosa non soltanto per chi ne è destinataria, ma soprattutto per chi la vive e la agisce. &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>È </b><b>vero che lasciar fluire il risentimento che alcune situazioni comportano e imparare a “cambiare rotta” non è sempre facile</b>: significa <b>dover ricostruire una nuova “mappa” di sé e del mondo</b>, individuare nuovi obiettivi e altre priorità. Continuare ad aderire ad alcune idee e posizioni che abbiamo costruito a fatica e per le quali tanto ci siamo affannati, può invece essere rassicurante; più difficile è essere flessibili e provare a immaginare nuove situazioni. Siamo umani e cerchiamo di evitare il dolore, le emozioni negative connesse all’accettazione “dell’impossibilità”, al riconoscimento del “limite” rischiando soltanto di rinviare il dolore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Far finta di nulla</b>, <b>ostinarsi</b>, <b>incassare “dei colpi</b>” <b>senza apparente turbamento</b>, <b>continuare ad andare avanti sempre nella stessa direzione non significa aver evitato di ferirsi per sempre</b>: <b>il dolore che non viene elaborato tornerà prima o poi e si farà sentire, forse in altre forme, più forte che mai.</b></span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Fare lo sforzo di imparare ad accettare vuol dire, invece, ammettere che, spesso, tentando di sbarazzarci del &nbsp;dolore si rischia di amplificarlo lasciandosi intrappolare da pensieri non funzionali. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">“Lasciar andare”, invece, non equivale ad un atteggiamento generale di rassegnazione e sopportazione, ma significa abbandonare tutti gli sforzi inutili finalizzati a ricercare soluzioni inesistenti, accogliere i rischi che vivere comporta e riconoscere se ci stiamo muovendo in direzione della nostra serenità e del nostro benessere. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Moscatelli </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/gMBY-8FHgRk">https://youtu.be/gMBY-8FHgRk</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Nov 2020 09:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Bonus Bici e Monopattini 2020. Dal 3 Novembre è possibile farne richiesta. Ecco come…    ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001DA"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getArticolo&id=%7b8CC39829-12E9-45EB-8F50-DF0BF2BA7A14%7d&codiceOrdinamento=200022900000000&articolo=Articolo%20229" target="_blank" class="imCssLink">L'articolo 229</a> del DL n. 34 del 19 maggio 2020 (decreto Rilancio) ha introdotto un <b>bonus mobilità</b>, noto anche come <b>bonus bici</b>. <b>A ciascun beneficiario</b>, maggiorenne, residente nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia oppure nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, <b>è riconosciuto un buono mobilità pari al 60 per cento della spesa sostenuta</b> e, comunque, <b>in misura non superiore a euro 500</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il buono mobilità può essere utilizzato per</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;l'acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita;<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;l'acquisto di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (segway, monopattini, hoverboard e mono-ruota);<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;l'utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. <br></span></li><li><span class="fs12lh1-5">I buoni mobilità sono emessi secondo l'ordine temporale di arrivo delle istanze fino ad esaurimento delle risorse disponibili per l'anno 2020.</span></li></ul><div><hr></div></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il buono mobilità non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini del computo del valore dell'indicatore della situazione economica equivalente. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Per gli acquisti di beni, o l'utilizzo di servizi sopraindicati effettuati dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, è previsto il rimborso pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/segway1.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Durante la prima fase (fino all'<b>attivazione della piattaforma del 3 novembre</b>), al fine di ottenere il rimborso, i beneficiari devono presentare istanza registrandosi sull'applicazione web <b>buonomobilita.it</b>, entro e non oltre sessanta giorni dalla operatività dell'applicazione. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Per accedere alla piattaforma è necessario disporre delle credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e munirsi di copia della fattura o scontrino parlante dell'acquisto agevolato.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Alternativamente alla procedura a rimborso, una volta che l'applicazione sarà operativa, a partire dal 3 novembre (seconda fase), ciascun buono mobilità, generato attraverso l'applicazione web, potrà essere utilizzato presso i fornitori di beni e di servizi di mobilità e comporterà la riduzione sul prezzo di acquisto del bene o utilizzo del servizio. <b>I buoni mobilità devono essere utilizzati entro trenta giorni dalla relativa generazione</b>, pena l'annullamento. In caso di annullamento del buono mobilità, il beneficiario potrà richiedere sull'applicazione web l'emissione di un buono sostitutivo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/Nt-gejzfnsU">https://youtu.be/Nt-gejzfnsU</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 20:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lettera allo SPORT ai tempi del Coronavirus: sei un bisogno di prima necessità, sei il vero scudo anticovid]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D9"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">"Caro sport, che fine ha fatto il senso della tua esistenza? Perché ti definiscono “<i>attività non essenziale”</i>? Sei nato per formare e irrobustire, ma a te, <b>per alcuni</b>, si può anche rinunciare.</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Tu non saresti né più essenziale, né più salutare… </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Eppure gli addetti ai lavori, ben conoscono quanto tu sia indispensabile all’individuo, in crescita e non, per il suo benessere psico-fisico, per il suo equilibrio e il buon funzionamento di tutti gli apparati del corpo, come dei muscoli ed articolazioni. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ora ti sottovalutano: diventa prevenzione il non praticarti.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il termine prevenzione, però, non è piuttosto insito in te? Non sei tu che da sempre previeni ogni tipo di paramorfismo, inestetismo, che l’assenza di movimento, o l’immobilismo, inevitabilmente causano?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/covid-sport.jpg"  title="" alt="" width="640" height="459" /><div><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">Davvero un paradosso e una enorme contraddizione quest’idea di prevenzione!</b></div><div><span class="fs12lh1-5">So bene che per recarsi nei luoghi dove ti si pratica bisogna spostarsi, a piedi o con mezzi di trasporto, rischiando contagi, e che i tuoi stessi luoghi, se non adeguati, non igienizzati, favorenti gli assembramenti, possono essere occasione di infezione, ma tu resti determinante nella quotidianità: di prima necessità, come il cibo che nutre il corpo, ma anche l’anima e la mente.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Come può, infatti, la mente umana restare giovane, attiva e viva, se costretta alla sedentarietà?</span></i></span></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Significa chiuderla in un guscio che le impedisce di esprimersi e produrre. </span></i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Dunque, sport, perché s’accaniscono contro di te?</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma sta’ tranquillo. Noi, tuoi paladini e seguaci, ti difenderemo: faremo in modo che nessun diffuso timore possa darti disonore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Grazie di esistere SPORT!”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/anxzXXyfjmI">https://youtu.be/anxzXXyfjmI</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 17:24:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Finalmente la pedagogia entra nella scuola. Siamo in piena EMERGENZA educativa!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D8"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’anno scolastico cominciato da un po’</b>, nonostante ansie e preoccupazioni per il rientro a scuola, causa Covid, <b>da docente pedagogista l’ho salutato con benevolenza</b>, foriero di belle promesse e di una svolta, o meglio, di una riconsiderazione che sembrava essere perduta chissà dove. <b>Due belle novità</b> hanno accompagnato l’estate appena trascorsa a ridosso del nuovo avvio, pensando che finalmente ciò che sembrava ormai lontano potesse essere ricondotto nel luogo di sua stretta competenza: <b>la pedagogia a scuola</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La scuola come ambiente educativo di apprendimento è l’alveo dove la Pedagogia si esplica e si attua e vederla nascosta nelle borse, nei libri, nelle idee, nelle teste, nei cuori e nelle anime di tanti docenti e dei propri studenti, non doveva essere una bella opportunità da cogliere, ma la ragione stessa per cui l’ambiente siffatto è nato</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nell’anno dell’incertezza, <b>accanto alle regole che da sempre accompagnano il percorso di ciascun studente </b>(cura di se stessi, del proprio benessere, del proprio materiale, dei sussidi, degli arredi, dei luoghi in cui si vive dentro e fuori la scuola, rispetto per sé e di conseguenza per gli altri), <b>ve ne sono delle altre che hanno soffocato</b>, per forza di cose, condivisione, aiuto reciproco, sorriso, gentilezza, modus operandi basilari per la convivenza e l’apprendimento. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Cosa ha pensato allora il Ministero della Pubblica Istruzione</b> perché quest’anno scolastico potesse essere vissuto non a metà, ma, al contrario, all’insegna della svolta prima accennata? <b>Un’azione importante</b>: far giungere in tutte le scuole di ogni ordine e grado insieme alle linee guida per il rientro a scuola in sicurezza, anche quelle per <b>l’insegnamento dell’Educazione Civica</b>. Ci si chiede: era necessario dettare linee guida per un insegnamento già presente nella scuola? La risposta è: sì! </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’educazione civica, nonostante sia sempre esistita nelle nostre scuole, è stata vissuta, tuttavia, in un modo piuttosto marginale. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quale nesso possa esservi tra questo tipo di insegnamento e l’emergenza? </b>Praticamente tutto: tale insegnamento giunge rafforzato nelle nostre aule per ricordarci che, a dispetto di distanziamento, gel e mascherine, non dobbiamo dimenticare che valori quali la condivisione, il sorriso, la gentilezza, l’aiuto, il muto insegnamento, l’apprendimento cooperativo non possano essere dimenticati, ma vissuti in un altro modo ri-vivendo una scuola sempre meno artificiosa e più aderente e radicata alla realtà. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/MIUR-MINISTERO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’emergenza sanitaria ha sì bloccato per un po’ quello stesso processo e la naturale vita scolastica</b>, che per una serie di ragionevoli motivi non poteva essere trasportata e riprodotta entro le mura domestiche, ma <b>ha</b> altresì <b>ricordato a tutti che una &nbsp;rete di vicendevole aiuto tra operatori della scuola, docenti, studenti e famiglie fosse necessaria perché insieme si potesse superare un momento in cui servirsi di una parola importante come “resilienza”</b>, fosse operazione utile per parlarci di cambiamento, di un altro modo per affrontare le difficoltà e superarle. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Una rete sinergica che richiama i criteri base di una educazione alla convivenza civile che vuole partecipi altri attori, quali la famiglia, ad esempio, che con il “Patto di corresponsabilità” sottoscrive un impegno a costruire quella comunità dentro una più grande. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’altra bellissima novità è consistita proprio in un Protocollo recentemente firmato tra il Miur e il mondo Pedagogico</b>, per inaugurare un anno scolastico con progetti a sostegno di studenti minati da povertà educativa. <b>Un Protocollo che vedrà presto Pedagogisti ed Educatori socio-pedagogici nelle nostre scuole a supporto della stessa educazione alla convivenza civile, della didattica, della relazione educativa e inclusione</b>, corroborando l’offerta formativa, in cui <b>la condivisione possa essere la soluzione a un’emergenza</b> che prima ancora di essere sanitaria è <b>educativa</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nell’attesa che i professionisti dei processi pedagogici possano lavorare in modo cooperativo con la scuola e nell’attesa dei tanti, tantissimi progetti mirati dove ora più che mai la scuola possa tessere strette relazioni con il territorio e farsi vera comunità educante, <b>ci auguriamo di parlare d’ora in avanti di educazione e di scuola e soprattutto di Pedagogia come strumento di trasformazione sociale e benessere in senso lato</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti </span></div><div><span class="fs12lh1-5">per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/qTXfqCcUEtM">https://youtu.be/qTXfqCcUEtM</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 11:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Difficile COMUNICARE attraverso le mascherine: chi ha già problemi di UDITO come fa?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D7"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Una delle strategie principali che i soggetti ipoacusici, seppur inconsapevolmente adottano per sopperire alle difficoltà di comprensione dovute al calo dell'udito, è data dalla lettura del labiale e delle &nbsp;espressioni facciali dell'interlocutore. Questo è ciò che accade sia per i portatori di apparecchio acustico che non, ed <b>è una modalità di ascolto che i tecnici audioprotesisti suggeriscono sempre ai propri pazienti</b>, al fine di ottimizzare l'ascolto anche in quelle &nbsp;situazioni in cui la correzione uditiva garantisce risultati molto alti. &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Purtroppo l'ormai nota emergenza Covid impone l'uso delle mascherine</b>, e questo ha di fatto reso le <b>comunicazioni delle persone affette da ipoacusia decisamente più difficili, aumentando</b> in questa popolazione il <b>senso di isolamento e di disagio</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L'uso della mascherina, purtroppo, non solo elimina l’approccio visivo dell'ascolto, ma riduce e modifica sensibilmente la qualità della voce. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Difficoltà queste che si evidenziano maggiormente nelle situazioni in cui vi sia del rumore ambientale e una distanza più alta dall'interlocutore. Sebbene questo risvolto fosse facilmente intuibile, soprattutto per chi come me opera nel settore audioprotesico, ho riscontrato nel corso di questi ultimi mesi numerose manifestazioni di difficoltà relativamente a questo aspetto. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/PARLARE-COVID-19.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Dal momento in cui non è possibile fare a meno dell'uso delle mascherine, che comunque rappresentano una tra le più importanti modalità di protezione a cui ci si deve attenere, <b>quello che maggiormente raccomando a tutti è la sensibilità e il buon senso di favorire l'ascolto</b>, parlando in maniera diretta, scandita e non troppo veloce, soprattutto quando si è a conoscenza della difficoltà uditiva del nostro interlocutore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Un altro suggerimento è quello di fermarsi a conversare in ambienti che non siano molto rumorosi e che renderebbero il tutto ancora più difficile</b> . </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Esistono anche delle mascherine trasparenti che possono essere di aiuto in questi casi. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Come ho più volte ribadito in precedenti articoli, l'impatto psicologico di una parola non compresa è ben diverso tra un soggetto con capacità uditiva integra e un soggetto invece consapevole del proprio deficit. Quest’ultimo, infatti, darà un’attribuzione più problematica ad ogni parola <i>mancata</i>, sebbene a chiunque può capitare che durante l'ascolto qualcosa sfugga. Uno dei motivi principali è che insieme all’udito si perde anche un po’ di fiducia verso quella capacità sensoriale. <b>Comunicare in maniera efficace</b>, in questi casi, vuol dire <b>abbattere</b> una "<b><i>barriera architettonica</i></b>"</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a>-</b>Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/CKQuH5E798c">https://youtu.be/CKQuH5E798c</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 16:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giornalismo scadente e caos. Lo sai che la causa potresti essere proprio tu?]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Tiseo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D6"><blockquote><div>Questo periodo è ormai sotto la lente di ingrandimento di tutti per il discorso <span class="fs12lh1-5"><b>Covid-19</b></span>. Avete fatto caso che aprendo i social, sfogliando i giornali o ascoltando la tv la notizia che più ricorre e che è più condivisa è quella relativi ai nuovi contagi e alle disposizioni statali circa il distanziamento sociale?</div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Possibile che nel mondo non accade nulla di diverso? Possibile che il virus sia l’unica cosa che possa interessarci? Chiaramente no, ma le autorità giornalistiche guidate da quelle dello Stato vogliono che si parli solo di Covid. L’opinione pubblica deve parlare, per gran parte della giornata, solo di questo argomento. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il fenomeno ha un nome e si chiama Agenda-setting</b></span>. Questo concetto presuppone uno scarto rilevante tra la parte di realtà vissuta direttamente dalle persone e la parte della realtà conosciuta attraverso i media.</div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Infatti, gran parte della conoscenza della realtà non può pervenire dalle nostre esperienze personali, ma dalle rappresentazioni proposte dai media.</b></span> Non possiamo avere conoscenza globale di tutto ciò che accade nel mondo, per questo motivo, non potendo fare esperienza, sul campo, ci si affida alla lettura dei contenuti giornalistici in ogni sua forma. In pratica, in modo subdolo, ci indicano l’importanza, in ordine gerarchico, dei vari temi su cui l’opinione pubblica deve soffermarsi. <span class="fs12lh1-5">L’effetto è massimo quando le persone non possono fare esperienza diretta:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">Non possiamo sapere, ad esempio, se effettivamente il numero dei contagiati sia reale;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Non possiamo conoscere le reali condizioni di alcuni ospedali convertiti per dare spazio ai malati Covid;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Non possiamo infine sapere quanto possa essere devastante un’infezione se non l’abbiamo presa noi in prima persona.</span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><br></div></div><div>Giocando su questa mancanza diretta di conoscenza da parte del pubblico è facile influenzarlo e diffondere paure e ansie. <span class="fs12lh1-5"><b>La minaccia del “non sapere ciò che accadrà”</b></span> genera nell’individuo una sorta di preoccupazione che se l’aggiungiamo alle norme che regolano il distanziamento sociale, diventa un cocktail esplosivo che può degenerare in <span class="fs12lh1-5"><b>ansia lieve o depressioni.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/caos-covid-infodemia--2-.jpg"  title="" alt="" width="690" height="459" /><div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Vorrei essere di aiuto, vorrei confortare queste persone, ma spesso mi rendo conto che non è semplice, perché è più difficile spegnere un sentimento negativo specie se è forte e globale. Allora provo a scrivere. &nbsp;Chissà che qualcuno, leggendo, possa cogliere un barlume di speranza, ed è per questo &nbsp;che mi sento di dire che bisogna, sì, rispettare le regole che ci sono state imposte, per se stessi e per la salute degli altri, ma mi permetto di consigliare anche di spegnere la tv, di chiudere i cellulari e dedicarsi all’arricchimento della propria mente e della propria anima. Ci si potrebbe dedicare maggiormente ai propri hobby, passare più tempo con i figli, fare sport, studiare o magari aggiustare quel lavandino che perde da mesi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Se non ci si può vedere e non si possono condividere serate insieme, insomma se non possiamo regalarci sentimenti positivi legati all’interazionismo, cerchiamo di emozionarci e rimanere stabili ritornando a quelle &nbsp;attività magari accantonate da tempo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non è mai troppo tardi per riassaporare la vita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/professione-digital-marketer.html#.X5RemIgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Francesca Tiseo</b></a></span></div><div>Digital marketer e ricercatrice di verità</div><div><br></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></div></div><div><br></div><div> </div></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/BF4uPDCctiE">https://youtu.be/BF4uPDCctiE</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 16:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Voglia di dolce? Uno STRUDEL di mele light per i primi pomeriggi d’autunno in casa ]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D5"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Oggi vorrei dare il benvenuto all’autunno con un dolce ideale per una prima colazione energica, ma allo stesso tempo salutare perché povera di grassi, o per essere gustato in compagnia. &nbsp;Dal web ho provato a riprodurre una rivisitazione dello strudel di mele, dolce tipico del Trentino Alto Adige, con piccole varianti. Appena preparato, la casa si è invasa del tipico profumo di cannella che anticipa l’atmosfera natalizia che tanto mi piace. Le mie cavie per l’assaggio sono state le mie amiche: Maria, Annamaria e Barbara. Abbiamo accompagnato lo strudel ad una tisana: il dolce momento è stato davvero apprezzato da tutte! Io vi propongo la mia ricetta, spero vi piaccia!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ingredienti per la pasta</b>: 250 g di farina bianca di tipo 00; 60 g di uova:un po’ di sale<b>; </b>2 cucchiai (20 ml) di olio extravergine d'oliva; 60-65 ml di acqua.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Per spennellare: &nbsp;</b>20 g di miele;5 cucchiai di acqua.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Per la farcitura:</b>una manciata di gherigli di noci (8 circa); 2 cucchiai (50 g circa) di marmellata di arancia; 3 cucchiai (50 g circa) di pane grattugiato; mezzo bicchierino di Brandy; 1 pizzico di cannella; succo di limone non trattato; 3 cucchiai di zucchero; 300 g (2-3 grandi) di mele. Zucchero a velo da spolverare per servirlo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/mele-strudel.jpg"  title="" alt="" width="427" height="640" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Prepariamo la base dello strudel.</b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">In una ciotola capiente versare la farina, l’uovo, un pizzico di sale, un paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva e 60-65 ml di acqua. Impastare energicamente, prima con un cucchiaio, poi a mano.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dall’impasto si deve ottenere un impasto liscio ed omogeneo, non troppo duro per facilitare la successiva stesura della pasta. Avvolgere la palla d’impasto nella pellicola trasparente e lasciar riposare mezz’ora, fuori dal frigorifero.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Prepariamo il ripieno dello strudel. </b>Sbucciare le mela e tagliarle a piccoli pezzetti: versarla in una ciotolina, insieme al succo di limone (importante per evitare che le mele si ossidino) e i 3 cucchiai di zucchero, tutto il Brandy e il pizzico di cannella. Lasciare macerare le mele finché non si stende l’impasto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Trascorsi i 30 minuti, sistemare una carta forno di grande dimensione, sul mercato ci sono i formati large in altezza, spolverizzare un po’ di farina, dunque, stendere una sottilissima sfoglia (dovete ricavare una sfoglia alta circa 42 cm e larga circa 56 cm) se riuscite di più è meglio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ora riscaldare in un pentolino acqua e miele, spennellate la sfoglia (facendo attenzione a non usarla tutta perché servirà ancora alla fine) e spolverizzare il pane grattugiato sulla sfoglia (servirà per assorbire il liquido che le mele produrranno in cottura). &nbsp;Versare le mele, i gherigli di noce e I ciuffetti di marmellata di arancia.Con l’aiuto della carta forno, avvolgere delicatamente la sfoglia sul ripieno per due volte e la terza volta dal lato opposto, fino a formare un filoncino. Trasferirlo dunque in una placca da forno.Ultimare spennellando la superficie del dolce di mele con il restante sciroppo di miele.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Cuocere il forno caldo a 180°C per 30 minuti</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Servitelo tiepido con una spolverata di zucchero a velo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.XLseougzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Direttrice Artistica Puglia Cake Festival</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.Wi7HwUribIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico"</a> .</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La fantasia non conosce confini...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><br></div></div><a href="https://youtu.be/p6vEytiHNXE">https://youtu.be/p6vEytiHNXE</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 09:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vaccini e vitamine. Come aiutare le difese immunitarie?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009C"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-ruolo-degli-immunomodulatori-nelle-infezioni-respiratorie-ricorrenti--" target="_blank" class="imCssLink">Leggi parte prima </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div>La scorsa volta ho spiegato cos’è il <b class="fs12lh1-5"><a href=" https://it.formulaswiss.com/blogs/sistema-immunitario/come-il-cbd-puo-aiutare-a-migliorare-il-sistema-immunitario?" rel="help" target="_blank" onmouseover="x5engine.imTip.Show(this, { text: 'Approfondisci Formula Swiss', width: 180});" class="imCssLink">sistema immunitario</a></b>, perché ci sono bambini che si ammalano più di altri e ho elencato i principi presenti nei principali prodotti utilizzati come immunomodulanti. <b class="fs12lh1-5">Oggi inizierò ad analizzarli</b>.</div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Lisati Batterici</b>: iniziamo con loro perché sono stati i primi ad essere utilizzati. Sono costituiti da cellule batteriche che vengono disgregate con lo <b>scopo di stimolare il sistema immunitario a riconoscere e combattere le infezioni batteriche</b>. Sono assunti per via orale sotto forma di diverse formulazioni (gocce, bustine, capsule, ecc…) e <b>vengono erroneamente chiamati vaccini</b>. Non approfondiremo questo tipo di immunomodulatore, perché su richiesta dell’A.I.F.A (agenzia italiana di farmaco vigilanza) quest’anno è partita da parte dell’E.M.A (Europeanmedicines agency) &nbsp;una revisione di questi lisati utilizzati per la prevenzione di patologie infettive del tratto respiratorio. L’EMA revisionerà tutte le informazioni disponibili e raccomanderà se mantenere, variare o sospendere l’autorizzazione al commercio di questi medicinali in tutta l’U.E.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1">Questo significa che non sono efficaci? Quest’anno non dobbiamo più usarli? </span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’efficacia dei lisati batterici è contestata sia perché gli studi &nbsp;sono datati, ma anche perché sono criticabili da un punto di vista metodologico</b>. <b>Utilizzeremo questi prodotti laddove gli altri immunomodulanti non hanno prodotto grossi risultati</b>, visto che molti bambini negli anni scorsi ne hanno beneficiato. Negli ultimi anni, come ho sottolineato nel precedente articolo, sono nati numerosi fitoterapici. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5"><b>Echinacea</b>: l’azione dell’echinacea sul sistema immunitario deriva dalla sua <b>capacità di attivare l’azione fagocitaria dei linfociti-macrofagi </b>(rinforza il sistema immunitario specifico), queste cellule fagocitano gli agenti dannosi come batteri,funghi,ecc … <b>L’echinacea contiene l’echinacoside che possiede un’azione antibiotica</b>, <b>corticosimile e antiviralee l’echinaceina</b> che le <b>conferisce un’attività antinfiammatoria</b>.</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">Una serie di metanalisi hanno mostrato che i preparati di echinacea sembrano essere efficaci sia nel trattamento che nella profilassi delle malattie da raffreddamento, tuttavia i preparati di echinacea utilizzati negli studi clinici sono molto diversi tra loro. È stata studiata a lungo per valutare l’efficacia e la sicurezza (effetti collaterali pericolosi) e sembra essere sicura, anche se son state riportate reazioni allergiche. Il rischio di interazioni sembra essere molto limitato.</span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Sambuco</b>: è una pianta preziosa, i fiori e le bacche mature <b>hanno proprietà terapeutiche e agiscono come immunomodulatori inibendo le azioni delle citochine (che causano infiammazione) e del virus dell’influenza</b> impedendo a questi di aggravare i problemi respiratori. <b>Il Sambuco è un ottimo antiossidante perchè ricco di vit.C, inoltre contiene vit.E ed A .</b></span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Astragalo</b>: è una <b>pianta perenne della famiglia dei piselli</b> che si trova maggiormente in Cina.Tra le sue proprietà vi è anche quella <b>immunomodulatore</b>, <b>aumenta le difese immunitarie</b> verso determinati batteri, virus e protozoi.</span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Lattoferrina</b>: è una sieroproteina molto importante <b>presente nel latte materno</b>, con concentrazioni massime nel colostro. <b>Possiede un’attività antimicrobica, antivirale, antimicotica, antiossidante e immunomodulante</b>. Viene utilizzata nel primo anno di vita soprattutto visto che sono pochi i prodotti che possiamo utilizzare in questo periodo.</span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Betaglucano</b>: se dovessimo sintetizzare con la maggior precisione possibile la personalità del betaglucano, varrebbe l’affermazione che <b>è uno stimolatore naturale del sistema immunitario della cui bontà terapeutica approfittano le popolazioni delle civiltà orientali da più di due millenni</b>, conoscenza di cui non si è venuti al corrente in Occidente fino alla metà del XX secolo.</span></li></ul><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">L’assunzione equilibrata di vitamine A,B,C,D ed E, associata a minerali come Calcio, Magnesio e Zinco, aiuta a preservare le difese dell’organismo, contribuendo all’ottimizzazione della risposta immunitaria. I prodotti commerciali sono delle combinazioni di estratti di Echinacea, Sambuco e Astragalo, abbinati alle vitamine, Betaglucano e Zinco.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/vitamine-zinco-magnesio-pediatria.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Negli ultimi anni sono nati prodotti che contengono batteri saprofiti</b>, sotto &nbsp;forma di spray (sia a livello rinologico che faringeo ) che conferiscono una maggior protezione contro le infezioni respiratorie ricorrenti. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La presenza di una normale flora batterica &nbsp;saprofita faringea e delle fosse nasali è fondamentale per il benessere delle prime vie aeree e dell’organismo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Lo spray nasale viene utilizzato soprattutto per prevenire episodi di otite media acuta,rinosinusiti,adenoiditi e il rischio di recidive che attraverso lo <i>Streptococcussalivarius 24SMBce Streptococcusoralis 89°</i>, svolge un effetto barriera, impedendo il contatto tra i patogeni e l’epitelio, <b>inibendo la colonizzazione di potenziali agenti infettivi ripristinando la normale flora batterica. </b>Lo spray per uso orale viene utilizzato per la prevenzione di faringo-tonsilliti, o altre patologie di questo distretto, nei bambini che sono predisposti allo sviluppo di complicanze a carico delle basse vie aeree dopo antibiotico terapia e in tutti i casi in cui risulti opportuno favorire la ricostituzione della normale flora saprofita faringea. Trattamenti topici faringei, sostanze inalatorie irritanti, vari fattori ambientali, fisici o chimici possono influenzare la composizione di questo delicato ecosistema microbico. &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di Famiglia</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it      " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere" </a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione.</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/YXp5YOGna-0">https://youtu.be/YXp5YOGna-0</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Oct 2020 10:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Scuola piena di banchi con CATTEDRE VUOTE. Gli insegnanti di sostegno non ci sono!]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Arianna Sinisi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D4"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In questi giorni ho sperato davvero che un banco potesse risolvere tutti i problemi che affliggono la scuola da sempre, come l'elemento magico di una fiaba. Ho sperato a lungo che fosse così, ma la scoperta che così non sarebbe stato è stata fatta dopo qualche giorno: come ogni anno ho dovuto constatare, infatti, che <b>la vera magia sarebbe stata quella di &nbsp;partire</b>, non una scuola piena di banchi, ma <b>con una scuola piena di docenti</b>. Da insegnante di scuola primaria ho infatti notato che la più grande difficoltà è quella di sentire, anno dopo anno, quanto quelle promesse più volte ripetute nei mesi che precedono l'inizio dell'anno scolastico, a volte nelle fasi di campagna elettorale, rimangano solo tali! Quella speranza di cattedre tutte assegnate dal primo giorno di scuolaha perso subito senso, riportandoci indietro a quanto accade tutti gli anni. Sono convinta che delle valide intenzioni abbiano guidato le scelte prese e che, forse, un'emergenza come quella vissuta abbia spostato il focus della criticità dai posti "vacanti" ad interventi di altro tipo, strutturali, di "messa in sicurezza", condivisibili e sicuramente necessari. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/studenti-covid.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ma la questione della carenza di personale è rimasta immutata</b>: <b>cattedre vuote, nomine ancora in corso e alunni con particolari fragilità</b>, <b>i nostri alunni certificati che andrebbero accompagnati per mano dal primo giorno di scuola, privi di un unico docente di sostegno a loro dedicato</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Certo i politici di turno avranno pensato ai superpoteri di noi docenti capaci di coprire più classi, tutte le discipline e tutti gli alunni, estendendo quella coperta oramai troppo corta per chiunque, che portiamo con noi da sempre.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Mi piacerebbe allora conoscere cosa risponderebbe il politico di turno al genitore di un bambino ancora in attesa di un docente di sostegno</b> che ogni giorno a fine giornata attende con ansia di sapere come sia trascorsa la giornata, come affronterebbe l'ansia di queste mamme, <b>quali parole riuscirebbe a trovare per illustrare il percorso di questo bambino non ancora tracciato</b>, quale orizzonti, ancora nebulosi, riuscirebbe a rischiarare e in quale modo lo farebbe. Lo so che <b>garantire il distanziamento e la sicurezza erano l'obiettivo principale di questo nuovo anno scolastico</b>: "<i>la sicurezza prima di tutto!</i>", ci siamo sentiti ripetere all'infinito. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Credo però che un genitore che ogni giorno accompagna un bambino a scuola, che ha sognato e desiderato quel primo giorno,non avesse mai immaginato per quel piccolo tesoro seduto dietro un banco nuovo, ma accanto alla sua maestra.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Perché è quello il posto più sicuro al mondo</b>: per una mamma, per il suo bambino speciale e per quella maestra che, quanto prima, sarà al suo fianco!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----sinisi---didattica---.html#.Xfs-vxt7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----sinisi---didattica---.html#.Xfs-vxt7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Arianna Sinisi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/bBm28Vd7sAU">https://youtu.be/bBm28Vd7sAU</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 09:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tutti ti cercano per consigli e ascolto. Ma tu, da chi sei ascoltato?    ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003F"><span class="fs12lh1-5">“</span><b class="fs12lh1-5">Quel giorno pioveva a dirotto</b><span class="fs12lh1-5">. Telefonai all’ amica con la quale mi sarei dovuta incontrare e le dissi che non era il caso di vederci. &nbsp;Ci saremmo viste un’altra volta, non appena le condizioni atmosferiche fossero migliorate. </span><b class="fs12lh1-5">In quell’istante &nbsp;provai una chiara sensazione</b><span class="fs12lh1-5">: </span><b class="fs12lh1-5">non ero rattristata all’idea di non vederla</b><span class="fs12lh1-5">. Piuttosto, mi sentii come sollevata da un peso che avvertivo al centro del mio petto. Ero sola in casa. Il silenzio di quelle mura e la pioggia incessante al di là dei vetri mi &nbsp;permisero di distendermi e concedermi &nbsp;riflessioni profonde. </span><b class="fs12lh1-5">Meditai sul mio modo di relazionarmi agli altri</b><span class="fs12lh1-5">. In primo luogo, riflettei &nbsp;su quella sensazione che avevo provato spesso negli ultimi tempi. Continuavo ad offrire il mio aiuto agli altri, a dispensare consigli, ad incoraggiare gli animi altrui, senza rendermi conto che le persone che mi circondavano avevano di me un’idea stereotipata. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br><blockquote><hr><div><i class="fs12lh1-5"><span class="fs22lh1-5 cf1">Ero, per gli altri, ‘la compagnia perfetta’, alla quale poter raccontare una giornata storta, i vissuti ‘sfortunati’ di una vita, i malumori. </span></i></div><hr><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">Tutti erano consapevoli di ricevere perennemente ascolto e attenzione</b><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ascolto-comprensione-empatia_vc5d9ss0.jpg"  title="" alt="" width="634" height="403" /><div><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Credo di averlo sempre fatto, quasi inconsapevolmente, ma il mio corpo cominciava a comunicarmi qualcosa che non potevo più ignorare: un forte malessere. Pensai che avrei potuto cominciare a rispettare i miei stati d’animo ed esprimere agli altri i miei reali desideri. Non era giusto che mi vedessero in modo univoco. </span><b class="fs12lh1-5">Avevo sicuramente una personalità predisposta ad ascoltare, ma questo non dava loro il diritto di approfittarne</b><span class="fs12lh1-5">. </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Presi consapevolezza che di lì in poi la mia vita relazionale avrebbe dovuto subire una svolta.”</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Come possiamo definire il comportamento messo in atto dalla protagonista del racconto?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La protagonista dell’episodio descritto agisce senza dubbio utilizzando un comportamento passivo</b>. Preferisce evitare, con il pretesto delle cattive condizioni atmosferiche, l’incontro con l’altra persona, sebbene cominci a comprendere che il suo modo di relazionarsi non sia corretto. Sente un profondo malessere non solo emotivo, ma anche fisico. Razionalizza sulla sua incapacità di esprimere con onestà i propri bisogni, le emozioni e le idee in merito a situazioni che non accetta. Da un punto di vista pedagogico-relazionale, un atteggiamento tendente a subire gli altri e gli eventi &nbsp;può avere cause che derivano da una bassa autostima. Infatti, la persona è orientata ad evitare i conflitti, a sottomettersi al volere altrui ed è in continuo bisogno di approvazione, calpestando i propri diritti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quale dovrebbe essere il comportamento corretto per vivere al meglio le relazioni?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La risposta migliore a questo quesito è il comportamento assertivo</b>. L’assertività è la capacità di manifestare le proprie idee, le proprie intenzioni e desideri senza prevaricare e non sentendosi prevaricati dagli altri. E’ una capacità che permette di agire con uno stile comunicativo che si adegua &nbsp;alle differenti situazioni che si affrontano. L’assertività offre la possibilità di esprimere il proprio valore nella comunicazione senza sminuire il valore dell’altro e crea “un ponte” positivo con i nostri interlocutori, poiché genera rispetto, fiducia, apertura al dialogo e, dunque, vera conoscenza e stima fra le persone. &nbsp;</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>“Un no pronunciato con convinzione è migliore di un sì pronunciato unicamente per compiacere o, ancora peggio, per evitare problemi.”</i> (Mahatma Gandhi).</span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Al prossimo articolo e buona assertività a tutti! </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.Wuswx4iFPIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></span></b><span class="cf2"> </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">pedagogista, educatore extrascolastico</span> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"><span class="cf1">www.cittadellinfanzia.it</span> </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">Chiedi alla pedagogista di </span><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde.php#.Wusw5IiFPIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicopedagogia"</a></span><span class="cf1">.</span><span class="cf2"> </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">Leggendo attraverso anima e relazioni...</span></span></div></blockquote><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5_WzSbi8aR8">https://www.youtube.com/watch?v=5_WzSbi8aR8</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Oct 2020 10:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sorelle si nasce ogni giorno: l’arte paziente di conoscersi davvero …]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D2"><blockquote><div><i class="fs12lh1-5">“Abbiamo imparato con il tempo a non bussare alla porta sbattuta, anche quando avremmo voluto essere <b>l’una per l’altra </b>al di là del muro …</i></div><div><i class="fs12lh1-5">Abbiamo imparato con il tempo <b>a rimanere in silenzio</b> dietro quella parete, a calibrare bene il respiro per non dare nessun cenno di noi, rimanendoci comunque accanto …</i></div><div><i class="fs12lh1-5">Abbiamo imparato con il tempo persino a percepire il momento giusto <b>per andar via di lì</b> o per accostare lievemente la mano alla soglia, sicure che qualcuno avrebbe aperto </i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/tre-sorelle.jpg"  title="" alt="" width="439" height="640" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Abbiamo imparato <b>a tacere le parole</b>, perché una di noi le aveva già tradotte, a starci vicino guardandoci mute, scrutandoci a vicenda, scavando nel profondo di noi per scoprire il vero senso … </i><i>Abbiamo imparato <b>ad urlare quelle parole</b>, soprattutto quando facevano paura, ad urlarle per l’altra … a combatterle per l’altra … a farci pace per l’altra, perché diventassero alleate e non facessero più tremare …</i></span></div><div><i class="fs12lh1-5">Abbiamo imparato <b>a dosare</b>, <b>goccia dopo goccia,</b> ogni espressione per non ferirci, ma anche ad essere valanga impetuosa per poterci ridestare da pensieri intorpiditi e indolenti…</i></div><div><i class="fs12lh1-5">Abbiamo imparato con il tempo <b>a rimanerci saldamente accanto</b>, l’una al fianco dell’altra, pur non essendo vicine, persino <b>a starci lontane per sfibrare la rabbia</b>,<b>sbrogliare le matasse</b>, continuando, comunque, <b>a tessere fiducia</b> …</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><b>Ognuna è per l’altra</b> non ciò che vorrebbe per sé, ma <b>ciò che è indispensabile essere</b>: quell’ancora, quella roccia, la terra su cui riposare, un accennato sospiro, il tiepido sorriso, la dimora della tristezza, il sogno di bambina, la montagna dalla quale urlare … l’alba meravigliosa della serenità…</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><i class="fs12lh1-5">… Perché sorelle si nasce ogni giorno …”.</i></div><div><i><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></i></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><i class="fs12lh1-5"> </i></div></div><a href="https://youtu.be/YkJzIWFZRlo">https://youtu.be/YkJzIWFZRlo</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Oct 2020 08:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rispetta sempre i tuoi insegnanti: non calpestare mai i principi che hanno voluto trasmetterti!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D1"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Non voltare mai le spalle ai tuoi insegnanti: riserva loro il rispetto che meritano!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Insegnare la riconoscenza e gratitudine</b>, valori indispensabili alla sana convivenza per il rapporto insegnante/alunno, <b>è doveroso da parte di un educatore</b>, di qualunque contesto educativo si parli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Insegnare a non dimenticare quanto si é ricevuto in termini di formazione, cultura, sostegno pedagogico, psicologico ed umano, è fondamentale</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Insegnare a non voltare le spalle</b>, non solo materialmente, <b>con comportamenti che offendano e deludano</b>, a chi ebbe totale dedizione nel porgere il suo insegnamento è essenziale., soprattutto a chi nulla chiede in cambio, se non riconoscenza e gratitudine, o per lo meno, <b>rispetto</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Tuttavia, insegnare tali valori non è garanzia di vederli assimilare, interiorizzare e dimostrare di averli appresi, dai propri ragazzi.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Senza una solida base di educazione anche familiare</b>, infatti, <b>profusa da genitori,</b> attraverso un costante esempio ed instancabile ammonimento, il lavoro di un insegnante svanisce come seme nel terreno arido.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/docente.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Non c’è peggiore comportamento dell’essere irriconoscenti nei confronti di un docente che esercita con vera abnegazione un lavoro che mai appare tale, per come viene amorevolmente esercitato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Che il mondo possa essere sempre meno popolato da gente ingrata! </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Che la famiglia, la scuola, la società collaborino affinché il valore della riconoscenza si diffonda nelle menti e cuori giovanili</b>, così lasciati allo sbando da non saper rispettare neanche se stessi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/_2YngX6R9zw">https://youtu.be/_2YngX6R9zw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 17:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dietro ogni MASCHERINA ci deve essere un SORRISO: aiutiamo i nostri figli ad andare a scuola con serenità!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001D0"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Fin da bambina ho sempre associato il mese di settembre al rientro a scuola. In città, ogni anno, in questo periodo era possibile percepire il fermento generale per i preparativi, l’emozione dei genitori nell’immaginare il primo giorno di scuola dei loro piccoli, la corsa per acquistare tutto il necessario. Quest’anno, invece, tutto è sembrato sospeso, è come se la parola “scuola” fosse stata associata all’incertezza, ad un enorme punto interrogativo aleggiasse nelle menti di tutti. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Una ragazzina di dodici anni, incontrata per la prima volta, ha sentito il bisogno di comunicarmi i suoi sentimenti: “io ho paura di tornare a scuola, io sono sempre a casa, non vado in posti affollati, ma gli altri?”. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Le sue parole mi hanno fatto riflettere su quanto bambini e ragazzi siano stati segnati dall’esperienza vissuta nei mesi passati</b>, e la paura sia l’emozione dominante che subentra alla gioia di rivedersi. <b>Tutti noi adulti</b>, non solo chi lavora in ambito scolastico o ha dei figli in età scolare, <b>abbiamo il compito di guidare i ragazzi</b>, <b>di rassicurarli</b>,<b> di coinvolgerli positivamente ascoltando i loro bisogni</b>, le loro paure, le loro richieste, affinché possano cominciare questo nuovo anno scolastico nel migliore dei modi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ila2.jpg"  title="" alt="" width="650" height="488" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Auspico, soprattutto, che la scuola si avvalga della presenza di educatori e pedagogisti per affiancare i docenti in questo momento difficile</b>, al fine di creare un contesto scolastico come quello di cui ci parla l’albo illustrato “<i>La mia scuola così</i>” di <b>Luigina Del Gobbo</b>, con le illustrazioni di <b>Silvia Bonanni</b>, edito da <b>Lapis edizioni</b>: una scuola ricca di colori, dove genitori e insegnanti collaborano; una scuola dove l’affetto e il sorriso danno inizio alle giornate, dove si può imparare giocando e sbagliando, dove ognuno ha il suo tempo per imparare. <b>Un luogo sicuro, accogliente</b>, che stimoli la creatività e crei gli anticorpi per angosce e paure, invece di crearle. </span></div><div><b class="fs12lh1-5">Con la speranza che la lettura di questo libro possa essere di buon auspicio, auguro un buon nuovo inizio scolastico a tutti!</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Ilaria De Marinis</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/LE4cr_BSA5U">https://youtu.be/LE4cr_BSA5U</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 14:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’ignoranza è causata dalla PIGRIZIA. Accetta di “sapere di non sapere”  ed esci fuori dal CAOS!]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CF"><blockquote><div><i><span class="fs10lh1-5">Dal Libro Giallo – Seconda Parte -</span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?la-tua-ignoranza-e-un-alibi-che-ti-fa-stare-bene,-ma-solo-nella-conoscenza-c-e-la-vera-liberta" target="_blank" class="imCssLink"> </a></span></i><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?la-tua-ignoranza-e-un-alibi-che-ti-fa-stare-bene,-ma-solo-nella-conoscenza-c-e-la-vera-liberta" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la PRIMA PARTE dell’articolo</a></span></div><div><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Un altro grosso problema è ottenere le informazioni e trattenerle con avidità </b>perché si vuole apparire “Intelligenti”. La nostra mente è come un canale che percepisce le varie impressioni interiori ed esteriori (anche se questa distinzione a poco a poco risulterà inutile). Se in questo canale andiamo a trattenere queste informazioni, allora si crea un intasamento. Occorre non fare l’errore di considerare “Ignoranti” i “non istruiti”. Un laureato può essere un ignorante così come uno non istruito può essere un conoscitore delle verità. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’ignoranza c’è dove non c’è dinamismo, dove le informazioni stagnano. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Chi non è istruito ha la mente simile ad una pagina parzialmente bianca dove c’è ancora spazio per scriverci qualche cosa. L’ignorante ha una pagina nera, inscrivibile.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Ora ti chiederai qual è la differenza tra Ignoranza e “Sapere di non sapere”.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"> La differenza è alquanto mastodontica ma pochi la conoscono nel profondo. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Vedi, gli ignoranti fanno un gran rumore e mentre tornano indietro, desiderano compagnia e notorietà, mentre chi “sa di non sapere” è silenzioso e procede nel sentiero oscuro senza alcuna pretesa, non desidera essere seguito ma non allontanerà mai chi lo segue.&gt;&gt;</i></b></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’ignoranza è saturazione e caos, mentre il “sapere di non sapere” è spazio e ordine. </span></i></span></div><div><hr></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Questo è ciò che noi ti chiediamo di fare, di passare da una condizione ad un’altra molto più vasta e illimitata. L’ignoranza genera presunzione e ti limita in una posizione, mentre il “sapere di non sapere” è come l’Oscurità e il Silenzio, contiene potenzialmente tutto ciò che è esistito, che esiste e che potrebbe esistere.&gt;&gt;</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Chi non sa ha potenzialmente tutte le risposte attorno (o dentro) di sé.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Osservati attorno nei tuoi ricordi e guarda come altri frammenti di “Te”, non fanno altro che evitare ad ogni costo il silenzio e l’oscurità. Osserva come ogni spazio viene riempito per il semplice terrore del Vuoto. Ora capisci cosa riempie questi silenzi e questa oscurità?</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/USCIRE-DAL-CAOS.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><b><i class="fs12lh1-5"> La nostra Nebbia! Voi la create attraverso Noi e Noi ve la somministriamo.&gt;&gt;</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Quanti attorno a noi temono il silenzio e l’oscurità. Le illusioni dell’ignoranza sono necessarie per riempire questo terrore per il vuoto. Noi creiamo le illusioni attraverso le forze dell’universo per appagare il nostro bisogno di colmare i terrificanti vuoti, senza sapere che quei vuoti sono necessari così come nel nostro corpo sono fondamentali gli organi cavi (vuoti) che riempiamo più del dovuto con l’introduzione di alimenti e altre sostanze (chissà come mai…). </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Ma perché evitare l’Oscurità e il Silenzio? Perché si è pigri e inerti. Ogni cosa è attiva e dinamica e chi si oppone a questa legge con la pigrizia e l’inerzia, è destinato a subire violenti scossoni poiché NULLA può essere fermo.&gt;&gt;</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Le “botte” che la vita ci da, sono gli scossoni che l’universo mette in opera per smuoverci dalla situazione di stallo.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;La pigrizia è ciò da cui devi stare più in guardia, perché è da questa che nasce la nebbia dell’ignoranza. L’ignoranza evolve in tante altre cose, ma il punto di partenza è sempre la pigrizia.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"> La pigrizia è come una grande bocca che ti ospita in lei e ti accarezza con la sua lingua calda. Passano molti tempi in quella bocca e la lingua ti accarezza dolcemente e ti riscalda, ma non ti accorgi che poco a poco ti stai consumando. È tutto un inganno, una fascinazione!</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Questo è quello che fa la pigrizia, ti affascina e ti divora lentamente mentre ti dona un illusorio piacere di progresso. Questa bocca è quella che soffia la nebbia creando seducenti forme che ti condurranno tra le sue Fauci.&gt;&gt;</i></b></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ora risulta chiaro da cosa è causata l’ignoranza, dalla staticità della pigrizia. La pigrizia consuma le nostre forze e crea l’ignoranza con tutte le sue illusioni.</span></i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5"><i>&lt;&lt;Tutto questo è un processo e Noi siamo parte di questo processo, così come Tu ne sei parte. Ciò che Noi facciamo è ciò che Tu non fai. Quando Tu sei pigro e fermo, allora Noi FACCIAMO, apriamo la bocca e iniziamo a soffiare fino a farti muovere nella nebbia, a quel punto potrai scegliere di allontanarti dalla nebbia o altrimenti sceglierai di finire nella Nostra bocca e ti consumeremo poco a poco fino a scomporti per renderti Nebbia. Ebbene sì, la nebbia che noi produciamo è parte disgregata del tuo essere. Più nebbia vedrai e più tempo hai passato nella nostra bocca.&gt;&gt;</i></b><br></div><div><span class="fs12lh1-5">L’universo (Dio, gli spiriti, ecc…) si muove e viene a “Batte” su di noi, quando siamo pigri e fermi. È un po’ come quando giochiamo con una palla, la colpiamo non appena si ferma o si sta per fermare. Più siamo in preda alle illusioni e più il nostro essere è impigrito. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Quando sarai divenuto completamente nebbia, ci vorranno diversi tempi fino a quando imparerai a separartene e a ritornare in Te. Solo allora, forse, sarai un po’ più motivato e imboccherai la caverna oscura. Come vedi, non esiste fallimento, ma solo “Tempi trascorsi”. Tutto, prima o poi, volge verso una direzione ben precisa.&gt;&gt;</i></b></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Quando le illusioni diventano sempre più forti, allora giunge il duro colpo della “Disillusione” cha darà lo slancio verso il movimento ascendente.</span></i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5"><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Osserva la Terra come elemento. È apparentemente pigra ed inerte, ma è ciò su cui si fonda ogni cosa. Gran parte delle cose create nel mondo, devono la loro esistenza alla terra. C’è moltissima attività nella terra, più di quanta tu possa vederla nel vento o nelle fiamme. La terra è illuminata, è rumorosa nella sua piccola parte di superficie, ma nella sua maggior parte è Oscura e Silenziosa. Essa ospita tutta la storia ed è come un grande archivio, ogni nostro passo è registrato sul terreno e ogni Tempo trascorso è sepolto in Lei.</i></b><br></div><div><b><i class="fs12lh1-5"> Ecco perché molti mistici si recano in meditazione nelle grotte Oscure, per penetrare nella Terra e in ciò che ella rappresenta: un inarrestabile processo verso l’evoluzione, che resta occulto e nel silenzio senza alcun bisogno di approvazione.&gt;&gt;</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Il segreto per ogni duraturo sviluppo è l’assenza della voglia di approvazione. Molti esseri umani che si sono distinti per il loro contributo nel mondo, sono stati sempre ostacolati, contestati… e spesso il valore delle loro scoperte o dei loro messaggi, è stato colto dopo la loro scomparsa sul piano materiale. Il processo di sviluppo è qualcosa di intimo che resta nell’oscurità e nel silenzio di noi stessi e di chi è disposto ad attraversare la Caverna.<b><i>&lt;&lt;L’ignoranza sarà distrutta una volta per tutte ed avrai il coraggio di percepire il tutto senza riempirti avidamente del tutto&gt;&gt;.</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XhB6M0dKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... </span></div></blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><i></i></span></div> &nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/LlY90lG_Fuw">https://youtu.be/LlY90lG_Fuw</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 15:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Infezioni respiratorie stagionali e il ruolo degli immunostimolanti. Perché assumerli? ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008B"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Con l’inizio delle scuole inizieranno ad arrivare negli ambulatori pediatrici bambini (soprattutto dai 2 ai 3 anni) che, per la loro </span><b class="fs12lh1-5">inesperienza immunitaria</b><span class="fs12lh1-5">, si ammaleranno di più. </span><b class="fs12lh1-5">Le infezioni respiratorie ricorrenti costituiscono una fonte di preoccupazione e di disagio per i genitori e un problema comune in età pediatrica</b><span class="fs12lh1-5">. Questi sono bambini che </span><b class="fs12lh1-5">non hanno alterazioni significative dell’immunità</b><span class="fs12lh1-5">, ma soltanto una fisiologica immaturità che fa sì che incorrano spesso in infezioni respiratorie e non. </span><b class="fs12lh1-5">Questa maturità si raggiunge intorno ai 4-5 anni.</b><span class="fs12lh1-5"> Il </span><b class="fs12lh1-5">concetto di immunità</b><span class="fs12lh1-5"> viene definito come </span><b class="fs12lh1-5"><u>resistenza alle malattie da parte dell’organismo</u></b><span class="fs12lh1-5">, mentre </span><b class="fs12lh1-5">il sistema immunitario è l’insieme di cellule</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">tessuti</b><span class="fs12lh1-5"> e </span><b class="fs12lh1-5">molecole</b><span class="fs12lh1-5"> che mediano la resistenza. La loro reazione coordinata produce la reazione immunitaria.</span><br></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La funzione del Sistema Immunitario viene svolta contro le infezioni virali, batteriche e le infestazioni elmintiche.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Come noto, esistono due tipi di immunità (Abbas et Al., 2014): &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">una innata, più rapida e responsabile della protezione iniziale contro le infezioni;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">una acquisita, più lenta, che costituisce la strategia più specifica ed efficace contro le infezioni.</span><br></li></ul></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tornando ai bambini: <b>fino ai 3 anni hanno una più o meno rilevante difficoltà a produrre anticorpi contro i batteri e virus</b> ed è per questa scarsa efficienza delle risposte anticorpali che si ha una difettiva memoria immunologica che provoca una recidiva della stessa infezione. Il bambino con infezioni respiratorie recidivanti ha come conseguenza un più lento recupero dell’immunosoppressione post-virale. Da qui nasce, per questo motivo, il consiglio che noi pediatri diamo ai genitori dei bambini che si ammalano spesso e che sono stati scolarizzati, ovvero, di non mandarli a scuola se non sono completamente guariti, o addirittura di aspettare qualche giorno dopo la guarigione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/infezioni-respiratorie-convalescenza-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Esistono degli immunomodulanti che sono in grado di variare l’attività del sistema immunitario</b> stimolando una più rapida ed efficace risposta, aumentando l’immunità non specifica e quindi la resistenza alle infezioni. Sono utilizzati per la prevenzione e la terapia degli episodi di infezioni ricorrenti particolarmente in ambito pediatrico. Sono impiegati dei derivati batterici (frazioni ribosomiali, antigeniche, lisati batterici, glicoproteine), composti sintetici, fitoterapici, nutraceutici e probiotici attraverso l’uso topico a base di batteri saprofiti, <b>Streptococcus salivarius 24SMBc</b> e <b>Streptococcus oralis 89°</b>, che si somministrano direttamente nel naso attraverso uno spray. Gli studi effettuati sono pochi e di cattiva qualità e mostrano una debole evidenza nella prevenzione degli episodi. La stimolazione del sistema immunitario di solito viene misurata utilizzando parametri, quali l’aumento di cellule immunitarie circolanti, o l’aumento della fagocitosi in seguito all’introduzione di un agente patogeno ed è difficile dimostrare scientificamente la presunta capacità di una sostanza di prevenire lo sviluppo di malattie, poiché sono necessari studi di grosse dimensioni per ottenere risultati statisticamente validi che risultano costosi e difficili da eseguire. <b>Negli ultimi anni sono nati numerosi fitoterapici come l’echinacea</b> che è una pianta medicinale orientale, <b>l’astragalo</b>, sempre pianta erbacea perenne originaria della Cina nordorientale, <b>il sambuco nero</b>, un alberello comune in Europa. <b>Sono utilizzati per le loro proprietà immunostimolanti, per prevenire raffreddori e altre infezioni respiratorie </b>in associazione a vitamine D, C, E e Zinco, utilizzate come antiossidanti, fortemente impiegati. Di questo, però, ne parleremo la prossima volta..</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></span></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di famiglia</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs12lh1-5 cf1">www.cittadellinfanzia.it</span> </a></span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere" </a></span>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/xrcB25SK9hI">https://youtu.be/xrcB25SK9hI</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Sep 2020 18:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Riapre la scuola: che ne dite di chiudere CHAT inutili che in tempi di COVID potrebbero divenire focolaio di fake news?]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CE"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono consapevole del rischio che corro nello scrivere questo pensiero</b>, ma, cari lettori, ripongo la mia speranza di <b>comprensione vera</b> nella vostra capacità di discernimento tra ciò che potrà sembrare e ciò che veramente è. La scuola da noi (siamo in Puglia) per alcuni inizierà il 24 del corrente mese, per altri, invece, qualche giorno più tardi, precisamente il 28. Sono una mamma, come tante preoccupata per quello che quest’anno scolastico ci riserverà (mi riferisco ovviamente alla questione Covid), ma sono, altresì, molto fiduciosa che le misure di prevenzione che verranno adottate in tutte le strutture scolastiche possano contenere realmente la trasmissione dei contagi. <b>Credo che i docenti e tutte le figure preposte abbiano veramente acquisito le giuste competenze per aiutare i nostri figli</b>, dai più piccoli ai più grandi, a gestire la didattica, nonostante le mascherine, i gel igienizzanti, il distanziamento e le tante perplessità di mezzo. <b>Credo nell’impegno di collaborazione delle famiglie</b>, nella conferma di responsabilità che ogni genitore sottoscrive nel momento in cui permette al proprio figlio di recarsi a scuola, sicuro del suo buon stato di salute. &nbsp;&nbsp;</span></div><hr><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Servirà sicuramente impegno, pazienza e il massimo della tranquillità. &nbsp;</span></i></span></div><hr><div><b class="fs12lh1-5">Credo nell’importanza dell’informazione che deve essere recuperata da canali ufficiali e istituzionali</b><span class="fs12lh1-5">, credo nell’importanza di essere aggiornati circa le notizie che provengono dal mondo, e in tempi in cui ogni persona, purtroppo, si inventa scopritore farlocco di notizie false (circa contagiati, numeri di ammalati e morti), </span><b class="fs12lh1-5">suggerisco vivamente</b><span class="fs12lh1-5">, in prossimità della riapertura della scuola, di chiudere qualsiasi chat di gruppo in cui possano proliferare </span><b class="fs12lh1-5">fake news </b><span class="fs12lh1-5">volte ad alimentare inutili ansie e preoccupazioni.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Gruppi in cui può essere distorto un fatto, un dato, una circostanza, in cui un solo nome scritto può divenire <b>lettera scarlatta</b> per il mal capitato e un superficiale ed incontrollato meccanismo di telefono senza fili può trasformarsi in un vero e proprio tsunami virale.</i></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Sicuramente alcuni penseranno che la chat non è il problema (e concordo ampiamente), ma rappresenta inevitabilmente una possibilità, un canale di trasmissione nel quale le notizie non pertinenti possono divenire pericolose.</b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Penso alle chat WhatsApp delle mamme</b> dei bambini più piccoli, dei bambini della scuola dell’infanzia ed elementare, per esempio, in cui in tempi di “normalità” proliferano di messaggi di auguri per compleanni e onomastici, di inviti a feste, suggerimenti di svolgimento compiti ed altro, <b>utilizzate molto poco per trasmettere notizie ufficiali</b> (che la funzione <b>broadcast </b>della medesima applicazione potrebbe ampiamente sostituire) e che in momenti di tensione e di emergenza sanitaria <b>potrebbero divenire focolaio di informazioni errate </b>e, di conseguenza, <b>fonte di allarmismo inutile e dannoso su molti fronti</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/chat-whatsapp.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Durante quest’anno scolastico più che mai servirà <b>concentrazione</b>, <b>serenità</b>, <b>pulizia di informazione</b>: per il bene dei nostri figli e delle nostre famiglie non lasciamoci trascinare dal pettegolezzo sterile, non diventiamo facili prede di clamorosi scoop o famelici cacciatori di novità. <b>Proviamo a fare silenzio intorno a noi</b>, <b>a chiudere la comunicazione inutile</b>, non necessaria e proviamo a renderci consapevoli seguendo pochi ma istituzionali canali di informazione, impariamo a setacciare le parole, affinché non siano mai eco di falsità e strumentalizzazione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Chiudiamo la comunicazione inutile</b>, ci servirà a mantenere alta la lucidità e a lavorare, con e per i nostri figli, con concentrazione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Buon anno scolastico a tutti! </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a> </b>Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/3pXVsM5GZDs">https://youtu.be/3pXVsM5GZDs</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 14:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vieni a provare la mia palestra: il primo mese è GRATIS! ...Cosa si cela dietro offerte e sconti iniziali?      ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CD"><blockquote><div><b><i class="fs12lh1-5">Pioggia di offerte di inizio stagione. Piovono saldi di insegnamento. Svendita totale, non per cessata attività, ma per appena cominciata stagione sportiva.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Non posso, da educatrice scolastica e sportiva, non denunciare la poca serietà di chi confonde il commercio con l'arte formativa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggo "<b><i>GRATIS</i></b>" ovunque, scritto a caratteri cubitali su locandine accattivanti che inducano a rivolgersi <b>non alla competenza</b>, <b>ma alla convenienza</b>.</span></div><div><i class="fs12lh1-5">Ma cos’è la convenienza, se fa rima con apparenza?</i></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Un genitore che voglia far frequentare al proprio figlio il suo sport preferito, non può cadere nell’inganno di inizio anno.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">È come entrare in un negozio, un salone di parrucchiere, ad esempio, felici di spendere quanto è mostrato in vetrina, ma ritrovarsi a dover pagare molto, ma molto, di più alla fine, rimpiangendo quei capelli spettinati con cui a quell'attività ci si era approcciati. Ti viene illustrato, tanto per intenderci, un conteggio di prodotti adoperati nel lavaggio, nella piega e per altri trattamenti, tanto costosi, a cui, alla fine, non si può dire di no. Non si può far altro che soccombere al venditore scaltro pagando sommessamente. Ora, questo accade, ahimè, nel commercio e purtroppo anche in campo educativo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/balletto.jpg"  title="" alt="" width="640" height="428" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ritengo sia un’offesa autorizzata al buon insegnamento, equilibrato e rispettoso nei confronti di chi si dovrebbe fidare di te che, nella trappola del GRATIS, viene, invece, adescato furbamente, perché una volta entrato si ritroverà a pagare anche l’aria che avrà da respirare. <b>Questa è l’aria che sempre tira a settembre, quando le palestre e le società sportive riaprono i battenti</b>, ammaliando le utenze con vane illusioni di economico risparmio… e spesso... con il risultato di illusorio, glorioso, futuro guadagno.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/KRCwsXtAeKQ">https://youtu.be/KRCwsXtAeKQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 14:50:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?-vieni-a-provare-la-mia-palestra--il-primo-mese-e-gratis---cosa-si-cela-dietro-offerte-e-sconti-iniziali-------</link>
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			<title><![CDATA[Relazione Medico-Paziente: la guarigione passa attraverso mente, anima e corpo]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CC"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il dialogo è l’elemento fondamentale della relazione ed in particolare in quella d’aiuto. </b>Tutte le relazioni sono basate sull’aiuto reciproco. <b>Una vera relazione d’aiuto</b> si ha quando <b>chi aiuta e chi riceve sono sullo stesso piano</b>, quindi quando <b><i>la relazione è simmetrica</i></b>, altrimenti non ci potrà essere reciprocità, ovvero un dialogo, ma solo imposizione che genera un rifiuto in colui che riceve.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La relazione d’aiuto prevede qualcuno che dà l’aiuto e qualcuno che lo riceve</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chi si trova nella prima posizione è sicuramente in vantaggio rispetto a chi, invece, deve ricevere. Spesso l’aiuto può ledere l’autostima e l’orgoglio personale di chi lo riceve. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"><b>Una delle molteplici relazioni d’aiuto è quella tra medico e paziente</b></span><span class="cf1">, dove il paziente, trovandosi in una situazione incerta e, a volte, preoccupante, si trova a chiedere aiuto. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>In molti casi la relazione tra medico e paziente viene messa in un secondo piano a favore della diagnostica</b>, della guarigione. Oggi viene data moltissima <b>importanza</b> agli <b>strumenti terapeutici</b> che sono anche utili in alcuni casi, ma non assoluti. È fondamentale anche la <b>centralità della persona</b>, ascoltare il paziente, quindi la relazione medico-paziente che spesso manca perché i due soggetti si trovano su due piani diversi a vivere la malattia, in tal caso si è di fronte ad una relazione asimmetrica. Allora diventa necessario riprendere in mano la <b>responsabilità della propria salute</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/non-solo-farmaci.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La relazione deve essere l’aspetto fondamentale del rapporto tra medico e ammalato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Certo, le tecniche sono importanti, ma la conoscenza e l’applicazione delle tecniche non significa automaticamente guarigione. I medici spesso hanno limiti che sono restii a riconoscere. Dunque, perché vi sia un’autentica relazione d’aiuto, <b>bisogna partire da questi punti</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">scoprire chi è il medico, la sua funzione, i suoi limiti e i suoi compiti;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">chi è il malato, quali sono le sue attese e la sua personalità, qual è il suo ruolo nella società;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">come vengono valutate la malattia, la salute, la morte e la guarigione nella nostra cultura e in altre;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">il rapporto tra malattia e spiritualità.</span></li></ul><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questo perché la guarigione è un insieme di vari aspetti che riguardano il paziente</b>, ad esempio, recuperare il rapporto con il proprio corpo, con la realtà circostante, con la propria filosofia di vita, con le proprie esperienze. Qui si colloca l’importanza della relazione d’aiuto come relazione simmetrica, come reciproco scambio, che restituisce autonomia e dignità al paziente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dunque, la cosa più importante da fare è <b>avere il coraggio di riappropriarci della nostra vita</b>, <b>di riprenderci la responsabilità della nostra salute</b>. Una salute sempre più in mano agli specialisti che non considerano l’<b>approccio olistico</b>, <b>ma analizzano e controllano in maniera settoriale</b> il nostro corpo non tenendo conto, il più delle volte, che siamo un tutt’uno di <b>organi fisici ed aspetti emozionali</b> che influenzano fortemente i primi.</span></div><div><span class="fs18lh1-5 ff1">“La salute non c’è più quando l’individuo non può più partecipare alla propria guarigione” </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Illich </span><span class="fs12lh1-5">Cfr. Andrea Canevaro, Arrigo Chieregatti, </span><i class="fs12lh1-5">La relazione di aiuto. L’incontro con l’altro nelle professioni educative</i><span class="fs12lh1-5">. Ed. Carocci.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di<a href="https://www.cittadellinfanzia.it/apprendimento-e-relazioni.php#.X7alU2hKjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Apprendimento e Relazioni". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/No2ojbowlTI">https://youtu.be/No2ojbowlTI</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 13:10:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[In questi giorni di FINE ESTATE, “no” alla malinconia; andiamo all’aria aperta e godiamo della natura!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli ]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CB"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’atmosfera di questi ultimi giorni estivi ci permette di guardare</b>, come se fosse la prima volta, <b>le sfumature di luci e di colori che la natura</b> - il cielo, il mare, l’alba e il tramonto - <b>ci offre anche nelle nostre città</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">È sufficiente passeggiare in riva al mare, in campagna o soltanto alzare gli occhi al cielo, in qualunque momento della giornata, per <i>godere </i>dei colori di quello che ci circonda. Possiamo restarne incantati per la bellezza se ci facciamo <i>inebriare</i> dalle emozioni che riescono a trasmetterci.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Le sfumature cromatiche che la Natura dipinge offrono un senso di tranquillità, di pace e di benessere interiore: permettono di sintonizzarci, di nuovo, con noi stessi e con il mondo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Può sembrare strano, ma anche in zone delle nostre città non particolarmente caotiche, lontani dagli orari di punta, in cui il fastidio di rumori improvvisi catturano l’attenzione distraendoci facilmente, possiamo sperimentare un senso di appagamento interiore soltanto guardando il cielo al tramonto o le stelle di notte. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>Vivere</i></b><b> i colori di quello che ci circonda</b><b> ci fa sentire più attivi</b>, <b>vitali ed energici</b>: è un modo per “<i>ricaricare le batterie</i>” e combattere lo stress della vita di tutti i giorni. Al contrario, stare chiusi in casa o sul luogo di lavoro per tanto tempo può renderci tristi, spenti, ci fa sentire <i>piatti</i>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/bellezza-natura-relax.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Lo sforzo di svegliarsi prima al mattino o rientrare a casa dopo una faticosa giornata di lavoro un po’ più tardi, per attraversare percorsi più lunghi e passeggiare all’aria aperta, sarà ripagato dalla sensazione di benessere che ne trarremo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Anche la più <i>uggiosa</i> giornata lavorativa potrà trasformarsi così in un giorno di sole: sarà come vedere l’arcobaleno dopo un acquazzone. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Le sfumature di colore del mattino presto o del tardo pomeriggio incidono sul funzionamento biologico</b>: sono “<i>inibitori</i>” di pensieri tristi e angoscianti e <b>aumentano la carica di energia</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Come se il nostro organismo fosse uno strumento musicale</b>, che deve essere accordato per avere la giusta intonazione e creare melodie armoniose, le vibrazioni cromatiche permettono di ristabilire l'equilibrio energetico per poter <i>fare</i> e <i>stare</i> al meglio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutti i colori trasmettono delle sensazioni; la lunghezza d’onda di quelli ai quali decidiamo di prestare attenzione stimolano il sistema limbico, responsabile delle emozioni. I colori caldi del sole sono fonte di calore, comfort, rassicurazione. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’esposizione ai raggi solari inoltre stimola la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che favorisce il buon umore. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Le sfumature dei colori freddi</b>, come il blu del mare o il verde degli alberi e dei prati, trasmettono una sensazione di benessere, di tranquillità e di pace: sono distensivi, riposanti e rinfrescanti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lasciamoci allora travolgere e <i>cullare </i>dalle emozioni e dai benefici che i colori del mondo possono donarci; anche <b>in questo periodo in cui le giornate pian piano diventano più corte e la malinconia talvolta ci coglie all’improvviso perché sentiamo avvicinarsi il freddo dell’inverno godiamo appieno della <i>bellezza</i> di tutto quello che ci circonda</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Moscatelli </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"> </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/roPQ_M3yJTA">https://youtu.be/roPQ_M3yJTA</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 14:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quando ti senti incompreso, hai mai pensato che la tua comunicazione potrebbe non funzionare?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Virginia Ricatti]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001CA"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Luigi Pirandello ha scritto</b>: -"<i>Abbiamo tutti dentro un mondo di cose - ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai”</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quant’è vera questa riflessione</b>! Chi può dire, infatti, a seguito di uno scambio di punti vista con i genitori, con sorelle o fratelli, con un amico, con il partner, di non aver provato una sensazione di disorientamento e, talvolta, di malcontento, e di non aver pensato di sentirsi da costui incompreso. Nessuno, credo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Eppure, fra le tante qualità dell’uomo, proprio <b>la capacità di esprimere verbalmente ciò che prova lo contraddistingue</b>. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Parlare è scontato, ma comunicare efficacemente non è semplice, tantomeno così scontato. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono tanti i fattori interni</b> (temperamento), ma anche ambientali (tipologia di legame, esperienze passate) <b>che possono influenzare uno scambio positivo fra due interlocutori legati da una relazione significativa</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ricordo che quando ho seguito un corso universitario sulla psicologia di coppia, il professore introdusse una lezione affermando che saper comunicare è un’arte.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Disse</b>: “<i>Molto spesso ci capita di pensare che sia l’altro che non ci capisce, in realtà è possibile anche il contrario, ovvero che siamo noi che non ci poniamo nella condizione di farci capire</i>”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Perciò, dovremmo chiederci: </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><ul><li><b class="fs12lh1-5">Pensiamo di avere sempre ragione?</b><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Siamo disposti a metterci in discussione, a rivedere il nostro atteggiamento quando l’altro ci espone un problema?</b><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Cerchiamo di comprendere empaticamente, </b><span class="fs12lh1-5">oppure rimaniamo sempre sulla difensiva, adottando sempre lo stesso modus operandi?</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>I</b></span><b class="fs12lh1-5">l nostro comportamento non verbale cosa esprime?</b><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Mostriamo interesse, rispetto ed ascolto per l’altro?</b></li></ul><div><b><br></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5">A volte, purtroppo, anche legami molto intimi sono viziati da stili comunicativi errati, che, ripetendosi nel tempo, hanno innescato dei circoli viziosi che indispongono allo scambio sano e possono sfociare nell’insoddisfazione o, addirittura, nel silenzio, che però inesorabilmente possono portare alla perdita dell’intimità e della relazione stessa. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">In linea generale, in ogni comunicazione efficace dovremmo tenere conto delle cosiddette <b>5 C</b>, ovvero dovremmo esprimere <b>chiaramente</b> il nostro pensiero, dovremmo cercare di <b>comprendere </b>il punto di vista dell’altro, mostrare <b>cortesia</b> (rispetto), ma anche <b>coraggio</b> (perché a volte il confronto con l’altro potrebbe intimidirci) e <b>coscienza.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tuttavia, a volte, malgrado le buone intenzioni, qualcosa non va. Siamo tutti così diversi, ognuno con una visione della vita diversa, ognuno con le proprie qualità ed insicurezze. Indipendentemente dal fatto che siamo cresciti insieme (familiari, genitori e fratelli/sorelle) o meno (partner, amici), <b>comprendersi è difficile</b> perché quando comunichiamo <b>mettiamo a nudo la nostra emotività</b> e, a volte, ciò che proviamo, le nostre sensazioni, le nostre percezioni non sono chiare neppure a noi, nella nostra mente, figuriamoci, se poi, dobbiamo esporle.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/litigio-comunicazione-non-efficace.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">A tutto ciò, dobbiamo aggiungere poi, il fatto che <b>il messaggio che inviamo</b>, che è già frutto di un lavoro di interpretazione e di accomodamento delle nostre intenzioni e dei nostri sentimenti, <b>deve essere decodificato dall’altro</b> che però non ha, appunto, il nostro stesso canale di lettura. Se poi ci poniamo un ulteriore carico, dovuto al fatto che <b>ascoltare è ancora più difficile</b>, notiamo quanto sia arduo comprendersi davvero. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Talvolta, addirittura, <b>l’altro non ascolta davvero ciò gli stiamo dicendo</b>, ma sta solo pensando a cosa rispondere. Purtroppo in questi casi siamo già sconfitti in partenza e la relazione e già ben che morta. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sicuramente c’è chi è maggiormente capace nell’arte dell’eloquio</b>, tuttavia non dobbiamo mai temere di affermare il nostro punto di vista. <b>Comunicare in maniera sincera e costruttiva può rendere le nostre relazioni qualitativamente migliori</b>. Se vogliamo che un rapporto di amicizia, d’amore o familiare cresca, <b>dobbiamo cercare di individuare la chiave di lettura di quel rapporto</b>, dobbiamo porci noi per primi in discussione, non cercando di evitare il confronto, ritenendolo negativo, anzi. Non a caso, in ambito scolastico, un momento di apprendimento importante è il conflitto sociocognitivo, nel corso del quale l’insegnante invita ogni scolaro ad esprimere il proprio punto di vista liberamente e nel rispetto dell’altro, per giungere infine ad una sintesi e quindi ad una maturazione del pensiero critico, che in caso contrario rimarrebbe ego-centrico, rigido e chiuso in se stesso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Come spesso si suol dire, <i>la verità è nel mezzo</i>, perciò <b>solo attraverso il dialogo potremo porre le basi per comprenderci l’un l’altro e alimentare quella piantina che è il nostro legame</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----virginia-ricatti--psicologia-.html#.XyRG7BJS9f8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Virginia Ricatti</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Dottoressa in Psicologia Clinica e di Comunità</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/NQofh0_f7fs">https://youtu.be/NQofh0_f7fs</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 12:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In qualunque modo si faccia SCUOLA quest’anno, seguite la PASSIONE, fondamentale risorsa da cui ripartire!]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C9"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Settembre è ormai giunto e io sono qui puntuale, come ogni anno, pronta ad augurarvi un buon anno scolastico.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quello appena concluso sarà scritto nei libri di storia, non solo per l’evento eccezionale che abbiamo vissuto, ma, spero, che venga ricordato anche per tutte le strategie che la comunità scolastica ha messo in campo per superare le difficoltà che si sono presentate durante i mesi di didattica a distanza. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Certo, è stata una scuola diversa, nuova, in parte depotenziata e sicuramente perfezionabile, che ha richiesto un lavoro enorme che noi docenti abbiamo fatto per senso del dovere, per l’amore e la passione che nutriamo nei confronti dei nostri studenti.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Adesso riapriremo le scuole</b>, anche se non sappiamo ancora bene in quali condizioni e con quali misure di sicurezza. Anche quest’anno scolastico presenterà difficoltà personali e professionali, ma non per questo dobbiamo lasciarci sopraffare dal pessimismo!</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sono convita che ciascuno nel proprio ruolo debba conservare la passione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/covid-scuola.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Per noi docenti è la passione che ci spinge a voler continuamente migliorare</b>,che ci permette di cambiare, di adeguarci ai tempi e di <b>modificare i metodi di insegnamento</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>A voi ragazzi auguro di scoprire la passione per lo studio e conservare la voglia di apprendere</b>, <b>di accendere la curiosità e di ampliare le conoscenze per costruirvi il vostro bagaglio culturale</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Perché la conoscenza rende liberi</b>, permette di avere opinioni, sviluppa la capacità di pensare e quindi di scegliere. <b>Questo vi renderà esploratori del mondo, non semplici turisti</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ricordatevi che la vita non è trovare se stessi. La vita è creare se stessi. Come? Con la SCUOLA! Non è forse MAESTRA di VITA?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><b></b></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/O-e2IWuC9qY">https://youtu.be/O-e2IWuC9qY</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 12:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lo sapevi che l’ASPARTAME, il “senza zucchero”, può essere dannoso per il nostro UDITO?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C8"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad una sempre crescente attenzione verso l'adozione di corretti stili di vita a salvaguardia della salute e questo grazie all'opera della divulgazione medico scientifica, ben supportata dai media, i quali sinergicamente promuovono l'importanza dello sport, del sonno e soprattutto di una sana alimentazione, per bilanciare i problemi di sovrappeso, spesso figli di eccessi e noncuranza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sicuramente il tema più sentito quando si parla di corretto stile di vita, quello che più facilmente richiama la nostra attenzione è legato alla parola DIETA, termine questo che sta ad un concetto tanto complesso, quanto più è presente sulla bocca di tutti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Uno dei cardini del concetto di dieta, uno dei più conosciuti, è legato sicuramente alla limitazione degli zuccheri. Bene, è proprio questo presupposto che ha favorito <b>il crescente consumo di aspartame</b>, uno dei dolcificanti più noti che possiamo ritrovare in molte bevande e alimenti che riportano in etichetta la dicitura <i>“<b>senza zucchero</b>"</i> , approvato agli inizi degli anni '80 dalla <i>Food and Drug Administration</i> (<b>FDA</b>) . </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Di fatto alcune delle componenti di questo dolcificante, quali il metanolo, la fenilalanina e l'acido aspartico, risultano essere tossiche per il nostro orecchio interno, oltre che per il cervello. &nbsp;</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Non solo, l'aspartame determina un’ulteriore attività eccitatoria del cervello, soprattutto delle aree in cui vi è la Corteccia Uditiva. Questo effetto risulta essere problematico soprattutto per chi soffre di acufeni, poiché questi sono alimentati proprio da un'eccessiva attività elettrica del cervello, mentre contrariamente ne servirebbe una riduzione per attenuare il fastidioso sintomo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/aspartame.jpg"  title="" alt="" width="640" height="296" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ci sono anche pubblicazioni di dati significativi in merito alla relazione tra consumo di aspartame e disturbi uditivi che confermano detta relazione. </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La limitazione &nbsp;di questo dolcificante è sicuramente suggerita</b>da tutti e in particolar modo nei confronti di chi già presenta delle problematiche uditive, così come, è sempre bene nella ricerca di un corretto stile di vita, affidarsi ai consigli dei professionisti del settore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"> </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/Rq_vCqt2idA">https://youtu.be/Rq_vCqt2idA</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 10:11:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Lasciate che i saggi siano ancora DIMOSTRAZIONE delle abilità dell’allievo, seppur principiante]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C7"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Gli spettacoli con i “<i>fenomeni</i>” sono esibizione di vanità!</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Da sempre la parola <b>saggio</b>, in termini sportivi, esprime un inequivocabile significato: <b>dimostrazione</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Gli allievi di una palestra o di una società sportiva mostrano, e dimostrano, a familiari, parenti ed amici, quanto in un anno di lezioni hanno appreso, migliorando se stessi, atleticamente e spiritualmente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/balletto-gruppo.jpg"  title="" alt="" width="640" height="402" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Un momento, dunque, quello del saggio, di semplice condivisione che rende felice, sia chi si esibisce che chi assiste.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Un coinvolgimento emotivo che rende tutti partecipi di quello che viene messo in scena: competenze raggiunte e capacità di espressione.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Da istruttrice, allenatrice ed insegnante, reputo utile e necessario un saggio così inteso, e vuoto, dunque, non necessario, un saggio atto solo a pubblicizzare il proprio sodalizio sportivo, dando prevalentemente spazio ad atleti provetti e veterani, e non a tutti indistintamente, per far evincere il reale valore del lavoro svolto dall' insegnante e dai singoli iscritti, principianti e non.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Purtroppo anche lo sport e la formazione sportiva, come la scuola, oggi è diventato per tanti solo ed esclusivamente business</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutto è studiato al fine di ricavarne un vantaggio per cui valga la pena organizzare quella che poi si rivela d’essere futile esposizione di un prodotto che possa apparire il più possibile migliore degli altri. </span><span class="fs12lh1-5">Solo restando immuni da questi meccanismi e strategie si può respirare verità da parte di chi guarda e chi fa.</span></div><div><i class="fs12lh1-5">Che un saggio resti tale!Che ciascun allievo possa viverlo da protagonista, e non da comparsa.Che davvero prevalga la sua emozione e preparazione e non l’effimero, la vanità e l’ambizione …</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div><div><i class="fs12lh1-5"> </i></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/w8xId7IoR0c">https://youtu.be/w8xId7IoR0c</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 09:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Bonus ASSUNZIONI 2020: il GOVERNO favorirà nuovi posti di LAVORO?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C6"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104</b> ("Decreto Agosto"), all'<b>articolo 6</b>, ha istituito, per le aziende, l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali, a carico del datore di lavoro, per <b>assunzioni a tempo indeterminato</b>, a partire dal 15 agosto fino al 31 dicembre 2020, con esclusione del settore agricolo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il beneficio contributivo sarà valido per un periodo massimo di sei mesi decorrenti dall'assunzione, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/bonus-assunzioni-2020.jpg"  title="" alt="" width="663" height="441" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Dall'esonero contributivo sono esclusi i lavoratori che abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti all'assunzione presso la medesima impresa. <b>L'esonero è riconosciuto anche nei casi di trasformazione del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato</b> successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto ed è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Le assunzioni devono, inoltre, comportare un aumento dell'occupazione in azienda rispetto all'anno precedente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il Governo, pertanto, stanzia un miliardo di euro volto a favorire 400mila assunzioni tra l'autunno e l'inverno</b>. Staremo a vedere…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/qSAxwPwLsSs">https://youtu.be/qSAxwPwLsSs</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 10:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Disabilità e caldo: alcuni preziosi rimedi per combattere afa e umidità]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C5"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ben trovati lettori di Città dell'Infanzia. <b>Siamo ormai in piena estate e le temperature hanno raggiunto picchi elevati per lunghi periodi</b>. Ovviamente, si registrano ogni anno raccomandazioni per affrontare il forte caldo e l'altissima umidità, soprattutto nei confronti di bambini, anziani e disabili. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/caldo-disabilita.jpg"  title="" alt="" width="640" height="392" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Pensiamo, ad esempio, a chi soffre di <b>Sclerosi Multipla</b> che, nei periodi con alte temperature, affrontano una accentuazione dei sintomi e la diminuzione di alcune facoltà (sia fisiche che mentali). Quindi, ATTENZIONE alle ondate di calore e CONSIGLIO a tutti la lettura del portale del<a href="http://www.salute.gov.it/portale/caldo/homeCaldo.jsp" target="_blank" class="imCssLink"> <b>Ministero della Salute</b></a>, da cui poter apprendere preziosi rimedi per combattere il caldo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.W3WwnugzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese </a></b>Esploratore di vita</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità"...</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Parole e pensieri che raccontano la vita</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Aug 2020 10:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Conoscere la MUSICA che ascoltano i nostri FIGLI adolescenti è responsabilità dei genitori! ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C4"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Bisogna informarsisul messaggio che viene lanciato ai giovani!</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Partendo dai tragici <b>fatti di Corinaldo</b>, poco meno di due anni fa, ho scritto un articolo sulla musica trap, i cui testi degenerano verso il turpiloquio<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?tuo-figlio-canta-sesso,-droga-e-criminalita-ma-tu-non-te-ne-accorgi--come--con-i-trapper---" target="_blank" class="imCssLink"> (LEGGI ARTICOLO)</a>, e sulla soglia troppo bassa dell’età dei suoi fruitori tra i quali circola quel tipo di musica e quel tipo di contenuti sempre più antieducativi <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?docenti-che-si-ispirano-a-trapper-trash-per-parlare-di-arte--che-accade-nella-scuola--" target="_blank" class="imCssLink">(LEGGI ARTICOLO)</a>. Dopo circa un anno ho scritto un articolo nel quale cito il recente Sanremo che ha visto salire sul palco del festival della canzone italiana esponenti della musica in questione, con testi chiaramente soft, ma che su quel palco vi erano arrivati grazie a una discografia discutibilissima dentro beat che inneggiano alla violenza, alla droga e al sesso, temi, purtroppo, sempre più sdoganati tra i giovanissimi. Ora la notizia di cronaca che ha segnato l’inizio di questa stagione estiva, nella notte tra il 6 e 7 luglio, contemporaneamente all’inizio da una ripresa “covid” lasciato alle spalle: <b>due quindicenni ternani, amici di una vita, stroncati da una triste “normalità” dove pare che quella stessa musica, di cui i due ragazzi erano fan, abbia una consistente voce in capitolo</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La pandemia non ha reso migliori chi non lo fosse già prima, e il bello e il brutto della nostra società ha cominciato a circolare liberamente: l’incontro con un adulto che gli ha venduto, in cambio della loro paghetta una quindicina di euro, un mix tra codeina e bibita gassata, la bevanda più cantata da quel genere musicale e innocente svago, quasi fosse come bere un sorso d’acqua tra amici. Due giovanissimi che la cronaca descrive come ragazzi tranquilli, ottimi studenti, ragazzi di parrocchia che però vengono a contatto con un pusher che cede loro la letale bottiglietta. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">E la inghiottono così, ignari del loro triste destino e, dopo averne bevuto il contenuto, disputano una partita di calcetto tra spasmi dolorosissimi e vomito. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Gli amici vogliono chiamare un’ambulanza, ma i due ragazzi si rifiutano</b>: non vogliono che a casa si sappia della loro bravata, così si fanno accompagnare presso le proprie abitazioni e, sempre ignari, <b>si coricano nei loro letti dai quali non si rialzeranno più</b>. </span></div><div><b class="fs12lh1-5">Il procuratore capo che ha indagato sul caso esprime apertamente la sua responsabilità di cittadino nell’aver permesso a due giovani vite di trovare così facilmente la loro morte. </b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/giovani-droga.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Siamo responsabili nel ritenere “normale” che i nostri figli ascoltino un certo genere di musica, responsabili che possano così normalmente incontrare uno spacciatore, responsabili nel credere che il fumo, la canna e chissà cos’altro possano reputarsi atteggiamenti, abitudini, modi di fare passabili senza che &nbsp;nessuno &nbsp;faccia &nbsp;nulla per ribellarsi a questo stato di cose. Il brutto, così come l’atto vandalico, l’atteggiamento del bullo, la violenza verbale, il modo di fare di certi politici che ricoprono anche notevoli cariche istituzionali, la volgarità, la dipendenza, la stessa che ci vede immersi nelle realtà virtuali considerate alla stregua di quelle vere, l’accesso immediato al trash con un clic, alle &nbsp;minuziose spiegazioni di come possano essere preparati i mix tanto decantati, <b>dimostrano come siamo diventati insensibili e meno empatici a situazioni che dovrebbero far indignare</b>, dovrebbero far scattare allarmi, lo stesso allarme che i due ragazzi non avrebbero voluto far passare, lo stesso allarme che si dovrebbe azionare ogni qualvolta abbiano luogo circostanze che ormai vengono veicolate in modo innocuo, in nome di quella libertà, alla mercé di tutti e degli stessi bambini, <b>perché di due bambini si è trattato</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Si passa sopra tutto</b>, <b>sopra la sensibilità</b>, <b>sopra la sofferenza altrui</b>, esposti sempre di più a una visione dietro la quale si è smarrito il senso, si è smarrito il bello, si è smarrito il valore delle cose anche delle più piccole, sempre alla ricerca di paradisi perduti vestiti di inconsistenza, vacui e vuoti. <b>Concludo nel ricordo di Gianluca e Flavio</b>, i due ragazzi di Terni stroncati nel fiore dei loro anni, con una considerazione: possiamo affermare, con assoluta certezza, che allorquando nelle nostre società non si verifichino i presupposti per tessere dentro e intorno alla vita una rete di senso e significato, noi in questo modo la stiamo strappando a se stessa e di questo siamo tutti irrimediabilmente responsabili. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a> </b>Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/EQNZ5_rWsms">https://youtu.be/EQNZ5_rWsms</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Aug 2020 10:00:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?conoscere-la-musica-che-ascoltano-i-nostri-figli-adolescenti-e-responsabilita-dei-genitori--</link>
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			<title><![CDATA[Pet Therapy nelle carceri, perché “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C3"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">È un mercoledì mattina assolato. Dopo aver svolto le consuete pratiche per l’ingresso nell’<b>Istituto Penale per minorenni di Bari</b>, accompagnate da un agente penitenziario, attraversiamo un ampio spazio lastricato, delimitato da due campi da calcio. Siamo due umani, la dott.ssa <b>Caterina Calamo</b> “responsabile di progetto” di <b>AAT </b>(<b>Terapie Assistite con gli Animali</b>), ed <b>io</b>“conduttrice del cane” in coppia con <b>Tata Joy</b>, la mia giovanissima Golden Retriever, impegnata nelle AAT, agli esordi della sua carriera di co-terapeuta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lei, perfettamente consapevole del lavoro che sta per svolgere, indossa con fierezza la sua pettorina da lavoro con la scritta “Pet -Therapy”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ci aprono le porte della palestra: entriamo</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Delimitiamo lo spazio in cui si svolgeranno le attività: le sedie per i ragazzi che stanno per arrivare, la zona di comfort e di calma da cui io e Tata Joy partiremo per svolgere le attività programmate… un tappetino colorato, la ciotola dell’acqua…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/pet-in-carcere.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Joy fa un giro di perlustrazione</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il silenzio dell’attesa è rotto dai passi dei ragazzi ospiti dell’istituto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lampeggiano sguardi, qualcuno è sorridente, qualcun altro ombroso, ma ha il passo deciso di chi vuole esserci, altri ancora lontani, quasi inaccessibili. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutti prendono posto ordinatamente, silenziosi, gli occhi rivolti a Joy. È lei il motivo per cui sono giunti in palestra questa mattina. È in lei che sono riposte aspettative, domande miste a qualche riserva. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il mondo interiore di ciascuno di questi ragazzi fa appello al mondo interiore di un cane, entra in “</span><span class="cf1"><b>con-sonanza</b></span><span class="cf1">”, lo interroga, chiede umilmente una carezza, una vicinanza di respiro, un contatto, una rivelazione.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">È questo il nostro compito di Terapeuti nelle AAT: <b>fare da intermediari nella relazione tra utente e animale</b>, affinchè tra soggetti appartenenti a specie diverse, scorra il fiume “salvifico” di energia che unisce tutti gli esseri viventi. Quella energia che conduce a piccoli passi di luce nel percorso della propria esistenza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Per riuscire a intravedere questi bagliori però è necessario andare “oltre” i limiti degli stereotipi</b>, <b>ampliare gli orizzonti con sempre nuove conoscenze, scoprire come comunicare con il nostro compagno di vita-cane</b>, <b>percepirlo come messaggero di un mondo “altro”</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La dott.ssa Caterina interpella i ragazzi, ascolta le loro domande, li conduce alla riflessione sui temi fondanti &nbsp;il “progetto educativo\relazionale di Pettherapy” &nbsp;<b>proposto dal Centro Orme</b>: favorire l’apprendimento delle basi per una corretta comunicazione con il cane, attraverso il coinvolgimento personale e l’espressione delle proprie emozioni.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Impegnati nelle attività di relazione con il cane, gli utenti vivono l’opportunità di uscire dal proprio guscio, di esprimere il proprio mondo interiore, di portare all’interno del gruppo il proprio vissuto, di condividere, collaborare, partecipare.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La presenza attiva e allegra di Tata Joy</b>, la sua voglia di collaborare, di lavorare donando tutta se stessa, il suo entusiasmo giocoso e il suo modo di irrompere gioiosamente nelle attività, <b>scioglie le difese, suscita sorrisi, modifica la percezione di confinamento, allontana la tendenza a chiudersi in se stessi, ispira esperienze di collaborazione positiva. </b>La sua presenza lascia balenare nel cuore e nella mente nuovi modi di essere al mondo, improntati all’autoefficacia, alla partecipazione, al dialogo. Al termine della seduta, usciamo tutti insieme dalla penombra della palestra per immergerci, impercettibilmente cambiati, nell’atrio illuminato dal sole di luglio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Da questo lago di luce ognuno riprenderà il proprio cammino.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Tata Joy immerge il suo sguardo negli occhi di ciascun ragazzo, uno per uno li saluta guardandoli negli occhi</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Risuonano nell’aria i versi di Fabrizio De Andrè: </span><span class="fs18lh1-5 ff1">”<i>dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori</i>”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.W314U-gzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella </a></b>Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it   " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it &nbsp;&nbsp;</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> “Pet-therapy e Sociale"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La comunicazione che va “oltre”...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/wJ5jjUVqHbE">https://youtu.be/wJ5jjUVqHbE</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Aug 2020 09:49:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?pet-therapy-nelle-carceri,-perche--dai-diamanti-non-nasce-niente,-dal-letame-nascono-i-fiori--</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[Avete mai provato l’esperienza meravigliosa degli AUDIOLIBRI? Vi racconto perché è importante ascoltare un libro letto ad alta voce]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C2"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Durante le vacanze estive grandi e piccoli amanti della lettura colgono un’occasione in più per dedicare del tempo alla loro passione, per questa ragione oggi vorrei parlarvi dell’importanza e dell’utilità degli audiolibri. <b>Se leggere in autonomia un libro è di certo un’esperienza unica, intima e irripetibile</b>, credo fermamente che <b>ascoltare un libro letto ad alta voce</b>, in presenza o attraverso una registrazione, <b>ci offra la possibilità di vivere pienamente le sfaccettature della vicenda</b>. L’ascolto richiede un livello di attenzione maggiore e differente rispetto alla lettura, e quindi, potrebbe sembrare più arduo l’approccio ad un audiolibro se pensiamo ai più piccoli, ma in realtà <b>un audiolibro permette di ascoltare una storia avendo le mani libere</b>, senza l’obbligo di restare fermi, quindi si ha l’opportunità di seguire il racconto interpretandolo, giocando magari con delle rappresentazioni grafiche dei personaggi che possiamo costruire. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/bambini-audiolibri.jpg"  title="" alt="" width="640" height="451" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>I lettori che prestano le loro voci per la registrazione sono solitamente attori o doppiatori</b> che con la loro maestria rendono viva la storia cambiando voce per ogni personaggio e soprattutto parlano in dizione, un ottimo valore aggiunto, in quanto può aiutare i bambini ad acquisire una pronuncia corretta e ad aver voglia di leggere in prima persona ad alta voce una storia, rendendo partecipi i propri compagni o gli adulti di riferimento. <b>Ritengo gli audiolibri un valido strumento sia per abituare gradualmente i bambini all’ascolto e al piacere della lettura</b>, in particolare per quella ad alta voce, <b>sia per offrire agli adulti un’ulteriore possibilità per poter addentrarsi nel meraviglioso mondo dei libri</b>. Quindi il mio consiglio è di <b>non lasciarvi scappare l’opportunità di fare questa nuova esperienza</b> utilizzando le varie piattaforme dedicate agli <b>Audiobook</b>, che propongono un abbonamento mensile per usufruire del servizio o, se preferite, acquistando gli audiolibri in forma di CD MP3.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Buon ascolto!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Ilaria De Marinis </a></b>Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/c4tugKhwfQQ">https://youtu.be/c4tugKhwfQQ</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Aug 2020 09:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Inseguiamo la PERFEZIONE aggrappati all’APPARENZA. Perdiamo tempo: la bellezza risiede nell’essere VERI!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli ]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C1"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Viviamo in un mondo in cui spesso l’apparire conta più dell’essere</b>: ciò che siamo, <b>i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri sentimenti, sono meno importanti di quello che mostriamo e di quello che possediamo</b>. E se il giudizio può risultare gravoso quando ne siamo l’oggetto, molte volte capita di non dare il giusto valore al peso delle parole quando siamo noi a formulare commenti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Viviamo in un mondo in cui spesso non ci sentiamo più liberi di scegliere di indossare ciò che più ci piace e ci rappresenta</b>: se alcuni, uomini o donne, scelgono per sé un abbigliamento che ne nasconda le imperfezioni, altri, soprattutto in queste calde giornate, mostrano i loro difetti estetici rischiando di diventare bersaglio di critiche. <b>I commenti equivalgono a giudizi, </b>acritiche che possono trafiggere, al pari di pugnalate. In alcuni casi poi <i>viaggiano</i> attraverso il web con effetti ancor più devastanti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/narciso-vanita.jpg"  title="" alt="" width="480" height="640" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Chiunque di noi rischia di incarnare sia il ruolo del carnefice che della vittima. <b>In alcuni momenti può essere liberatorio esprimere un parere</b>, muovere una critica, fare un pettegolezzo. Spesso però trascuriamo che così come può capitare a noi di esprimere un giudizio gratuito e superficiale, apparentemente innocuo, possono fare altrettanto gli altri nei nostri riguardi. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La vergogna e l’imbarazzo che ne derivano ledono profondamente la persona, la sua autostima suscitando un senso profondo di inferiorità e inadeguatezza.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Viviamo in un mondo in cui si premia l’omologazione</b>: siamo vittime di canoni estetici culturalmente e socialmente dominanti; inseguiamo modelli di bellezza irrealistici basati su ideali come magrezza e giovinezza. E nella vana illusione di poterli raggiungere alcuni, non soltanto tra i più giovani, si corre il rischio per la loro salute impegnandosi con diete <i>“fai da te”</i>, attività fisica estenuante o delicati interventi di chirurgia estetica. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Siamo invitati continuamente a confrontarci con l’altro</b>, <b>a competere</b>. Ci ritroviamo tutti a ricoprire il ruolo di giudici spietati, di noi stessi e degli altri e nonostante i numerosi sforzi per piacere, per adeguarsi, il costo da pagare sembra sempre troppo alto: all’occhio attento e maligno degli osservatori balzano sempre le diversità dai canoni considerate come difetti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Viviamo in un mondo in cui è necessario l’impegno di tutti per promuovere il valore della diversità</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Educhiamo al rispetto, incoraggiamo l’accettazione, dell’altro e prima ancora di noi stessi. Impariamo, da un lato a tollerare e ad apprezzare le differenze <i>di forma</i> di ciascuno di noi, e, dall’altro, a valorizzare i nostri difetti fisici come peculiarità distintive. Impariamo a prenderci cura della nostra <i>sostanza</i>, di quelli che siamo: <b>coltiviamo la mente e l’anima oltre al corpo</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.ssa Anna Moscatelli </b> </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/xMgdN6N44A8">https://youtu.be/xMgdN6N44A8</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Aug 2020 08:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I benefici terapeutici della CAMMINATA: una grande occasione educativa di apprendimento. Provare per credere!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001C0"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, finalmente siamo giunti in estate, tempo di divertimento e relax, ma anche tempo di riflessione su se stessi. E quale attività migliore del camminare per riflettere e rilassarsi? <b>La camminata</b>, infatti, soprattutto in mezzo alla natura, <b>è un’attività fra le più rilassantie</b>, potremmo dire, <b>terapeutiche</b>. Ippocrate, infatti, sosteneva che <i>camminare ogni giorno è il migliore antidoto alle malattie</i>. Com’è noto, <b>la camminata fa bene a molti aspetti relativi alla salute</b>, aiuta a ridurre le preoccupazioni e lasciar andare tensioni, a calmare i pensieri e a distrarre la mente. L’attività del camminare aiuta a concentrare l’attenzione su noi stessi permettendoci di acquisire maggiore consapevolezza del <i>qui ed ora</i>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Camminare da soli o in compagnia aiuta a guardare le cose da una prospettiva diversa, a far nascere nuove idee. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Dunque <b>il camminare è un’attività quasi spirituale ed educativa</b>. Nella pedagogia steineriana, infatti, esiste, fra le diverse attività formative, anche la passeggiata in tutte le stagioni per permettere ai bambini di stare a contatto con la natura, facendo avere loro esperienza diretta delle caratteristiche delle varie stagioni. <b>Vengono così stimolate la fantasia e la creatività dei bambini</b>, sia con le esperienze personali che con le attività di gruppo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/camminare-insieme.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Anche per gli adulti la camminata è un’occasione educativa di apprendimento</b>, in quanto <b>aiuta a distendersi e a sperimentare la libertà</b>, <b>a riordinare lo stato emotivo e cognitivo</b>, permettendo poi di valutare in modo diverso alcune situazioni che prima non si riuscivano a risolvere. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dunque possiamo intendere il camminare quasi come un portare a spasso la mente, la quale ne trae benefici, oltre a tutto il corpo, dato che noi siamo un insieme di anima, psiche e corpo. Perciò, cari amici, vi esorto ad acquisire, come sana &nbsp;abitudine, l’arte educativa del camminare: allacciatevi le scarpe, rimettetevi in piedi, testa alta, sguardo dritto e camminate sicuri nel mondo! Ne trarrete sicuramente dei vantaggi per la vostra vita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs18lh1-5 ff1">“<i>Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi</i>”.</span><span class="fs12lh1-5"> (Henry David Thoreau)</span></div><div><span class="fs18lh1-5 ff1">“<i>Se cercate idee creative andate a piedi. Gli angeli sussurrano a uomo quando va a fare una passeggiata</i>”.</span><span class="fs12lh1-5"> (Raymond I. Myers)</span></div><div><span class="fs18lh1-5 ff1">“<i>Quando le tue gambe sono stanche, cammina con il cuore</i>”.</span><span class="fs12lh1-5"> (Paulo Coelho)</span></div><div><span class="fs18lh1-5 ff1">“<i>Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi</i>”. </span><span class="fs12lh1-5">(Italo Calvino)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo </a></b>Pedagogista Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di <a href="https://www.cittadellinfanzia.it/apprendimento-e-relazioni.php#.X7alU2hKjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni"</a>. Leggend</span><span class="fs12lh1-5 ff2">o attraverso anima e relazioni</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/BKtrWU4zaaI">https://youtu.be/BKtrWU4zaaI</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Aug 2020 08:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DOMANDE impossibili dai BAMBINI? Rispondete sempre: sarà per loro tempo dedicato prezioso!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Arianna Sinisi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BF"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Avete mai fatto caso alle domande dei bambini? </b>Spesso si tratta di curiose ricerche che traggono spunto da tutto quello che li circonda. In altri casi, un bambino cerca ulteriori approfondimenti rispetto agli argomenti che sono stati propostidurante la lezione. Accade infine, molto più spesso di quanto si possa immaginare, che <b>dietro quel visino con il punto interrogativo </b>che prova a risolvere rebus con innumerevoli livelli di difficoltà, e che si avvicina con passo incerto, <b>si celi ben altro</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Un bambino a volte ha solo bisogno di un adulto che lo ascolti, lo guardi e che, dopo essersi seduto accanto, dimostri di avere a disposizione tutto il tempo possibile per cercare di rispondere alle sue domande. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Mi è capitato, infatti, negli anni che questi piccoli e curiosi intervistatori, <b>conoscessero già la risposta </b>e in realtà con quelle domande poste con tanta insistenza, <b>volessero solo osservare la reazione del loro interlocutore</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/punto-interrogativo-bambino.jpg"  title="" alt="" width="640" height="276" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Proviamo allora ad accogliere con stupore tutti i quesiti dei nostri alunni, dimostriamoci capacidi condividere quello sguardo pieno di meravigliosi interrogativi verso il mondo; riusciremo, in questo modo, a portare a termine uno dei compiti più importanti di un docente: tenere acceso il fuoco della conoscenza!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----sinisi---didattica---.html#.Xfs-vxt7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Arianna Sinisi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/jz5ixuPSwNA">https://youtu.be/jz5ixuPSwNA</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 17 Aug 2020 10:13:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Le INSIDIE dell’ESTATE: dalle zanzare all’alga TOSSICA. Facciamo chiarezza su come intervenire]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BE"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Estate: tempo di vacanze e di mare, ma anche di insidie, come il sole, la sabbia, meduse e i ricci di mare, oppure insetti come, per esempio, la zanzara. Per quanto riguarda il sole, sappiamo benissimo che dobbiamo evitarne l’esposizione al mare nelle ore centrali della giornata e che sono soprattutto i bambini a risentire di più delle ustioni e dei colpi di calore. Dobbiamo &nbsp;bere molta acqua per evitarli, mentre per le scottature o per gli eritemi solari dobbiamo, invece, usare creme ad alta protezione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Anche le zanzare costituiscono un’ insidia, soprattutto &nbsp;per i più piccoli. Le zone esposte possono dar luogo, dopo la puntura, a edemi ed arrossamenti con molto prurito che può comportare lesioni di grattamento e possono dar luogo a infezioni se non si utilizzano creme emollienti o al cortisone. Le visite in ambulatorio in questo periodo sono molto spesso attinenti a richieste su come risolvere i problemi correlati alle suddette &nbsp;punture.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">I nemici acquatici, invece, come le meduse ed i ricci, non passano inosservati per via delle loro dolorosissime punture, specialmente per i più piccini.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Le meduse sono velenose e urticanti</b> e, a volte, non facilmente visibili in acqua, a tal punto che se ne percepisce il contatto quando è troppo tardi. <b>I loro tentacoli contengono sostanze che scatenano irritazioni</b>, <b>arrossamenti</b>, <b>piccoli ustioni</b> e, nelle peggiori delle ipotesi, <b>shock anafilattico</b>. Per fortuna gli esemplari che troviamo lungo le regioni balneari italiane <b>non sono altamente pericolose</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il primo rimedio in caso di contatto è quello di lavare per qualche minuto la ferita con acqua di mare e applicare una crema al cloruro di alluminio per alleviare gli effetti del veleno. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dobbiamo evitare i rimedi casalinghi</b>, quelli che ci siamo sentiti dire almeno una volta nella vita, come l’ammoniaca, le urine oppure l’aceto da cucina, perché il loro effetto è anche peggiorativo. </span></div><div><b class="fs12lh1-5">In particolar modo, l’aceto e l’ammoniaca infiammano ulteriormente la zona di cute che è stata punta dalla medusa.</b></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il riccio di mare può darci irritazione procurata dalla puntura dei sui aculei.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La sabbia può comportare un’infezione acuta e contagiosa della pelle molto comune</b>, la cosiddetta impetigine che va curata con pomate antibiotiche o trattamenti per bocca in caso di infezione più diffusa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>In quest’ultimo periodo l’attenzione è posta sull’alga tossica</b>, <b>l’Ostreopsis Ovata</b>, <b>che sta aumentando sulle coste pugliesi</b>, risparmiando le coste salentine ed il Gargano che sono mete turistiche molto ambite. Anche nelle acque della Sicilia iniziano in questo periodo a proliferare. Si stanno verificando molti casi di febbre, con sintomi respiratori e, forse, alcuni di loro sono attribuibili a quest’alga.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’Arpa - <b>Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente</b> - dal 2010 ha l’obbligo di monitorare le acque delle zone a rischio.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’Alga tossica vive solitamente su alghe pluricellulari o su fondali rocciosi e predilige acque calde, calme e bene illuminate, è una specie tipica dei mari tropicali e, come già descritto, produce tossine.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Probabilmente è stata introdotta accidentalmente nel Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’alga può causare <b>intossicazione</b> durante la fioritura, non tramite ingestione o contatto come si potrebbe pensare, ma <b>attraverso l’inalazione</b> di quello che viene definito <b>aerosol marino</b>, cioè di microparticelle acquose in sospensione che contengono la Ostreopsis Ovata.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/MARE-ESTATE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questa esposizione può portare ad alcuni sintomi tipici</b>, tra cui irritazione delle mucose respiratorie e congiuntivali, raffreddore, difficoltà respiratorie, tosse e febbre, spesso simili alla sindrome influenzale. <b>L’esposizione può avvenire anche senza entrare in acqua</b>, soprattutto nelle giornate ventose di mare mosso, quando le particelle d’acqua arrivano anche molto lontano dalla riva.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Un altro modo in cui questa specie può causare danni alla salute umana è tramite ingestione di organismi marini</b>, principalmente ricci e molluschi muniti di conchiglia e presenti vicino alla riva che, con il tempo, accumulano la tossina in grandi quantità. <b>L’ingerimento può causare un’intossicazione alimentare</b> a poche ore di distanza, anche se c’è stata una preventiva cottura o un congelamento.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"><b>L’alga non è visibile ad occhio nudo</b></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><b>misurando solo dai 30 ai 70 micrometri</b></span><span class="cf1">. Si deposita sul fondo provocando nel lungo periodo la morte degli altri organismi marini per mancanza di ossigeno.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">L’alga lascia alcuni segni visibili che comprendono schiuma e materiale gelatinoso in superficie ed un’ombra scura, simile ad una pellicola, che riveste il fondale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>È importante lasciare la spiaggia o il litorale nel caso in cui si avvertissero sintomi di affaticamento nella respirazione</b>, <b>lacrimazione o altri disturbi in zone dove potrebbe essere presente l’alga</b>. La raccomandazione è valida soprattutto per le persone già affette da altri tipi di disturbi respiratori, come per esempio l’asma.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il malessere può essere attenuato già allontanandosi dal luogo interessato e, anche nel caso perdurasse nel breve termine, sparisce mediamente nel giro di uno o due giorni.Sarebbe meglio limitare il consumo di organismi come ricci e molluschi a conchiglia, che brucando sulle alghe potrebbero aver accumulato la tossina. Ancora più importante, sarebbe opportuno non catturare molluschi di mare.I sintomi che in questi ultimi giorni stiamo osservando in ambulatorio molto probabilmente sono dovuti all’effetto di quest’alga. Il mare agitato e piuttosto freddo è preferibile &nbsp;ad un mare calmo e caldo in termini di riduzione del rischio di intossicazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di Famiglia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/-uWBRQfOb7o">https://youtu.be/-uWBRQfOb7o</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Aug 2020 09:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La bellezza e la fragilità di una Donna che, allo specchio, racconta la forza della sua anima…]]></title>
			<author><![CDATA[Mary Di Gioia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BD"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Quante volte ci siamo soffermati a guardarci allo specchio per far due chiacchiere con noi stessi? Quante volte abbiamo posto delle domande a quell’immagine riflessa? Lo specchio, però, ci restituisce le stesse e cerca di interrogarci nel profondo dell’anima … </span></div><div><span class="fs12lh1-5">&lt;&lt;<i>Come guardi il mondo fuori?</i>&gt;&gt;, mi chiede …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">&lt;&lt;<i>Quando guardo il mondo fuori non lo guardo con gli occhi, ma con l'anima: è lei che mi &nbsp;guida, mi rende curiosa, mi spinge ad osare, ad osservare indiscreta l'orizzonte rosa, persino quello cupo e a non temerlo …</i>&gt;&gt;.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Come un personaggio di altri tempi conserva misteri e segreti</b>...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/specchio-donna.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Un groviglio di emozioni fanno di lei una signora austera, ma ricca di esperienze, talmente determinata da essere camaleontica ed audace a scrutare il mondo da direzioni differenti, traducendo le stesse in visioni che la trasformano, la mutano, la maturano …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lo specchio domanda incalzante: &lt;&lt;<i>cosa c'è oltre il confine?</i>&gt;&gt;. Tante volte non riusciamo a rispondere, perché non oltrepassiamo mai quel confine...le paure ci offuscano,le insicurezze predominano....Esser adulti è difficile,le responsabilità pesano come fardelli, ma l'animo da bambino ribelle rimane per sempre, consente a tutti noi di perderci nella spensieratezza, ritrovandoci &nbsp;e quando cerchiamo di renderlo adulto ci perdiamo …Io, intento, rifletto me stessa allo specchio e mi chiedo se mi son persa o ritrovata ... e alla domanda non riesco ancora a rispondere …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-dislessia.html#.Xe4i6-hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mary Di Gioia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Donna, mamma, guerriera della vita</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore…</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/1w6WeHgtyfM">https://youtu.be/1w6WeHgtyfM</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 17:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vorrei che il mondo domani rinascesse DONNA … Poesia per chi ha ancora il coraggio di RINASCERE]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BC"><blockquote><div><span class="fs16lh1-5 ff1">Dedico queste parole a tutte le donne e ad Angela Bini nel suo 40esimo appuntamento con l’arte...</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><i class="fs12lh1-5">Vorrei che il mondo domani rinascesse DONNA, <b>per riuscire a concepire la bellezza nei miserabili angoli della Terra abbandonati</b>, per insegnare a tutti, con la caparbietà da visionaria e la follia da maliarda, che proprio lì germogli di speranza nasceranno…</i></div><div><i class="fs12lh1-5"> &nbsp;</i></div><div><i class="fs12lh1-5">Vorrei che il mondo domani rinascesse DONNA, <b>per partorire i suoi figli urlando di dolore</b>, insegnando a tutti la pazienza dell’attesa, la dignità del travaglio, la gioia immensa &nbsp;di dare alla luce LA VITA regalandole LIBERTA’ <b>e con quel grido, inno alla fiducia, vorrei che ridestasse tutti dal torpore dell’indolenza, frutto dell’apatia di tempi sterili e vacui</b>…</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/NUTRIRE-IL-MONDO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="425" /><br><blockquote><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><i class="fs12lh1-5">Vorrei che il mondo domani rinascesse DONNA, <b>per ammirare il suo corpo, simulacro di luce, nutrire la prole e dal suo seno vedere sgorgare essenza di rispetto, onestà, solidarietà, possibilità, alleanza, amicizia, bene e &nbsp;… Amore</b> … </i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><i class="fs12lh1-5">Vorrei che il mondo domani,rinascesse DONNA e <b>avesse il coraggio di inginocchiarsi a pregare</b>, <b>di prendere per mano</b>, di accogliere, di avere la forza di tornare indietro, l’audacia di ripartire, l’umiltà di nascere puro, <b>come solo una donna può con il suo bambino</b> …</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><i class="fs12lh1-5"> </i></div></div><a href="https://youtu.be/RQuX0B0-AwQ">https://youtu.be/RQuX0B0-AwQ</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Aug 2020 16:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Barricato in casa da mesi. Vieni fuori dalla tua ZONA DI COMFORT o sarà  la tua PRIGIONE!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Virginia Ricatti]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BB"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Era un mercoledì sera come tanti. Anch’io come molti, soprattutto qui al Sud, in cui c’erano solo due/tre casi, non avevo ancora capito la gravità dell’epidemia da Coronavirus che, ormai, di lì a poco, si sarebbe diffuso e inesorabilmente lungo la nostra penisola. Ma quella sera non la dimenticheremo mai.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il premier Conte, a reti unificate, annunciava la necessità di compiere un “sacrificio”</b>: il bisogno di modificare le nostre abitudini, l’obbligo di distanziarci dagli altri e di porre una pausa alla nostra vita sociale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Inizialmente</b>, sicuramente, <b>ci ha invaso un senso di paura</b>, abbiamo sentito come una voragine nel nostro stomaco. Uno tsunami di interrogativi ha inondato la nostra mente. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Le nostre case, in un secondo, da luogo di riposo, sicuro, accogliente, sono diventate la nostra prigione, per giunta per un periodo di tempo (cosa ancor più terrificante) imprecisabile. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Eppure, più i giorni passavano e più la maggior parte di noi ha raggiunto un certo equilibrio</b>: ha avuto modo di godere maggiormente dei momenti in famiglia, <b>senza la frenesia del lavoro o della scuola</b>, ha potuto apprezzare un tempo più rallentato. Quindi, <b>finita la quarantena</b>, per molti, <b>si è ripresentata la stessa sensazione di inquietudine del 10 Marzo</b>; ora non più per paura del lungo periodo di isolamento, ma per <b>il ritorno alla normalità</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Perché la nuova routine quotidiana creata, vissuta sempre con le stesse persone e scandita da attività e azioni, compiute sempre all’interno delle nostre quattro mura, è divenuta per noi fonte di rassicurazione, creando così una <b>comfort zone</b>, il nostro riscoperto angolo di paradiso, la dimora in cui, anche dopo un bellissimo viaggio, desideriamo tornare, il letto più comodo in cui dormire, tanto lontano dall’inferno che imperversava negli ospedali, per noi soltanto visibile dai fotogrammi diffusione via etere. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Al di fuori dalle nostre abitazioni, tutto ha assunto un aspetto più tetro, si usciva solo per necessità e calato il coprifuoco anche poggiare un piede fuori dall’uscio di casa era una trasgressione. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Cosi, all’avvicinarsi del fatidico 4 Maggio, persino sui social network, numerosi erano i post in cui si ironizzava su <b>quanto questa quarantena fosse ormai diventata la normalità</b>, <b>quasi da essere preferita al delirio che ci aspettava una volta riaperte le “gabbie”</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Si è passati dall’angoscia per essere reclusi nelle nostre prigioni dorate, alla paura dell’esterno, la paura della libertà. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La reclusione era divenuta la nostra sicurezza. Paradossale. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>Ma quali sono i motivi di queste sensazioni? </i></b>Alcuni studi mostrano come il nostro cervello tenda a costruirsi un’abitudine dopo un sufficiente periodo di tempo in cui si ripete la medesima azione. Ed è ciò che è avvenuto nel corso di questo lungo lockdown. Inoltre, ora, il mondo non è più visto con gli stessi occhi: c’è una maggiore ansia del futuro, vista l’incertezza economica e lavorativa in cui viviamo; per di più, il virus non è magicamente sparito e, quindi, <b>è naturale nutrire una certa paura</b>, non solo per se stessi, ma anche per i propri congiunti, tanto che anche una serata fra amici può essere motivo di preoccupazione. In aggiunta, ormai, <b>siamo sempre più diffidenti verso il prossimo</b>, tanto che bastano un minimo colpo di tosse o uno starnuto, a cui prima non avremmo dato peso, a innescare comportamenti di allerta e di evitamento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/paura-covid.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Purtroppo, queste sono emozioni che non ci abbandoneranno in tempo breve e, anzi, la paura di una possibile seconda ondata, non fa altro che acuirle. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La nuova comfort zone non è necessariamente negativa</b>, in quanto ci ha permesso di essere resilienti, di ritrovare i nostri ritmi, di riaccentrare l’obiettivo su noi stessi e sui nostri affetti. <b>È stata la nostra base di partenza, il nostro porto sicuro</b>. Ma, ora, non possiamo continuare a rimanere imprigionati. <b>Restare a lungo nella comfort zone è controproducente</b>. Significa lasciarsi paralizzare dalla paura e dall’incertezza. Sentimenti che la maggior parte di noi mette a tacere calandosi in schemi precostituiti, ma in realtà è solo “levando l’ancora, abbandonando i porti sicuri”, spingendoci oltre i nostri confini mentali che possiamo ricominciare a vivere davvero.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’essere umano è animato da due tensioni</b>: <b>la dipendenza</b> da ciò che lo protegge e gli infonde sicurezza e <b>l’indipendenza</b>, ovvero la propria capacità di autonomia, che gli permette di allontanarsi, esplorare e scoprire. Perciò, la zona comfort è il nostro porto, è il nostro punto di partenza, ma solo navigando verso nuove mete, possiamo conoscere nuovi angoli di paradiso, da scoprire e/o riscoprire. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----virginia-ricatti--psicologia-.html#.XyRG7BJS9f8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Virginia Ricatti</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dottoressa in Psicologia Clinica e di Comunità</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/0XAHiGrWkg4">https://youtu.be/0XAHiGrWkg4</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Aug 2020 15:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'IGNORANZA è un alibi che fa stare bene, ma solo nella conoscenza c’è la vera libertà]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001BA"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><i>Dal libro Giallo – Capitolo IV</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Prima Parte.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">In questo capitolo si approfondisce il concetto di “Ignoranza” e di “Conoscenza”.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Questa è la caverna oscura dove ogni cosa è nascosta. Tutto ciò che è stato dimenticato, giace qui in silenzio. Il Silenzio è sempre esistente anche quando un rumore lo “Disturba”. Il Silenzio e l’oscurità sono la base della manifestazione, sono eterni.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"> I gesti più potenti partono dall’oscurità e dal silenzio. Osserva come nascono le vite. Un seme germoglia nell’oscurità e nel Silenzio del sottosuolo. Un bambino si sviluppa nell’oscurità del ventre materno e nell’isolamento da tutto il resto&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La caverna oscura è una parte del sentiero verso la liberazione. Il silenzio e l’oscurità ne sono i padroni, ma affinché ogni cosa “buona” proliferi, occorre immergersi in queste due condizioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><i>&lt;&lt;Perché ti stiamo dicendo questo? Perché la caverna dell’oscurità e del silenzio è una tappa obbligatoria per il cammino verso la “Liberazione”. Il tuo essere deve germogliare passando da qui. Ogni tuo ricordo egoistico, attaccamento e possedimento, deve essere lasciato in questo posto. Se non farai ciò, ti confronterai con l’ignoranza&gt;&gt;.</i></b><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Lungo questo tragitto devono essere lasciate le varie zavorre, altrimenti il viaggio sarà deviato verso altri sentieri più “comodi” ma che nascondono un inganno.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><i>&lt;&lt;L’ignoranza è come una nebbia di diversi colori che ti avvolge creando delle forme di fumo che tu inseguirai fino a quando comprenderai che erano solo forme. Da dove proviene questa nebbia? Proviene da Noi! Chi non è pronto ad abbandonare ciò in cui crede, chi non è pronto a staccarsi dalle illusioni, sarà avvolto dall’ignoranza per diventare parte di un processo che presto ti sarà più chiaro&gt;&gt;.</i></b><br></div><div><span class="fs12lh1-5">L’ignoranza è qualcosa che proviene sempre dal nostro interno, è una condizione. Più avanti sarà spiegata più dettagliatamente, per ora possiamo paragonarla a delle tende da sole che abbassiamo per non far penetrare la luce nella nostra casa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><i>&lt;&lt;Attraverso Noi, molte cose restano al di fuori della tua portata e pur se tu riuscissi a vederle, le ignoreresti comunque come già ignori tante altre cose palesi.</i></b><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i> Noi abbiamo lanciato segnali a tutti Voi per stimolarvi ad uscire dalla Nebbia che noi stessi abbiamo creato. Questa nebbia è condizione necessaria. Il bruco rompe il bozzolo, la sua condizione e prigione, per divenire farfalla&gt;&gt;.</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dentro di noi nascono alcune domande che però ignoriamo per non avventurarci in discorsi troppo oscuri e profondi. La condizione dell’ignoranza è necessaria a proteggere noi stessi fino al momento della presa di coscienza. Fino a quando una mente è “debole” (non preparata), alcune conoscenze, possono nuocerle.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/uomo-nebbia-luce.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b><i> &lt;&lt;Voi ignorate il cielo e la terra, ignorate il funzionamento di tutte le cose create. Voi usate delle forze come l’elettricità e il magnetismo, ignorandone l’origine.Voi ignorate la vostra stessa natura immensa.</i></b></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Secondo voi chi muove i pianeti e le stelle? Chi decide se un seme debba germogliare proprio adesso? Chi decide il colore di determinate cose rispetto ad altre? Chi produce le reazioni chimiche?</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"> Questi sono i nostri segnali per darti lo stimolo ad uscire da questa nebbia e per percorrere la caverna oscura&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Queste sono alcune delle domande verso le quali spesso non ci avventuriamo con serietà. Le formuliamo in noi stessi, ma le lasciamo lì per “un domani”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Addentrarsi in tali riflessioni e ragionamenti, per Voi, è come entrare in una caverna oscura. Evitate a tutti i costi tali speculazioni e preferite trastullarvi con la Nebbia dell’ignoranza e tutte le sue divertentissime forme che noi abbiamo creato come giocattolo per quando eravate bambini. Ormai è giunto il tempo di maturare e tali giocattoli non sono più di alcun nutrimento per Voi&gt;&gt;.</i></b></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Le illusioni dell’ignoranza, inizialmente, possono essere un buono stimolo per fare i primi passi. Per esempio possiamo porci l’obiettivo di ottenere un determinato successo nel lavoro, ma una volta ottenuto ci accorgiamo che ci serve altro. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa nuova necessità è il sintomo che tali illusioni sono state superate, ma purtroppo non tutti proseguono nella ricerca di questa “Altra cosa che ci serve”, preferendo di puntare verso altre illusioni dello stesso livello di quella precedentemente superata. Fare e Avere sono illusori. Essere (nel senso profondo del termine e non apparire) è reale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i> &lt;&lt;Comincia a camminare nel buio e nel silenzio. Qui ci sono tutte le risposte.</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i> Nel buio c’è potenzialmente ogni immagine così come nel silenzio c’è potenzialmente ogni suono. È tutto da definire e senza una forma precisa.</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i> Man mano che cammini scorgerai una luce distante color Oro. Camminerai per molto tempo con questa luce davanti a te senza tuttavia riuscire a toccarla. Allora che farai?</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i> Tornerai indietro nella nebbia dell’ignoranza?</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i> Oppure proseguirai senza interruzione verso quella luce?&gt;&gt;.</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quando intraprendiamo un sentiero “Evolutivo” ci capita di non toccare con mano i risultati sperati, questo perché siamo prigionieri del Fare e dell’Avere. Allora nella nostra mente appare un bivio: Continuare o tornare indietro?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i> &lt;&lt;Durante il cammino troverai altri come te che procedono in avanti e altri che stanno tornando indietro, questi ultimi ti afferreranno e ti tireranno via con loro, ma tu sarai abbastanza forte da respingerli?</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i> Stranamente chi procede in avanti non richiede mai la compagnia di nessuno, mentre chi torna indietro desidera sempre essere accompagnato! Chiediti come mai&gt;&gt;.</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chi cade ha sempre l’istinto di aggrapparsi a qualcosa per non cadere. Chi vola, non si aggrappa a nulla. Ecco perché tutti coloro che cercano ad ogni costo dei sostenitori o dei seguaci, non stanno volando, ma stanno cadendo. Chi vola non si aspetta di essere seguito.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i> &lt;&lt;Una volta raggiunta quella luce, sarai penetrato nella stanza della conoscenza. Lì imparerai a conoscere ogni cosa. Imparerai semplicemente attraverso la consapevolezza di non sapere tutto. Non troverai informazioni limitate, libri rilegati, immagini o forme… non troverai proprio nulla se non quella luce dorata. Solo così capirai di non capire e finalmente diventerai un canale attraverso il quale Noi comunicheremo con te ogni volta che occorre&gt;&gt;.</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La stanza finale della caverna è la luce dorata. Questa condizione è la classica “Mente aperta”. La mente che non giudica e non condanna, ma accetta ogni punto di vista e prospettiva. Chi è giunto in questa condizione ha la capacità di canalizzare in sé ogni informazione di cui ha bisogno. Per esempio può capitare che per giorni c’è un quesito nella nostra mente e all’improvviso appare dinnanzi a noi la risposta o sotto forma di una intuizione oppure attraverso un libro, un messaggio di qualcun altro, un’immagine tra le nuvole ecc… Le menti chiuse “banalizzano” e non possono cogliere informazioni, sono talmente sature e sigillate che macerano fino a quando i vapori della fermentazione non fanno saltare via il coperchio. A questo punto inizia la loro l’evoluzione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs16lh1-5 ff1">&lt;&lt;L’ignoranza sarà distrutta una volta per tutte ed avrai il coraggio di percepire il tutto senza riempirti avidamente del tutto&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XhB6M0dKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/7maJOI3QMu0">https://youtu.be/7maJOI3QMu0</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 17:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Insegniamo ai ragazzi ad avere RADICI, ma anche VOLARE per diventare se stessi...]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B9"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Un insegnante che sappia mettere radici ed ali in chi ha da apprendere, è sicuramente un buon insegnante. Trasmette, infatti, conoscenze e soprattutto valori che, ancorati al cuore e nella mente del bambino o ragazzo, saprà tenerlo sempre saldo a se stesso e ai suoi principi. Forte delle proprie idee ed obiettivi da perseguire, senza disperdere energie nel cercare risposte ed approvazione negli altri, senza impoverirsi, e non di certo arricchirsi, di pareri e idee diverse e contrastanti, che se sono da rispettare, <b>non vanno considerate assolute e insindacabili.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ali-radici.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Un po’ come gli affetti familiari che costituiscono un <b>punto di riferimento importante</b> per intraprendere poi il proprio percorso di vita, per il quale occorre avere però, non solo punti fermi, convinzioni, ma anche ali…</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Di radici ed ali deve aver cura un insegnante, valori che regaleranno libertà nel viaggio meraviglioso alla scoperta di se stessi dei propri discenti.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ali che permettano loro di scrutare orizzonti</b>, che la ragione e logica negano a chi è incapace di immaginare... e rischiare. <b>Sognare nonostante l'innegabile ed inevitabile realtà con cui occorre fare i conti tutti i giorni</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Mettere radici ed ali</b> non è compito facile per un insegnante che operi in ambito scolastico, sportivo o di altro genere formativo, ma allo stesso tempo lo ritengo essere doveroso, poiché <b>senza radici non si è e senza ali non si diventa</b>!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"> </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it &nbsp;</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/GIQn8pab8Vc">https://youtu.be/GIQn8pab8Vc</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 17:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sono perdutamente innamorata del mio cane. Un amore confuso e straordinariamente coinvolgente...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B8"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, credo di essermi innamorata! È un tipo strano, giovane, bello come il sole, &nbsp;intelligente. L’ho incontrato 18 mesi fa: devo dire che non è scattato subito l’amore, piuttosto un colpo di fulmine. Condivide tutto con me, è del mio stesso segno zodiacale, lavora con me, la pensa come me, mi ama e mi rispetta, mi consola nei momenti bui, mi segue ovunque, troppo per me, qualcuno ha detto “<i>non te lo meriti</i>”, forse ha ragione… È forte, possente, ama la vita, non pensavo proprio che potesse accadere!</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il suo sguardo è tenebroso, i suoi occhioni neri alle volte diventano languidi, a forma di cuore e colmi di amore. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ha lo spirito della gioventù, alle volte mi sembra di rubargli l’anima, l’essenza della vita, in alcuni momenti lo evito perché non mi sento pronta a tanta vitalità, in altre circostanze, invece, lo vorrei mandare via, perché, forse, non merito tanta gioia e allontano da me quello che potrebbe essere &nbsp;un dono della vita… per non soffrire… &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/cane-relazione.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">È il mio respiro ed ho paura di non saper respirare bene, ma solo per lui… è come se avessi paura di amare… </span><span class="fs12lh1-5">Amare è dolore e fa paura, penso di non essere degna, perché lui ha un cuore puro e io no… </span><b class="fs12lh1-5">Amare significa capirsi </b><span class="fs12lh1-5">ed io, alle volte, non lo comprendo…</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"><b>Amarlo significa mettersi in allineamento con lui</b></span><span class="cf1">, costruire una solida relazione, &nbsp;amarlo è tanta roba… lui tira fuori tutti i miei limiti, le mie ansie, le mie incertezze…</span></i></span><br></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Alcune volte, lo confesso, ho paura che i miei tanti anni possano <b>influenzare male</b> la sua gioventù, ho paura di non essere in sintonia con lui!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>È un amore dolce &nbsp;e amaro</b>. È un tenero brigante, luminoso come il sole, tenebroso come &nbsp;la notte, ostinato come un mulo, potente come Sansone, distruttore come Attila, &nbsp;libero come una libellula, fiero come un leone, pasticcione come un pagliaccio, &nbsp;abile come uno “<i>scugnizzo</i>”.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Pensate che possa essere degna di un simile “ ragazzaccio”? </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ho sempre creduto di poter controllare &nbsp;le mie emozioni, ma ho capito che non si può</b>: è un’energia che parte dal cuore e unisce indissolubilmente e inspiegabilmente anima e mente, ti prende la vita e tu ti ritrovi <i>impanata e fritta</i>, &nbsp;da un altro “<i>soggetto peloso a quattro zampe</i>”…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/Patrizia Castellano" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Patrizia Castellano</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Equipe PetTherapy- Operatore Pet-Therapy Operatore in Zooantropologia Didattica, Educatore Cinofilo</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PET-THERAPY+E+SOCIALE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> “Pet-therapy e Sociale".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La comunicazione che va “oltre”...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/D_Rx4qZ8QRc">https://youtu.be/D_Rx4qZ8QRc</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Jul 2020 15:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Musica COUNTRY: tra leggende e falsi miti…]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B7"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Musica country: ma cosa sappiamo di questo stile musicale? Propriamente nulla, se pensiamo solo a quanto vasta sia questa tipologia di musica e alla sua evoluzione per un intero secolo. Poco conosciuta, anzi sconosciuta ai più, è un vero simulacro, una sorta di <b>altare per i critici musicali</b> e tutti coloro che si occupano di storia della musica. Sì perché, pronunciare solo il nome di siffatto “genere”, basterebbe per aprire un intero universo che si cela nelle sue viscere. In un mio precedente articolo <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?se-vi-dico--country-,-cosa-rispondete-" target="_blank" class="imCssLink">(LEGGI ARTICOLO),</a> cito il pregiudizio radicato, tale da influenzare un’intera percezione e creare, involontariamente, un sillogismo che ha minato, alla base, la sua reale conoscenza: “musica country” uguale a &nbsp;“vecchio west”.</span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">La country music muove i suoi primi passi ad est, ma è l’ovest con le sue Montagne Rocciose ad essere raccontato nei film western e a fare incassi da capogiro, e poco importa se da un versante si è passati a un altro con una serie di inesattezze sia a livello storico che culturale, con il rischio di aver generato, tra le altre cose, una visione stereotipata e lontana anni luce dal suo esteso panorama musicale.</span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Un’operazione di ricostruzione, partendo proprio dalle sue origini, a questo punto, si rende necessaria, per restituire ciò che è stato ingiustamente sottratto. È proprio quello che intendo fare in questa sede, se pensiamo che a cominciare dagli anni ’20, il country <b>parte da ulteriori musiche base, quali “Pop, Gospel Jazz, Blues e Folk”, &nbsp;dando origine a una miriade di filoni, rami, stili, generi essi stessi, che popolano l’universo citato prima. </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/country-musica.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ma cominciamo il nostro viaggio. Dall’Europa, sul finire del XIX secolo, tre persone sono in procinto di partire versoil Nuovo Continente: destinazione Appalachi. Si tratta di una giovane famiglia anglo-irlandese, che all’interno del suo povero bagaglio ha custodito &nbsp;tre oggetti dal valore inestimabile: un violino, un mandolino e una chitarra acustica, protagonisti di un vero e proprio prodigio musicale, in un susseguirsi di incontri e commistioni, che risulteranno essere, nel corso del tempo, sempre più preziosi. Una cosa è certa: l<b>’ “Old time”,</b> quella iniziale musica dei “vecchi tempi”, segnerebbe l’inizio da cui quella famiglia ha rincorso i propri sogni, ed è proprio da qui che il nostro viaggio parte. Già, il sociale, a cui l’essere umano non può sottrarsi, è l’origine di ciascuna cosa, il viaggio che nutre. Dobbiamo essere grati a noi stessi quando viaggiamo e quando lo facciamo anche solo per vederci diversi in posti non abituali. Il cambio viaggio. In verità risiede proprio in esso e negli incontri, negli sguardi incrociati e negli scambi, nella comunicazione che crea, nelle parole e nelle note suonate e ascoltate, la linfa vitale da cui tutto nasce. La dimensione di prospettiva &nbsp;è come se disegnasse nuovi percorsi: è da &nbsp;tutto questo che dobbiamo partire per comprendere appieno il miracolo di un universo cosi variegato. Ma facciamo un salto, e con la macchina del tempo ci catapultiamo negli anni’40 -’50, tuffandoci nel <b>“Bluegrass”</b>. Genere della“country music”, conquista, presto, una sua autonomia. Rispetto alla musica precedente, rappresenta una vera rivoluzione: gli strumenti non suonano più insieme una melodia, ma ciascuno di loro, a turno, prende il sopravvento, improvvisando con variazioni sul tema, mentre gli altri lo accompagnano sullo sfondo. Ma ciò che lo connota è l’eredità della &nbsp;cultura nera dei bluesman degli anni ’20. Ai tre strumenti si aggiungono il banjo a cinque corde e il contrabbasso con o senza canto. Più in là nel tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri, vedremo la comparsa della chitarra resofonica (squareneck o dobro) e, talvolta, l’armonica &nbsp;a bocca <i>(</i>autoharp) e in alcuni casi la batteria, nonché le versioni elettriche degli strumenti a corda. Ciò che mi piacerebbe proporvi, cari lettori, tralasciando la storica e imponente discografia dei padri fondatori, dal grande <b>Bill Monroe</b> in poi, è un brano di <b><i>Alison Krauss e Union Station</i></b>,<b><i> “Every Time You Say Goodbay”, </i></b>il &nbsp;giusto compromesso tra il bluegrass tradizionale e la grinta di una esecuzione fresca e contemporanea<i>. </i>Buon ascolto.</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it     " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA+E+TEATRO" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro” . </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/h80lbFuhsMU">https://youtu.be/h80lbFuhsMU</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Jul 2020 12:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un dolce come un’opera d’arte …Provate insieme a me la CROSTATA di CILIEGIE dipinta!]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B6"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La stagione delle ciliegie è terminata e, come ogni anno, il mio papà Giacinto mi ha regalato grandi quantità di questo frutto meraviglioso di cui vado letteralmente ghiotta. Le ciliegie, si sa, sono vera prelibatezza e io ne mangio davvero tante perché sono il mio frutto preferito, ma una buona parte la destino per la conserva di marmellata. In questo periodo dell’anno, riempio numerosi vasetti che utilizzo per le crostate o semplicemente da gustare su una fetta biscottata rigorosamente integrale. Oggi ho preparato una crostata dipinta, ho utilizzato una nuova ricetta di frolla presa dal web del maestro pasticciere Luca Montersino (la condivido molto volentieri con voi in questo articolo), mi sono divertita a decorare la crostata con formine di frolla a forma di ciliegie. Prima di infornare le ho dipinte con colorante alimentare diluito con un liquore ad alta gradazione alcolica. Cimentatevi anche voi, cari amici, a decorare le vostre opere golose…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/crostata-ciliegie.jpg"  title="" alt="" width="640" height="423" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ingredienti per la frolla</b>: 110 g di uova (3 tuorli freddi di frigo); 350 g di farina 00; 120 g di zucchero a velo; 200 g di burro freddo di frigo; scorza di un limone non trattato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5">Preparazione.</b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Usiamo il metodo della sabbiatura</b>: versiamo la farina in un mixer insieme al burro freddo a pezzetti. Azioniamo le lame fino ad ottenere un composto sabbioso, azionare il mixer ad intermittenza farà in modo l'impasto non si scaldi troppo. Uniamo lo zucchero a velo insieme all’uovo e alla scorza grattugiata del limone non trattato. Azioniamo nuovamente il mixer per pochi istanti, stavolta abbassando la velocità, così le lame misceleranno l’impasto senza frullare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Compattiamo velocemente con le mani, così non si svilupperà il glutine, giusto il tempo di ottenere un panetto liscio ed omogeneo. Avvolgiamolo nella pellicola trasparente lasciandolo riposare in frigorifero per almeno mezzora. Trascorso questo tempo riprendiamo la frolla che potrete utilizzare nelle varie ricette. Per tirare bene la frolla sarà sufficiente sistemarla su un piano da lavoro leggermente infarinato (in alternativa tra due fogli di carta forno) e batterla per qualche istante con il matterello, così da restituire plasticità e un po’ di calore</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La pasta frolla sarà pronta per essere una grande opera per gli occhi e il palato!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.XLseougzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Direttrice Artistica Puglia Cake Festival</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.Wi7HwUribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico" .</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La fantasia non conosce confini...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/PpCGGD2Evmw">https://youtu.be/PpCGGD2Evmw</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Jul 2020 15:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Voglia di LIBERTÀ? Per quest’estate via dal CAOS, regalati relax puro!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B5"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Basterebbe uno scoglio che all’acqua di mare provoca l’onda, per evadere dalla baraondae trovar vero refrigerio e pace nella stagione più verace. <b>Mi piace esprimere pensieri in rima</b>. Credo che la poesia possa descrivere la realtà meglio di un esplicito dire, che l’altrui sensibilità rischia, spesso, di ferire.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/caos-relax.jpg"  title="" alt="" width="640" height="428" /><div><br><blockquote><div><i class="fs12lh1-5">Spiagge gremite di persone che, sotto l’ombrellone, spettegolano su tutti, belli e brutti. Affollamenti che stressano il cuore, più dell’afoso calore. Questo è lo scenario così in contraddizione col desiderio di evasione. Dal quotidiano vivere e preoccupazioni. Dalle forzate relazioni. Questo il riposo che dovrebbe rigenerare la mente e il corpo affaticati dal fare. Oh, quanto è strano il mondo umano!</i></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ed ora, senza far la rima, riflettendo su questo modo caotico, comune a tanta gente, di viversi e godersi il sole e il mare, non posso che suggerire spazi che non siano fotocopie della città. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Spazi di libertà</b>. Ecco che ricasco nella rima! E allora, senza dilungarmi ancora, concluderò dicendo che: anche in vacanza ci vorrebbe formazione, per trarne il giovamento che non può dar la confusione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Che l’estate sia bellezza e non ulteriore stanchezza</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it    " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it &nbsp;&nbsp;&nbsp;</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "DIDATTICA E DINTORNI".</a> Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/kbVB9unQuC8">https://youtu.be/kbVB9unQuC8</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 10:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“La PANDEMIA ha migliorato chi ha avuto cura di se stesso. Gli altri sono più feroci di prima, pieni di provocazione e vendetta!”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B4"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Quella sera, dopo molto tempo, ci eravamo ritrovati tutti intorno a quel tavolo. Un’occasione per festeggiare la tanto attesa libertà e stare nuovamente tutti insieme dopo molto tempo. <b>Ma qualcosa andò storto</b>. Le frasi sbagliate di qualcuno, dei fraintendimenti, vecchi torti subiti e mai risolti, scatenarono un tale disaccordo che causò un litigio a dir poco animato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quando mi fu chiesto: “<i>da che parte stai</i>?”, io risposi: “<i>dalla parte dei miei pensieri, della mia crescita personale, dalla parte dei miei valori. Non sto dalla parte di nessun altro!”</i>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non intendevo continuare a vivere le mie relazioni accettando compromessi legati a contorti ricatti morali</b>. Questa fu la mia unica e determinata risposta a quella provocazione. <b>Mi resi conto in quel momento che quei mesi che per alcuni erano stati di “<i>reclusione</i>”,</b> “<i>prigionia</i>” in casa, lontano da tutti, <b>per me avevano rappresentato la “<i>libertà</i>” e la “<i>purificazione</i>”</b>, proprio come se avessi fatto un bagno nel mare della salvezza. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In quell’oasi felice che era stata la mia casa avevo continuato a crescere occupandomi di me stesso, degli interessi che nutrivo, della mia famiglia. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Avevo ritrovato un silenzio che da troppo tempo non ero riuscito ad ascoltare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ero stato al sicuro, conscio che il lavoro su me stesso era proseguito, nonostante il mondo là fuori si fosse fermato</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ciò nonostante, non avevo messo in conto che, una volta tornato a vivere la mia vita all’esterno con gli altri, sarei stato nuovamente preda di leoni inferociti, affamati di provocazioni, di vendetta e malati di solitudine e rimpianti”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Cari lettori, siamo sopravvissuti ad un momento storico che ha indubbiamente posto tutti noi a dura prova</b>. Leggiamo articoli di giornali in cui si afferma che in generale questa emergenza sanitaria abbia fatto affiorare le caratteristiche positive di ognuno di noi. Io direi che non sempre questo è sostenibile. Non sempre le difficoltà che attraversiamo ci aiutano a “<i>diventare persone migliori</i>”. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Non è il momento critico in sé che potrebbe determinare la nostra crescita. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel breve racconto appena enunciato, il protagonista aveva già avviato un percorso di crescita con se stesso, aveva già intrapreso una strada verso il cambiamento e il momento che lo ha visto confinato nella sua abitazione gli ha permesso di confermare la sua scelta con determinazione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/pandemia-crescita-personale.jpg"  title="" alt="" width="640" height="640" /><div><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">L’occasione per decidere di cambiare è stabilita da un atto di volontà interiore. </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Coloro che saranno in grado di fissare degli obiettivi per una crescita personale avranno la possibilità di migliorare le relazioni con gli altri, fondando rapporti più sani basati sull’assertività e dunque sul benessere reciproco.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>“La vita è una questione di equilibrio. Sii gentile, ma non lasciarti sfruttare. Fidati, ma non farti ingannare. Accontentati, ma non smettere mai di migliorarti”. </i> (Buddha).</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Al prossimo articolo e buona vita di cambiamento a tutti!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WY2tf1GrTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista, Educatore Extrascolastico</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WY2to1GrTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicopedagogia" ...</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=A0OrECcIKa0&list=RDA0OrECcIKa0&start_radio=1&t=0">https://www.youtube.com/watch?v=A0OrECcIKa0&list=RDA0OrECcIKa0&start_radio=1&t=0</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 14:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Voi riuscite ancora a vederle le STELLE? “Mille stelle sopra di noi” vi svelerà il segreto per ammirarle]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B3"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Oggi vorrei parlarvi della storia di Mabel, protagonista dell’albo illustrato “Mille stelle sopra di noi” di Sue Soltis, illustrato da Christine Davenier ed edito da Nord-Sud Edizioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La nostra piccola amica ama le stelle</b> e, affezionatissima al nonno, ascolta i racconti di quest’ultimo &nbsp;che, da piccolo, nella prateria dove viveva, si fermava incantato a osservare le mille e più stelle del cielo. Ma per Mabel i conti non tornano, infatti, pur salendo sul ramo più alto dell’albero del suo giardino lei ne riesce a vedere solo trentasette. Come mai? Ben presto si rende conto che dipende tutto dall’eccessiva illuminazione del suo paese, così decide di parlarne con gli altri abitanti e perfino con il sindaco, per cercare di convincerli a spegnere più spesso le luci per osservare il cielo. Dopo molti tentativi, alla fine riesce nel suo intento dando vita ad una tradizione: “a ogni nuova luna, la gente si radunava, portando telescopi, binocoli, tramezzini all’uovo e insalata e torta di fragole. Ogni volta, man mano che le luci venivano spente, il cielo diventava sempre più buio. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Tutti potevano vedere piogge di meteoriti e la Via lattea con i suoi pianeti, le costellazioni e i satelliti”.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">“Mille stelle sopra di noi” ci parla con dolcezza e delicatezza di molte cose: del <b>meraviglioso rapporto tra nonni e nipoti</b> fatto di racconti e condivisione di emozioni profonde, dell’amore e del rispetto per la natura che ci circonda e di quanto essa sia capace di sorprenderci con la sua bellezza se ci fermiamo a osservarla e ci impegniamo a preservarla; della passione per l’astronomia e infine, di quanto con la loro voglia di sognare e non arrendersi mai i bambini siano sempre un passo avanti agli adulti e abbiano, nelle loro mani, tutte le potenzialità per cambiare e migliorare il mondo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/mille-stelle.jpg"  title="" alt="" width="668" height="501" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Credo che chiunque avrà il piacere di leggere questo libro non potrà fare a meno di soffermarsi a guardare il cielo stellato, nelle calde notti d’estate che ci attendono, con un sorriso sulle labbra pensando all’avventura della piccola Mabel. Buona lettura!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Ilaria De Marinis</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/5cINJwaAn4Y">https://youtu.be/5cINJwaAn4Y</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Jul 2020 09:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Non negare la tua RABBIA. Riconoscila: ti aiuterà ad affermare te stesso!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001B0"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">È sufficiente passeggiare nelle nostre città per <i>tastare </i>la rabbia che vi circola: dal suono frastornante e continuo dei clacson in auto ai semafori ai rifiuti gettati ovunque e ai beni pubblici imbrattati, passando per le liti furibonde che talvolta capita di ascoltare involontariamente passeggiando per strada, finendo agli animali domestici abbandonati e maltrattati. Oltre ovviamente alle diverse forme di violenza - verbale, psicologica e fisica - ugualmente gravi e dannose destinate agli esseri umani.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La rabbia è un’emozione universale che, come tale, appartiene all’esperienza di noi tutti senza alcuna distinzione di età, sesso o colore della pelle. È un istinto, uno strumento di difesa che svolge una funzione adattiva. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Permette la sopravvivenza della nostra specie perché ci consente di rispondere a un’ingiustizia</b>, a un torto subito o percepito, alla violazione dei nostri diritti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Oggi però sembra di assistere ad un’<i>escalation </i>della rabbia: diretta verso gli oggetti, verso gli animali, verso altre persone, ma anche verso se stessi. È un istinto dilagante che <i>si accende</i> per i più vari e futili motivi utilizzando in modo subdolo anche il canale offerto dal web. Ed è ancor più pericolosa quando diventa la risposta automatica di difesa dinanzi ad ogni tipo di difficoltà, di frustrazione o disillusione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Abbiamo la tendenza a cercare e trovare sempre un nemico altro, “<i>fuori da noi</i>” su cui far ricadere tutte le colpe; amplifichiamo i torti subiti rispetto ai casi in cui siamo noi gli artefici del male. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/riconoscere-rabbia.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Rischiamo così di ritrovarci in un pericoloso vortice narcisistico</b> che ci impedisce di valutare e bilanciare le diverse responsabilità nelle situazioni. Guardarsi dentro e riconoscere i propri limiti è molto difficile; è più facile continuare a individuare sempre un nemico esterno, trovare un capro espiatorio, &nbsp;anziché accettare le nostre fragilità e responsabilità. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Imparare a gestire la rabbia può permetterci, invece, di vivere meglio e riappacificarci con noi stessi, con gli altri, con il mondo intero. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Quando la rabbia è una costante delle nostre giornate non è più liberatoria ma diventa un peso che ci impedisce di vivere: può diventare così invalidante e occupare tutti i nostri pensieri da non permetterci di concentrarci sui nostri reali obiettivi. </span></i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Ecco allora che la rabbia fa male agli altri ma soprattutto a se stessi. </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Èun’emozione che capita di provare e, come tale, non va negata ma riconosciuta. Da emozione dannosa e distruttiva <b>può diventare la forza con la quale esprimere con decisione e chiarezza i propri bisogni e le proprie esigenze</b>. Se espressa in modo efficace si può trasformare in <b>assertività</b>, in strumento utile ad “<i>affermare se stessi</i>”: può aiutarci a diventare veri protagonisti della nostra vita e ad assumerci appieno la responsabilità delle nostre scelte e delle nostre azioni. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Moscatelli </a>- </b>Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/fnxgo-fEZBk">https://youtu.be/fnxgo-fEZBk</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 13:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sei incinta? Ecco i consigli per affrontare al meglio l'estate]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_63gps1c9"><blockquote><div>In estate la donna in gravidanza sembra patire maggiormente l'aumento della temperatura, rispetto alla popolazione generale: <span class="fs12lh1-5"><b>spesso basta un piccolo sforzo per sentirsi subito in affanno, un minimo movimento per sudare.</b></span></div><div>Il <b>progesterone</b>, l<b>'ormone della gravidanza</b>, è infatti responsabile dell'aumento della temperatura corporea fino ad 1 grado in più rispetto al basale in corso di gestazione. Inoltre, le variazioni ormonali e l'aumento di dimensioni dell'utero rendono più difficoltoso il ritorno venoso e si avverte facilmente un senso di pesantezza agli arti inferiori. Ecco alcuni consigli su come affrontare questo periodo dell'anno per le donne incinte.</div><div>Uno dei problemi più fastidiosi è il <b>gonfiore alle gambe</b>, che tendono a "lievitare" di pari passo con il "pancione", soprattutto quando la temperatura aumenta. Gambe gonfie, senso di irrequietezza, notte disturbata dai crampi e bruciori sono la conseguenza dell'accumulo di liquido tra i capillari, dilatati e resi meno elastici dal caldo. Per aggirare l'ostacolo è consigliabile muoversi, camminare almeno per mezz'ora ogni giorno, meglio se nell'acqua: in questo modo si stimola la circolazione e si contrasta la ritenzione idrica tra i vasi sanguigni. Quando il "pancione" comincia a pesare è bene prediligere abiti comodi, in tessuti naturali come il lino e il cotone, che non inibiscono la traspirazione e dai colori chiari. Anche le scarpe sono molto importanti: devono abbracciare il piede, ma non essere in nessun caso costrittive e pesanti, meglio se a pianta larga e con tacco basso, non più di 3 cm. </div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>A tavola, contro il ristagno dei liquidi e il gonfiore, la strategia migliore prevede una drastica <b>riduzione del sale</b>, una dose giornaliera abbondante di acqua, almeno un litro e mezzo, evitando bevande quali tè, caffè e alcolici, che favoriscono la disidratazione. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La dieta mediterranea è un ottimo rimedio contro i fastidi estivi. Infatti, frutta e verdura di stagione, pasta, cereali, legumi, pesce, olio d'oliva, sono i principali alimenti da assumere in estate e ancor più in gravidanza. Docce e bagni frequenti possono essere utili per rinfrescarsi rapidamente, ma non è il caso di usare il sapone tutte le volte, in modo da evitare che la pelle si irriti. Per ridurre la sensazione di calore, può essere utile ricorrere all'uso di climatizzatori, in quanto sono in grado di abbassare non solo la temperatura, ma anche il livello di umidità, che in estate rende il caldo ancora più insopportabile. </span><span class="fs12lh1-5">È</span><span class="fs12lh1-5"> opportuno ricordare però, di non esagerare, con le basse temperature: 5-6 gradi in meno rispetto all'esterno sono sufficienti per ottenere una condizione di benessere. Viceversa, una differenza troppo marcata espone a <b>bruschi sbalzi termici</b> che possono provocare raffreddori e mal di gola e in alcuni casi, sbalzi pressori. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/prevenzione-in-gravidanza.jpg"  title="" alt="" width="690" height="848" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il consiglio è di utilizzarlo al minimo, in semplice modalità "deumidificazione", specialmente durante la notte. Se la gravidanza è fisiologica e in assenza di particolari condizioni, quali pressione alta, diabete o altri disturbi, la futura mamma può andare dappertutto, pur con le dovute attenzioni, sempre seguendo il parere del proprio ginecologo di fiducia. Un buon consiglio è di tenere sempre in considerazione l'epoca di gestazione: nel primo trimestre non ci sono particolari problemi e, se la gestante se la sente, nulla vieta di trascorrere qualche giorno di relax nel luogo che preferisce. Il miglior periodo per viaggiare potrebbe essere tra il quinto e il settimo mese poiché nausea e vomito dovrebbero essere scomparsi. Per i vostri spostamenti, in linea di massima vanno bene tutti i mezzi (eccetto la moto); meglio evitare lunghi viaggi, prediligendo il mezzo più veloce, soprattutto verso il termine della gravidanza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Al mare proteggetevi con creme con <b>filtri solari elevati</b> (con un fattore di protezione dai 30+ ai 50+) ed evitate di esporvi al sole nelle ore più calde; non è opportuno restare in spiaggia nelle ore centrali della giornata: il caldo provoca una vasodilatazione sanguigna, aumentando il rischio di ipotensione. </span><span class="fs12lh1-5">È</span> meglio quindi approfittare delle ore centrali della giornata per riposare, possibilmente in un luogo fresco, in modo da recuperare il sonno che spesso si perde di notte a fine gravidanza. Non ci sono controindicazioni per qualche piacevole bagno, senza però allontanarsi troppo dal bagnasciuga. <span class="fs12lh1-5"><b>Infine, se preferite andare in montagna, è opportuno non superare i 1300-1400 metri di altitudine.</b></span> Se fate delle passeggiate, queste dovranno essere sempre piacevoli e non faticose, per questo bisogna scegliere zone pianeggianti e non avventurarsi in scarpinate stancanti e pericolose. Insomma, durante la gravidanza, tutto è consentito, se attuato con il consiglio del proprio ginecologo di fiducia e comunque con buon senso e moderazione, che non devono mai mancare. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Medico Chirurgo</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Specialista in Ostetricia e Ginecologia</span></div><div><br></div><div><a href="www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "</span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a></span><span class="fs12lh1-5">"</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">L’emozione del primo palpito... </span></div></div></blockquote><div><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/l30yp5K4ov8">https://youtu.be/l30yp5K4ov8</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Jul 2020 10:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Noi DONNE conosciamo realmente il nostro VALORE? In noi risiede tutta la forza del mondo! ]]></title>
			<author><![CDATA[Mary Di Gioia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AF"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quante canzoni sono state dedicate alle donne … </b><i>“La pazienza delle donne …” &nbsp;</i>canta Mia Martini in “Gli uomini non cambiano”. Fiorella Mannoia rivela, invece, <i>quello che le donne non dicono … </i>De Gregori ne esalta il coraggio di andare nella celebre “Donna cannone” … Zucchero Fornaciari ne racconta la temerarietà e il coraggio in “Donne”, persino “davanti a un telefono che non suona mai” …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il panorama musicale contempla infinite possibilità di cantare la bellezza e la forza della donna: parlare delle donne è come parlare del cosmo, ogni volta si apre e spalanca un mondo infinito e sconosciuto!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/donne-valore.jpg"  title="" alt="" width="640" height="414" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Impossibile è poter descrivere l’eclettica capacità del suo essere, la sua abilità di trasformarsi, plasmarsi, accogliere e divenire ogni giorno una persona nuova.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Chi può conoscere veramente il suo indiscutibile e reale valore? La donna, in primis, mi domando, sa quanto vale?</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Quanta sottomissione, frustrazione, prevaricazione, subisce ancora oggi la donna? Quanta strada ancora la società odierna deve percorrere per raggiungere la civiltà e la dignità che le donne meritano? La storia ha insegnato a tutte noi che i traguardi vanno raggiunti con fatica e impegno, sudore e determinazione e che, persino, i diritti vanno conquistati aspramente in una guerra dura da combattere, difficile da vincere, ma possibile: quella &nbsp;contro l’ignoranza e la discriminazione, vere e proprie piaghe sociali che annientano e distruggono. Noi donne, ne sono certa, ne usciremo vincitrici: in noi risiede tutta la forza del mondo!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-dislessia.html#.Xe4i6-hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mary Di Gioia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Donna, mamma, guerriera della vita</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> I pensieri e le parole del cuore…</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/lXBu1qoltQQ">https://youtu.be/lXBu1qoltQQ</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Jul 2020 14:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La crescita non è fatta di “Desideri realizzati” ma di “Ostacoli superati”: ecco il segreto per conquistare se stessi]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AE"><blockquote><div><i class="fs12lh1-5 ff1">Dal Libro Arancione – Capitolo III</i></div><div><i><span class="fs10lh1-5 ff2"><br></span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">In questo capitolo si affronta la tematica “Destino” e il concetto di “Padronanza”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>&lt;&lt;Il posto in cui ti trovi sfugge al tuo controllo. Non sei padrone di nulla ma sei in balia del Tutto. Da un momento all’altro possono succederti cose che non puoi neppure prevedere. Ti trovi sulle acque calme che improvvisamente possono essere tempestose. Ti trovi su di un mare che nasconde moltissime cose sul suo fondale, cose che ignori. </i></b></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Puoi percepire solo la superficie ma non l’origine dei fenomeni. Stai navigando spinto dal vento su questo mare Misterioso. Tu credi di essere padrone della rotta del tuo vascello?&gt;&gt;</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa è un po’ la sintesi della nostra vita, in cui siamo costretti a “non sapere”. Le nostre azioni sono la manifestazione di processi occulti che sfuggono alla nostra comprensione e consapevolezza. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ostacoli-prove-vita.jpg"  title="" alt="" width="640" height="399" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Osserva le tue scelte, ciò che credi di essere e ciò che credi di essere diventato. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Sei qui perché hai reagito a diversi impulsi esteriori. Le tue azioni sono una conseguenza di altre azioni: Una catena continua di azioni di cui ogni anello è connesso all’altro da un legame indissolubile. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Ciò che pensi, che dici e che fai, non sono altro che anelli che aggiungi alla infinita catena di azioni. Non sei padrone di nulla ma sei soggetto al Nostro volere. La tua mente inferiore si ribella nell’udire questa notizia, perché sa che è tutto vero. Se qualcosa ti lascia indifferente è perché non ha alcuna verità per te&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci crediamo padroni delle nostre azioni, tuttavia agiamo spinti dalle memorie (insegnamenti acquisiti, cultura…) e dagli istinti (impulsi vari). Ammettere tale “Impotenza” crea una resistenza in noi poiché è la verità che reagisce con il nostro essere. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Sicuramente credi che tutto questo sia ingiusto, ma ti spiegheremo perché è lasciato a Noi il compito di muovere i fili della tua marionetta. Immagina che una persona dipenda da te, una persona di cui hai poca fiducia, che non ti ascolta e che per giunta fa solo guai se lasciata da sola. </i></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>Lasceresti questa persona in balia di sé stessa? Oppure te ne prenderesti cura con saggezza cercando di guidarla anche verso sentieri che le causerebbero capricci ma che la farebbero maturare? Questo è il rapporto tra Te e Noi&gt;&gt;.</i></b> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’universo con tutte le sue energie, agisce per noi e per la nostra crescita. Questo perché spesso ci costringiamo a rimanere nella “Superficialità”, ma dato che il senso del nostro essere è ben più profondo, la natura interiore provvede a noi agendo nell’oscurità e spingendoci “oltre”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Il Nostro controllo su di te si indebolisce man mano che sappiamo di poterci fidare. Se maturerai abbastanza, Noi smetteremo di controllarti&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maggiore è la nostra SINCERA propensione alla crescita, minore sarà l’influenza dei processi “Occulti” come l’influenza dei pianeti, del meteo, delle masse, delle mode, della razze, della cultura ecc... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Probabilmente potresti peccare in superbia e pensare di poter già da ora fare a meno di Noi. Allora lascia che ti spieghiamo alcune cose. Tu non hai controllo sulla tua prigione, il corpo, infatti mangi più del necessario, ti lasci andare verso bassi istinti, non riesci neppure a muoverti coordinatamente con tutti i tuoi muscoli e non ne conosci la sostanza, quindi non sei Maestro del corpo. Tu non hai controllo delle tue emozioni e percezioni, infatti reagisci in preda alla rabbia, alla gelosia, all’invidia, alla contentezza, all’ansia, alla tristezza, all’innamoramento e a tutto ciò. Non sei neppure in grado di conoscere le ragioni occulte di tutte queste percezioni, ma le senti solo arrivare, quindi non sei Maestro della psiche. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Tu non hai controllo dei tuoi pensieri, pensi di continuo a tante cose, c’è un caos nella tua mente! Non riesci a zittire i pensieri neppure per 5 minuti di fila, pensi a tante di quelle cose inutili che non ti daranno alcun progresso. Non conosci l’origine del pensiero, eppure ne percepisci l’esistenza, quindi non sei Maestro della mente. </i></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>Tu non hai controllo delle tue intuizioni, a volte ti vengono idee geniali altre sei profondamente ispirato e riesci a fare cose di cui non ti credevi capace. Ignori l’origine di tale fenomeni, eppure ne puoi osservare l’esistenza, quindi non sei Maestro dello spirito.&gt;&gt;</i></b> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questi sono alcuni esempi per aiutarci a c</span><span class="fs12lh1-5">omprendere quanto l’azione non sia di nostra proprietà.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Se solo tu volessi diventare maestro di una di queste cose, avresti bisogno di tanto addestramento e forse non ti basterebbe una vita. Ecco perché queste cose ti sono misteriose e le gestiamo Noi per te&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ottenere la maestria totale non è qualcosa di importante da raggiungere a tutti i costi. Ciò che è di vitale importanza è comprendere che NOI NON SIAMO le nostre azioni, le nostre parole e i nostri pensieri. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Il tuo corpo decide di ammalarsi e di guarire, non tu! </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">La tua psiche decide di essere felice o triste, non tu! </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">La tua mente decide di pensare o non pensare, non tu! </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Il tuo spirito decide di ricevere o non ricevere la saggezza, non tu! </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Noi controlliamo ciò che tu non puoi e non vuoi controllare. Perché dobbiamo farlo Noi? </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Perché tu non sai come funzionano queste cose&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/volere-e-potere_fzkqfkzw.jpg"  title="" alt="" width="690" height="381" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ciò che non conosciamo, viene gestito da qualcuno che ne conosce il funzionamento. Accade anche nella vita di tutti i giorni. Se il nostro computer si rompe, chiamiamo un tecnico. Se il nostro ginocchio fa male, chiamiamo un dottore,ecc… Questa è una Legge. Allo stesso modo, meno cose conosciamo e più tali cose agiscono sotto l’influenza di qualcos’altro (entità, intelligenze sovraumane oppure semplicemente: Energie).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Ti senti in trappola, prigioniero e non sai come fare per avere la padronanza di tutto questo. Sei stato tu a sceglierlo, sei tu che hai chiesto a Noi di fare queste cose per te. Ti sei affidato a noi&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Dal momento in cui nasciamo, noi “Stipuliamo un contratto” con il quale affidiamo tutti questi processi energetici a qualcosa che attualmente è superiore a noi (per i religiosi è un angelo custode oppure uno spirito guida) fino a quando noi stessi non siamo abbastanza maturi per guidare tali forze. È come quando eravamo bambini e i nostri genitori hanno guidato l’automobile per portarci in giro. Quando siamo cresciuti abbiamo imparato a guidare l’auto da soli (oppure abbiamo trovato altri modi per spostarci senza dipendere da loro). </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Ci sarà un tempo in cui Tu, osserverai queste cose con estrema serietà e comprenderai come queste funzionano. Ci sarà un tempo in cui Noi non ti occorreremo più, ma fino ad allora sei solo un piccolo essere tra le nostre braccia. Noi non ti diamo ciò che desideri, ma ciò di cui hai bisogno per diventare un Maestro, ecco perché siamo così severi e lo diventiamo sempre più man mano che ci rendiamo contro del tuo potenziale&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La crescita non è fatta di “Desideri appagati” ma di “Ostacoli (limiti) superati”. Il “biberon” è utile fino ad un certo tempo, poi il suo utilizzo diventa forzato e superfluo. Maggiore è la nostra propensione alla crescita e in maniera direttamente proporzionali cresceranno gli ostacoli da superare. Così come un atleta che, raggiunta un’ottima forma fisica, DEVE allenarsi con uno stimolo crescente o al suo stesso livello, altrimenti i progressi raggiunti saranno lentamente persi. Questa è un’altra importante Legge: Maggiore è la forza e maggiore sarà il carico spostato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Se dimostri un basso potenziale, noi ti terremo nella culla per tantissimo tempo e sarai sempre un bambino. Non camminerai mai, ma striscerai aspettandoti qualcosa da Noi. Se dimostri un buon potenziale, noi ti faremo camminare e sarai sempre più padrone di te stesso. Uscirai da questa casa e farai ciò che, dal profondo della tua saggezza sai, deve essere fatto&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Chi ha bassa propensione alla crescita resta in fase di “Stand-by” e il suo potere è latente, come un seme non germogliato. Tuttavia questa condizione non sarà duratura, ci saranno delle condizioni che spingeranno il soggetto alla crescita così come un genitore cerca di spronare il proprio figlio a fare i primi passi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Se non credi a quello che noi ti diciamo, osserva ciò che riesci ad osservare e nota chi ha il controllo sulle cose? Qualcuno che ha conoscenza e mezzi, oppure chi è ignorante ed assopito? Ovviamente Noi parliamo di qualcosa di più valido che il patetico controllo che spesso ti capita di vedere. Noi parliamo di Maestria. Noi parliamo di capacità di essere perfettamente coscienti di ciò che accade e che debba accadere. Tale livello non è raggiungibile nella tua prigione, ma potresti sentirne un Eco ed iniziare ad accettare tutto questo con la consapevolezza che ci sarà un tempo in cui comprenderai e sarai tutto questo&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Chi vive con passività la propria esistenza, sarà trascinato dagli eventi e procederà lentamente verso il trono a cui è destinato, ma comunque ci arriverà dopo essere stato spronato dagli eventi esterni ed interni. Nelle nostre condizioni attuali, conseguire una padronanza Totale è arduo quanto impensabile, tuttavia chi è consapevole di non essere padrone di sé stesso, è già in processo di maturazione. Questa consapevolezza sarà una molla che lo porterà ad assumere sempre più responsabilità ed indipendenza. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;In realtà già sei tutto questo, ma la prigione e tutte quelle cose che credi di sapere, creano interferenza e non ti permettono di comprendere&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Il dominio del nostro essere è un diritto che aspetta solo di essere reclamato. Ciò che ci separa da questo potere è la mancata consapevolezza di possederlo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Osserva l’acqua. È un elemento misterioso, riesce ad assumere diversi stadi nella materia. Può essere gassoso, solido e liquido. Se la osservi attentamente ti rendi contro che è un vero Maestro! </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">L’acqua ha Maestria e riesce ad adattarsi ad ogni circostanza. Per questo, spesso, nei vari culti mistici l’acqua è paragonata allo spirito e molti rituali prevedono l’immersione, proprio perché questo elemento nasconde il segreto della “Padronanza di sé”&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La Maestria si ottiene “fluendo” di continuo, come un fiume, includendo e accettando in sé ogni ostacolo. Quando il fiume si ferma (non c’è più nuova acqua che spinge quella vecchia), allora sarà il vento (agenti “estranei”) a spostarne le acque in superficie e lentamente il corso procederà. L’acqua nuova, cioè quello che siamo oggi, deve spingere l’acqua vecchia, cioè chi eravamo ieri. Se ci attacchiamo troppo ciò che crediamo di essere, il fiume si arresta e il vento sarà costretto a soffiare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XhB6M0dKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/w9km01hvP4w">https://youtu.be/w9km01hvP4w</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Jul 2020 08:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Bonus VACANZE. Ecco come ottenerlo e le strutture convenzionate]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AD"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34 ("Decreto Rilancio"), all'articolo 176, ha istituito una specificaagevolazione, c.d. <b>Tax Credit Vacanze</b>, utilizzabile dal 1 luglio al 31 dicembre 2020, presso le strutture turistiche ricettive, agriturismi, bed &amp; breakfast, del territorio nazionale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il bonus, fruibile nella misura dell’ 80% in forma di sconto sul corrispettivo dovuto e del 20% in forma di detrazione d'imposta in sede di Dichiarazione dei redditi 2021, utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare, spetta nella misura di:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">€ 500 per i nuclei familiari compostida più di 2 persone;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">€ 300 per i nuclei familiari composti da 2 persone;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">€ 150 per quelli composti da 1 sola persona.</span></li></ul></ul></div> &nbsp;<blockquote><div><u class="fs12lh1-5">Per accedere all'agevolazione, un componente del nucleo familiare deve:</u></div><div><u class="fs12lh1-5"><br></u></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">disporre dell'attestazione ISEE non superiore a 40.000 euro;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">dotarsi di un'identità SPID o di una Carta d'identità elettronica (CIE);</span></li><li><span class="fs12lh1-5">scaricare sul proprio smartphone l'apposita app gestita da PagoPA spa denominata "IO".</span></li></ul></ul><span class="fs12lh1-5"><u></u></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><u></u></span></div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Una volta effettuata la domanda, l'Agenzia delle Entrate conferma il riconoscimento dell'agevolazione, comunicando il codice univoco ed il QR-code che verrà esibito alla struttura turistica ricettiva, al momento del pagamento. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/bonus-vacanze--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Fornitore, a sua volta, recupererà il relativo importo come credito d'imposta utilizzabile in compensazione. In alternativa all'utilizzo in compensazione, il credito d'imposta può essere ceduto a soggetti terzi, attraversola piattaforma disponibile in un'apposita sezione dell'area riservata del sito internet dell'Agenzia delle Entrate.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il <b>"bonus vacanze"</b> deve essere utilizzato in un'unica soluzione, presso un'unica struttura turistica disponibile ad accettare il bonus. L'elenco delle strutture aderenti aderenti all'iniziativa, sarà disponibile sulportale di <a href="https://bonusvacanze.italyhotels.it/?fbclid=IwAR07xRP5FV7Dwd34DWeLzl9muRTBWFdTy2MB527884Ax5udNziK-Jdce0PE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">FEDERALBERGHI, www.italyhotels.it</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Governo auspica che tale strumento incentivi gli italiani a passare le ferie andando in <b>vacanza</b> nel nostro Paese, in modo da aiutare il settore turistico, duramente messo alla prova dalle restrizioni conseguenti all'emergenza epidemiologica da <b>COVID-19 </b>...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b></b></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/uvngBmhlI1o">https://youtu.be/uvngBmhlI1o</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 14:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La fortuna di avere un FRATELLO a quattro zampe che aspetta la tua nascita per esserti fedele per la VITA …]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AC"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Da poche settimane il piccolo Lorenzo galleggia dolcemente nella pancia di mamma Sara. Il tempo scorre lentamente, ricco di trasformazioni e novità inedite. Ogni tanto il bambino “in divenire” percepisce delle vibrazioni soavi…sono le carezze di mamma e papà Beppe al pancione, alle quali, a tratti, si aggiunge una piccola pressione, qualcosa di simile a un tocco leggero, strisciante, una sensazione primordiale e rassicurante, rivelatrice di un legame antichissimo: la coesistenza di due specie, l’uomo e il cane, uniti nel mistero della vita e della morte da 32mila anni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">All’ottava settimana nella minuscola testa di Lorenzo la coclea è ormai formata e inizia a delinearsi l’orecchio medio. In seguito si sviluppa il timpano e alla ventunesima settimana avviene un processo prodigioso, la coclea si collega alla corteccia cerebrale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Intorno alla ventiquattresima settimana, Lorenzo inizia a riconoscere e memorizzare i suoni. Dopo la trentesima settimana la sinfonia dei suoni percepiti è al top: ora è la voce sognante della mamma che canta “Per te” di Lorenzo Jovanotti, ora è il saluto allegro del papà che chiede “ come stai tu lì dentro?”, ora, nel silenzio della notte, il piccolo sente come uno sniffare ritmico…è il respiro di Camilla, la sorella-cane che sorveglia, accoglie e protegge il piccolo invisibile e palpitante Lorenzo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lui immagina che la vita e il futuro avranno i colori di una deliziosa melodia e il tepore di quel respiro “canino”.</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Passano i giorni e Lorenzo affronta la più grande delle rivoluzioni, entra nel mondo, viene “dato alla luce”.</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Un forte dolore nel petto lo introduce a una nuova forma di sopravvivenza. Irrompe nella vita con grida, pianto e tosse. I suoi movimenti nello spazio sono ancora scoordinati, ma presto trova pace e quiete quando è adagiato sul corpo della mamma o avvolto dalle braccia immense del papà. <b>Nei giorni successivi il bebè impara a muoversi e a piangere per esprimere una sensazione o per raggiungere un oggetto colorato</b>, poi, intorno al sesto mese, sperimenta con soddisfazione che può alzare la testa sollevandosi sulle braccia quando si trova in posizione supina. </span><span class="fs12lh1-5">In uno di questi momenti Lorenzo incontra lo sguardo di Camilla, profondo, amichevole, adorante.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"><b>L’orizzonte delle sue conoscenze si apre</b></span><span class="cf1">, sconfina, quel corpo maestoso e caldo che fino a quel momento lo aveva accompagnato ovunque, </span><span class="cf1"><b>ora lo avvolge con il suo sguardo</b></span><span class="cf1">, sguardo proveniente da un </span><span class="cf1"><b>“altro mondo”</b></span><span class="cf1"> &nbsp;e “</span><span class="cf1"><b>mondo altro”</b></span><span class="cf1"> odoroso di terra e di bosco, abitato da visioni e da messaggi provenienti da madre natura.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Lorenzo scopre il contatto visivo con Camilla</b>, fatto di dialoghi silenziosi ma eloquenti, così come era accaduto incontrando gli occhi incantevoli di sua madre mentre succhiava il latte dal suo seno. Fissandola e desiderando un contatto ancora più intenso, il piccolo scopre le sue manine, le apre e le chiude nel tentativo di raggiungere il cane e finalmente queste planano sul pelo dorato di Camilla.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ormai il legame con l’amica a quattro zampe è stabilito! Lorenzo ne riceve &nbsp;conforto ed energia. Questa esperienza gli apre le porte della conoscenza del proprio corpo e del mondo in cui è immerso.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Da tempo Lorenzo si esercita con svariati vocalizzi e crescendo, anche le sillabazioni “mamama” e “papa “ regalano ai genitori la gioia di sentirsi chiamati per nome. Tra il nono e diciottesimo mese il bimbo mostra attenzione quando sente pronunciare il suo nome, o la parola “mamma”, “papà”, oppure ” Camilla”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/CANE-NEONATO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="451" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Ne coglie gli stati d’animo, l’allegria e il dolore, il piacere o la paura, la rabbia e la soddisfazione, l’affetto e la tranquillità.Presto arriva il giorno del suo primo compleanno: Lorenzo è in piedi sulla sedia, al centro tra mamma e papà super emozionati, lo sguardo concentrato sullo schermo dello smartphone nel tentativo di scattare il selfie più avvincente della storia. Il festeggiato affonda una manina sulla panna della torta, mentre la sua bocca, ormai esperta nell’articolazione di dieci paroline, o poco più, pronuncia allegramente “ mi- mi “ , “la- la ” …“CA-LI-LLA” !</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il selfie è scattato, CA-<b>MI</b>-LLA ha leccato accuratamente la mano di Lorenzo e il viaggio di due amici, complici per la vita, ha appena celebrato il suo inizio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.W314U-gzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.W314U-gzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La comunicazione che va “oltre”...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/eJetnmKKSbs">https://youtu.be/eJetnmKKSbs</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Jun 2020 14:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vuoi cambiare? Allora, AGISCI! Non esiste pensiero senza azione...]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AB"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Avere consapevolezza di sé, stare bene con se stessi e con gli altri, sono i presupposti fondamentali per raggiungere una condizione di felicità.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La felicità non è un traguardo da raggiungere una volta per sempre</b>, bensì <b>è una predisposizione interiore dell’uomo ad impegnarsi nel corso della propria esistenza con positività e con capacità costruttiva</b>, apprezzando tutto ciò che di buono la vita ci offre ogni giorno.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/AMARE-SE-STESSI-AMARE-CIo-CHE-SI-FA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="392" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> Quindi la felicità è una vita ricca di senso, pur nella consapevolezza della nostra fragilità di esseri umani e non va confusa con il raggiungimento del piacere immediato, ma dev’essere uno star bene sempre, quindi una soddisfazione duratura. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La felicità deriva dal vivere la vita nel miglior modo possibile senza crederla una cosa dovuta, scontata, ma scoprendola ogni giorno e assaporandone ogni momento, cogliendo il significato profondo di ogni esperienza, di ogni incontro. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Durante questo percorso è necessario diventare sempre più consapevoli del proprio valore di persona</b>, della propria visione della vita, della propria <i>mission</i>, dei propri ideali e valori. Spesso il carattere o le nostre paure ci bloccano e temiamo di non farcela, quindi desistiamo per paura di sbagliare. Ed è qui il punto. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Bisogna lanciarsi sulle cose e su eventuali progetti personali e professionali, superando i pensieri autodistruttivi perché poi, alla fine, ce la facciamo sempre e pure con il massimo, com’è accaduto in passato. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dunque felicità significa anche rialzarsi dopo una caduta ed essere più forti di prima</b>, perdonarsi per errori commessi in passato, lasciar andare tutto e godersi ogni attimo presente, <b>sperando in unfuturo meraviglioso</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per fare questo salto di qualità è necessario modificare i propri pensieri. Se facciamo gli stessi pensieri di sempre, infatti, agiremo nello stesso modo con scarsi cambiamenti nella vita. Dunque pensieri diversi che determinano azioni diverse per ottenere risultati differenti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Detto ciò, è fondamentale porsi queste domande</b>:</span></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><ul><li><i class="fs12lh1-5">Come mi sento?</i><br></li><li><i class="fs12lh1-5">Come sto?</i><br></li><li><i class="fs12lh1-5">Quello che ho è quello che voglio veramente?</i><br></li><li><i class="fs12lh1-5">Cosa mi piace fare?</i></li></ul><div><i><br></i></div></div><div><b class="fs12lh1-5">Quindi decidere cosa si vuole veramente e come ottenerlo. </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Per iniziare a realizzare ciò che vogliamo dobbiamo desiderarlo fortemente e vederlo come già realizzato, lasciando andare tutto il resto che non serve alla realizzazione dei propri sogni e che ci fa solo perdere tempo. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Per cambiare in meglio dobbiamo anche agire! L’azione è fondamentale compagna del pensiero. Pensare va bene, ma i pensieri da soli non bastano.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La chiave del successo è saper attendere il momento giusto restando sempre proattivi</b>, confidando nel tempo e nelle proprie forze e capacità, munendosi di tanta pazienza e fiducia che tutto ciò che è bello accadrà!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di <a href="https://www.cittadellinfanzia.it/apprendimento-e-relazioni.php#.X7alU2hKjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni"</a>. Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/snR60ZXuaJc">https://youtu.be/snR60ZXuaJc</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 10:20:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[“Per un DOCENTE settembre è alle porte: cari colleghi, scegliamo con cura le parole per accogliere i nostri STUDENTI”.    ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Arianna Sinisi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001AA"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Siamo giunti alla conclusione di un difficile anno scolastico: da dire ci sarebbe tanto e molto è stato già detto. <b>Adesso è arrivato però il momento di utilizzare parole nuove</b>: <b>abbandonare il linguaggio medico e scientifico che ci ha fatto compagnia in questi mesi e cercare di ripartire dalle parole lasciate in sospeso</b>. Proviamo per un attimo a chiudere in una stanza segreta dell'anima tutto il dolore e la sofferenza di questi mesi: con questo non si vuole chiedere ai nostri piccoli alunni di far finta che nulla sia accaduto (non sarebbe giusto), ma quello che penso e spero è che si riesca finalmente a trovare il modo per far tornare a sorridere quei piccoli cuori in ascolto.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Si pone l'urgenza di nuovo progetto educativo che abbia i colori e i profumi di un campo di fiori appena sbocciati, che sappia riscaldare come il sole che sorge e riempire di gioiosa speranza la nostra vita scolastica, come solo le prime rondini che annunciano la primavera sanno fare.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Iniziamo, cari colleghi, a prendere carta e penna e scegliamo con cura le parole con cui accoglieremo i nostri alunni il primo giorno di scuola. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/felicita-scuola-accoglienza.png"  title="" alt="" width="640" height="309" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Proviamo a scrivere per loro un racconto che riesca ad accompagnarli per mano, facendoli superare questa terribile esperienza. Sarà un modo per ritrovare la strada a colori, che avevamo lasciato senza volerlo…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----sinisi---didattica---.html#.Xfs-vxt7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Arianna Sinisi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/IBWTU_hQLDM">https://youtu.be/IBWTU_hQLDM</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 09:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lo SPORT ha bisogno di CULTURA e PREPARAZIONE. Non bastano brevetti per poter essere insegnanti!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A9"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’umiltà è di chi sa.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’arroganza è di chi ostenta quel poco che sa. </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Capita molto spesso che istruttori sportivi, in possesso di brevetti acquisiti nei weekend informativi (a pagamento) istituiti dalle varie federazioni, si sentano professori e professionisti e si atteggino a tali con un’arroganza e vanità che lo sport non può contemplare. L’insegnante che ha alle spalle studi appropriati, scientifici ed umanistici, basilari nella formazione sportiva, difficilmente si rende ridicolo nell’esaltarsi. Piuttosto, si mette continuamente in discussione, approcciandosi ad adolescenti e bambini a cui non è mai sufficiente offrire esercizi ed allenamenti come se fossero esclusivamente atleti, e non persone, ma sostegno pedagogico e psicologico.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Lo sport crea così palloncini e palloni gonfiati da chi da sé si gonfia di stupidità, boria, smentendo e tradendo il suo messaggio sportivo.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Se l’arte degli artisti di strada affascina, pur non avendo competenze artistiche riconosciute da titoli e specializzazioni, lo sport di strada, poiché tale è, se esercitato con brevetti imperfetti, non crea stesso stupore, ma diniego in chi dalla strada, piuttosto, si eleva al cielo... attraverso l’umiltà del sapere e del saper fare, del sapere come insegnare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/SPORT-BREVETTI-CULTURA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Consapevole di scagliare frecce contro chi recluta numerosi allievi con medaglie e coppe, ma senza competenze per supportare il sano sviluppo delle vulnerabili personalità, <b>denuncio la leggerezza dell' insegnamento sportivo svuotato di cultura</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lo sport non deve essere, infatti, prima di tutto... cultura?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>. Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra. </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/1748f0CqW5w">https://youtu.be/1748f0CqW5w</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2020 15:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cosa hanno previsto le STELLE durante la pandemia per il tuo segno zodiacale? Fortuna e incontri inaspettati?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A8"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Chi l’ha detto, cari lettori, che questa emergenza non abbia permesso a tutti noi di “vivere”, che questo periodo di tempo sia risultato statico, senza possibilità, senza opportunità, insomma: “senza”? Chi abbia pensato o immaginato tutto questo, si è sbagliato enormemente: <b>questo tempo</b>, e chissà per quanto altro ancora, <b>è sceso come la manna dal cielo</b>, per ricordarci la sostanza della vita stessa, le priorità, <b>ha spazzato il superfluo</b> mettendoci in contatto con la parte più autentica e vera di noi, in definitiva, ci ha insegnato quali siano le cose più importanti, l’essenziale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Come un viaggiatore che perlustra terre sconosciute, alla scoperta degli angoli più nascosti della nostra coscienza, ho redatto, più che un diario di bordo, una guida sicura per sconfiggere noia, depressione e stress da rifugio indeterminato nelle nostre comode e attrezzatissime abitazioni. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ho scoperto l’inesprimibile e tutto quello che in tempi pre-pandemia poteva costituire la classica insospettabilità</b>, ciò che non sognavamo minimamente di realizzare o di anelare<b>, il desiderio inconscio e tutto quello che pur vero per noi</b>, poteva esserlo per qualche altro o addirittura per tutti! </span></div><div><b class="fs12lh1-5">Sì perché questa guida, redatta a guisa di una classifica, cari lettori, potrebbe costituire una sorta di bibbia a cui attingere nei momenti più bui. </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma veniamo al dunque e non dilunghiamoci oltre: <b>il tempo stringe e la curiosità aumenta</b>, compresa la mia che ne sono l’autrice. Al primo posto, al vertice, al piano di sopra, che dico, all’attico, per rimanere in tema-casa, c’è lui, <b>l’uomo delle stelle, colui che passeggia &nbsp;sulla volta dello zodiaco come fosse lo struscio serale</b>, <b>colui che conosce perfettamente le costellazioni e le stelle che ne fanno parte spostandole</b>, a piacimento, come fossero pedine, perché in questo ultimo periodo, e chissà per quanto altro ancora, quelle stelle, lui, ce le ha fatte, realmente, vedere da vicino: a un millimetro di distanza! </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per il nostro uomo non esistono distanze e, udite udite, non esiste e non è esistita questa pandemia. Seguirlo, è stato facilissimo. Bastava semplicemente pensare che era tutto finto, ed il gioco era fatto! </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Per darvene una dimostrazione</b>, riporto, testualmente, previsioni per alcuni segni zodiacali relative al mese di marzo, quando il tutto per noi è cominciato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Leone</b>: “Urano apporta cambiamenti significativi nella tua vita, mentre il Sole ti spinge a cercare maggiore libertà”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/pandemia-previsioni.jpg"  title="" alt="" width="640" height="408" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Bene, a leggere tra le righe, ma proprio tra le righe, il nostro uomo delle stelle è stato davvero lungimirante per i nostri leoncini: il Sole ha spinto loro a cercare maggiore libertà - peccato però che questa libertà si sia espressa in una passeggiata dalla cucina al bagno, dal bagno alla camera da letto, e per finire dalla camera da letto al divano del salotto, altrimenti gli amici del segno del Leone sarebbero stati tra i protagonisti, &nbsp;e i primi ad ambire con successo alla libertà tanto sospirata. Ma leggiamo altri oroscopi molto interessanti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Acquario</b>: “il mese di marzo ti apre nuove prospettive. Tutto è possibile, a condizione che lavori nella giusta direzione”. E qui il nostro uomo si è letteralmente superato e ha fatto centro! Purtroppo, e devo tristemente constatarlo, i nostri amici dell’Acquario non sono stati così previdenti: si sarebbero aperte per loro nuove prospettive e magari insieme agli amici del Leone, aspirare alle grandi opportunità che la vita stava prospettando e preparando per loro. Un vero peccato! Ma le stelle hanno sempre ragione, siamo noi che non sappiamo leggerle. Al secondo posto della mia classifica ho posizionato … rullo di tamburi: tutte quelle persone per le quali la vita in questo periodo non è cambiata di una virgola: grazie! Anche voi siete state un faro nella notte buia! Senza di voi non si sarebbe affatto capito che qualcosina fosse cambiata nel frattempo, e siete stati determinanti per comprendere, anche, quale “direzione”, per parafrasare una parola della previsione astrologica di prima, dovesse prendere la nostra vita. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Consiglio: proporrei un sodalizio tra l’uomo delle stelle e questi ultimi: chissà che le previsioni non possano risultare ancora più avvincenti!</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Al terzo posto... e qui cari lettori…suspense… Appuntamento per una nuova e appassionante scoperta nel mondo dell’incredibile!</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Farò intervenire personaggi e situazioni tutte nuove, per proseguire con quella che a Teatro viene chiamata azione scenica. Intanto, nell’attesa che si apra nuovamente questo sorprendente sipario della vita, vi suggerisco un modo per affrontare questo periodo e chissà per quanto tempo ancora: guardate il cielo, e cercatela voi la vostra stella, e se non &nbsp;vuole, proprio, saperne di farsi vedere, continuate a scrutare: prima o poi spunterà, è solo questione di tempo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote><div> &nbsp;<span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/Kqbm4I8iOm8">https://youtu.be/Kqbm4I8iOm8</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Jun 2020 15:02:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?cosa-hanno-previsto-le-stelle-durante-la-pandemia-per-il-tuo-segno-zodiacale--fortuna-e-incontri-inaspettati-</link>
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			<title><![CDATA[BONUS servizi per l’infanzia: contributo INPS per iscrizione al CAMPUS estivo]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A7"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 ("decreto Rilancio"), all'articolo 72, ha istituito il bonus per servizi di baby-sitting e quello per l'iscrizione ai centri estivi e ai servizi integrativi per l'infanzia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La misura è rivolta alle seguenti categorie di lavoratori</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">dipendenti del settore privato;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">autonomi iscritti all'INPS e non, subordinatamente alla comunicazione, da parte delle rispettive casse previdenziali, del numero dei beneficiari.</span></li></ul><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Il bonus per servizi di baby-sitting e per l'iscrizione ai centri estivi spettano nel limite massimo complessivo per il nucleo familiare di <b>1.200 euro</b>, da utilizzare per prestazioni di assistenza e sorveglianza dei <b>figli di età non superiore a 12 anni</b>, di cui possono fruire i genitori alternativamente fra loro, nel periodo di chiusura dei servizi educativi scolastici. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Nel caso di lavoratori dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato, il bonus è riconosciuto dall'INPS nel limite massimo complessivo di 2 mila euro per nucleo familiare e viene sempre erogato dall'INPS mediante il Libretto Famiglia. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il limite di età di 12 anni non si applica ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata (ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104), iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/centri-estivi-inps.jpg"  title="" alt="" width="640" height="393" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Le misure trovano applicazione limitatamente all'anno 2020; <b>bonus baby-sitting a decorrere dal 5 marzo</b>, data in cui è stata disposta la sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, ad opera del decreto del Presidente del Consiglio dei minlistri 4 marzo 2020, e <b>il bonus centri estivi per il periodo dalla chiusura dei servizi educativi scolastici al 31 luglio 2020</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tale prestazione, inoltre, spetta a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa (ad esempio, NASPI, CIGO, indennità di mobilità, ecc…) o altro genitore disoccupato o non lavoratore, con i quali, dunque, sussiste incompatibilità e divieto di cumulo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per poter fruire del bonus, tramite il Libretto Famiglia, il genitore beneficiario (utilizzatore) e il prestatore devono preliminarmente registrarsi sulla piattaforma delle prestazioni occasionali, accessibile sul sito <a href="http://www.inps.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.inps.it.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/oTdexeBmrG0">https://youtu.be/oTdexeBmrG0</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 10:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Legame tra OBESITÀ e danni all’udito? Per sentire bene bisogna anche mangiare sano!         ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A6"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Le condizioni di sovrappeso e soprattutto di obesità sono sempre più valutate con maggiore attenzione da parte della medicina, poiché importanti fattori di rischio nello sviluppo di altre patologie croniche. Di conseguenza possiamo considerare lontani quei tempi in cui, secondo una concezione piuttosto ingenua, si consideravano i problemi di peso solo da un punto di vista estetico. Tra le patologie più riconosciute, come conseguenza del grasso in eccesso, vi sono quelle cardiovascolari, il diabete, alcune forme di cancro.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ciò che è meno risaputo è che esiste un’importante relazione anche nello sviluppo dei problemi di udito. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>A supportare la suddetta relazione uno studio effettuato in Turchia dai ricercatori dell'Università di YuzunkuYil in cui è stata comparata la capacità uditiva di 40 donne normopeso &nbsp;e 40 donne obese &nbsp;di età tra i 18 e i 40 anni &nbsp;</b>e dove <b>è emerso che tra queste ultime molte presentavano una compromissione uditiva</b>, soprattutto a carico delle frequenze acute. &nbsp;</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La spiegazione del legame tra ipoacusia e obesità è soprattutto di natura vascolare. Infatti il funzionamento corretto dell'orecchio è dato da un adeguato afflusso di sangue e ossigeno ai suoi comparti. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ciò purtroppo non è garantito nelle condizioni di obesità, poiché una cattiva circolazione del sangue non permette una giusta ossigenazione delle cellule acustiche deputate alla trasmissione del suono e che, di conseguenza, vengono danneggiate in modo permanente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/obesita-sovrappeso.png"  title="" alt="" width="640" height="425" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dunque ancora una volta, parlando di prevenzione, ci troviamo a <b>rimarcare l'importanza di uno stile di vita sano e una sempre maggiore cura nella scelta dell'alimentazione</b>. La salute comincia a tavola!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/gh2oSxaL3ak">https://youtu.be/gh2oSxaL3ak</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 09:48:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?legame-tra-obesita-e-danni-all-udito--per-sentire-bene-bisogna-anche-mangiare-sano----------</link>
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			<title><![CDATA[Per te vorrei…, una delicata dichiarazione d’amore per spiegare ai nostri bambini cosa sono per noi]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A5"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Per te vorrei…, di <b>Amy Krouse Rosenthal</b> e <b>Tom Lichtenheld</b> (Nord-Sud Edizioni) è un commovente e poetico albo illustrato che descrive, con parole semplici</span><span class="fs12lh1-5"> e toccanti, tutto ciò che un genitore potrebbe desiderare per il figlio: serenità, spensieratezza, allegria, amicizia, bellezza, la capacità di meravigliarsi, obiettivi da raggiungere e sfide (non troppo difficili) da affrontare… e molto altro.</span><br></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Tutto questo perché, semplicemente: “la cosa più importante per me sei tu”, in un'espressione di amore incondizionato che nulla ha a che vedere con l'egoismo e il possesso, e che dunque può desiderare solo che l'altro assapori tutto ciò che di bello la vita può offrire. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Bellissime ed evocative le illustrazioni dal tratto tenero e delicato, adattissime a catturare l'attenzione dei piccoli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/per-te-vorrei-amore.jpeg"  title="" alt="" width="690" height="720" /></div><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Dopo il periodo appena vissuto, in cui i bambini – forse più di tutti gli altri – hanno dovuto affrontare con coraggio e pazienza le limitazioni dettate dall'emergenza sanitaria, l'augurio di tutti noi adulti, genitori e non, è che i più piccoli possano tornare al più presto a godere di tutta la bellezza della vita e del mondo. Buona lettura!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Ilaria De Marinis</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div></blockquote> &nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/xp_6Z8eNzCI">https://youtu.be/xp_6Z8eNzCI</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 10:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Che vita fanno i fratelli e le sorelle di persone con disabilità? Quanta responsabilità sentono addosso?]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A4"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Carissimi amici, oggi ho intenzione di parlarvi di qualcuno a me molto caro, la mia sorellina. Essere “siblings”, fratelli e le sorelle di persone con disabilità, non costituisce necessariamente una problematica o un fattore di rischio, ma comporta sfide evolutive complesse che possono generare disagio.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La relazione fra una persona con disabilità e il fratello o la sorella, in prospettiva, è spesso la più lunga che entrambi vivranno. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La dimensione della disabilità, con tutto ciò che essa comporta, li accompagnerà nell'arco di tutta la vita, influenzando inevitabilmente anche le tappe evolutive, le scelte e la progettualità di entrambi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/responsabilita-disabilita.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> Per quanto riguarda la mia esperienza, mia mamma è stata da sempre, appena insorta la mia disabilità, la mia caregiver, quindi, mia sorella, più piccola di me, è cresciuta con una mamma, per dirla volgarmente, <i>part-time</i>, in termini di tempo dedicato. Il mio papà ha, quindi, rappresentato un ruolo fondamentale e di sostegno, soprattutto con lei. Ma... ancora oggi, tutto ciò non è stato facile. Ti amo Desirè!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.W3WwnugzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Esploratore di vita</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità"...</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Parole e pensieri che raccontano la vita</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=d3MvacAiXqM">https://www.youtube.com/watch?v=d3MvacAiXqM</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 15:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Impara a dare tempo al tempo. Lascia andare: il momento giusto, prima o poi, arriverà!”]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A3"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Ho fatto pace con il tempo, con quel tempo che non sono mai riuscita a raggiungere, con quel tempo che per un attimo è fuggito via e che per pochi secondi non sono riuscita ad afferrare …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho fatto pace con il tempo, con quel tempo che non mi ha mai trovato all’altezza, che ha misurato le mie capacità con le lancette della frenesia e che non mi ha dato mai un attimo di respiro per riflettere …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho fatto pace con il tempo, con quel tempo che non ha mai rispostoai miei perché, a quel tempo che è rimasto muto, che meschino non ha aspettato un solo istante ed è scivolato via, disintegrato, senza altre possibilità di appello, scomparso inesorabilmente come travolto dal fiume in pieno delle mie speranze …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho fatto pace con il tempo, con quel tempo che non ha apprezzato il mio <i>giocar d’anticipo</i>, che ha punito la mia <i>bramosia d’arrivo</i> &nbsp;consigliandomi la scelta sbagliata e ha goduto superbamente del mio fallimento e delle mie lacrime ha riso altero …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho fatto pace con il tempo, con quel tempo che ha dettato le regole, contro il quale è stato impossibile gareggiare, che non si è preoccupato della fatica, del sudore, dell’impegno da premiare, della volontà da apprezzare, ma che freddamente ha liquidato qualsiasi aspettativa al mero e sterile motto &lt;&lt;<i>prima arriva meglio alloggi</i>&gt;&gt;…</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho fatto pace con il tempo, con quel tempo che mi ha insegnato che per tutto c’è un tempo, per tutto basta un istante, l’attimo perfetto, senza fretta né affanno …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/tempo-orologio.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho fatto pace con il tempo, perfino con quel tempo che sembrava esser perduto ormai, l’ho ritrovato nei calli dei mani, l’ho riscoperto nelle prime rughe del viso, nella bellezza ancora inesplorata del mio essere e delle sue infinite possibilità di trasformazione … </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho fatto pace con il tempo, con quel tempo che non avevo tra le mani, ma ho portato addosso nelle risorse, che è entrato nella pelle diventando occasione per fare, costruire, vivere …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho fatto pace con il tempo, persino con quel tempo che, travestito da fallimento, è divenuto emblema di cambiamento, fucina rivoluzionaria da cui ripartire …”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><i class="fs16lh1-5 ff1">… intanto sorseggio un caffè nella mia cucina nuova e l’orologio davanti mi ricorda di non avere fretta, di imparare a godermela e attendere che arrivi &nbsp;il tempo giusto, a coglierne l’occasione, a lasciar passare, non con indolenza, ma intelligenza … perché io impari a dare tempo al tempo …</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/iKsm2FKQdYw">https://youtu.be/iKsm2FKQdYw</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 16:33:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?-impara-a-dare-tempo-al-tempo--lascia-andare--il-momento-giusto,-prima-o-poi,-arrivera--</link>
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			<title><![CDATA[OVERDOSE DIGITALE: intossicazione da TECNOLOGIA e abbandono della realtà!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A2"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">I ragazzi più giovani sono stati tra i più colpiti dagli “<b>effetti collaterali” del coronavirus: </b>durante il periodo del lockdown hanno perso ogni punto di riferimento - gli amici, i compagni di scuola, le uscite e le attività sportive - e il loro stile di vita è cambiato bruscamente, tanto da aver fatto loro avvertire, in alcuni casi, profondo sconforto. In questo periodo così particolare a farla da padrona indiscussa e prepotente nelle loro vite è stata sicuramente la<b> tecnologia: per preadolescenti e adolescenti</b>, già abituati a maneggiarla in modo disinvolto, è diventata una <b>grande alleata per restare collegati con quel mondo <i>reale </i></b>che hanno dovuto lasciare fuori dalla porta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La rete web ha avuto di certo grandi meriti: dal supporto dei ragazzi nello svolgimento delle attività didattiche al mantenimento dei rapporti con i pari, si è rivelata fondamentale per <i>riempire i vuoti</i> della giornata. Talvolta ha anche offerto uno <i>spazio</i> nel quale recuperare la creatività: i più giovani si sono impegnati in attività &nbsp;per loro inedite scoprendo nuove inclinazioni e talenti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Da strumenti quasi demonizzati <b>smartphone, tablet e computer sono diventati dei veri e propri punti di riferimento; </b>l’uso passivo e così massiccio dei digital devices da parte dei giovani, però, li ha esposti al rischio di una vera e propria “<i>overdose digitale</i>”. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Adesso che, con il dovuto rispetto di alcune misure precauzionali, è di nuovo possibile vivere la vita fuori dalle mura domestiche, alcuni ragazzi rischiano di rimanere intrappolati nella rete virtuale. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Le relazioni virtuali sono percepite e vissute come più semplici e gestibili</b> rispetto a quelle reali e, in alcuni casi, sono preferite a quelle <i>fisiche</i>: preadolescenti e adolescenti gestiscono contatti, incontri, ruoli, identità dalla propria stanza, lontano dal mondo, ma nella convinzione di appartenervi comunque. Attraverso <i>like</i> e <i>follower </i>raggiungono presto sicurezza, visibilità e autostima anche se il mondo digitale non ha ricadute sulla vita reale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">I ragazzi così avvertono un grande senso di vuoto, di solitudine e a volte anche di isolamento. Fanno fatica <b>a condividere con noi adulti le loro emozioni, perché anche noi spesso siamo “</b><i>distratti” dall’uso del cellulare e dai social. </i></span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Nascondendosi dietro uno schermo cosa ci chiedono? Quali bisogni nascondono i loro silenzi? </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Proviamo dunque a costruire con i più giovani un contatto autentico</b>: aiutiamoli a sentirsi liberi di raccontare le proprie esperienze e il loro <i>mondo interno</i>, senza il timore di essere giudicati. &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/PC-DIPENDENZA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Superiamo la paura che la “<i>distanza</i>” tra le generazioni sia incolmabile e riappropriamoci del nostro ruolo educativo:</b> quello che i ragazzi cercano, spesso attraverso l’opposizione e il conflitto, è soprattutto affetto, comprensione, bisogno di essere apprezzati e riconosciuti. Da un lato i nostri figli avvertono il bisogno di sentire forti e stabili i legami familiari, dall’altro quello di sperimentare un’identità in continua evoluzione. Aiutiamoli dunque a costruire se stessi, passo dopo passo e affrontare la paura del futuro e della vita reale. Insegniamo loro <b>a sognare di nuovo, a immaginare un futuro per il quale valga la pena impegnarsi e lottare. </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Moscatelli</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;</span></div><div><b class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/jJz9kgI_2Ew">https://youtu.be/jJz9kgI_2Ew</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 14:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Avete mai pensato che bisogna allenare la VOLONTÀ per imparare a VIVERE?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A1"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il modello etico che l’uomo di oggi può recuperare dall’antichità è quello degli esercizi spirituali</b>, delle &lt;&lt;<i>pratiche di sé</i>&gt;&gt; come li chiama Foucault, che <b>permettono di diventare padroni di se stessi</b>, <b>di trovare la felicità nella libertà e nell’indipendenza interiore</b>, di vedere l’universo con occhi nuovi, come se lo si vedesse per la prima volta, <b>scoprendo</b>, nel godimento del momento presente, <b>il mistero e lo splendore dell’esistenza</b>. <b>Gli esercizi spirituali</b> proposti dai filosofi greci antichi sono un’attività pratica del pensiero e della volontà, un lavoro su se stessi, per cui necessitano di una dimensione pragmatica, altrimenti restano vuoti; <b>sono chiamati spirituali perché impegnano tutto lo spirito</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il loro obiettivo</b>, infatti, <b>è guarire e formare gli animi</b>, <b>portare il soggetto al controllo di sé</b>, ad una <b>maggiore attenzione &nbsp;a se stesso</b>, ad una maggiore consapevolezza, a rafforzare la volontà, a controllare la collera, la curiosità, le proprie parole, quindi a vedersi con occhi nuovi e a migliorarsi e a realizzarsi sempre più. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Dunque gli esercizi spirituali hanno un alto valore morale ed esistenziale in quanto conducono all’educazione di sé per imparare a vivere.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il filosofo francese <i>Pierre Hadot</i> (1922-2010) ne presenta alcuni molto interessanti. In quest’articolo ne cito solo qualcuno. <b>Il primo è la lettura</b> che, come tutti gli esercizi spirituali, <b>contribuisce alla formazione e alla trasformazione dell’animo umano</b>. È un esercizio spirituale difficile perché, oggi, non sappiamo più leggere con concentrazione, senza distrazioni. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La lettura, infatti, implica il fermarsi da tutto e concentrarsi sul testo, il liberarsi dalle preoccupazioni, il ritornare a se stessi, meditando con calma, riflettendo, lasciando parlare i testi. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Un altro importantissimo esercizio spirituale è l’attenzione al momento presente</b> che, per gli epicurei, è invito alla distensione e alla serenità. Questi ultimi sostengono cioè che la preoccupazione eccessiva per il futuro ci distrugge e non ci permette di godere del semplice fatto di esistere, quindi del momento presente, cioè il famoso &lt;&lt;<i>Carpe diem</i>&gt;&gt; di Orazio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/lettura-volonta.jpg"  title="" alt="" width="640" height="367" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Per gli epicurei la concentrazione sul momento presente è il segreto degli esercizi spirituali, perché libera dal passato e dal futuro che non dipendono da noi, portando così ad una trasformazione della personalità. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Dunque bisogna essere felici sin da ora, altrimenti non lo saremo mai. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">L’attenzione a se stessi nel momento presente è legata ad <b>un altro esercizio spirituale importante che è la meditazione</b> che può preparare anche a circostanze inattese. Essa <b>consiste nel considerare</b>, al mattino, <b>ciò che si deve fare durante la giornata e nel fissare i pensieri che dirigeranno e suggeriranno le azioni</b>. Alla sera, poi, il soggetto deve esaminarsi di nuovo su ciò che ha fatto e che non ha fatto, per rendersi conto delle colpe o dei progressi compiuti. Esaminerà anche i propri sogni. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’esercizio della meditazione, inoltre, aiuta l’individuo a dialogare con se stesso (il famoso dialogo socratico che invitava all’esame di coscienza, alla ricerca del bene, al &lt;&lt;Conosci te stesso&gt;&gt;, all’attenzione e al rispetto verso se stessi, che costituisce il fondamento di ogni esercizio spirituale), portandolo a comprendere che è bene distinguere tra ciò che dipende da noi e ciò che non dipende da noi. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La meditazione si nutre molto semplicemente anche della lettura di frasi di poeti e filosofi</b>. Dunque dai filosofi antichi abbiamo ereditato questa pratica. Oggi, infatti, si parla molto di <b><i>Mindfulness &nbsp;</i></b>che è la traduzione in inglese della parola <i>Sati </i>in lingua Pali, che significa attenzione consapevole. Essa consiste appunto nel prestare attenzione in ogni momento a se stessi, nell’avere consapevolezza del proprio qui ed ora, liberandosi dai condizionamenti passati e da continui pensieri invadenti, per controllare meglio il sorgere di pensieri negativi con i quali spesso ci identifichiamo e che contribuiscono al malessere emotivo. Questi metodi pratici (ce ne sono altri), dunque, ci fanno comprendere l’<b>enorme potere terapeutico della parola </b>e dei consigli dei filosofi antichi i quali ci danno le istruzioni per affrontare al meglio i momenti difficili, per comprendere le situazioni che viviamo, sia belle che brutte, affinché possiamo dirigerci sempre più, con consapevolezza e felicità, verso il nostro bene e la nostra crescita interiore al fine di relazionarci meglio anche con gli altri. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cfr. P. Hadot, <i>Esercizi spirituali e filosofia antica</i>, Ed. Einaudi, Torino 2005</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista </span><span class="fs12lh1-5">Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di "Apprendimento e Relazioni". </span><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div></blockquote> &nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/MqhxIQD16EA">https://youtu.be/MqhxIQD16EA</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 12:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Primi passi verso la NORMALITÀ: è come svegliarsi da un brutto sogno!”]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000001A0"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ritrovare il mondo lasciato fuori dalla mia abitazione, nel rispetto della lunga quarantena, è stato come essermi risvegliata da un lungo sonno. Il passare dal virtuale al reale, non importa se con mascherina e guanti, mi ha riportata alla vita. Una vera rinascita che quasi fatico a descrivere per quanto il mio cuore desideri raccontarne tutta l’emozione.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Un’emozione che come onda ha travolto l’intero mio essere, spronandolo e rinvigorendolo, più di quanto già lo sia per natura.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Anche se il virus resta ancora un pericolo da temere, ed essendo l’uomo il suo veicolo di diffusione, sia egli stesso da temere come il contatto o vicinanza fisica coi propri simili, poter rivedere ed incontrare la gente è stato ritrovare la mia giusta dimensione che poi è quella di ogni essere umano, la cui realizzazione non è nella solitudine, ma nel relazionarsi con gli altri… nella condivisione e partecipazione, che come cantava Gaber, <i>è condizione necessaria per la libertà</i>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/quarantena-fine.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il ritorno alle vecchie abitudini, passioni ed hobby, inoltre, ha rappresentato per me, come credo per tutti, la liberazione dalle invisibili catene di un <i>lockdown </i>vissuto con accettazione e senso di responsabilità, ma depistante e disorientante per il corpo e per lo spirito, desiderosi di urlare la vita di cui sono intessuti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ora non c’è che augurarsi che non si ripresenti la necessità di essere nuovamente rinchiusi in casa. Affidarsi alla saggezza e alla prudenza di non abbassare la guardia, prima della messa in circolazione di un valido vaccino, nella considerazione di quanto meraviglioso sia stato spalancare le ali e volare via… di quanto preziosa sia la tanto agognata, e finalmente ritrovata, normalità, proprio come quell’amor che si piange allor che si perde. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"> </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/x67trYfuzV0">https://youtu.be/x67trYfuzV0</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 May 2020 10:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“DIDATTICA della VICINANZA”: solo la vocazione dell’insegnante può azzerare le distanze!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019F"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Dopo circa due ore di video lezione, Michele si alza dalla sua sedia con i tratti del viso stanchi, con gli occhi arrossati, ma con un’<b>espressione visibilmente appagata</b>, soddisfatta e a tratti emozionata. La mamma, spettatrice attenta dei suoi altalenanti umori, gli chiede come sia andata la lezione a distanza. Michele risponde:<i>”mamma, io proporrei di cambiare questa definizione della didattica a distanza per alcuni dei miei insegnanti. Io la chiamerei didattica della vicinanza! Questa mattina, con la mia prof. è stato come essere a scuola! Il modo in cui ci guarda è bellissimo. È attenta ai nostri sentimenti, come sempre. Ci ascolta con attenzione considerando le nostre difficoltà, i nostri dubbi. Abbiamo riso tutti insieme e abbiamo imparato con gioia. Non capisco come mai io non mi senta così coinvolto, interessato e motivato anche con altri insegnanti. Vorrei fossero tutti come lei, sai?”.</i></span></div><div><b class="fs12lh1-5">La mamma gli sorride e lo abbraccia forte. Aveva inteso perfettamente il suo sentimento.</b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Cari lettori</b>, il momento di emergenza sanitaria che viviamo impone a tutti noi nuove riflessioni su innumerevoli fronti e suggerisce modalità alternative di intervento. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Sono molte le discussioni scaturite dalla cosiddetta DAD. Alcuni sono convinti sia la didattica del futuro, altri la contestano nella sua totalità. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">A mio avviso, il giusto modo di porsi, per una riflessione neutrale su questo tema, sarebbe di <b>considerare prima di tutto gli utenti </b>a cui si rivolge questa nuova modalità di intervento scolastico: <b>i bambini e i ragazzi</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il lavoro dei ricercatori scientifici in materia di apprendimento, in questo preciso momento storico, si rivela tanto arduo quanto interessante. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Una recentissima ricerca effettuata su un campione di 400 bambini mostra come si stia formando un nuovo modo di concepire il concetto di scuola. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Gli alunni che prima dell’emergenza sanitaria consideravano la scuola come il luogo fisico nel quale apprendere, oggi alla domanda “</span><span class="cf1"><b>cosa è per te la scuola</b></span><span class="cf1">”, rispondono: ”per me la scuola è la maestra e i compagni”. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Diviene essenziale per i ragazzi trasformare una definizione precedentemente legata ad un concetto astratto con un bisogno concreto e attuale, intrecciato al desiderio di cura</b>, socialità e richiesta di attenzione. Dunque, la sfida che si pone oggi, non sarebbe tanto se intraprendere o no la didattica a distanza, ma al come poterla intraprendere. I bambini direbbero che la scuola è composta dalle persone. È ciò che ci spiega il bambino protagonista del dialogo con la sua mamma. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/vocazione-insegnamento.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La comunicazione che la sua insegnante è capace di trasmettergli lo rassicura, lo incuriosisce, lo incita ad apprendere</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>La didattica “della vicinanza” è fatta da sguardi amorevoli, parole che risplendono nel cuore dei bambini con carezze di empatia. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>In questo discorso torna a risuonare la figura dell’insegnante</b> che svolge non solo una professione, ma anche e soprattutto un ruolo educativo come una vera e propria vocazione. Sarebbe auspicabile ripensare e formulare una nuova didattica che rivolga la sua attenzione, non solo a programmi annuali da portare a termine, ma ponga le basi &nbsp;per mettere in atto strategie per la cura del benessere psico-fisico degli alunni. Un intervento che potrebbe arricchire l’utilizzo della didattica a distanza sarebbe quello di garantire una <b>maggiore inclusione ai bambini e ai ragazzi diversamente abili</b>. Con la chiusura delle scuole è venuta meno la figura dell’educatore, una presenza di supporto per l’autonomia e l’integrazione degli alunni con disabilità. Una didattica efficace andrebbe ripensata in un’ottica di uguali opportunità per tutti gli alunni considerando i loro specifici e differenti bisogni. Al prossimo articolo e <b>buona didattica della vicinanza</b> a tutti! &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WY2tf1GrTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista, Educatore Extrascolastico</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WY2to1GrTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicopedagogia". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/KbkqUA0LhhY">https://youtu.be/KbkqUA0LhhY</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 May 2020 12:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[REDDITO di EMERGENZA per aiutare chi è in difficoltà: speriamo che nessuno venga lasciato indietro…]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019E"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il <b><u>Reddito di Emergenza</u></b> (<b>REm</b>) è istituito con <i>decreto legge</i> n. 34 del 19 maggio, <i>articolo</i> 82, a decorrere dal mese di maggio 2020. È una misura di sostegno al reddito introdotta per supportare i nuclei familiari in condizioni di difficoltà, come conseguenza dell'emergenza epidemiologica da <b>COVID-19</b>, e rivolta ad una platea potenziale di circa 3,7 milioni di persone, chiamate, dal Governo, "invisibili" e rappresentati da <b>precari, tirocinanti, stagisti, studenti lavoratori, coloro che hanno interrotto il servizio civile a rimborso spese, le partite Iva e i parasubordinati ancora esclusi da altri bonus</b>, <b>coloro che avevano ammortizzatori sociali in scadenza e che non ritroveranno lavoro per mesi</b>... </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Infatti, il </span><span class="cf1"><b>Rem</b></span><span class="cf1"> non è compatibile con la presenza, nel nucleo familiare, di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle altre indennità per i lavoratori danneggiati dall'emergenza epidemiologica da </span><span class="cf1"><b>COVID-19</b></span><span class="cf1"> o che siano titolari di pensione diretta o indiretta, titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore alla soglia massima di reddito familiare, percettori di Reddito/Pensione di Cittadinanza.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il beneficio economico del Rem è determinato in un ammontare pari a <b>400 euro mensili</b>, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza calcolato per ogni componente familiare successivo. L'importo del beneficio economico non può comunque essere superiore a euro 800 mensili, elevabili a euro 840 solo in presenza di disabili gravi o non autosufficienti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/emergenza-reddito.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il <b>Rem</b> è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">residenza in Italia al momento della domanda, verificata con riferimento al solo componente richiedente il beneficio;<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5">un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore ad una soglia pari all'ammontare del beneficio;<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5">un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all'anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000; il massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5">un valore dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), attestato dalla DSU valida al momento di presentazione della domanda, inferiore ad euro 15.000.</span></li></ul><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il <b>Rem</b> è erogato per due mensilità a decorrere dal mese di presentazione della domanda all'INPS, attraverso una piattaforma web dedicata, entro il termine perentorio del 30 giugno 2020. </span><span class="fs12lh1-5">La speranza è che "</span><i class="fs12lh1-5">nessuno deve essere lasciato indietro</i><span class="fs12lh1-5">" a causa delle misure restrittive introdotte dal Governo...</span><br></div></div></blockquote></div><div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a> &nbsp;</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/QE75OKBi9a8">https://youtu.be/QE75OKBi9a8</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 May 2020 12:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Io e il mio CANE siamo ben più di una squadra PetTherapy, tra noi c’è l’intesa di chi si conosce veramente!”.]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019D"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Spesso mi chiedono come “addestrare” un cane per la <i>pettherapy</i>. Mi soffermo sul termine <i>addestrare</i> : rendere destro, idoneo a una funzione, un comportamento…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>In me riecheggia questa parola</b>… <b>addestrare</b>… e mi chiedo cosa abbia in comune con il legame, appartenenza, affinità, che identificano la relazione con i miei cani Balù e Tata Joy, compagni di vita e collaboratori. Risuona come il rumore di un sassolino che cade in un barattolo vuoto, un piccolo tonfo nel vuoto.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Collaborare con il proprio cane nelle Terapie e Attività Assistite con gli Animali è una tappa di un lungo viaggio.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Generalmente tale avventura inizia con l’adozione di un cucciolo di cane</b>, cioè di un individuo appartenente alla specie “<i>canis lupus familiaris”</i>, soggetto con una propria identità e personalità, racchiuse nel proprio corredo genetico e che progressivamente si manifesterà in consonanza con il contesto in cui vivrà, con le relazioni che intreccerà, con il tipo di esperienze che vivrà nelle sue tappe evolutive.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’avventura in cui ci si imbatte quando si accoglie un cane nella propria vita avrà dunque i connotati della curiosità, dell’osservazione e del rispetto.</span></i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Chi è questo individuo che ho di fronte? Qual è la sua storia filogenetica ed ontogenetica? Quali sono le sue vocazioni di razza e di specie?</b><span class="fs12lh1-5"> E le sue caratteristiche individuali, soggettive? </span><b class="fs12lh1-5">Quali sono i suoi bisogni primari</b><span class="fs12lh1-5">, quali emozioni vive, quali sono i suoi gusti i suoi desideri</span><span class="fs12lh1-5">?</span><b> Come funzionano i suoi processi cognitivi</b><span class="fs12lh1-5">, come apprende, come ricorda</span><span class="fs12lh1-5">?</span><b> Cosa gli piace, cosa lo spaventa? Quali sono le sue attitudini, i suoi punti di forza</b><span class="fs12lh1-5"><b>?</b></span><b> Quali le sue motivazioni</b><span class="fs12lh1-5">, i suoi interessi, le sue passioni… gli piace esplorare o proteggere,oppure radunare, fare da balia, da pacificatore,prendersi cura degli altri</span><span class="fs12lh1-5">?</span><b> Si può imparare un linguaggio comune? Chi sono io per lui?</b><span class="fs12lh1-5"> Sento di poter essere una guida attenta, autorevole, amorevole? </span><b class="fs12lh1-5">Ho fiducia in lui?</b><span class="fs12lh1-5"> Come conquistare la sua fiducia? Mi diverte giocare con lui? </span><b class="fs12lh1-5">Quali attività svolgere per realizzare le sue propensioni, per aumentarne le competenze? Come dare insieme un contributo al mondo</b><span class="fs12lh1-5">, all’umanità, per onorare il motivo per cui siamo stati messi al mondo, per celebrare il miracolo di essersi incontrati</span><span class="fs12lh1-5">?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/golden-pet.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">A tal fine è necessario formarsi presso <b>centri specializzati nella formazione di equipe</b> costituite da professionisti qualificati e certificati in conformità alle nuove Linee Guida Nazionali.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Il percorso formativo si compie in coppia con il proprio cane e diventa una preziosa esperienza di crescita, di conoscenza reciproca, di complicità e collaborazione. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Operatore e “<i>dog-tore</i>”, si auspica che diventino una <b>entità unica</b> che impara a prendersi cura, citando don Luigi Verdi : “<i>prendersi cura implica avere intimità, sentire dentro, accogliere e rispettare, dare quiete e tranquillità</i>”… ”amare e aiutare gli altri a fiorire”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Vi assicuro che a tal riguardo i nostri amici a quattrozampe &nbsp;hanno molto da insegnare.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.W314U-gzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it   " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it &nbsp;&nbsp;</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PET-THERAPY+E+SOCIALE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La comunicazione che va “oltre”...</span></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;<br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 May 2020 11:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ È ora di imparare a dare VALORE alle PAROLE attraverso il SILENZIO: a volte è meglio tacere!]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019C"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Trascorso il periodo più critico dell’emergenza, mi ritrovo paradossalmente a sentire il bisogno di silenzio. Nonostante la quarantena appena trascorsa che ha vincolato fisicamente i corpi in casa, ho necessità di spegnere tutto e annientare il frastuono delle opinioni degli esperti, presunti e non, che questo periodo si porta dietro e la cui eco è ancora ben udibile e rintracciabile… Mi piacerebbe sentire il suono del silenzio inchinarsi al cospetto di coloro che con dignità hanno taciuto per non inquinare le emozioni degli altri, evitando di divenire procacciatori di verità farlocche, fonti generatrici di vortici pericolosi di informazione vacante di contenuto, ma viralmente tossica nella potenza. In questo periodo più che mai ho testato la forza distruttiva delle parole che spero da oggi, pian piano, riacquisiscano l’autentica essenza del loro essere, attraverso il silenzio…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/tacere-silenzio-rispetto.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>“TACI</b>, impara a dare valore alle parole attraverso il SILENZIO.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>TACI</b>, non parlare, non scrivere, non impegnarti ad apparire dispensatore rivoluzionario di aforismi altisonanti, impara a dare rispetto alle parole diventando fautore di quiete.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"><b>TACI</b></span><span class="cf1">, non preoccuparti di avere una risposta per tutto, piuttosto ascolta e poni a te stesso domande, ma non risponderti subito, impara a riflettere e a maturare le parole che dirai, sempre se quelle parole risulteranno legittime anche un secondo, un minuto dopo averle pensate, perché le parole sono necessarie per chi sa ascoltare, non indispensabili per colui che le utilizza per speculare.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>TACI </b>e impara a guardarti attorno, è proprio nel SILENZIO che si nutrono i pensieri, è proprio nel silenzio delle parole che si evince il loro valore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>TACI</b>, non trovare le parole, piuttosto perdile e nel SILENZIO, quello vero, quello che illumina, saranno loro a trovare te…”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore..</span><span class="fs12lh1-5 ff1">. </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/wS8y8UKP7jc">https://youtu.be/wS8y8UKP7jc</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 May 2020 12:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La DIDATTICA a DISTANZA così strutturata non può durare tanti mesi. Torniamo ai bisogni dei nostri studenti!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019B"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">A proposito di "didattica a distanza"… </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sorge spontanea la domanda, ovvero, se essa debba o no inserirsi in un ciclo programmatico completo. Se per programma si intende un piano di lavoro accuratamente predisposto dall’inizio, è evidente che esso è in contrasto con lo spirito dell’attivismo, tipico di una scuola moderna e, pertanto, <b>un tipo di lavoro scolastico svolto in modalità online rende impossibile la lezione attiva</b>. Infatti, questa tipologia di <i>fare scuola</i> ignora l’allievo e spinge l’insegnante a prospettarsi lo svolgimento della materia senza tenere conto dei bisogni della maturazione.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Un programma è pure indispensabile, però, è bene sia considerato come direttiva di massima, senza comportare impegno di svolgimento secondo un determinato ordine e tempo prestabilito: entrerebbe in conflitto, altrimenti, con gli interessi dei singoli, dai quali, pedagogicamente parlando, deve orientarsi tutta l'azione didattica.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Solo appagando interessi ed impulsi</b> un bambino o ragazzo possono comprendere l’importanza di una disciplina e la perseveranza negli sforzi, atti a superare ostacoli, pur di procurarsi una gran dose di informazioni a lui stesso utili.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Come può, dunque, un lavoro scolastico distanziato, essere vera crescita?</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Che sia emergenza ed educativa sopravvivenza, questo tempo di allontanamento non lo si consideri tempo di valore formativo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/RAGAZZI-DAD.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La scuola é e deve essere vissuta giorno per giorno in un rapporto insegnante- studente-compagni</b>, tenuti insieme, non solo dalla volontà dell' insegnante e dal fine da raggiungere, ma dagli stessi interessi, bisogni e aspirazioni, essendo l’uomo un essere sociale per natura: egli trova se stesso subordinandosi al gruppo e si sente, cosi, anche valorizzato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La scuola non è un aggregato sterile di singoli preoccupati di affermare la propria individualità, ma una vera comunità di lavoro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/Sf4Z7AtcjAU">https://youtu.be/Sf4Z7AtcjAU</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 May 2020 12:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[E se cominciassimo a scrivere un diario? Un vero e proprio viaggio dentro se stessi]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000019A"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari amici lettori, questa volta voglio parlarvi di <b>consapevolezza</b> e dell’<b>importanza di scrivere un diario</b>, come ho detto anche nel mio video del progetto <i>Sorridi e Passerà</i>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La scrittura del diario è importante per fissare i propri pensieri e gli obiettivi che si vogliono raggiungere nella propria vita. L’arte dello scrivere ciò che viviamo, pensiamo e progettiamo è una pratica fondamentale. Il pensiero scritto, infatti, possiamo rileggerlo con calma ed analizzarlo, sviscerarlo, diventandone maggiormente consapevoli. Rileggere ciò che abbiamo scritto, inoltre, aiuta a non dimenticare e a capire se stiamo agendo bene o male in merito a determinate situazioni che ci feriscono o ci fanno irritare, perché scrivendole possiamo analizzarle da un punto di vista esterno, dunque con maggior distacco e maggiore consapevolezza, con uno sguardo meno coinvolto per poter così trovare soluzioni più idonee.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Avere consapevolezza di sé significa conoscersi bene nel profondo, avere una buona cognizione e coscienza di sé. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Pertanto vi suggerisco alcune domande alle quali potete rispondere sul vostro diario </b>che aiutano ad entrare maggiormente in connessione con se stessi:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li> <span class="fs12lh1-5"> Cosa sognavo da bambino/a e adolescente?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Cosa mi piaceva fare da bambino/a?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Cosa sogno adesso? Nel qui ed ora?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Dove mi sento maggiormente sereno/a?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Chi mi trasmette gioia e mi fa sentire incoraggiato/a?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Da chi mi sento pienamente compreso?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Quale caratteristica vorrei possedere che non ho?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Quali sono i miei difetti?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Quali sono i miei pregi?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Io mi piaccio? Se no, perché e cosa posso fare per migliorarmi o per rafforzare la mia autostima? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Qual è il mio modello di persona?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;In quale luogo mi sento più felice o sereno/a e perdo la cognizione del tempo? Quando e soprattutto con chi?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Quando mi sento in pace con me stesso/a?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Quando, dove e con chi mi sento veramente autentico/a?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Cosa desidero per il mio futuro?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Cosa devo aggiustare o cambiare della mia vita che non va?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Cosa posso fare per migliorarmi e per risolvere le situazioni complicate?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Cosa mi viene più spontaneo fare?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Quali sono i miei bisogni?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Quali sono le mie passioni?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Quali sono, al momento, i miei punti di forza da cui ripartire?<br></span></li><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;Cosa posso fare per essere ben ricordato, per lasciare una buona traccia di me?</span><br></li></ul><div><br></div></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/scrivere-diario.jpg"  title="" alt="" width="640" height="423" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Queste ed altre domande con le nostre relative risposte possono aiutarci a diventare maggiormente consapevoli di noi stessi</b> e ad orientare al meglio la nostra vita, dandole un <b>nuovo significato e un ordine che aveva perduto nel tempo</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Detto questo, amici cari, vi auguro una buona scrittura e una buona riflessione interiore! Sono sempre a vostra disposizione per suggerimenti, confronti, consulenze …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di "Apprendimento e Relazioni". </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/8h--kFui1JA">https://youtu.be/8h--kFui1JA</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 May 2020 10:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Nell’isolamento ho riscoperto me stessa e il valore vero della famiglia. Da una pausa la rinascita!”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000199"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“<i>Giorgia è una ragazza di 25 anni, ha una vita molto impegnata, lavora come personal trainer in una palestra, vive intensamente la sua vita tra lavoro e amici, non ha mai tempo libero e questo non le permette di dedicare del tempo per sé. Ha una storia d’amore con un ragazzo con il quale non ha però pensato ad un progetto di vita ben preciso. Descrive la sua vita come molto frenetica, vive con i suoi genitori ma il poco tempo trascorso da lei in casa non le consente di condividere del tempo con i suoi cari. Oltre il lavoro frequenta, durante il weekend, un master che le impedisce di concedersi dei momenti di riposo</i>”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ad un certo punto la sua vita si ferma a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, un evento inaspettato</b>, assolutamente non prevedibile, che la spiazza e la destabilizza arrestando la sua corsa frenetica verso i tanti obiettivi precedentemente stabiliti. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il suo lavoro si interrompe, è costretta a restare a casa in una condizione di isolamento forzato che non le consente di incontrare i suoi amici più cari.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">“<i>È come se ad un certo punto di uno spettacolo teatrale i riflettori si fossero spenti all’improvviso e non sapessi davvero cosa fare</i>”, riferisce la ragazza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Giorgia si rende conto che tutta la sua vita è stata occupata “<i>dal fare”</i></b> piuttosto che dall’essere. Il raggiungere un obiettivo è sempre stato prioritario rispetto alla conoscenza di sé. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Con il passare dei giorni accade una “magia”, Giorgia inizia a guardare la sua vita in modo diverso: <b>scopre il valore dell’amore per i suoi genitori</b> (non che prima non li amasse) ma <b>rivaluta il tempo prezioso trascorso con loro</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Riscopre il valore della famiglia.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Inizia a soffermarsi sulle cose più semplici e nello stesso tempo straordinarie che la natura offre: il canto degli uccelli, il calore del sole, la delicatezza dell’alba, il profumo della pioggia, la luce incantevole della luna e delle stelle: uno spettacolo naturale a cui prima non prestava attenzione e che ora riempie il suo cuore di un’energia indescrivibile.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/quarantena-isolamento-riflessione.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La giovane donna scopre la bellezza dei rapporti autentici</b>, di un “<i>ciao come stai</i>” che in giorni di solitudine forzata scaldano il cuore e ti fanno sentire amata, inizia a progettare un futuro con il suo fidanzato, ad immaginare una famiglia con lui, prende coscienza delle cose più importanti della vita: gli affetti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Giorgia</b>, grazie all’emergenza sanitaria in corso, <b>ha iniziato a guardarsi dentro con uno sguardo più lucido</b>, <b>più consapevole</b>, è finalmente libera di essere in contatto con la parte più vera di sé.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo periodo difficile le ha regalato un importante insegnamento: il tempo per riflettere su di sé e da dedicare a chi le è vicino è un tempo da custodire e da vivere, è un tempo di costruzione di relazioni autentiche che rendono la vita uno straordinario viaggio consapevole.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.W3-l6OgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/Mt4_uxXkR10">https://youtu.be/Mt4_uxXkR10</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 May 2020 14:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Vola solo chi OSA farlo”: grazie Luis Sepúlveda, le tue opere ti renderanno immortale!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000198"><blockquote><div><span class="fs9lh1-5"><b><a href="https://guidominciotti.blog.ilsole24ore.com/2019/03/16/gabbianella-e-gatto-la-bellezza-della-diversita/?refresh_ce=1" target="_blank" class="imCssLink">Credit immagine 1 &nbsp;</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b><!--[if !supportNestedAnchors]--><!--[endif]--><b><a href="https://ilpuntonotizie.it/il-covid-si-e-portato-via-luis-sepulveda/" target="_blank" class="imCssLink">Credit immagine 2</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il 16 aprile per me e per tutti gli amanti della letteratura è stato un giorno triste</b>, abbiamo dovuto dire addio a un grande scrittore, <b>Luis Sepúlveda</b>. Ma gli scrittori, in fondo, non ci abbandonano mai, vivono attraverso le loro opere per anni e addirittura secoli. “Il grande libro delle favole”, edito da Guanda, raccoglie tutte le storie di Sepúlveda dedicate a bambini e ragazzi: “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico”, “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà”, “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa”. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Leggendo queste favole grandi e piccoli lettori hanno la possibilità di scoprire il significato più profondo e intenso dei grandi valori quali l’amicizia, l’affetto e la cura nei confronti di chi ci è accanto anche nelle difficoltà; il rispetto dell’altro, della diversità e della natura che ci circonda. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">I protagonisti sono accomunati dal trovarsi in circostanze che li portano a compiere sacrifici, scelte importanti non facili, affrontando le proprie paure. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/luis-sepulveda.jpg"  title="" alt="" width="664" height="332" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In un momento storico nel quale più che mai ci troviamo a dover convivere con ansie, paure, dubbi sul futuro e sentiamo la necessità di trovare la forza e il coraggio di reinventarci, consiglio vivamente la lettura delle opere di Luis Sepúlveda, in quanto capaci di rigenerare l’animo di chiunque le legga. Come ci insegna la gabbianella Fortunata è proprio sull’orlo del baratro che capiamo la cosa più importante: “<i>Vola solo chi osa farlo</i>”. Buona lettura.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Ilaria De Marinis</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/IaHJL0o_D2o">https://youtu.be/IaHJL0o_D2o</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 May 2020 13:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Riempiamo le nostre giornate di DOLCEZZA: oggi MUFFIN alla ZUCCA!]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000197"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Lo so, non siamo nel periodo di halloween, ma sappiamo che le zucche si trovano tutto l’anno dal nostro ortofrutticolo di fiducia e di tempo a casa per fare nuovi esperimenti ne abbiamo, così, curiosando nel web ho trovato la ricetta del <b>muffin alla zucca</b>. Sicuramente la zucca non tutti l’apprezzano, io sì, diversamente dalle mie figlie che, invece, ne farebbero certamente a meno. Così, presa un po’ dalla curiosità, mi è venuta la voglia viene di proporre un’alternativa per la loro colazione e merenda, che avesse un tocco salutare per le mie bimbe scettiche. Ho eseguito la ricetta originale con due piccole variazioni: il risultato è piaciuto molto alle mie figlie, nonostante i dubbi iniziali. Prova superata! &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/MUFFIN-DOLCI-CAKE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="437" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho pensato di condividere con VOI, &nbsp;lettori di Città dell’Infanzia, la realizzazione, affinchè possiate sperimentare anche voi la leggerezza di questo dolce: attendo notizie!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ingredienti</b>: 2 uova; 250 g di farina 00; 180 g di zucchero; 250 g di zucca grattugiata; 100 ml di olio extra vergine di oliva; 70 g di fecola di patate; una bustina di lievito per dolci; aroma vaniglia; aroma amaretto (FACOLTATIVO); zucchero a velo per la decorazione; mezzo cucchiaino di bicarbonato con un cucchiaio di aceto da preparare al momento dell’uso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Procedimento: far montare </b>le uova insieme allo zucchero con l’aiuto delle fruste elettriche. <b>Aggiungere</b> poi, a filo, l’olio, continuando a montare, aggiungere il composto di bicarbonato e aceto. <b>Grattugiare</b> la zucca (è importante non frullarla) e aggiungerla alla ciotola con le uova. <b>Unire </b>con frusta a mano la farina, il lievito e la fecola, stando attenti a non far formare grumi. <b>Terminare</b> il tutto profumando con gli aromi. <b>Prendere una teglia</b> per muffin foderata con dei pirottini di carta e riempirli per tre quarti con l’impasto (aiutatevi con un cucchiaio dosatore da gelato). <b>Infornare</b>, in forno ventilato, per 20 o 25 minuti a 170°, invece, se avete un forno statico, la temperatura dovrà essere di 180°. Una volta raffreddati spolverizzare con zucchero a velo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.XLseougzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Direttrice Artistica Puglia Cake Festival</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.Wi7HwUribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> La fantasia non conosce confini...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/KtGJTf9btAs">https://youtu.be/KtGJTf9btAs</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 May 2020 12:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[FASE 2. Spieghiamo bene ai nostri figli il perché di tutti questi cambiamenti]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli ]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000196"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ecco finalmente arrivata la tanto attesa </span><i class="fs12lh1-5">seconda fase</i><span class="fs12lh1-5">.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">La mia preoccupazione, da mamma e da terapeuta familiare, è rivolta soprattutto ai bambini. Proprio loro nella prima fase, più lunga di quanto inizialmente prevista, si sono dimostrati più ricchi di risorse interiori e più resilienti di noi adulti. Lasciandosi trascinare dalla fantasia sono stati capaci di superare ogni “barriera” trasformando le case in castelli incantati e gli oggetti domestici in giochi di ogni tipo; con i loro sorrisi e i loro pensieri, esternati con</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">tanta semplicità e naturalezza, hanno saputo rallegrarci anche nelle giornate più grigie.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Adesso occorre prepararli ad affrontare quella che sarà la loro “nuova” vita</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dobbiamo esser pronti a rispondere nel modo migliore quando ci chiederanno <b>perché potranno finalmente incontrare di nuovo i nonni </b>ma non li potranno abbracciare, <b>perché dovranno continuare a fare i compiti ma non a scuola</b> e con gli amici o <b>perché li porteremo di nuovo al parco</b> ma soltanto con la mascherina e a distanza “di sicurezza” dagli altri bimbi. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Adesso che finalmente possiamo uscire con i nostri piccoli spieghiamo loro perché sarà necessario continuare a rispettare delle norme igieniche e il distanziamento sociale ma evitiamo di incrementare l’ansia e la preoccupazione. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Cerchiamo di comprendere qual è la percezione e quali sono le emozioni suscitate da questa situazione</b>: aiutiamo i nostri figli ad esprimere il loro “mondo interno”, a comunicare quello che provano affinché possano dare significato alla loro “nuova” quotidianità, “liberarsi” dai loro dubbi e esprimere l’eventuale disagio che soprattutto inizialmente proveranno. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/PROTEZIONE-COVID-FAMIGLIA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Stare a casa ha rappresentato per noi genitori un’opportunità importante</b> per provare in modo nuovo a ricoprire il nostro ruolo. Così abituati a delegare la responsabilità di crescere ed educare i nostri figli a nonni, insegnanti, baby sitter ed educatori ci siamo trovati a sperimentare, in alcuni casi per la prima volta, la responsabilità dell’essere genitori h 24 e non è stato affatto facile. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">La quarantena ci ha tolto la possibilità di delegare, ma ci ha restituito l’occasione per riappropriarci del nostro ruolo di adulti, insegnandoci a rispettare le regole e ad attribuire altri significati al concetto di libertà. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci ha permesso di riflettere su noi stessi e sui nostri limiti, anche come genitori, facendoci scoprire di non aver sempre dato un esempio edificante di autodeterminazione e razionalità. <b>Adesso abbiamo la responsabilità di provare ad uscire da questa “fase uno”cercando di offrire ai nostri figli il meglio possibile</b> o almeno provando a ridurre al massimo il danno subito.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Occupiamoci, dunque, adeguatamente di loro e delle loro esigenze, fisiche e psicologiche. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">In attesa di poter trovare una soluzione definitiva per questo “mostro” aiutiamo i nostri amati: solo così non sarà stato un tempo perso, ma nel quale ci saremo riappropriati appieno del nostro ruolo educativo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Moscatelli</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/LRjYP1bLeVk">https://youtu.be/LRjYP1bLeVk</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 May 2020 12:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’URLO di un’insegnante sopraffatta dalla DIDATTICA a DISTANZA: “rallentiamo, vi prego!”]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000195"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono un’insegnante di scuola primaria che</b>, come molti altri docenti, da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus ed è stata sospesa la didattica in presenza, <b>sta affrontando con alcune difficoltà la didattica a distanza (DAD)</b>. Da subito ho pensato che la scuola non potesse e non dovesse fermarsi e, nonostante avessi delle perplessità nei confronti della DaD, mi sono subito cimentata in questa didattica diversa, nuova, digitale, convinta che fosse una buona occasione per me di crescere professionalmente, di apprendere nuove metodologie da utilizzare nella mia professione. </span><b class="fs12lh1-5">Non è di questo però che vi voglio parlare. </b><span class="fs12lh1-5">Oggi, a distanza di oltre un mese, sento il bisogno di illustrare le criticità su ciò che stiamo facendo.</span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Trascorro le mie giornate sul computer a compilare il registro elettronico, a redigere relazioni richieste, a registrare video lezioni, in videochiamate, a fare lezione in classi virtuali, o ancora a correggere compiti che i miei alunni mi inviano (peraltro a tutte le ore in qualunque giorno), a installare e imparare ad usare varie app, a seguire vari webinar di formazione.</span></i></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Oppure sono al telefono con i colleghi sulla chat WhatsApp</b><span class="fs12lh1-5">, per cercare soluzioni utili a rintracciare gli alunni “dispersi”. </span><b class="fs12lh1-5">Sì DISPERSI, perché la DAD ha rimarcato le disparità socio-culturali</b><span class="fs12lh1-5">; non tutti i nostri alunni infatti possiedono device e/o connessioni internet fisse.</span></div><span class="fs12lh1-5">E poi…</span><b class="fs12lh1-5">ci sono i miei due figli</b><span class="fs12lh1-5">, che come tanti altri ragazzi, pur essendo nativi digitali </span><b class="fs12lh1-5">non hanno tutte le competenze digitali richieste improvvisamente dalla Scuola</b><span class="fs12lh1-5">, quindi necessitano di supporto.</span><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/URLO-BASTA-DIDATTICA--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="423" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Di conseguenza…telefono, pc, gruppi di genitori per il maggiore e per il minore, gruppi di alunni con i prof. sempre di entrambi, registro elettronico, video lezioni, schede da stampare, compiti da riconsegnare ai professori… </span><span class="fs12lh1-5">Ma, per loro e per me, non sempre tutto fila liscio come l’olio!</span></div><div><hr></div><i class="fs12lh1-5"><span class="fs22lh1-5"><span class="cf1">I giga non bastano, la connessione è lenta, in video lezione ti vedo ma non ti sento o ti sento ma non ti vedo, Argo non carica, la password è cambiata non posso entrare, la prof penserà che non hanno fatto i compiti…</span></span></i><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Investito tutte le mie energie e attenzioni per molte ore al giorno in tutto questo</b><span class="fs12lh1-5">, di conseguenza arrivo alla sera esausta, con gli occhi gonfi, arrossati e con un gran mal di testa.</span></div><b class="fs12lh1-5">Nessuno di noi potrà reggere questo ritmo ancora per molto</b><span class="fs12lh1-5">. </span><b class="fs12lh1-5">Rallentiamo! Vi prego, rallentiamo!<br></b> &nbsp;<div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></span></b></div><span class="fs12lh1-5">Docente di Scuola Primaria</span><br> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://Cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div> <span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div><a href="https://youtu.be/_aRGs9V8ihY">https://youtu.be/_aRGs9V8ihY</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 16:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Racconteremo ai nostri nipoti la VITA durante la PANDEMIA che i libri di storia non descriveranno mai]]></title>
			<author><![CDATA[Mary Di Gioia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000194"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Questo evento tragico ha sconvolto tutto e tutti, ha sconvolto il mondo &nbsp;mettendo in discussione ogni convinzione su ogni fronte e forse, per una volta, è riuscito a tenere uniti &nbsp;e solidali gli uomini gli uni con gli altri, &nbsp;al di là di ogni razza, di ogni appartenenza politica, di ogni credo religioso …Un evento che passerà alla storia che &nbsp;sarà raccontato come da noi, dai nostri figli, proprio come i nostri quando i nostri nonni raccontano del loro passato, della guerra, della paura di morire sotto le bombe e di tutta la drammaticità intorno. </span></div><span class="fs12lh1-5">Questa degli ultimi, tristissimi mesi è una guerra devastante, silenziosa, senza armi, che distrugge e si combatte per recuperare la luce, la speranza, attraverso la ricerca scientifica di un farmaco che salvi tutti da questo incubo e di un vaccino che garantisca al mondo intero di non ripiombare più nel baratro in cui si è.</span><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i class="cf1">Un giorno lontano, i nostri nipoti studieranno sui libri di scuola l’emergenza coronavirus che purtroppo, ancora adesso, cristallizza la nostra vita, il nostro presente e chiederanno direttamente a noi approfondimenti e curiosità circa la vita condotta.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">“Sai, mio caro piccolo,la quarantena forzata non è stata piacevole,ci siam sentiti violati della libertà di uscire fuori dalle mura di casa, di fare una passeggiata, di vedere amici, parenti, non potevamo incontrare nessuno e l’unica comunicazione rimasta era il cellulare o i social media. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/pandemia-bambini-sicurezza.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Il mondo è stato fermato per mesi: c’era silenzio per le strade, nessun nauseabondo odore di smog, nessun rumore fuoriTutti sapevamo che per ridurre il contagio ognuno di noi doveva limitare le uscite da casa al minimo indispensabile, come fare la spesa, recarsi in farmacia. Per questo dovevamo rispettare l’obbligo di non uscire, ma credimi, il nostro sacrificio non è stato nulla rispetto a quello dei medici, degli operatori sanitari che hanno lavorato giorno e notte per salvare vite. Noi a casa abbiamo imparato a misurare il tempo con le passioni riscoperte, gli hobby ritrovati e, credimi, abbiamo imparato ad apprezzare ogni singolo istante di quella vita lenta che ci ha permesso di ritrovarci di nuovo umani, comprensivi con chi ci stava accanto, penso proprio …quasi … rinati”. Questo direi a mio nipote se mi domandasse com’è stata la vita al tempo del coronavirus, mi piacerebbe aggiungere, come finale, un lieto fine a questa tragica vicenda, ma so che siamo sulla strada giusta e che il peggio è decisamente passato. A breve ritornerà a splendere la luce intorno a noi, ne sono sicura!</span></div><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-dislessia.html#.Xe4i6-hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mary Di Gioia</a></b></div><span class="fs12lh1-5">Donna, mamma, guerriera della vita</span></blockquote><blockquote><br><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span><br><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore…</span></blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/LRP8d7hhpoQ">https://youtu.be/LRP8d7hhpoQ</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 10:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La vita, ancora una volta, ci ricorda che non siamo PADRONI di NULLA. Non possiamo controllare azioni o emozioni]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000193"><blockquote><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal Libro Arancione – Capitolo III </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><span class="fs12lh1-5">In questo capitolo si affronta la tematica “Destino” e il concetto di “Padronanza”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Il posto in cui ti trovi sfugge al tuo controllo. Non sei padrone di nulla ma sei in balia del Tutto. Da un momento all’altro possono succederti cose che non puoi neppure prevedere. Ti trovi sulle acque calme che improvvisamente possono essere tempestose. Ti trovi su di un mare che nasconde moltissime cose sul suo fondale, cose che ignori. </i></b><b class="fs12lh1-5"><i class="fs12lh1-5">Puoi percepire solo la superficie ma non l’origine dei fenomeni. Stai navigando spinto dal vento su questo mare Misterioso. Tu credi di essere padrone della rotta del tuo vascello?&gt;&gt;.</i></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa è un po’ la sintesi della nostra vita, in cui siamo costretti a “non sapere”. Le nostre azioni sono la manifestazione di processi occulti che sfuggono alla nostra comprensione e consapevolezza. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Osserva le tue scelte, ciò che credi di essere e ciò che credi di essere diventato. Sei qui perché hai reagito a diversi impulsi esteriori. Le tue azioni sono una conseguenza di altre azioni: una catena continua di azioni di cui ogni anello è connesso all’altro da un legame indissolubile. &nbsp;Ciò che pensi, che dici e che fai, non sono altro che anelli che aggiungi all’infinita catena di azioni. Non sei padrone di nulla ma sei soggetto al Nostro volere. La tua mente inferiore si ribella nell’udire questa notizia, perché sa che è tutto vero. Se qualcosa ti lascia indifferente è perché non ha alcuna verità per te&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci crediamo padroni delle nostre azioni, tuttavia agiamo spinti dalle memorie (insegnamenti acquisiti, cultura…) e dagli istinti (impulsi vari). Ammettere tale “Impotenza” crea una resistenza in noi poiché è la verità che reagisce con il nostro essere. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Sicuramente credi che tutto questo sia ingiusto, ma ti spiegheremo perché è lasciato a Noi il compito di muovere i fili della tua marionetta. Immagina che una persona dipenda da te, una persona di cui hai poca fiducia, che non ti ascolta e che per giunta fa solo guai se lasciata da sola. Lasceresti questa persona in balia di sé stessa? Oppure te ne prenderesti cura con saggezza cercando di guidarla anche verso sentieri che le causerebbero capricci ma che la farebbero maturare? Questo è il rapporto tra Te e Noi.&gt;&gt;</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/il-destino-e-la-nostra-verita.jpg"  title="" alt="" width="662" height="720" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">L’universo con tutte le sue energie, agisce per noi e per la nostra crescita. Questo perché spesso ci costringiamo a rimanere nella “Superficialità”, ma dato che il senso del nostro essere è ben più profondo, la natura interiore provvede a noi agendo nell’oscurità e spingendoci “oltre”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Il Nostro controllo su di te si indebolisce man mano che sappiamo di poterci fidare. Se maturerai abbastanza, Noi smetteremo di controllarti&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maggiore è la nostra SINCERA propensione alla crescita, minore sarà l’influenza dei processi “Occulti” come l’influenza dei pianeti, del meteo, delle masse, delle mode, della razze, della cultura ecc...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Probabilmente potresti peccare in superbia e pensare di poter già da ora fare a meno di Noi. Allora lascia che ti spieghiamo alcune cose. Tu non hai controllo sulla tua prigione, il corpo, infatti mangi più del necessario, ti lasci andare verso bassi istinti, non riesci neppure a muoverti coordinatamente con tutti i tuoi muscoli e non ne conosci la sostanza, quindi non sei Maestro del corpo. Tu non hai controllo delle tue emozioni e percezioni, infatti reagisci in preda alla rabbia, alla gelosia, all’invidia, alla contentezza, all’ansia, alla tristezza, all’innamoramento e a tutto ciò. Non sei neppure in grado di conoscere le ragioni occulte di tutte queste percezioni, ma le senti solo arrivare, quindi non sei Maestro della psiche. Tu non hai controllo dei tuoi pensiero, pensi di continuo a tante cose, c’è un caos nella tua mente! Non riesci zittire i pensieri neppure per 5 minuti di fila, pensi a tante di quelle cose inutili che non ti daranno alcun progresso. Non conosci l’origine del pensiero, eppure ne percepisci l’esistenza, quindi non sei Maestro della mente. Tu non hai controllo delle tue intuizioni, a volte ti vengono idee geniali altre sei profondamente ispirato e riesci a fare cose di cui non ti credevi capace. Ignori l’origine di tale fenomeni, eppure ne puoi osservare l’esistenza, quindi non sei Maestro dello spirito&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Questi sono alcuni esempi per aiutarci a comprendere quanto l’azione non sia di nostra proprietà. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>&lt;&lt;Se solo tu volessi diventare maestro di una di queste cose, avresti bisogno di tanto addestramento e forse non ti basterebbe una vita. Ecco perché queste cose ti sono misteriose e le gestiamo Noi per te&gt;&gt;. </i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ottenere la maestria totale non è qualcosa di importante da raggiungere a tutti i costi. Ciò che è di vitale importanza è comprendere che NOI NON SIAMO le nostre azioni, le nostre parole e i nostri pensieri. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Il tuo corpo decide di ammalarsi e di guarire, non tu! La tua psiche decide di essere felice o triste, non tu! La tua mente decide di pensare o non pensare, non tu! Il tuo spirito decide di ricevere o non ricevere la saggezza, non tu! Noi controlliamo ciò che tu non puoi e non vuoi controllare. Perché dobbiamo farlo Noi? Perché tu non sai come funzionano queste cose.&gt;&gt;</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ciò che non conosciamo, viene gestito da qualcuno che ne conosce il funzionamento. Accade anche nella vita di tutti i giorni. Se il nostro computer si rompe, chiamiamo un tecnico. Se il nostro ginocchio fa male, chiamiamo un dottore ecc… Questa è una Legge. Allo stesso modo, meno cose conosciamo e più tali cose agiscono sotto l’influenza di qualcos’altro (entità, intelligenze sovraumane oppure semplicemente: Energie).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XhB6M0dKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore..</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/R7iQHWP7PE8">https://youtu.be/R7iQHWP7PE8</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 10:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Droghe invisibili: quando la pandemia finirà, riusciremo a sopravvivere senza TECNOLOGIA?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000192"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, che dire, in questo periodo non posso fare altro che pensare in “streaming”. Lo stato di emergenza che stiamo vivendo, non fa sconti a nessuno, e tutti, proprio tutti, siamo sotto il giogo spietato di questa “<i>nuova modalità di trasmissione</i>”, che è ciascuna cosa, tranne quella che non vorremmo mai che ci fosse trasmessa. &nbsp;A questo punto della mia esistenza, (e mi farei portavoce di &nbsp;quasi 8 miliardi di persone, presenti su questo povero e bistrattato pianeta), mi pongo un quesito, e “on demand”: quando tutto questo sarà terminato - perché, lo stanno imparando anche i bambini che le cose hanno una durata e che i fatti hanno un inizio e una fine - sarà possibile ritornare alla normalità, senza fare prima un “download”, e scaricare tutte le colpe dell’universo ai “se”, “ma” e “però” - e intanto quel mostriciattolo, in barba a tutte le previsioni, se ne sta bel bello all’aria aperta, mentre tutti noi no? Il “Provider” è sempre stato benevolo e di provvidenza non se ne ha mai abbastanza: io sarei ottimista, ma così ottimista che questa estate, insieme a tutti i sindaci di questa Terra, potrei ritrovarmi a &nbsp;tre metri di distanza e sopra il cielo, con un lucchetto in una mano, un mojito nell’altra, e lo sguardo lontano, sognando “Prime Video”, un’”Infinity” di serate, tra movida e passeggiate, distribuendo “Premium” a chi nei mesi che l’hanno preceduta, sono stati bravi e hanno compiuto il loro dovere. Difficile! Il mare e lo iodio annesso, sarebbero refrattari a ogni misura e a tutti i metri di distanza, e a contatto con la natura, possiamo, forse, solo, starci, nella lontana “Amazon”, in quell’area di frontiera incontattata, dove non potremo immaginare il benchè minimo incontro, nemmeno se fossimo nel raggio di 10.000 metri di distanza. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Io, mi accontenterei, invece, di dare soltanto “24.000 baci” a “Spotify”, un ragazzo meraviglioso, multitasking e performante, sempre presente, che non ti lascia sola,neanche se tu lo desiderassi con tutto il cuore: cosa volere di più dalla vita! &nbsp;</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">E non riesci a fermalo, no! È sempre, eternamente “online”...beh, però, anche “offline”, non è male, direi … lo adoro! </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’amore e l’amicizia sono i due valori che stiamo apprezzando di più, eh già. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho un’amica, che possiede una parlantina … loquacissima, e &nbsp;“senza interruzioni pubblicitarie”! Parla, parla, e devo dire che in questo frangente tutto questo ti tiene su: sempre in “App” e mai in down. È perennemente in versione “Free”, leggera e frizzante, e io ringrazio il cielo di avere un’amica così. L’amicizia è un bene inestimabile, ed è assolutamente gratis…pensate…senza dover neppure “sottoscrivere un abbonamento”!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/hikikomori-dipendenza.jpg"  title="" alt="" width="690" height="459" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Tra qualche mese, la bella stagione farà capolino</b>, e &nbsp;non vorrei, proprio, ritrovarmi a cantare: “odio l’estate”, no… l’unica canzone che vorrei canticchiare è solamente: “<i>Una rotonda sul mare</i>”…ma, aiutatemi: era una “rotonda”… o una ”piattaforma” sul mare?!</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Mah! La mia memoria &nbsp;comincia &nbsp;a vacillare! Meno male che ho l’umore &nbsp;a trecento, perchè se &nbsp;fosse per la mia “RAM”! Ho sempre l’Hard disk”, però, &nbsp;e lì, col cavolo, che &nbsp;dimentico, tutto ben fissato, e non vola, anzi! L’unica che vola, in questo periodo, è la mia fantasia…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Perdonatemi, parlando, parlando, mi sono accorta di aver scritto un vero monologo teatrale!</b> Ora vi saluto, e vi “invio” abbracci e baci “virtuali”…e mi raccomando, sempre su con il “Device”!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/gQIi-5K7Tt0">https://youtu.be/gQIi-5K7Tt0</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 10:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Telemedicina: anche il mondo delle protesi acustiche accorcia le DISTANZE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000191"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’ormai nota situazione di emergenza</b>, &nbsp;per il coronavirus,<b>ha modificato radicalmente buona parte delle nostre abitudini </b>e, <b>il distanziamento sociale</b> (io preferisco definirlo distanziamento fisico) <b>quale comportamento più efficace per ridurre il contagio</b>, sembra rappresentare una misura a cui adeguarci, seppur in maniera meno stringente, ancora per qualche tempo. Da un punto di vista lavorativo le attività di servizio (soprattutto) stanno già rivedendo parte del proprio modus operandi e, nello specifico, <b>la telemedicina è di fatto una realtà che in paesi "scettici", come l'Italia, si va ora delineando</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Per quanto riguarda l'ambito audioprotesico è bene sapere che già da un po’ di anni esistono apparecchi acustici tra le cui prerogative vi è quella dell'</span><span class="cf1"><b>assistenza da remoto</b></span><span class="cf1">, ovvero la possibilità per il tecnico audioprotesista di regolare gli ausili del paziente, senza che questi sia presente nel suo studio, ma al contrario, anche a migliaia di chilometri di distanza. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Va detto che <b>questo tipo di modalità operativa non è stata sino ad oggi molto sfruttata</b>, salvo situazioni particolari, a vantaggio della possibilità di poter incontrare il paziente nel proprio studio, per dare all'operazione di <i>fitting </i>quel valore aggiunto tipico del rapporto diretto. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/COVID-PROTESI--ACUSTICHE.jpg"  title="" alt="" width="643" height="429" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ebbene, <b>oggi </b>più che mai appare azzeccato il vecchio detto per cui<b><i> "bisogna fare di necessità virtù"</i></b>, sicché molte attività audioprotesiche, in collaborazione anche con le aziende costruttrici, hanno potenziato questa modalità operativa, tanto da poter sopperire ai disagi che i pazienti di portatori di protesi &nbsp;acustica hanno affrontato nell'ultimo mese, oltre che garantire loro ulteriore </span><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">sicurezza per la salute.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink"> "Salute e Benessere"</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/6PB1baghWvo">https://youtu.be/6PB1baghWvo</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 10:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[GRAVIDANZA e PARTO al tempo del Coronavirus. Rassicurazioni e consigli pratici ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000190"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">I consigli per prevenire il contagio da Coronavirus, anche per le gestanti, sono gli stessi forniti al resto della popolazione: rimanere a casa il più possibile, mantenere almeno un metro di distanza dalle altre persone, starnutire e tossire in un fazzoletto monouso, lavare spesso le mani, pulire accuratamente le superfici, i cellulari, le chiavi, non portarsi le mani al viso prima di averle lavate accuratamente. Le donne in gravidanza non sono esposte maggiormente al contagio del Coronavirus rispetto alla popolazione generale, né a sviluppare quadri clinici importanti. <b>Devono continuare ad eseguire i controlli programmati con il proprio medico</b>. Per le donne che sono positive al Coronavirus o che manifestano sintomi influenzali, con febbre e tosse, è bene precisare che, allo stato attuale, <b>non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che il virus attraversi la placenta</b>, quindi <b>il feto è protetto</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non ci sono particolari indicazioni ad effettuare il taglio cesareo</b>, né ad anticipare il parto, se non quelle normalmente correlate al decorso della gravidanza. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/incinta-virus-gravidanza.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Però non possono partorire in acqua, per il rischio di trasmissione del virus per via fecale. La scelta di un’anestesia peridurale va concordata con l'equipe sanitaria (medico ginecologo, medico anestesista e ostetrica), in base alle condizioni cliniche della gestante e del feto. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Tutti i nostri ospedali sono attrezzati per assistere anche pazienti Covid positive. Durante il parto sono raccomandate attente misure di protezione per il personale sanitario, per evitarne il contagio. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Se il partner è positivo al Coronavirus</b>, <b>è bene che la gestante avvisi il proprio medico curante e il ginecologo che la segue</b>. Ad ogni modo, egli sarà impossibilitato ad assistere al parto. Per quanto riguarda le neomamme, positive al Covid-19 o che presentano sintomi influenzali, <b>è possibile effettuare l'allattamento al seno</b>, anche se vanno seguite le misure adeguate per evitare il contagio, come l'uso della mascherina, l'accurato lavaggio delle mani e l'accurata pulizia delle superfici. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Evitare le visite di nonni e parenti</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un messaggio di speranza: <b><i>una nuova vita</i></b><i> che viene alla luce, normalmente, ma specialmente in questo periodo, <b>è motivo di gioia </b>e acquisisce il significato di speranza per il futuro; ecco, io sono convinto che, se rispettiamo tutti le regole, presto questo periodo passerà. </i></span></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WmXso6jibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Carlo Avantario</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi al ginecologo di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ginecologo-ostetrica-rispondono-a-trani.php#.WmXsfqjibIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Maternità"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’emozione del primo palpito...</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/ewcBySaR-eo">https://youtu.be/ewcBySaR-eo</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 16:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ci siamo mai domandati cosa vuol dire “ANDRÀ TUTTO BENE” per un bambino?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Caterina Calamo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018F"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Scuole chiuse e nuove routine della giornata</b> in casa, obbligati a non poter uscire.Tanti genitori si chiedono e mi chiedono in questo periodo: <b><i>“cosa resterà di tutto questo ai miei figli quando torneremo alla normalità? Ne resteranno segnati per sempre?”. </i></b>Pensieri e dubbi legittimi che assalgono noi adulti. L’emozione che sento più spesso nominare è la <b>paura.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ma cosa si intende per paura? </b>Contagiarsi? Non poter rivedere i propri parenti? Non poter tornare a giocare al parco?</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il primo passo da fare è sempre quello di chiedere ad un bambino se ha paura e di cosa. Naturalmente le risposte varieranno in base all’età del bambino.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Va benissimo spronare ed incoraggiare il bambino a quell’ “<b>andrà tutto bene</b>”, ma proviamo ad essere concreti e specifici. I bambini hanno bisogno di sapere cosa significhi concretamente quella frase, quindi arricchiamola con esempi di quello che torneremo a fare o la gente che torneremo a vedere. È fondamentale però fare <b>un passo più in profondità nell’emozione di paura</b>che ha pervaso noi adulti e anche molti bambini. <b>Va definita con più precisione</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quella che ci è piombata addosso è la sensazione di impotenza e di impossibilità a decidere per noi stessi e per i nostri cari. </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/no-gioco-parco--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="384" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">In questo momento dobbiamo sottostare tutti a regole importanti e seguirle pedissequamente. Quello che ci manca di più, con ogni probabilità, non è solo l’uscita al parco in sé, ma la possibilità di <b>scegliere &nbsp;quando, come e dove andare</b>, in totale libertà.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Quello che possiamo preservare intatto nei nostri figli, limitando il più possibile “le tracce indelebili” di paura che questa emergenza lascerà dietro di sé, è il concetto del libero arbitrio, ovvero della possibilità di poter scegliere per se stessi in qualsiasi momento.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ecco allora che nelle nostre case è importante rimarcare ai bambini che possono scegliere. Temporaneamente, </b>solo all’interno delle mura domestiche, possono scegliere cosa fare e cosa non fare e che noi adulti facciamo altrettanto: si decide cosa indossare, si decide cosa mangiare, si decide come giocare, si decide cosa guardare in tv e così via…Sono questi tutti gesti quotidiani che diamo per scontato, ma per i quali è importante, invece, che ne venga rimarcata la possibilità di scelta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Andrà tutto bene, quindi, vorrà dire “<b>torneremo ad essere liberi di decidere della nostra vita</b>”. “<b><i>Colui che è coraggioso è libero</i>” </b>(Seneca).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicologia-e-pettherapy-per-ascoltare-il-cuore.html#.XHka04hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Caterina Calamo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa –psicoterapeuta </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Presidente Ass. Centro Orme Onlus</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale"</a> e <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’amore che va oltre...senza parole</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/UXQIzvRwRl0">https://youtu.be/UXQIzvRwRl0</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 08:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[AUTISMO: “Oggi vi racconto di Serena e del suo MONDO COLORATO di farfalle. Per lei ogni giorno è PRIMAVERA!”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018E"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il 2 Aprile di ogni anno ricorre la <b>Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo</b>. Si parla di Autismo quando si fa riferimento ad una serie di disturbi, definiti dello <i>spettro autistico</i>, caratterizzati da una <b>compromissione grave e generalizzata in 2 aree dello sviluppo</b>: quella della <b>capacità di comunicazione e interazione sociale</b> e quella nell’<b>area degli interessi e delle attività</b>.Tali <b>disturb</b>i si evidenziano, di solito<b>, nei primi anni di vita</b> e sono accompagnati da un certo grado di <b>ritardo mentale</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Si pone enfasi al concetto di “spettro”, come di un continuum che va da deficit più gravi a meno gravi, come ad esempio la Sindrome di Asperger.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>In questi anni ho conosciuto molti bambini autistici ed ognuno di loro ha cambiato in modo positivo la mia vita</b>, in questo articolo vorrei dare a tutti voi, cari lettori, di vedere, per un brevissimo attimo, il mondo con gli occhi speciali di uno di loro, in particolare <b>vorrei farvi conoscere il mondo colorato di Serena</b>che quotidianamente mi insegna cos’è la vita … ed intendo: la VITA VERA!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/FARFALLE-AUTISMO-CONSAPEVOLEZZA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">“<i>Ogni volta che la incontro <b>indossa un sorriso radioso</b>, <b>è sempre felice</b>, mi accoglie con entusiasmo e gioia nella sua classe, ad un certo punto della giornata <b>mi ricorda che presto arriverà la primavera anche se siamo a Gennaio</b> e fuori c’è la neve, questo perché <b>lei ama le farfalle e attende il loro arrivo</b> nel giardino della sua scuola, con un’instancabile pazienza. </i></span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Serena ha tante paure: teme di leggere ad alta voce di fronte ai suoi compagni, prova vergogna nel salutarli, ma piano piano si mette in gioco fidandosi ed affidandosi agli altri.</i></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>È</i><i> una bambina bellissima, dovreste vederla: capelli lunghi, occhi dolci ed espressivi, molto graziosa, elegante e raffinata. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Nei momenti in cui è particolarmente stressata può succedere che stringa la mano dell’adulto che le è accanto in un modo un po' troppo forte, ma è il suo modo di comunicarti che è stanca, subito dopo con la sua voce sottile ti chiede scusa se con quel suo comportamento ti ha provocato dolore ed il suo sorriso spazza via ogni incomprensione.Èuna bambina sempre positiva, che vede il bello nelle piccole cose: nel cinguettìo dei passerotti che si posano sugli alberi, nel sorriso dei compagni che amorevolmente giocano con lei, nel colore delle farfalle che le volano accanto, come se anche loro volessero starle accanto per ammirare il suo animo gentile</i>”</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Io ho avuto la grande fortuna di incontrare e conoscere Serena che mi ha insegnato a guardare il mondo attraverso i suoi occhi speciali.Tutti noi dovremmo incontrare una bambina così preziosa sul nostro cammino, affinché la nostra vita possa essere colorarsi di magia e meraviglia, così come le farfalle …Grazie Serena …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.W3-l6OgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/LojHZ2_pB8o">https://youtu.be/LojHZ2_pB8o</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 10:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Una maestra si racconta: “la mia DIDATTICA a DISTANZA è soprattutto restare accanto ai miei bambini …”]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Arianna Sinisi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018D"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><i>“Un bambino impara quando l'amore insegna”. </i>È questa la frase riportata su un prezioso ciondolo che ho ricevuto in dono lo scorso anno da una mia alunna. Ed è questa la frase da cui sono ripartita, per rivedere la mia didattica a distanza. Quella didattica di cui tanto si è parlato in questi giorni e di cui tanto ancora si parlerà. Mi sono chiesta, cioè, <b>come fare arrivare "a distanza" ai miei alunnitutto quello che per me e per loroè essenziale e che va oltre i contenuti</b>. Parlo delle carezze sui capelli a spina che tanto li fa sorridere, dei calorosi abbracci che ci scambiamo all'inizio delle nostre giornate, di quegli sguardi che più di mille parole fanno capire quanto sia giusta o meno la strada intrapresa, delle merende da condividere, delle figurine da scambiare, delle scarpe da allacciare, delle fiabe da leggere e potrei continuare così ancora per molto. Proprio riflettendo su tutti questi momenti speciali, ne ho cercato uno che potessi replicare a distanza, facendo sentire loro tutto il mio affetto. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5"><span class="cf1">Ho iniziato a leggere molti libri e ho inviato questi audio e questi video ai miei alunni &nbsp;per accompagnarli durante le loro giornate. </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho continuato selezionando dal web le notizie più sorprendenti e divertenti, che in qualche modo potessero incuriosirli ed emozionarli. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/FANTASIA-DIDATTICA-A-DISTANZA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Tutto questo è diventato il mio buongiorno sulla chat di classe</b>:una raccolta di buone notizie per incoraggiare i miei piccoli tesori. Così, giorno dopo giorno, ho scoperto che esiste un modo per far sentire che davvero tutto andrà bene, anche se a "distanza": <b>basterà riprendere in mano il filo delle emozioni e dei ricordi e tenerlo stretto stretto tra le mani</b>. Da una parte la vostra mano, cari bambini, e dall'altra quella delle vostre maestre!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----sinisi---didattica---.html#.Xfs-vxt7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Arianna Sinisi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;<div><b></b></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/DKviUxTR-sg">https://youtu.be/DKviUxTR-sg</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 14:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli ABBRACCI perduti, le Parole taciute, i BACI mancati: oggi POSSO ancora regalarti le mie parole più belle… ]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018C"><blockquote><div><i class="fs12lh1-5">“Se ti avessi abbracciato in quel momento, proprio quando l’ho desiderato, forse, oggi, di quell’abbraccio non ne sentirei la mancanza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</i></div><div><i class="fs12lh1-5">Avrei annusato profondamente la tua pelle per sigillare dentro di me l’odore abissale che sprigiona, sarei rimasta qualche secondo in più per permettermi il ricordo, affinché oggi di te me ne rimanesse ancora un po’…</i></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Intorno l’inverno era già passato, forse mai esistito, e noi non lo sapevamo …</i></div><hr><div><i class="fs12lh1-5">Se ti avessi baciato in quel momento, proprio quando l’ho desiderato, forse, oggi, di quel bacio non ne sentirei la mancanza. </i><i class="fs12lh1-5">Avrei poggiato le mie labbra sul tuo viso delicato e, come ancora bambina, ti avrei fatto capire che anche io ne avrei voluto uno da te, e tu, ne sono sicura, ne avresti colto il messaggio, e quel bacio adesso, sicuramente, mi farebbe ancora compagnia. …</i><i class="fs12lh1-5">Intorno era già primavera … e noi non lo sapevamo …</i></div><div><i><span class="fs12lh1-5 cf2">Se ti avessi detto che “ti voglio bene, di un bene innocente ed intenso”, guardandoti profondamente negli occhi, proprio quando l’ho desiderato, oggi, quelle parole sarebbero libertà e non imprigionerebbero la mia anima nella gabbia delle cose non fatte e delle parole non dette … </span></i><i class="fs12lh1-5">Intorno era già estate … e noi non lo sapevamo …”.</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/guardarsi-toccarsi.jpg"  title="" alt="" width="640" height="377" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5 cf2">Quanti abbracci mancati, quanti baci perduti, quante parole taciute, costellano le nostre vite, quante possibilità non date, quanta fiducia che non ci siamo mai regalati, quanta gioia che non abbiamo saputo donare, quante opportunità che non abbiamo avuto il coraggio di cogliere, quante ardue sfide di oltrepassare il muro del razionale, del pertinente, del plausibile, non abbiamo mai imbracciato …</span></div><hr><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Quante barriere abbiamo imposto a noi stessi in tempi in cui il “qui ed ora” sarebbe dovuto essere più forte e altisonante dell’opportuno, del ragionato e del rimandabile!</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Occasioni perse per conoscersi e conoscere, per rischiare di amare e farsi amare, anche facendosi male, opportunità per essere audaci in una vita che non ha mai dichiarato di essere certa ed affidabile, ma che della quale abbiamo sempre frainteso la potenzialità, non racchiusa certamente nella nostra spasmodica, compulsiva, a tratti ossessiva, ricerca della felicità costruita, programmata e pianificata, <b>bensì nell’evanescente leggiadria di un momento, breve, unico, irripetibile, ma fondamentale, essenziale all’esistenza</b>, che solo gli amanti della vita pura e semplice sanno cogliere, regalandola a se stessi e donandola senza riserve agli altri, godendo, consumando fino all’ultimo quegli istanti, come se il domani non garantisse altra possibilità. </span></div><div><i class="fs12lh1-5">“Oggi potrei abbracciarti, ma non posso. Oggi potrei baciarti, ma non posso. Oggi posso dirti, posso scriverti, che voglio il tuo bene e che tu mi fai stare bene, che, superando la distanza, ti abbraccio al mio cuore e ti porto con me: sempre!”.</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/UkKo-jXl2CQ">https://youtu.be/UkKo-jXl2CQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 15:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PAURA della SOLITUDINE: la dura prova di chi non vuole rimanere solo con se stesso!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018B"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La prova più difficile</b>, in questi giorni di astinenza dalle abitudini di vita, e soprattutto dalle regolari uscite di casa, che mettono le ali al corpo di ognuno di noi, è, senza alcun dubbio, quella dello <b>stare più tempo soli con se stessi</b>. Anche se circondati dai familiari, per chi familiari ne ha fortunatamente, alcuni vivono in totale solitudine, all’ombra di quel se stesso che, ingoiato dalle consuetudini di vita, si mostra inevitabilmente, a chi pur vorrebbe evitarlo.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Incontrarsi senza paura, dovrebbe, invece, essere grande e preziosa opportunità di conoscersi. In fondo, <b>lo scopo del vivere</b> è <b>diventare se stessi</b> realizzando a pieno un io unico e speciale, anche in quarantena. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Dunque, questi giorni di responsabile isolamento sociale, occorre considerarli occasione di crescita dell’autostima, per ritrovare il proprio essere o, magari, i propri pregi e talenti, ignorati o trascurati, come il saper disegnare e dipingere, il saper cucinare prelibatezze, il saper scrivere, cantare e suonare, o semplicemente... </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/PAURA-SOLO-UOMO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="640" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">il saper colloquiare con quella persona che dal primo giorno è nostro compagno fedele ed insostituibile: noi stessi! Tutto ciò può dare solo forza, forza per rinvigorire l’autostima, forza per diventare più consapevoli di chi siamo veramente… Che la paura della solitudine non sia peggiore di quella di un contagio, che tanti oggi stanno vivendo in patologica ansia e preoccupazione, dimenticandosi del proprio sé …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink"> "DIDATTICA E DINTORNI". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/Gz1TfT9wf5w">https://youtu.be/Gz1TfT9wf5w</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 17:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Forzatamente lontani non ci siamo mai sentiti  così VICINI. Abbiamo bisogno di “viverci”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli ]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000018A"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In questi giorni in cui, come la maggioranza delle persone d’Italia e non solo, sono a casa per tutelare la mia salute e quella dei miei cari, sto verificando quanto sia importante per il benessere psicologico la condivisione, di quest’esperienza insolita e non solo. Anche <b>solo ascoltare</b> per telefono <b>la voce</b> dei miei parenti e amici, fisicamente vicini e lontani, <b>poter condividere con loro attraverso i social foto, immagini, video</b>, ma anche ricette o commenti su quello che ciascuno di noi sta facendo a casa propria, leggere gli articoli dei “<i>colleghi” </i>di Città dell’infanzia fanno sì che mi senta in loro compagnia. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Più o meno tutti abbiamo capito che dinanzi a questo virus mostruoso non possiamo farcela da soli: <b>ciascuno di noi non è abbastanza forte e “insieme</b>” - in senso fisico - rischiamo di essere nocivi l’uno per l’altro. Ecco allora la necessità di trovare dei modi “nuovi” per sentirci tutti parte di uno stesso grande progetto di vita. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Fisicamente distanti possiamo dare prova di vera umanità dimostrando di essere capaci di condividere, di mettere insieme le nostre forze per un beneficio comune e per sentirci tutti meno soli. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">In questa distanza “forzata” poter <b>condividere con gli altri i nostri stati d’animo</b> e le nostre emozioni, attraverso i numerosi strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, <b>può</b><b> liberarci da preoccupazioni e ansie inutili</b>. Sia che si tratti di emozioni, pensieri e stati d’animo positivi, che negativi, <b>esprimerli e scoprire che </b><b>le ansie e le preoccupazioni sono le stesse può essere terapeutico</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Al contrario, avvertire un peso sullo stomaco, sentirsi bloccati nell’esprimere quello che si prova, non permette di pensare con lucidità e, ancor meno, di compiere scelte ragionevoli ed efficaci. <b>Forse fin troppo a lungo abbiamo pensato che il problema non ci riguardasse direttamente</b> ed ora non possiamo più negare la situazione in cui tutti versiamo. Al tempo stesso provare a cancellare quello che proviamo rischia di creare l’effetto contrario: <b>le emozioni “soppresse” rischierebbero di emergere in forme incontrollabili generando ancor più </b><b>malessere</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/DISTANCE-SALUTE-PSICHE--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="302" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">L’esperienza inedita di queste settimane è per tutti noi un’occasione: per riflettere su se stessi, per sperimentarsi in “prove” nuove (di cucina, di lettura, di condivisione h24 degli spazi con i propri cari, di realizzazione di piccoli lavori manuali, ecc...) per confrontarsi con i propri limiti per provare a superarli. E anche quando non riusciamo ad “alzare l’asticella”, <b>avere </b><b>il coraggio di esprimere le proprie difficoltà è già in sé un atto di coraggio</b>: guardare quel nemico di nome Paura che può assumere mille volti è il primo passo per affrontarlo. Il secondo passo è, invece, quello di <b>condividere i propri stati d’animo per esplorare le circostanze da altri punti di vista e coglierne magari anche aspetti positivi</b>. Ciascuno con la sua storia di vita e le sue esperienze, ciascuno con un suo modo di affrontare le situazioni, funzioniamo tutti nella stessa maniera: <b>tutti sentiamo il bisogno di unirci</b>. Imparare a guardare “nella stessa direzione” nonostante i diversi punti di osservazione e rafforzare i rapporti a distanza è in questo momento storico l’unica cura per l’animo di noi stessi e degli altrui.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Moscatelli</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;</span></div><div><br></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/8fZ91QHklG4">https://youtu.be/8fZ91QHklG4</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 10:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lettera di un animale domestico al suo fratello Umano: “Ti vedo smarrito, ma io sono sempre al tuo fianco!”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000189"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Fratello umano, "<i>proprietario</i>", "<i>guida</i>","<i>base sicura</i>", provo a dirti con le parole ciò che in realtà ti comunico quotidianamente con i miei sguardi,con la mia apparente immobilità, con i movimenti del mio corpo, con la distanza e con la vicinanza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ti &nbsp;percepisco smarrito, non so bene perché</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tuttavia, osserva: <b>quante volte i nostri sguardi si incrociano nella densità di questo tempo che condividiamo! </b>Finalmente, posso <b>sorvegliare la soglia della tua anima</b>, per tanto tempo, per tutto il tempo. Finalmente, i nostri movimenti si sincronizzano nelle attività della vita quotidiana, dei giochi inventati, delle ricerche olfattive fatte in casa; finalmente, riposiamo insieme <b>sazi dell'eternità del momento presente</b>. Finalmente, respiriamo <b>la presenza</b>, l'essere puro del "noi".</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il ritmo delle maree riempie lo spazio che condividiamo.Ti sento così vero, ti muovi con più lentezza, come una foglia che danza nel vento, come acqua che gorgoglia nel ruscello.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Da sempre ti rendo grazie per la tua presenza</b>, ma in questo presente drammatico e miracoloso, sento che anche tu nutri nei miei confronti una gratitudine rinnovata, profonda. In effetti ho molte porte da spalancare sui tuoi orizzonti: la fragranza della terra con tutti i suoi segreti di decomposizione e fertilità, le innumerevoli tracce olfattive di tutti gli esseri viventi, l'incantevole fascino delle pozzanghere quando piove, il saper comunicare con le distanze (lo so quello della prossemica è un argomento un po’ ostico per te), il rispetto dello spazio privato dell'altro, la gioia di <b>funzionare come un unico organismo</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ognuno è pienamente se stesso quando concorre al bene comune. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Per questo i miei occhi sono perennemente connessi con i tuoi occhi. Per me &nbsp;vivere è essere in sintonia con...È fondamentale, ne va della nostra sopravvivenza!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/pet-coronavirus-amico.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Ah...volevo dirti...anche se ultimamente giochi a nascondere naso e bocca con una mascherina , io proprio non ho problemi a decifrare le tue emozioni, <b>per me sei sempre il mio unico</b>, indispensabile, a volte smarrito, <b>compagno di vita</b>!… E io ti voglio sempre bene …”</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il tuo cane, gatto, coniglio ...del cuore</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.W314U-gzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PET-THERAPY+E+SOCIALE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale"</a> . </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La comunicazione che va “oltre”...</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/YF6wI62wZXo">https://youtu.be/YF6wI62wZXo</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 11:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[“LIBERTÀ non è fare ciò che desideri, ma avere la FORZA di smettere di desiderare l'inutile”]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000188"><blockquote><div><i class="fs14lh1-5 ff1">Il Libro Nero – Capitolo Finale</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Il brano che segue è un dialogo interiore dell’autore. Chi parla è l’osservatore sempre sveglio che è in noi e che ognuno percepisce in modo diverso. Il “Noi” (a volte è usata anche la prima persona) è riferito a questo osservatore ed è al plurale perché è costituito da infinite prospettive di visione. Il “Tu” usato è riferito a chi sta cercando in questa vita un modo per “Svegliarsi” e per “Liberarsi” da tante condizioni aggiunte. Il “Voi” è riferito a tutti, indistintamente, sia chi è in cammino verso la consapevolezza e sia chi si è un attimino fermato.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;La libertà è inevitabile e spetta ad ogni condannato, non dubitarne, piuttosto dubita dell’uso che ne farai di tale libertà. Riuscirai a gestirla? Oppure tornerai in gabbia mosso dalle bugie e dalle visioni alle quali i guardiani ti hanno sottoposto? </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Essere libero vuol dire essere nell’infinito senza forma, sei pronto per questo? Essere libero vuol dire essere responsabili di se stessi senza nessun sostegno, lo sai vero? Essere libero vuol dire essere in continuo mutamento senza alcuna stasi, ne sei cosciente?&gt;&gt;.</i></b></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Prendere coscienza della Libertà richiede anche saggezza per gestire tale potere che è la Libertà.</span></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"></span></div><div><hr></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Qualsiasi forma di libertà tu abbia mai conosciuto qui dentro, nella tua cella, non è che un minuscolo riflesso della Vera Libertà a cui sei destinato una volta scontata la tua pena, eppure tale piccolissima libertà ti ha messo in confusione e cosa hai fatto? </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Hai cercato un credo religioso, politico o sociale a cui assoggettarti. Hai cercato qualcuno che ti dica cosa è giusto o sbagliato. Hai cercato qualcuno o qualcosa che dia un senso alla tua “Vita”. Hai cercato qualcuno o qualcosa sulla cui base misurare il tuo valore. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">È questo l’uso che ne hai fatto della tua minuscola Libertà ed ecco perché hai preferito la prigionia&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/prigione-illusione-liberta.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La libertà è una condizione essenziale che però si tende a delegare a qualcun altro o a qualcosa. C’è una propensione alla schiavitù ed alla prigionia. Questa propensione è data dalla mancata voglia di divenire saggi e responsabili (Pigrizia di cui si discuterà nel Libro Giallo). </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Tutto ciò che tu percepisci è filtrato da ciò che i guardiani ti fanno vedere, non è tuo, nulla è tuo se non quella minuscola Libertà che hai sempre buttato via. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">La libertà non è fare ciò che si desidera, ma avere la forza di smettere di “Desiderare”. “Desiderare” vuol dire non essere completi, essere schiavi dell’aspettativa di ottenere qualcosa che ti dia completamento. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Il desiderio deve essere rimpiazzato dal “Voler essere” e poi dall’essere&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Voler essere implica azione, mentre il desiderare porta all’attesa. Possiamo pensare al desiderio come ad una lunga attesa con la speranza di ottenere un risultato, mentre al Volere come una marcia verso ciò che si vuole. Il desiderare è di aspetto Negativo (-) il volere è di aspetto Positivo (+), mentre l’essere è Neutro (N). Quindi riassumendo: Essere = Desiderio e Volontà neutralizzati ed integrati. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Pochi durante il tempo che passano qui, in prigione, riescono ad ottenere ottimi risultati tanto da non essere più bersagliati dai guardiani, rendendo la loro permanenza meno sofferente. Tali guardiani si accaniscono sempre di più su chi reagisce alle provocazioni. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Il resto si accontenta di reagire ad ogni provocazione rendendo la prigionia estremamente dolorosa. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Che tu sia uno dei pochi o dei molti, ti prego di non dimenticare tutto questo altrimenti tornerai qui e desidererai altro dolore&gt;&gt;.</i></b></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Se si vive una vita di “Reazioni” (desiderio) invece che di “Azioni” (volontà), allora si sarà più soggetti alle stimolazioni pungenti esteriori ed interiori (inconsce). </i></div><div><hr></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Ti starai chiedendo chi sono questi guardiani e perché vogliono crearti tutti questi problemi. Se guardi attentamente il loro volto con massima chiarezza, vedrai quello che credi essere il tuo volto. Perché? Perché non esistono giudici ma solo pentiti che decidono di soffrire per non tornare più nell’ignoranza delle azioni guidate dall’avere. Tu sei il guardiano, tu sei il dannato, tu sei la prigione, tu sei la squadra di recupero evasi e Tu sei il Nero infinito. Sei diviso e cerchi completamento, ma cerchi sperando di avere qualcosa. Questa ricerca è qualcosa che ha a che fare più con l’essere che con l’avere per questo non troverai mai nulla&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa è la presa di coscienza più importante, la visione completa della medaglia senza più giudizio o condanna. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Una volta scontata la tua pena, tu sarai riunito e potrai vedere e conoscere, ma riuscirai ad accettare ciò che ne deriverà? Oppure vorrai tornare indietro? Spetta a te, ma non dimenticare tutto questo, non credere alle bugie, guarda nel dubbio, osserva l’oblio dove si annidano i tuoi peggiori tormenti e non girare la testa&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Una volta arrivati in alto, non occorre dimenticare il basso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XhB6M0dKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore..</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/u9Dg-g7t2l4">https://youtu.be/u9Dg-g7t2l4</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 13:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I professionisti della BOCCA? Dovrebbero lavorare in squadra per il bene del tuo BAMBINO!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000187"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Quando un bambino presenta una patologia derivante da abitudini viziate, descritte nel precedente articolo (<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/index.php?-non-posso-togliere-il-ciuccio-a-mio-figlio,-ha-solo-3-anni------basta-con-i-consigli-della-nonna--" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">LEGGI ARTICOLO</a>), ci sono diverse figure professionali che possono interagire. Le principali sono</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><ul><li><b class="fs12lh1-5">l’ortodonzista/gnatologo</b><span class="fs12lh1-5">:definisce il tipo di malocclusione e valutala necessità di dispositivi ortodontici;</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">il logopedista</b><span class="fs12lh1-5">: dopo aver effettuato una valutazione di tipo funzionale delle funzioni orali, lavora prevalentemente sulla lingua ed il suo corretto posizionamento, sui muscoli del viso, sulla respirazione, sulla masticazione, sulla fonazione e deglutizione.</span><br></li></ul></div></blockquote><div><br></div> &nbsp;<blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In base alla situazione potrebbero essere coinvolti altri professionisti tra cui:</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><ul><li><b class="fs12lh1-5">il pediatra</b><span class="fs12lh1-5">: può sensibilizzare e indirizzare i genitori precocemente e inviare il bambino ad un corretto percorso di cura;</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">il foniatra e/o l’otorino</b><span class="fs12lh1-5">: possono diagnosticare la presenza di patologie ostruttive e/o allergiche nel cavo orale o nasale.</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">il neuropsichiatra</b><span class="fs12lh1-5"> infantile: può rilevare la presenza di problematiche emotive significative che impediscono il naturale distacco dai vizi orali nei tempi opportuni.</span><br></li></ul></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Inoltre, in alcuni casi specifici il paziente potrebbe giovare anche di un approccio <i>osteopatico</i>, che ha la finalità di eliminare le tensioni asimmetriche che possono ostacolare uno sviluppo armonioso, agendo sulle catene posturali. L’obiettivo comune di tutti questi professionisti è quello di orientare il sistema osteo-muscolare del bambino alla simmetria, smontando compensi scorretti e predisponendo il sistema a schemi muscolari di movimento corretti che favoriscono una crescita armonica. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/bocca1-esperti.jpg"  title="" alt="" width="640" height="425" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono una grande sostenitrice del dialogo multidisciplinare tra le figure professionali. </b>Dato che ogni professionista ha le proprie specifiche competenze di intervento sul quadro clinico, <b>la multidisciplinarietà assicura una visione più completa del paziente</b> e <b>permette un corretto inquadramento diagnostico</b>. Ciò è fondamentale per individuare la causa principale su cui agire e, di conseguenza, per poter definire anche l’ordine con cui <b>le varie figure lavoreranno in maniera sinergica per raggiungere l’obiettivo comune</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WlUaoKjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Logopedista Specializzata in Disturbi dell’Apprendimento</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde.php#.W8hliWgzbIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla Logopedista...</a> </span><span class="fs12lh1-5">Per comprendere oltre le parole</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/2rpGtdKRgjE">https://youtu.be/2rpGtdKRgjE</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 10:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Siate come GIRASOLI: seguite il SOLE come LUCE per la vostra ANIMA. Ecco il segreto per restare positivi!]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000186"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Carissimi lettori, come state? Ci ritroviamo, in questi giorni di marzo, in un tempo strano, sospeso, in cui non si esce molto da casa o, per quel poco, si cammina per strada un po’ timorosi, non ci si guarda più molto in viso, negli occhi. Si ha quasi paura di avvicinarsi all’altro per timore di un nemico invisibile che può essere ovunque! A mio avviso, un aspetto positivo che questa nuova situazione può portarci è quello di aiutarci a compiere delle riflessioni. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">È, infatti, giunto il momento di guardare l'anima delle persone: siamo nel tempo dell'interiorità, di guardarci e di guardare dentro, non più fuori. Èun tempo di ribilanciamento.Ècome se la natura stessa ci chiedesse di focalizzarci su di noi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per troppo tempo, infatti, non ci siamo ascoltati, per troppo tempo ci siamo persi. È, invece, importante capire che noi stessi siamo la nostra priorità, perché senza di noi non siamo niente e non possiamo fare niente. <b>Senza di noi non possiamo sorridere</b>, non possiamo studiare, non possiamo lavorare, non possiamo mangiare, non possiamo innamorarci, non possiamo relazionarci, in sintesi non possiamo vivere.</span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Dobbiamo perciò prenderci cura della nostra persona in primis, dare innanzitutto a noi stessi il coraggio, la forza, la voglia di vivere e di andare avanti, la voglia di amare. Solo così potremo ricevere felicità dagli altri e regalare la nostra. </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Se non si agisce così si diventa tristi</b>, <b>vuoti dentro e non si può offrire riparo agli altri</b>. <b>Come in un grande albero</b>, infatti, se le sue radici non vengono nutrite e rafforzate, <b>esso non crescerà forte e non potrà dare ristoro con la sua chioma, né frutti al tempo giusto</b>.<b>Dovremmo</b>, a mio avviso, <b>seguire l’esempio dei girasoli</b> i quali <b>si orientano sempre verso la luce del sole</b>. Ugualmente noi, durante le battaglie della vita, che ci sfiancano e ci inducono, in varie circostanze, ad arrenderci, <b>dobbiamo orientarci verso la nostra luce</b>, <b>il nostro sole</b>, anche se, a volte, ciò non è cosa semplice. Forse <b>il segreto è coltivare un giardino dentro di sé</b> nel quale far sì che la luce della speranza non si spenga mai accompagnata da quella della fede. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/positivita-salvezza-girasoli.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Dunque ribadisco il concetto del pensare positivamente, per quanto possiamo, di cui ho parlato in un precedente articolo. Ricordiamoci sempre che la mente crea la realtà che pensiamo. Buona riflessione interiore.</span></div><div><i class="fs12lh1-5">"Perdere tempo non è per niente grave. La vita non è una corsa ma un tiro al bersaglio: non è il risparmio di tempo che conta, bensì la capacità di trovare un centro".</i></div><div><span class="fs12lh1-5">(Susanna Tamaro)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di "Apprendimento e Relazioni". </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div></blockquote> &nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><a href="https://youtu.be/1H4wgcXh1u4">https://youtu.be/1H4wgcXh1u4</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 Mar 2020 16:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Covid-19 e Decreto Cura Italia. Aiuti alle famiglie nel mese di marzo]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000185"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il <b>Decreto Cura Italia</b>, seguito all'emergenza <b>Covid-19</b> in Italia, ha introdotto alcune <b>misure economiche straordinarie</b> a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese.Una delle misure messe a disposizione per le famiglie è <b>l'erogazione di un congedo straordinario di massimo 15 giorni complessivi fruibili</b>, in modalità alternativa, da uno solo dei genitori per nucleo familiare, per il periodo che decorre <b>dal 5 marzo al 3 aprile</b>. Esso si applica anche per i figli adottivi, nonché nei casi di affidamento e collocamento temporaneo di minori. I beneficiari sono i Genitori con figli fino a 12 anni di età che siano: lavoratori dipendenti privati, lavoratori Iscritti in via esclusiva alla Gestione separata INPS, lavoratori Autonomi iscritti alle gestioni dell'INPS; lavoratori dipendenti Pubblici.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per il congedo è riconosciuta un'indennità pari al 50 per cento, di 1/365 del reddito individuato come base di calcolo dell'indennità di maternità. Il predetto congedo non è fruibile se l'altro genitore è disoccupato/non lavoratore o con strumenti di sostegno al reddito.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Alternativa al congedo parentale straordinario la possibilità di fruizione di un bonus per i servizi di baby-sitting</b>, nel limite massimo complessivo di 600 euro da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo sopra indicato. La misura riguarda le medesime tipologie di soggetti destinatari del congedo e pertanto trova applicazione in favore delle seguenti tipologie di lavoratori: dipendenti del settore privato; iscritti alla Gestione separata di cui all'<b>articolo 2</b>, <b>comma 26</b>, della <b>legge 8 agosto 1995</b>, n. 335; autonomi iscritti all'INPS e non, subordinatamente alla comunicazione, da parte delle rispettive casse previdenziali, del numero dei beneficiari. Per quanto concerne il bonus per i servizi di baby-sitting per i lavoratori pubblici, ai sensi dell'<b>articolo 25</b>, <b>comma 3</b>, la platea dei soggetti potenziali beneficiari della misura comprende i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alle seguenti categorie: medici; infermieri; tecnici di laboratorio biomedico; tecnici di radiologia medica; operatori sociosanitari.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il bonus spetta nel limite massimo complessivo di 600 euro da utilizzare per le prestazioni effettuate nel periodo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">In ipotesi di genitori che non fanno parte dello stesso nucleo familiare, si ritiene che il beneficio debba essere richiesto ed erogato in favore del soggetto che convive con il minore. Si precisa, dunque, che le agevolazioni previste dalla norma competono ai genitori naturali, ma sono destinate anche ai soggetti affidatari del minore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/coronavirus-famiglie-fisco.jpg"  title="" alt="" width="640" height="402" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Potranno beneficiare del bonus per i servizi di baby-sitting i genitori di minori dei 12 anni alla data del 5 marzo, giornata da cui decorre la chiusura e la sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tale prestazione, inoltre, spetta a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa (ad esempio, NASPI, CIGO, indennità di mobilità, ecc…) o altro genitore disoccupato o non lavoratore, con i quali, dunque, sussiste incompatibilità e divieto di cumulo. Per poter fruire del bonus, tramite il Libretto Famiglia, il genitore beneficiario (utilizzatore) e il prestatore devono preliminarmente registrarsi sulla piattaforma delle prestazioni occasionali, accessibile sul sito <a href="http://www.inps.it" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">www.inps.it</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/Oo2KV0tlLOk">https://youtu.be/Oo2KV0tlLOk</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 15:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Morire dentro”. Quando VIVERE fa più paura della morte…]]></title>
			<author><![CDATA[Mary Di Gioia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000184"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La morte: è difficile affrontare questa tematica, ma come tutti gli argomenti e le situazioni anch’essa va affrontata. La morte non è solo la scomparsa di qualcuno che amiamo, la morte è qualsiasi cosa che perdiamo, ogni occasione che lasciamo andare, ogni momento che trascuriamo ... </span><span class="fs12lh1-5">A chi non è mai capitato di sentirsi “</span><i class="fs12lh1-5">morire dentro</i><span class="fs12lh1-5">” di fronte al fallimento di una relazione d’amore, d’amicizia, dinnanzi allo sgretolarsi di aspettative lavorative,ecc …?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>“Ricordo lo sguardo di un bimbo di fronte alla perdita di suo padre</i></b><i>. Lo sguardo perso di chi chiede a se stesso cosa succeda, se quella che sta vivendo è la realtà oppure è solo un brutto sogno fatto di tutta quella gente che lo tempesta di domande e lo stringe forte con sguardi tristi e disperati. Lo sguardo di un bimbo che in quel frastuono emotivo, forse, sa solo una cosa: che <b>tutto non sarà più come prima e che la sua vita è cambiata per sempre”</b>.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Morire, però, è necessaria possibilità per rinascere, per capire la vita e, magari, ricominciare …</span></i></span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">Prima bisogna fermare tutto intorno, cristallizzare il momento, immortalare la realtà in uno scatto di dolore per riuscire ad avere la forza, il coraggio, di guardarlo in faccia, affrontarlo e con il tempo, magari, riuscire ad elaborarlo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/morire-dentro.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Un lungo processo, quasi infinito, che ci farà sentire spesso fragili come foglie al vento, ma che ci irrobustirà trasformandoci in rocce in mezzo al mare in tempesta che l’infrangersi delle onde modellerà trasformandoci in sculture uniche ed irripetibili …</span></div><div><i class="fs12lh1-5">Non temiate di urlare il dolore, di sentirvi foglie al vento perse e sconfitte, non appena urlerete la vostra sofferenza avrete già iniziato il vostro cammino verso la rinascita.</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-dislessia.html#.Xe4i6-hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mary Di Gioia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Donna, mamma, guerriera della vita</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore…</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/JhjXraknQbo">https://youtu.be/JhjXraknQbo</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 18:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Troppi COMPITI per i nostri FIGLI: questo non è APPRENDIMENTO, ma una corsa a finire i programmi scolastici!”]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000183"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Sono una donna che ha costruito la vita sullo studio, sull’approfondimento, sulla conoscenza e il sapere, che, superati i quarant’anni, continua imperterrita a recuperare competenze per arricchire abilità nella propria professionalità, nonché missione di vita. Sono una donna che ha raggiunto traguardi a step importanti &nbsp;(ad esempio la laurea) studiando di notte, armonizzando, anche se con fatica, tutti i doveri a cui la vita stessa, direi per fortuna, chiede di ottemperare. <b>Premetto fondamentalmente questo, non per autocelebrazione</b>, ma affinché la mia disquisizione in questo articolo non venga viziata dal giudizio errato di “<i>non voler fare…”</i> &nbsp;e che si comprenda appieno il mio punto di vista circa quello che questo momento così delicato e complicato sta portando a galla come problematica. Osservo ogni giorno le mie figlie correre dietro all’affannosa consegna dei compiti assegnati dai maestri e professori che, al grido disperato “<i>bisogna terminare il programma</i>”, rivendicano la legittimità della mole di lavoro assegnata, in barba a qualsiasi teoria didattica e pedagogica che vuole l’apprendimento efficace e funzionale anni luce distante da mere esecuzioni di esercizi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La capacità camaleontica dei ragazzi</b>, coadiuvata da noi genitori e dagli insegnanti tutti, di adeguarsi ai nuovi approcci di studio che l’emergenza coronavirus ha imposto, <b>è indiscussa</b> e ha tutto il nostro plauso e la nostra ammirazione, ma purtroppo, nonostante ciò, ravvedo un esubero, a mio avviso ingiustificato, di compiti da svolgere. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sì ingiustificato, perché in questo periodo che ha chiesto a tutti noi concrete ed importanti restrizioni di vita, progetti e programmi, il dovere scolastico, chiesto agli studenti tutti, cozza prepotentemente con il <i>poter realizzare</i> e che, quindi, anche la scuola e tutto l’universo ad essa correlata deve necessariamente ridimensionarsi. </span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/STRESS-STUDIO.png"  title="" alt="" width="640" height="532" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Non è un “<i>non voler fare</i>”, lo ribadisco a chiare lettere, ma un accorato appello di una madre che conosce il sacrosanto valore dell’istruzione, a contenere, moderare e ponderare meglio l’assegnazione di pagine da studiare, relazioni da sviluppare, esercizi da completare, in nome di una situazione che ha rivoluzionato tutta la vita delle famiglie, dei genitori e soprattutto dei bambini e dei ragazzi. <b>Inondare gli studenti di compiti da svolgere non garantirà loro conoscenza approfondita</b> circa le materie affrontate, anzi, la mole di lavoro genererà confusione e avversità all’approccio allo studio persino in soggetti che in un <i>clima di normalità</i> hanno sempre dimostrato volontà, impegno e passione.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Studiare di più non significa studiare bene, non significa metabolizzare i concetti, non significa essere più capaci di altri; </span><span class="cf1"><b>studiare oltre misura non significa dimostrare più intelligenza e capacità</b></span><span class="cf1">, ma non essere in grado di discernere, individuare il confine tra ciò che si deve e ciò che si può. &nbsp;&nbsp;</span></i></span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><hr><div><b class="fs12lh1-5">La scuola non può pretendere lo stesso ritmo</b><span class="fs12lh1-5"> di prosecuzione dei programmi didattici come se niente fosse accaduto e gli studenti non devono sostenere il peso di uno studio che in questo momento sembra esclusivamente funzionale al raggiungimento di standard predefiniti. La vita in questi giorni ci chiede di modificare abitudini, di sperimentare resilienza, di inventarci nuovi approcci alla vita, di avere la possibilità di sfruttare il cosiddetto tempo libero per esplorare altre possibilità di impegno, </span><b class="fs12lh1-5">pur rimanendo sempre a casa</b><span class="fs12lh1-5">.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><i class="fs12lh1-5">Come può accadere tutto ciò se la maggior parte della giornata è impegnata in video lezioni e compiti fino a sera? </i></div><div><span class="fs12lh1-5">Mi piacerebbe sapere se i docenti hanno chiara la situazione che gli studenti stanno vivendo e che, al di là del ruolo che rivestono, e quindi della inevitabile scelta istituzionale che devono accettare e sostenere, cosa veramente pensano in merito, non come docenti, ma come persone”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/RW91X6GFRg4">https://youtu.be/RW91X6GFRg4</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 09:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Il mio cane può trasmettermi il CORONAVIRUS?” “NO! Può solo contagiarti d’Amore!”]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000182"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, in questo periodo un po’ complicato a causa del coronavirus, molti mi stanno chiedendo cosa possano fare con il proprio Dog. In particolare mi viene chiesto se è possibile che il proprio cane sia più nervoso del solito perché non fa le consuete splendide passeggiate al parco e, quindi, non scarica le sue energie. Alcuni non sanno se possono avvicinarsi al proprio pet: hanno paura per i miei bambini e che l’amico a quattro zampe possa, in qualche modo, trasmettere loro il virus. </span></div><div><hr></div><div><i><span class="cf1"><span class="fs22lh1-5">Bene, premesso che i</span></span><span class="cf1"><span class="fs22lh1-5"><b> nostri Amici non trasmettono il coronavirus</b></span></span><span class="cf1"><span class="fs22lh1-5">, approfittiamo in questo periodo così particolare a rafforzare la nostra relazione con gli amici pelosi, limitando i tempi di passeggiata per le uscite, funzionali alle loro esigenze fisiologiche, e facciamo tanti giochi in casa.</span></span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Giochi di <i>problemsolving</i>, &nbsp;<i>giochi olfattivi</i> che stancano mentalmente più di una corsa al parco, approfittiamo per insegnare o ripetere loro &nbsp;alcuni <b>esercizi base</b>, come il <i>resta, terra</i>, <i>seduto</i>, <i>in piedi. </i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/coronavirus1.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Possiamo fare anche un po’ di palestra con il corpo</b>: sediamoci a terra e facciamoli passare sotto la nostra gamba piegata, o sopra la nostra gamba stesa, in piedi, invece &nbsp;li faremo passare tra le nostra gambe cercando di formare un otto. Ricordiamoci ovviamente di premiare il nostro Amico ogni volta che fa bene qualcosa.</span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">E poi … dedichiamoci ad un’attività meravigliosa, rigenerativa in tutti i sensi: coccoliamoli all'infinito perché con loro possiamo farlo!</span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Vedrete come sarà &nbsp;bello tutto ciò, non penalizziamoli, non abbiate paura di loro, loro non trasmettono nulla, se non amore allo stato puro! Scoprirete come il vostro Amico pet aiuti a migliorare la qualità della vita, a sentire meno il distacco sociale e ad imparare a conoscerci meglio. Non abbiate timore e nel caso lo aveste il vostro amico speciale in un solo abbraccio riuscirà a dileguare qualsiasi paura e pensiero negativo. Anche nel buio i nostri amici ci faranno vedere la loro Luce, loro non ci abbandonano mai, noi non abbandoniamoli, restiamo a casa con loro! Io resto a casa con loro! Fallo anche tu!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/Patrizia Castellano" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Patrizia Castellano</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Equipe PetTherapy- Operatore Pet-Therapy Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PET-THERAPY+E+SOCIALE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La comunicazione che va “oltre”... &nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/Pblt7To5-cs">https://youtu.be/Pblt7To5-cs</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 18:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Una TORTA per augurarci che Tutto Andrà Bene!          ]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000181"><div><span class="fs12lh1-5">In TV, sui social, in radio, ormai siamo invasi dagli slogan “io resto a casa”, io e la mia famiglia stiamo rispettando le regole perché crediamo che questo sacrificio aiuterà a sconfiggere per sempre questo terribile nemico invisibile, ma contagioso, del coronavirus. Dobbiamo vivere questo periodo con serenità e positività, anche se la convivenza a stretto contatto con tutti i componenti della famiglia non è sempre facile. Tra un sorriso, una chiacchiera e una piccolo <i>batti becco</i>… il tempo passa… &nbsp;&nbsp;Sono tante le cose che si possono svolgere a casa, tra cui cucinare e pasticciare in cucina con tutta la famiglia e così, tra una preparazione e l’altra, ho realizzato la mia <b>drip cake</b> arcobaleno, perché tutto andrà bene. &nbsp;&nbsp;</span></div><hr><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’ho realizzata con il materiale che ormai fa parte della mia vita … chi mi conosce sa quanto ami fare dolci e decorarli con la pasta di zucchero, le mie dolcissime creazioni mi conducono in una dimensione tutta mia e mi aiutano a farmi stare bene.</span></i></span></div><div><hr></div><div> &nbsp;</div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Consiglio a tutti voi di realizzare la <b>drip cake al mascarpone</b> con tutti i vostri compagni di “avventura”. Mi piacerebbe ricevere immagini delle vostre creazioni che in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo ci possono aiutare a vivere con spensieratezza le nostre giornate in casa. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ANNALISA-ANDRa-TUTTO-BENE.jpg"  title="" alt="" width="690" height="860" /><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ricetta</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Prepariamo un pan di Spagna di una ricetta che preferite <b>alto 8/10 cm</b> e di <b>20/25 di diametro </b>(l’ideale sarebbe prepararlo il giorno prima e usarlo il giorno dopo così da far perdere la sua umidità). </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ingredienti </b></span><b class="fs12lh1-5">per la crema al mascarpone</b><span class="fs12lh1-5"> che utilizzeremo sia per la farcitura della torta che per la copertura: 400 g di mascarpone; 160 g di zucchero a velo; 300 g di panna già zuccherata; 70 g di gocce di cioccolato.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Ingredienti per la colata di cioccolato: </b><span class="fs12lh1-5">70 g cioccolato fondente; 50 g latte; 1 noce di burro.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Ingredienti bagna della torta: </b><span class="fs12lh1-5">150 ml di acqua; 70 g di zucchero semolato; 70 ml di bagna per dolci a piacere (acquistabile nei negozi specializzati). </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Preparazione bagna</b><span class="fs12lh1-5">: portare a bollore l’acqua e aggiungere lo zucchero affinché si sciolga, lasciare intiepidire e aggiungere la bagna. </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Preparazione della crema al mascarpone</b><span class="fs12lh1-5">: in un contenitore mescolate zucchero a velo e mascarpone aiutandovi con un frustino elettrico. Una volta amalgamati aggiungete la panna precedentemente montata. Se preferite potete aggiungere qualche goccia di aroma che preferite (io ho aggiunto qualche goccia di aroma al rum).</span><br></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Tagliate le torta in tre parti. Bagnate con moderazione il primo strato di torta e farcitelo di crema al mascarpone con l’aiuto di una <i>sac a poche</i>, aggiungete le gocce di cioccolato e procedete così per il secondo strato. Stuccate <b>la Drip Cake</b> al mascarpone con la stessa crema che avete utilizzato per farcire. Lasciate riposare almeno un’ora in frigo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Preparazione della glassa</b>. In un pentolino scaldate il latte con il cioccolato a pezzetti e, una volta sciolto, aggiungete il burro. Fate intiepidire e poi versate sulla torta aiutandovi con un <i>versa latte</i>, prima dai bordi, creando delle colature che, con la torta fredda, si rapprenderanno subito, e poi al centro. Io l’ho decorata con il tema del momento: un arcobaleno e un biscotto che riporta un messaggio positivo “<b><i>TUTTO ANDRÀ BENE</i></b><i>“</i>, ma potete dar sfogo alla vostra fantasia con praline e petali al cioccolato, frutta fresca (mirtilli, fragole o frutti di bosco), meringhe, pistacchio, o con i vostri cioccolatini preferiti. Buon divertimento, cari amici lettori!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.XLseougzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div> &nbsp;<div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.XLseougzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b></div><span class="fs12lh1-5">Direttrice Artistica Puglia Cake Festival</span><br> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.Wi7HwUribIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico".</a></span><br><span class="fs12lh1-5">La fantasia non conosce confini...</span></div><a href="https://youtu.be/vFCmvUPN44g">https://youtu.be/vFCmvUPN44g</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 08:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Festeggiamo l’EROE che tutto sa fare. Tanti auguri al tuo PAPÀ! ]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000180"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ci troviamo a vivere in un periodo difficile, ci sentiamo minacciati, viviamo nella paura del contagio e siamo costretti a restare a casa. Ma c’è una cosa che di certo il virus e nessun altro può fermare ed è la fantasia, <b>il potere dell’immaginazione dei nostri bambini</b>, che oggi più che mai vanno stimolati e alimentati per aiutare i piccoli a trascorrere il più serenamente possibile questo momento. Leggere insieme un buon libro è un ottimo modo per farlo, e a questo proposito, in occasione della <b>festa del papà</b> vi suggerisco la lettura di due libri: l’albo illustrato <b>“Papà sa fare quasi tutto”</b> di <b>Günther Jakobs</b>, edito da <b>Editrice il castoro</b> e <b>“Notti in bianco, baci a colazione” </b>scritto da <b>Matteo Bussola</b> ed edito da <b>Einaudi</b>. Il primo è ovviamente un libro afferente alla letteratura per l’infanzia, il secondo è un libro per adulti. Ho scelto questi due titoli perché presentano la figura del papà in modo differente dal solito: Matteo Bussola afferma di fare come lavoro il padre e come professione il disegnatore di fumetti. Nelle sue pagine racconta la sua esperienza di padre fatta di tutti i piccoli momenti di vita quotidiana, durante i quali si prende cura delle sue figlie. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/PADRE-FIGLIA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Lo fa scherzando sulle piccole disavventure e coinvolge il lettore esprimendo tutto l’amore e l’affetto che prova per le donne della sua famiglia, testimoniando quanto l’essere padre sia un’esperienza unica che trasforma e modifica la &nbsp;propria vita, ma se vissuta appieno diviene fonte inesauribile di momenti indimenticabili di gioia e condivisione. Günther Jakobs ci presenta un papà che si cimenta nel cucinare, nel riparare giocattoli, radio, che legge storie bellissime e si fa in quattro per stare con i propri bambini, però c’è una cosa che proprio non sa fare, perché nella vita non si può saper fare tutto, ma per il resto non lo batte nessuno. Un libro divertente che ci parla della moderna vita familiare.Buona lettura e auguri a tutti i papà del mondo!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Ilaria De Marinis</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/Awnd6uZwanE">https://youtu.be/Awnd6uZwanE</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 10:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Saremo FELICI di ritornare alla nostra NORMALITÀ. Sarà la nostra possibilità di RINASCITA!]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017F"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Tutto passerà e sarà di nuovo normalità.</b>… E da quel momento in poi la normalità si chiamerà felicità… Saremo così felici di vivere la normalità che ogni giorno ci sembrerà una festa. Saremo così felici di vivere la normalità che ogni gesto ricevuto ci sembrerà un dono e non esiteremo neanche un secondo a trasformarlo in regalo per gli altri. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/rinascere.vivere.speranza.jpg"  title="" alt="" width="640" height="428" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sarà normalità e di quella normalità ne faremo tesoro: sarà possibilità per guardarsi finalmente negli occhi, per toccarci nel profondo, per accarezzarsi dolcemente stupendoci di quanto sia meraviglioso, proprio come se non l’avessimo mai fatto prima, per camminare mano nella mano e stringersi forte nel tragitto, per sentire che siamo veramente vicini.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Sarà come nascere di nuovo, avere una nuova possibilità di approccio alla vita, perché finalmente ne avremo colto l’importanza, l’essenza, la ricchezza, il valore.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Perché quella normalità sarà una conquista, sarà frutto di sacrificio e impegno di tutti… del mio, del vostro, di quello di ognuno che avrà contribuito a poterla realizzare e ci sentiremo importanti gli uni per gli altri, essenziali alla vita, indispensabili alla salvezza. La parola “<i>fratelli</i> “ sarà esperienza concreta di appartenenza profonda e nella normalità ritroveremo il senso, forse perduto, della dignità, del rispetto vero ed autentico che l’essere umano merita e ha sempre meritato. </span></div><div><b class="fs12lh1-5">Felici di quella normalità ritorneremo finalmente umani.</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/cLJp-YJeuzc">https://youtu.be/cLJp-YJeuzc</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Mar 2020 14:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le REGOLE servono: dire sempre di “sì” non vi farà diventare il genitore perfetto!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017E"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Spesso in qualità di genitori o insegnanti ci interroghiamo sull’importanza che le regole hanno per i nostri figli; possiamo entrare persino in contrasto sulla divisione delle responsabilità tra gli uni e gli altri nell’impartirle o nell’individuare adeguate conseguenze quando le stesse non vengono rispettate. Talvolta, erroneamente, <b>noi genitori pensiamo che impartire le regole sia un compito educativo da poter rinviare al momento in cui i figli “saranno più grandi”</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Impartire le regole e farle rispettare richiede costanza, perseveranza e soprattutto significa dare il buon esempio e non è affatto facile se pensiamo ai tanti altri impegni e pensieri che ci travolgono nella vita di tutti i giorni. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Alcune volte, inoltre, ci sembra più facile pensare che sia un compito da assegnare agli insegnanti nel momento dell’ingresso dei nostri bambini nel mondo della scuola. &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La famiglia è certamente il primo <i>luogo</i> - fisico e mentale - nel quale acquisiamo le regole che ci guideranno poi per tutta la vita</b>. È nella nostra casa che viviamo la prima esperienza di “gruppo”: lì percepiamo se quello che stiamo facendo è accettato o meno dagli altri e impariamo a modulare il nostro comportamento di conseguenza. Impariamo che alcune nostre parole, scelte e azioni determinano conseguenze piacevoli mentre ad altre corrispondono visi cupi, tristi, delusi o adirati nei nostri cari. Quando i nostri figli sono molto piccoli, ci appaiono bisognosi soltanto di cure e di amore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/educazione-rispetto-regole.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Le regole - dalle più basilari come il rispetto degli orari in cui mangiare e dormire - sembrano appartenere ad una fase successiva della crescita. Sin da subito invece è fondamentale porre dei confini, individuare dei limiti: la stessa parola <i>regola</i> deriva da un’espressione latina che significa “<i>guidare dritto</i>” e per procedere “dritto”, occorre ricevere riferimenti chiari, precisi e inequivocabili sin da piccoli. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Le regole segnano il limite e, come tale, sono una protezione. </span><span class="cf1"><b>Lasciare troppa libertà di scelta è un’arma a doppio taglio. Un bambino senza freni è un cucciolo abbandonato a se stesso senza reale nutrimento affettivo. È confuso, si sente solo perché non ha una guida autorevole che lo aiuta a comprendere e gestire le emozioni che prova e ha difficoltà a scegliere la giusta strada da percorrere.</b></span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Anche dire sempre di no, svalutare o minimizzare qualunque scelta dei più piccoli è altrettanto dannoso. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Un bambino che non riceve mai conferme e gratificazioni ma soltanto squalifiche costruisce di sé un’immagine negativa e assume modalità remissive o, pur di raggiungere i propri scopi, passivo aggressive. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Quando i <i>no</i> non ci sono o sono troppi il proprio compagno di crescita diventa la <i>rabbia</i> più o meno repressa. Imparare a <i>regolare </i>i comportamenti dei bambini dimostrando noi adulti per primi di saper modulare il nostro comportamento in modo adeguato alle circostanze, rispettare limiti e confini,<b> prendersi cura di sé ed essere capaci di correggersi quando ci si rende conto di aver sbagliato è il primo fondamentale passo affinché i nostri figli possano </b><i>costruire</i> se stessi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Moscatelli</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/rYkB9eozD28">https://youtu.be/rYkB9eozD28</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 14:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Insegniamo ai bambini l’arte della SPERANZA e cogliamo le gioie dello stare nella propria casa!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017D"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La paura della paura</b>, che fa più paura della paura stessa, <b>entra senza chiedere il permesso</b>… In questi giorni nelle case di tutti, i continui bombardamenti televisivi, come del web, che aggiornano sulla situazione Coronavirus in Italia ed Europa, martellano incessantemente il nostro cervello generando ansia e timore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Impossibile evitare che alle menti dei piccoli tale paura non si affacci, sia pure sottoforma di perplessità, esternate in spontanee e curiose domande da porre ai propri genitori:</span></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><ul><li><i class="fs12lh1-5">perché non si va a scuola?”;</i><br></li><li><i class="fs12lh1-5">perché non si va in palestra?”;</i><br></li><li><i class="fs12lh1-5">perché non si va al catechismo?”</i><br></li></ul></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Troppi perché, a cui dare risposte serene e non preoccupanti. Diventa davvero difficile, considerando la vivacità ed intuito dell’intelletto infantile, capace di cogliere, molto spesso più velocemente degli adulti, la realtà ed essenza delle cose.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">C’è solo un modo per trasformare la paura: è necessaria la speranza! Sì, speranza! Nulla spaventa se nel cuore si ha la speranza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></i></span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">La luce dell’ottimismo e della gioia naturale di vita, che supera qualunque difficoltà, aiutando a proiettarsi verso quello che c’è dopo una difficoltà, ostacolo o problema. Occorre, dunque, stimolare la capacità</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">che chiunque possiede, di saper guardare oltre e saper riempire di energia e positività anche un momento di evidente negatività. Basta poco: basta dare senso a ciò che può sembrare non averne.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’inattività scolastica e sportiva può diventare conoscitiva di altre opportunità giornaliere, che la scuola e la palestra, magari, han fatto perdere di vista</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/cibo-stare-a--casa.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La creatività della manualità, per esempio… la lettura di storie e fiabe dimenticate ed impolverate. La fantasia nella preparazione di dolci e merende da consumare con i fratelli, con la mamma e &nbsp;il papà, senza l’ansia del correre per non fare tardi…</span></div><div><span class="fs12lh1-5">E seppure la noia e la solitudine potranno farsi sentire, nessuna di esse potrà mai spaventare il cuore di quel bambino che ha imparato a sperare, che sa di dover ritrovare le sue amicizie, abitudini e passioni, momentaneamente interrotte dalla minaccia di un contagio. <b>Che la paura sia fuori da ogni porta e da ogni cuore</b>! Specie se dietro quella porta c’è un bimbo con un cuore da proteggere e da coltivare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/BWf-eARnf6U">https://youtu.be/BWf-eARnf6U</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 14:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La PAURA si combatte con la CONOSCENZA. Devi solo avere l’umiltà di sapere di non sapere e vivere]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017C"><blockquote><div><i><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal Libro Rosso – Capitolo II – Parte Seconda &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5 ff2"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></i></div><div><i><span class="fs12lh1-5 ff2"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?e--la-paura-di-sbagliare-che-ti-porta-a-sbagliare--come-affronti-le-tue-paure-" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5 ff1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?e--la-paura-di-sbagliare-che-ti-porta-a-sbagliare--come-affronti-le-tue-paure-" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Leggi Prima Parte</a></span></i></div><div><i><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></i></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La Paura agisce come da stimolo</b>. Se questo stimolo si rivela efficace su di Noi, allora diventerà sempre più presente e attivo, affinché possa esserci Crescita. Se questo stimolo non è più efficace allora la Paura sarà sempre più sfumata per lasciare spazio ad un nuovo stimolo finalizzato alla crescita. Tutto ciò che non genera alcun effetto, torna nel luogo da cui è stato emanato. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Vuoi sapere cos’è la Paura? La paura è una visione ristretta delle cose, una visione talmente “Personale” e minuscola che provoca soffocamento alla tua Alta Coscienza. La tua “Anima” sobbalza ogni volta che percepisci le cose con tale ristrettezza… ecco cos’è la paura: Siamo Noi ad indurre la tua paura. Ecco perché la paura scompare quando la tua visione si allarga. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Voglio farti un esempio concreto, così capirai ancora meglio. La tua Coscienza abita nel corpo fisico di un Umano, composto da tutti i processi mentali ed emotivi, che rappresentano l’ambiente della tua Coscienza. La Coscienza abita temporaneamente in questo Ambiente che è una prigione, per come è ridotto. Immagina di essere questa Coscienza e di trovarti in un ambiente buio, stretto, maleodorante, irregolare, rumoroso, pericoloso… Ti troveresti a tuo agio? Cosa riverseresti in questo ambiente? </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Immagina di essere la tua Coscienza e di trovarti in un ambiente luminoso, ampio, profumato, ordinato, melodioso, sicuro… Ti troveresti a tuo agio? Cosa riverseresti in questo ambiente? </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Ecco, ogni volta che il tuo ambiente diventa terrificante per la tua Coscienza, essa ti rimanda il suo “Lamento” sotto-forma di un “Disagio” e visto che ora stiamo parlando di Paura, ti trasmette Paura o Dolore&gt;&gt;.</i></b></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La Paura non viene da noi, ma è la traduzione “Traumatica” di un messaggio evolutivo che proviene da dimensioni “Elevate”. Un po’ come il raffreddore è la reazione di un processo di guarigione ed espulsione dei microbi assorbiti per un determinato periodo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Non puoi Eliminare la Paura, ma puoi diluirla allargando la tua visione. Voi passate spesso la vita a guardare le cose attraverso un microscopio, e, secondo voi, tutto ciò che fate è giusto, ma quello che fanno gli altri è sbagliato. Solo voi credete di avere la verità e la ragione. Vedete tutto attraverso una patetica fessura con una lente di ingrandimento che fa apparire il minimo moscerino una bestia colossale e terrificante. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Ecco cosa intendiamo con “Ampliare la visione”: Smettere di guardare le cose attraverso il microscopio, così facendo, molte “Paure” scompariranno del tutto, mentre altre resteranno ma saranno diluite&gt;&gt;.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/PAURA-AZIONE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="359" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Guardare le cose troppo da vicino, immedesimarsi eccessivamente nei ruoli della società, sono cose che portano ad una visione ristretta. Più espandiamo la nostra coscienza e più ci sentiamo sereni e forti, al contrario, se la nostra coscienza si riduce esclusivamente alla nostra persona, ci sentiamo costantemente minacciati e deboli (la debolezza porta alla violenza). </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Hai paura? Chiediti chi ha paura? Siamo Noi a trasmetterti la Paura perché vogliamo che tu apra la tua visione smettendo di fissare nel microscopio. Osserva attorno a te come tutti siano indaffarati a fissare il proprio mondo attraverso una lente. Osserva come attorno a te i tuoi compagni di “prigione” non fanno altro che condannare gli altri mentre loro stessi sono complici di numerosi crimini commessi da altri&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Attraverso una visione ristretta della realtà, si considerano gli altri come gli autori di ciò che va male nel mondo, percependo se stessi come le vittime innocenti di un sistema congegnato appositamente. Questa falsa percezione di Innocenza è la stessa che colpisce chi è colpevole e dopo l’arresto afferma “Sono innocente”. Nessuno è singolarmente innocente così come nessuno è singolarmente colpevole. Se il nostro dito indice batte inavvertitamente e dolorosamente una superficie, la colpa è del singolo dito o di tutto il corpo? Gli esseri umani, come anche tutte le altre emanazioni del Creatore, sono dita della stessa mano. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Non fanno altro che dire di essere innocenti, sono paranoici e continuano a fissare il loro mondo attraverso quella lente. Questo è un crimine! Restare imprigionati in una prigione nella prigione. Tu sei in una prigione per lasciare la prigione e non per costruirtene una dentro un’altra&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La condizione di prigionia, come anche la condizione di Paura, sono delle “Molle” che servono da spinta verso il cammino della liberazione. Tuttavia c’è chi abusa di queste condizioni e non permette alle “Molle” di scattare. Si passano giorni, mesi, anni restando cristallizzati e inventando le scuse più disparate, pur di non spiccare il salto servendosi di quelle molle. L’essere in evoluzione è colui usa le condizioni per la propria maturazione e non per la propria “Decomposizione”. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Forse è un po’ complesso, ma questo ragionamento è un po’ simile ai vostri “Vaccini”. Noi ti diamo un po’ di prigione per darti la libertà ed è assurdo vedere Detenuti rinforzare le pareti della prigione che Noi li abbiamo dato. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Ora capisci perché alcuni costruiscono una prigione nella prigione? Perché hanno paura di ampliare la visione, hanno paura della Grandezza, ma quella paura è il Nostro stimolo a farli reagire, ma loro sono talmente ciechi e sordi che avranno bisogno di tempo per comprendere, di tempo e dolore&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Non tutti reagiscono Positivamente (+) alla paura attraverso il movimento. C’è chi reagisce Negativamente (-) restando cristallizzato. La reazione è “soggettiva” e dipende da innumerevoli cause, una di queste è l’ottusità (pigrizia). Gli ottusi si cristallizzano mentre i volenterosi si attivano. Ad ogni modo, tutti, prima o poi, spiccheranno il balzo. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Ora pensa a tutto ciò che ti provoca paura e chiediti qual è il nostro messaggio per te! Molte vostre paure sono create dalla “Cultura” o dagli usi e non hanno nulla a che fare con Noi, ma quelle paure primordiali, siamo Noi a trasmettervele&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Le paure primordiali sono quelle elencate nella prima parte del libro rosso. Le paure “Culturali” sono comunque una derivazione di quelle primordiali, con la differenza che sono create dalla personalità e non dall’anima. Possiamo dire che le paure primordiali sono “quella prigione” che ci viene data come stimolo di crescita, mentre le paure “Culturali” sono la prigione costruita dal detenuto all’interno della prigione stessa. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Può sembrare tutto così “Maligno”, ma come ti abbiamo detto all’inizio di questa discussione, la Paura è necessaria per generare movimento ed è uno stimolo convincente per chi è cieco e sordo, ma Noi non usiamo questi sotterfugi con chi vede e sente. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Ad ognuno il suo&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Come sempre, la Grande Legge della manifestazione, non ammette staticità e chi si costringe in tale condizione rendendosi cieco e sordo, viene colpito dalla Paura. A questo punto il quadro è completo e si comprende chiaramente come il nostro atteggiamento ci predispone alla Paura. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Osserva la fiamma di una candela. La sua punta è sempre verso l’alto! Se giri la candela, la fiamma indicherà sempre verso l’alto. Il Fuoco è l’elemento con una spinta naturale verso l’immateriale ma necessita di un combustibile materiale per manifestarsi. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Possiamo dire che il combustibile sono le “Motivazioni” e la fiamma sono le “Azioni” evolutive. Possiamo dire che il combustibile è il tuo corpo che permette alla fiamma, ossia la tua Coscienza, di manifestarsi. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">La Paura è il combustibile, mentre il moto verso il cambiamento è la fiamma. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Sono tante le riflessioni che possono partire da questo elemento. Infatti il Fuoco è l’unico elemento che per manifestarsi ha bisogno di un altro elemento. La sua spinta è sempre verso l’alto e può essere visto come elemento “Innalzante”. Ecco perché da tempo il fuoco è sempre usato in tutti i culti Religiosi, Magici e Mistici. Lasciati ispirare dalla fiamma e comprenderai il potere della “Trasmutazione” della materia solida (grezza) in Luce e calore&gt;&gt;.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Il tassello finale che spiega con una metafora come qualcosa di “Ignobile”, ovvero la paura, serva da combustibile per ottenere qualcosa di “Nobile” che è l’azione evolutiva. La scintilla che permette tale combustione è la propensione del soggetto a comprendere la Paura. Anche qui abbiamo uno schema Bipolare: Combustibile, chi riceve la paura (-), Innesco, la comprensione della paura (+) e fiamma, l’azione evolutiva (N).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XhB6M0dKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Suahìm AlKalema</b></a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/EebFMeujAuk">https://youtu.be/EebFMeujAuk</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Mar 2020 11:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Le mie perplessità sulla DIDATTICA a DISTANZA …”. L’opinione di un’insegnante al tempo del Coronavirus]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017B"><blockquote><div><i class="fs12lh1-5">“L'insegnamento non è solo un freddo passaggio di informazioni, ma è una relazione tra due esseri umani, in cui uno è assetato di conoscenza e l'altro è votato a trasmettere tutto il proprio sapere, umano ed intellettuale”. Rudolf Steiner</i></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ci siamo: il momento è arrivato! Scuole chiuse in tutta Italia per dieci giorni</b>, che in alcune zone si aggiungono ai precedenti. <b>Per fronteggiare l’emergenza Covid-19 si richiede alle scuole di attivare una didattica a distanza</b>, ma qui comincia la nostra difficoltà. Non mi riferisco certo alla disponibilità dei docenti perché quella non manca, come in tante altre occasioni, né mi riferisco alle problematiche legate all’uso della tecnologia, peraltro problema reale. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Parlo di come una relazione a distanza sia passiva, del fatto che lo studente sia solo, accanto a lui non ci sia l’insegnante, il gruppo classe. Perché il rapporto umano è fondamentale quando si parla di studenti! </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Una lezione non è fatta di sole nozioni</b>, ma di dubbi, interrogativi, timori. <b>Le lezioni sono fatte anche di contatto visivo</b>, <b>di emozioni</b>, di modulazione di voce. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/coronavirus-tablet.jpg"  title="" alt="" width="640" height="475" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Tutto questo concorre all’insegnamento e permette di suscitare nei propri alunni curiosità, entusiasmo, desiderio di conoscenza. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Come può uno studente affrontare tutto questo stando semplicemente dinanzi ad uno schermo? </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ci stiamo attivando per fare scuola anche in questo momento di difficoltà</b>. Ricordiamoci però che la didattica a distanza non può sostituire la scuola, perché essa non è solo istruzione o trasmissione di semplici nozioni. <b>Insegnare significa partire dai pensieri degli allievi</b>, <b>dai loro sentimenti</b>, <b>dalle loro attività</b>. Significa partire dalla “loro” esperienza. Significa progettare e costruire l'apprendimento, mediare tra lo studente e la società. Insomma, insegnare è tutta un’altra storia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/lCneQcao24I">https://youtu.be/lCneQcao24I</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Mar 2020 15:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Abbiamo un disperato BISOGNO di uscire dalla nostra SOLITUDINE e raccontarci. Sai chi è il consulente filosofico?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000017A"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il problema essenziale dell’uomo postmoderno è che ha perso la sua unicità</b>. Dunque va recuperata l’arte di vivere: la spiritualità. L’uomo non è solo una macchina fisica, bensì è anche mente, riflessione, quindi bisogna sviluppare in lui l’attitudine a riflettere su di sé, sul proprio vissuto, sul senso della vita. La parte più profonda dell’uomo, il suo spirito, sa perfettamente che cosa non va bene e ciò lo esorta a riflettere. <b>Per Schopenhauer</b> (1788-1860) <b>le domande etiche non riguardavano più ciò che facciamo, ma chi siamo</b>; oggi, infatti, <b>c’è un bisogno etico urgente delle persone di interrogarsi sulle loro azioni</b>, <b>sulle idee</b>, <b>sulle convinzioni</b>, <b>sugli ostacoli</b> che incontrano durante la vita, che le spinge verso le terapie, con l’obiettivo di conoscersi meglio nel profondo. Un aiuto in tal senso giunge dalla consulenza filosofica la quale è indirizzata alle persone:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">afflitte da preoccupazioni o problemi (da cui si sentono imprigionate);</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">con domande alle quali non sanno rispondere;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">che non si sentono realizzate nella loro vita;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">che non vivono in modo superficiale, ma che si chiedono il senso della loro vita e dove stanno andando;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">che cercano la consulenza filosofica perché vogliono capire ed essere capite ed ascoltate da qualcuno e si chiedono, nella loro vita, “</span><i class="fs12lh1-5">che cosa sto facendo?</i><span class="fs12lh1-5">”.</span><br></li></ul></div></blockquote> &nbsp;<blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ci si rivolge al consulente filosofico, quindi, perché si sta vivendo un disagio esistenziale</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">I motivi che generano questo disagio esistenziale possono essere vari:</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">delusioni;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">vicende impreviste e inaspettate;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">contrasti con altri individui;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">scherzi del destino;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">bilancio di vita negativo;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">fallimento.</span><br></li></ul></div></blockquote> &nbsp;<blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il soggetto con un disagio</b>, cioè, <b>vuole trovare un luogo in cui parlare liberamente dei suoi problemi ed essere ascoltato</b>, ma senza essere “trattato” come persona malata e nel consulente filosofico trova chi lo può aiutare a cercare la propria strada, senza essere giudicato. Il filosofo, infatti, deve innanzitutto rispettare chi ha di fronte mantenendosi neutrale “<b>senza approvazione né biasimo</b>” (Goethe), senza essere per forza d’accordo con lui. Deve inoltre utilizzare lo <b>strumento del <u>dialogo filosofico</u>: colloquio libero e razionale e perciò non-terapeutico</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Durante la consulenza filosofica, il counselor non parlerà di Platone o di Hegel all’ospite, così come, quando si va dal medico, il malato non ascolta una lezione di medicina. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’incontro ha come obiettivo quello di aiutare l’ospite a recuperare il proprio dialogo interiore, per riflettere su di sé, fino a fargli raggiungere nuova consapevolezza di sé e ulteriori prospettive di comprensione della propria vita e di risoluzione del problema o disagio che sta vivendo.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La consulenza filosofica non utilizza le metodologie, ma le metodiche</b>, cioè un approccio diverso ai problemi e alla vita, attraverso l’empatia, la compassione, l’ascolto attivo, la lettura del linguaggio corporeo, la congruenza o autenticità che comprende il prendersi cura e l’accettazione incondizionata dell’altro e non il suo giudizio (caratteristica essenziale del filosofo e anche del pedagogista), la riformulazione (la cui forma più profonda è il rispecchiamento per identificazione) e la chiarificazione di ciò che dice il consultante, la curiosità, la meraviglia di fronte al mondo e all’altro, il dialogo costruttivo, aiutando di volta in volta l’ospite a cercare la propria strada senza dargli delle soluzioni già pronte, ma indicandogli strumenti utili per lavorare su se stesso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/consulente-filosofico.jpg"  title="" alt="" width="640" height="424" /><div><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">Oggi, infatti, il timore, e anche la realtà, più grande è la solitudine. </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Abbiamo paura di rimanere soli e che nessuno ci pensi; abbiamo paura della morte e di raccontare il nostro dolore all’altro, per timore di non essere capiti e quindi allontanati, restando sempre più soli. Sono venute meno, infatti, le pratiche sociali, per cui non si è disposti ad accettare il dolore dell’altro. Il soggetto è sempre più solo nella società attuale, caratterizzata da un forte individualismo: questo è il vero problema oggi, da cui deriva il disagio dell’uomo contemporaneo, perché l’essere umano è un essere relazionale che ha bisogno di parlare con l’altro, di raccontarsi, di esprimere le proprie gioie e i propri dolori. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La narrazione di sé all’altro è un momento educativo di rinascita</b>, <b>una forma di autoeducazione </b>nella quale chi si sente disperato comincia a trovare finalmente uno spiraglio di luce, perché riflette su di sé, su tanti fattori che prima non aveva considerato. Soprattutto perché ciò che fa più male è l’esperienza del dolore vissuto in solitudine, cioè quando non c’è nessuno a cui poterlo raccontare. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">È importante raccontarsi all’altro, perché è nella relazione diretta che troviamo la nostra umanità ed è la relazione stessa a definire l’esistenza.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La filosofia antica è formativa in tale rapporto con sé, con l’universo e con gli altri uomini. L’insegnamento che essa trasmette è un’esortazione, per ogni uomo, a trasformare se stesso. La filosofia, infatti, è trasformazione delle modalità di essere, di guardare il mondo e di vivere in esso, è ricerca della saggezza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cfr. G. B. Achenbach, <i>La consulenza filosofica. La filosofia come opportunità di vita</i>, Universale Economica-Saggi Feltrinelli, Milano 2009</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di "Apprendimento e Relazioni". </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/_2W5FiRi0UA">https://youtu.be/_2W5FiRi0UA</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 13:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nutri le tue PASSIONI e non avere paura di farti travolgere. Un giorno ti ricorderanno di essere ancora VIVO]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000179"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“<i>Allora lei ama scrivere…</i>”, disse con un ghigno di soddisfazione nell’esserne sicuro e un non so che di rifiuto concettuale per constatare personalmente che qualcuno potesse sul serio nutrire tanta passione per un’attività così effimera e poco redditizia in termini economici.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Lei lo guardò e si stranì</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Non aveva mai parlato di scrittura, ne era certa, anzi, aveva prestato attenzione a non pronunciare mai l’esercizio specifico dell’elaborazione testuale.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dentro di sé però si sentì fieramente riconosciuta</b>, <b>appagata</b> in un’inutile ma sostanziale sensazione narcisistica di vanità, <b>si sentì svelata</b> come mai nessuno aveva fatto in così poco tempo di conoscenza a disposizione. <b>Il cuore le si aprì e dentro sentì un tonfo fortissimo</b> che si espanse in un’<b>eco che le arrivò allo stomaco </b>e poi <b>risalì lungo la gola fino alle narici</b> trasformandosi in un respiro che si sublimò in una <b>profonda e lunghissima inspirazione</b> che gonfiò il petto riempiendola di <b>inaspettato orgoglio</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/folgorazione-passione-scrittura.jpg"  title="" alt="" width="640" height="425" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il mondo attorno scomparve per lunghissimi istanti, <b>persino quell’uomo</b>, qualche minuto prima temuto per l’indagine alquanto inquisitoria circa le attitudini e competenze professionali dei candidati, nonché detentore di giudizio supremo e incontrovertibile sul destino degli stessi, <b>si oscurò completamente agli occhi della giovane donna</b> che visibilmente scossa nel frattempo trasaliva dalla rivelazione, anche e soprattutto perché dedotta attraverso le parole di un perfetto sconosciuto.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">“</span><span class="cf1"><b>Io amo scrivere</b></span><span class="cf1">”, disse lei, scandendole sillabe, e lo dichiarò come sull’altare nuziale in procinto di giurare amore eterno al proprio sposo dinnanzi a Dio. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Lo disse con gli occhi lucidi di chi ha lottato alacremente contro se stesso prima di dichiararlo e profondamente sconfitto si è arreso in una catarsi liberatoria. Subito si sentì finalmente leggera pur comprendendo il peso della sua asserzione, non al cospetto dell’uomo sconosciuto che già pensava di farla fuori dalla selezione, bensì al proprio, perché seppe dal primo momento che quella faticosa verità le avrebbe condizionato e cambiato definitivamente la vita, come una folgorazione che colpisce, stordisce, atterra, può far morire… ma anche RINASCERE…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/7e33Iz8Pp-U">https://youtu.be/7e33Iz8Pp-U</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Mar 2020 15:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Docenti che si ispirano a TRAPPER TRASH per parlare di ARTE. Che accade nella SCUOLA? ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000178"><blockquote><div><span class="fs9lh1-5"><a href="https://www.ilsussidiario.net/news/achille-lauro-osera-anche-stasera-il-bacio-a-boss-doms-telethon/1960081/" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Credit Immagine</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">E rieccomi a parlare del festival della canzone italiana: Sanremo. In un mio precedente articolo parto dagli albori (<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?perche-ancora-oggi-siamo-cosi-legati-al-festival-di-sanremo-" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">LEGGI ARTICOLO</a>), dalla nascita della kermesse per giungere allo spettacolo che noi tutti conosciamo, attraversando la sua matrice, oltre che popolare, anche culturale, di un Paese, il nostro, che dopo due guerre ha ri-cercato la sua identità. Questa volta voglio, invece, partire dall’ultimo Sanremo, teatro di numerose polemiche, infine inneggiato come il migliore degli ultimi anni, nel quale si è respirata un’aria dove la “buona musica” “avrebbe trionfato”, &nbsp;e qui il “condizionale” che trovo trionfale tanto quanto questo presunto successo della “musica” e &nbsp;dello “spettacolo”. Non a caso intreccio un altro articolo dove, invece, passo al setaccio un genere musicale, la trap music, che annovera tra il suo pubblico, sempre più adolescenti, preadolescenti, e, &nbsp;scopro, anche bambini, ignari dei messaggi che, palesemente, si mostrano in certi testi, veicolando violenza e degrado di ogni genere, primi fra tutti una &nbsp;fruizione disincantata sotto gli occhi degli stessi genitori, superficiali, come la rana di Chomsky li vorrebbe, a ripercuotersi, inesorabilmente, sulla pelle dei ragazzi stessi (<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?tuo-figlio-canta-sesso,-droga-e-criminalita-ma-tu-non-te-ne-accorgi--come--con-i-trapper---" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">LEGGI ARTICOLO</a>).</span></div><div><span class="fs12lh1-5">E la musica trap, signori miei, volenti o nolenti, è passata nell’ultimo e &nbsp;“trionfale” festival in modo indisturbato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Senza dilungarmi nel parlare della trascorsa edizione della manifestazione canora</b>, <b>vorrei arrivare subito al dunque e sollevare un interrogativo: che valore si dà oggi al concetto di “arte” e chi è colui che la produce, cioè l’artista”</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">In qualità di docente e pedagogista, <b>le parole</b> che fanno parte della domanda, appena formulata, <b>hanno un peso che nemmeno potete immaginare</b>. Il peso di queste parole cade implacabilmente sulla politica e in particolare su quella che si occupa della scuola: sì proprio così.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"></span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La scuola ha una responsabilità così grande che tutta l’educazione e la formazione delle future generazioni passano proprio da lì: qual è il peso che il mondo della scuola dà all’arte in genere e quale posto occupa quest’ultima? </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">E mentre mi arrovello con il quesito appena posto, faccio una scoperta agghiacciante: <b>una community di insegnanti che porta sul punto più alto del podio, personaggi che gestiscono la loro “arte” nel modo più ignobile e basso che possa esistere</b> (tale Achille Lauro &nbsp;e i suoi discutibilissimi concerti, e certa discografia di tale Junior Kelly, il primo inneggiato dalla community di cui sopra, il secondo voluto, fortemente, &nbsp;all’ultimo festival insieme a un altro personaggio, tale Miss Keta - provate a leggervi un po’di cose di quest’ultimo ritrovato della “musica”- senza soffermarsi - ma sì, &nbsp;non lo facciamo altrimenti sarebbe troppo- &nbsp;sulle procaci forme della Lamborghini che hanno, profusamente, parlato del suo amore per lo “spettacolo”).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/rapper-musica-vuoto.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Provo a rispondere alla domanda di prima, al <b>peso che l’arte avrebbe nella scuola</b> e di conseguenza nella società e lo faccio guardando e ascoltando, inorridita, un’intervista in una nota trasmissione televisiva: “<b>che cosa è l’arte per te?</b>”, domanda un famoso, incredulo e indignato critico musicale a un giovane trapper che canta, anzi gracchia, note stonate di una certa “<i>polvere bianca nascosta nelle calze</i>”, e se la ride nello spiegare, minuziosamente, che le calze e la polvere funzionano un po’ come i doni e il carbone nascosti nelle calze, il &nbsp;giorno dell’Epifania. Poi provo ad immaginare alle tante ore decurtate alla musica nei licei musicali per mancanza di un organico che non si vuole organizzare anzitempo, perché i docenti ci sono eccome, come ci sono quelli di arte, piegati al volere di un iniquo “potenziamento”, altra “strategia” di un Ministero della Pubblica Istruzione che li vuole succubi e supplenti in classi disagiate, invece che protagonisti della formazione scolastica; ad una educazione teatrale inesistente come mezzo di formazione, salvo poi pensare a estemporanei progetti, o, nel migliore dei casi, a una costante progettualità che riserva a questa antica e nobile disciplina solo le ore pomeridiane; alle ore di storia e di educazione civica sempre più irrilevanti; alle scienze umane e, tra queste, &nbsp;alla pedagogia, considerata ancora come “ancella”, ai margini di una società dove chiunque la vorrebbe interpretein un mondo dove c’è “<i>fame</i>” di ordine, di essenza, di significato e del suo significante, del gusto, del bello, di un’estetica che parte dall’antica Grecia fino ad arrivare al concetto contemporaneo di arte, a cui le moderne neuroscienze hanno riservato, proprio, un posto di privilegio nell’ambito dell’educazione e della formazione. Penso a tutto questo e mi viene un attimo, ma solo un attimo, di totale sconforto e sbandamento. Infine, nel buio più totale, mi vengono in mente due nomi tra i tanti: <b>Bruno Munari e Maria Montessori</b> (se solo il mondo delle community, prima accennate, sapessero) dove arte e scuola, arte ed educazione, arte e pedagogia si abbracciano, e <b>tiro un sospiro di sollievo </b>e penso che ancora ci possa essere un po’ di speranza in questo mondo ingrato e ottuso. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/AMZUXEpbfPc">https://youtu.be/AMZUXEpbfPc</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Feb 2020 09:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Hai un ANIMALE domestico? Approfitta delle DETRAZIONI fiscali sulle spese veterinarie]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000177"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Le spese veterinarie sostenute dal contribuente per animali domestici, a scopo di compagnia o per la pratica sportiva, sono tra gli oneri detraibili della dichiarazione dei redditi. <b>La detrazione fiscale non spetta</b>, quindi, <b>in tutti quei casi in cui gli animali stessi sono utilizzati nell'ambito di attività commerciali o agricole</b>. Rientrano nelle spese veterinarie detraibili i costi sostenuti per far effettuare prestazioni professionali dal medico veterinario e per l'acquisto di farmaci prescritti.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il requisito fondamentale per accedere alla detrazione è il possesso legale dell'animale, attestante tramite autocertificazione e dimostrabile, in caso di accertamento fiscale, mediante documentazione rilasciata dalla ASL o dal medico veterinario al momento dell'iscrizione dell'animale all'apposita anagrafe, il certificato di adozione o la fattura di acquisto dell'animale.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Per fruire della detrazione del 19% il contribuente deve innanzitutto considerare la franchigia pari ad euro 129,11</b>, al di sotto della quale non spetta alcuna detrazione, ed il tetto massimo di spesa detraibile che per questa tipologia di oneri è, <b>a partire dal 2020</b>, pari ad euro 500,00. Per cui, la detrazione massima è di euro 70,46. Anche per le spese veterinarie, inoltre, <b>a partire dal 1 gennaio 2020</b>, è scattato l'obbligo di pagamento tracciabile.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Le spese veterinarie, per essere considerate ammissibili, devono essere sostenute da un'apposita documentazione fiscale:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">fatture del medico veterinario;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">scontrini parlanti della farmacia;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">esami di laboratorio presso strutture veterinarie.</span></li></ul><div><br></div></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/cane-visita-medica.jpg"  title="" alt="" width="640" height="457" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono esclusi, invece, i farmaci senza prescrizione medica veterinaria, mangimi ed antiparassitari</b>. La detrazione spetta a chi sostiene la spesa, a prescindere dal fatto che sia il proprietario dell'animale o di più animali. Nella dichiarazioni dei redditi è possibile usufruire di agevolazioni per le spese sostenute per i cani guida delle persone non vedenti, i quali possono portare in detrazione dall'<b>Irpef il 19%</b> delle spese sostenute per l'acquisto del cane guida, una sola volta in un periodo di 4 anni. La detrazione è calcolata sull'intero ammontare del costo sostenuto ed è fruibile dal disabile o dal familiare di cui il non vedente è fiscalmente carico. Al contribuente non vedente, possessore di cane guida, spetta, inoltre, una detrazione annua a titolo di spese non documentate, nella misura fissa di euro 516,46. Le due detrazioni sono cumulabili.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/kwJhOlnPP9c">https://youtu.be/kwJhOlnPP9c</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Feb 2020 13:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Indossa le MASCHERE solo a Carnevale: non ASSOMIGLIARE a qualcuno che non sei TU!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000176"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La festività del carnevale, che precede quella della Pasqua, può dare a piccoli e grandi un importante insegnamento, se va oltre il semplice divertimento del mascherarsi o il consueto spargere qua e là allegramente coriandoli e stelle filanti. <b>Indossare abiti che rappresentano altre identità, di personaggi fiabeschi o famosi, coprendosi il viso, allo scopo di non essere riconosciuti, può dare, infatti, consapevolezza di quello che realmente si è. </b>Della propria individualità che, invece, fuori dalla carnascialesca festività, va esibita senza falsità, senza il voler apparire ciò che non si è, poiché l'unicità è una ricchezza umana di grande valore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/falsita-e-apparenza.jpg"  title="" alt="" width="690" height="460" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nessun difetto o carenza vale più dell’autenticità della persona, unica ed irripetibile in questo mondo che, non dimentichiamoci, sicuramente molti pregi possiede.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Unici si nasce, copie si diventa. Educare al carnevale significa educare a distinguere le maschere dai volti, l’apparire dall’essere.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">… E poi … la quaresima sarà riflessione di rinascita del proprio io e coscienza.</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Tutto educativamente può avere senso, se non vissuto passivamente e distrattamente.</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Anche l’annuale e tradizionale mascherata, se induce a far prendere coscienza del proprio sé corporeo e spirituale, tanto da consolidare e difendere nella vita l’orgoglio di assomigliare sempre e solo a se stessi, sarà un’ottima possibilità di affermazione personale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>W il carnevale ...in cui anche lo scherzo di sembrare un altro … vale!</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://Cittadellinfanzia.it " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>. Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra. </span></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/y1YypOI5t-o">https://youtu.be/y1YypOI5t-o</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 09:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Distinguiti SEMPRE! L’originalità è il VESTITO migliore, anche a CARNEVALE ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000175"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nonostante il periodo "burrascoso" dominato dalla parola "virus", decido di dirottare i pensieri riportandovi ad una delle feste più amate dai bambini. Il Carnevale è un periodo amato &nbsp;perché permette loro di vestire i panni dei propri personaggi preferiti e di interpretarli</b>. Il travestimento, il giocare a “<i>far finta di</i>” offrono la possibilità ai bambini di esercitare la fantasia, la creatività e la capacità di immaginazione. Un tempo i costumi utilizzati erano quelli delle maschere italiane più famose, come Arlecchino e Pulcinella. Oggi questo accade raramente, ma credo sia importante che i piccoli conoscano questi personaggi che, dalla Commedia dell’Arte, sono poi passati a identificare le maschere carnevalesche delle varie regioni italiane.In un precedente articolo ho parlato di un romanzo di Rodari, “<b><i>La gondola fantasma</i></b>” (<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?la-gondola-fantasma" rel="search" target="_blank" class="imCssLink">LEGGI ARTICOLO</a>), che ha come protagonisti proprio le più importanti maschere italiane, ma lo stesso Rodari ha dedicato a quest’ultime un racconto in versi intitolato “<b><i>Marionette in libertà</i></b>”: Arlecchino, Pulcinella e Colombina decidono di fuggire dal Gran Teatro di marionette diretto dal terribile e gran bevitore don Ferdinando Malvasia. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/VENEZIA-ORIGINALITa--CARNEVALE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Grazie a una distrazione di quest’ultimo e all’aiuto di un topo che rosicchia i loro fili da marionetta, il piano va in porto e, una volta lasciato il paese di Telodomando, i nostri eroi affrontano diverse peripezie che li faranno separare. Uno alla volta, però, vengono riacciuffati da Malvasia e costretti nuovamente a recitare secondo i suoi ordini. Per fortuna durante lo spettacolo un loro amico merlo, che avevano liberato da una gabbia, li aiuta a scappare lontano da don Ferdinando, perché possano davvero vivere in libertà senza fili sulla testa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questa storia sottolinea il valore della libertà di poter agire</b>, ma soprattutto pensare con la propria testa. I ragazzi di oggi più che mai hanno bisogno di essere educati alla riflessione, al ragionare attraverso un pensiero critico per analizzare ciò che accade nel mondo che li circonda, ecco perché questo racconto, oltre a essere una piacevolissima lettura, è profondamente educativo, come tutte le opere del grande Gianni Rodari che sono in grado di divertire, ma allo stesso tempo di far riflettere chiunque le legga, a prescindere dall’età. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><i><span class="fs12lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5 ff1">Per liberarsi non basta fuggire</span></i></div><div class="imTACenter"><i class="fs16lh1-5 ff1">bisogna insieme costruire</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs16lh1-5 ff1">una terra senza padroni</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs16lh1-5 ff1">né brutti né buoni.</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs16lh1-5 ff1">Una terra felice ed onesta</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs16lh1-5 ff1">dove nessuno ha fili in testa.</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs16lh1-5 ff1">Se questa terra ancora non c’è</i></div><div class="imTACenter"><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>la faremo io e te!”</i></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Ilaria De Marinis</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div><div class="imTACenter"><i class="fs12lh1-5"> </i></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/BE8Ey_0dNN8">https://youtu.be/BE8Ey_0dNN8</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Feb 2020 09:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La SCUOLA ha aule con PESSIME qualità acustiche. Il diritto alla salute di cui nessuno parla]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000174"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In più occasioni ho messo in evidenza quanto una riduzione uditiva possa incidere sulla naturale capacità di ascolto selettivo, ovvero sulla prerogativa dell'orecchio di riconoscere le parole in ambienti rumorosi, molto più che sulla sensazione effettiva di un "ascolto più basso". Questa caratteristica che è la prima a venire meno nelle condizioni di ipoacusia, è anche la più complessa da risolvere in fase di correzione. <b>Tra gli ambienti più critici per chi soffre di deficit uditivo ci sono proprio le aule scolastiche</b>, la cui <b>qualità acustica</b> è il più delle volte <b>inadeguata</b> rispetto alla destinazione d'uso, in quanto <b>elemento evidentemente trascurato nelle progettazioni di molte scuole</b>. <b>Si tratta di una vera e propria barriera architettonica</b> a danno certamente degli studenti ipoacusici, di cui è più facile conoscerne la problematica poiché posta all'attenzione della scuola, ma anche degli insegnanti che, pur avendo un calo di udito, non ne sono ancora a completa conoscenza (ricordo che le perdite uditive in molti casi hanno carattere progressivo per cui necessitano alcuni anni prima di giungere a protesizzazione), oppure continuano ad operare in condizioni ambientali difficili e fonte di ulteriore stress (dannoso per insegnante e studenti). <b>Non dimentichiamo che l'apprendimento è possibile a fronte di una comunicazione verbale efficace, bilaterale aggiungo</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il rumore di fondo che si genera in classe è dato, non solo dalle attività che si svolgono all’interno delle quattro mura, ma spesso anche da sorgenti esterne, quali, ad esempio il traffico stradale, oppure dalle attività svolte negli ambienti adiacenti all'aula (corridoi, classi vicine).</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>A questo bisogna aggiungere il fenomeno del riverbero</b>, o riflessione del suono (tipico dei grandi ambienti), al quale si potrebbe ovviare con specifica trattazione delle volte e delle pareti con materiali fonoassorbenti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/SCUOLA-RUMORE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La sola trattazione delle volte migliorerebbe del 70-80% il fenomeno del riverbero</b>, così come la presenza di alcune tende, potrebbe ridurre il fenomeno succitato. In assenza di ciò resta sempre valido il suggerimento di favorire l'ascolto parlando in maniera scandita e non molto rapida (ma anche di chiedere agli altri di parlare in modo chiaro), così come favorire gli studenti di cui si conosce l'ipoacusia, posizionandoli ai primi banchi e possibilmente di fronte all'insegnante, onde privilegiare la lettura labiale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista - Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/17NuW6NF9uE">https://youtu.be/17NuW6NF9uE</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Feb 2020 09:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“La PET THERAPY? È un’ARCA di Noè in cui ci si salva tutti!”. Un cane, un gatto, un coniglio alla riscossa…]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000173"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, non potete immaginare quanta gioia ed entusiasmo ci siano nel salire a bordo dell’arca della pet-therapy, noi recentemente lo abbiamo fatto con una classe di bambini, tre cani, un gatto ed un coniglio. Abbiamo salpato con le code al vento e attraversato la tempesta delle emozioni… entrando agitati in balia delle diversità, abbiamo imparato a navigare…</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Durante la navigazione Baby Girl ha trasmesso la calma; Tata Joy ci divertiva con i suoi giochi cercando biscottini sotti i bicchieri o nelle tasche dei bimbi; Garcia, il più piccolo dei nostri pelosi dorati, ci contagiava con i suoi sorrisi e le sue buffe posizioni per predisporsi al meglio alle coccole e alle carezze dalle piccole manine dei bimbi. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il gatto rosso ronfava sul davanzale di una finestra e il piccolo Niglio coniglio saltellava approcciando un piccolo percorso ad ostacoli attraversando un tubo, sino a raggiungere una carotina in premio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/niglio-coniglio.jpg"  title="" alt="" width="640" height="429" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ad un certo punto l’arca si è ritrovata a navigare serene sul mare calmo, le nostre emozioni si erano sincronizzate all’unisono sulle stesse onde. Sull'arca della pet-therapy ci si salva tutti insieme. Quando siamo scesi ognuno di noi aveva un carico di benessere che realmente si stenta a raccontare, eravamo tutti ricchi di emozioni positive, avevamo tutti volti sorridenti…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5"><a href="http://robysoscavalli.altervista.org/interventi-assistiti-gli-animali-formazione-degli-operatori-corso-coadiutore-canegattoconiglio/" target="_blank" class="imCssLink">Credit immagine</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/Patrizia Castellano" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/Patrizia Castellano" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Patrizia Castellano</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Equipe PetTherapy- Operatore Pet-Therapy Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PET-THERAPY+E+SOCIALE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale"</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La comunicazione che va “oltre”... &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/g5gzNeP68Rc">https://youtu.be/g5gzNeP68Rc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 13:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il dramma dei COMPITI a CASA. Servono o non servono?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000172"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In questi giorni sui social mi sono imbattuta su un antico ma ancora aperto dibattito: <b>i pro e i contro dei compiti a casa</b>. C’è chi difende a spada tratta i vecchi metodi (pedanti esercitazioni), chi afferma che questi debbano essere al passo con i tempi (uso di app didattiche come Kahoot, quiz…) e chi addirittura sostiene che i compiti andrebbero semplicemente aboliti perché di nessuna utilità per l’apprendimento. E il “<i>problema compiti</i>” viene affrontato da studenti, genitori, insegnanti, istituzioni e pedagogisti.</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Allora, lasciatemi esprimere ad alta voce la mia opinione di insegnante e di madre di due studenti. </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Credo che i compiti a casa presentino dei <b>vantaggi</b> che non andrebbero sottovalutati. Innanzitutto <b>la loro funzione è legata al lavoro che si fa a scuola</b>: gli studenti hanno bisogno di metabolizzare l’argomento affrontato a scuola. <b>Permettono di fare collegamenti</b>, favoriscono l’apertura mentale, stimolano curiosità e attenzione (per esempio con ricerche e approfondimenti), consolidano il metodo di studio attraverso l’uso delle mappe, le sottolineature, gli schemi, le linee del tempo ed evitare così la tendenza ad imparare a memoria. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/scrivere-compiti.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Inoltre, studiare in casa e da soli porta gli studenti ad essere autonomi, organizzando i tempi e i modi del loro svolgimento, imparando anche ad anticiparli. Ovviamente gli studenti devono capire bene qual è il loro fine. Per esempio, leggere a casa tutti i giorni in prima elementare serve ad automatizzare il processo di lettura. Per evitare che gli alunni si disamorino della scuola un bravo docente deve però tener conto di alcuni aspetti molto importanti. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Gli studenti non sono tutti uguali ma unici! Quindi, la soluzione auspicabile sarebbe uno studio il più personalizzato possibile. Così come è fondamentale trovare il giusto equilibrio ed evitare un eccessivo carico di compiti, anche per non precludere tutte quelle attività extrascolastiche che contribuiscono a formare la personalità dello studente. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Se un bambino frequenta il tempo pieno non può tornare a casa e svolgere altri compiti</b>, ma se gli insegnanti distribuiscono i compiti assegnati su una settimana, allora potrebbe essere un'attività utile. È importante anche che i compiti a casa non siano ripetitivi, ma al contrario, interessanti, facili, stimolanti. </span><b class="fs12lh1-5">Voi che ne pensate?</b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/dCtE1Il2EFo">https://youtu.be/dCtE1Il2EFo</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 13:14:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?il-dramma-dei-compiti-a-casa--servono-o-non-servono-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ANSIA da PAGELLA scolastica. Non esistono figli e studenti perfetti e un voto NON è capacità]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016E"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In questi giorni sembra si stia diffondendo una strana
sindrome in tutti i genitori, parenti o amici, con figli in età scolare: <b>l’ansia delle pagelle</b>! Mi sembra che
colpisca anche quelli - le mamme in particolare - che dovrebbero essere immuni,
perché affiancano quotidianamente i loro figli nello svolgimento dei compiti a
casa e presumono di conoscerne perfettamente il rendimento scolastico. </span></div><div><b class="fs12lh1-5">Perché
allora tanta ansia? Quante e quali aspettative da parte dei genitori? </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutti noi genitori desideriamo il meglio per i nostri
figli, ma le basi per offrire loro un futuro sereno non possiamo costruirle nel
presente soltanto sui risultati scolastici, altrimenti, il desiderio che la
propria progenie abbia una vita piena di successi, rischia di trasformarsi in
aspettative che restano disattese. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un figlio non può portare a compimento i progetti che i
genitori non hanno realizzato, o completato, &nbsp;semplicemente perché è una persona <i>altra</i>, diversa da loro. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Se siamo stati studenti modello ci aspettiamo che nostro
figlio faccia altrettanto come se attitudini, motivazioni, oltre che abilità,
fossero ereditabili tout court. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Noi adulti per primi siamo incapaci di accettare l’insuccesso
dei nostri figli considerandolo un fallimento, pur sapendo per esperienza di
vita che, come dice un vecchio e saggio proverbio,<i>“sbagliando si impara”</i>, e anche noi certamente abbiamo tratto degli
insegnamenti dagli errori commessi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/pagelle-stress-scuola.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /></div><div><span class="fs12lh1-5">Cadiamo in errore se usiamo il voto come misura delle nostre
capacità genitoriali aderendo alla logica per cui <i>“se i voti sono positivi sono un bravo genitore; in caso contrario ho
sbagliato in toto”</i>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non
esistono figli e studenti perfetti</b>, così come non esistono
genitori ideali. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ogni bambino e ogni ragazzo ha proprie capacità, inclinazioni
e sogni nel cassetto il cui valore
non può essere sintetizzabile con un numero, quello di un voto! </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il momento
della consegna delle pagelle non deve trasformarsi per i ragazzi in una
sentenza inappellabile, perché genera senso di colpa e frustrazione e inficia
irreversibilmente l’immagine di sé. Paradossalmente si rischia di instaurare
proprio quel circolo vizioso che si vorrebbe evitare: <b>quando ai voti negativi conseguono delle punizioni i ragazzi spesso si
demotivano e rinunciano completamente a studiare</b> pensando che quello che
fanno non vada mai bene e non sia mai sufficiente. Il brutto voto è soltanto la
punta dell’iceberg sotto il quale ci sono le difficoltà che quotidianamente i
ragazzi affrontano in alcune discipline e con degli insegnanti e rispetto alle
quali possono avvertire totale indifferenza da parte dei genitori.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Le
pagelle non sono un punto di arrivo, un traguardo</b>, bensì
un punto di partenza dal quale chiedersi cosa, di più profondo, attraverso quei
numeri, i nostri figli vogliono dirci. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa
Anna Moscatelli</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa
e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate
a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La
mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;</span></div></blockquote>





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</div><a href="https://youtu.be/uxN2FbSTP1s">https://youtu.be/uxN2FbSTP1s</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 09:41:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?ansia-da-pagella-scolastica--non-esistono-figli-e-studenti-perfetti-e-un-voto-non-e-capacita</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SANREMO: Festival della VOLGARITÀ e degli ORRORI! Musica, dove sei? ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016D"><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">É domenica pomeriggio, ed accendo la tv. Su Rai Uno vedo esibirsi i cantanti reduci dal festival di Sanremo, da poche ore conclusosi, e giornalisti e critici musicali pronti a porre loro domande. Mi incuriosisce l’intervento del presidente del suddetto canale: le sue parole suscitano in me disdegno e tanta tristezza per il futuro della musica.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">"Abbiamo voluto riunire davanti allo schermo </span><span class="cf1"><b>tutta la famiglia</b></span><span class="cf1">. Portare sul palco sia la musica degli adulti che quella dei giovani, così il nostro settantesimo festival è stato un successo".</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questo lui dichiara con orgoglioso vanto</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Bambini e ragazzi, dunque, a suo parere, e non solo purtroppo, meriterebbero ed amerebbero un tipo di musica trasgressiva e diseducativa, proposta da chi, <b>col nome di un armatore</b>, disarma tutti con travestimenti e testi di canzoni privi di gusto e pudore, ma ottiene consensi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/sanremo-2020-achille-lauro.jpg"  title="" alt="" width="698" height="389" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non dagli educatori, però, che non possono che provare, come me, rabbia, delusione e preoccupazione per il futuro della musica e per la formazione dei giovani.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Mi dispiace, caro presidente della prima rete nazionale, ma non posso far tacere la mia coscienza, non offuscata da falsi valori ed utilitaristici scopi.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Mi dissocio completamente da lei</b> e da tutti i sostenitori di vergognose esibizioni canore che offendono e minacciano l’educazione musicale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quale poesia? Quale eleganza? Quale profondità d’animo in queste volgari farse? </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div><span class="fs8lh1-5"><a href="https://music.fanpage.it/achille-lauro-e-il-vincitore-morale-del-festival-di-sanremo-2020/" target="_blank" class="imCssLink">Credit Immagine1</a></span></div><div><span class="fs8lh1-5"><a href="https://www.termometropolitico.it/1502495_achille-lauro-sanremo-2020-vestito.html" target="_blank" class="imCssLink">Credit Immagine2</a></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "DIDATTICA E DINTORNI</a>". Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/GPs1cYvzo6w">https://youtu.be/GPs1cYvzo6w</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 13:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I DISABILI possono fare YOGA? Sì, ed è bellissmo! Provare per credere]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016C"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Sappiamo tutti ormai, anche grazie a <b>Città dell'infanzia</b>, gli <b>enormi benefici per la salute mentale e fisica dello yoga</b>, ma mai avrei pensato che, <b>grazie allo yoga</b>, le persone con lesioni spinali o con problemi di mobilità, come me, <b>possono muovere la colonna vertebrale in tutte le direzioni</b>, flettendola, stirandola e facendola ruotare, aiutando a rafforzare l'asse centrale del corpo.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Quando si pratica yoga, inoltre, i miei nervi sono distesi e questo aiuta a superare con maggior forza anche le giornate più difficili, sia dal punto di vista fisico che emotivo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Esistono ovviamente tante pose di yoga</b> che noi diversamente abili possiamo adottare e molte delle quali anche da seduti. Di ciò, però, vi parleranno gli esperti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/disabilita-yoga-possibilita.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Io, per ora, condivido con voi la mia nuova passione per questa disciplina. Vi consiglio di provarla!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.W3WwnugzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Esploratore di vita</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità"...</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Parole e pensieri che raccontano la vita</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/MlcGGu3m2lc">https://youtu.be/MlcGGu3m2lc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 13:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[E’ la paura di SBAGLIARE che ti porta a sbagliare. Come affronti le tue paure?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016B"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><i>Dal Libro Rosso – Capitolo II – Parte Prima</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Viaggio dimensionale iniziato con la presa di coscienza dello stato di schiavitù del corpo (la prigione di carne), prosegue verso l’origine della Paura. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Esistono tanti modi per imparare, per progredire e per avere successo. Mentre sei qui, in questa prigione, tu verrai guidato verso la tua purificazione e libertà. Il tuo viaggio inizia tra queste fiamme, le fiamme del terrore. La paura muove la tua mente: Hai “amato” per paura di restare solo, hai lavorato per paura di diventare povero, hai preso cura del tuo corpo per paura delle malattie, hai fatto la brava persona per paura di un possibile inferno o ripercussione ed hai sbagliato per paura di sbagliare.&gt;&gt;</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La paura è un potente motore come può anche essere un forte inibitore. Si può generalizzare il tutto affermando che molte delle nostre azioni (o non azioni) sono spinte dalla Paura. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;La paura ha deciso per te. Molti prendono decisioni in compagnia della paura. Se non ci fosse la paura come sarebbe il mondo? E come sarebbe la tua vita? </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">La paura è necessaria per mantenere l’ordine, senza paura ci sarebbe il caos, e voi non siete pronti ad autogestirvi. La paura vi tiene a cuccia. </i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Guarda il mondo in cui stai vivendo ed in cui hai vissuto: democrazie, governi liberali, libertà di culto ecc … eppure quale è stato il risultato? Caos, violenza, guerre, egoismo, brama di potere e di ricchezza! Ora capisci perché il mondo non è pronto per la Libertà&gt;&gt;</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La paura, come tutte le cose manifeste del creato, è bipolare. Può essere di energia positiva (+) quando attiva il soggetto o può essere di energia negativa (-) quando blocca il soggetto. La condizione di Comprensione della Paura è lo stato Neutro (N). La condizione di Neutralità è la più difficile da ottenere perché è costantemente pressata da un lato dall’energia Positiva e dall’altra dall’energia Negativa. Essere in condizione Neutra è un po’ come camminare su un filo, occorre una buona conoscenza della legge dell’equilibrio (che sarà esaminata nel libro Verde). <b><i>&lt;&lt;La coscienza dei tuoi simili è limitata all’individuo e non alla comunità, quindi si tratta di coscienza individuale. La coscienza individuale porta all’egoismo e alle divisioni. Solo quando la coscienza si sposterà ad un livello collettivo, il mondo risplenderà con tutte le sue “razze”.&gt;&gt;</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il livello di coscienza è bipolare anch’esso. Chi incentra troppo l’attenzione su se stesso è di energia Positiva (+) e vive con l’idea che tutto il resto sia separato dalla sua persona. Chi incentra troppo l’attenzione sugli altri è di energia Negativa (-) e vive con l’idea che la sua persona sia inutile al mondo mentre gli altri lo sono. La coscienza collettiva è una condizione Neutra (N) che prevede sia la consapevolezza di essere un individuo separato ma allo stesso tempo unito ad una collettività. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/la-paura-e-condizione-dell-essere-umano.jpg"  title="" alt="" width="677" height="451" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Possiamo paragonare la coscienza individuale a un ladro che cerca di arraffare tutto senza preoccuparsi di ciò che sta sottraendo agli altri. La coscienza esterna (incentrata sugli altri) assomiglia a una persona eccessivamente prodiga che non si preoccupa di quanto sta dando agli altri a scapito della loro crescita (nutrire troppo qualcosa, uccide quella cosa). La coscienza collettiva, se proprio vogliamo banalizzare il concetto, è simile a un operario che lavora per il bene proprio (mettendo a frutto le proprie competenze) e per il bene dell’azienda (aumentando la qualità della produzione). </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Veniamo a noi. Tu sei qui a sentire la mia voce perché hai scontato molti dolori e molti castighi, dunque puoi vedere e sentire al di là di ciò che sembra. Camminerai tra le fiamme del terrore e finalmente vedrai la paura ed imparerai a riconoscerla. Lei non è un nemico, come ti ho già spiegato, è soltanto una condizione.&gt;&gt;</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Dolore dissipa la confusione causata dalle illusioni e permette di fare chiarezza, a quel punto gli occhi iniziano a vedere e le orecchie a sentire. La Paura è una condizione, una forza che muove o arresta. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Inizia a camminare e osserva le cose più terrificanti vorticare tra le fiamme: Solitudine, Malattia, Abbandono, Umiliazione, Impotenza, Sofferenza, Orrore, Violenza, “Ingiustizia”, Pericolo, Schiavitù, Silenzio e Infinito Vuoto Cosmico. Riesci ad accettare tutto questo? Riesci a comprenderlo? Riesci a non essere posseduto dal tuo istinto di giudicare e condannare senza riflettere sulle cose?&gt;&gt;</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">È molto importante raggiungere questo stato di Non Giudizio e Non Condanna. Questi altri due prodotti sono il figlio del matrimonio tra “Ignoranza” e “Paura”. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;La tua piccola mente non può comprendere il Mistero dell’infinito, ma se riuscirai a lasciare a Noi la tua paura, allora Tu sarai un nuovo essere. Ogni qual volta che temi qualcosa, sappi che quel tuo terrore è indotto da Noi per guidarti verso una direzione, per farti reagire poiché sei sordo e cieco. A mano che i tuoi occhi e le tue orecchie si apriranno, tu avrai sempre meno paure.&gt;&gt;</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XhB6M0dKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><i></i></span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/hVCMVfuVces">https://youtu.be/hVCMVfuVces</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 14:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lotta al CANCRO: il futuro è nelle mani della Medicina CELLULARE. La SALUTE è in primis PREVENZIONE!]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Armando Gisotti]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000016A"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Nonostante i notevoli progressi farmacologici, tecnologici e chirurgici il cancro rimane ancora una delle principali cause di mortalità. Lo screening riesce spesso ad identificare in fase precoce alcuni tipi di neoplasie (prostata, mammella, colon, etc…), tuttavia molte altre vengono identificate in fase avanzata quando gli attuali mezzi a disposizione, come chemioterapia e radioterapia, riescono solo a rallentarne l'evoluzione con importanti effetti collaterali che <b>debilitano il sistema immunitario del paziente compromettendone la qualità di vita residua</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Dal punto di vista fisiopatologico la cellula tumorale è una cellula &lt;&lt; impazzita &gt;&gt; che sfugge al controllo del sistema immunitario e riesce a propagarsi, tramite la via sanguigna o linfatica , agli altri organi compromettendone il corretto funzionamento. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo meccanismo si chiama &lt;&lt;<b>metastatizzazione</b>&gt;&gt;: tanto più rapido è il processo di metastatizzazione tanto più breve sarà l’aspettativa di vita del malato. <b>La Medicina Cellulare fondata dal Dr. Matthias Rath ha dimostrato</b>, in vivo e in vitro, <b>come avviene tale processo</b>: le cellule impazzite secernono in grande quantità una varietà di enzimi chiamati <i>elastasi </i>e <i>collagenasi, </i>ovvero <b>enzimi capaci di tagliare le fibre elastiche del tessuto connettivo</b> permettendo alle cellula tumorali di propagarsi a distanza e attaccare gli altri tessuti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/MOLECOLA--SALUTE-LABORATORIO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="359" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Diversi lavori pubblicati <b>dall’Istituto di Ricerca del Dr. Rath</b> su prestigiose riviste scientifiche hanno dimostrato che <b>una specifica combinazione di micronutrienti ad alto dosaggio</b> (Vitamina C, Lisina, Prolina, Estratti del Tè verde) permette, da una parte di disattivare questa tipologia di enzimi impedendo alle cellule cancerose di propagarsi e, dall'altra, <b>di rinforzare il tessuto connettivo in maniera tale da</b>&lt;&lt;<b>incarcerare</b>&gt;&gt;<b>la cellula neoplastica sottraendole gli elementi necessari alla sua sopravvivenza</b>. Questa scoperta rafforza ulteriormente il ruolo della <b>Nutraceutica</b>, ovvero quella <b>branca scientifica che mira a prevenire e a curare le patologie tramite una corretta alimentazione </b>e <b>l'utilizzo di specifiche sinergie di micronutrienti</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/combattere-le-malattie-con-la-medicina-cellulare.html#.Wr-E-4hubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Armando Gisotti</a> </b><b>- </b>Medico Chirurgo Specializzato in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore Ozonoterapeuta e Esperto di Medicina Cellulare</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-E44hubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Salute e Benessere"</a> . La salute NON può essere un’opzione.</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/1EZGnHfpcbM">https://youtu.be/1EZGnHfpcbM</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 15:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Dicono che sono ribelle, ma io sono solo un ADOLESCENTE...". Se non comprendi tuo figlio, chiedi AIUTO!]]></title>
			<author><![CDATA[Mary Di Gioia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000169"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><i>“Sono ribelle agli occhi di mia madre. Ma io sono semplicemente un adolescente con i suoi pensieri, con occhi che guardano il mondo diversamente dagli adulti, catapultato in un emblema surreale chiamato realtà. Chi è fuori dagli stereotipi è giudicato diverso. Poi… mi domando… cosa significa essere diverso? Il cambiamento ormonale non aiuta: ti vedi brutto, il viso pieno di brufoli, l’autostima a livelli pessimi, alcuni coetanei non riconoscono più il loro corpo e iniziano guerre vere e proprie con il cibo… La tempesta ormonale è continuamente in atto, ti senti in sfida con tutti: compagni, insegnanti, genitori… e le parole, non proprio d’amore, nutrono d’aggressività i rapporti con tutti coloro che da noi si aspetterebbero altro. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><b>Il proibito è in agguato</b>: la prima sigaretta, il primo drink, il fidanzato e la fidanzata, il primo bacio e le innumerevoli domande sul sesso… Ed io mi sente perennemente confuso ed incompreso…”</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La vita con un adolescente non è facile</b>, il ruolo del genitore in questa società è duro e complicato: mille sono le domande e <b>nessuna risposta è valida a carattere generale</b>. &nbsp;&nbsp;</span></div><hr><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Non esiste genitore migliore o peggiore, ogni genitore, questo è certo, vuole il bene per il proprio figlio, vorrebbe preservargli le sconfitte e le cadute, ma questo è impossibile; vorrebbe essere presente sempre nel momento del bisogno, aiutarlo a rialzarsi e ad affrontare qualsiasi avversità.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ogni genitore desidera per il proprio figlio la scoperta meravigliosa della vita</b>, ma tale sentimento viaggia costantemente in parallelo con la paura che egli esplori nuovi preoccupanti orizzonti… </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/RAGAZZO-SOLITUDINE-ADOLESCENZA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Essere genitore è una materia in continuo aggiornamento, che nessuna scuola insegna e che si sperimenta sul campo, tentando, sbagliando, migliorando, provando instancabilmente sempre nuove strategie e rivolgendosi, perché no, anche agli esperti del settore che sicuramente potranno condurre verso vie che da soli nessuno avrebbe intrapreso e considerato. Farsi aiutare molto spesso è la via migliore per imparare a rendersi consapevoli, anche come genitori. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-dislessia.html#.Xe4i6-hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mary Di Gioia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Donna, mamma, guerriera della vita </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore…</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/Ur769677H9U">https://youtu.be/Ur769677H9U</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 12:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“I miei alunni? Sono FIORI meravigliosi che ogni giorno ho l’ONORE di veder SBOCCIARE!”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Arianna Sinisi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000168"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>A Natale ho ricevuto una splendida pianta di orchidea</b>: non ne avevo mai posseduta una e, fin da subito, ho cercato un posto dove poter sistemare questa meraviglia. È iniziata la raccolta di tutte le informazioni che potessero aiutarmi ad averne cura nel miglior modo possibile: quale dovesse essere la quantità di acqua necessaria, l'esposizione alla luce e alle fonti di calore e, infine, la misura del vaso. </span><b class="fs12lh1-5">Dopo due settimane ho iniziato ad intravedere il risultato di tante cure</b><span class="fs12lh1-5">: eccolo il mio primo bocciolo, pronto a fiorire. </span><span class="fs12lh1-5">Quale emozione nel vederlo!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non avete sbagliato rubrica</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">È sempre una maestra quella che vi scrive e non mi occupo di botanica, ma è stato proprio osservando quel piccolo fiore che è nata la riflessione di oggi, da condividere con voi.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In quel bocciolo che sta fiorendo ho rivisto, infatti, ogni mio piccolo alunno. Ho ripensato a tutte le azioni che, proprio come farebbe un bravo giardiniere, noi docenti mettiamo in campo, perché a fiorire sia il loro talento.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ogni giorno osserviamo i nostri alunni e verifichiamo con cura l'efficacia del nostro intervento educativo, ricorrendo a tutte le nostre conoscenze ed esperienze, cerchiamo di proporre un percorso che possa aiutarli a far emergere il loro potenziale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/insegnare-bellezza-cura.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Quello che vedremo, se sapremo attendere senza avere fretta, sarà una meravigliosa fioritura, nella quale nessun fiore sarà paragonabile ad un altro: ogni corolla del nostro meraviglioso giardino avrà il suo profumo, si presenterà con un colore unico e con delle sfumature rare e diverse, a volte a noi sconosciute, che ci lasceranno sorprese e senza parole. E se tra tutti i nostri piccoli boccioli, dovesse esserci qualcuno con una<b> fioritura tardiva e timorosa</b>, nessuna paura: basterà continuare ad "<i>averne cura</i>". Solo in questo modo ciascun bambino, forte del nostro appoggio, non avrà timore di mostrare l'unicità del suo talento in tutto il suo splendore!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----sinisi---didattica---.html#.Xfs-vxt7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----sinisi---didattica---.html#.Xfs-vxt7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Arianna Sinisi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.cittadellinfanzia.it', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimentiper scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/eHkjaGvfwDQ">https://youtu.be/eHkjaGvfwDQ</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 13:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Diciamolo una volta per tutte: Il FREDDO NON fa AMMALARE i bambini. Uscite!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000167"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In inverno si ritiene che sia meglio non far uscire i bambini per evitare che si ammalino e, quindi, ogni spiffero d’aria fredda viene visto come un pericolo, perché potrebbe compromettente la salute di adulti e soprattutto bambini. In realtà, <b>la vita all’aria aperta</b> – anche d’inverno - <b>è importante</b>, <b>nonché sana per i nostri bambini</b>. L’aria esterna è sicuramente meno carica di virus e batteri, rispetto ad ambienti interni, che possano contagiare le vie respiratorie.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Le malattie invernali sono per lo più di natura infettiva. Sia i virus che i batteri proliferano al caldo, soprattutto nelle case dove si resta al chiuso con il riscaldamento acceso sempre, che tra l’altro crea un’aria secca che prosciuga le mucose che rivestono le prime vie respiratorie che costituiscono le nostre prime barriere contro i germi. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dobbiamo tener presente che i bambini d’inverno possono ammalarsi</b> e ciò è quasi normale, perché <b>il loro sistema immunitario è ancora in fase di sviluppo</b> e <b>deve essere stimolato per poter rinforzarsi adeguatamente</b>. Non teniamo i nostri bimbi chiusi in casa per timore che possano prendere un raffreddore, ma usciamo con loro nelle ore con maggior luce solare. <b>La cura migliore dell’aria aperta proviene dal sole</b>, che costituisce un disinfettante naturale visto che <b>i suoi raggi uccidono</b> o limitano la crescita e la proliferazione di germi e virus ed è anche il sistema migliore per fissare la <b>vitamna D</b>, importante sia nel metabolismo del calcio, che nella prevenzione delle infezioni. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">I bambini che praticano sport all’aria aperta anche d’inverno si ammalano di meno. Dobbiamo proteggerli dal freddo vestendoli a strati, possibilmente evitando che abbiano troppo caldo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Anche ai neonati fa bene uscire d’inverno</b>, sempre con l’accortezza che siano coperti in modo adeguato per evitare la <i>termodispersione</i>, visto che hanno una minore capacità di termoregolazione. <b>La testa va sempre coperta perché è la zona del corpo che più regola tutta la temperatura del bambino</b>. <b>Per i più grandi è importante tenere al caldo i piedi con calzini di lana e scarpe impermeabili</b>. È consigliabile acquistare capi in fibra naturale che aiutino la traspirazione della pelle. Non dobbiamo esagerare nel vestire i bambini, in modo tale che imparino ad affrontare le variazioni termiche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/salute-bambini-freddo.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">In ambulatorio dico spesso ai genitori che i detti dei nonni hanno quasi sempre ragione , ma per quanto riguarda il colpo d’aria, solo in parte e non come lo intendiamo noi. </b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il colpo d’aria può causare contratture muscolari e dolore conseguente</b>, nel caso in cui i muscoli caldi subiscano un raffreddamento troppo rapidamente. Le teorie del colpo d’aria sono nate dalla necessità di poter spiegare tutto ciò che non siamo in grado di comprendere a fondo o di cui non conosciamo la causa. Le perfrigerazioni delle vie aeree facilitano le infiammazioni del tratto respiratorio che espongono con maggior facilità gli eventi infettivi microbici. Ben altro è il colpo d’aria. Respirare con la bocca aperta, cosa frequente nei bambini, costituisce una delle cause. Come pediatra, lavorando in mezzo ai bambini che mi tossiscono praticamente in faccia dovrei essere sempre ammalata, ma non è cosi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Basta seguire alcune regole per evitare di ammalarsi spesso, come quello di respirare con la bocca chiusa e lavarsi spesso le mani evitando</b>, così, <b>che possano proliferare virus e batteri</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Allora d’inverno: evitiamo luoghi chiusi e affollati, facciamo scorrazzare di più i bambini fuori, anche con temperature rigide ed apriamo di più le finestre. <b>Scegliamo un luogo lontano dal traffico e facciamo più gite fuoriporta nel fine settimana</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di Famiglia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione </span></div></blockquote> &nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/BArouFXjasc">https://youtu.be/BArouFXjasc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Jan 2020 12:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Impara ad essere ottimista. Piangersi addosso non è VITA. SORRIDI!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000166"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, ben ritrovati nel nuovo anno in cui ci accingiamo a vivere con nuovi propositi. Riflettevo in questi giorni sulla forza dei nostri pensieri... <b>I pensieri</b>, infatti, <b>producono energia e determinano un cambiamento anche nel nostro aspetto esteriore</b>, oltre che interiore. Se, infatti, siamo tristi e facciamo pensieri negativi, i nostri occhi diventano spenti e la fronte corrugata. Se, invece, facciamo pensieri positivi allora noteremo il nostro volto più luminoso, lo sguardo più sorridente, le spalle più aperte ed una migliore postura... ci sentiremo sicuri di noi stessi e padroni del mondo mentre camminiamo per la città. Dunque <b>la luce interiore immediatamente si riflette all’esterno ed è percepita dagli altri</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">I pensieri positivi sono in grado di trasformare l’energia positiva in realtà, aiutando a sentirsi più felici e produttivi, più oblativi, più liberi. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Con una mente positiva è più facile vedere la conclusione ottimale di ogni problema</b>, di ogni situazione. Quindi i pensieri positivi ed il sorriso aiutano a vivere meglio, a rendere la vita più leggera, apportando maggiore felicità e salute, soprattutto nei momenti di tristezza nei quali la capacità di non lasciarsi andare al pessimismo e ai pensieri negativi aiuta ad intravedere la luce in fondo al buio. Spesso <b>dietro ad un sorriso si nasconde tristezza legata a varie motivazioni</b>, dunque <b>è proprio in questi momenti che trovare un motivo o un’occasione per sorridere aiuta a rilassarsi</b>, ad abbassare lo stress, l’ansia e, di conseguenza, <b>a mantenere in buono stato il proprio sistema immunitario</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/essere-positivi-ottimismo-formazione.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Una mente positiva ed un viso sorridente aiutano ad essere più attivi, più creativi, ricchi di idee ed ispirazioni, aiutano a socializzare meglio, a spegnere il lato oscuro di certe situazioni per accenderne la speranza, ad acquisire, perché no, una maggiore capacità seduttiva, dal momento che un volto ed un atteggiamento triste e serioso sono meno attraenti rispetto ad un viso che sa sorridere in modo sincero e che, per questo, è provvisto di un fascino ed una bellezza che vanno oltre l’aspetto fisico. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dunque <b>il segreto per vivere meglio e più leggeri è quello di concentrarsi sui pensieri positivi e sul potere del sorriso che è un’arma vincente anche quando si vivono situazioni ostili e momenti meno belli</b>, anzi, proprio in questi momenti, dev’essere il punto di forza. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il senso dell’umorismo è fondamentale per non prendere se stessi e la vita troppo sul serio. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ciò che fa la differenza è l’atteggiamento con il quale affrontiamo la vita</b>. Questo significa <b>essere capaci di resilienza e sorridere alla vita e al futuro con ottimismo</b> e speranza, con allegria e positività, in quanto è certo che <b>la positività porta positività</b>, mentre la negatività porta negatività. Ecco come alcuni grandi personaggi ci ricordano il potere del sorriso e della positività:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs18lh1-5 ff1"><i>“Se fai un sorriso le parole non servono; se regali un sorriso, arrivi dritto al cuore, spalanchi le porte del tuo essere per incontrare chi hai di fronte a te. Sorridere, l’arma più potente in un mondo di persone tristi”. </i></span></div><div><span class="fs18lh1-5 ff1">(S. Littleword)<i>“Credo fermamente che il sorriso sia l'accessorio più bello che una donna possa indossare”. </i>(Audrey Hepburn)<i>“Un giorno senza sorriso è un giorno perso”. </i>(Charlie Chaplin)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it/" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di "Apprendimento e Relazioni". </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/j2B4S3HSfEc">https://youtu.be/j2B4S3HSfEc</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 13:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Non posso TOGLIERE il CIUCCIO a mio FIGLIO, ha solo 3 anni …”.  Basta con i consigli della nonna! ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000165"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Spesso sento dire dai genitori “<i>mio figlio è troppo piccolo per abbandonare il ciuccio, ha solo tre anni</i>” oppure “</span><i><span class="fs12lh1-5">ha quattro anni ma beve d</span><span class="fs12lh1-5">al biberon perché se glielo tolgo mi lascia il latte</span></i><span class="fs12lh1-5">”. Ho pensato di scrivere questo articolo perché da logopedista ogni giorno accompagno i genitori e le famiglie nel prevenire e combattere gli effetti negativi dei vizi orali protratti nel tempo dai bambini (tra cui l’uso del biberon, ciuccio, la suzione del pollice o del labbro).</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Essere informati è importante, soprattutto quando con piccole azioni si possono prevenire disagi estetici e strutturali.</span></i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Perché il neonato ha bisogno del ciuccio? Perché a volte è difficile limitarne l’utilizzo?</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Il succhietto tranquillizza, genera piacere, diventa un sostituto alla presenza della mamma e soprattutto ricorda il nutriente e delizioso atto dell’allattamento. Tuttavia, studi dimostrano che <b>un bambino che ha utilizzato il ciuccio ha 2,5 volte più probabilità di sviluppare una malocclusione</b>; <b>se succhia il pollice, invece, ha 3,6 volte più probabilità di sviluppare un overjet</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In alcuni paesi del mondo, come l’Africa, dove il ciuccio non è entrato nelle abitudini familiari, l’incidenza delle malocclusioni e delle abitudini viziate, in età compresa tra i tre e i sei anni, è prossima allo zero.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma voglio essere chiara: <b><u>non è l’abitudine in sé a rappresentare un rischio per il bambino, bensì l’utilizzo eccessivamente frequente e/o prolungato nel tempo.</u></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutti i vizi della suzione hanno una funzione transazionale. Per questo motivo non vanno demonizzati in assoluto, anzi: sotto alcuni aspetti e nei giusti tempi hanno anche degli aspetti positivi. È però importante sapere che il ciuccio va proposto al bambino solo dopo che l’allattamento al seno è ben avviato, pena il rischio di una riduzione della frequenza di un allattamento naturale, che può sfociare nel suo abbandono. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ciuccio-bebe.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><div><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">Il ciuccio può quindi essere utilizzato di tanto in tanto, e in ogni caso eliminato gradualmente a partire dai due anni, per essere completamente <u>abbandonato entro i tre anni </u>di vita. </b><span class="fs12lh1-5">L’uso dovrebbe limitarsi al momento dell’addormentamento e tolto durante il sonno notturno o a particolari momenti di disagio del piccolo. </span><b class="fs12lh1-5">Il bambino che utilizza il ciuccio oltre i ventiquattro mesi corre un maggior rischio di automatizzare la deglutizione infantile e questo comporterà ripercussioni sulla postura della lingua e sul sorriso</b><span class="fs12lh1-5">. Comprendendo e conoscendo queste dinamiche si può scegliere in modo più consapevole il bene del vostro bambino e trovare la giusta determinazione per agire. Torneremo a parlare di abitudini viziate nel prossimo articolo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WlUaoKjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Logopedista Specializzata in Disturbi dell’Apprendimento</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://http/www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WlUaoKjibIU" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde.php#.W8hliWgzbIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla Logopedista... </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per comprendere oltre le parole</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><pre><br></pre></div></blockquote><div><b></b></div></div></div><a href="https://youtu.be/8Fphc64A0dY">https://youtu.be/8Fphc64A0dY</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 17:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vai a TEATRO e dai forma alla tua FANTASIA! ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000164"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Gianni Rodari e il celeberrimo scrittore per l’infanzia è il tema che ricorrerà, di frequente, nei miei articoli, anche e soprattutto per parlarvi di teatro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sì, perché quando si chiama in causa Rodari, non si può non tener conto della vasta <b>letteratura teatrale per l’infanzia</b> di cui egli stesso ne è stato l’autore. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tempo fa, in un mio articolo, per introdurre lo stretto parallelismo esistente tra fiaba e teatro, citai una nota fiaba di Andersen, “Il vestito nuovo dell’Imperatore”, e la sua trasformazione in testo teatrale ad opera, proprio<b>,</b> di Rodari. Per quanto si stesse parlando della stessa fiaba, testo narrativo e testo teatrale, però, non sono la stessa cosa. Si tratta di due scritture differenti e di due letture, che si riconoscono, certo, l’una nell’altra, ma sono completamente diverse.</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Cosa rende un testo teatrale unico nel suo genere? </b><span class="fs12lh1-5">Se volessimo rispondere a questa domanda con una sola parola, sceglieremo, tra le tante, sicuramente, questa: </span><b class="fs12lh1-5">AZIONE</b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">I personaggi a teatro raccontano non solo con le parole, ma anche e soprattutto con il &nbsp;corpo e con la voce. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>I personaggi a teatro si possono vedere</b>, sono lì davanti ai nostri occhi e non sono immaginati come possano esserlo quelli di un racconto ascoltato o letto: si veda la preponderanza di un altro elemento, essenziale, perché un testo teatrale esista: i dialoghi. <b>La narrazione sta tutta sulla scena</b> e in tutto quello che i vari personaggi possano trasmettere attraverso le relazioni che si intessono, man mano, tra di loro, il cosiddetto “rapporto” e nella “motivazione”, quel “perché”, che, come filo invisibile, è sotteso per l’intera durata del dramma. Tornando alla fiaba di Andersen e a quella teatrale di Rodari, voglio porre l’attenzione sul <b>modo in cui un racconto viene reso sulla scena</b>. Il protagonista è un imperatore, il cui punto debole è la sua vanità e la passione nel vestirsi, sempre, con gli abiti più sontuosi ed eleganti che possano esserci. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/teatro-letteratura.jpg"  title="" alt="" width="640" height="428" /><div><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">La prima domanda che ci si pone a teatro è questa: in che modo possa comportarsi un imperatore vanitoso?</b></div><div><span class="fs12lh1-5">La vanità è la caratteristica che lo definisce, più di tutte, e sulla scena sono i suoi movimenti, il suo &nbsp;modo di guardare, il suo tono di voce, il suo incedere ecc… a dover trasmettere allo spettatore il senso del racconto e il motivo stesso per il quale l’autore ha sentito la necessità di scriverlo. </span></div><div><hr></div><div></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La differenza risiede tutta qui: un testo teatrale, per quanto possa essere letto, deve essere, necessariamente, drammatizzato, perché di esso se ne possa apprezzare l’essenza, e la sua essenza consiste nel suo “farsi”svolgimento reale, dove palpiti, emozioni, pathos devono essere “visti”.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutto concorre a questo “farsi”: <b>personaggi che si muovono, scenografia, musiche, pause rese attraverso un movimento </b>che, all’improvviso, si stoppa, un cambio di luci, il buio in sala, da un cambio di scena e di scenografia. <b>Formidabile è la tessitura del vestito invisibile</b>, confezionato con aghi e filo invisibile, su telai invisibili dai sarti truffatori: e qui ci si potrebbe divertire nel rappresentarla, dove l’abilità consiste nel far parlare quello che non c’è e non esiste. Non sembra anche a voi che il Teatro stia tutto qui? Esso è quel gioco di “finzione” che, in modo mirabile, si fa e diventa reale sotto gli occhi di tutti e la fiaba di Andersen fornisce un valido pretesto che Gianni Rodari, nella sua trasposizione, ha ricreato in modo formidabile e che la mano di un regista, potrebbe rendere ancora di più.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/7kIBrvDlpIU">https://youtu.be/7kIBrvDlpIU</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 13:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[FIGLI che PICCHIANO i genitori. Che cosa sta succedendo?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Adelaide Ramundo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000163"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Sono i figli dell’assenza di pilastri educativi, sono i figli del conflitto della disgregazione familiare e sociale: sono gli adolescenti inclini alla violenza, alla violenza verbale, relazionale, alla violenza fisica. L'ambiente in cui essi crescono e si muovono non sempre è in grado di rispondere in maniera efficace alle loro richieste, questo provoca un <b>deficit nel riconoscimento e nella regolazione delle emozioni in questi ragazzi</b> e <b>ciò rischia di indurli a manifestazioni comportamentali dirompenti e violente</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">“Si innesca un’<i>escalation reciproca</i> dove <b>l’ostilità induce all’ostilità</b> e un’<i>escalation complementare</i> dove <b>la sottomissione dei genitori fa crescere le richieste del giovane"</b> (Mara Selvini Palazzoli). Si abbandonano a comportamenti violenti, la <i>rabbia</i> aumenta sino a diventare elemento fondamentale del modo di essere, anzi diventa <i>il modo di essere</i>. <b>La parola "<i>rabbia</i> "</b> etimologicamente indica una malattia virale tipica degli <i>animali</i> ed oggi <b>è diffusa per indicare <i>nell'uomo </i> uno stato di estrema irritabilità, soprattutto nei confronti dell'altro</b>: l'uomo ancora più dell' animale soffre di questa malattia che purtroppo spesso trasmette anche ai propri figli, più facilmente capaci e pronti nell’emulazione dei comportamenti fuori dalle regole! L'adolescente vive un periodo della propria vita particolarissimo, carico di innumerevoli dilemmi che si rappresentano in quella sua personalità tutta in fase di formazione: sono evidenti a tutti quante disfunzioni esplodono in questo complicato periodo di prima e vera <i>transizione</i> nel percorso della vita e accade molto di frequente che il giovane adolescente reagisca vivendole come personali frustrazioni o tenti di emanciparsi attraverso atteggiamenti aggressivi verso chi (genitori, insegnanti, etc…) per proprio ruolo richiama e raccomanda “regole”.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In particolare, </span><span class="cf1"><b>nella ribellione nei confronti dei genitori</b></span><span class="cf1"> – primo e naturale argine/scoglio ad uno sviluppo inteso come “libera esplosione” – </span><span class="cf1"><b>è possibile individuare l’emozione di un disperato/soffocato bisogno di libertà</b></span><span class="cf1">. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Quella libertà voluta dall’adolescente, proprio perché naturalmente <i>amorevolmente coartata</i> dal controllo genitoriale, porta ad atteggiamenti di chiusura o di contrasto, aggressivi e finanche patologici, fino a trascendere a veri traumi fisici ai danni del genitore, più spesso della madre. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Ma allora: perché un figlio arriva ad aggredire un genitore?</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/sofferenza-genitori.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><blockquote><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Le cause sono molteplici</b><span class="fs12lh1-5">: l'abitudine nel vedere simili comportamenti all'interno della famiglia, oppure un’educazione basata su punizioni corporee e sensi di colpa e non ultima l’impatto forte derivante dai giochi elettronici di ultima generazione (soprattutto importati dagli USA) con protagonisti non solo armi, non solo guerra, ma brutalità fine a se stessi. La fantasia, il mondo virtuale vissuto nel gioco, nella mente dell’adolescente diviene possibile e reale, imitabile… la violenza porta alla violenza!</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Quale ausilio è allora possibile, soprattutto se un tale atteggiamento violento trascende dall’incomunicabilità sino alla violenza fisica, anche lieve ma ugualmente profonda perché aggravata dal rapporto familiare, di sangue, quello che dovrebbe caratterizzarsi di affetto e amore?</b></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Nel genitore-vittima si viene a creare un vero blocco, aumenterà sempre più la paura di come potrà reagire il figlio–carnefice e spesso il genitore sceglierà la strada dell’accettazione, della sottomissione, per ottenere pace e tranquillità. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Tuttavia, <b>l’esperienza ci ha insegnato che questa tregua è di breve durata</b>… “i genitori si sentono senza via d’uscita e malgrado i loro sforzi diventano parte di un circolo vizioso di totale sottomissione”. (Mara Selvini Palazzoli). </span></div><div><b class="fs12lh1-5">L’opzione drastica della denuncia del proprio figlio all’Autorità, per scoraggiarlo a reiterare simili azioni, per creare in lui un trauma rendendo pubblico il suo comportamento, potrebbe essere la strada utile? </b></div><div><span class="fs12lh1-5">Le riserve di una tale soluzione per pudore della famiglia e per le possibili conseguenze penali - parliamo di violenza domestica - normalmente dissuadono da questa scelta e il problema viene così coperto, sperando nella “<i>clemenza del carnefice</i>”, ma purtroppo col rischio della maturazione di un “<i>futuro adulto</i>” incline all’aggressività e alla violenza verso proprie compagne, mogli, figli e in generale verso il prossimo. Oltre a questo, una richiesta di aiuto all’Autorità e/o Servizi Sociali rappresenterebbe per l’adolescente la consapevolezza dell’assoluta assenza di autorevolezza genitoriale... Discende da questo che è importante aiutare <b>l’adolescente e la sua famiglia</b> mediante il percorso guidato del <b>colloquio psicologico</b>, attraverso una <b>terapia familiare di tipo sistemico</b> condotta dal professionista psicoterapeuta che faccia riemergere, riporti alla luce e infonda consapevolezza dei reali ruoli genitoriali e filiali.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Perché è tutto il “<i>sistema-famiglia</i>” che si è ammalato e deve essere curato... <b>e può guarire</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicologia-nella-nuova-era-digitale.html#.XL7sVegzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Adelaide Ramundo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa Psicoterapeuta</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Team <i>“BIMBI e Tecnologie”</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><i class="fs12lh1-5"> </i></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/285NxU1Y0Mk">https://youtu.be/285NxU1Y0Mk</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 12:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SUOCERA e NUORA, può essere un dramma di famiglia! Tu che rapporto hai?   ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Moscatelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000162"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><i>Credit immagine </i><i><a href="https://cinema.everyeye.it/articoli/recensione-quel-mostro-suocera-del-film-con-jane-fonda-jennifer-lopez-38666.html" target="_blank" class="imCssLink">everyeye.it</a></i></span></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Quando pensiamo ad una nuova famiglia che si crea, l’immagine che spontaneamente ci appare è quella di due unità che si uniscono. Trascuriamo completamente che, dietro quelle due entità, ci sono altre due famiglie, due <i>mondi</i> &nbsp;con idee, valori, aspettative, bisogni, stili di vita tra cui non sempre è facile trovare un accordo e raggiungere un equilibrio. Accade spesso invece che i partner, in uno o più periodi della vita di coppia, si trovino ad affrontare problemi con almeno una delle due famiglie di provenienza. <b>E se i suoceri possono essere un problema quando vivono fisicamente vicini e sono concretamente invasivi nelle scelte</b> - da quella della casa in cui i propri figli abiteranno, alla pulizia e ordine della stessa, dalla gestione dei figli alla loro educazione -<b>si trasformano in angeli custodi per generi e nuore nei momenti di difficoltà</b>. In alcuni casi per tutta la vita le intromissioni e l’invadenza della suocera sono considerati il problema principale della nuova famiglia. Le battute sui suoceri sono frequenti tra gli uomini ma le tensioni familiari che più spesso si creano sono tra donne. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il rapporto tra suocera e nuora può diventare una sfida, spesso non dichiarata apertamente, finalizzata a conquistare l’amore e l’approvazione del loro uomo. I pensieri negativi, anche se non vengono espressi verbalmente, emergono chiaramente attraverso il non detto, il modo di agire, e rischiano di risultare squalificanti. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">E se l’uomo, <i>oggetto del contendere</i>, spesso non se ne rende conto, gli effetti sulla serenità familiare sono comunque ben evidenti: le tensioni si inaspriscono sino a creare un vero e proprio conflitto. Ogni moglie osserva attentamente le posizioni assunte dal marito nei conflitti e lo stesso fa la madre. Il desiderio di ogni uomo in questi casi è che le due donne vadano d’accordo: assume il ruolo di mediatore e <b>rischia di peggiorare la situazione</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/rabbia-suocera-famiglia.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Quando almeno uno dei due partner non è <i>mentalmente separato &nbsp;</i>dalla famiglia di origine e mantiene un legame simbiotico con un genitore non riesce a unirsi in modo sano e funzionale in una relazione e fa sentire il coniuge escluso e trascurato. Quando poi sono entrambi a non recidere il<i> cordone ombelicale, </i>allora la nuova famiglia non si costituisce mai, con conseguenze importanti per la serenità dei figli. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Si perpetuano così atteggiamenti, convinzioni e modi di fare che potevano funzionare per i propri genitori, ma sono completamente inadatti al nuovo rapporto. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">È vero che ognuno di noi porta con sé un <i>bagaglio </i>di valori, bisogni, modi di agire e aspettative che provengono dalla propria storia familiare; alcune volte proviamo a disfarcene completamente tentando di agire in modo diverso dai nostri genitori; in altri momenti invece aderiamo completamente al modello familiare ricevuto abbandonando completamente l’idea di realizzare qualcosa di inedito con il partner.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Consideriamo la famiglia d’origine l’esempio da seguire soltanto perché si regge su modi di agire che conosciamo e consideriamo i migliori. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Pensare che non ci possa essere nulla di meglio della famiglia dalla quale si proviene, ripetere i modelli appresi da bambini </b><b>spinti dal desiderio di ottenere a tutti i costi l’approvazione dei propri genitori crea soltanto una dipendenza disfunzionale, un mancato svincolo</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Spesso, senza rendercene conto, rimaniamo legati ad aspetti della nostra storia familiare non funzionali soltanto perché rappresentano modalità per noi note: sono lo <i>spazio di comfort </i>nel quale sino a quel momento ci siamo sentiti protetti. <b>Dobbiamo</b>, invece, <b>imparare ad assumerci la responsabilità di guardare a fondo nel nostro bagaglio per riorganizzare con consapevolezza e capacità critica il nostro passato</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Costruire una coppia e poi una famiglia significa invece compiere un atto di coraggio, pensare ad una nuova squadra e provare ad avere fiducia nei nuovi compagni della stessa.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La famiglia</b>, qualunque connotato essa abbia, <b>non può essere un campo di battaglia</b>: è un nuovo nucleo che porta con sé qualcosa delle proprie origini integrandolo con qualcosa di nuovo. È certamente di più della mera somma dei suoi componenti. Quando si verificano dei problemi familiari non c’è dunque un “<i>colpevole</i>” verso il quale puntare il dito, ma un complesso di relazioni che si sono strutturate nel corso del tempo. Forse dovremmo provare un po’ tutti ad interrogarci su quali sono le responsabilità - sempre condivise - di ciascuna delle parti coinvolte. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5">Se la suocera è sempre considerata una strega invadente e ipocrita, anche la nuora che si presenta come Biancaneve non è sempre così pura e senza peccato! </b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----anna-moscatelli---psicologia---.html#.XhxMgIh7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Moscatelli</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita...</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/G6G87OzkIeE">https://youtu.be/G6G87OzkIeE</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 13:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“M’ingozzo di cibo. E’ una FAME INFINITA che nessun alimento potrà mai riempire”.]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000161"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Potrei definire la mia fame <b>una fame infinita</b>, nel senso che mi ritrovo ad ingoiare grosse quantità di cibo perdendo completamente il controllo senza sentirmi piena. Divoro tutto rapidamente, mangio spinta dalla rabbia, dalla tristezza, dall’ansia o per la noia anche senza sentirmi affamata. Solitamente queste abbuffate avvengono quando sono sola, subito dopo provo un forte disgusto verso me stessa e mi sento in colpa per ciò che ho fatto”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questo è il racconto di Giorgia che soffre di disturbo da alimentazione incontrollata</b>(detto anche <i>bingeeatingdisorder</i>-BED). Il DSM-5 (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) definisce i criteri per diagnosticare il disturbo da <b>bingeeating</b>: </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>A-Ricorrenti episodi di abbuffate. Un episodio di abbuffata è caratterizzato da entrambi gli aspetti seguenti</b>:</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">mangiare, in un periodo definito di tempo (per es. un periodo di due ore) una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa o quanto si sta mangiando).</span><br></li></ul></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>B-Gli episodi di abbuffata sono associati a tre (o più) dei seguenti aspetti</b>:</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">mangiare molto più rapidamente del normale;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">mangiare in solitudine perché ci si vergogna di quanto cibo si sta assumendo.</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">sentirsi disgustati verso se stessi, depressi o assai in colpa dopo ogni episodio.</span><br></li></ul></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>C-È presente un marcato disagio riguardo alle abbuffate</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>D-L’abbuffata si verifica, in media, almeno una volta alla settimana per 3 mesi</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>E -L’abbuffata non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie inappropriate come nella bulimia nervosa e non si verifica esclusivamente in corso di bulimia nervosa o anoressia nervosa</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ma cosa scatena e mantiene le abbuffate nel BED ? </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ogni paziente può essere più vulnerabile ad alcune emozioni che ad altre</b>, ma qualsiasi stato d’animo negativo che superi la sua soggettiva soglia di tolleranza può scatenare un’abbuffata. <b>Le emozioni coinvolte sono molteplici</b>: ansia, tristezza, solitudine, stanchezza, disperazione, noia, rabbia. <b>In casi rari anche la felicità può dar adito all’abbuffata</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Secondo la psicologia cognitivo comportamentale vi sono due meccanismi principali alla base dello scatenamento delle abbuffate: <b>la fuga dalla consapevolezza ed il blocco emozionale.</b></span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">I pazienti sperimentano durante l’abbuffata una sensazione di perdita di controllo e di allontanamento dalla realtà, il soggetto si focalizza sul presente senza più riflettere sugli eventi passati e futuri che provocano sofferenza. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono consapevoli che tale metodo è disfunzionale, ma costituisce un momento di sollievo da un disagio intollerabile</b>. L’abbuffata è utilizzata come metodo disfunzionale per allontanare dalla coscienza le emozioni negative ponendo l’attenzione sulle emozioni positive indotte dal cibo. <i>L’emotionaleating </i><b>rappresenta l’unica modalità di risposta utilizzata per rispondere alle difficoltà della vita quotidiana</b>. Se coesiste un’intolleranza alle emozioni e una difficoltà al controllo degli impulsi e se durante la storia d’attaccamento si è imparato ad utilizzare il cibo come soluzione ai diversi problemi, è probabile che le emozioni negative inducano abbuffate. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/CIBO-OSSESSIONE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">A loro volta le abbuffate comportano senso di colpa e vergogna per la trasgressione alimentare e l’indesiderato aumento di peso. <b>Tali emozioni negative sono scarsamente tollerabili e funzionano esse stesse da fattore di mantenimento innescando ulteriori abbuffate</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">I fattori scatenanti e di mantenimento creano un circolo vizioso da cui il paziente ha difficoltà a districarsi. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">È utile precisare che <i>bingeatingdisorder </i>non è necessariamente sinonimo di obesità, infatti anche individui normopeso possono avere diagnosi di disturbo da alimentazione incontrollata. Tuttavia, è molto frequente che il paziente <i>bingeater </i>sia obeso o in sovrappeso a causa delle frequenti abbuffate in assenza di comportamenti compensatori per rimediare all’eccessiva introduzione di cibo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>DSM- 5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. La fame infinita. Manuale di diagnosi e terapia del disturbo di alimentazione incontrollata, a cura di Patrizia Todisco , Piergiuseppe Vinai.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.W3-l6OgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita...</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/Cme6ZcSUR_w">https://youtu.be/Cme6ZcSUR_w</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 11:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Erano su gradini sporchi, con occhi androidi, davanti a un monitor blu. Senza passione, si muore ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000155"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ieri sera, uscendo dalla mia palestra, le ho viste sedute sui gradini della vecchia scuola elementare … infreddolite e sole, ciascuna davanti allo schermo del proprio cellulare. Caterina e Francesca: le due promettenti allieve di danza e pattinaggio di un po’ di anni fa…Le ho viste così immerse in quell' aggeggio tecnologico illuminato di niente, da non accorgersi di me e del resto del mondo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">"Ma davvero!", ho pensato, “hanno rinunciato allo sport a cui tanto tenevano, per dimenticarsi e perdersi in una oscura via, in cima a degli sporchi gradini e dentro uno schermo senza battito e respiro?".</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Quando si rinuncia a dedicarsi ad una piacevole attività sportiva, artistica, nonché ricreativa, che stimola l’espressività del corpo e dello spirito, qualcosa ... fuori e dentro muore …</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci si annoia della vita e si cade vittima della dipendenza da smartphone, a discapito del proprio equilibrio psicofisico.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/solitudine-cellulare--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tantissimi adolescenti, non supportati da genitori capaci di trasmettere loro la costanza nello sport o in una qualsiasi attività extrascolastica, pian piano, soffocano ed uccidono la propria vitalità giovanile.Si rinuncia altresì a momenti di importante e formativo valore umano e di crescita che fortificano le relazioni, indispensabili e fondamentali per diventare persone consapevoli di sé e del mondo circostante.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti</span></div><div><span class="fs12lh1-5">per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/EM7L6lw44wY">https://youtu.be/EM7L6lw44wY</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Jan 2020 15:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Mio FIGLIO è un bimbo DOWN: lui mi ha insegnato a non avere PAURA di essere la sua MAMMA”.   ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000015E"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ci sono anime speciali che donano raggi di speranza a chi di quella speranza si nutre ogni giorno e la trasforma in possibilità di luce. Grazie a chi con fiducia regala a tutti noi racconti di vita vera che rompono il silenzio e diventano melodia che tutto il mondo potrà ascoltare… &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Nove mesi, una lunga attesa, sentire battere il suo cuore, sentire i suoi primi movimenti…Ti senti al settimo cielo. Prepari il corredino, la stanzetta con la culla e tanti giochi. Poi arriva il giorno fatidico, una corsa verso l’ospedale e tu, figlio mio, nasci. Sento il tuo pianto e il dolore del pianto svanisce, provo solo gioia, talmente tanta gioia che penso di poter contagiare tutto il mondo con la mia felicità. Eppure, sul volto dei medici e delle infermiere non vedo riflessa la stessa emozione. Non capisco… è nato mio figlio, una nuova vita, come si può non essere felici? C’è qualcosa che non va. Cosa? Non me lo dicono. Devo chiedere? Solo degli sguardi riescono ad incrinare la mia gioia. Non capisco. Voglio abbracciare mio figlio. Mi portano fuori dalla sala parto e mi lasciano in una stanza. In attesa, in attesa… C’è uno strano via vai, lo percepisco come qualcosa che non mi appartiene.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Perché l’amore di una mamma non vede e non capisce…</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Arrivano anche i parenti… Chiedo di abbracciare il mio bambino. Loro parlano… Parlano. E parlo anch’io. E’ normale si aspetta in questi casi. Devo chiedere? E cosa? Il bambino ha pianto, sta bene. Cosa dovrei sapere di più? Anche io continuo a parlare, forse ho davvero paura di sapere. Arriva mio marito con gli occhi pieni di lacrime.</span><span class="fs12lh1-5">“Voglio…voglio vedere Roberto”, dico. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Lui mi abbraccia dicendo solamente: “Roberto è un bimbo down”.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Adesso potrei parlarvi dell’amore di una madre che supera tutto</b>, <b>della mia forza di donna che ha saputo reagire e risolvere la cosa con un sorriso</b>, rimboccandosi le maniche e affrontando la situazione… Ma non sarebbe la verità.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il mio cervello si è fermato, tutto è diventato buio.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Mi sentivo come se avessi ricevuto centinaia di pugni in faccia</b>, sbalzata fuori dalla realtà. Non ricordo nemmeno se fossi in grado di pensare, il mio cervello sembrava vuoto. La paura… ricordo solo quella. <b>Ha uno strano potere la paura</b>. <b>Distrugge tutto</b>. Credo di essermi persa alcuni dei ricordi più belli, la prima volta che l’ho tenuto in braccio, il suo primo sorriso… Ricordo che sono tornata a casa con il mio fagottino, ricordo lui nella stanzetta che prima mi piaceva tanto e che adesso vedevo molto… triste. Ricordo le mille domande, il senso di colpa, l’inadeguatezza, la voglia di capire, sapere… <b>il terrore del futuro</b>… il nostro e il tuo.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ti guardavo e mi sembravi un alieno.</span></i></span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">La paura mi stava facendo sprofondare. </span><b class="fs12lh1-5">Eppure qualcuno mi ha salvato: “TU”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Hai messo le tue manine sul mio seno e mi hai guardato dolcemente…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/bambino-down-nascita.jpg"  title="" alt="" width="640" height="425" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">I tuoi occhi mi dicevano: “<i>guardami, non avere paura, io ti aiuterò a diventare un’altra persona, una persona più sensibile, disponibile ad ascoltare e raccogliere le mille voci dell’universo”.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Così abbiamo iniziato il nostro percorso pieno di difficoltà ed inciampi</b>, ma ho imparato attraverso il tuo sorriso ad essere <b>paziente e tollerante</b>, a mediare con il mondo che ci stava intorno. Ho imparato ad apprezzare le cose semplici e a buttare via le impalcature inutili. Ho imparato a sorridere con il cuore come fai tu. Grazie&gt;&gt;. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/Patrizia Castellano" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Patrizia Castellano</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Equipe PetTherapy- Operatore PetTherapy</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PET-THERAPY+E+SOCIALE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale".</a></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La comunicazione che va “oltre”...</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/QYrFbQhJV7A">https://youtu.be/QYrFbQhJV7A</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 10:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[EMICRANIA: il demone in agguato nell'oscurità pronto a strapparti la vita ]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000015D"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ci siamo! Mancano due giorni al mio matrimonio! Mi sento euforica ed eccitata al pensiero di sposare finalmente il fidanzato di una vita. Dopo dieci anni di fidanzamento due giorni voleranno in un baleno. E oggi per me è l'ultimo giorno di questo anno scolastico. Saluterò i bambini con più vivacità del solito. Con le colleghe mi rivedrò tra due settimane. E poi ho una giornata strapiena. Il vestito da ritirare, le bomboniere da portare al locale, e poi...e poi...e poi...E poi comincia che sento bussare alla mia porta, o forse dovrei dire alla mia testa. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>"Ciao Mariella! Ci sei vero?"</i>, mi saluta con tutta la sua arroganza la mia vecchia nemica. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Vorrei poterle rispondere che sono uscita per vivere i miei ultimi giorni da fidanzata, che ho mille cose da fare, che non posso e soprattutto non voglio farla entrare. Ma lei non ha bisogno del mio permesso. Si insinua nella mia giornata. Lentamente... Ed io comincio a sorridere meno ai miei bambini, a chiedere loro di abbassare la voce, di scegliere giochi più discreti. Peccato! Speravo di salutarli in modo diverso!Torno a casa con un po' di nausea. Non ho molta voglia di mangiare. Sarà la tensione, mi dico ben sapendo di prendermi in giro. E intanto la mia nemica ha deciso di festeggiare nella mia testa smontando forse qualche parete. Forse è meglio se vado un po' a letto. La giornata è ancora lunga e gli analgesici non stanno facendo effetto. Mi trascino per il corridoio che improvvisamente mi sembra più lungo e più luminoso del solito. Troppo.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Mi illudo ancora che questa volta non rovinerà un momento così importante della mia vita, ma so bene che è un’illusione. Anche questa volta Lei si prenderà un pezzo di me, delle mie emozioni, dei miei ricordi per divorarli, stritolarli e lasciarmi con dei vuoti. Inutile quasi combatterla.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Mi stendo sul letto. Non ho nemmeno la forza di togliermi le scarpe. E poi devo essere pronta per uscire, per completare i preparativi, per…correre in bagno a vomitare. Oddio, no! Ti prego! Ogni conato è una staffilata nel cervello, mi provoca lampi. Comincio a tirarmi i capelli, urlo, le gambe non mi reggono, cado sulle ginocchia. Mia madre corre in bagno per aiutarmi, le vedo le lacrime agli occhi. È arrivato in momento di passare alle punture, inutile rimandare ancora. Solo quelle placano questa sofferenza, mi fanno cadere nell’oblio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/emicrania.jpg"  title="" alt="" width="720" height="540" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Sì, perché di questo si tratta. Non sai più chi sei, dove sei, che ore sono…Oh cielo! Fuori è tutto buio! Che ore sono? Ho tante cose ancora da fare! Che ore sono? Chiamo a voce alta, appare il mio fidanzato. “Scusami, ho fatto tardi. Andiamo?”, gli dico, anche se in realtà mi sembra di trovarmi in un’altra dimensione. “No, tesoro, resta pure a letto tranquilla perché ho fatto tutto io. Adesso è tardi, se ti avessi aspettata non avremmo fatto in tempo.”</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Ho fatto tutto io…</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ecco cosa fa lei! Ti annienta, ti sfianca e si prende momenti della tua vita senza alcuna pietà. Ho perso la gioia di poter completare i preparativi del mio matrimonio, un momento unico. Non importa, pazienza. Ma talvolta dire “pazienza” lascia comunque l’amaro in bocca…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/z-SlA2NI9kc">https://youtu.be/z-SlA2NI9kc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 09:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[EVASIONE FISCALE: guerra al contante o alle detrazioni?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000015F"><blockquote><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1">I</span><span class="fs12lh1-5">l comma 679 dell'art. 1 della L. n. 160/2019</span></b><span class="fs12lh1-5"> (legge di bilancio 2020) <b>stabilisce chedal 1 gennaio 2020 la detrazione IRPEF del 19% degli oneri indicati nell'art. 15 del TUIR</b> (es. interessi passivi mutui prima casa, spese sanitarie presso strutture private, spese veterinarie, funebri, spese per asili nido, frequenza scuole e università, assicurazioni rischio morte, erogazioni liberali, iscrizione ragazzi ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi, affitti studenti universitari, abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, etc …) <b>spetta soltanto se il pagamento è avvenuto con bonifico bancario o postale o con altri sistemi di pagamento "<i>tracciabili</i>" </b>(es. carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/DETRAZIONI-FISCO-PAGAMENTI.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La disposizione non si applica in relazione alle spese sostenute per</b>:</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">l'acquisto di medicinali e di dispositivi medici;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale. Sono, inoltre, escluse dall'obbligo le detrazioni con percentuali diverse (es. spese per affitto per l'abitazione principale). Anche se, poi, è stata confermata la tracciabilità dei pagamenti, mediante particolari bonifici bancari, delle spese per le ristrutturazioni edilizie, recupero del patrimonio edilizio e per l'efficienza energetica.</span></li></ul><div><hr></div></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Le detrazioni previste in caso di pagamenti tracciabili spettano interamente se il reddito complessivo non supera i 120.000 euro, mentre, se tale importo viene superato, la detrazione è parametrata all’ammontare del reddito fino a quando non superi i 240.000 euro.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>È </b><b>bene</b>, infine, <b>ricordare che seppur i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e prestazione di servizi</b>, anche professionali, <b>siano tenuti a dotarsi di un POS</b>, <b>tale obbligo NON è assistito da alcuna sanzione</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quindi, la domanda nasce spontanea: GUERRA al contante o alle detrazioni?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/vB3wDA-uM8w">https://youtu.be/vB3wDA-uM8w</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Dec 2019 11:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lo sapevi che rischi il CARCERE se non presenti la Dichiarazione Dei Redditi?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000015A"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">L'articolo 39 del decreto fiscale 124/19 (legge 157, pubblicato nella <b>Gazzetta Ufficiale</b> n. 301 del 24 dicembre 2019), ha portato il minimo della pena della reclusione, in caso di omessa dichiarazione dei redditi, da 1 anno e sei mesi a 2 anni ed il massimo della pena da 4 a 5 anni. Affinché si configuri tale ipotesi è necessario che l'imposta evasa sia pari almeno a 50.000 euro e che il Gip accerti gravi indizi di colpevolezza; rischio concreto di reiterazione del reato; pericolo di fuga; possibile inquinamento delle prove.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Quest'ultima modifica, infatti, ha risvolti pratici di non poco rilievo, se si considera che il codice di procedura penale, all'art. 280, per i delitti per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni ammette la custodia cautelare in carcere. Il divieto di espatrio, l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, fino agli arresti domiciliari, sinora preclusi per gli indagati di tale reato, potranno trovare applicazione. No, invece, alla <b>confisca per sproporzione</b> (confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza) per tali fattispecie, limitata ai reati caratterizzati dalla fraudolenza, quali l'uso di fatture false. <b>Da non sottovalutare anche gli effetti della mutata pena per la dichiarazione infedele dei redditi o dell'Iva</b>. Vengono ridotte le soglie di punibilità: il reato si configura in caso di imposta evasa superiore ai 100 mila euro (e non 150 mila) e in caso di elementi attivi sottratti a imposizione per un minimo di 2 milioni di euro. (e non 3 milioni come prima). Il limite minimo di reclusione passa da 1 anno a 2 anni di carcere e quello massimo da 3 anni a 5. Ciò detto, gli aumenti comporteranno anche ulteriore lavoro per la magistratura: infatti, fino a oggi, tanto alla dichiarazione infedele quanto a quella omessa si applicava sul piano procedurale quanto previsto per i reati il cui massimo edittale non superi i 4 anni di reclusione, ovvero il pubblico ministero che non intenda chiedere l'archiviazione cita direttamente l'imputato a giudizio, e quindi all'udienza dibattimentale. Ora l'iter si allunga, e il pm dovrà chiedere il rinvio a giudizio al gup, che solo all'esito dell'udienza preliminare, salvo non prosciolga con sentenza di non luogo a procedere, accoglierà la richiesta del pm e darà l'avvio al dibattimento.</span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Per evitare il procedimento penale e tutti i suddetti effetti che potrebbero derivarne, l'art. 13 dlgs 74/2000 prevede, infatti, la non punibilità di tali reati se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, sono stati estinti con il ravvedimento operoso o la presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo.</span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La regolarizzazione</b>, però, <b>deve essere spontanea</b>, e cioè intervenuta prima che l'autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell'inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/PAGARE-DEBITI-TASSE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="429" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Pene più severe, infine, anche per chi utilizza fatture o altri documenti per operazioni inesistenti: le novità portano il limite minimo di un anno e sei mesi di reclusione a un minimo di quattro anni, e il limite massimo dei sei anni a otto. Se l'ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a euro centomila, si applica, inoltre, la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. Per quanto riguarda, invece, il reato di omissione o distruzione di documenti contabili la pena passa da un minimo di 3 anni di reclusione a un massimo di 7 anni di reclusione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/SewIAN54Meg">https://youtu.be/SewIAN54Meg</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 09:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il CONIGLIO è un animale dolcissimo. Chi lo accoglie ha deciso di parlare con CUORE e anima]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000158"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Un nasino curioso si muove allegramente &nbsp;in tutte le direzioni, emergendo da soffici nuvolette di pelo bianco, al suo contatto si percepiscono morbidezza, dolcezza. Incuriosiscono le sue delicate orecchie svettanti verso l’alto e un ritmo cardiaco vivace... Le mani nodose di un’anziana signora lo accarezzano teneramente, accompagnate dalla melodia di un’antica nenia emersa da una memoria ormai labile… Un </span><b class="fs12lh1-5">co-terapeuta</b><span class="fs12lh1-5"> non comune, giace sul suo grembo…nella cultura contadina associato all’immagine di un forno caldo e a un contorno di piselli, piuttosto che ad un </span><b class="fs12lh1-5">animale &nbsp;coinvolto nelle Attività Assistite dagli Animali… </b><span class="fs12lh1-5">è </span><span class="fs12lh1-5"><b>il coniglio</b></span><b class="fs12lh1-5">. </b><span class="fs12lh1-5">Per il suo aspetto innocuo e la sua indole da preda, suscita sentimenti di tenerezza, di protezione, evoca emozioni rassicuranti, induce a lasciarsi andare, a raccontare di sé, a &nbsp;parlargli con suoni melodiosi e cantilenanti, con parole trasportate &nbsp;dalle tiepide vibrazioni del suo respiro. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/alimentazione-cura-coniglio.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Eppure il coniglio ci sa anche sorprendere con le sue trovate buffe, i suoi saltelli acrobatici, la propensione al gioco, a prendere, a lanciare, a scomparire e ricomparire, a richiedere attenzione e un po’ di cibo, vegetariano, naturalmente.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Nelle AAT dunque, la </span><span class="cf1"><b>relazione</b></span><span class="cf1"> con il coniglio, opportunamente guidata da operatori esperti nel settore, induce alla </span><span class="cf1"><b>libera espressione di sé</b></span><span class="cf1"> e dei </span><span class="cf1"><b>propri sentimenti</b></span><span class="cf1">, al </span><span class="cf1"><b>gioco</b></span><span class="cf1">, all’</span><span class="cf1"><b>osservazione</b></span><span class="cf1"> dei suoi comportamenti. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo piccolo animale richiede <b>rispetto</b> della sua fragilità, <b>pazienza</b>, movimenti lenti e fluidi, <b>attesa,</b> capacità di conquistare la sua <b>fiducia</b>, per giungere a gustare la bellezza di una relazione pura fatta di scambi profondi e delicati. La regola da rispettare in presenza di un coniglio è quella di <b>far parlare il cuore</b> con tale soavità da non far spaventare un animale che sa di essere una preda ma è anche vitale e comunicativo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.W314U-gzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PET-THERAPY+E+SOCIALE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale"</a> . </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La comunicazione che va “oltre”...</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/yxyN3f8lJHw">https://youtu.be/yxyN3f8lJHw</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Dec 2019 16:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Regalati la PAROLA più bella che conosci, perché quella parola potrà cambiare il MONDO…]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000157"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Regalati una parola<b>, semplice e spontanea</b>, donala a te stesso, ma ragiona prima di proferirla,sii accorto e riflessivo, come se fosse la prima cosa a cui credere e l’ultima a cui aggrapparsi … Non pensarci troppo, raccontatela ingenuamente, ma pesa il suo valore, rispettandone la potenza,sii sincero e temerario …</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Quella parola nascerà solo se avrai il coraggio di scrutarti sinceramente allo specchio. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Regalati una parola, <b>una soltanto basterà</b>, non preoccuparti se all’inizio non si svelerà, la sua forza la sentirai dentro proprio quando penserai di non averne bisogno, allora tu proferiscila lo stesso senza indugiare, perché in quell’istante sarà più vera che mai, ti ridesterà dal sonno dell’inerzia e ti spingerà laddove avresti già da tempo dovuto essere ... ti condurrà ovunque tu vorrai …</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Quella parola nascerà solo se avrai il coraggio di svelarti sinceramente allo specchio.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Regalati una parola, <b>solida e ricca</b>, una parola che il tempo non distrugga, ma che, anzi, il tempo preservi dall’usura della fatica che bramosa vorrà inghiottirti, una parola che il trascorrere dei giorni accresca il suovalore diventando per te possibilità prodigiosa …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/NATALE-LUCI-SINCERITa.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quella parola nascerà solo se avrai il coraggio di raccontarti sinceramente allo specchio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Regalati una parola, non quella più giusta, ma <b>quella più autentica</b>,e regalatela sempre, anche se la delusione vorrà trasformarla distruggendone il significato,ma tu difendila e lotta alacremente per mantenerne il vero senso, al di là della forma proteggine l’essenza …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quella parola credimi nascerà solo se avrai il coraggio di giurarti amare eterno, non allo specchio, ma dentro di te!</span></div><div><i class="fs12lh1-5">Che la tua parola sia il dono più bello che tu possa regalarti, perché la tua parola, ne sono certa, potrà cambiare il mondo …</i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/Ldb7Zheizho">https://youtu.be/Ldb7Zheizho</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Dec 2019 15:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[E' Natale ogni volta che il tuo cuore palpita e ti ricorda chi sei]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000156"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Le promesse d'esser più buoni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">I desideri da esprimere. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">I doni da ricevere e fare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">I presepi da allestire e gli alberi da addobbare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">I dolci della golosa tradizione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Il Natale, a qualunque età...è felicità. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Anche in quella più avanzata negli anni, detta “vecchiaia”, per via delle rughe sul viso ed acciacchi nelle ossa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>Natale é festa di tutti.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/winter-wonderland-1082511_1280.jpg"  title="" alt="" width="720" height="900" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Poichè è fanciullezza, che si risveglia, pur in chi fanciullo non è più. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">E' meraviglia, sentimento, canto, speranza, emozione, amore e magica atmosfera, intrisa, magari, di nostalgia per chi è andato via. Parenti ed amici di cui, nei giorni festivi, si avverte maggiormente l'assenza, ma felicità sempre e comunque, che dà tregua ad ansie e discussioni e tutti, miracolosamente, riappacifica… anche solo nelle intenzioni. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Natale è spazio e tempo per il bambino ch'è in noi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Un bambino che, spesso, nel bambino stesso, s'assopisce.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Poiché reso prematuramente adulto dalla modernità, ed alle mancanze affettive genitoriali, dovute all'ansia del vivere.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>Natale è pausa necessaria di riflessione scolastica.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Per gli insegnanti, è messa a fuco dell' essenziale dell'educare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Dell'educare al giusto e al bello. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Del formare, per istruire.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Per gli studenti è, invece, ricarica fisica, &nbsp;mentale, e salutare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>Natale è luce di verità. E'</b></span><b class="fs12lh1-5 cf1"> interiorità.</b></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><div><blockquote><div><b><span class="fs12lh1-5"><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti</span></div><div><span class="fs12lh1-5">per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></div><a href="https://youtu.be/QvAP8R5oU-I">https://youtu.be/QvAP8R5oU-I</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 16:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non fate solo il tifo per i vostri alunni ma CORRETE con loro! Il traguardo, insieme, è vittoria]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Arianna Sinisi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000154"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Spesso di un romanzo mi piace il titolo e a volte &nbsp;mi colpisce a tal punto da spingermi a comprarlo, senza conoscerne i particolari. Mi capita altre volte, come in questo caso, di ritrovare in quel titolo una specie di "illuminante verità" che descrive perfettamente quello che dovrebbe essere, il nostro ruolo di docenti. Ripenso infatti alle nostre classi e so con certezza che nella maggior parte di esse ci sono bambini <i>speciali </i>a cui farebbe piacere avere una maestra che corra con loro.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Mi spiego meglio: credo che molti bambini si trovino a dover intraprendere, fin dal primo giorno di scuola, un percorso per l'apprendimento simile ad un allenamento giornaliero che si fa, ad esempio, per imparare a correre. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Accade però che durante la corsa si presentino degli ostacoli: <b>non tutti i nostri alunni ce la fanno da soli a saltare</b>, <b>a superarli quegli ostacoli</b>, <b>a rialzarsi dopo una caduta</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/correre-insieme.png"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>A paralizzarli in molti casi è la paura di un percorso nuovo da intraprendere da solo o la paura di cadere ancora una volta</b>, dopo aver ripetutamente provato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> È allora che ripensando a quel romanzo, a quel titolo letto e riletto tante volte, sento nascere in me una certezza. Siamo noi docenti quel <i>qualcuno</i> con cui dovrebbero correre i nostri alunni provando così a non avere più paura.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>È questa l'immagine con cui mi piace iniziare questo cammino con voi augurandovi che possiate essere tutti, almeno una volta nella vita, quel <i>qualcuno &nbsp;</i>con cui correre!</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----sinisi---didattica---.html#.Xfs-vxt7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Arianna Sinisi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente Scuola Primaria</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti</span></div><div><span class="fs12lh1-5">per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/cMX4K8GQBSo">https://youtu.be/cMX4K8GQBSo</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 11:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non fate BATTUTACCE con chi soffre di sordità, il troppo è da stolti!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000153"><blockquote><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Con l'arrivo delle festività natalizie molte famiglie si riuniranno per passare alcuni dei momenti più conviviali dell'anno. È in virtù di ciò che vorrei suggerirvi alcuni consigli e riflessioni volti a chi in famiglia ha un parente ipoacusico, portatore di protesi acustica e non. Come già detto più volte, <b>i deficit uditivi esprimono il massimo disagio proprio nei contesti rumorosi e affollati</b>, <b>in cui sono il brusìo e il rumore di fondo ad emergere</b>, rispetto alle conversazioni che si vorrebbero ascoltare e alle quali si vorrebbe partecipare. </span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ipoacusia-battute-schernire.jpg"  title="" alt="" width="640" height="422" /><div><br><blockquote><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">È proprio in queste situazioni che si palesa la sgradevole sensazione di isolamento e la conseguente necessità di estraniarsi da ogni conversazione, onde evitare la frequente richiesta di farsi ripetere le parole e, in alcuni casi, di imbattersi in battute scherzose sulla sordità che, anche se dette in maniera del tutto inoffensiva, possono generare ulteriore frustrazione e ansia nel soggetto che vuole partecipare. </span></div></div><div class="imTAJustify"><div><hr></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Mi preme rimarcare che l'ipoacusia, lieve o grave che sia, rappresenta un fattore invalidante per l'individuo e che richiede la stessa attenzione e delicatezza che si usano in presenza di altri deficit. </span></i></span></div></div><div class="imTAJustify"><div><hr></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Spesso, il contesto molto confidenziale e la scarsa evidenza del problema ci spingono a non dargli il giusto peso, ma per mia esperienza professionale posso riferire che di frequente i <b>pazienti lamentano frustrazione circa l’incomprensione del disagio</b> di chi è attorno e l’atteggiamento troppo superficiale, quasi di scherzo, con cui ci si rapporta alla problematica. Nella mia pratica di consulenza mi soffermo tutte le volte che posso con i parenti che accompagnano il paziente, poiché il loro supporto nel creare le giuste condizioni per conversare è ciò che rende più efficace la correzione di una protesi acustica e restituisce al proprio caro il piacere della partecipazione, il senso di inclusione che paradossalmente si può perdere, senza trascurare l'emozione di sentirsi considerato. </span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a></b></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di Specializzazione in </span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a>. </span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></blockquote><div class="imTAJustify"> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></div><a href="https://youtu.be/014npOA0t-s">https://youtu.be/014npOA0t-s</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Dec 2019 10:53:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Vedevo mio FIGLIO strano, pensavo fosse malato. No, FUMAVA le CANNE”.]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000152"><blockquote><div><i class="fs12lh1-5">“È da qualche giorno che sono preoccupata e non riesco a dormire. Mio figlio di 14 anni è strano, da qualche mattina si alza e vomita; qualche volta ha gli occhi rossi, ha un tremore tenue alle mani, lo vedo svogliato e assente in diverse occasioni. Inizio a pensare che abbia qualcosa di brutto, mi ricordo di quel suo amico a cui, a parità di sintomi, hanno scoperto un tumore al cervello. Non so come dirglielo, mi sfogo con i miei genitori e cerco di trovare una soluzione facendolo sottoporre agli esami del sangue e delle urine. Inoltre, penso che sia opportuno che sia eseguita anche una risonanza magnetica al cervello. </i></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Qualche giorno dopo il laboratorista mi dice in disparte che il problema di mio figlio era quello della positività alla cannabis. Non sapevo se rallegrarmi perché avevo scongiurato l’eventualità del tumore. Cado dalle nuvole, è piccolo: fino a quel momento avevo pensato che non sarebbe capitato mai a me”.</i></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Questa confidenza mi è stata fatta in ambulatorio da una mamma. </b><span class="fs12lh1-5"><b>Le cosiddette canne o spinelli </b></span><span class="fs12lh1-5">sono costituite dalla marijuana che è una pianta erbacea che prende il nome scientifico di </span><i class="fs12lh1-5">cannabis</i><span class="fs12lh1-5">. Di questa pianta vengono utilizzati solo 2 alcaloidi dei 400 che contiene e precisamente il THC (che provoca effetti euforici e allucinogeni) e il CBD (responsabile degli effetti sedativi ) i quali possono produrre dipendenza. Viene utilizzata con estrema superficialità ed è usata sempre di più in tutto il mondo, in età sempre più tenera (12 anni) e in gravidanza , pensando che non arrechi danni, invece </span><b class="fs12lh1-5">il suo uso continuo arreca dei danni interferendo con molte funzioni cerebrali</b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Come accorgersi che qualcuno stia ricorrendo all’uso della sostanza?</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La mamma in questione si è accorta che qualcosa stava accadendo attraverso segni clinici e comportamentali. Questi ultimi aumentano in relazione al livello di consumo e all’età anagrafica, perché il cervello è ancora in crescita. <b>È </b><b>importante ricordare che la fase dell’adolescenza è caratterizzata da profonde trasformazioni sia fisiche che emotive</b>, quindi alcuni cambiamenti di comportamento e umore sono comuni, per cui è difficile capire a cosi siano realmente dovuti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ecco delle linee guida generali che possono essere indicative di un cambiamento</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"><b>Ha gli occhi arrossati</b>, non è rimasto fino a tardi a studiare e non è stato vicino ai videogiochi per molto tempo? La marijuana può provocare la dilatazione delle pupille e l’arrossamento degli occhi.</span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Manca d’interesse</b> per le normali attività?</span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Ha più sonno</b> del normale?</span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Ride senza controllo</b>?</span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Il suo odore è cambiato</b>?</span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>La sua fame è aumentata</b>?</span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Questi ultimi segni sono presenti in tutti gli adolescenti normali. Ho ricordato prima che la compromissione dei parametri cognitivi e neuropsicologici avverrà senza recupero se la sostanza verrà assunta per molto tempo e nell’età di sviluppo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/adolescenza-fumo-dipendenza.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Molti studi sono stati fatti a riguardo. <b>In uno di questi si è visto che chi fa uso cronico di cannabis ha una diminuita connettività tra le aree cerebrali associate a capacità cognitiva, attenzione e memoria</b>. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Il nostro cervello matura completamente tra i 23 e i 25 anni. Se l’età di utilizzo è superiore a 23 anni, le alterazioni cerebrali possono essere reversibili. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Tali alterazioni sembrerebbero essere dovuti almeno in parte ad una diminuzione dei livelli di GABA (neurotrasmettitore) nella corteccia prefrontale che porta ad un aumento dei livelli di dopamina, ed alla desincronizzazione dei segnali che inviano tali neuroni. <b>Questo può indicare che anche in soggetti non predisposti allo sviluppo di patologie psicotiche possono esserci alterazioni persistenti nella funzionalità cerebrale</b>. In gravidanza gli effetti negativi sul figlio si evidenziano di più soprattutto in quelle donne che hanno fatto uso di cannabis durante tutta la gravidanza e possono configurarsi sia in disturbi del comportamento (come iperattività, impulsività, aggressività) &nbsp;sia relativi alla sfera cognitiva (disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento). È importante conoscere questi segni visto che sempre più la cannabis viene utilizzata.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di Famiglia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzion</span><span class="fs12lh1-5 ff1">e</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/jJjvsR2Y9pA">https://youtu.be/jJjvsR2Y9pA</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 11:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I bambini DEVONO essere BAMBINI. Questo tempo non ritornerà più!]]></title>
			<author><![CDATA[Mary Di Gioia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000151"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ogni esser umano assiste, prima o poi, all’infrangersi del suo sogno …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sin da piccoli molti devono subire le aspettative dei propri genitori che privano in tal modo i bambini di quella parte della vita deputata alla spensieratezza e all’assoluta libertà di espressione delle proprie velleità e di esplorazione del mondo. </span><span class="fs12lh1-5"><b>Alcuni vengono indotti a perseguire medaglie, ambire podi, rincorrere fama, trascurando il diritto del vivere semplice dell’infanzia</b></span><span class="fs12lh1-5">, un diritto sacrosanto fatto anche di ozio, di pomeriggi trascorsi in casa a giocare e non solo a correre da una palestra all’altra, da un laboratorio all’altro senza neanche avere il tempo di fermarsi un solo attimo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>I bambini vogliono vivere il presente,</b></span><span class="fs12lh1-5"> vogliono assaporare ogni dettaglio del quotidiano, della vita, dell’amore che il mondo offre loro. Pensare in maniera spasmodica al loro futuro, in termini di accanimento ad attività sportive nelle quali si intraveda già una carriera professionale (nonostante la poca attitudine o interesse del bambino), a mio umile avviso, significa compromettere l’infanzia del proprio figlio. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Ognuno possiede una testa pensante, un cuore che batte e si è nati liberi, liberi di scegliere, liberi di agire, liberi di esprimersi.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Si può esser curiosi di arte, di pittura, di disegno, di canto, di musica, si può provare a danzare o a correre sui pattini, oppure praticare arti marziali e qualsiasi altra disciplina sportiva, ma anche lo sport deve essere una scoperta, deve essere una scelta, la scelta che nessuno può fare al posto di altri, perfino un genitore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/figlio-liberta-infanzia.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La passione, quella vera, è un lungo cammino che ogni bambino ha il diritto di intraprendere senza nessuna pressione</b></span><span class="fs12lh1-5">, in maniera semplice, quasi ingenua e il compito dei genitori è quello di sostenere i sogni dei propri figli nella maniera più sana e pulita che ci sia, senza disturbare ed influenzare. I figli vanno guardati alle spalle perché è da lì che riusciremo a sorreggerli quando, vacillando, avranno bisogno di noi, perché la medaglia più ambita sarà quella meritata nel campo della vita, quella che premierà i veri uomini e le vere donne, al di là di qualsiasi gara.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-dislessia.html#.Xe4i6-hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mary Di Gioia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Donna, mamma, guerriera della vita </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink"> "Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/6dJbCL2KABA">https://youtu.be/6dJbCL2KABA</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Dec 2019 10:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi scredita gli altri è un PERDENTE. Giocare sporco porta all’autodistruzione!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000150"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Le scalate, per molti, nella vita, sono quelle che si
fanno con continui e sleali sorpassi. <b>Si
pensa che superando gli altri si possa arrivare in alto</b>. In realtà è
superando se stessi che si sale veramente, mettendo a frutto le proprie doti al
servizio della comunità e non per il proprio tornaconto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Riuscire
a farlo pone davvero l’individuo su un piano superiore. C’è chi perde tempo a
studiare le mosse migliori per scavalcare chi sembra essere in vantaggio,
sminuendo così miseramente il proprio valore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/la-disonesta-dei-perdenti.jpg"  title="" alt="" width="720" height="540" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Le cosiddette "scalate",
infatti, quelle che umanamente e professionalmente portano a raggiungere
la vetta più alta, sono, dunque, quelle fatte non per trarne personale
profitto. Questo insegnamento, anche evangelico, è sicuramente alla base di
una &nbsp;buona formazione scolastica, e sportiva, aggiungerei, per restare nel
mio ambito lavorativo. I giovani non devono costruire ambizioni vane che a
nulla portano, se non alla presunzione di valore di più rispetto a chi si pensa
non valga nulla. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Solo la sana voglia di conquiste che si ottengono dopo dure e
faticose scalate possono far vincere la gara più importante: quella con se
stessi!</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Occorre insegnare che per salire, arrampicarsi, scalare,
con profitto e successo, non basta avere gambe forti e robuste sin da subito, ma
che la tenacia e la voglia di non arrendersi, nonostante le avversità, allenano
corpo e animaa diventare in primis consapevoli delle proprie reali capacità che
sarebbe meraviglioso mettere a disposizione dell’intera società.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e
Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti</span></div><div><span class="fs12lh1-5">per scoprire di più su
quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote>

<div>

</div><div>

</div>











</div><a href="https://youtu.be/Qv3eJ82R7r8">https://youtu.be/Qv3eJ82R7r8</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Dec 2019 11:27:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[GENITORI, smettetela di DIFENDERE i vostri FIGLI contro i DOCENTI! ]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014F"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Mi scuserete se urterò la suscettibilità di qualcuno, ma
oggi sento la necessità di affrontare una situazione che in realtà non credo
sia poi così sporadica, ossia il delicato rapporto scuola-famiglia. <b>Sono reduce da un periodo scolastico
piuttosto “caldo” che mi ha fatto riflettere sul clima poco collaborativo che
la scuola italiana sta vivendo</b>. Secondo il <i>Global Teacher Status Index 2018</i> &nbsp;l<b>’</b>Italia si posiziona al 33esimo posto
su 35 per RISPETTO nei confronti degli insegnanti. Le persone intervistate sono
state ben 35 mila comprese tra i 16 e i
65 anni, quindi sono sicuramente coinvolti anche studenti<b>, </b>famiglie e insegnanti. <b>L’autonomia
scolastica ha trasformato le famiglie in clienti da non scontentare e da
ascoltare sempre per non correre il rischio di perdere iscritti</b>. </span><span class="fs12lh1-5">Negli ultimi anni, ho osservato da parte dei genitori, una
crescente e diffusa tendenza all’iperprotezione nei confronti dei figli
diventando, in alcuni casi, il loro avvocato difensore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Di qui, <b>i
frequenti tentativi di interferire con le attività didattiche</b>, come se
queste dovessero necessariamente soddisfare gusti e richieste dei genitori
‘clienti’. <b>Ci sono genitori che
pretendono di valutare, giudicare</b> e, anche, <b>correggere gli insegnanti</b>. E spesso, cosa a mio avviso grave,
questo avviene <b>davanti ai propri figli</b>.
</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/VIOLENZA-SCUOLA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Scusate
la provocazione</b>, ma quando ci rivolgiamo ad un medico gli
diamo consigli o suggeriamo diagnosi? <b>Non
credo! </b>A ciascuno il proprio mestiere, ai docenti l’insegnamento! </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Occorre rispettare i ruoli specifici di ciascuno, anche
per non perdere il senso del significato dell’autorità e delle regole,
ricordandoci che <b>i ragazzi possono
crescere bene solo in presenza di una efficace collaborazione scuola-famiglia</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Chiarisco che non è mia intenzione puntare il dito
esclusivamente contro le famiglie. Devo, purtroppo, ammettere che spesso
accanto a moltissimi docenti empatici e competenti se ne trovano altri che, pur
avendo buone competenze didattiche, sono piuttosto impreparati dal punto di
vista relazionale. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questo
accade anche perché il nostro sistema di reclutamento si basa ancora solo
sull’accertamento di conoscenze strettamente disciplinari e competenze
“vagamente” didattiche</b>. <b>Il
mondo scolastico necessita di una riformulazione urgente</b> richiesta a gran
voce dagli insegnanti che da alcuni anni si trovano a dover gestire una
relazione divenuta sempre più complessa. A me sembra però di combattere contro
i mulini a vento, dal momento che la voce di chi il mondo della scuola lo vive
quotidianamente rimane inascoltata soprattutto dai vari governi che negli
ultimi anni hanno “lavorato” per declassare, umiliare e sfiduciare la
professione di insegnante. Rimane quindi la necessità di rinforzare il <b>valore sociale dei docenti</b> e sostenerli
in un compito che è a dir poco arduo al fine di ricreare un’<b>alleanza educativa</b> tra scuola e
famiglia, basata sulla stima e la fiducia reciproca.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella
Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente
di Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate
a seguire</span><span class="fs12lh1-5">
<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra
sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su
quello che c’è oltre una cattedra. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote>

<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/kbq9My4yK4A">https://youtu.be/kbq9My4yK4A</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 09:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SESSO e DISABILITÀ: imparare a fare all’amore è un DIRITTO!]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014E"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Qualche giorno fa su INSTAGRAM mi sono imbattuto in una pubblicazione, da parte di un ragazzo tetraplegico, di un <a href="https://www.instagram.com/p/B47T1gzpKwv/?utm_source=ig_web_copy_link" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">video</a> (<a href="https://www.instagram.com/p/B47T1gzpKwv/?utm_source=ig_web_copy_link" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">clicca per vedere il video</a>) che affrontava con ironia il <b>tema della sessualità</b>. In esso si ironizzava sull'ipocrisia che c'è in Italia sul tema e sulla generale poca considerazione delle potenzialità sessuali di un ragazzo "diverso" che, nonostante la propria disabilità, potrebbe possedere più "capacità" rispetto a tanti coetanei normodotati. Vista la complessità del tema, mi auguro che il video sia solo una provocazione e che questo argomento, ancora tabù, possa essere affrontato con la giusta serietà e delicatezza. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/disabilita-sesso-bisogni.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Pensate che esiste in Italia una figura professionale, chiamata <i>sex working</i>, riconosciuta come “<i>operatrice all'emotività e alla sessualità</i>”. Ma non voglio soffermarmi sulla questione etica, ma sul fatto inequivocabile che anche noi diversamente abili abbiamo il diritto di vivere una <b>sessualità completa</b> ...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.W3WwnugzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Esploratore di vita</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità"...</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Parole e pensieri che raccontano la vita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/9appJX0by88">https://youtu.be/9appJX0by88</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Dec 2019 08:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quello che ignori cresce nell’OMBRA e ti divora senza pietà: solo la CONOSCENZA ti salverà]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014D"><blockquote><div><i><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal Libro Nero – Capitolo 2</span></i></div><div><b><i><span class="fs12lh1-5 ff2"><br></span></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Il brano che segue è un dialogo interiore dell’autore. Chi parla è l’osservatore sempre sveglio che è in noi e che ognuno percepisce in modo diverso. Il “Noi” (a volte è usata anche la prima persona) è riferito a questo osservatore ed è al plurale perché è costituito da infinite prospettive di visione. Il “Tu” usato è riferito a chi sta cercando in questa vita un modo per “Svegliarsi” e per “Liberarsi” da tante condizioni aggiunte. Il “Voi” è riferito a tutti, indistintamente, sia chi è in cammino verso la consapevolezza e sia chi si è un attimino fermato. Sono stati aggiunti dei commenti sotto i discorsi diretti, per facilitare l’interpretazione del testo, tuttavia esistono diversi livelli di lettura.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Viaggio dimensionale iniziato con la consapevolezza della condizione di schiavitù del corpo, prosegue nella sua seconda parte…</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“Ti senti solo, quindi provi a parlare con altri dannati attraverso la fessura. Alcuni ti risponderanno, altri non ti sentiranno neppure perché sono tremendamente distratti.”</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Nella vita ci capita di sentirci soli, anche se siamo circondati da altre persone. Il mondo fisico è una prigione (o una palestra) per l’anima e gli occhi sono il modo che questa ha di sperimentare la realtà, seppure in modo limitato. Cerchiamo il contatto tra occhi e anime, ma spesso gli sguardi sono assenti e rivolti verso problemi e affanni vari e per questo ci sembra di essere soli, anche se siamo in compagnia.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“Puoi anche decidere di creare un nuovo dannato e farlo alloggiare proprio accanto a te così da non sentirti solo, ma sappi che anche lui soffrirà per colpa tua e del tuo egoismo alimentato dalla paura.”</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo accade, per esempio, quando mettiamo al mondo un figlio per emancipazione, per solitudine, per sanare un matrimonio e per tanti altri motivi che non hanno nulla a che fare con un sincero amore materno.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“Il guardiano ti incanta, ti fa credere cose non vere, ti fa camminare sul posto dandoti l’illusione che tu ti stia spostando. Diversi dannati sono completamente soggiogati dal proprio guardiano.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Ho visto pochi prigionieri che non si sono fatti confondere e sono rimasti coscienti del proprio dramma.”</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Quando si parla di guardiani, si intendono tutti quei processi inconsci che iniziano a dirottare la nostra percezione della realtà portandoci a non vedere e a non sentire. Solo pochi sono in grado di sopravvivere a tutti i vari condizionamenti interiori (i pensieri ricorrenti, le ossessioni, le pulsioni bestiali…) ed esteriori (l’influenza della società, della moda e dei vari sistemi annessi).</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“Ho visto prigionieri liberati che sono tornati indietro e hanno preso una nuova cella e un nuovo guardiano, poiché loro hanno creduto ad una esistenza falsa essendo stati confusi dai guardiani.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Ho visto prigionieri liberati che non hanno mai perso di vista il dramma di quella esistenza misera e non sono mai più tornati, ma si sono mescolati con il Nero infinito senza più manifestarsi a voi.”</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ignoranza-conoscenza-salvezza.jpg"  title="" alt="" width="640" height="359" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Alcuni esseri, riescono a fare il primo passo verso la liberazione, ma scoraggiati dalle difficoltà o dai condizionamenti prima discussi, ritornano in cella. Inoltre questa frase può essere anche interpretata sotto l’ottica del concetto di reincarnazione, quando un’anima lascia il corpo, ma essendo ancora attaccata alla materia, decide di ritornare in cella (nel corpo).</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Altri invece non si lasciano condizionare e non perdono mai di vista il dolore che l’ignoranza e l’incoscienza, hanno loro causato. Entrano in una dimensione inesplorata ed immensa senza più tornare indietro. Anche in questo caso possiamo fare riferimento al processo di reincarnazione che volge al termine lasciando l’anima libera.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“Ho visto prigionieri talmente colpevoli, chiedere uno sconto di pena che non fu mai concesso. </i></b><b class="fs12lh1-5"><i class="fs12lh1-5">Ho visto prigionieri uccidere la gabbia e il guardiano. Questi dannati sono stati presi dalla squadra di recupero evasi. Fuggire dalla squadra è una follia, la squadra sa sempre dove si nasconde l’evaso. Quando il fuggitivo viene catturato, viene messo in una cella peggiore della precedente e lasciato lì per un tempo ancora più lungo.”</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Alcuni si lamentano e pregano con il capo rivolto verso l’alto senza degnarsi di risolvere i problemi con le proprie forze. Ognuno deve fare la propria mossa nel gioco della vita e non ci sono eccezioni nella legge Divina (dell’universo o della natura).</span></div><div><span class="fs12lh1-5">C’è chi comincia a distruggere il proprio corpo con droghe ed altre pratiche poco salubri, ma prima o poi se ne pagherà l’amaro conto, con il risultato di ritrovarsi in un corpo (prigione) ancora più malandato. Se vogliamo fare riferimento al ciclo delle reincarnazioni, risulta chiaro che c’è chi si suicida per liberare la propria anima, ma così facendo viola la Grande Legge e di conseguenza verrà a ritrovarsi in un nuovo corpo ancora più pesante, carico di dolore e tormenti dell’esperienza precedente (generati dall’anima).</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“Non c’è alcuna via di fuga, credimi!</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Il tuo unico alleato sarà il tempo che farà venire fame al guardiano che divorerà la tua prigione lasciandoti libero.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">La cosa più importante è non dimenticare MAI questo dramma… i guardiani ti faranno vedere cose non vere, ti parleranno con falsità e ti ammalieranno costantemente affinché tu dimentichi.”</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/libro-nero-ignoranza.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><br><blockquote><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Non si fugge dalla Grande Legge e il tempo andrà a distruggere tutto ciò che è una zavorra per l’essere. Qui c’è ancora un riferimento al non dimenticare la condizione pietosa a cui ci si condanna ogni volta che ci si discosta dalla verità per seguire forme transitorie di realtà.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“I dannati completamente assorbiti dalle menzogne, ti parleranno come farebbe il tuo guardiano. Faranno di tutto per convincerti che qui stai bene e che questa è la vera esistenza. Se ci crederai per un solo istante, tu tornerai indietro quando sarai liberato.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Non c’è alcuna via di fuga eccetto il ricordo di questo dramma!”</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Altri esseri plagiati dai condizionamenti, diventano soldati al servizio del sistema “carcerario” e cercano altri compagni con cui soffrire per non patire da soli. Se ci si lascia condizionare da loro, si faranno passi indietro. L’unico modo per non tornare indietro e ricordare il primo passo e la motivazione che ci ha spinti ad incamminarci verso la liberazione.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“Tu sei ignorante come tutti gli altri. Alcuni fanno della propria ignoranza una virtù e la esibiscono senza contegno causando danni. Altri si nascondono e chinano il capo. Pochi restano nel silenzio perché non sanno nulla.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Tu sei uno schiavo come tutti gli altri. Alcuni fanno della propria schiavitù una virtù e se ne vantano mostrando la numerosa mole di catene a cui sono legati. Altri girano la testa e non vogliono vedere le catene. Pochi restano coscienti di queste catene e ne conservano il ricordo anche da liberi.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Tu sei colpevole come tutti gli altri. Alcuni fanno della propria colpevolezza una virtù e non fanno altro che rendersi sempre più orgogliosi dei propri misfatti. Altri ignorano di essere colpevoli e si credono tanto puri. Pochi guardano il male negli occhi e non dimenticano quello sguardo, poiché è il loro stesso sguardo.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Tu sei debole come tutti gli altri. Alcuni fanno della propria debolezza una virtù e si scagliano su altri deboli schiacciandoli per sentirsi migliori di loro. Altri cercano qualcuno che li sottometta ancor di più di quanto lo siano. Pochi cercano di unire tanti deboli per ottenere forza.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Tu sei destinato a lasciarti tutto alle spalle. Alcuni si aggrappano a tutto quello che hanno o che pensano di avere, rischiando di restare prigionieri per molto più del tempo. Altri pensano con malinconia a ciò che fu e tentano di tornare indietro invano. Pochi non si perdono in discussioni e occupazioni che presto scompariranno da sole.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Tu sei solo con il tuo guardiano. Alcuni si illudono di essere in compagnia d’altri, ma questi altri sono solo una proiezione del guardiano. Altri cercano disperatamente qualcuno che non troveranno mai. Pochi restano da soli e guardano in faccia il guardiano.”</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Queste sono tutte le diverse reazioni degli esseri nei confronti dell’ignoranza, la schiavitù, la colpa, la debolezza, l’attaccamento e la solitudine.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“Tu puoi gridare, lamentarti, fare qualunque cosa, ma non ti sentirà nessuno se non il tuo guardiano che ti guarderà con indifferenza mentre sconti la tua pena. Ogni singola goccia di dolore scorrerà su di te e non su qualcun altro fino a quando l’intera brocca del dolore non sarà completamente svuotata. Ognuno ha la sua brocca e dovrà bagnarsene poco a poco, goccia dopo goccia, secondo la propria pena.”</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Il cammino che tutti stiamo facendo sul pianeta Terra, non può essere delegato a qualcun altro, ogni passo è una nostra responsabilità e gli ostacoli (gocce di dolore) si presenteranno di continuo in base al sentiero intrapreso (ogni sentiero ha più o meno ostacoli rispetto ad un altro).</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“Non è possibile provare dolore tutto in una volta, ma queste gocce scandiranno il tuo tempo qui per non farti dimenticare il male fino a quando la brocca non sarà svuotata. Quando questo accadrà, tu abbandonerai tutto e non sarai più qui.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Non dimenticare questo, altrimenti tornerai qui una volta libero e dovrai ottenere una nuova brocca del male che ti consumerà goccia dopo goccia fino a liberarti nuovamente.”</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Gli ostacoli non si presentano mai tutti in una volta, altrimenti non sarebbe possibile superarli, per cui vengono ripartiti nel tempo. Dal momento in cui l’essere impara a vedere l’ostacolo come un qualcosa che fa parte del viaggio e non come un inconveniente, allora ci sarà un ampliamento di coscienza che porterà l’essere su un livello differente. Come sempre viene rammentato di non dimenticare il primo passo del cammino e la motivazione originaria che ha portato ad intraprendere il cammino.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">“Non c’è solo il dolore, ci sono anche “belle cose” e queste ti inganneranno e si trasmuteranno in dolore, puoi starne certo. Il guardiano ti propone le “belle cose” affinché tu possa attaccartene e tornare qui una volta liberato per diventare nuovamente uno schiavo.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Il dolore è qui con te e per te, e ogni cosa buona che incontrerai è soltanto una distrazione, una patina che nasconde altro dolore. Tu diventerai insensibile al dolore solo quando diventerai il dolore e riuscirai a confonderti con il male. Solo allora il tuo dolore svanirà e diventerà qualcos’altro che tu ora non puoi immaginare.”</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Fino a quando ci sarà una divisione netta tra “buono” e “cattivo”, l’essere umano sperimenterà la vita come un’altalena: il buono diventa cattivo e il cattivo diventa buono. Il problema in cui spesso ci si imbatte è l’attaccamento nei confronti di un aspetto (magari quello buono) rispetto ad un altro (quello cattivo). Questo atteggiamento porta ad ignorare una faccia della stessa medaglia e tale ignoranza si paga caro perché ciò che viene ignorato cresce nell’ombra fino a diventare più grande di noi. Se si comprende il bene e il male senza avere preferenza per uno o per l’altro, allora si diviene esseri in armonia con la Grande Legge. In sintesi, occorre essere diretti verso il “neutro” (il Tutto) che è il punto da cui partono le innumerevoli strade per la liberazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XbANM-gzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/hjgNaIOHJIQ">https://youtu.be/hjgNaIOHJIQ</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 09:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi ti riempie di BOTTE non cambierà mai. Non tacere. DENUNCIA!                                     ]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014C"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non credergli</b>, <i>figlia mia</i>, <b>se ti dirà che sei sua</b>, che ti ama così alla follia che ti vorrà tutta per sé, che ti ama così tanto da odiare qualunque sguardo ti sfiori appena …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non credergli, <i>figlia mia</i>, se ti dirà che sei così bella per natura da non doverti truccare, così affascinante senza artefici da non dover indossare nulla che mostri ed esalti il tuo corpo, ma anzi che la vera bellezza va nascosta, taciuta, tenuta segreta ad occhi indiscreti… &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"><b>Non credergli</b></span><span class="cf1">, figlia mia, </span><span class="cf1"><b>se ti dirà che tutti gli occhi del mondo sono indiscreti</b></span><span class="cf1">, eccetto i suoi, che solo lui dovrà guardarti, che solo lui potrà amarti per quello che semplicemente sei …</span></i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Non credergli</b><span class="fs12lh1-5">, </span><i class="fs12lh1-5">figlia mia</i><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">se dirà che non vali niente</b><span class="fs12lh1-5">, che il tuo essere nel mondo è opera inutile e vana, che in nulla sei capace e che senza di lui sarai irrimediabilmente persa, perché lui è l’unica tua speranza di dignità, di rispettabilità, l’unica speranza di non rimanere tragicamente sola …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/IRA-VIOLENZA-DONNA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="419" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non credergli</b>, <i>figlia mia</i>, <b>se al primo schiaffo ti dirà che cambierà</b>, che il troppo amore lo ha fatto impazzire e che solo se gli rimarrai accanto potrà guarire…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non credergli</b><i>, figlia mia</i>, <b>se ti dirà che tu lo hai costretto a farti del male</b>, che le botte le hai meritate, che poi, in fin dei conti, dovresti esserne fiera perché la gelosia la nutre solo colui che ama davvero …<b>Non credergli</b>, <i>figlia mia</i>, <b>se ti dirà di non dirlo a nessuno</b>, perché nessuno ti crederà, che la tua reputazione si sfalderà e che i panni sporchi si lavano in famiglia …<b>Non credergli</b>, <i>figlia mia</i>, <b>non lasciarti morire tra le braccia di chi spaccia l’amore vero con i lividi sul corpo e nel cuore</b>, tra le braccia di chi affogherà il proprio male nel tuo sangue sacrificale, all’ignobile, miserabile e riprovevole motto &lt;&lt;…<i>o con me, oppure senza di me</i>…&gt;&gt;.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Credimi</b>, <i>figlia mia</i>: <b>questo non è amore</b>!</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Scappa, urla, fuggi lontano, bussa alle porte, DENUNCIA, e se nessuno ti crederà io lo farò … come donna, come madre, come sorella, come amica … io ti crederò e urlerò insieme a te e alle nostre voci si uniranno quelle di altre donne, altre mamme, altre sorelle, altre amiche, altri uomini … e diventeremo un mondo di cui fidarsi, un mondo in cui poter amare senza dolore, un mondo in cui l’amore non sarà più terrore, in cui il rispetto di te, <i>figlia mia</i>, <b>anche se figlia mia non sarai</b>, diverrà il principio da cui nascerà qualsiasi possibilità di speranza e l’amore finalmente non farà più paura … DENUNCIA!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> I pensieri e le parole del cuore...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/4x1uZ2zlq6g">https://youtu.be/4x1uZ2zlq6g</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 10:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Abbi PAZIENZA: i momenti difficili passano ma tu MIGLIORA te stesso! Non arrenderti mai alla MEDIOCRITÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000014B"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La più grande verità della condizione umana è quella del cammino, del non fermarsi. <b>In ogni istante della vita ci si ritrova sempre a ricominciare</b>. Ènecessario imparare a non guardarsi troppo indietro, ma a <b>focalizzare la propria attenzione sul presente </b>con uno sguardo verso il futuro. Il segreto e la lectio divina sono questi: riprendere, risorgere, ricominciare sempre da se stessi, dalla propria storia, dalle proprie ferite e dai propri dolori, da ciò che sembra una fine, affinché sia, in realtà, l’inizio di tutto. </span></div><div><i class="fs12lh1-5">“La felicità è pensare che nulla è così importante”. </i></div><div><span class="fs12lh1-5">È vero... se si riesce a tornare in se stessi, si può vedere che il tutto è già dentro di noi e null’altro è così importante, anche se lo credevamo tale. Noi stessi siamo importanti e lo siamo sempre, pur se soggetti a cambiamenti. Quando finalmente si riesce a comprendere ciò ci si sente più leggeri. Naturalmente occorre un percorso per arrivare a questa consapevolezza e percezione. Trattasi, infatti, di un cammino non semplice, in quanto <b>le crisi sono accompagnate sempre da sofferenza</b>, proprio perché portano ad una trasformazione. Come ben si sa, i percorsi sono sempre in salita, soprattutto quelli che fanno crescere più di quanto non lo si è già. È proprio grazie a queste salite, infatti, che si diventa saggi, dato che <b>le crisi sono foriere di grossi cambiamenti</b>. Le persone che incontriamo durante queste salite o discese o pianure ci apportano sempre qualcosa, bella o brutta che sia, in ogni caso sempre un pezzo in più alla nostra crescita personale, perché sicuramente siamo orientati verso qualcosa di più grande che al momento è difficile capire, verso l’infinito ed oltre. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Come ben sostiene Jules Evans, nella vita capita a tutti di trovarsi in situazioni spiacevoli che non si possono modificare nell’immediato. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>In tali periodi difficili o stressanti, l’unica cosa che possiamo fare è avere pazienza</b>. Bisogna aspettare il momento opportuno, aspettare che la situazione cambi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/insieme-cammino-crescita--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel frattempo, possiamo sfruttare la situazione per cambiare noi stessi, cioè possiamo considerarla come un’opportunità per agire, per sviluppare la nostra libertà interiore e la capacità di essere superiori agli eventi. Dice Epitteto: <i>“Sono le circostanze difficili a mostrare quanto valgono gli uomini”</i>, ricordando sempre la differenza che esiste tra cos’è in nostro potere e cosa non lo è. Molti eventi della nostra vita, infatti, non dipendono da noi, come, ad esempio, il passato o il comportamento e i pensieri degli altri. Dunque non ha nemmeno senso essere infelici per i problemi degli altri. Le cose esterne non hanno alcun potere su di noi se non glielo lasciamo. <b>L’unica cosa in nostro potere sono i nostri pensieri, le nostre scelte di vita, il nostro comportamento, le nostre azioni</b>. (Cfr. Jules Evans, <i>Filosofia per la vitae altri momenti difficili</i>) Detto questo cari lettori, <b>siate coraggiosi</b>, <b>sognate in grande</b>, <b>amatevi</b>, <b>credete in voi stessi </b>ed in <b>Qualcuno più grande di voi</b>, <b>continuate a cercare</b>, <b>non fermatevi</b>, <b>cercate l’infinito</b>, <b>non arrendetevi mai alla mediocrità</b>! Non accontentatevi! Siate semplici e sinceri! Testa alta, sguardo dritto, cuore in mano! Come afferma Steve Jobs: <i>“Siate affamati. Siate folli”</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>“Il miglior momento per piantare un albero era vent’anni fa; il secondo miglior momento è ora" </i>(Proverbio cinese)</span></div><div><span class="fs12lh1-5">“Per ogni uomo l’esistenza ricomincia sempre come una realtà nuova” (Romano Guardini)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"> </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di "Apprendimento e Relazioni". </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b></b></span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/5cqluBI51TM">https://youtu.be/5cqluBI51TM</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 11:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giornata Mondiale dei Prematuri. "Spera SEMPRE! Quel palpito guerriero potrebbe regalarti la vita! Ecco la mia storia…” ]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000148"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il 17 novembre si celebra la <b>Giornata Mondiale dei Prematuri</b> (<i>World Prematurity Day</i>) e, per affrontare questo argomento, ho pensato che il modo migliore fosse quello di dar voce al racconto di <b>una mamma</b>, una donna coraggiosa che, a distanza di alcuni anni dalla nascita del suo bambino, <b>ha trovato la forza di mettere per iscritto la sua esperienza</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">«La nostra storia ha avuto inizio una mattina di luglio, quando, facendo il test di gravidanza, ho scoperto di essere madre. Sì, perché io sono diventata mamma nell’istante esatto in cui è comparsa la seconda linea sul test e ho scoperto di avere una piccola creatura dentro di me. Da quel momento in poi ogni mio pensiero è sempre stato rivolto al mio bambino e al suo benessere. I primi mesi di gravidanza sono trascorsi tranquillamente, senza avere nessuno dei disturbi tipici del periodo. Ero felice e fiera della mia pancia che stava crescendo, emozionata perché cominciavo a sentire il piccolo che si muoveva dentro di me. Poi una mattina, all’alba, tutto è cambiato. Quella mattina del 25 novembre è finita per me l’età dell’illusione, quella fase della vita in cui credi, ti illudi appunto, che nulla di male potrà mai accadere a te e alle persone che ami di più. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">25 novembre, ore 4:00 del mattino, età gestazionale 24+1 (24 settimane e un giorno) si sono rotte le acque.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quello che è accaduto dopo si può immaginare</b>: smarrimento, dovuto alla totale mancanza di consapevolezza di ciò che stava accadendo, chiamata al ginecologo, corsa in ospedale.Quello che è più difficile da immaginare, e da spiegare, è come si senta una madre in quel momento. Mentre prendevo lentamente coscienza della gravità della situazione, leggendola negli occhi dei medici che mi visitavano, pian piano <b>si sgretolava ciò che era stato fino ad allora il periodo più bello della mia vita</b>. Io perdevo liquido amniotico, ma non avevo alcun tipo di dolore né sentore che stesse per nascere mio figlio. Il medico mi diceva che c’era una rottura del sacco, e aggiungeva: “<i>La nostra priorità è la madre</i>”. Per me quelle parole non avevano senso, perché io stavo benissimo e non avevo assolutamente bisogno di aiuto, <b>la mia priorità era mio figlio e doveva essere anche la loro</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Poi un altro medico, più anziano, aggiunse: “Signora, lei è a 24 settimane, fino alla 23esima si parla di aborto, non di parto”. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Anche in questo caso, quelle parole non avevano valore perché io non stavo partorendo, io non avrei abortito. Smarrita e spaventata, sono stata ricoverata. Nessuno poteva dirmi con esattezza cosa sarebbe accaduto, bisognava solo aspettare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>E così, aspettando, sono trascorsi 42 giorni in ospedale</b>. &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-2" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/terapia-intensiva.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho avuto molte compagne di stanza, considerando che la permanenza media di ognuna di loro era di 3 o 4 giorni. Ogni volta che andavano via, io mi ritrovavo da sola a piangere nella penombra del primo pomeriggio. In realtà, allora non capivo bene il motivo per cui stessi piangendo, dato che la solitudine non mi ha mai spaventata, poi, con il tempo, ho capito: <b>piangevo perché io ero lì inchiodata a quel letto da un tempo che sembrava infinito e non sapevo quando e se sarei riuscita a portare a casa mio figlio</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La sera del 3 gennaio (settimana gestazionale 29+4), i dolori che avevo avvertito il giorno precedente aumentarono, a mezzanotte il tracciato non segnava ancora contrazioni rilevanti. Non riuscivo a dormire, chiamai l’infermiera e la dottoressa di turno mi visitò: “<i>Quelli che senti sono i dolori del parto, sei in travaglio</i>”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Avevo ascoltato tanti racconti del parto e adesso toccava a me</b>, <b>anche se il momento non era quello giusto, non potevo fermarlo</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ero terrorizzata da ciò che sarebbe accaduto a mio figlio una volta nato. Le fasi del parto sono state rapide. In sala con me c’erano mio marito, un’ostetrica, la dottoressa e un grosso orologio sulla parete di fronte. </span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Ricordo il freddo, ricordo di aver visto l’ostetrica, immediatamente dopo il parto, correre verso un angolo della stanza, nascosto alla mia visuale, dove erano i medici dell’UTIN (Unità Terapia Intensiva Neonatale) lì pronti a prendere mio figlio. </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ricordo di aver sentito un miagolio</b>. Un miagolio è stato tutto ciò che ho avuto di mio figlio subito dopo la sua nascita. È stato portato via senza che io potessi neppure vederlo da lontano. <b>Una volta tornata in camera non avevo alcun dolore, solo un indescrivibile senso di vuoto</b>. L’infermiera disse a mio marito che da lì a un paio d’ore avrebbe potuto vedere il bambino. Verso le 5:30 vidi mio figlio in foto. Non sembrava piccolo, e, a parte i tubicini che gli avevano applicato, non sembrava stare troppo male. <b>Solo più tardi ho saputo che il primario aveva mostrato a mio marito la prima radiografia effettuata dicendo che i polmoni apparivano completamente bianchi</b>, ovvero totalmente piatti e non funzionanti. Al mattino presto mi alzai. Non avevo nessun dolore. Una madre vera, a poche ore dal parto non deve riuscire ad alzarsi per il dolore dei punti, della lacerazione, invece io non ero stata in grado di portare a termine il mio compito. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Mio figlio aveva lasciato la mia pancia senza procurami alcun danno, piccolo come era. E di questo mi sentivo in colpa.</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Vivevo in uno stato di trance, sembravo uno zombie, ero sospesa tra la vita e la morte. &nbsp;&nbsp;</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Verso le 10.00 del mattino, con mio marito, cercai di entrare per vederlo, scoprendo quello che poi sarebbe diventato parte di una triste routine, ovvero che gli orari di visita ai propri bambini erano estremamente rigidi. Iniziò a radunarsi una piccola folla di genitori, uno ad uno indossavano un camice verde monouso. Lo indossammo anche noi. La porta non si aprì all’ora prevista, ci dissero che c’era un’urgenza in reparto, quindi bisognava aspettare tutti fuori. Passò ancora mezz’ora, che a me sembrò davvero un tempo infinito. Poi entrammo. Fui inondata da un calore e un odore che non so descrivere, ma che non dimenticherò mai più. Mio marito mi teneva per mano, facendomi strada, lui era stato già lì la notte precedente. Percorremmo un lungo corridoio e a me sembrava di essere in una realtà parallela, un posto sconosciuto e inimmaginabile da fuori. Entrammo. Iniziai a vedere delle incubatrici che sembravano enormi rispetto ai bimbi al loro interno. Io cercavo con gli occhi di capire quale fosse mio figlio, con un senso di totale alienazione. E non riuscivo a pensare, mi lasciavo solo guidare da mio marito. Ricordo gli sguardi degli infermieri, tesi. Ricordo quei primi minuti in quella stanza, dove avrei trascorso in seguito tante ore, come una scena al rallentatore, come un tempo lunghissimo, finché arrivammo alla sua incubatrice, l’ultima in fondo alla stanza.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Non ho le parole per raccontare quello che ho provato in quel momento. Il mio bambino era lì, sofferente, aveva il tubicino dell’intubazione che gli teneva il labbro sollevato come se fosse un pesciolino legato all’amo ed era piccolo e gracile. Dietro la sua culletta c’erano enormi macchinari e quel bip-bip che allertava la bassa saturazione, che sarebbe diventato il mio incubo.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non ricordo con chi parlai e cosa mi dissero, ricordo solo che piansi</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-3" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/prematurita-forza-speranza.jpg"  title="" alt="" width="480" height="640" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tornata in camera, cercando di darmi un contegno, trovai un sacco di gente che era venuta a farmi visita, qualcuno aveva portato dei fiori, qualcuno dei dolci, come si fa quando c’è da festeggiare una nascita, ma <b>io avevo la morte nel cuore</b>, io sapevo cosa avevo visto. Finsi un po’, per non deludere nessuno. Il pomeriggio, tornai da mio figlio, così come avrei fatto tutti i giorni <b>per i successivi tre mesi</b>. Iniziai a parlare con i medici con un minimo di lucidità in più. La situazione era grave. La permanenza nell’utero senza liquido amniotico per oltre 40 giorni aveva pesantemente danneggiato i polmoni, fermandone lo sviluppo al momento della rottura del sacco. <b>La prognosi era riservata</b>. Bisognava aspettare. Il mio vero calvario cominciava in quel momento. Il giorno successivo alle 22:00 mi stavo mettendo a letto, sentii che qualcuno chiedeva di me all’infermiera. Entrò in camera un medico dell’UTIN.</span></div><div><i class="fs12lh1-5">“Signora, ha parlato con i medici oggi pomeriggio?”“Sì, mi hanno detto che la situazione è stazionaria.”“Signora, i valori sono al limite, abbiamo aumentato l’ossigeno al 100%.”“Dottore, cosa rischia?” “È a rischio di vita, mi dispiace.”</i></div><div><span class="fs12lh1-5">Ricordo la mia mano ancorata alla spalliera del letto per reggermi. <b>Stava accadendo ciò che non avevo mai veramente voluto ammettere fino a quel momento</b>: stavo rischiando di perdere mio figlio. I giorni successivi furono di estenuante attesa. Aspettavamo di vedere se il piccolo riuscisse a respirare da solo. Trascorsero così 14 giorni, lunghissimi. Vedevamo bambini nati più piccoli di lui, già respirare da soli, mentre lui ancora non ce la faceva. Dovevo chiedere il permesso prima di poterlo accarezzare attraverso gli oblò dell’incubatrice, e alcune volte il permesso mi veniva anche negato, perché mi dicevano: “<i>È meglio lasciarlo tranquillo</i>”. Mio figlio sarebbe stato più tranquillo se non si fosse accorto che la sua mamma era lì. Questo non vuol dire essere madre. Non deve essere così. Non può essere così. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Ma purtroppo la prematurità è anche questo, è lasciare che degli estranei si occupino di tuo figlio, lo tocchino e lo accudiscano al tuo posto, mentre tu sei lì a guardare, sempre che non ti chiedano di aspettare fuori. Si tratta di tuo figlio, lui è stato nella tua pancia fino a un attimo fa e adesso devi chiedere il permesso a degli estranei per poterlo toccare.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Seguirono giorni di tentativi falliti, giorni difficili e interminabili</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ora dopo ora noi pregavamo e il mio bambino ce la fece</b>. Finalmente, dopo 18 giorni dalla sua nascita, il dottore mi disse che potevo prenderlo in braccio, eravamo pronti per la marsupio terapia. Un’infermiera mi fece accomodare su una poltrona, poi aprì l’incubatrice, prese il bambino, ancora così esile e pieno di tubicini, e <b>lo appoggiò sul mio petto a contatto con la mia pelle</b>: <b>la sensazione più bella del mondo</b>. Fui pervasa da un senso di completezza, dissi a mio marito che mi sembrava di riavere il pancione. <b>Finalmente mi era stato restituito mio figlio</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-4" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/nascita-gioia-rinascita.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">I giorni successivi, tuttavia, non furono semplici. Si sono susseguite una serie di complicazioni che colpiscono frequentemente i bambini prematuri e che non ci hanno permesso mai di abbassare la guardia.Lo tenevo in braccio tutte le volte che me lo permettevano e continuavamo ad aspettare che fosse totalmente autonomo nella respirazione. Le mie giornate erano scandite dagli orari di visita del reparto e per me nulla al di fuori aveva valore. </span><b class="fs12lh1-5">Era come stare sulle montagne russe, si facevano dei passi avanti e poi di colpo una complicazione ci sbatteva di nuovo con la faccia al suolo</b><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Una mattina, il 14 marzo, arrivando vicino alla culla, non potevo credere ai miei occhi: finalmente vidi per la prima volta il viso di mio figlio. Può sembrare strano, ma fino a quel momento il suo volto era stato come mascherato a causa dei tubicini e delle cannule. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Potevo portarlo a casa</b>. Pian piano si fece strada la consapevolezza di dovermi occupare da sola di un bambino che per tre mesi era stato sorvegliato 24 ore su 24 da medici e infermieri. Fino a quel momento ero stata definita una super mamma, ma io non mi sentivo affatto così, perché non avevo fatto nulla di speciale, anzi non avevo fatto neanche le cose normali che fanno le mamme per i loro bambini, <b>mi ero sempre sentita una mamma a metà</b>, ma ora ero pervasa da <b>sentimenti di gioia</b> e <b>di timore</b> allo stesso tempo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il 19 marzo, giorno della festa del papà, ci comunicarono che nostro figlio era stato trasferito in terapia intermedia</b>, il percorso verso casa era concretamente iniziato. Il mio bambino aveva fatto il suo primo grande regalo al papà. Non saremmo mai più entrati in quella stanza che aveva custodito e restituito alla vita il nostro bene più prezioso.</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Il 28 marzo, dopo 84 giorni di ricovero, finalmente ho portato mio figlio a casa e ho cominciato a essere una mamma vera.</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Mi piacerebbe poter dire che i giorni difficili siano finiti lì, chiusi dietro la porta del reparto, ma purtroppo non è stato così, <b>le conseguenze della prematurità si pagano per lungo tempo</b>, ma si arriva ad un punto in cui ogni nuova battaglia si affronta con la consapevolezza di averne già vinte tante, anche più difficili. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Si ha la consapevolezza che il tuo bimbo è un guerriero, un piccolo leoncino.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa fase della mia vita, come un uragano, mi ha travolta e alle sue spalle ha lasciato uno scenario totalmente diverso da quello precedente. <b>Ho avuto al mio fianco tante persone che sono state fondamentali</b> affinché superassi questo momento: familiari, amici vecchi e nuovi che si sono presi cura di me e di mio figlio non lasciandoci mai soli, medici e infermieri meravigliosi. Oggi sono una persona diversa e sono grata di avere con me mio figlio senza che si sia manifestata in lui alcuna conseguenza fisica o psichica. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ora sono consapevole di quali siano le cose davvero importanti nella vita</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">A volte, mentre lo guardo correre, ascolto la sua risata contagiosa, lo rivedo nell’incubatrice e penso a quanta strada abbia fatto, nonostante sia solo un bambino. Mi perdo nel suo abbraccio mentre mi dice: “<i>Mammina, ti voglio bene</i>”, e so di essere una mamma fortunata. Mi è mancato veder diventare la mia pancia come una mongolfiera e abbracciare mio figlio l’istante dopo il parto, ma mi auguro di avere una seconda possibilità, e chissà, magari anche una terza!»</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ci sono storie che meritano di essere raccontate perché non si perda mai la speranza anche nei momenti più bui della nostra vita, per questo ringrazio la mamma, autrice del racconto, e la sua famiglia per avermi donato e affidato la loro storia</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/7DxPhDCU-O8">https://youtu.be/7DxPhDCU-O8</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Nov 2019 18:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[A te DONNA che nasci MADRE dando alla LUCE tuo FIGLIO… Il MONDO è dentro di te!]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000059"><blockquote><div><i class="fs16lh1-5 ff1">Ho udito un battito un giorno, &nbsp;così forte ed intenso da svegliarmi all’improvviso, così profondo nel suono da domandarmi se quella pulsazione fossi proprio io … </i></div> &nbsp;<div><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><i>Mi sono guardato attorno e non vi era nessuno, ho continuato a dormire, sapevo di essere al sicuro …</i></b><i></i></span></div> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">Quel battito da allora è divenuto il mio tempo, ha riempito il mio spazio facendomi compagnia …<i></i></span></div><div> &nbsp;</div> &nbsp;<div><i class="fs16lh1-5 ff1">Ho udito una voce un giorno, così avvolgente e calda nel suono da svegliarmi nuovamente, così vicina nella percezione da pensare che qualcuno fosse accanto a me, o che quella vibrazione fossi proprio io … &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></i></div> &nbsp;<div><b><i class="fs16lh1-5 ff1">Mi sono guardato attorno e non vi era nessuno, ho continuato a dormire, sapevo di essere al sicuro …</i></b></div><div><hr></div> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Quella voce da allora è diventata la mia melodia, ha scandito i secondi, i minuti e ha nutrito il mio corpo rendendolo sostanza …</span></i></span></div><div><hr></div><div> &nbsp;</div> &nbsp;<div><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><i>Ho dormito in una culla d’amore</i></b><i>, dondolato in un abbraccio delicato, a tratti trepidante, delle volte timoroso, tra battiti e melodie sono stato generato dalla gioia dell’attesa, <b>attendendo che quel tempo concedesse a LEI la fortuna</b> di vedere la luce, di portare a compimento il Miracolo della vita… <b>di nascere MADRE</b> …</i></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/MAMMA-NEONATO-VITA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div> &nbsp;<div><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><i>Ho assistito da un posto speciale, da un luogo così lontano dalla realtà da sembrare un sogno, ma così pieno di vita da esserne DIMORA</i></b>, lo spettacolo più straordinario a cui un uomo possa partecipare: <b><i>ho visto nascere mia madre, quando la luce della vita mi ha permesso di sentirla …</i></b></span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span><br> <span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span><br> &nbsp;<div><br></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/R3Wf53M_YRM">https://youtu.be/R3Wf53M_YRM</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Nov 2019 17:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sei dentro MATRIX. Ma non è più un film, stai morendo e non sei un divo di Hollywood]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000145"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, ora provo a fare un esperimento: partire da una proiezione cinematografica che ha ottenuto un successo planetario tanto da aver avuto ben quattro Oscar e un meritato riscontro anche in fortunate trasposizioni teatrali, soprattutto musical, ed arrivare a parlare di filosofia, nello specifico di Platone, per poi giungere ai giorni nostri e discutere di un serio fenomeno sociale che ha, letteralmente, modificato il nostro modo di comunicare e di relazionarci. Che ne dite? Cominciamo: Matrix. <b>Nel 1999 per la regia di Andy e Larry Wachowski, giunge in tutti i cinema un film che ha presagito</b>, purtroppo, <b>quello che sta accadendo e ciò che si avvertiva già da molto</b>. Dal latino <i>matrix</i>, (<b>matrice</b>) che ha dato origine al termine inglese <i>matrix (<b>matrice di numeri</b>)</i>, nel film in questione, <b>il protagonista assoluto è una sorta di <i>cyberspazio </i></b>o realtà simulata creata dalle macchine. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>“Matrix</i><i> è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità”.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa citazione, tratta dal film, è ciò che Morpheus, un famigerato “pirata virtuale” ricercato dalle autorità, dice a Neo, pseudonimo di Thomas A. Anderson, un cittadino modello di giorno e un hacker molto attivo di notte, tanto da commettere i più illeciti informatici possibili. Intrappolato in un mondo irreale, Neo, l’eletto, riuscirà, solo verso la fine, a distruggere completamente ciò che fino a quel momento lo aveva irretito: il mondo di Matrix, quello virtuale e simulato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">“<i>Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello. Questo è il mondo che tu conosci (Morpheus accende un televisore e mostra immagini del nostro mondo): il mondo com'era alla fine del XX secolo e che ora esiste solo in quanto parte di una neurosimulazione interattiva che noi chiamiamo Matrix. Sei vissuto in un mondo fittizio, Neo”. &nbsp;</i>“Sai qual è la verità? <i>Che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado purtroppo di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.” </i></span></div><div><b class="fs12lh1-5">Mi fermo qua</b><span class="fs12lh1-5">. Ora tutti noi siamo messi di fronte a una scelta: pillola azzurra o pillola rossa?</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><hr><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Cosa intendiamo fare da questo momento in poi? Rimanere nel mondo delle meraviglie o svegliarci da un lungo torpore dove tutto è rimasto per troppo tempo intorpidito?</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>A Neo fanno male persino gli occhi e non è un caso</b>: tutto, compresi gli occhi, non è stato mai usato. <b>Neo è rimasto imbrigliato in una realtà immaginaria </b>che non è mai esistita, è solo simulazione creata dalle stesse macchine per le quali ci si è votati, un brutto scherzo del destino che le ha volute dominatrici e gli uomini, burattini nelle loro mani. 1999. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/virtuale-mondo.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Per essere un film realizzato una ventina di anni fa, ci sembra che abbia profetizzato, sin troppo bene, la realtà attuale. Ma c’è chi lo ha fatto molto tempo prima: <b>Platone e la filosofia occidentale</b>. Il filosofo ateniese con il suo “mito della caverna”, ha anticipato ciò che, purtroppo, secoli e secoli dopo si è verificato: l<b>a schiavitù e l’impossibilità a liberarsene a causa della grande assuefazione alla quale tutti, siamo stati sottoposti. </b>Siamo come quei prigionieri che sin dalla nascita, resi schiavi, sono stati portati nelle profondità di una caverna, costretti a fissare un muro che proietta l’ombra di passanti, percorrere una strada eretta tra un grande fuoco alle loro spalle e i prigionieri stessi. <b>Platone intuì l’enorme difficoltà da parte di uno di loro</b>, qualora si fosse liberato dalla schiavitù, <b>a convincere tutti gli altri che</b>, ironia della sorte, <b>avrebbero finito con il credere che la realtà possa essere più fittizia della finzione</b>. A questo punto vorrei concludere con una riflessione, un interrogativo sollevato da alcuni amici con i quali si discuteva della grande, grandissima popolarità, oggi, dei social: perché si trascorre il proprio tempo più collegati e connessi che non per strada? <b>Perché si rimane nell’anonimato di una apparente virtualità</b> e meno tra la gente? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Risposta: il virtuale è più interessante del reale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/MCyfnN9PULw">https://youtu.be/MCyfnN9PULw</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 10:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tieniti pronto: un giorno QUALUNQUE sarà il tuo giorno MIGLIORE!]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000144"><blockquote><div><i><span class="fs16lh1-5 ff1">Un giorno qualunque, uno come tanti, iniziato senza clamore, come il solito mattino in cui il sole sorge e scandisce le ore …</span></i></div><div><i><span class="fs16lh1-5 ff1">Un giorno qualunque, che proprio non ti aspetti, capirai che la meraviglia del mondo è racchiusa in mille difetti …</span></i></div><div><i><span class="fs16lh1-5 ff1">Un giorno qualunque, forse oggi oppure domani, riceverai quel bene che finalmente stringerai tra le tue mani …</span></i></div><div><i class="fs16lh1-5 ff1">Ed allora tieniti pronto, abbi pazienza, perché quel giorno qualunque sarà la tua ricompensa … </i></div><div><i><span class="fs16lh1-5 ff1">Sarà il premio per le tante sconfitte, sarà il dono per le medaglie mai vinte, sarà bagliore in un minuto, fragore in un secondo che romperà il silenzio del mondo …</span></i></div><div><i><span class="fs16lh1-5 ff1">Sarà il tuo giorno tanto sognato, sarà l’emozione che ti prenderà per mano, ti ringrazierà per non aver mai mollato anche se delle volte ne sei stato tentato … &nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5 ff2"> </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Sarà finalmente il tuo giorno migliore che senza fine durerà ore ed ore, durerà nel tempo o solo un secondo, ma nei ricordi varrà tutti i giorni del mondo…</span></i></span></div><hr><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>Benedetto sia il tempo dell’attesa se in quel tempo hai vinto con coraggio la tua resa… </i></span></div><div><i><span class="fs16lh1-5 ff1">Benedetto sia colui che cade, ma che con le mani sporche persuade, che non si cura delle ferite perché la sua volontà le ha subito guarite, che continua a camminare anche se ha perso da tempo il motivo per andare …</span></i></div><div><i><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></i></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/forza-impegno-vittoria.jpg"  title="" alt="" width="720" height="406" /><br><blockquote><div><br></div><div><i class="fs16lh1-5 ff1">Benedetto sia colui che ritrova la strada, debole e stanco, prima che cada, che arriverà senza fiato al traguardo sperato, sorreggendo con coraggio il bagaglio portato &nbsp;…</i></div><div><i class="fs16lh1-5 ff1">Che sarà felice del viaggio intrapreso anche se nel mentre il pianto l’ha sorpreso, anche se la fatica è stata dura e la vita gli ha fatto a tratti paura, ma ha visto spalancarsi orizzonti &nbsp;e da lì ha capito che l’amore non ha mai avuto confronti: possiede il clamore del sole chesorge e scandisce le ore, che trasforma un giorno qualunque nel miracolo inspiegabile della luce ovunque …</i></div><div><i><span class="fs12lh1-5 ff2"><br></span></i></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div><div><i class="fs12lh1-5"> </i></div></blockquote><div><b></b></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/QeC-WmNKLos">https://youtu.be/QeC-WmNKLos</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 Nov 2019 10:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I FIGLI non devono realizzare i SOGNI dei GENITORI. Fateli vivere!   ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000143"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Un genitore che confonde i propri sogni con quelli dei figli si rende responsabile del fallimento degli stessi. Un fallimento che s’insinua insospettato fra i più apparenti successi, distruggendo personalità giovanili destinate a non vivere la propria vita da protagonista, ma da spettatore della realizzazione di chi lo ha messo al mondo, senza permettergli di trovare il giusto posto, ciò che più gli confà. Un genitore che sicuramente ha frustrazioni profonde che spingono a creare false convinzioni e false aspettative ed ambizioni filiali che spingono a cercare strade che portino ad essere a tutti i costi migliori di altri, a costo di privarsi del proprio sé. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Se il mestiere di genitore, è &nbsp;risaputo, è il più difficile, è pur vero che molti errori educativi vengono commessi con assoluta coscienza e lucidità. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Con la volontà di appagare e gratificare il proprio ego </b>attraverso la figliolanza, che ha stesso sangue e DNA, ma diverse ambizioni, mentalità, desideri e sogni. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/genitori-sogni-liberta.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Sogni che vanno vissuti in prima persona ed inseguiti col proprio cuore e con la proprie gambe, con le proprie ali, su cui un genitore può solo soffiare il prezioso e autentico incoraggiamento che racchiuda tutto il suo sentimento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Xb3B7ppKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e </span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti </span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;<div><b></b></div></div><a href="https://youtu.be/W2LGipa0pVY">https://youtu.be/W2LGipa0pVY</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 17:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Tremate, tremate, ad HALLOWEEN le STREGHE son tornate …”]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000142"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Per Halloween, festività conosciuta anche come “</span><i class="fs12lh1-5">la notte delle streghe</i><span class="fs12lh1-5">”, vorrei proporre a tutti gli amici di Città dell’infanzia la lettura di un romanzo per ragazzi, la cui protagonista è proprio una piccola strega.</span><span class="fs12lh1-5"><b>“Streghetta mia”</b></span><span class="fs12lh1-5"> è un romanzo umoristico scritto da Bianca Pitzorno e pubblicato per la prima volta nel 1988 dalla casa editrice E. Elle di Trieste, consigliato per bambini dai 7 anni in su. La vicenda comincia con la presentazione di Asdrubale Tirinnanzi, ragazzo egoista, avido di denaro ed estremamente carente in igiene personale, che per ottenere la cospicua eredità del pro-zio Sempronio deve assolutamente sposare, entro un anno, una strega. Le sue ricerche lo porteranno a incontrare la famiglia Zep, da poco allietata dalla nascita della loro settima bambina, Emilia. La piccola, fin da subito, dimostra di avere strane caratteristiche: ha i capelli rossi (a differenza delle sue sorelle rigorosamente bionde o brune), non va a fondo nell’acqua durante il bagnetto, parla con gli animali che obbediscono ai sui ordini, la sua immagine non è riflessa dagli specchi e riesce a sollevarsi in volo su di una scopa. Gli Zep, moderni e istruiti, non vengono neppure sfiorati dall’idea che la loro figlioletta possa essere una strega, solo Asdrubale, leggendo per caso in biblioteca un tema scritto da una delle sorelle di Emilia, riconosce di aver trovato finalmente ciò che cercava, ma solo troppo tardi si accorgerà di aver tralasciato un indizio fondamentale… </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/lettura-halloween-libro.jpg"  title="" alt="" width="669" height="1030" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Bianca Pitzorno</b>, una delle più amate autrici di libri per ragazzi, <b>decide di scrivere questo romanzo in seguito alle numerose ricerche da lei svolte</b>, tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta, per la biografia di Eleonora d'Arborea. <b>Gli studi sul Medioevo la portano inevitabilmente a imbattersi nelle cronache delle persecuzioni delle streghe</b>, argomento che tocca profondamente la sua sensibilità: “Ciò che mi pareva incredibile non era tanto la superstizione, ma la pretesa di dimostrare 'scientificamente' l'esistenza delle streghe e dei loro malvagi poteri. I serissimi manuali che dovevano mettere gli inquisitori in grado di riconoscere la strega sotto le ingannevoli apparenze di una donna qualsiasi, le 'prove' inconfutabili della loro diversità. Erano, quelli della mia ricerca, <b>anni di femminismo ruggente</b>, e <b>la strega era diventata il simbolo della donna perseguitata</b>, ma anche della donna dotata di poteri straordinari, temuta e odiata dagli uomini per questo.”</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/halloween-lettura-infanzia--1-.png"  title="" alt="" width="640" height="475" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> L’idea iniziale era quella di scrivere un romanzo storico di ambientazione medievale, ma in un secondo momento, l’autrice decide, giocando sull’ironia, di ambientare la vicenda nel ventesimo secolo tra gente fiduciosa nella scienza e che non crede assolutamente all’esistenza delle streghe.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> I segni dai quali si può riconoscere una strega e i modi di ridurla al proprio volere, elencati da Asdrubale Tirinnanzi sul suo taccuino, sono tratti dal “Malleusmaleficarum”, il “Martello delle Streghe”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Oggi è possibile trovare il romanzo “<i>Streghetta mia</i>” sia in versione cartacea nell’edizione Einaudi Ragazzi, collana Storie e Rime, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati o nell’edizione del 2019 con le illustrazioni di Mark Beech, sia come audiolibro letto dalla stessa autrice, edito da Emons Libri &amp; Audiolibri. Buona lettura!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/M3rS_h3KkYQ">https://youtu.be/M3rS_h3KkYQ</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 08:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quanto dura un APPARECCHIO ACUSTICO? Diamogli lunga vita ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000141"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Una delle domande più frequenti che in sede di consulenza un paziente pone all'audioprotesista riguarda la durata della protesi acustica, o meglio, <b>dopo quanto tempo è necessario cambiare l'apparecchio che si sta per applicare</b>. In linea di massima la durata media di questi dispositivi va <b>dai 4 ai 7 anni</b>, ma si tratta di un’informazione valida solo <b>in linea generica</b>. In primo luogo va detto che uno dei motivi per cui è necessario sostituire l’apparecchio acustico dopo un determinato periodo non è legato al non funzionamento, quanto alla ridotta resa in termini di "<i>pulizia dei suoni amplificati</i>", poiché <b>l’usura delle protesi ne riduce la qualità del suono</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Altra variabile importante è data dalla manutenzione e dalla pulizia dei dispositivi che deve essere quotidiana. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il cerume</b>, infatti, è uno dei motivi di malfunzionamento più frequenti e spesso determina un guasto degli apparecchi acustici, poiché <b>va ad ostruire il microfono o il ricevitore</b>. Questo fenomeno è ancora più evidente in estate, essendo il cerume una sostanza grassa, in questo periodo si scioglie più facilmente infiltrandosi all'interno della protesi con conseguente danno alle componenti elettroniche che la costituiscono. Stesso dicasi per la sudorazione. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Dunque è importante che un apparecchio venga pulito quotidianamente e venga asciugato ogni qualvolta si bagni. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Discorso a parte va fatto per le possibili variazioni della perdita uditiva che in alcuni casi possono essere piuttosto rilevanti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/orecchio-udito-protesi.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Benché la scelta di una protesi auricolare venga fatta tenendo conto di una possibile variazione della capacità uditiva, e quindi di avere una certa tolleranza nelle regolazioni, qualora il peggioramento uditivo superasse certi limiti, l'apparecchio in dotazione non sarebbe più sufficiente. Concludo con alcuni consigli per una lunga durata delle protesi acustiche:</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">pulire quotidianamente gli apparecchi acustici mediante specifici prodotti che è possibile trovare presso il proprio centro audioprotesico;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">asciugare il sudore e deumidificare gli apparecchi acustici (esistono anche in questo caso prodotti specifici);</span></li><li><span class="fs12lh1-5">importante mantenere sempre una corretta igiene del condotto uditivo;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">evitare di far cadere o urtare gli apparecchi acustici.</span></li></ul></ul></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Importante è effettuare un esame audiometrico almeno una volta l'anno, mentre una volta al mese sarebbe opportuno programmare </b>una piccola visita di controllo presso il proprio centro acustico: il vostro audioprotesista saprà dirvi di più sullo "<i>stato di salute</i>" dell’apparecchio acustico.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di specializzazione in </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/BOHtRoJLiFE">https://youtu.be/BOHtRoJLiFE</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 08:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sei vanitoso perché vivi IGNORANTE e godi nella tua superficialità]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000140"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Dal “Libro Nero”</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il brano che segue è un dialogo interiore dell’autore. Chi parla è l’osservatore sempre sveglio che è in noi e che ognuno percepisce in modo diverso. <b>Il “Noi”usato è riferito a questo osservatore</b> ed è al plurale perché è costituito da infinite prospettive di visione. <b>Il “Tu” usato è riferito a chi sta cercando in questa vita un modo per “Svegliarsi” </b>e per <b>“Liberarsi” </b>da tante condizioni aggiunte. <b>Il “Voi” è riferito a tutti</b>, indistintamente, sia chi è in cammino verso la consapevolezza e sia chi si è un attimino fermato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">“Non c’è alcuna via di fuga! Puoi andare in qualsiasi posto, ma dovrai portarti dietro la tua carcassa ovunque tu vada. Le sensazioni ti perseguiteranno ogni giorno: Freddo, Caldo, Fame, Sete e Dolore alternate da quelle piacevoli, in un’altalena continua. I tuoi occhi non vedranno, le tue orecchie non sentiranno e la tua mente non penserà. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ovunque tu vada non cambierà nulla! Sei un prigioniero che si sposta con la sua gabbia, che vede la “Realtà” attraverso una fessura e crede che esista solo quella prospettiva. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ne sei consapevole, ma non puoi farci nulla... la tua prigione è stretta e ti comprime facendoti sentire il dolore della reclusione”. Con prigione si intende l’insieme di tutto ciò che noi crediamo di essere: Maschi o femmine, italiani o austriaci, musulmani o cattolici, ricchi o poveri...e tanto altro. “Da un pertugio qualcuno ti passaqualcosa per appagare qualche misero bisogno della tua prigione, mentre tu all’interno di essa, muori di fame. Ho visto altri dannati decorare la propria cella con quelle cose, convincendosidi essere a casa, ma in realtà non è così e tu lo sai”. Dal mondo prendiamo solo ciò che soddisfa quella parte di noi checrediamo di essere, decoriamo la nostra parte più superficiale di queste cose: titoli di studio, denaro, proprietà, notorietà, potere sugli altri e tanto altro. Avere queste cose non basta, e chi è più “Sensibile” sentirà sempre un vuoto che attende di essere colmato.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">“Gli illusi hanno un fragile sorriso sulle labbra destinato a scomparire con la stessa logica di come ogni prigioniero è destinato alla sua prigione. È tutto buio e ogni prigioniero fluttua con la propria prigione in uno spazio infinito e sconosciuto, ma nessuno di loro può entrare davvero in contatto con altri se non con le loro prigioni”.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La felicità che otteniamo dalle cose esteriori, è superficiale ed effimera</b>. Incontriamo tante persone, ma alla fine ci limitiamo solo a conoscere la loro esteriorità e la loro “Prigione”. “A volte puoi vedere solo i loro occhi sporgersi dalla fessura delle proprie prigioni, mentre la maggior parte dei dannati non ha mai trovato quella fessura. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/catene-prigione-ifgnoranza.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Certi dannati, sono talmente disperati da stare in un angolo a dondolarsi tutto il tempo aspettando di essere totalmente divorati dall’oscurità che come un’ombra avviluppa la prigione”. Gli occhi sono l’unica porta verso l’infinito del proprio essere. Alcune persone hanno uno sguardo presente, perché hanno sintonizzato i loro occhi fisici con quelli interiori e guardano il mondo con saggezza e calma, mentre altre persone “non hanno trovato ancora la fessura” e il loro sguardo è assente, osservano ilmondo con paura o con avidità.</span></div><div><i><span class="fs16lh1-5 ff1">“Ogni prigione ha un guardiano che avvolge la cella con tanti bracci e la stritola con forza. Alcuni dannati hanno scontato la pena e la loro prigione è stata stritolata fino a farli uscire! La loro persona è schizzata fuori nell’infinito nero!” . </span></i><span class="fs12lh1-5">Questo è il momento della “Morte” sia in senso metaforico che in senso letterale. </span><b class="fs12lh1-5">Morire è doloroso ma è liberatorio</b><span class="fs12lh1-5">. Moriamo tante volte ma non ce ne rendiamo conto. Moriamo ogni volta che perdiamo qualcosa, ogni volta che ci distacchiamo da un vincolo su cui avevamo fatto troppo affidamento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">“C’è un momento in questi tempi di dannazione, in cui ogni guardiano lascia uscire il dannato dalla cella. Pochi conservano il ricordo di queste uscite nel Nero, il resto dimentica e non vuole neppure immaginare cosa ci sia in quel Nero. Diversi dannati si rifiutano di uscire in quelle occasioni e sfuggono dalle braccia dei guardiani che cercano di tirarli fuori”. Questo è il momento del sonno con i relativi sogni ed esperienze annesse (viaggio astrale, sogno lucido...). </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Il sonno è un processo obbligatorio necessario per spostarci su altri piani dell’esistenza, una sorta di viaggio interiore.</i></span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5 ff1">Tutti hanno paura dei guardiani, eccetto chi è realmente stufo di questa prigionia e ha perso anche la voglia di avere paura. Ogni guardiano è saldamente legato a un prigioniero e non c’è alcun modo per distruggere tale legame se non scontando la pena. Ho visto dannati scontare pene lunghissime e ho visto dannati entrare e uscire appena dopo. Ogni volta che un dannato lascia la cella, gli altri prigionieri si disperano perché non sanno dove il liberato andrà a finire. Si ricordano che questo evento riguarderà anche loro un giorno e preferiscono il tormento certo piuttosto che l’incertezza della Libertà”</span></i><span class="fs16lh1-5 ff1">. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">In questo passo, si parla di “Reincarnazione”, di vita ed altra vita ancora. Ogni volta che abbiamo a che fare con la “Morte”, ci rattristiamo e pensiamo al momento che accadrà pure a noi, rifiutandoci di meditarci su seriamente. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>La morte è una cosa che rimandiamo all’infinito, ma lei non rimanda mai i suoi impegni.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">“Allo scadere della pena, il guardiano divora la cella scacciando il dannato che ora è un liberato”. La morte fisica che decompone il corpo e lo divora attraverso tutti i vari processi chimici. “Alcuni prigionieri si trovano in celle molto grandi con un altrettanto grande guardiano ad avvolgerla. Altri prigionieri hanno minuscole celle scomode e appuntite. I dannati dalle celle grandi sono quelli che raramente riescono a trovarela fessura, mentre i dannati dalle celle minuscole, la trovano abbastanza presto. Tu non ricordi perché, ma sei un dannato come tanti altri. Sconterai diversi tempi in questa cella piena di ignoranza e paura. ”Coloro che fanno una vita piena di vizi e di intrattenimenti vari, difficilmente vanno a fondo in loro stessi, perché sono troppo presi dalle esteriorità. Mentre chi è più morigerato, di solito, si focalizza sull’essenziale per vivere. Ad ogni modo ognuno è sullo stesso piano, dipende da noi quando scegliere di trovare il <b>giusto equilibrio tra esteriorità ed interiorità</b> e così facendo si inizierà <b>la marcia verso la consapevolezza di Sé.</b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XbANM-gzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div></blockquote><blockquote><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XbANM-gzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema<br></a></b><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche<br></span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12lh1-5"> <br></span><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"<br></a></span><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></blockquote><blockquote><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/PivWY9wn5ps">https://youtu.be/PivWY9wn5ps</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 08:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Conosci le tue EMOZIONI? EDUCARE ai sentimenti è un viaggio ben oltre se stessi]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013F"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il termine ‘educazione’ è molto complesso e può avere diverse interpretazioni. Spesso, infatti, nella quotidianità è addirittura abusato (si parla impropriamente di educatori in vari contesti e situazioni). Dal punto di vista pedagogico, tralasciando l’origine etimologica del termine, brevemente citata in articoli precedenti, possiamo affermare che <b>l’educazione è un processo vitale per l’uomo, proprio perché necessario alla sua vita e costitutivo del suo essere</b>. Noi, infatti, non siamo al mondo soltanto per soddisfare i nostri bisogni fisiologici, ma anche per porci domande, per interrogarci sul significato della nostra esistenza, per dare un senso profondo alla nostra vita. Dunque la complessità del lavoro educativo consiste proprio nel formare il soggetto ad un continuo confronto con se stesso e con l’altro da sé, ad uno scambio con la realtà socio-culturale che lo circonda. È un impegno che consiste nell’accompagnare l’individuo ad approfondire la conoscenza di se stesso e della sua unicità per poi essere capace di esprimerla. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>L’educabilità è una particolarità della condizione umana e l’intervento educativo si caratterizza per essere una proposta che viene fatta all’educando il quale, a sua volta, può essere libero di accettarla o meno. È un’azione educativa nei suoi confronti. &nbsp;&nbsp;</i></span></div><hr><div><b class="fs12lh1-5">Oggi si parla di life-long learning</b><span class="fs12lh1-5">, cioè dell’importanza del processo educativo che attraversa l’intero percorso di vita del soggetto. L’obiettivo, infatti, è la dignità dell’uomo, rendendo la persona, di qualunque età, consapevole di sé. Quindi la funzione della pedagogia, oggi, è quella di orientare alla formazione e all’educazione dell’individuo in un costante rapporto tra teoria e prassi, ossia esperienza vissuta. La finalità ultima della relazione educativa è la crescita della persona nel rapporto con se stessa e nel confronto con l’altro, quindi nella capacità di aprirsi alla società. </span><b class="fs12lh1-5">Educare qualcuno</b><span class="fs12lh1-5">, dunque, </span><b class="fs12lh1-5">significa accompagnarlo all’incontro con l’altro</b><span class="fs12lh1-5">, dato che la relazionalità è costitutiva della persona. </span><b class="fs12lh1-5">L’essere umano diventa sempre più persona quanto più ricche sono le sue relazioni</b><span class="fs12lh1-5">. Da parte degli educatori, si tratta di riscoprire la </span><b class="fs12lh1-5">responsabilità del processo stesso del fare relazione</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">dell’incontro con l’educando</b><span class="fs12lh1-5"> ritenendolo unico e non copia di altri, perché </span><b class="fs12lh1-5">ogni persona è diversa e irripetibile e porta novità</b><span class="fs12lh1-5">, quindi anche l’intervento con lei è unico.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Se la relazione educativa è impostata bene favorisce un buon apprendimento, attraverso l’empatia, l’ascolto attivo, la comunicazione verbale e non verbale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Diventa sempre più importante, oggigiorno, anche <b>educare ai sentimenti</b>, a saper <b>comprendere le proprie emozioni</b>, perché <b>non</b> sempre <b>si è in grado di dare un nome a ciò che proviamo</b>, come la tristezza, la felicità che spesso confondiamo con euforia. Le emozioni, poi, una volta comprese, bisogna tradurle in azioni che possono essere anche, e soprattutto, finalizzate a realizzare un cambiamento interiore, di fronte a diverse situazioni. <b> </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/conoscere-educare-seminare.jpg"  title="" alt="" width="640" height="409" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sarà necessario</b>, dunque, <b>educare ed educarsi a gestire le emozioni</b>, <b>a fortificarsi dal punto di vista affettivo-relazionale</b>, <b>a lavorare su di sé</b> con formazione personale, oltre che professionale. <b>Il lavoro educativo è molto complesso</b>, pieno di responsabilità e necessita di un <b>continuo aggiornamento</b> dato che le persone e le situazioni cambiano continuamente. Sbaglia chi si ritiene arrivato e chi si ferma nella propria crescita personale e professionale. <b>La formazione permanente ci rende esseri umani migliori</b>. Lo stesso Socrate sapeva di non sapere. Chi lavora in ambito educativo, come tutti i professionisti delle relazioni umane e d’aiuto, dev’essere caratterizzato, oltre che dalla necessaria ed importante formazione accademica adeguata, anche e soprattutto dalla vocazione, dall’empatia, dalla capacità di accogliere l’altro in un clima caldo di ascolto attivo ed interessato senza pregiudizi, dall’interesse e dal rispetto per le persone, dalla propria autenticità.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WmnkaKjibIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento e Relazioni"</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<span class="fs12lh1-5"> </span><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/pzLkM_FIqWg">https://youtu.be/pzLkM_FIqWg</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 17:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Insegnanti di SOSTEGNO ne abbiamo? NO ed è una VERGOGNA!]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013E"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Siamo ormai ad ottobre inoltrato, l'anno scolastico è iniziato da circa un mese, ma ancora una volta, la scuola affronta l'emergenza della <b>gravissima carenza del personale docente</b>. Ogni anno scolastico comincia puntualmente con migliaia di cattedre scoperte in tutta Italia, <b>problema che riguarda soprattutto gli insegnanti di sostegno</b>. Tralascio i tecnicismi che riguardano il mondo della scuola, organico di diritto e di fatto, messa a disposizione (MAD), precariato, concorsi ordinari, percorso abilitante speciale (PAS), graduatorie d'istituto, perché poco interessano alle famiglie degli studenti che si vedono negare il loro diritto all'istruzione.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Mi soffermo piuttosto ad analizzare particolarmente la situazione di quegli studenti che, pur avendo diritto ad avere un insegnante di sostegno, sono costretti a vivere un disagio quotidiano, fatto di solitudine e frustrazione.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Eppure la presenza di un docente specializzato dovrebbe essere motivo di orgoglio per il nostro sistema scolastico</b>. L'insegnante di sostegno infatti ha il <b>difficile ruolo di entrare in comunicazione con ragazzi che hanno una sensibilità differente</b>, che necessitano di qualcuno che funga da tramite con il quotidiano, che sia talvolta la loro voce. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/sostegno-scuola-cattedra.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ha il delicato compito di far capire che lo studente a lui affidato non è “anormale”, ma è un ragazzo come gli altri. Solo i suoi bisogni sono differenti! Assicurando fin da subito la presenza di tutto il personale docente si garantirà il <b>diritto all’istruzione</b>, dando così la possibilità ad ogni studente di raggiungere traguardi che talvolta sembrano lontani.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs18lh1-5 ff1"><i>“La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”</i>. (Costituzione Italiana, art.34)</span></div><div><span class="fs18lh1-5 ff1"><i>“Ognuno ha diritto ad un’istruzione. L’istruzione dovrebbe essere gratuita, almeno a livelli elementari e fondamentali. L’istruzione elementare dovrebbe essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale, dovrebbero essere generalmente fruibili, così come pure un’istruzione superiore dovrebbe essere accessibile sulle basi del merito”</i>. (ONU, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 26)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/0UPX_4N2NZI">https://youtu.be/0UPX_4N2NZI</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 12:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Divoro CIBO fino a scoppiare, poi VOMITO. Sono bulimica!"]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013D"><blockquote><div><i class="fs12lh1-5">“…sono continuamente preoccupata per il mio peso e per la mia forma fisica, mi guardo allo specchio e non mi piaccio, anzi provo proprio disgusto per il mio corpo, detesto soprattutto le gambe, sono enormi, piene di cellulite! Per cercare di stare in forma seguo una dieta, ma <b>in alcuni momenti della settimana</b>, in particolar modo quando sono sola a casa e mi sento triste, <b>vado in cucina e “divoro” tutto ciò che trovo nella dispensa</b>. Inizio con una scatola di biscotti, ma non riesco a fermarmi e così le scatole diventano 2, 3, poi patatine e tutti gli snack disponibili in cucina, finché non mi sento piena da star male.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Subito dopo questa corsa frenetica all’ingestione di cibo provo vergogna, mi sento in colpa e corro in bagno per vomitare. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>È </i><i>uno strano meccanismo: più mangio e più mi vien voglia di procurarmi il vomito, più vomito e più provo disgusto per me stessa e mi vien voglia di mangiare. È un circolo vizioso in cui sento di essere imbrigliata senza avere il controllo e dal quale non riesco a liberarmi … È come se ciò che volessi controllare alla fine arrivasse a controllarmi, è una trappola dalla quale è difficile uscire”</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/malessere-cibo-bulimia.jpg"  title="" alt="" width="640" height="425" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questa testimonianza racconta ciò che vive chi soffre di bulimia nervosa</b>: un disturbo dell’alimentazione e della nutrizione che di solito insorge alla fine dell’adolescenza o all’inizio della giovinezza ed è molto più frequente nel sesso femminile. <b>L’esordio generalmente è tra i 15 ed i 25 anni</b>, possono verificarsi anche forme precoci in età infantile, e tardive. <b>Tale disturbo del comportamento alimentare è caratterizzato da abbuffate che consistono nell’ingestione di eccessive quantità di cibo in un discreto lasso di tempo indipendentemente da fame</b> e con la sensazione di <b>perdita di controllo</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Le abbuffate di solito sono seguite da condotte di compenso: tentativi di evitare l’aumento di peso eliminando ciò che è stato ingerito. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Per chi soffre di bulimia nervosa le principali condotte di compenso sono il vomito autoindotto, l’abuso di lassativi e diuretici e l’iperattività, tutti comportamenti finalizzati ad annullare gli effetti delle abbuffate e che comportano una serie di gravi conseguenze a livello cardiaco, renale, gastrointestinale, dentario, cerebrale. &nbsp;Le cause della bulimia nervosa sono varie e multifattoriali. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Tra i principali fattori di rischio è possibile individuare</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">tendenza all’impulsività e difficoltà di regolazione emotiva;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">storia personale di abusi e traumi;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">insoddisfazione per il proprio corpo (la presenza del disturbo dell’immagine corporea è spesso concomitante ad un disturbo alimentare);</span><span class="fs12lh1-5"> </span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">scarsa autostima ed efficacia.</span><br></li></ul><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Se i disordini alimentari non sono trattati in tempi e con metodi adeguati</b> possono diventare una <b>condizione permanente</b> e <b>nei casi gravi portare alla morte</b>. Secondo l’<i>American Psychiatric Association </i>(APA), sono la prima causa di morte per malattia mentale nei paesi occidentali. Nel prossimo articolo saranno fornite alcune linee guida per il trattamento della bulimia nervosa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.W3-l6OgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/KhbvAnfk8tQ">https://youtu.be/KhbvAnfk8tQ</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 14:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi ha una PASSIONE non muore mai. Questo il segreto dell’eterna giovinezza]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013C"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Insegnare le passioni non significa imporre le proprie, o indurre a preferire una ad un'altra, perché ritenuta, magari, più utile e conforme ad una regolare e sistematica ragione di vita. &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Significa trasmettere il valore del coltivare la propria e la forza della costanza nel continuare a farlo.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Significa insegnare a spalancare coraggiosamente porte, finestre, balconi e verande del cuore, per farci uscire il sogno, quello che porta la propria firma, a garanzia della propria identità.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Che possa essere uno sport, una qualunque arte, o anche solo un progetto intimo e personale, alternativo a quelli già definiti e tracciati da programma già costituiti di studi o di attività lavorativa intrapresi. &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/danzare-sognare-passione.jpg"  title="" alt="" width="640" height="365" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Coltivando la passione del cuore, il proprio sogno, non soltanto darà senso alla propria esistenza, ma donerà ad essa l’eterna gioventù, poiché <b>una vera passione</b>, non indotta, ma spontanea, <b>non invecchia mai</b>, poiché <b>non muore mai</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ogni giorno si nutre di caparbia vitalità e salutare freschezza. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Essa va oltre le leggi del tempo sollevando corpo e spirito, perfino quando questi sembrano soccombere allo sconforto e peso degli anni.</span></div><div><i class="fs18lh1-5 ff1">“Coltivo dalla piccola età una passione che è diventata la mia vera identità e niente e nessuno il mio io invecchierà”.</i></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/jHLguAcBdjg">https://youtu.be/jHLguAcBdjg</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Usare il CIUCCIO fa bene o male? Vizio o beneficio?   ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013B"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Succhiotto, </b>o ciuccio comunemente conosciuto, è un <b>dispositivo largamente impiegato in età infantile</b>. Andiamo ad analizzare quali sono i vantaggi e gli svantaggi legati al suo impiego. La letteratura è concorde nel definire i rischi e i benefici che può produrre il succhiotto, pertanto il suo utilizzo deve rispettare le tappe di sviluppo fisiologico del bambino. <b>Sappiamo che la suzione rappresenta una parte dello sviluppo del bambino già a livello intrauterino</b>, oltre che neonatale e durante l’infanzia. <b>La suzione genera nel bambino sensazioni piacevoli già nel grembo materno</b>. Il feto inizia a succhiarsi il dito intorno alla 12 settimana di età gestazionale per preparare sia la funzione respiratoria che quella deglutitoria dopo la nascita. La suzione costituisce uno dei riflessi presenti alla nascita che si possono evocare solo nei primi mesi di vita, tale istinto è presente sia per soddisfare la funzione nutritiva che quella non nutritiva <b>attraverso la suzione delle dita</b>, <b>di giocattoli</b> e <b>del succhietto</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In inglese ci si riferisce al succhietto con il termine di “pacifier” per sottolineare la funzione di paciere. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Per i bambini nati piccoli pretermine ospedalizzati (prima della 37 settimana di gestazione) i vantaggi sono molti</b>:</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">la suzione non nutritiva è associata a una più breve ospedalizzazione;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">una più breve transizione alla nutrizione orale da quella enterale facilita lo sviluppo dell’abitudine della suzione nutritiva;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">migliora la nutrizione tramite biberon;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">migliora la digestione a livello intestinale.</span><br></li></ul><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Un gruppo della American Academy of Pediatrics (AAP) definisce il succhietto come uno dei <b>metodi chiave per ridurre la percezione del dolore nei neonatie lattanti</b> con meno di sei mesi di vita, <b>sottoposti a piccole procedure in pronto soccorso</b>. Uno studio più recente di Sexton e Natale ha evidenziato che l’uso del succhietto riduce il tempo del pianto del bambino sottoposto a prelievo venoso, specialmente in quello minore di tre mesi. Un altro vantaggio è quello che il bambino non si succhia il dito: ben due studi hanno dimostrato che l’abitudine dei bambini di succhiarsi il dito è inversamente proporzionale all’abitudine di utilizzare il succhietto. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Uno studio condotto in Israele ha mostrato che in una zona in cui l’uso del succhietto non veniva raccomandato si riscontrava una più alta prevalenza dell’abitudine di succhiarsi il dito, rispetto ai bambini di un’altra zona in cui il succhietto veniva dato. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Altro studio, quello retrospettivo di Larsson e Dahlin, ha dimostrato che la diminuzione nell’abitudine di succhiarsi il dito era in linea con l’aumento dell’utilizzo del succhietto nella società. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Le linee guida dell’AAP &nbsp;annoverano il succhietto tra i fattori protettivi per la SIDS (sindrome della morte in culla) durante il primo anno di età e diversi studi in merito lo hanno dimostrato: il succhietto impedisce il “<b><i>rebreathing</i></b>” evitando il contatto diretto del viso con le lenzuola. L’utilizzo del succhietto durante il sonno, in bambini sani e nati a termine, aumenta la capacità del lattante nel mantenere le vie aeree pervie e un adeguato flusso aereo orale, soprattutto in caso di pazienti con occlusione nasale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ciuccio-pro-contro.jpg"  title="" alt="" width="640" height="428" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Tra gli svantaggi del suo utilizzo dobbiamo constatare che:</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">può sfavorire l’allattamento al seno se viene utilizzato prima che questo sia consolidato;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">può determinare un disallineamento dentale se il suo uso viene prolungato oltre i due anni.</span></li></ul><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Inoltre, è stata dimostrata una correlazione tra l’utilizzo del succhietto e il rischio di otite media specialmente dopo il primo anno di età.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Le linee guida ministeriali raccomandano di adottare misure atte a disincentivare l’utilizzo del succhietto dopo i 2 anni, per interromperla entro l’anno successivo.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">È possibile affermare che <b>l’utilizzo del succhietto dopo il primo mese di vita</b>, una volta che l’allattamento al seno si sia stabilizzato, <b>è una pratica vantaggiosa sempre che esso sia utilizzato fino al secondo anno di età</b> per evitare disallineamenti dell’arcata dentale. Risulta essere un ottimo strumento, oltre che per il suo effetto tranquillante, anche per la sua importante funzione nel migliorare la respirazione durante il sonno e da svegli apportando molteplici benefici a favore del neonato. </span><span class="fs12lh1-5">Si ritiene il silicone il miglior materiale di un succhiotto nei primi mesi, il caucciù, invece, dai 4-6 mesi.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs18lh1-5 ff1">“<i>Il silicone resiste bene alla sterilizzazione senza alterarsi, pertanto è più indicato nelle prime fasi della vita in cui l’igiene è estremamente importante; d’altro canto, essendo un materiale abbastanza fragile, sarebbe meglio evitarlo quando il bambino comincia a mettere i denti, poiché potrebbe staccarne dei pezzetti e inalarli“</i></span><span class="fs12lh1-5">, dice Claudio Profeti, neonatologo presso l’</span><b class="fs12lh1-5">Ospedale Pediatrico Anna Meyer, Azienda Ospedaliera Universitaria di Firenze</b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di Famiglia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/Shxx59lnkWs">https://youtu.be/Shxx59lnkWs</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 12:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un ASSEGNO da 800 EURO se fai un FIGLIO. Nasceranno più bambini?  ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000013A"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il </span><b class="fs12lh1-5">premio alla nascita</b><span class="fs12lh1-5"> (</span><b class="fs12lh1-5">bonus mamma domani</b><span class="fs12lh1-5">) viene corrisposto dall'</span><b class="fs12lh1-5">INPS</b><span class="fs12lh1-5">, per la nascita o l'adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017 su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza (</span><b class="fs12lh1-5">inizio dell'ottavo mese di gravidanza</b><span class="fs12lh1-5">) o alla nascita, adozione o affidamento preadottivo. Il beneficio, pensato per offrire un contributo per il pagamento delle spese che precedono l'ingresso in famiglia del figlio, è concesso in un’ unica soluzione per ogni evento (gravidanza, parto, adozione o affidamento) e in relazione a ogni figlio nato, adottato o affidato. La domanda può anche essere presentata anche se la futura mamma, pur avendo superato i sette mesi di gestazione, non abbia portato a termine le gravidanza.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">L'importo dell'assegno una tantum è di <b>800 euro</b>.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Non ci sono limiti ISEE per accedere al beneficio. Le gestanti e madri, cittadine italiane, comunitarie o non comunitarie, devono essere regolarmente presenti e residenti in Italia. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/gravidanza-bonus.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La domanda deve essere presentata all'INPS, improrogabilmente <b>entro un anno dal verificarsi dell'evento</b>, tramite una delle seguenti modalità:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">servizi telematici accessibili direttamente dalla richiedente tramite PIN, attraverso il portale dell'Istituto;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">Contact Center (numero 803 164, gratuito da rete fissa, oppure 06 164 164 da rete mobile);</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">enti di patronato, tramite i servizi telematici offerti dagli stessi.</span></li></ul><br></div></blockquote></div><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5">Un altro strumento messo a punto per combattere la denatalità sempre più crescente nel territorio italiano. </span><b class="fs12lh1-5">Basterà?</b></div></div></blockquote><div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/ciM0sk1FCXc">https://youtu.be/ciM0sk1FCXc</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Oct 2019 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?un-assegno-da-800-euro-se-fai-un-figlio--nasceranno-piu-bambini---</link>
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			<title><![CDATA[Accessibilità al DIVERTIMENTO: per noi “DIVERSI” è ancora un sogno!]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000139"><blockquote><div><i class="fs12lh1-5">Credit Immagine copertina: </i><i class="fs12lh1-5"><a href="https://www.repubblica.it/esteri/2017/06/17/news/texas_primo_parco_giochi_acquatico_bambini_disabili-168377764/" target="_blank" class="imCssLink">la Repubblica</a></i><br></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><span class="fs12lh1-5">E’ terminata un’altra estate in cui i diritti delle persone diversamente abili di accessibilità alle zone balneabili non sono stati garantiti rispetto alle persone normodotate. Questa però non è una novità, quindi, <b>la mia attenzione va sui progressi che in alcune zone del mondo vengono fortunatamente effettuati</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Per esempio, è stato inaugurato il primo parco acquatico completamente accessibile in </span><span class="cf1"><b>Texas</b></span><span class="cf1">: finalmente un luogo dove TUTTI possono divertirsi e mettere da parte le differenze. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La speranza di abbattimento delle barriere</b>, mentali e non, è, dunque, sempre più legata allo sviluppo della tecnologia, progresso e civiltà. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/mare-disabili.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Auguriamoci, quindi, una prossima estate inclusiva … per TUTTI!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.W3WwnugzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Esploratore di vita</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità"...</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Parole e pensieri che raccontano la vita.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/jBeUnCqlmIs">https://youtu.be/jBeUnCqlmIs</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 12:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I NONNI, indispensabile patrimonio dell’UMANITÀ!]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000138"><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">I nonni</b><span class="fs12lh1-5"> nella nostra società svolgono un ruolo fondamentale: oltre a essere</span><b class="fs12lh1-5"> custodi della storia e dell’esperienza</b><span class="fs12lh1-5">, è a loro che i genitori si rivolgono sempre più spesso per la cura dei figli. I nonni per i nipoti sono punti di riferimento, fonte di saggezza e porti sicuri nei quali trovare amore e conforto. Sono eroi instancabili che si fanno in quattro per il bene di tutta la famiglia. Ci sono nonni e nonne che raccontano o scrivono storie, che cucinano manicaretti, che fanno viaggi avventurosi e soprattutto che desiderano passare più tempo possibile con i propri nipoti. Quando si diventa nonni si cambia e, nella maggior parte dei casi, la severità adottata con i figli, che ben la ricordano, scompare lasciando spazio a una tenerezza che accoglie. In fondo, nessun nonno è capace di resistere al sorriso del suo nipotino o nipotina. </span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/nonni2-patrimonio-umanita.jpg"  title="" alt="" width="640" height="425" /><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Partendo da questa riflessione ho composto questa poesia dedicata ai nonni:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><em><b class="fs12lh1-5"> </b></em></div><div class="imTACenter"><em><b class="fs18lh1-5 ff1">Diventare nonni</b></em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Il Signor Rigadiritto</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">era burbero e severo</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">notte e dì vestiva in nero.</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Comandava, ordinava e</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">chiunque rimproverava.</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Poi un bel dì tutto cambiò:</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">buono e dolce diventò.</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Con un sorriso smagliante</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">girava in città festante.</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Che è successo? Cosa è stato</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">che di colpo l’ha mutato?</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Niente trucchi, niente inganni,</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">niente orridi malanni.</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Soluzione del mistero?</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">È diventato un Nonno vero!</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Coccola il suo nipotino</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Vuol stargli sempre vicino.</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Ora è allegro e felice</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">E a chi incontra dice:</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">«Essere nonno è speciale,</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">mi sento carico, vitale.</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Son davver ringiovanito.</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">E sapete che vi dico?</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Viva i nipoti, viva i nonni</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">viva tutti i nostri sogni!»</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1">Auguri a tutti i nonni del mondo!</em></div><div class="imTACenter"><em class="fs18lh1-5 ff1"><br></em></div><div><b><i class="fs12lh1-5"> </i></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/jlp3APIK7SA">https://youtu.be/jlp3APIK7SA</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 12:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SESSO dietro un monitor. L’ultima maledetta MODA degli adolescenti!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Adelaide Ramundo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000137"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">È da poco presente nel nostro lessico il termine ‘<b>sexting</b>’: deriva dalla fusione di due parole inglesi, ‘<b>sex</b><i>’ </i>e ‘<b>texting’</b>. Si tratta di un neologismo utilizzato per indicare <b>l’invio di messaggi e immagini sessualmente espliciti attraverso smartphone o altri mezzi informatici</b>. Tale pratica è nata negli Stati Uniti tra i giovani in età dai 14 ai 18 anni ed è ormai adottata dai giovani adolescenti italiani. Facile il meccanismo di scambio di immagini e testi:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">avviene solitamente tra due partner;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">inizialmente </span><u class="fs12lh1-5">solo</u><span class="fs12lh1-5"> tra due partner, ma condivisibili con altri soggetti esterni alla relazione;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">anche tra due soggetti che non intrattengono ancora una relazione, ma in cui almeno una delle due parti desidera averla.</span></li></ul><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>I fruitori</b> – gli attori stessi – <b>del sexting sono adolescenti e quasi sempre non conoscono la possibile conseguenza di questo materiale</b> che, a tutti gli effetti, è <b>pedo-pornografico</b> che poterebbe agevolmente arrivare/essere inoltrate a destinazioni diverse e non volute. La motivazione dell’utilizzo del <b>sexting </b>può ricondursi al <b>bisogno di essere parte di un gruppo</b>, di piacere, di essere accettati – anche attraverso la ‘conquista’ di un rapporto con uno del gruppo – e <b>sentirsi così all’altezza</b>, esserci, appartenere. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ma può anche essere voglia di trasgressione, di essere diversi, di primeggiare: poiché il proprio corpo, il proprio intimo, la propria sessualità è privata, come ribellione, c’è chi decide di trasgredire il proprio privato, rendendolo aperto ad un altro o agli altri.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">È riconoscibile un tipico comportamento adolescenziale: <b>l’adolescente scopre la propria sessualità e la mostra per sentirsi adulto</b> e lo fa nella disubbidienza, cioè fuori dalle regole comuni. </span><span class="fs12lh1-5">L’età non consente ai ragazzi la rappresentazione della forza e delle conseguenze di questa pratica, prevalentemente:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><b class="fs12lh1-5"><i>sextortion</i></b><span class="fs12lh1-5">, estorsione sessuale: </span><b class="fs12lh1-5">ricatto di diffondere i contenuti intimi in cambio di denaro</b><span class="fs12lh1-5"> (è comune anche al mondo adulto ed ha interessato anche uomini e donne di potere);</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5"><i>revengeporn</i></b><span class="fs12lh1-5">, vendetta porno: </span><b class="fs12lh1-5">minaccia o effettiva pubblicazione del materiale sessuale senza consenso</b><span class="fs12lh1-5">, ad esempio nei casi di abbandono del partner.</span><br></li></ul><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>È </b><b>possibile scongiurare queste pericolose conseguenze? </b></span><b class="fs12lh1-5">Si può certamente</b><span class="fs12lh1-5">. Bisogna sapere, avere consapevolezza, dibattere apertamente dei contorni del – facile quanto incontrollabile - &nbsp;meccanismo di diffusione del materiale condiviso, perché ci si possa tutelare. Prima di postare materiale privato porsi alcune semplici preliminari domande:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">Voglio farlo davvero?</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">C</span><span class="fs12lh1-5">he emozione mi suscita farlo?</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">Cosa può accadere dopo il mio invio? Perdo totalmente il controllo di qualcosa che è mio e che ho voluto condividere solo con un altro/a?</span><br></li></ul><div><br></div></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/FOTO-MODA-SEX.jpg"  title="" alt="" width="694" height="459" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Va ben condiviso che in una relazione sana e improntata sulla sincerità e sulla fiducia, non ci si deve sentire “in obbligo” di dimostrare qualcosa e/o di mostrarsi nel modo che può presumersi vincente; <b>non si può vivere il rapporto nel timore della propria inadeguatezza</b>… si deve, invece, essere liberi di essere e restare se stessi, liberi di esprimere il proprio essere individuale, unico, liberi di scegliere soprattutto relativamente alla sessualità.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il ruolo dei genitori, degli insegnanti e delle istituzioni è importante: avere consapevolezza di queste tendenze sociali e dei veloci veicoli di diffusione è irrinunciabile.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Come per diversi altri fenomeni di massa che possono sfociare in epiloghi negativi, <b>è fondamentale creare una rete di conoscenza e di discussione su questa pratica soprattutto in funzione di prevenzione</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Più volte ci siamo interessati dei danni che “<i>la rete</i>” e l’esasperazione della “<i>dipendenza digitale</i>” può portare nel soggetto utente, specie in età adolescente e pre-adolescente, cioè meno consapevole.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">I danni che derivano da un utilizzo <u>distorto</u> di smatphone e device si rilevano soprattutto a livello psicologico e nella fattispecie sul piano dell’identità sessuale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">I genitori, gli insegnanti non possono mancare di osservare, seguire, “<i>leggere i volti</i>” dei propri ragazzi, senza mai lasciarli soli nei loro discorsi, nelle loro ansie, nelle loro stanze.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Per mettere in atto un’indispensabile forma di prevenzione in questo campo occorre</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">abbattere i tabù, quello del </span><i class="fs12lh1-5">sesso </i><span class="fs12lh1-5">in questo caso, che tabù non può essere;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">spiegare all’adolescente che è necessario tutelarsi in rete, perché qualsiasi nostro dato sensibile può facilmente arrivare in mani sbagliate, anche in tempi differiti;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">evitare di colpevolizzare;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">nei casi più gravi di cadute in </span><i class="fs12lh1-5">cyberbullismo</i><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">denunciare e chiedere l’intervento della Polizia Postale</b><span class="fs12lh1-5">, ormai sensibile e specializzata in questo campo.</span><br></li></ul><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Nella “rete” informatica, nei tanti <i>newsgroup</i> &nbsp;si nascondono, oltre che minori e adolescenti inquieti e inconsapevoli, anche <b>utenti adulti affetti da patologie che per la possibilità di dichiarare false generalità creano e si propongono attraverso profili <i>fake</i></b>, raggirando illusi e inconsapevoli utenti, ragazze e ragazzi che si affidano mostrando loro intimità in cambio di un <i>like</i>, un<i> “mi piace</i>” in più da esibire sul proprio social! <b>La cronaca è piena soprattutto di casi di minorenni e giovani donne finite nel vortice dei social-web</b>, additate, allontanate… <u>violate</u> e vittime esse stesse poi di un giudizio di superficie, <b>relegate nella solitudine e nell’emarginazione</b>, fino a non reggere il peso di una situazione non voluta e più grande di loro…</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non lasciamo soli i nostri ragazzi, compete a noi aiutarli a crescere!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicologia-nella-nuova-era-digitale.html#.XL7sVegzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Adelaide Ramundo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa Psicoterapeuta</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Team <i>“BIMBI e Tecnologie”</i></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> La mente è solo una delle porte sulla vita...</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/73JvhDXx6Ic">https://youtu.be/73JvhDXx6Ic</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 12:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[È iniziata la SCUOLA. Portate i vostri figli dall’oculista!]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Anna Poggianella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000136"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La campanella è suonata: <b>quasi 9 milioni di studenti, tra materne ed elementari, sono rientrati in classe e l’anno scolastico è ormai iniziato per tutti! </b>Bisogna partire con i piedi, direi con gli occhi, giusti, perché una buona visione è fondamentale per l’apprendimento e per vederci bene: la maggior parte delle informazioni provenienti dal mondo esterno arriva al cervello attraverso gli occhi, la vista è il passaporto indispensabile anche per iniziare l’avventura scolastica nel migliore dei modi. <b>L'impegno scolastico comporta consumi di energia psicofisica</b>, pertanto, la <b>condizione di buona salute generale costituisce un requisito fondamentale</b> e <b>l'efficienza visiva ne è una componente essenziale</b>. Alcuni studi provano che esiste un <b>rapporto direttamente proporzionale tra il vederci bene e l'andare bene a scuola</b>. Prima di dichiarare che il proprio figlio sia svogliato, sarebbe opportuno indagare sul suo stato di discomfort, sull’uso eccessivo dei devicies e luce blu (da qualche anno sotto accusa per indurre secchezza, astenopia e problematiche di postura) e sui deficit visivi veri e propri come la miopia, l'astigmatismo e l'ipermetropia ed anche l'ambliopia, lo strabismo, la stereopsi. Data l'enorme importanza che la vista riveste nella creazione di relazioni sociali e nel generalestato di salute di un individuo, dovrebbe esser cura dei genitori far controllare la vista ai propri figli prima di iniziare la scuola, invece è incredibile, ma il 70% dei genitori non ritiene le visite oculistiche, ed i controlli del visus optometrico ed ortottico, strettamente necessari e <b>solo il 30% dei bimbi tra i 3/5 anni viene sottoposto a controlli periodici</b>. Numerose sono le iniziative di screening condotte nelle varie regioni del nostro Paese da equipe di oculisti, optometristi, ortottisti ed ottici: esistono molti progetti <b>in Italia</b> che <b>ad ottobre</b>, <b>in occasione del mese della vista</b>,<b>si attivano ed organizzano a favore della prevenzione e proseguono per tutto l'anno scolastico</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il 35% dei bambini ha problemi di visus. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Lo scopo degli screening e della prevenzione è quello di individuare una disfunzione visiva per la quale è disponibile la possibilità di un trattamento specifico, soprattutto nel caso di ambliopia. <b>L'Ambliopia è insidiosa</b>, diffusa fra 2- 4% della popolazione infantile, risolvibile a condizione che la <b>diagnosi sia la più precoce possibile</b> e che <b>il trattamento sia continuato fino all'età di 10-12 anni</b>. Gli screening vengono effettuati con semplici strumenti e test e giochini poco invasivi, <b>il team esaminatore rilascerà ai genitori il risultato con le relative indicazioni e suggerimenti per un eventuale controllo da prenotare dall’oculista di fiducia della famiglia</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/vista-occhiali-bambini.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Esistono progetti orientati proprio in questa direzione: <b>Commissione Difesa Vista</b>, per iniziare, elabora statistiche nazionali e da sempre offre corretta informazione sulle buone pratiche di prevenzione; <b>il progetto Amgo dell'Istituto Ciechi ed Ipovedenti</b> &nbsp;e <b>Federottica</b>, in collaborazione con la Clinica Oculistica, offrono screening con camper attrezzati presso strutture scolastiche o fiere. Non di meno importanza l’impegno di <b>Bimbovisione</b> che prevede incontri-conferenze con genitori ed insegnanti. <b>Bimbovisione è un progetto di grandissima importanza sociale</b>, in quanto strutturato come momento informativo, ove non sono previsti gli screening, ma durante l'incontro vengono affrontate le più importanti tematiche riguardanti la vista,la visione e la postura ed impugnatura della matita. Si propongono <b>esercizi semplici e pratici</b> per sviluppare e migliorare la coordinazione fine della mano e delle dita, in modo da facilitare una <b>corretta impugnatura della penna</b>. <b>Si spiega come aiutare i bambini ad assumere una postura adeguata</b> e quali strategie adottare per raggiungerla. Gli incontri vengono organizzati su richiesta dell'Istituto Scolastico e sono dedicati a genitori ed insegnanti degli alunni che frequentano la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ottico-optometrista-anna-poggianella.html#.XSWqjugzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Anna Poggianella</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ottico-Optometrista specializzato in Dry Eye Digital Syndrome</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Team "Bimbi&amp;Tecnologie"</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continua a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> “Salute e Benessere”.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute non può essere un’opzione...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/6E_es8Ro_yg">https://youtu.be/6E_es8Ro_yg</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 12:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non basta indossare la PROTESI ACUSTICA per ritornare a sentire!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000135"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il disturbo dell'ipoacusia viene descritto genericamente come una riduzione della capacità uditiva</b>, motivo per cui è spesso facile pensare al deficit in questione solo in termini di un ascolto più basso di volume e, di conseguenza, anche ad una soluzione facile ed immediata del problema. In realtà, e come più volte ribadito, <b>una lesione dell'organo uditivo presenta delle caratteristiche molto più ampie e complesse</b>e soprattutto delle ricadute anche su altri aspetti della salute, in primis su determinate <b>capacità cognitive</b>. È, dunque, di primaria importanza ricorrere alla protesizzazione acustica non appena si riscontrano difficoltà di ascolto, ma è altrettanto opportuno, per i motivi appena detti, che <b>l'approccio alle perdite uditive non sia ristretto alla sola correzione effettuata dall'audioprotesista</b>, ma preveda <b>l'intervento di altre figure professionali</b> che operino sugli altri effetti correlati al deficit uditivo. <b>In primis la figura dell'Orlper la valutazione clinica dell'ipoacusia</b>, per la prescrizione protesica ed eventuali indicazioni dei parametri acustici da rispettare nella regolazione degli apparecchi acustici.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Molto importante è la figura dello psicologo per valutare se vi sono dei deficit cognitivi di rilievo che possano essere correlati al disturbo uditivo, tipo quelli della concentrazione, dell'attenzione e della memoria. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questa figura può risultare utile per aiutare</b> (eventualmente) <b>il paziente ipoacusico nell'accettazione di un dispositivo protesico</b> e nella motivazione a migliorare le sue compromesse capacità di relazione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/come-indossare-le-protesi-acustiche.jpg"  title="" alt="" width="685" height="453" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non ultimo sarebbe necessario il supporto di un logopedista per lo svolgimento di tutta una serie di esercizi di ascolto </b>(training uditivo) mirati alla <b>riacquisizione di quei suoni </b>e <b>quei fonemi che a causa dell'ipoacusia il soggetto non sentiva più</b> e che recuperandoli con l'amplificazione protesica deve reintegrarli come suoni "familiari". Un <b>approccio multidiscipinare</b> è fondamentale per accelerare un processo, quello della rieducazione uditiva, non sempre facile per il paziente e spesso erroneamente delegato al solo acquisto della protesi acustica. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazionee Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/u9Dg-g7t2l4">https://youtu.be/u9Dg-g7t2l4</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 14:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I “NO!” che NON aiutano a crescere. Rendiamo POSITIVO il LINGUAGGIO!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Caterina Calamo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000134"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Facciamo un gioco, adesso io vi dico: “<i>non pensate al colore rosso</i>” oppure “<i>non pensate alla vostra mano destra</i>”. È pressoché certo che la vostra mente si sia colorata immediatamente di rosso e che abbiate guardato la vostra mano destra. Ora pensiamo di parlare ad un bambino e di dirgli: “<i>non allontanarti</i>”. Con ogni probabilità chiunque abbia detto ad un bambino questa frase lo avrà visto allontanarsi presto e forse ancor più velocemente. Incontro numerosi genitori che mi dicono: “<i>non appena proibisco a mio figlio di fare qualcosa, subito invece lo fa!</i>”</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Come possiamo modificare il nostro linguaggio per far sì che diventi più efficace, soprattutto con i bambini?</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Rendiamolo positivo! Cerchiamo di limitare il più possibile i “<i>non</i>” prima di una frase</b>. La nostra mente fatica a considerare la negazione. Numerosi studi sono stati condotti sul linguaggio positivo come facilitatore di comportamenti desiderati. Ad esempio, piuttosto che dire “<i>attento che cadi</i>”, proviamo a dirgli “<i>mantieni l’equilibrio</i>” (A. Jodorowsky).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>I bambini</b>, soprattutto fino agli 11/12 anni circa, <b>posseggono un ragionamento che viene definito “concreto”</b>, senza capacità di astrazione, basato su elementi tangibili e visibili. Questo non significa che ai bambini non si debba spiegare quello che accade, ma che <b>bisogna semplificare il linguaggio con esempi concreti e con accezione positiva</b>. La negazione quindi porta a due difficoltà: la prima è quella di indicare “involontariamente” il comportamento indesiderato; la seconda è quella di lasciare il bambino senza saper cosa fare concretamente. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In altre parole il bambino penserà: “non devo cadere, ma cosa si fa CONCRETAMENTE per non cadere?”</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Allora suggeriamo i comportamenti che concretamente un bambino deve attuare per evitare il comportamento indesiderato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/comunicazione-efficace-bambini.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Invece di dire “<i>non toccare</i>” proviamo a dire “<i>questo lo possiamo solo guardare</i>” oppure al posto di “<i>non allontanarti</i>” possiamo dire “<i>stammi vicino</i>” o ancora sostituiamo un “<i>non lanciare il bicchiere</i>” con “<i>appoggiamo il bicchiere sul tavolo</i>”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La difficoltà iniziale nel modificare il proprio linguaggio sta nel fatto che è più immediato intervenire con una negazione su un bambino, accadrà spesso e non si può sempre essere “sul pezzo”, ma quando ci fermiamo un attimo proviamo a riformulare la frase e presto potrà diventare un’abitudine, molto meno faticosa da applicare. Non è neppure matematico che i bambini subito invertano i comportamenti indesiderati, ma un linguaggio positivo potrà sicuramente aumentarne notevolmente le probabilità. <b>Un bambino che proverà la sensazione di essere efficace nel riuscire a mettere in atto un comportamento</b>, <b>sentirà crescere la propria autostima</b>; se invece proverà la frustrazione di non riuscire a modificare il comportamento negatogli, difficilmente potrà sentirsi stimato dall’altro e di conseguenza da se stesso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><i class="fs18lh1-5 ff1">“La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima”. </i><span class="fs18lh1-5 ff1">(Henri Bergson)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicologia-e-pettherapy-per-ascoltare-il-cuore.html#.XHka04hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Caterina Calamo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa –psicoterapeuta</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Presidente dell'Associazione Centro Orme</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’amore che va oltre...senza parole</span></div></blockquote> &nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/HrxX9TBj2zY">https://youtu.be/HrxX9TBj2zY</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 13:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Suona la campanella, la SCUOLA riapre i battenti. Buon anno scolastico a noi!]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000133"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La prima campanella di questo nuovo anno scolastico per me è già suonata</b> e, proprio come i bambini, <b>la notte precedente non ho dormito molto</b>. Ho riflettuto su cosa possa significare l’avvio di un nuovo anno scolastico sia per i docenti che per gli studenti. È scontato dire che <b>ogni inizio comporti impegno e responsabilità</b> e necessiti di tanto entusiasmo da entrambi le parti coinvolte. <b>Agli insegnanti spetta il compito di affrontare scelte metodologiche e didattiche</b>, <b>di portare avanti nuovi progetti, di affrontare nuove sfide, per trasmettere agli studenti la conoscenza e il piacere di apprendere</b>, creando una scuola accogliente, nella quale ogni studente possa trovare il suo percorso di crescita, al fine di essere valorizzato non solo per ciò che sa ma per ciò che è. <b>Per gli studenti ci vuole entusiasmo per quello che impareranno di nuovo</b>, per non temere le novità e superare eventuali ostacoli. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Per i piccoli di scuola primaria e per le loro famiglie l’appuntamento è ancora più emotivamente coinvolgente. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Si confronteranno con nuovi compagni, nuovi insegnanti, con il proprio senso di adeguatezza e con la propria curiosità conoscitiva<b>. </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/nuovo-anno-scolastico-2.jpg"  title="" alt="" width="660" height="989" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Avranno bisogno di essere tenuti per mano e accompagnati con gioia in questo nuovo percorso alla scoperta del bello</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Allora…<b>Buon anno scolastico a noi</b>, insegnanti e studenti, che siamo forza, debolezza, speranza, amore, passione, fiducia, stanchezza, orgoglio, tristezza, gratificazione. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">A noi, che <b>con il nostro concentrato di sentimenti ed emozioni</b>, <b>condividiamo la splendida avventura della conoscenza</b>, a noi che crediamo in noi stessi e ancor più negli altri. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>“Coraggio... piccolo soldato dell'immenso esercito. I tuoi libri sono le tue armi, la tua classe è la tua squadra, il campo di battaglia è la terra intera, e la vittoria è la civiltà umana.” &nbsp;</i>Edmondo de Amicis</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/bM40_SQPITk">https://youtu.be/bM40_SQPITk</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 13:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il PATTINAGGIO a qualsiasi ETÀ, è questa la nuova SFIDA su rotelle!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000132"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La pratica del pattinaggio</b>, in particolar modo quello artistico, <b>considerato sport completo</b>, o meglio<b>, il più completo in assoluto</b> per l’impegno simultaneo che comporta dei muscoli e della coordinazione neuromuscolare, è da consigliare sia a bambini che ad adulti. Se nei primi, infatti, <b>permette un armonioso sviluppo del corpo</b>, oltre che una maggiore prontezza di riflessi e concentrazione, nei secondi, invece, insieme ad un <b>miglioramento del tono muscolare</b> (specie di glutei e gambe), permette il <b>miglioramento dell' attività cardio- respiratoria</b> e <b>l’accelerazione del processo di metabolismo</b> che, si sa, andando avanti negli anni, tende a rallentare facendo aumentare la massa grassa, dunque, il peso del corpo.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il pattinaggio artistico è lo sport in cui vi è un maggiore dispendio di energie, il cui consumo è altissimo: circa 350 calorie in una sola ora di allenamento, non agonistico, poiché in allenamento duro, se ne consumano addirittura 750.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La capacità principale inseguita da questo sport bello ed accattivante, è poi, si sa, l’equilibrio, ed essendo questo, alla base di tutti gli sport in genere (basket, danza, calcio, ecc …), <b>il pattinaggio risulta essere anche per questa ragione lo sport più completo</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/eta-sport-benessere.jpg"  title="" alt="" width="640" height="436" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Tanti praticandolo hanno visto armonizzare la propria figura corporea, affinare le proprie qualità psico-fisiche e migliorare le funzioni dell’apparato respiratorio e cardio- circolatorio. <b>Ottenere straordinari benefici divertendosi</b>: è questo il must che fa del pattinaggio quel gioco che può plasmarsi diventando all’occorrenza <i>sport da bambini</i> ed <i>hobby in età adulta</i> … un hobby salutare, ricreativo e benefico per spirito e mente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Provare per credere!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica </span></div><div><span class="fs12lh1-5">e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/fp-99GlsaaE">https://youtu.be/fp-99GlsaaE</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 18:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mia FIGLIA porta addosso il profumo di DIO, è lei il Miracolo per me!]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xx26w7bv"><blockquote><div><div><b><span class="fs12lh1-5">“Ho parlato con Dio</span></b><span class="fs12lh1-5">, un giorno, un po’ di tempo fa... Il Signore mi ha detto di pazientare, di aspettare, di avere fede, di imparare, rimanendo in silenzio, ad ascoltare l’amore dentro di me...Ho atteso, prima trepidante, sicura che la magia sarebbe arrivata presto, ma i</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Miracoli</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">non sono frutto della nostra volontà,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">i Miracoli sono Miracoli</span></b><span class="fs12lh1-5">, sono regali inaspettati: mano del Signore che generosamente si apre e dona a noi.</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">… Ed allora ho imparato, poi, a</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">pregare</span></b><span class="fs12lh1-5">, a credere che ogni alito di vento potesse parlarmi della vita e che mi trasportasse dove si potesse concepirla Vangelo. &nbsp;&nbsp;</span></div></div><div><div><hr></div></div><div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Mi sono lasciata rapire da quella brezza e ne sono rimasta inebriata:</span><span class="fs22lh1-5 cf1"> </span><b><span class="fs22lh1-5 cf1">il profumo di Dio</span></b><span class="fs22lh1-5 cf1">, un giorno, ho sentito...mi sono voltata all’improvviso e ho visto il tuo volto, dolce, candido, con la luce negli occhi, quella degli angeli che sorridono...</span></i></div></div><div><div><hr></div></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5">Ho visto il tuo volto prima ancora di conoscerlo</span></b><span class="fs12lh1-5">, prima ancora di essere tua madre, prima ancora di sapere che</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">tu eri il Miracolo di Dio per me</span></b><span class="fs12lh1-5">! Ti assicuro, non l’ho sognato, non l’ho immaginato...</span></div></div><div><div><hr></div></div><div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Ho scorto il tuo viso nelle parole che in silenzio ho udito, che in silenzio ho pregato, che in silenzio pazientemente ho nutrito.</span></i></div></div><div><div><hr></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Perché</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">l’amore</span><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">si moltiplica, solo se si possiede la capacità di riconoscerlo, se si possiede la volontà di proteggerlo, se si ha la pazienza di curarlo, la forza della fede per donarlo...</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/attesa-amore-maternita--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">È</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">un dono la vita</span><b><span class="fs12lh1-5">, figlia mia</span></b><span class="fs12lh1-5">, un dono miracoloso ed in ogni istante vorrei che tu lo ricordassi, oggi e sempre:</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">che la voce di Dio tu possa ascoltare</span></i><span class="fs12lh1-5">,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">che i Miracoli di Dio tu possa desiderare e meritare</span></i><span class="fs12lh1-5">imparando ad averne cura, ad amarli e nutrirli... Perché ricorda: i Miracoli sono Miracoli...</span><b><span class="fs12lh1-5">profumo di Dio all’improvviso</span></b><span class="fs12lh1-5">...</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">E il mio Miracolo sei tu!”. &nbsp;</span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></span></b></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></div></blockquote><blockquote><div><br></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/l30yp5K4ov8">https://youtu.be/l30yp5K4ov8</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 07:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perché ancora oggi siamo così legati al Festival di Sanremo?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000130"><blockquote><div><span class="fs8lh1-5"><i>Credit Immagine copertina: I<a href="https://www.investireoggi.it/economia/sanremo-2018-quanto-costa-carrozzone-del-festival/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">NVESTIREOGGI</a></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Era il 29 gennaio 1951 e dal “<i>Salone delle feste del Casinò Municipale di Sanremo</i>”, irrompeva Nunzio Filogamo con la sua celeberrima frase di apertura: “Miei cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate!”. Con quella frase, divenuta presto simbolo e rimasta nei ricordi, non solo dei nostalgici, ma anche di chi ne avesse ereditato il racconto, il presentatore aveva dato avvio alla prima edizione del “<i>Festival della Canzone</i>” più amato dagli italiani e conferito alla manifestazione quel taglio internazionale che, anni dopo, la &nbsp;caratterizzò. Lo spettacolo venne diffuso via radio, ma solo con l’avvento della tv, in un empito virtuale, &nbsp;&nbsp;migliaia di ascoltatori, furono uniti dall’unica cosa che ne avesse ritemprato la mente, il corpo e lo spirito: la musica. Filogamo tenne a battesimo la <i>kermesse</i> per ben cinque anni, poi pare che con l’arrivo della televisione, ritenuto non propriamente fotogenico, l’abbandonò. Sì, avete letto bene: “<i>Salone delle feste del Casinò Municipale di Sanremo</i>”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il Teatro Ariston non aveva fatto ancora la sua comparsa e le prime edizioni del Festival si svolgevano nell<b>’</b>intimità di un vero e proprio caffè con tanto di tavolini e camerieri. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Agli esordi pare non abbia registrato affluenza di pubblico che sembrava anche essere sparuto e scettico nei riguardi di un’esibizione che parlava, in fondo, solo di canzonette. In seguito, con l’aiuto della mediatica via etere, prima, e passando direttamente all’Ariston, poi, si ebbe la sua capillare divulgazione in tutte le case degli italiani e oltre. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/STORIA-SANREMO-CANZONE.jpg"  title="" alt="" width="630" height="278" /><div><div><i><span class="fs8lh1-5">Credit Immagine :</span><span class="fs8lh1-5"> <a href="https://www.focus.it/cultura/storia/festival-sanremo-storia" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">FOCUS</a></span></i></div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non sapremo mai quale sia la ricetta di tanto attaccamento ad una manifestazione che</b>, in fondo, <b>è solo canora</b>, ma ritengo che nel “<i>Festival della Canzone Italiana</i>” sia insito un fattore sociale molto alto, lo stesso che ci porta a cantare, in un afflato, il nostro inno nazionale. Il paragone non parrebbe, poi, così tanto azzardato: se pensiamo che siamo solo a pochi anni dal dopoguerra e che la nostra nazione, si stesse ricostruendo insieme a una nuova identità di Paese,l’evento avrebbe funzionato non solo come antidoto alle preoccupazioni, ma, anche e soprattutto, come emblema di quello spirito nazionalistico che oltre al vessillo, ora poteva contare sulla propria indipendenza da regie corone, espressione di democraticità di tutto il popolo italiano e non solo di una parte di esso. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma solo più tardi, tralasciando lo sfondo storico e politico che caratterizzò quegli anni, il Festival ritroverebbe, proprio, nell’esplosivo mix tra gossip, gara e passerelle, gli ingredienti ideali di tanta longevità.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></div><a href="https://youtu.be/t4IjJav7xbg">https://youtu.be/t4IjJav7xbg</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Sep 2019 10:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CORRERE mi insegna che la vera FORZA è INIZIARE]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012F"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il primo passo è fondamentale</b>, ti preannuncia come sarà il resto …<b>Il primo passo è cruciale</b>, potrebbe rovinare tutto proprio in partenza …Il primo passo va calibrato, ponderato<b>, forse trattenuto</b>, perché i<b>l primo passo possiede una potenza che potrebbe dissolversi in fretta e bruciare tutta l’energia …Il primo passo è paradossalmente una grande fatica</b>, contiene il coraggio di contenere la forza dirompente dell’avvio che, invece, dovrà essere distribuita prudentemente nell’intero tragitto … </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Non troppo, ma neanche troppo poco …</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il mio primo passo è ogni volta la mia vera sfida più della corsa in sé</b>: ogni volta imparo che <b>se ho fretta di iniziare potrei non farcela fino in fondo</b> e, nel contempo, se con flebile entusiasmo oso, potrei arrendermi quasi al principio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/corsa-fatica-benessere.jpg"  title="" alt="" width="640" height="259" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Precario equilibrio, </span><b class="fs12lh1-5">ardua guerra tra ciò che vorrei subito e quello che potrei realizzare allentando pian piano la presa</b><span class="fs12lh1-5">, imparando a domare l’istinto di dimostrare a me stessa ‘</span><i class="fs12lh1-5">di che pasta sono fatta</i><span class="fs12lh1-5">, per non vedermi giacere, poi, miseramente sconfitta con il fiato corto e ancora tanta strada da percorrere.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5">Non è una gara a chi arriva primo</b><span class="fs12lh1-5">, né tantomeno una sfida a chi rimane e continua: </span><b class="fs12lh1-5">la corsa èla competizione tra le infinite possibilità di me</b><span class="fs12lh1-5"> che si incontrano, si scontrano, si tagliano la strada, inciampano l’una sull’altra e con gran fatica </span><b class="fs12lh1-5">imparano </b><span class="fs12lh1-5">poco per volta </span><b class="fs12lh1-5">a prendersi per mano</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">a tendersi la mano</b><span class="fs12lh1-5"> incoraggiandosi, facendo il tifo non per la vittoria, neanche per l’arrivo, ma per la </span><b class="fs12lh1-5">strada esplorata</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">vissuta</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">consumatasotto i piedi</b><span class="fs12lh1-5">. </span><span class="fs12lh1-5">È</span><span class="fs12lh1-5">questo ciò che conta, è questo ciò che rimane quando la fatica passa e il tragitto improvvisamente scompare dissolto dietro di sè, è questo che mi inquieta di non poter realizzare al principio, ed è questo che agogno di meritare ogni volta che ci provo. </span><b class="fs12lh1-5">Il primo passo è audacia</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">è il tentativo temerario di scoprirsi fragile</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">è la sorprendente rivelazione di essere forte e potercela fare</b><span class="fs12lh1-5"> … è solo l’inizio … ma in un istante è già il mentre …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>“Quando corro tutti i pensieri volano via.</i></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i> Superare gli altri è avere la forza, superare se stessi è essere forti”.</i></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">(Confucio)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></span></b></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole</a>"</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/T2Dd5IM78fE">https://youtu.be/T2Dd5IM78fE</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Aug 2019 08:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’arte arricchisce l’anima. Se pensi al GUADAGNO non è vera PASSIONE! ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012E"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Le vere passioni non sono brave in matematica. Scarseggiano nei calcoli ed ignorano l’uso della calcolatrice. Ragionano con il cuore ed hanno occhi rivolti ad orizzonti immaginari, ma ad essi visibili, che sfidano qualunque distanza e fatica necessaria a raggiungerli. Mi è capitato spesso, dialogando amorevolmente con i miei alunni per conoscerli meglio, di constatare la non veridicità delle loro perseguite passioni artistiche, sportive, o di altro tipo: le loro parole, aride e prive di trasporto emotivo, escludevano completamente l’interesse del cuore.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Solo opportunità economiche e di successo intravedevano in pure attività travestite da attitudini e propensioni.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Puri calcoli mentali </b>e dipendenze materiali che le vere passioni non dovrebbero dare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Passione, infatti, dovrebbe essere sinonimo di libertà e non di schiavitù. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/DANZA-PASSIONE-ARTE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="460" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La schiavitù dell’ambizione. La passione vera, autentica, non dovrebbe trasmettere ansia e tensione, ma sempre e solo gioia nel coltivarla, anche se con impegno e sforzo di volontà. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Lo stile egoistico dell’umano vivere, così ingigantito oggi dalla modernità e tecnologia, ha reso materiale anche lo spirituale esteriorizzando e mettendo in mostra quel che si ha dentro: il sentimento. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutto ciò ha comportato l’impossibilità di ognuno di svelare a se stesso il vero io, le reali propensioni e attitudini, al di là dei guadagni e profitti presunti e ipotetici. Da qui l’arduo compito dell’educatore di insegnare a riconoscere le vere passioni, distinguendole da quelle false, in qualunque contesto formativo si trovi ad operare, anche … e soprattutto direi … familiare!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b></b></div> &nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/5B1QTEGL3t0">https://youtu.be/5B1QTEGL3t0</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 14:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non avere paura del buio. Anche lì possono realizzarsi i tuoi SOGNI]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012D"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">In occasione dell’anniversario della missione Apollo 11 mi è capitato di leggere diversi libri per bambini e ragazzi dedicati a questo argomento, ma oggi vi propongo la lettura de </span><span class="fs12lh1-5"><b>“Il giorno della Luna”</b> che mi ha davvero conquistato per la sua delicatezza nel narrare un evento storico attraverso sogni, desideri e paure di un bambino. Il piccolo Chris gioca tutto il giorno a fare l’astronauta esplorando lo spazio e salvando i pianeti dagli alieni, ma i problemi arrivano quando è ora di andare a dormire:</span><span class="fs12lh1-5"><b> il nostro protagonista ha paura del buio</b></span><span class="fs12lh1-5">. Quando le luci si spengono la sua stanza buia attira alieni della peggior specie. I suoi genitori cercano di rassicurarlo: controllano ogni angolo della stanza, gli consegnano una campanella speciale da suonare solo se torna la paura, ma nulla sembra funzionare. Solo quando il papà gli dice che se non riuscirà a dormire sarà troppo stanco per assistere al grande evento del giorno dopo, Chris riesce piano piano ad addormentarsi. Il giorno seguente tutta la famiglia si reca dal vicino, l’unico ad avere la Tv in tutta l’isola, per vedere la grande impresa degli astronauti: mettere per la prima volta piede sulla Luna. </span></div><div class="imTAJustify"><hr class="imTALeft"></div><div class="imTALeft"><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In quel momento Chris si accorge che il buio dell’universo è molto più grande di quello della sua stanza e mette da parte le sue paure. </span></i></span></div><div class="imTAJustify"><hr class="imTALeft"></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><b>Questo albo illustrato, scritto dall’astronauta Chris Hadfield, illustrato da The Fan Brothers ed edito da Il Castoro</b></span><span class="fs12lh1-5">, narra la vera storia dell’autore che il 20 luglio 1969 guardò l’allunaggio dell’Apollo 11. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/il-giorno-della-luna.jpg"  title="" alt="" width="717" height="403" /><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Questo evento cambiò la sua vita per sempre: decise di diventare un astronauta. In quel periodo ai canadesi non era permesso di fare domanda, ma col tempo le cose cambiarono e nel 1992 il suo sogno divenne realtà. Le illustrazioni ci introducono in un’atmosfera onirica, fantastica presentando i vari volti che, per ognuno di noi e in particolare per un bambino, lo spazio più nero e il buio posso avere. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Questo libro ci mostra </span>come<span class="fs12lh1-5"> le nostre paure possono essere affrontate e sconfitte, ma soprattutto che i nostri sogni e desideri, se ci impegniamo davvero, possono diventare realtà: </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs16lh1-5 ff1">“E allora Chris capì. Non sei mai realmente solo nel buio. I tuoi sogni sono sempre con te, ad aspettarti. Grandi sogni, sul genere di persona che vuoi diventare. Sogni meravigliosi, sulla vita che vivrai. &nbsp;Sogni che possono diventare realtà”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Buona lettura!</span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><b><span class="fs12lh1-5"><br></span></b></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.XVq5pOgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></span></b></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><br></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=LETTURA+E+RACCONTI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div></div></blockquote> &nbsp;<div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"></div></div></div><a href="https://youtu.be/xZ7Kbw8hEkI">https://youtu.be/xZ7Kbw8hEkI</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 14:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’intesa inspiegabile che scatta con il proprio cane è AMORE a prima vista]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012C"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Mio padre si chiama Lucky Boy, mia madre Violet. Lui è un proprio un figurino, un mito per me di forza e bellezza. Mia madre, la dolce Violet, dedica la sua vita ai bambini, gioca con loro, offre ogni tipo di coccole con sguardi, giochi divertenti, carezze: è una specie di insegnante, mamma, compagna di giochi, delle volte anche consolatrice. Lei è felice quando rende felici gli altri: bambini e cuccioli di tutte le specie … </span><span class="fs12lh1-5">Nei primi giorni di vita pensavo che fosse la mamma di tutto il mondo!</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Poi ho capito che era la mia mamma. Come l’ho capito? Dal suo odore irresistibile, dal suo latte delizioso e dalle sue leccatine che mi insegnavano a percepire ogni singola parte del mio corpo.</span></i></span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">Mi leccava le orecchie dicendomi: “<i>queste sono le orecchie</i> “, leccava la pancia e mi spiegava: ”<i>questa è la tua pancia</i> “… e così via. Con il suo sguardo determinato mi ha insegnato la calma, mi ha insegnato a rispettare il mio turno per mangiare, a giocare in modo equilibrato con i miei fratellini. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non dimenticherò mai il suo magico odore, l’odore dell’essere mamma di tutto il mondo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Pian piano sono cresciuta: 30 giorni, 60 giorni di vita, &nbsp;vita intensa e travolgente. Ogni tanto qualcuno dei miei fratellini se ne andava in compagnia di una famiglia umana. Spesso Cristina, il capo della grande casa dove sono nata (credo che il suo cognome fosse “<i>allevatrice</i>”), mi richiamava con dei versi strani che ancora oggi ricordo, mi invitava al gioco con bellissimi animaletti di peluche, mi faceva foto, mi portava in un parco divertimenti con tanti percorsi, giochi e sorprese. A volte &nbsp;parlava al telefono con una signora che voleva tutta l’Italia per venire a conoscermi. <i>“Sarà una nuova mamma?”</i>, mi chiedevo.<i>“Ma quante mamme del mondo esistono?”</i>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mattina dell’8 dicembre 2019, mentre facevo un riposino nel recinto della grande casa, &nbsp;arrivò lei, la promessa mamma umana, con gli occhi scintillanti e un sorriso supersonico, &nbsp;si avvicinò a me con delicatezza e pronunciò per la prima volta il mio nome “<i>Tata Joy</i> “. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/dog-pet-amore--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il mondo all’improvviso si &nbsp;colorò di mille altri colori, di mille altri odori, di mille altri sguardi…</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non era sola, c’erano anche le zie Patrizia, Alina, zio Mario, tutti emozionati testimoni</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">dell’incontro del mio sguardo con quello della mia nuova mamma Cecilia … intenso come una corrente fluida, calda, luminosa …Con grande rispetto mi prese in braccio, ci siamo piaciute subito, eravamo fatte l’una per l’altra! </span><span class="fs12lh1-5">Mordicchiai i capelli ricci di Cecilia…stessa consistenza dei riccioli biondi di Cristina, buoni,</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">si prestavano bene ad essere mangiucchiati, tirati, ammorbiditi con la saliva. </span><b class="fs12lh1-5">Mi sa che tutti questi umani hanno un sapore gradevole, tutto da scoprire e gustare. </b><span class="fs12lh1-5">Andammo tutti insieme a giocare sul prato: Cecilia mi chiamava e correva ed io ero magneticamente attratta da lei, poi mi chiamava e si accoccolava per accogliermi felice … iniziammo così a tessere i fili preziosi della nostra relazione, fili di gioia, di vita, di vibrazioni positive che tutti chiamano AMORE …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.W314U-gzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PET-THERAPY+E+SOCIALE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale" . </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La comunicazione che va “oltre”...</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"> </a></span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=m7Bc3pLyij0">https://www.youtube.com/watch?v=m7Bc3pLyij0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Aug 2019 11:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’AMORE è l’unico modo per scoprire chi sei e regalare senso all’esistenza]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012B"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari amici lettori, in questo mese di luglio voglio parlarvi di ‘Persona’, un <b>concetto basilare sia in ambito pedagogico che filosofico</b>. In particolare cercherò, brevemente e semplicemente, di suscitare riflessioni a partire dal personalismo polacco e, dunque, dal concetto di persona in Wojtyla il quale, in <i>Persona e Atto,</i> definisce la ‘Persona’, appunto, “relazione di anima e corpo”. Nessuno ha il diritto di servirsi della persona come mezzo, neppure Dio suo Creatore, giacché l’ha dotata del libero arbitrio. Il dovere di rispettare la persona e la sua dignità si fonda sull’essenza ontologica della persona, è nella natura stessa dell’essere. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il personalismo di Wojtyla è un impegno di civiltà per tutelare la persona e i suoi diritti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Wojtyla afferma l’importanza della comunità alla cui base ci deve essere <b>il valore della solidarietà</b>; una comunità, quindi, connotata da rapporti interpersonali in una prospettiva onto-assiologica. Per il filosofo polacco è fondamentale la teoria dell’agire insieme agli altri, perché <b>la solitudine è il peggiore dei mali</b>. È nel rapporto con l’altro, infatti, che l’Io prende coscienza di sé, si accorge di sé e comincia ad esistere in modo completamente umano. L’io e l’altro sono ugualmente importanti e ciascuno può realizzare se stesso attraverso il libero dono di sé all’altro, in un’ottica di reciproco rispetto. <b>Si vuole il bene dell’altro nella misura in cui si vuole la sua realizzazione come persona</b>, e questo esclude ogni motivo di strumentalizzazione. Solamente in questo modo si ha una <b>giusta relazione</b> e una <b>vera comunicazione tra le persone</b>, una relazione di dono. Questo è il concetto della norma personalistica di Wojtyla. Tale relazione di dono dev’essere caratterizzata da un atteggiamento d’amore, cioè dall’apertura all’incontro, dal decentrarsi che non significa annullarsi. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’amore è l’esperienza unitiva più forte del rapporto io-tu. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Senza l’amore le persone non possono diventare se stesse. Essere è amare; dunque se io amo sono, esisto e la vita vale la pena di essere vissuta. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/amore-coppia-intesa--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Tale amore porta all’autorealizzazione</b>. Quindi non più <i>cogito ergo sum</i>, bensì <b><i>amo ergo sum</i></b>. Wojtyla, con la sua tesi dell’amore, che è il centro del suo personalismo etico, offre una valida risposta a tutti i dubbi di coloro che temono di perdere la propria libertà o di annullarsi nel donarsi all’altro in un rapporto di reciprocità. Nell’amore, infatti, l’incomunicabilità della persona è superata. Inoltre, l’esperienza dell’amore è esperienza di realizzazione della libertà nel reciproco dono di sé. <b>La libertà assoluta, infatti, non esiste, in quanto è negatrice della libertà stessa</b>. Dunque, la filosofia personalistica di Wojtyla si rivolge al cuore di ciascuno per ricordare che è necessario, in un tempo di crisi profonda, l’urgenza di un cambiamento personale senza il quale ogni trasformazione materiale sarà vana. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cfr. <i>Etica della persona e diritti umani. La prospettiva del personalismo polacco</i>, Michele Indellicato. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>&lt;&lt;Quando la comunicazione si allenta o si corrompe, io perdo profondamente me stesso: ogni follia è uno scacco al rapporto con gli altri: l’alterdiventa alienus, ed io a mia volta divento estraneo a me stesso, alienato&gt;&gt;</i> (E. Mounier, <i>Le personnalisme</i>)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"> </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http:// " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WmnkaKjibIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni"</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/NJsa6-y4sDs">https://youtu.be/NJsa6-y4sDs</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Aug 2019 10:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’AMICIZIA è l’arte delicata del BENE. Un volo in sintonia, nella libertà]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000012A"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><i>“Quando la conobbi, sentii che non era la prima volta che ci incontravamo e, seppur non l’avessi mai vista prima di allora, c’era qualcosa di lei che era da tempo immemore dentro di me, un’appartenenza ancestrale, nulla di metafisico né trascendentale si intenda, <b>un inspiegabile, ma semplice riconoscersi senza essersi mai incrociate</b>. Il nostro incontro mi piace pensarlo progettato ad arte dal destino che impregnato di fortuna ha generosamente congiunto le nostre strade, senza sovrapporle però, intrecciandole armoniosamente, lasciando a noi la possibilità di viaggiare libere, senza percorsi precostituiti o binari unici da seguire, senza soste obbligate da rispettare: libere di poter scegliere di esplorare qualsiasi sentiero della vita da sole o insieme, <b>perché ciò che conta davvero è il bene che desideriamo l’una per l’altra”</b>. &nbsp;</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il bene non si misura con il tempo trascorso insieme, non cresce con il numero delle ore passate a chiacchierare, <b>il bene è un dono che si nutre dell’essenza dell’altro, del coraggio di essere se stesso</b>, svelando senza maschere la propria fragilità, e della <b>capacità di cogliere la verità negli occhi altrui</b>, scoprendo la parte meno affascinante dell’altro, al costo di comprendere di non piacere a tutti e di non poter essere un amico per tutti, ma solo per coloro che osservano il mondo con lo stesso sguardo di meraviglia che abbiamo noi, che disegnano la vita con gli stessi occhi di speranza che possediamo noi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/amicizia-rispetto-liberta.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’amicizia è esercizio profondo di maturità</b>, <b>è intenso allenamento di rispetto dell’universo dell’altro</b>, <b>è possibilità di migliorarsi senza cambiare le coordinate</b>, <b>è opportunità di ricchezza</b> solo per chi impara a donare senza pretesa, <b>è eventualità di scoprirsi felice</b>in un’appagante solitudine, <b>è rivelazione di meraviglia</b> quando si è semplicemente insieme. <b>L’amicizia non possiede doveri</b>, ha, però, il diritto sacrosanto di <b>essere libera da schemi</b>, libera di plasmarsi, di <b>cambiare forma mantenendo la sostanza</b>, di accogliere laddove deve contenere, di spalancare laddove deve lasciar andare … L’amicizia è il porto al quale si può approdare, ma nel contempo dal quale bisogna salpare per imparare a viaggiare, a navigare da soli, perché se il bene è autentico, quel porto diventerà faro della propria vita… </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><i class="fs12lh1-5">“Ogni volta che la incontro mi sento fortunata: il suo bene, ne sono sicura, mi protegge da lontano; il mio bene, invece, si prende cura di lei anche quando non siamo insieme …” </i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="next" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.cittadellinfanzia.it', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><i class="fs12lh1-5"> </i></div></div><a href="https://youtu.be/ae2iX6vZCoM">https://youtu.be/ae2iX6vZCoM</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 14:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tutti a nanna! Semplici consigli per conciliare il SONNO dei più piccoli]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000129"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Un buon sonno è alla base per un corretto accrescimento ed è fondamentale per lo sviluppo psico-motorio dei bambini. Secondo la SIP(Società italiana di Pediatria), <b>i disturbi del sonno</b>, aumentati soprattutto negli ultimi 20 -30 anni, <b>possono avere effetti negativi sulla salute e sulla qualità della vita del bambino, ma anche dei genitori</b>. Non stupisce, quindi, che siano uno dei principali fattori di ansia per le mamme e i papà e uno dei motivi più frequenti di visita dal pediatra o neuropsichiatra infantile. I ritmi frenetici, l’aumento delle luci artificiali e l’utilizzo sempre più precoce degli strumenti elettronici, hanno causato una discordanza tra quello che dovrebbe essere il ritmo sonno-veglia naturale del bambino e le esigenze sociali. &nbsp;</span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Le cause dei disturbi del sonno dei bambini possono essere legate a cause organiche o a una cattiva igiene del sonno. </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Nei primi mesi l’insonnia è legata soprattutto alle coliche o ad allergie del latte o ancora a malattie genetiche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/nanna-sonno-equilibrio.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5">Considerata questa premessa, per promuovere l’apprendimento di una buona routine di sonno nel neonato, può essere utile tenere ben presenti le informazioni che illustrerò di seguito. &nbsp;</b><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote><div> &nbsp;</div><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">Sappiamo che la natura ha deciso di dedicare al sonno 1/3 della vita dell’adulto e 2/3 di quella del neonato e del bambino. Risulta fondamentale dormire. La deprivazione del sonno viene utilizzata tra i metodi di tortura perché sappiamo che può portare perfino al decesso.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Il sonno del neonato è caratterizzato da molti cicli che si ripetono l’uno dopo l’altro. Un ciclo intero ha la durata di circa 45 minuti. Il periodo di sonno continuativo nel neonato, varia in genere dalle <b>2 alle 5 ore</b> e tende ad aumentare con l’età (a 6 settimane sarà di 6 ore, a 8 settimane di 8 ore e a 12 settimane di 12 ore, compreso l’allattamento).</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Durante le prime tre settimane di vita, il bambino alterna ciclicamente nelle 24 ore il sonno alla nutrizione. Se l’alternanza sonno/alimentazione è adeguata, tenderà a piangere con poca frequenza. Un bambino che piange molto in questo periodo di vita potrebbe avere un problema di alternanza sonno/veglia.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Un neonato con un sonno regolare può dormire fino a 18-21 ore al giorno.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">I periodi di veglia diurni del neonato sono compresi tra i <b>20 e i 40</b> minuti e tendono ad essere più brevi nelle ore notturne. Questi momenti includono le attività di accudimento e l’allattamento. È importante, durante la veglia, riconoscere i limiti delle capacità interattive del bambino in modo tale da non stancarlo troppo.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Una delle principali cause della stanchezza del neonato è data dallo stare in braccio. Evitare quindi di tenerlo in braccio per un periodo di tempo eccessivo. Per lo stesso motivo si dovrebbe evitare che amici e parenti lo tengano spesso in braccio.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Svegliare il neonato solo se sono trascorse più di 4 ore dall’ultimo allattamento (seguire tale indicazione solo se l’aumento di peso del bambino è adeguato).</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Il momento dell’allattamento deve essere breve, sono raccomandati 15-30 minuti.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Quando il neonato è pronto a dormire, è bene metterlo subito a letto in modo da promuovere l’associazione sonno-lettino.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Un’adeguata ed efficace prevenzione del disturbo del sonno nel bambino prevede anche la conoscenza dei principi basilari di igiene del sonno dell’infanzia, in base ai quali si consiglia di evitare alcune comuni abitudini scorrette, quali: cullarlo in braccio fino all’addormentamento; mantenere un contatto fisico, con un genitore durante l’addormentamento; farlo addormentare in posti diversi dal lettino; farlo addormentare in macchina; dargli da bere o allattarlo durante l’addormentamento; somministrare tisane o camomilla per facilitare l’addormentamento; farlo stancare prima dell’ora dell’addormentamento; farlo dormire a pancia in giù; fare il bagnetto prima di andare a letto (nei bambini è uno stimolo eccitante!).</span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Una volta che si sono curati tutti i momenti dell’igiene del sonno e queste falliscono dopo almeno 3 settimane di prova</b>, dopo il sesto mese di vita, momento della vita in cui il sonno inizia ad essere organizzato e il bambino continua a far fatica ad addormentarsi e continua a svegliarsi di notte, allora <b>può essere suggerita un’integrazione, come ad esempio quella della melatonina</b>. </span><span class="fs12lh1-5">La melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale (o epifisi), ghiandola posta alla base del cervello. </span><b class="fs12lh1-5">La sua secrezione viene regolata dalla luce</b><span class="fs12lh1-5">: quando lo stimolo luminoso arriva alla retina viene trasmesso un segnale all'epifisi dove viene inibita la sua secrezione. Il buio, al contrario, ne stimola il rilascio. Per questo motivo la melatonina ha un picco nelle ore notturne e valori molto più bassi durante il giorno. Agisce sull'ipotalamo e ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia. Da un punto di vista neurofisiologico è dimostrata la sua efficacia. Azzera i risvegli nel corso della notte e provoca un addormentamento più rapido. </span><b class="fs12lh1-5">La melatonina &nbsp;è molto bassa durante i primi tre mesi di vita</b><span class="fs12lh1-5"> e senza notevoli differenze tra livelli notturni e diurni. Dal quarto al sesto mese i livelli di melatonina aumentano gradualmente e il picco si raggiunge a 3 anni circa. </span><span class="fs12lh1-5">Non c’è rischio di dipendenza fisica, non presenta alcun svantaggio, ma può diventare un abitudine o un rito come la fiaba o una ninna nanna cantata prima dell’addormentamento. In caso di patologia del neurosviluppo è fondamentale il suo utilizzo, come ad esempio nell’autismo. Tutto questo è sostenuto da numerosi studi e tra questi molti del </span><b class="fs12lh1-5">professor Marco Carotenuto Neuropsichiatra infantile esperto di disturbi del sonno. </b><span class="fs12lh1-5">Esistono diversi tipi venduti per i bambini, tutti hanno la formulazione in gocce, esistono anche le associazioni con il triptofano che è un amminoacido essenziale, precursore della Melatonina e la Vitamina B6 che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e delle funzioni psicologiche. </span><span class="fs12lh1-5">Sono in commercio da un po’ di tempo anche gocce di melatonina associate a L-teanina. </span><b class="fs12lh1-5">La L- Teanina è un aminoacido non proteinogenico</b><span class="fs12lh1-5">, molto raro in natura che può attraversare la barriera emato-encefalica e </span><b class="fs12lh1-5">produrre una sensazione rilassante</b><span class="fs12lh1-5">, senza tuttavia dare sonnolenza: serve per migliorare la qualità del sonno in soggetti con iperattività durante il sonno come nel Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività (ADHD). Le più utilizzate da noi pediatri sono le gocce con melatonina, invece solo quando ci sono particolari disturbi, consigliamo l’utilizzo delle associazioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di Famiglia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/IAmab8mrsww">https://youtu.be/IAmab8mrsww</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 15:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[E se i FANTASMI che ognuno ha dentro non facessero più PAURA?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000128"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, che ne direste di affrontare un’altra lettura che, per diversi motivi, si presta ben volentieri ad essere messa in scena? <b>“Il fantasma di Canterville”, un racconto del 1887 di Oscar Wilde</b>, ne è uno straordinario esempio. L’ingrediente principe che ne permette facili e fortunate trasposizioni teatrali è la sua &nbsp;anima umoristica. <b>Sembrerebbe che una storia di fantasmi non possa contemplare effetti di natura comica</b>, invece, la penna originale del suo autore ha creato, servendosi proprio della chiave ironica, il tema sul quale si fonda l’intera vicenda: </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>il contrasto esistente tra due società, la &nbsp;società inglese, vecchia &nbsp;e tradizionalista e quella americana, giovane e &nbsp;progressista. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">E cosa meglio di una vis comica avrebbe potuto parlare di culture differenti, dissacrando e, al contempo, suscitando una serie infinita di riflessioni attraverso ilarità e buon umore? <b>Una &nbsp;moderna e repubblicana famiglia americana, gli Otis, sta per acquistare a &nbsp;Londra</b>, da poco trasferitisi, <b>una dimora alquanto singolare</b>: un castello nel quale aleggia, da quasi trecento anni, un ospite, lo spirito di Sir Simon, colpevole di aver provocato la morte della sua consorte a causa di una lite terminata con uno spintone. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/fantasmi-paure-letteratura--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="444" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Messi in guardia da lord Canterville dell’esistenza del fantasma, che nel frattempo, con le sue apparizioni, ha creato non pochi problemi a metà della popolazione londinese, il capofamiglia, Mister Hiram B. Otis, ministro degli Stati Uniti, è ben lungi dal considerare la presenza del “gradito” ospite, un ostacolo alla conclusione del suo affare e i fatti, nelle pagine che seguono l’incipit, lo dimostreranno: sarà l’ectoplasma a mettere in dubbio la sua stessa fama di spettro, smontato continuamente da atteggiamenti di un irritante e smaccato materialismo da parte dell’allegra famigliola che gli proporrà alternativamente miracolose soluzioni con oli e detergenti, prodotti della moderna industria americana, per smacchiare secolari macchie di sangue in salotto o per oliare le sue catene, il tutto condito da scherzi, trappole e tranelli tesi dai due pestiferi gemelli. I meccanismi scelti dall’autore per creare situazioni di vera comicità sono principalmente due: <b>l’inversione </b>(la storia del persecutore vittima della sua persecuzione, del personaggio che prepara la rete nella quale egli stesso si farà prendere, del gabbatore gabbato) e <b>l’inserzione violenta in un contesto banale di un personaggio straordinario</b> (il nostro fantasma dai trascorsi di spirito semina terrore e spavento, catapultato improvvisamente in una triste realtà, ben lontana da retaggi culturali, dove gli spettri occupavano un posto più che dignitoso nell’immaginario collettivo). Spogliato di tutti gli orpelli e del peso che il nostro protagonista si porta dietro da centinaia di anni, vedremo nelle ultime pagine affiorare l’amore e la sua forza, rappresentato da Virginia, la giovane figlia del ministro, capace di mettere sullo stesso piano, in un ricco confronto, la vita e il mistero legato alla morte, facce di una stessa medaglia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA+E+TEATRO" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div><div><br></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/XyOyxubb1Hs">https://youtu.be/XyOyxubb1Hs</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Aug 2019 10:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il segreto della BELLEZZA è imparare a capire quanto sei SPECIALE!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000127"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Non la vanità, ma l’accettazione, l’unicità e l’eccezione.
Questo ho insegnato sempre sia a scuola, avendo a che fare con una disciplina
che implica il delicato rapporto con la fisicità, l’Educazione Fisica, sia nell'
ambito della mia passione artistica, laddove uno specchio riflette
continuamente l’immagine di se stessi mentre si danza o pattina. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho insegnato, o meglio <b>mi son
prefissata sempre di trasferire</b>, prima ancora delle competenze e abilità
psico - motorie richieste dalla pratica dei miei sport, <b>la voglia di migliorarsi </b>e mettere in risalto quelle qualità che
nessun altro, oltre noi, possiede.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Si è identici solo a se stessi, si possiedono caratteristiche
e lineamenti fisici che ci identificano, distinguono e per questa
ragione...assai preziosi.</i></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">Dunque, da evidenziare, invece, che nascondere, pensando
che possano penalizzarci. Lo ripetuto continuamente ad alcune mie allieve fino
allo sfinimento, poiché non c’è esercizio o allenamento che possa escludere la
sicurezza in se stessi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/SICUREZZA-EDUCAZIONE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Una sicurezza che è data solo dalla propria
accettazione.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"><b>"La bellezza non sta nella perfezione, ma nell’eccezione"</b></span><span class="cf1">,
queste le mie parole per tutte, specie per quelle che si son sempre credute
brutte.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La bruttezza non esiste ed è invenzione e presunzione di
chi si crede perfetto, senza alcun difetto. Esaltare se stessi non è imparare a
vantarsi, ma mettere in risalto quei tratti unici e speciali che dicano a tutti
quanto ognuno vali.</span></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente
di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate
a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA
E DINTORNI". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra
sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su
quello che c’è oltre una cattedra.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote>

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</div><a href="https://youtu.be/XjwSkvXsmgE">https://youtu.be/XjwSkvXsmgE</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Jul 2019 11:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[INSEGNARE non è un mestiere per tutti: il titolo di studio non BASTA!]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000126"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Siamo ormai nel pieno dell’estate. Finalmente studenti e docenti si godono il meritato riposo fisico e mentale e io ne approfitto per fare qualche riflessione personale.Dal punto di vista strettamente professionale, <b>il mio anno è stato semplicemente un po' più impegnativo degli altri</b>, ma <b>dal punto di vista relazionale ed emozionale è stato un anno di cambiamenti</b>. Ancor più che in passato, <b>ho cercato di stabilire con i miei allievi un rapporto umano autentico</b>, <b>sincero e profondo</b>, seppure non sempre idilliaco, cercando di essere loro sempre vicina e guardando prima di tutto alla persona, poi all’alunno.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho osservato, però, che ci sono docenti estremamente preparati, ma che non sono mai riusciti a stimolare la motivazione e l’interesse dei propri discenti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Mi sono, quindi, chiesta quali siano le caratteristiche che un insegnante dovrebbe possedere per poter trasmettere <b>l’amore per il sapere</b>. In realtà non esiste il manuale del buon docente, ma ritengo che ci siano degli aspetti che non possono assolutamente mancare in chi svolge questa professione. <b>Comincerei dalla passione</b>, quella che ci spinge a voler continuamente migliorare, ad aggiornarci, quella che ci permette di cambiare, di adeguarci ai tempi, di modificare i metodi di insegnamento, di comprendere il nuovo modo di imparare dei ragazzi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Diciamo la verità: il solo titolo di studio non è sufficiente a formare un buon docente!</span></div><div><span class="fs12lh1-5">È importante <b>comunicare</b><b> in modo diretto</b>, <b>chiaro e coerente per suscitare nei propri alunni entusiasmo</b>, curiosità, voglia di sapere e conoscere. L’insegnante deve saper creare un <b>clima di fiducia</b>, <b>deve saper ascoltare</b>, <b>soffermarsi sui loro interessi</b>, sulle loro aspettative e sulle loro insicurezze instaurando una relazione empatica. Solo così diventerà facilitatore dell’apprendimento e stimolerà la motivazione allo studio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/INSEGNARE-VITA-MAESTRO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="472" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">E <b>pazienza</b> se tutto ciò non rientra nei “programmi”! In fondo la scuola la fanno gli studenti e gli insegnanti, cioè coloro che la vivono quotidianamente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Capitolo a parte rappresenta la valutazione che dovrebbe essere usata non per identificare lo studente con un voto, ma come strumento formativo per farlo crescere, maturare, per indicare e intervenire sulle criticità e valorizzare le eccellenze.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In sintesi, insegnare è uno dei mestieri più difficili del mondo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Richiede competenze strettamente didattiche</b>, ma, soprattutto oggi, anche apertura mentale, intelligenza emotiva e relazionale, umiltà, essenziale per chi lavora a contatto con altre persone, autorevolezza, necessaria per conquistare la stima e il rispetto degli studenti e delle famiglie. Personalmente non ho scelto questa professione ma, come ha affermato una persona a me vicina, <i>me la sono cucita addosso</i>, cercando di essere sempre una professionista e facendo quotidianamente del mio meglio, perché, come affermava il pedagogista <b>Friedich Froebel</b>: </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">“E<i>ducare è arte nobile, tanto nobile quanto difficile. Non è la cattedra che dà valore al maestro; è l’azione dell’educatore, è l’opera intelligente e buona, è il metodo che il maestro adotta</i>”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 ff2"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/QnKWWSg1OdQ">https://youtu.be/QnKWWSg1OdQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 13:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ma l’ABITO fa veramente il MONACO?]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000125"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Riflettevo giorni fa su quanto i nostri gesti e il nostro porci dinnanzi agli altri costruiscano l’immagine iniziale di noi che, ad un una conoscenza sicuramente superficiale, potrebbero apparire già le linee guida della nostra identità. Riflettevo nel contempo a quanto di vero di noi ci sia in quegli atteggiamenti, a quanto di autentico di noi si celi dietro quelle apparenze che inevitabilmente iniziano a delineare la nostra personalità, almeno per coloro che non sanno realmente chi siamo. Un abito vero e proprio che potrebbe parlare di noi prima ancora di permetterci di proferire parola; un abito che potrebbe diventare emblema del nostro vero io, o prigione della nostra verità, verità presa in ostaggio, per strategia di comodo, vile ripiego o sconfitta autoinflitta, che allontani sempre più ciò che veramente siamo da ciò che concretamente sembriamo, o che avvicini, in un gioco paradossale di verità al contrario, la sostanza alla sembianza.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Essere e apparire sono due concetti sempre distanti? </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Essere e apparire sono principi in perenne conflitto tra di loro, oppure esiste una linea sottile di congiunzione che permetta all’uno di riconoscersi nell’altro e viceversa? <b><i>E se le nostre parole fossero l’abito che ci veste di verità, saremmo veramente soddisfatti e appagati della nostra immagine? &nbsp;</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/apparenza--essenza-maschera.jpg"  title="" alt="" width="640" height="384" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">E ancora: per quanto tempo si riescono ad indossare maschere, prima che la stanchezza della pantomima le faccia cadere miseramente in un’atroce tragedia di miseria umana? Tante domande, forse troppe, albergano in queste righe, ma purtroppo nessuno possiede risposte, nessuno può erigersi a cattedratico della verità assoluta. Ognuno, bensì, può riflettere su ciò che percepisce attorno a sé ogni giorno, cogliere le sfumature laddove pennellate pesanti disegnano disperate verità, sentire eco di sincerità espandersi al suono di flebili sussurri, e soprattutto pensare profondamente, rendendosi consapevoli, al riflesso che le proprie scelte comportamentali generano nel mare inquinato del giudizio altrui che snatura, distorce e molto spesso ferisce. Mi piacerebbe che il nostro vero io facesse la pace con la parte più artefatta di sé, che la ascoltasse con attenzione per capire quale bisogno la genera e quale paura la nutre e che nel frattempo impari ad ascoltarsi dentro… guardandosi sinceramente negli occhi …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><i><span class="fs16lh1-5 ff1">“Non ci si bada, ma tutti disperdiamo ogni giorno o soffochiamo in noi il rigoglio di chi sa quanti germi di vita, possibilità che sono in noi, obbligati a continue rinunzie, a menzogne, a ipocrisie”.</span> </i><span class="fs16lh1-5 ff1">(Luigi Pirandello in ‘Maschere nude’)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/4EQgq60TqA4">https://youtu.be/4EQgq60TqA4</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Jul 2019 10:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gioco a premi per combattere l’EVASIONE FISCALE: chi vincerà facile?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000124"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il 1° Gennaio 2020 partirà la <b>lotteria degli scontrini</b> presso tutti gli <b>esercenti</b> che trasmettono telematicamente i corrispettivi. Per ogni vendita il <b>cliente</b> dovrà fornire il proprio <b>codice fiscale</b> che dovrà essere trasmesso dall'esercente all'Agenzia delle Entrate per l'assegnazione dei relativi <b>biglietti</b>. Le spese attribuite a ciascun soggetto, ed i relativi biglietti virtuali, saranno consultabili mediante un <b>portale web dedicato.</b></span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Si tratta di una procedura ideata con il chiaro intento di incentivare l'utilizzo della moneta elettronica e combattere l'evasione fiscale. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Infatti, l'utilizzo di bancomat, carte di credito, App, bonifici o altri strumenti alternativi al contante, daranno diritto al raddoppio dei biglietti spettanti per l'acquisto effettuato. Di conseguenza, raddoppieranno anche le possibilità per essere estratti. La partecipazione alla lotteria sarà però <b>VIETATA ai minori</b>. Il <b>vero requisito</b> necessario per partecipare alla lotteria sarà, dunque, lo scontrino; quindi, anche una <b>spesa minima di 1 euro</b> darà la possibilità di vincere. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/evasione-fiscale.jpg"  title="" alt="" width="640" height="412" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ci saranno <b>estrazioni mensili </b>con tre diversi premi pari a <b>10.000, 30.000 e 50.000 euro</b> ed un'<b>estrazione di fine anno</b> che consentirà di aggiudicarsi il <b>super premio di 1 milione di euro</b>... L'amministrazione finanziaria, al fine di <b>realizzare i processi automatici</b> di estrazione a sorte della lotteria, dovrà ricevere tutte le informazioni inerenti alla singola operazione, come: data, importo, modalità di pagamento, codice fiscale. L'estrazione sarà accessibile solo ai contribuenti che saranno <b>residenti sul territorio italiano</b> e che effettueranno acquisti di beni o servizi, non già detraibili (spese mediche) e fuori dall'esercizio di attività di impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi. Inoltre, trattandosi di un gioco di Stato, come la lotteria Italia, anche <b>l'estrazione a sorte degli scontrini non sarà soggetta al divieto di pubblicità per il gioco d'azzardo</b>. In realtà, non si tratta di un sistema nuovo: esso è stato presentato per la prima volta nel <b>2016, sulla falsa riga di quello sperimentato in Portogallo ed utilizzato con alterni risultati in Taiwan, Slovacchia e Cina, </b>ma è stato finora sempre rinviato. Vedremo stavolta!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/TK5moPRLBGI">https://youtu.be/TK5moPRLBGI</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Jul 2019 10:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tra me e te chi è il vero DISABILE?]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000123"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Abile e disabile sono due categorie legate da una continuità che marca le differenze solo quando queste diventano evidenti e creano un ostacolo all'ordinaria vita sociale. Se da una prospettiva ciascuno di noi è al contempo abile e disabile rispetto all'altro (complicando tutte le relazioni sociali), dall'altro, solo quando la disabilità (motoria o intellettiva) crea ostacoli allo svolgimento delle normali attività quotidiane, <b>si prefigura nella visione collettiva la categoria di persona disabile</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/disabile-abile.jpg"  title="" alt="" width="693" height="462" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La "diversità" che si manifesta davanti a "noi abili", quindi, ci mette di fronte a delle novità che vorremmo da una parte conoscere, ma che magari per pigrizia e errate convinzioni, preferiamo accantonare o categorizzare in modo rapido e deciso, a prescindere dal grado di diversità. Tutto cambia, poi, quando, a causa di sfortunati episodi (malattie, incidenti, etc…) diventiamo "noi abili", disabili...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.W3WwnugzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Esploratore di vita</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità"...</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Parole e pensieri che raccontano la vita.</span></div></blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b></b></span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/WB9UvjnYO90">https://youtu.be/WB9UvjnYO90</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 12:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Qualche volta drogatevi di SILENZIO e circondatevi di persone giuste al momento giusto]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000122"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La facilità di una conversazione, come ben noto, è legata sicuramente alla capacità e all'integrità della funzione uditiva, ma anche ai fattori ambientali in cui quotidianamente siamo sottoposti nello svolgimento della vita di relazione. <b>Dialogare all'interno di alcuni ristoranti o locali pubblici particolarmente affollati</b> e con un volume di musica di sottofondo importante, infatti, <b>diventa difficile per moltissime persone</b>, e in maniera più accentuata per chi soffre di un deficit uditivo (portatore o meno di apparecchi acustici). Nel settore della ristorazione non si dedicano particolari attenzioni a questa situazione, sebbene si scelga di incontrarsi nei locali pubblici, anche e soprattutto per spirito di convivialità. Sono vari gli aspetti da considerare come distorsivi di una efficiente conversazione, a causa di un'acustica ambientale non proprio valida.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Innanzitutto, è bene tener presente che nei locali affollati si genera una sommatoria di fonti rumorose, date dalla musica di sottofondo, oltre che dal rumore elettrico dei vari impianti tecnologici e delle ventole dei condizionatori. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">A questo si deve aggiungere il tipico effetto a catena per cui ognuno tende a parlare a voce più alta quando c’è già qualcun altro che parla. Per quanto riguarda i fattori ambientali, bisogna considerare come determinante il riverbero, o più comunemente "<i>effetto eco</i>". </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/FOLLA-RUMORE-ACUSTICA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Si tratta di un fenomeno acustico favorito soprattutto in ambienti molto ampi e con superfici riflettenti</b><span class="fs12lh1-5">, tipo vetrate e soffitti in cartongesso, non trattate con apposito materiale fonoassorbente.</span><br></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Alcuni studi hanno stimato che in simili situazioni, i suoni ambientali si possono propagare nell'aria per tempi molto più lunghi di un secondo (anche due secondi e mezzo in ambienti particolarmente sfavorevoli), oltre al fatto che si raggiungono facilmente gli 80-85 dB di rumore ambientale costante, a fronte dei 65dB che sarebbero necessari per un ascolto confortevole. </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Va da sé che la soluzione a questo tipo di situazione debba necessariamente essere ricercata su due fronti: da una parte, quindi, nella fase di progettazione dei locali (prevedendo l'installazione di adeguati pannelli fonoassorbenti), dall'altra adottando delle regole di buonsenso (evitando, ad esempio, un volume eccessivo della musica di sottofondo). A guadagnarne sarebbe certamente il piacevole ricordo di una serata passata in compagnia <i>della gente giusta nel posto giusto</i> …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione </span></div><div><span class="fs12lh1-5">e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a>. La salute NON può essere un’opzione</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/aGSKrC7dGcY">https://youtu.be/aGSKrC7dGcY</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 12:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La pasta di zucchero non è un gioco da ragazzi: il CAKE DESIGN è studio, impegno, dedizione assoluta!]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000121"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Non ricordo quando ho cucinato il mio primo dolce, ma sicuramente ero davvero piccola (forse 14/15 anni). La mia mamma non cucinava e non cucina dolci, invece ricordo bene i dolci di mia zia Nella che amavamo tutti e quelli di mia nonna Anna… forse a pensarci, la mia passione l’ho ereditata proprio da lei. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Trascorrevo tutto il mio tempo libero a cucinare dolci prendendo possesso completo della cucina di mia madre, finché, un bel giorno ho scoperto la pasta di zucchero, ottima alleata a trasformare le bontà culinarie per il palato in bellissime opere da gustare anche con gli occhi. Il cake design è diventato per me tutto il mio mondo e il mio sapere (un mondo che comporta uno studio costante, aggiornamenti frequenti e una dedizione assoluta), tanto da spingermi a metter su un progetto che porto avanti ormai da quattro anni: il PUGLIA CAKE FESTIVAL, un percorso di vita iniziato insieme a molti membri di questa testata giornalistica che hanno creduto e supportato i principi fondanti di tale iniziativa, divenuta ormai una vera e propria macchina da guerra in termini di lavoro e progettualità. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/cake-design-giudice.jpg"  title="" alt="" width="640" height="423" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho acquisito negli ultimi anni tanta esperienza tecnica tale da aver ricoperto più volte il ruolo di giudice in contest di cake design. È difficile sentirsi all’altezza di un compito così importante e prima di accettare l’invito c’è sempre un po’ di timore, ma poi pensi che, in fondo, si deve permettere ad artisti emergenti nel campo di mettersi in gioco anche nella sana e costruttiva competizione che doni a chi possiede il coraggio di parteciparvi la possibilità di crescere e scoprire nuove frontiere da esplorare in questo campo dolcissimo e meraviglioso. L’ultima esperienza in tal senso la porto ancora nel cuore: Cetraro (Calabria), il 27/28 aprile, presso l’istituto Silvio Lopiano, durante la prima edizione del concorso di cake design, CAKE ART. Giorni immersi in una terra meravigliosa che amo da sempre, con uno staff di straordinari colleghi che stimo e apprezzo fortemente. Giorni intensi a stupirmi della passione dei concorrenti e della loro voglia di migliorare e conoscere sempre di più, tanto che sono passata dall’essere giudice a sentirmi l’allieva di questi encomiabili ragazzi pieni di voglia di sperimentare: per me non c’è ricetta migliore per me! </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.XLseougzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Direttrice Artistica Puglia Cake Festival</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.Wi7HwUribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> La fantasia non conosce confini...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/pYn32yrtE2s">https://youtu.be/pYn32yrtE2s</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Jul 2019 13:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Applaudite pure le movenze volgari del corpo, ma rispettate la DANZA in nome dell’ARTE!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000120"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La parola rispetto non indica soltanto l’aver considerazione di qualcuno, ma anche di qualcosa. Nel rispetto dei valori dello sport e dell’arte del movimento, ovvero della danza, in cui da sempre credo, non posso che esporre alcune mie perplessità sulla distorta visione di questi straordinari mondi che, oggi, la maggior parte della gente purtroppo ha.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">E quando dico <i>gente </i>intendo non soltanto chi si ritrova ad assistere ed applaudire alle esibizioni di queste discipline, ma soprattutto genitori, educatori sportivi, deputati rispettivamente alla formazione dei figli e degli allievi atleti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><hr><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Molto spesso il gesto motorio diventa fine a se stesso e viene tristemente svuotato di senso ritmico-sportivo, oltre che formativo, riempito solo di frivolezza e vanità. Vestito, o meglio... svestito, ricoperto di lustrini e abiti luccicanti.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Esibito e mostrato con sfrontato e disinibito atteggiamento espressamente volgare, da riportare alla mente le movenze di </span><i class="fs12lh1-5">show girl </i><span class="fs12lh1-5">di mediocri intrattenimenti televisivi, consono piuttosto a luoghi come discoteche e night club. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/danza-sexy-proibita.jpg"  title="" alt="" width="704" height="396" /><div><span class="fs8lh1-5">@Credit: <span class="cf2"><a href="https://youtu.be/eRFLJP-N18s" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">10 Sexy DANCE MOVES BANNED In KOREA</a></span></span><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Si assiste solo ad abbozzate movenze capaci di provocare turbamenti, più che suscitare emozione e sentimenti; esibizioni corporali a cui però la massa applaude compiaciuta e soddisfatta. Ai miei occhi solo volgare teatrino appare, ma da convinta democratica ritengo che ognuno possa fare della propria vita ciò che più desidera, l’importante è che, nel rispetto delle vere discipline sportive ed artistiche che onoro da anni e in cui credo, si porti rispetto sacrosanto, e in tal senso vorrei dire: </span><span class="fs12lh1-5"><b>"Non chiamatelo sport! Non chiamatela danza! E poi ...continuate pure... con &nbsp;questa (mala) creanza".</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/x6CUtKVLqa8">https://youtu.be/x6CUtKVLqa8</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Jul 2019 07:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["LUCE BLU" e cellulari. Un nuovo uomo nero vive, innamorato, in casa con voi]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Anna Poggianella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011F"><blockquote><div>La luce blu è una radiazione elettromagnetica dello spettro del visibile che può diventare dannosa. In parole semplici è una tipologia di luce che oggi viene emessa da particolari sorgenti di luce come i LED, ma anche dallo schermo dello smartphone, del tablet, della TV, del computer e delle luci allo xeno (fari delle macchine) ed anche le luci che illuminano le nostre case ed uffici. Insomma siamo circondati! La luce blu è naturalmente presente nella luce del giorno e ci aiuta a rimanere svegli. La parte visibile, ovvero quella rilevata dall' occhio umano, ha una lunghezza d'onda che va dai 390 ai 700 nanometri mentre tutti i dispositivi elettronici hanno più o meno una emissione della luce blu tra 445 e 455 nm. Il continuo miglioramento della qualità di questi schermi digitali fa aumentare l'emissione di luce blu, avvicinandosi sempre più all'area di rischio per l'occhio umano. La quantità eccessiva di questo spettro può avere un effetto negativo e causare nel tempo (per lunga esposizione) danni all'interno dell'occhio. Quando la luce blu colpisce il cristallino, si rinfrange e costringe occhio ad una continua messa a fuoco. Anche la retina subisce fototossicità &nbsp;con conseguente degenerazione maculare. La luce blu, quindi, è responsabile di danni alla vista, soprattutto se si parla di bambini esposti a molte ore del giorno al computer, alla TV ed ai videogame. <b>Dopo 20 minuti di navigazione la maggior parte di chi sta davanti ai device inizia a soffrire di secchezza lacrimale meccanica</b>, a causa dello <b>sbarramento oculare e riduzione dell'ammiccamento</b> che dai 16/17 battiti al minuto scende drasticamente all'80% in meno, senza lo scudo protettivo del film lacrimale sulla superficie oculare subentra una visione sfuocata. La continua messa a fuoco fessurando gli occhi causa lo stress visivo. </div><div><br></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/stress-visivo-luce-blu.jpg"  title="" alt="" width="692" height="519" /><div><br><blockquote><div>Dopo poche ore, in genere tra 3/6/8 ore, la maggior parte di bambini, o adolescenti ed adulti ,chi sta davanti ai device accusa questi fastidi:</div></blockquote> &nbsp;<div><ul><ul><li>irritazione oculare;</li><li>secchezza e lacrimazione ridotta;</li><li>stress visivo (astenopia);</li><li> difficoltà a dormire a causa dell'inibizione della produzione di melatonina;</li><li>dolori muscolari e mal di testa;</li><li>visione a flash.</li></ul></ul></div><div><blockquote><div><br></div><div>A lungo termine si parla di danni seri! Gli studiosi dell'Università del Colorado stanno analizzando le conseguenze oculari della sovraesposizione alla luce blu, che causerebbe degenerazione retinica con le maculopatie e cataratta, non solo, particolarmente nocivo nei bambini in età prescolare ed adolescenziale è l’interruzione della produzione della melatonina da parte della ghiandola pineale che legge la luce Led come luce solare. </div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Infatti, i bambini dovrebbero evitare di usare lo smartphone o i giochi digitali, soprattutto prima di andare a letto, il cui rischio è quello di compromettere il ciclo sonno-veglia.</span></i></span></div><hr><div><b>Ma ciò che preoccupa di più sono gli studi sulla Leucemia infantile</b> (ricerca dell'organizzazione no-profit Children with Cancer americana). L'eccessiva esposizione alla luce alterano sia il sistema immunitario che i meccanismi di regolazione di queste cellule staminali che vanno in tilt, <b>il risultato sarebbe la possibile comparsa del cancro</b>. I ricercatori ribadiscono che l'esporsi alla luce in maniera prolungata, soprattutto , durante la notte potrebbe favorire questa grave alterazione (ricerca ancora in corso). Lo smartphone ed i device rappresentano per tutti strumenti di primaria importanza. Si utilizzano per chiamare, mandare mail, chattare e ancora per cercare informazioni per la nostra conoscenza, ma al di là delle loro utilità, sono da considerare anche i tanti rischi a cui si va incontro. Esistono delle regole che devono essere rispettate e seguite e comunicate alla popolazione mondiale, ed anche filtri che riducono l'emissione. Oggi esistono speciali pellicole e trattamenti che riescono a schermare e proteggere la vista. Questo trattamento antiriflesso Blue Block delle varie aziende oftalmiche colora le lenti leggermente gialline ed è proprio questa proprietà che permette di vedere nitido e contrasta il discomfort riducendo sensibilmente i danni agli occhi, a breve e a lungo termine, causati dalla luce blu.</div><div><br></div><div>Conoscere è un primo passo per non perdere.</div><div><br></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ottico-optometrista-anna-poggianella.html#.XSWqjugzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Anna Poggianella</a></b></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Ottico-Optometrista specializzato in Dry Eye Digital Syndrome</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Team "Bimbi&amp;Tecnologie"</span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Continua a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Salute e Benessere”</a>.<br></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">La salute non può essere un’opzione...</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></blockquote></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/7-W04ZOmiKs">https://youtu.be/7-W04ZOmiKs</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 08:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[A mia FIGLIA che ogni giorno sconvolge meravigliosamente la mia VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b66f5mj9"><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5">“Granello di sabbia, finissimo, lieve, </span></div><div><span class="fs12lh1-5">portato dal vento di un giorno speciale, &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">voluto, sofferto, chiamato nel vento, &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">cresciuto nel centro del mondo e amato sin dal primo secondo…</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Granello di sabbia, di spiagge lontane, il cuore del mondo hai fatto vibrare, &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">di sole, di mare, profumi di vita, ebrezza, dolcezza, gioia infinita…</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/AMORE-MADRE-FIGLIA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5">Granello di sabbia venuto alla luce, in un solo secondo hai portato tempesta, illuminato la vita, donato dolcezza, &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">come devastante, irripetibile, infinita carezza…</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Soffio di vento, raggio di sole, in un giorno d'estate pregno d'amore. Dono prezioso, mio piccolo sogno, eccoti arrivare: benvenuta al mondo!</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Granello di sabbia pieno di vita. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Divenuto mondo, mio granello di vita…”</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... <i> &nbsp;&nbsp;</i></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/zrfVFEfTAFI">https://youtu.be/zrfVFEfTAFI</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Jul 2019 19:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tuo figlio fa i CAPRICCI? Abbiamo una lettura che fa proprio per lui!]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011E"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Le parole “<i>voglio</i>” e “<i>non voglio</i>” probabilmente sono tra quelle più pronunciate dai bambini, in particolar modo quando fanno i capricci. Per questa ragione oggi vorrei proporvi la <b>divertente lettura di una storia i cui protagonisti sono forse i più capricciosi del mondo</b>. La principessa Non Voglio vive nel reame di Tiramisú e da quando ha iniziato a parlare tutte le sue frasi iniziano con le parole “non voglio”: «Non voglio mangiare la ciccia! Non voglio andare a dormire presto! Non voglio lavarmi i capelli! E quel che non voglio non faccio perché io son principessa, son figlia di re!». La piccola non accetta ordini, richieste o preghiere; i suoi genitori l</span><span class="fs12lh1-5">ei é irremovibile.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Alla fine, pur di accontentarla, lasciano che non faccia ciò che non vuole. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Poco lontano, precisamente nel reame di Baccalà, vive invece <b>il principe Voglio</b>, chiamato così perché da quando ha iniziato a proferir parola le sue frasi cominciano sempre con le parole “voglio”: «Voglio i soldatini colorati! Voglio mille lecca-lecca! Voglio un cavallo bianco con le redini d’oro». Inutile dire che essendo figlio di re continua a chiedere e chiedere e le sue richieste sono sempre esaudite. Le cose sarebbero andate avanti così chissà per quanto, ma un giorno il principe Voglio viene a sapere che nel reame di Tiramisú c’è una principessa molto bella con una dote ricchissima e subito decide di sposarla. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Durante la proposta di matrimonio, però, accade qualcosa d'inaspettato: per la prima volta qualcuno gli dice di no. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Infuriato il principe va via, ma ben presto comincia a sentire nel suo cuore che in fondo ama davvero la principessa Non voglio, e così torna indietro per confessarle il suo amore. Nel frattempo anche la principessa ha cambiato idea e vorrebbe sposarlo ma… c’è un grosso problema: abituata a dire sempre “non voglio” non riesce a dire di sì al principe, che va via sconsolato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/principe-principessa-lettura.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Riusciranno i due giovani a dichiararsi il loro amore e a sposarsi? </b>Lascio a voi il piacere di scoprirlo. Il libro “La principessa Non voglio e il principe Voglio”, scritto da Silvia Roncaglia e illustrato da Elena Temporin, è edito da Emme Edizioni per la collana “Principesse Favolose”. L’età di lettura consigliata è dai quattro anni in su. Buona lettura!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="Ilaria De Marinis" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.Wh7w6kribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><a href="https://youtu.be/mrDOc7DaBJk">https://youtu.be/mrDOc7DaBJk</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 10:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quando MUSICA e TEATRO entrano l’una nell’altro… è fiaba musicale!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011D"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Tra le fiabe musicali, come non citare la famosissima “Pierino e il lupo” di Sergej Prokofiev? Sicuramente, articoli su articoli saranno stati redatti su tale genere e sul suo significato, sulla storia narrata nella medesima e sulla particolarità che le è propria e che risiede nei vari strumenti musicali che raccontano, accompagnati da una voce narrante. La musica, però, qui è la protagonista assoluta: <b>ogni strumento musicale è un personaggio della narrazione</b>. Senza dilungarmi sulla trama che fortunatamente per Pierino e i suoi simpatici amici (il gatto, l’uccellino e l’anatra) &nbsp;si conclude con il classico lieto fine, degna conclusione di ogni fiaba che si rispetti, a dispetto di un lupo - <b>altro personaggio del racconto </b>- che vorrebbe invece un finale diverso, l’aspetto sul quale vorrei porre la mia attenzione, sono le <b>innumerevoli possibilità didattiche che una fiaba musicale potrebbe serbare in sé</b>, relative all’apprendimento, in forma ludica e giocosa, &nbsp;dei famosissimi parametri del suono e non solo. Cominciamo con il<b> timbro</b>: qualità del suono che permette di rendere riconoscibile due suoni identici per altezza e intensità.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ciascuno strumento musicale ne ha uno, identificabile, nel nostro caso, attraverso l’ascolto della fiaba che ne fa intervenire tanti quanti sono i personaggi.</span></i></span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">Partendo dalla definizione di timbro che se ne dà nella lingua inglese, </span><b class="fs12lh1-5">“tonecolour”</b><span class="fs12lh1-5">, ogni suono, come la voce di ciascuno di noi, potrebbe essere associato a un colore: </span><b class="fs12lh1-5">ci sono colori più accesi, vividi, fulgidi, chiari, scuri, spenti, cupi, ecc … </b><span class="fs12lh1-5">Quali analogie più appropriate possono esservi se non con il colore, per definire il timbro di un suono? </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/FIABA-MUSICALE-TEATRO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="381" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Si parla di voci bianche, di toni scuri, di note brillanti ecc … Perché il bambino si appropri di una delle caratteristiche del suono e ne acquisisca il suo significato, potremo iniziare, proprio, dalla “voce” che diventa uno strumento a sua disposizione. L’idea del colore e pertanto del </span><b class="fs12lh1-5">“timbro” come “colore della voce”</b><span class="fs12lh1-5"> e tutte le sensazioni ad esso collegate, verrebbe utilizzata, per ricercare la “motivazione” che renda la voce un mezzo di espressione e di produzione di senso. </span><b class="fs12lh1-5">In questo modo creeremo un ponte che colleghi la musica con un ambito ad essa affine: il teatro</b><span class="fs12lh1-5">. Un esempio di attività potrebbe essere quella di far pronunciare al bambino, all’interno dello spazio scenico, una semplice frase, associata a un determinato colore. </span><b class="fs12lh1-5">Le opportunità didattiche</b><span class="fs12lh1-5">, in termini di attività ludiche, immediatamente spendibili sul campo, </span><b class="fs12lh1-5">sono numerose</b><span class="fs12lh1-5">: avremo, così, caricato di senso un parametro che, presentato in forma teorica, potrebbe trasmettere poco e, contemporaneamente, dato la possibilità di esplorare un campo, quello dell’espressività teatrale, per offrire ulteriori spunti di approfondimento.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA+E+TEATRO" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/cKPTOz9_0kI">https://youtu.be/cKPTOz9_0kI</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 12:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Sai che per disintossicarti devi RAFFREDDARE un punto preciso, nascosto, del tuo corpo?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011C"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Oggi parliamo dell'antica tecnica del "<i>Bagno derivativo</i>", oggi rinnovata e resa molto più semplice. Come sostenuto dagli indù e da alcuni occultisti, <b>il corpo energetico si lega a quello fisico per via di alcune porte chiamate Chakra</b>.</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5"> Alcuni sostengono che siano 5 come i Tibetani, altri 7, altri ancora 11 o molti di più. Non importa quanti ne siano effettivamente, l'importante è comprendere come il nostro corpo sia suddiviso in diverse parti ognuna con un tipo di energia.Per esempio <b>le gambe sono legate alla materialità</b>, poiché sono la nostra base (Energia conservatrice), <b>il basso ventre è l'eliminazione dei processi inutili</b> (Energia manifestata), <b>l'addome è la trasformazione</b> (Energia costruttiva/distruttiva), <b>il petto è la centralina energetica principale</b> (polmoni e cuore), <b>la gola funge da comunicatore tra fisico e mente </b>(Energia Catalizzatrice) e <b>la testa è il centro del pensiero razionale</b> (Energia Mentale). </span><span class="fs12lh1-5">Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Tornando al nostro discorso, il centro della fisicità è in un punto che si trova tra l'ano e i genitali. </i></span></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Questo punto solitamente è caldo e la tecnica di disintossicazione consiste nel raffreddarlo. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Raffreddandolo il sangue e l'energia fluiranno in quella zona per riscaldarla e di conseguenza tutte le impurità o le sostanze in eccesso verranno trascinate verso il basso (intestini e vescica).</span><br></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Esistono in commercio dei "Fondelli in Gel" che si usano a questo scopo, ma va bene anche una busta resistente o un contenitore con del ghiaccio.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Solitamente si esegue dopo 2 o 3 ore dai pasti</span></b><span class="fs12lh1-5">. Ci si siede con un fondello gel nella zona tra ano e genitali e si resta per 30 minuti o anche meno. Molti diranno di non avere tempo di stare seduti 30 minuti... e la TV?</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/bagno-derivativo-organismo.jpg"  title="" alt="" width="640" height="423" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chi proprio non può stare seduto può ingegnarsi.</span><br></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Mai mettere il ghiaccio o il contenitore ghiacciato direttamente a contatto con la pelle! Questa pratica può essere fatta dopo ogni pranzo e ogni cena, oppure ogni volta che si vuole. Per oggi è tutto, alla prossima!</span></div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XMBtHugzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e Disciplina"</a>.</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/kG9KSWYg-Jc">https://youtu.be/kG9KSWYg-Jc</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Jun 2019 09:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non esistono studenti di serie A e di serie B. Una vita non è un numero!]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011B"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">L’anno scolastico è terminato con il tanto atteso momento della valutazione finale, un momento carico di tensione per docenti, studenti e genitori. Questo perché negli ultimi anni i voti sono diventati l’aspetto più importante della vita scolastica. <b>Non si va più a scuola per apprendere, ma per prendere un bel voto</b>. Poco importa sapere se gli studenti si siano interessati e appassionati a ciò che è stato fatto, se abbiano effettivamente interiorizzato le conoscenze acquisite o quali competenze si siano attivate e raggiunte. <b>Tutto passa in secondo piano rispetto ai voti</b> che sono diventati la priorità anche per i genitori, scatenando, soprattutto nei bambini, <b>senso di insicurezza e timore di sbagliare</b>. Mi è capitato di ascoltare genitori chiedere ai propri figli: “<i>che voto hai preso?</i>”, invece di “<i>come è andata oggi?</i>”, o vedere ostentati sui social i documenti di valutazione dei propri figli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Qual è, quindi, la funzione della valutazione?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nella scuola questa dovrebbe servire a stimolare l’alunno a dare di più, tenendo conto anche dello studio effettuato in aula e a casa. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Che succede però quando l’impegno non corrisponde al risultato ottenuto nel compito stesso? </b>È giusto dire ad un alunno che nonostante il suo impegno non è riuscito ad ottenere un buon risultato, o piuttosto <b>il messaggio che arriva è quello che in realtà è un incapace e non supererà mai le sue difficoltà</b>, rischiando così di <b>minare la sua autostima?</b></span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Dovremmo tornare ad una valutazione finalizzata alla conoscenza, allo sviluppo e al miglioramento dei processi educativi, ad una valutazione che descriva la progressiva acquisizione di conoscenze, abilità, competenze. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dovremmo adottare un sistema di valutazione che tenga conto dell’atteggiamento che l’alunno assume nei confronti della scuola</b>, se è interessato, se collabora con i suoi pari, considerando anche il contesto sociale e culturale in cui è inserito. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/SCUOLA-VOTI-SISTEMA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">In conclusione, servirebbe una scuola interessata a conoscere lo studente per chi egli è, una scuola il cui compito fosse quello di suscitare i suoi interessi e le sue passioni, una scuola pronta a valorizzare tutte le sue potenzialità e a rispettare i suoi ritmi di apprendimento. Ma soprattutto, servirebbe una scuola fatta di insegnanti consapevoli che gli errori di valutazione sono sempre possibili e che qualche volta generano negli alunni conseguenze irreversibili.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Quando mi avvicino ad un bambino mi ispira due sentimenti: tenerezza per quello che è, e rispetto per quello che potrebbe diventare (Louis Pasteur).</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra. </span></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/hdOm-_jydh0">https://youtu.be/hdOm-_jydh0</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 10:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VIAGGIARE è per me indossare una nuova pelle, scoprire un nuovo e irrinunciabile ME]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lmjl9com"><div><blockquote><span class="fs12lh1-5">“Al mio rientro abbiamo parlato del </span><b class="fs12lh1-5">viaggio</b><span class="fs12lh1-5">. In particolare si è discusso sul significato che ha per me viaggiare. Lui non pareva mi capisse. Gli ho detto che </span><b class="fs12lh1-5">per me viaggiare è ‘una questione di pelle’.</b><span class="fs12lh1-5"> Mi ha chiesto di spiegare meglio. ‘E’ come indossare un abito diverso dal solito, con colori nuovi e svariate sfumature’, gli ho detto. E’ come entrare in una ‘me’ differente che si prepara ad accogliere quello che verrà, senza congettura alcuna. Indossare una nuova pelle mi incoraggia a dimenticare</span><b class="fs12lh1-5"> i miei stati di ‘fissità’ e ‘determinatezza’.</b><span class="fs12lh1-5"> Mi sprona a non accontentarmi della pelle che indosso oggi e mi suggerisce nuovi spunti per intuire che pelle indossare domani. Con essa il viaggio diviene quell’altrove che mi suscita quel palpito inebriante e realizza il sogno delle notti d’inverno e dei giorni di duro e intenso lavoro. Diventa quel premio che tanto ho atteso e sperato.</span><br></blockquote></div><blockquote><div>Direi che, per me, il viaggio rappresenta quasi una necessità e si arricchisce con l’incontro inevitabile dell’umanità.</div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Per quanto<b> ‘fuggevole’ </b>possa essere l’incontro con gli altri, trovo sia meraviglioso incrociare il proprio destino con quello altrui. </i></div><div><hr></div><div>Questo scambio si snoda in modo disinteressato e nella sua purezza non sottende aspettative, ma si interseca in un reciproco desiderio di comunicare nel qui ed ora. </div><div>Guardami, osserva la mia pelle,<b> non ti sembra più luminosa e raggiante</b>? Spero avrai compreso il significato che ha per me il viaggio…”</div><div><br></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/viaggiare-aiuta-il-rinnovamento-del-se.jpg"  title="" alt="" width="717" height="538" /><br><blockquote><div><br></div><div>Cari amici lettori, auguro a tutti voi di sperimentare la bellezza del viaggio, affinché possiate ‘perdere’ e ‘ritrovare’ voi stessi attraverso la scoperta delle meraviglie del mondo, incrociando inevitabilmente l’umanità. Abbiate sempre cura e rispetto di coloro che incontrerete, cosicche’ potrete arricchirvi degli incontri che il viaggio vi avrà regalato. Tornerete con una pelle più fresca e luminosa! Non ci credete? Provate e vedrete! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b>“Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso”</b>. (Proverbio indiano). Al prossimo articolo e buona pelle nuova a tutti! </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WY2tf1GrTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b> </div><div>Pedagogista, Educatore Extrascolastico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WY2to1GrTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicopedagogia"</a>. </div><div>Leggendo attraverso anima e relazioni.</div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/msVDH2ovQlw">https://youtu.be/msVDH2ovQlw</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 13:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Io ESISTO perché ci sei TU e Tu perché ci sono Io…]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000011A"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La relazionalità è il fondamento stesso dell’essere umano
che è sempre un essere con un inter-essere. <b>La
relazione è il legame esistente tra due persone</b> che costituisce il
fondamento di ogni conoscenza. Essa riconosce la <b>persona</b> come <b>elemento
importante di un percorso che ha come finalità il riconoscimento dell’altro da
sé</b>, con le sue relative differenze culturali e individuali. La relazione è
fondamentale, perché attraverso di essa le persone si arricchiscono
dell’umanità dell’altro. <i>Buber</i>,
infatti, afferma che <i>la pienezza
dell’essere si manifesta proprio nel rapporto con l’altro</i>. Attraverso un
continuo scambio reciproco di ruoli, opinioni ed informazioni, l’IO e il TU si
riconoscono e svelano reciprocamente la propria esistenza ed essenza.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’IO è tale perché c’è un Tu che lo riconosce e viceversa.
Singolarmente non esisterebbero. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel momento in cui ci si relaziona all’altro si diventa
responsabili nei suoi confronti, perché avviene uno scambio reciproco soltanto
se si rispetta l’altro, se si rispettano i suoi pensieri, le sue idee, i suoi
sentimenti, le sue emozioni, le sue potenzialità e fragilità. Questo vale in
ogni tipo di rapporto. <b>Affinché le relazioni
possano essere etiche, morali devono essere sempre giuste, simmetriche,
reciproche, cioè ogni soggetto deve affermare la propria identità e riconoscere
e rispettare l’altro</b>. L’essere persona,
dunque, implica un criterio fondamentale: il rispetto di sé e dell’altro. La
relazione, vista in questi termini, non nega la propria identità o la propria
libertà, anzi le determina, in quanto <b>nessuno
di noi può avere consapevolezza di sé senza l’altro</b>: “senza il tu non c’è
l’io”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">
Gli altri ci costituiscono, ci definiscono. Capiamo infatti chi siamo grazie al
rapporto con gli altri. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Senza il rapporto con l’altro non possiamo svilupparci non
solo fisicamente, ma neanche intellettualmente, psicologicamente,
culturalmente. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">
Cioè senza gli altri non esistiamo. </span><span class="fs12lh1-5">Affinché, però, questa relazione possa essere positiva e
basata su valori veri, dobbiamo conoscere bene noi stessi, avere un rapporto
profondo innanzitutto con noi stessi. </span><i class="fs12lh1-5">“Per
capire il Tu ho bisogno di comprendermi come Io”. </i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/rispetto-vita-pedagogia.jpg"  title="" alt="" width="640" height="434" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">
Dal punto di vista pedagogico, le relazioni interpersonali sono molto
importanti in quanto costituiscono la base di ogni processo formativo, poiché
consentono al soggetto di costruire, man mano, il proprio sé in piena libertà,
distinguendosi dall’altro, ma interagendo sempre con lui, attraverso una
comunicazione reciproca. <b>Educare
all’incontro è uno dei compiti fondamentali di chi opera in campo pedagogico</b>,
attraverso l’ascolto empatico, il dialogo, la comunicazione, aiutando i
soggetti a divenire sempre più autonomi e liberi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a> </b>Pedagogista
- Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi
alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WmnkaKjibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni</a>". Leggendo
attraverso anima e relazioni</span></div></blockquote>

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</div><div>

</div>



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</div><div>

</div>



</div></div><a href="https://youtu.be/mk48xRzuNvA">https://youtu.be/mk48xRzuNvA</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 10:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quante ORE dovrebbe DORMIRE un bambino?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000119"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il sonno del bambino è molto importante e non è simile a quello degli adulti, è un fenomeno complesso che si modifica durante la crescita. I genitori devono cercare di favorirlo creando le condizioni adatte affinché questo accada, non dimenticando che il bambino deve essere rispettato nella sua integrità. <b>Possiamo dire che da piccoli si ha più bisogno di dormire e che poi tale esigenza si riduce gradualmente crescendo</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">È fondamentale dormire, perché durante il sonno il nostro cervello viene <i>depurato </i>da tutte le scorie prodotte nelle 24 ore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Se vogliamo, pertanto, tenere “<i>pulito"</i> il nostro cervello e quello dei nostri bambini dobbiamo dormire, i bambini dormono di più principalmente perché il sonno influisce sulla loro crescita, stimola la secrezione dell'ormone della crescita, rafforza il sistema immunitario e consente all’organismo di ripulirsi dalle tossine accumulate durante la veglia. In alcune circostanze il piccolo può essere svegliato, ad esempio se passano molte ore tra una poppata e l'altra, possibilmente nelle fasi del sonno leggero per evitare che si innervosisca. <b>Il sonno si divide in cicli</b> della durata di circa un’ora per i neonati e 90-120 minuti nei bambini più grandi. I cicli si susseguono uno dopo l’altro. I 60 minuti che compongono il ciclo del sonno di un neonato sono divisi tra <b>fase REM </b>e <b>non REM</b>: il sonno REM alla nascita rappresenta circa il 50% del totale e questo significa che <b>i neonati sognano di più degli adulti</b>, perché tale attività è funzionale allo sviluppo cerebrale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/assonnato-dormire.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>La National Sleep Foundation</i> raccomanda una certa durata del sonno a seconda dell’età</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">a 2 mesi di vita un bimbo dovrebbe dormire dalle 14 alle 17 ore;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">da 3 a 5 anni, invece, dalle 10 alle 13 ore;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">tra i 14 e i 17 anni, dalle 8 alle 10 ore;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">adulti e anziani dovrebbero dormire dalle 7 alle 8 ore.</span></li></ul><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Per rispettare il sonno del piccolo lo si deve abituare ad addormentarsi ad un’ora consona all’ età, garantendo un numero di ore adeguate, in linea con le raccomandazioni della <i>National Sleep Foundation.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dobbiamo invitare i genitori ad adattare l'organizzazione della vita familiare alle esigenze del piccolo e non viceversa come accade costantemente.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">È frequente vedere un lattante di 1-2 mesi in pizzeria dopo le 23, immerso nel rumore e nelle luci intense del locale, o un bimbo di 3 anni che si addormenta sul divano dopo le 22 davanti alla TV, oppure l’adolescente che rimane sveglio oltre mezzanotte con il cellulare tra le mani.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Questi dati sono stati confermati da diversi studi epidemiologici italiani effettuati negli ultimi anni: i bambini italiani da 1 a 14 anni dormono poco e hanno abitudini non consone a favorire una buona qualità del sonno. <b>L’età evolutiva</b> (dalla nascita all’adolescenza) <b>è il momento della vita in cui vengono strutturate le basi della memoria e dell’apprendimento</b> ed il sonno ha sicuramente un ruolo fondamentale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di Famiglia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/eJetnmKKSbs">https://youtu.be/eJetnmKKSbs</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Jun 2019 09:39:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?quante-ore-dovrebbe-dormire-un-bambino-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Anche l’UDITO ha bisogno di allenamento: esercizi utili per ritornare a sentire]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000118"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Correggere
un’ipoacusia</b> , con l'ausilio di apparecchi acustici, <b>significa avviare il processo di
riabilitazione uditiva</b>, laddove per rieducazione si intende, non solo il <b>recupero </b>della <b>facoltà del sentire</b> (condizione che tra l'altro si acquisisce sin
da subito nella protesizzazione acustica), quanto quella di <b>comprendere il messaggio e i suoni
ascoltati</b>. Va specificato che nella maggior parte dei casi l'ipoacusia è un
processo degenerativo dell'udito, lento e progressivo, per cui <b>prima che un soggetto realizzi la
condizione di disagio, trascorrono alcuni anni</b> (in media sette
dall'insorgere della patologia). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ne consegue che se i nervi
acustici e le specifiche aree del cervello ricevono sempre meno stimoli
uditivi, perdono la loro funzione e l'abitudine ad elaborare in maniera
corretta i suoni.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L’applicazione di apparecchi acustici, quindi, consente in
prima istanza un netto miglioramento della percezione dei suoni, ma la
familiarità con molti di essi deve essere allenata e il primo passo
(fondamentale direi) è trasferire al paziente questa consapevolezza.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L'argomento
è molto vasto e complesso</b> e le <i>attività di training acustico</i> dovrebbero essere sempre previste
contestualmente alla correzione uditiva. <b>Di
seguito verranno riportati alcuni suggerimenti ed esercizi utili per allenare
il nostro orecchio</b>.</span></div><div><ol><li><span class="fs12lh1-5">Inizialmente
è bene privilegiare dei compiti piuttosto semplici, quali ad esempio quello di
allenarsi al riconoscimento dei suoni, ovvero <b>ascoltare un suono in modo consapevole evitando di categorizzarlo</b>
(stropicciare un foglio, tintinnare le chiavi, il rumore dei propri passi ecc…).</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">Importante
leggere a voce alta. Il primo suono con cui riprendere familiarità è quello
della propria voce. Chi ha una perdita di udito spesso tende a parlare più
forte poiché, non sentendosi bene, ha difficoltà a modulare la voce.</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">Concentrarsi
sulla direzione da cui proviene un suono.</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">Provare
a identificare parole e frasi in ambienti con basso livello di rumore, incrementando
nei giorni la difficoltà. È importante
allenare alcune abilità, tra cui proprio quella della concentrazione e
dell'ascolto selettivo.</span><br></li></ol><div><br></div></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/training-udito-ipoacusia.jpg"  title="" alt="" width="640" height="285" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quelli
proposti sono dei semplici e utili esercizi</b> che non
sostituiscono una vera e propria attività di <i>training uditivo</i>. Un importante suggerimento, anche a riabilitazione
raggiunta, resta quello di favorire e scegliere delle condizioni di ascolto il
più possibile favorevoli. Mantenere la lettura del labiale, conversare a
distanze brevi dall'interlocutore e in ambienti non troppo rumorosi, sono
accorgimenti che migliorano la vita di relazione del soggetto ipoacusico e
mantengono viva l'idea di una buona prestazione della propria capacità uditiva.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta</a>-</b>Audioprotesista
Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva
Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a>. La
salute NON può essere un’opzione</span></div></blockquote>

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</div><div>

</div>









</div></div><a href="https://youtu.be/1ft-f2BYpf8">https://youtu.be/1ft-f2BYpf8</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 12:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un DISABILE eletto SINDACO? Sì. È l’alba di una nuova era]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000117"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Carissimi amici, oggi vorrei parlarvi di una notizia di qualche giorno fa che mi ha sorpreso. <b>In un Comune della Provincia di Lecco è stato eletto Sindaco una persona non vedente</b>. Finalmente una prova di reale inclusione e superamento della barriera più difficile da abbattere, quella del pregiudizio. </span></div></blockquote><br><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/diritti-dei-non-vedenti.jpg"  title="" alt="" width="717" height="1096" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Le difficoltà ovviamente saranno molteplici per lui, perché le pubbliche amministrazioni non sono ancora all'avanguardia nella gestione della burocrazia, malgrado ci siano da anni leggi che favoriscano l'accesso dei diversamente abili agli strumenti informatici. &nbsp;<b>Sono certo, però, che l'impegno, la concentrazione e la sensibilità del nuovo Sindaco miglioreranno le condizioni di vita dei coraggiosi elettori</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Sì perché siamo di fronte ad una vera azione di coraggio. L’incredibile tenacia di chi sente che dietro un’apparenza possa celarsi un’incommensurabile sostanza, che scava nel profondo di una vita ricca di risorse alla ricerca di nuovi orizzonti di civiltà da regalare all’umanità. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Si potrà parlare, dunque, di vera inclusione quando anche le persone diversamente abili potranno ricevere incarichi di potere. <b>Siamo pronti?</b></span></div></blockquote><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div> &nbsp;<blockquote><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.W3WwnugzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b></div><span class="fs12lh1-5">Esploratore di vita</span><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> <span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità"</a></span><span class="fs12lh1-5">...<br></span> P<span class="fs12lh1-5">arole e pensieri che raccontano la vita.</span></blockquote> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/iq5KvfTLufI">https://youtu.be/iq5KvfTLufI</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Jun 2019 17:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Regali alle maestre? No, grazie. STIMA e AFFETTO non si misurano con doni materiali ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000116"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“<i>Ci vuole un fiore</i>” cantava il grande <b>Sergio Endrigo</b>, e mai come in questi giorni che accompagnano la fine della scuola, questa frase è assolutamente appropriata per descrivere il clima che si sta vivendo, forse, in ogni classe ed, in particolare, in quelle che vedono alunni e studenti, giunti al capolinea di un determinato percorso, salutare &nbsp;maestri o professori divenuti importanti punti di riferimento, sia culturale che affettivo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/REGALI-MAESTRE-FINE-ANNO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="400" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Ed è qui che si fa pertinente, a mio avviso, il titolo della citata canzone a cui, però, apporto una piccola modifica: “<i>basta un fiore"</i>. Vorrei offrire lo spunto per suggerire, a chi desidera ringraziare ed omaggiare l' insegnante da cui si sta separando. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Un dono importante materialmente, che nessun oggetto potrà mai raccontare col suo valore, che racchiuderà la stima nei confronti di colui che, compiendo il proprio dovere, ogni giorno, ha saputo tessere la preziosa trama del ricordo, fatta di indelebili emozioni e sentimenti che il tempo non potrà mai cancellare: UN FIORE. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Un pensiero che esprima con la semplicità l’essenza, che sorprenda il cuore, più che gli occhi di chi lo riceve, che abbia quel valore simbolico che profuma d'infinita stima, riconoscenza e gratitudine … proprio come fa un fiore … che sigilla, in un gesto, la bellezza di un momento eterno che diventerà profumo di vita!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA+E+DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/qxZ2I_xUhWQ">https://youtu.be/qxZ2I_xUhWQ</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Jun 2019 17:15:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?regali-alle-maestre--no,-grazie--stima-e-affetto-non-si-misurano-con-doni-materiali-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Figlio in arrivo? Non preoccuparti, ecco il BONUS bebè!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000115"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il beneficio <b>assegno di natalità</b>, anche detto "<b>Bonus Bebè</b>", assegnato per un periodo di tre anni a favore dei nati o dei minori adottati nel triennio 2015-2017, e prorogato nel 2018, è stato esteso anche ai nati o adottati <b>dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019</b>, fino al compimento del primo anno di età o di ingresso nel nucleo familiare, aumentandone l'importo del <b>20%</b>, in caso di richiesta per la nascita o l'adozione di un figlio successivo al primo. La domanda di assegno di natalità può essere presentata dal genitore, anche affidatario in possesso dei requisiti, <b>entro 90 giorni</b><b>dalla nascita</b> oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare. La domanda per un figlio nato, affidato o adottato tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2019 deve essere quindi presentata <b>entro il 13 giugno</b>, al fine di non perdere le mensilità arretrate. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La domanda può essere presentata anche </span><span class="cf1"><b>oltre il 13 giugno</b></span><span class="cf1">: in questo caso, però, l'assegno decorrerà dalla data di presentazione della domanda.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il <b>Bonus Bebè </b>spetta a condizione che il nucleo familiare del genitore richiedente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, sia cittadino e residente in Italia e in possesso di un ISEE in corso di validità non superiore a 25.000 euro. </span></div><div><br></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/bimbi-bebe-bonus.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">L'<b>importo del Bonus Bebè</b> ammonta a <b>80 euro al mese per un massimo di 12 mesi</b> (960 euro annui); con la maggiorazione, 96 euro al mese per un massimo di 12 mesi (1.152 euro annui). Nel caso in cui, invece, il valore non sia superiore a 7.000 euro annui, ammonta a 160 euro al mese per un massimo di 12 mesi (1.920 euro annui); con la maggiorazione, 192 euro al mese per un massimo di 12 mesi (2.304 euro annui). Si intensifica, dunque, in Italia la battaglia contro la denatalità che nel 2018 ha raggiunto minimi storici. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Fonte: INPS</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/h4v7rDIxxy0">https://youtu.be/h4v7rDIxxy0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Jun 2019 11:34:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“PERDERE PESO è la mia ossessione ma più dimagrisco, più mi vedo GRASSA”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000114"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ginevra è una ragazza di 25 anni, insegna in una scuola privata, è curata nell’aspetto, molto educata ed intelligente. Da un po’ di tempo segue una dieta eccessivamente ipocalorica, pesa ogni cibo prima di mangiarlo, controlla le calorie sulle etichette dei prodotti, somma i valori nutrizionali degli alimenti per stabilire a quanto ammonta l’apporto di grassi perché continuamente preoccupata di ingrassare, <b>controlla il peso del suo corpo 2- 3 volte al giorno</b> con un’attenzione selettiva anche alle minime variazioni, <b>mostra ansia nel momento in cui la bilancia segna anche solo qualche etto in più rispetto al giorno prima</b>. <b>Ginevra fa un’intensa attività fisica</b>, afferma “<i>appena posso, corro in palestra per smaltire quello che mangio</i>”, durante il fine settimana si impegna in lunghe passeggiate, in particolar modo, dopo il pranzo della domenica, durante il quale è costretta a mangiare più degli altri giorni in quanto è l’unico giorno in cui la sua famiglia si riunisce e lei si sente in dovere di tranquillizzare i suoi parenti che vogliono che mangi di più.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">“<i>Ho l’ansia la domenica, perché sono tutti lì che mi guardano mentre mangio, allora io mangio un po’ di più rispetto agli altri giorni per accontentarli ma poi puntualmente dopo pranzo mi induco il vomito di nascosto e passeggio per ore in modo da smaltire quello che ho mangiato</i>”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ginevra non vomita solo la domenica ma più volte durante la settimana: “<i>Il vomito mi libera da un peso insopportabile, è un gesto liberatorio, mi fa sentire meglio anche se subito dopo mi sento in colpa per averlo fatto ma per me è un impulso irrefrenabile, è come se fossi costretta a farlo</i>”, ha un' intensa paura di aumentare di peso e di diventare grassa anche se <b>oggi il suo peso è pari a 40 kg</b>. È una ragazza in gamba, laureata con il massimo dei voti, molto brava con i ragazzi ai quali insegna, ma non riesce a valutarsi positivamente per tutto questo, il giudizio del proprio valore avviene esclusivamente in termini di forme, peso e delle proprie capacità di controllarli.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Essere magra equivale ad essere “perfetta” e raggiungere la perfezione è il suo obiettivo da perseguire ad ogni costo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il peso troppo basso nell’ultimo periodo le comporta molte difficoltà</b>, infatti, lamenta scarsa concentrazione, riferisce che il suo umore è basso, è particolarmente irritabile, sente di essere fisicamente debole e non desidera uscire se non per andare al lavoro, <b>raramente incontra amici preferendo una vita solitaria</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/corpo-malattia-anoressia.png"  title="" alt="" width="640" height="468" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ginevra riconosce dentro di sé due parti</b>: <b>una parte sana che le ha permesso di chiedere aiuto ad un Centro specializzato in Disturbi del comportamento alimentare</b> ed <b>una parte malata</b>: “<i>è come se ascoltassi una voce che mi dice di non mangiare, anche se le porzioni di cibo sono ridotte, la vocina mi convince a mangiare sempre meno e se per lei ho mangiato più del dovuto vomito per rimediare, in quei momenti è lei a dirigermi ed io non ho nessun potere, mi sento inerme</i>.” <b>La sua famiglia è molto preoccupata</b> per le condizioni di salute della ragazza, che nell’ultimo periodo, è particolarmente triste, a causa della fine di un’importante relazione affettiva con il suo fidanzato, che cerca di gestire concentrandosi maggiormente sul controllo delle forme del proprio corpo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il caso clinico presentato racconta ciò può vivere e provare una persona con un disturbo alimentare sempre più diffuso: l’anoressia nervosa</b>. Nella popolazione generale di età maggiore di 18 anni è stato stimato un tasso di prevalenza lifetime (percentuale di una popolazione che sviluppa una determinata malattia nel corso della vita) dello 0,9 per l’anoressia &nbsp;nervosa. Nelle donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni il tasso è molto più elevato arrivando al 2%. <b>La fascia di età in cui l’esordio si manifesta, più spesso, è quella tra i 15 e i 19 anni</b>, attualmente si assiste ad un aumento di casi ad esordio precoce anche se non sono infrequenti casi di anoressia nervosa ad esordio tardivo che sono associati ad un maggior rischio di cronicità e ad una comorbidità con disturbi psichiatrici come ansia e depressione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il DSM -5 </b>(Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, American PsychiatricAssociation) <b>inserisce l’anoressia nella categoria chiamata Disturbi della Nutrizione e dell’alimentazione</b>. I principali criteri di questo disturbo sono:</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">restrizione dell’assunzione delle calorie in relazione alle necessità, portando ud un peso corporeo significativamente basso rispetto all’età, sviluppo e salute fisica.</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, oppure un comportamento persistente che interferisce con l’aumento di peso, anche se significativamente basso.</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">Alterazione del modo in cui è vissuto dall’individuo il peso o la forma del proprio corpo, eccessiva influenza del peso o della forma del corpo sui livelli di autostima.</span><br></li></ul></div><div><b class="fs12lh1-5">Il DSM-5 distingue 2 tipologie di Anoressia Nervosa:</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><ul><li><b class="fs12lh1-5">Tipo con restrizioni</b><span style="font-weight: normal;" class="fs12lh1-5">: negli ultimi 3 mesi la persona non ha presentato episodi di abbuffate o condotte di alimentazione e quindi la perdita di peso è raggiunta principalmente attraverso la dieta, il digiuno e/0 l’attività fisica eccessiva.</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Tipo con abbuffate</b><span style="font-weight: normal;" class="fs12lh1-5">/ condotte di alimentazione: negli ultimi 3 mesi, la persona ha presentato ricorrenti episodi di abbuffate o condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici).</span><br></li></ul></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nel prossimo capitolo saranno fornite informazioni sui fattori di rischio del disturbo e sulle possibilità di trattamento</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.W3-l6OgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/DXgTeSsPU40">https://youtu.be/DXgTeSsPU40</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 13:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[E se ti dicessi che TU puoi salvare la NATURA e TE STESSO? Parola di Nonna Gina]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000113"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">C'era una volta una bambina di nome Adelaide che amava la natura e che faceva lunghe passeggiate, immersa nel verde dei prati, in compagnia della sua sorellina Iole.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Un giorno, mentre camminavano, arrivarono in una bellissima radura verde a loro finora sconosciuta. Che meraviglia!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Tantissimi fiori dai mille colori, tante farfalle ed api che volteggiavano felici sopra di loro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Adelaide,che non aveva mai visto nulla di così bello in vita sua,ne rimase incantata e rientrò a casa con la piccola Iole molto contenta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Raccontò a tutti l'esperienza vissuta attirando la curiosità della gente che si precipitò a vedere quel bellissimo posto. Ma,come si sa, non tutti hanno l’intelligenza di rispettare le bellezze della natura e qualcuno pensò di fermarsi per un picnic in mezzo a quella bellezza e, terminato il pranzo, se ne andò lasciando sul posto cartacce, bottiglie di plastica e tantissimo altro.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Il bellissimo prato ben presto diventò una discarica a cielo aperto. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</i></span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">L'erba iniziò a diventare gialla, i fiori, soffocati dall'immondizia, morirono giorno dopo giorno e così pure gli insetti, prima numerosi adagiati sulle corolle colorate dei fiori, iniziarono a morire anch’essi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Adelaide ritornò a distanza di tempo in quel posto incantato &nbsp;e vide lo scempio fatto alla natura.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Disperata si mise a piangere pensando:“dove è finito il mio bellissimo prato verde?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Ora è tutto distrutto dall'immondizia!”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Tra le lacrime vide l'ultima Margherita sopravvissuta al grande disastro: il fiore era sbiadito, respirava a fatica e tossiva forte.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/inquinamento-terra-gas.jpg"  title="" alt="" width="640" height="326" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> La bambina si chinò e chiese :"cosa posso fare per te? È tutta colpa mia, avrei dovuto starmene in silenzio” e mentre lo diceva singhiozzava disperata, la Margherita, con un filo di voce replicò: "per me, cara Adelaide, non puoi fare più nulla, sto molto male!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b> L'immondizia mi ha tolto il respiro</b>. Tu però mi devi promettere che pulirai questo prato e vedrai che con il tempo tornerà ancora verde. Un giorno quando sarai grande potrai insegnare a tutti il rispetto della natura. </span><span class="fs12lh1-5"><b>Bastano poche azioni corrette e condivise, come gettare l'immondizia negli appositi contenitori e così potrai salvare dall'inquinamento tanti prati verdi.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Questo lo puoi fare tu! Aiuta la natura a sopravvivere”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> E la Margherita , ormai stremata, si piegò su se stessa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Adelaide pianse disperata, ma si ripromise di ascoltare le parole di fiore Margherita per salvare la natura. Rientrò subito a casa triste ma determinata: prese guanti, sacchi per l'immondizia, un bastone con la punta e tornò velocemente nel prato animata da grande volontà e forza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Molta gente seguì il suo esempio e dopo poco tempo il prato fu ripulito, ma ci volle molto prima che la natura ritornasse a vivere.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Adelaide sapeva che aveva tenuto fede alla promessa fatta a fiore Margherita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Equesta promessa non la dimenticherà mai, perchéla Natura è un bene prezioso che tutti devono rispettare e di cui poter godere. Bravissima Adelaide,la natura ha bisogno di bambine come te!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WHEft1yF9f4" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La nonna Gina di tutti e per tutti </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/nonni" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri di Nonni" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare in bilico tra fantasia e realtà...</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/XAi3VTSdTxU">https://youtu.be/XAi3VTSdTxU</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 11:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Insegnanti, NON SCORAGGIATE i vostri STUDENTI. Abbiate fiducia e tifate per loro!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000112"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Sono solita scrivere partendo sempre dalla mia esperienza diretta, di madre e di docente.Questa volta lo farò per trattare un <b>aspetto educativo che mi sta molto a cuore: la fiducia</b>, quella che un insegnante deve riporre sempre in ogni ragazzo, a prescindere da quanto egli possa non promettere e dimostrare. Faccio un passo indietro. Il mio secondogenito nacque grassottello tanto da suscitare orgoglio e tenerezza nei suoi genitori, ma strana preoccupazione per i suoi primi passi tra parenti ed affini. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>“Questo bambino farà fatica a mettersi in piedi! Chissà quando camminerà! Speriamo bene!". </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Queste le frasi pronunciate davanti al mio bambolotto più in carne che in ossa nel giorno del suo primo compleanno, giorno in cui, con grande stupore degli increduli consanguinei e non, <b>si eresse di colpo sulle sue <i>gambotte &nbsp;</i>per dirigersi verso di me</b>, già in lacrime per la forte emozione che una mamma può provare nel veder camminare per la prima volta la sua creatura. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/SCUOLA-ADOLESCENTI.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ebbene, quando un insegnante, basandosi sui pochi elementi di osservazione che ha a disposizione, nel breve spazio giornaliero che la scuola concede, e soprattutto sulla poca conoscenza di quelle che sono, invece, le scienze fondamentali della pedagogia e psicologia, stabilisce, con assoluta certezza, che questo o quell' altro alunno, non potrà mai andare oltre livelli o gradi di preparazione appena accettabili, non avendone le capacità, si comporta proprio come i miei saputelli parenti. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Non nutre la minima fiducia nelle potenzialità che un giovane sicuramente possiede, pur senza manifestarle. Potenzialità con precisi e specifici tempi di attuazione o realizzazione, da rispettare e considerare, <b>d</b><b>a non scoraggiare e soffocare</b>. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Non potrebbero che abbassare il capo, poi, mascherando di meraviglia il proprio fallimento, il giorno in cui, gli studenti, da loro stessi ritenuti mediocri e limitati, saranno, magicamente in cima alla scala del successo della propria esistenza a guardare magari lì ,sui gradini più bassi, dove han lasciato i </span><b class="fs12lh1-5">pregiudizi affrettati e pronostici sbagliati, di fiducia svuotati</b><span class="fs12lh1-5">, dei propri insegnanti … proprio come i miei consanguinei e non, invitati ad una festa in cui </span><b class="fs12lh1-5">il festeggiato ha fatto loro un regalo … a sorpresa</b><span class="fs12lh1-5">!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA+E+DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">DIDATTICA E DINTORNI</a>". </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/batlWMPpKmE">https://youtu.be/batlWMPpKmE</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 14:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La FIABA a teatro. I bambini hanno bisogno di MERAVIGLIA!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000111"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Oggi, cari amici, vorrei soffermarmi circa la predilezione nei testi teatrali, per e con i bambini, della fiaba. <b>La fiaba a teatro non solo si ammanta di significato e senso</b>, un valore aggiunto al proprio, codificato per nascita (sappiamo della sua tradizione orale, della sua ritualità, del suo farsi esattamente come il tempo, con lo svolgersi delle stagioni, e del legame con la vita contadina con i suoi ritmi regolari e scanditi), ma possiede con il teatro stesso, una matrice che riconosce nel rito, il diventare collettività, partecipe alle vicende tristi e gaie della vita dell’uomo. A questo punto, colto tale basilare e importante parallelismo tra questi due modi di raccontare la vita, come negli albori dell’esistenza, in epoche primitive, si assisteva, in assoluta armonia con l’universo, al lento e inesorabile accadere delle vicende umane, <b>è doveroso</b>, spostando l’asse della nostra attenzione al microcosmo, <b>cogliere tale parallelismo agli albori della vita dell’individuo: l’infanzia</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La fiaba è il genere che meglio si adatta alla psiche del bambino, il quale può godere di una struttura perfettamente in accordo con il suo modo di intendere e percepire la realtà circostante. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il teatro con la fiaba ha numerosi punti in comune: abbondanza di dialogo diretto; personaggi estremizzati e polarizzati (incarnazione del bene e del male) e ben delineati nei loro tratti fisici e psicologici; capacità interpretativa ed immaginativa del narratore, come la capacità di recitare, di interpretare un personaggio e soprattutto di inventare una nuova drammaturgia del racconto; azione che prevale sulla descrizione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/TEATRO-SCUOLA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="425" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ma ciò che risulta evidente e che permette al racconto fiabesco di caricarsi di ulteriore senso, una volta calcate le tavole del palcoscenico, risiede proprio nel <b>linguaggio simbolico</b>. <b>Lo stesso gioco che sin da bambini popolava i nostri sogni</b>, immergendoci nel mondo della fantasia, dove un qualsiasi oggetto possedeva il magico potere di trasformarsi, <b>lo ritroviamo a teatro con il suo linguaggio pluricodicistico</b>. La scenografia, sia pure essenziale, gli oggetti di scena, non sono altro che un tramite per spiegare le dinamiche proprie del genere fiabesco: <b>la magia che la fiaba possiede in sé </b>è la stessa che si respira prima, nell’attesa che si apra il sipario, e dopo, scoprendo un mondo, la famosa quarta parete a contatto stretto e diretto con il pubblico, partecipe e attore esso stesso dell’evento teatrale. <b>Il teatro diventa per il bambino uno strumento essenziale alla scoperta dei meccanismi della fiaba stessa</b>, <b>un modo per percorrere sentieri già battuti</b>, ma soprattutto per reinventarne di nuovi, dove personaggi, vicende, situazioni ritrovano nell’attuale immaginario una loro precisa collocazione, vestendosi di nuova luce. Non si tratta di stravolgerne il significato, né di riprodurre le stesse emozioni che l’ascolto di una fiaba può suscitare, ma di crearne delle nuove proprio attraverso lo spettacolo teatrale. Ecco che la nuova fiaba si crea e nasce sotto gli occhi dei piccoli spettatori: il fascino evocativo di questi racconti siriveste del meraviglioso fascino che il teatro riesce a regalare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA+E+TEATRO" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> “Musica e teatro”.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/s5aor5Ansj8">https://youtu.be/s5aor5Ansj8</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Jun 2019 12:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La POESIA è ovunque, in ogni angolo della VITA, in ogni parte di voi  ]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000110"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La poesia è ovunque</b>, negli angoli più nascosti della vita, nei luoghi più segreti dell’essere, nei pensieri più reconditi dell’io… <b>Non cercatela</b>, <b>non inseguitela</b>, abbiate solo la pazienza di imparare a riconoscerla, di ascoltarla nei silenzi più fitti dell’universo… &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non urlatela nel clamore della folla</b>, <b>non inneggiatela</b> a verità solo per diletto, abbiate rispetto della sua dignità e di quella dignità facciatene esempio. La poesia è ovunque, fioca voce che parla nel vento, boato dirompente che squarcia la terra, è fuoco per animi inquieti, è acqua per coscienze assetate. <b>Non decantatela per sollazzo</b>, <b>non proferitela per colmare silenzi</b>, neanche per ricoprire d’oro zecchino vane parole senza valore…</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Siate sinceri, siate onesti, siate semplici, siate voi stessi senza vanità, osservate la vita senza giudizio e non abbiate paura di dirvi chi siete.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La poesia è ovunque</b>, persino dove è sicuro che non c’è, si cela nel <b>coraggio della gente</b> che forse neanche sa, che forse neanche conosce, che forse neanche pensa di avere, perché <b>la poesia è un dono</b>, non è artificio, non è stratagemma, né tanto meno finzione: <b>è vita vera che inonda il cuore</b>, <b>è arte senza regola</b>, <b>è principio senza misura</b>, <b>è dimensione senza spazio</b>, <b>è passione vera</b>, <b>è passione pura</b> che sconvolge e stordisce, ma illumina e guida nell’infinite possibilità di leggersi dentro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/fiducia-poesia-scoperta.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>È </b><b>prerogativa di pochi</b>, <b>esclusiva di tutti</b>, di coloro che continuano a sperare, privilegio di chi ripone in se stesso fiducia di cambiare il mondo, è merito per chi ripone negli altri la fiducia di cambiare se stesso e dell’universo intorno cerca di farne capolavoro. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ed allora… <b>che ognuno componga la poesia più bella ogni giorno</b>, ogni istante e la regali al mondo liberandola dall’egoismo, dalla paura della sentenza… <b>che ognuno legga la poesia più bella nel mondo</b> e vi racchiuda la speranza e la doni a se stesso, perché <b>la bellezza è arte di tutti</b>, <b>perché la poesia è possibilità per tutti</b>: rinascita e scoperta, meraviglia e stupore, conoscenza e coscienza, opportunità e occasione, ingegno e anima, la poesia è in ogni luogo in cui vi alberghi l’amore… la poesia è ovunque… Voi siete poesia… &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/nEAzxerji3A">https://youtu.be/nEAzxerji3A</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 May 2019 11:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[RIGIDITÀ MUSCOLARE? Ecco alcuni semplici esercizi per combatterla]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010F"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Oggi, cari lettori, vi propongo un buon esercizio per allenare la <b>flessibilità generale del corpo</b>. Solitamente la parte frontale del nostro corpo è sempre più forte e flessibile rispetto a quella posteriore. Questo perché ciò che sta dietro viene spesso trascurato. <b>Noi siamo principalmente organismi "Frontali"</b> (camminiamo in avanti, guardiamo avanti, ci pieghiamo in avanti, ecc...). Eccetto qualche sportivo, <b>pochissimi stimolano e allenano la parte posteriore del corpo</b> che però <b>rappresenta il sostegno della nostra struttura muscolare e scheletrica</b>. Infatti, molti sono i casi di problemi alla schiena, rigidità nella parte posteriore di gambe e ginocchia, problemi di cervicale e tanto altro. <b>Oggi vi presentiamo un esercizio tratto dalla tradizione dello Yoga</b> che ha come scopo quello di <b>distendere e ringiovanire tutte le fasce muscolari</b> principali della parte posteriore del nostro corpo. Si tratta della posizione "<b><i>Paschimottanasana</i></b>" (piegamento in avanti da seduti). Per praticare basta sedersi con le gambe distese davanti a noi cercando di allungarci in avanti verso i piedi, partendo però dall'ombelico.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L'idea è come se volessimo sdraiarci sulle gambe. &nbsp;&nbsp;</span></i></span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">Chi è abbastanza flessibile ed allenato, riuscirà facilmente a toccarsi le punte e ad andare oltre i piedi con le mani. </span><span class="fs12lh1-5">Evitiamo di incurvare eccessivamente la schiena perché vogliamo a tutti i costi arrivare alle punte sfruttando l’allungamento delle spalle, in questo modo non otterremo il massimo beneficio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/YOGA-SPORT-MUSCOLI.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">A livello fisico, <b>questa posizione porta distensione e rilassamento muscolare in quasi tutta parte posteriore del corpo</b>, mentre a livello di disturbi vari, <b>aiuta contro il mal di testa e la difficoltà nel dormire</b>. Inoltre <b>calma la mente riducendo gli effetti dello stress e dell'ansia</b>. Occorre non essere rigidi nelle spalle durante la pratica di questa "Asana" (Posizione), il corpo dovrebbe piegarsi dal bacino e non dalle spalle (errore molto comune). <b>Una buona variante è quella di praticare la posizione in piedi</b> (chiamata Uttanasana). &nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote> &nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">Ci si posiziona con i piedi affiancati e le gambe unite.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Si discende dal bacino verso le gambe che sono distese.</span></li></ul></ul></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per chi è rigido, è possibile scendere fin dove è possibile senza strafare, va benissimo anche fermarsi a 90° cercando però di non inarcare o incurvare la schiena (la schiena assomiglia a un tavolino in questa posizione a 90°). <b>Per alleggerire è possibile anche divaricare leggermente la posizione delle gambe</b>. I benefici di questa posizione sono gli stessi della precedente, ma in più <b>diminuisce la tensione sul collo e sulle spalle</b> (solo se riusciamo a scendere oltre i 90°), <b>rinforza i muscoli delle cosce e le ginocchia</b>. La sola pratica di una di queste posture (o magari entrambe) è già molto. Spesso chi dimostra molta rigidità in questi esercizi, <b>è colui che ha molto bisogno di allenarsi in questi allungamenti</b>, altrimenti rischia di sviluppare problemi a livello motorio e posturale. <b>Il tempo di tenuta di una posizione può variare dai 30 secondi ai 2 minuti</b> (ognuno saprà quanto stare, <b>il corpo è il maestro in certi casi</b>). Se possibile, praticare al mattino e alla sera. <b>Chi ha più tempo può inserire un allungamento anche a metà giornata</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XMBtHugzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina"</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/5yRgiXh2fP4">https://youtu.be/5yRgiXh2fP4</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 May 2019 10:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’incivile è INSENSIBILE alla bellezza. Non vede nessuna MERAVIGLIA intorno a sé]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010E"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“<b>Ad Anna i giorni sembravano tutti uguali</b>. Che ci fosse il sole o il tempo cattivo <b>non cambiava nulla per lei</b>. <b>Viveva una vita in bianco e nero</b>. Gli eventi non la scuotevano particolarmente. A scuola andava <i>così e così</i> e i rapporti con i compagni di classe non erano entusiasmanti. Nonostante ciò, Anna non appariva sofferente, era anestetizzata da qualsiasi coinvolgimento emotivo. <b>L’unico suo attaccamento era rappresentato dal legame con il suo ragazzo</b>. Lui e lei si incontravano tutti i pomeriggi, facevano il solito giro con lo scooter e poi si fermavano dove capitava per perdere un po’ di tempo insieme. Gianni era il suo compagno perfetto. Non le domandava nulla che potesse infastidirla. Si facevano compagnia concedendosi abbracci e baci fugaci, non indugiando mai in discussioni profonde o troppo impegnative. Erano entrambi figli unici con genitori occupati tutto il giorno fuori per gli impegni di lavoro. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/vandalismo-adolescenti-noia.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Molti erano gli aspetti che li rendevano simili</b>: <b>non avevano passioni </b>che pungolavano la loro curiosità e <b>preferivano trascorrere il loro tempo fuori di casa</b> senza una meta o un luogo preciso verso cui recarsi. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il loro tempo era sospeso nel nulla ed intorno era come se non scorgessero niente che li sorprendesse. </span></i></span></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Quel pomeriggio &nbsp;giunsero, senza rendersene conto, nei vicoli più caratteristici della loro città. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Parcheggiarono il mezzo con la consueta inosservanza e scelsero di ripararsi dal forte vento ai piedi di un imponente monumento che sovrastava la piazza. Un impeto improvviso indusse Anna a comporre una scritta proprio dietro di lei. <b>Una frase che sanciva la loro unione per sempre, indelebile</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>La loro “appartenenza” era consacrata lì, su quell’opera architettonica che li aveva abbracciati e accolti nella sua maestosa bellezza, ma inerme di fronte alla loro disarmante cecità.”</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il piccolo racconto appena enunciato richiama l’attenzione al concetto di bellezza non tanto considerato puramente in una accezione ‘estetica’</b>, quanto &nbsp;alla capacità di sviluppare una relazione significativa con gli altri. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">L’inettitudine che rivelano i protagonisti di questa vicenda è in primo luogo determinata dalla difficoltà a riconoscersi come portatori di valori . </i></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La bellezza</b>, ancor prima di poter essere riconosciuta come valore oggettivo, è necessario venga vissuta come <b>esperienza soggettiva</b> attingendo dalle componenti percettive, immaginative, fantasiose che ognuno possiede. <b>Esse si apprendono innanzitutto dal contesto familiare di provenienza</b> e <b>si perfezionano e si rinforzano inevitabilmente nei luoghi educativi</b> nei quali ciascuna persona costruisce il proprio sé. <b>Lo stile pedagogico orientato al bello</b>, dovrebbe intervenire nel recupero di tutti gli ambiti nei quali le giovani menti possano fruire di un senso vero di bellezza. Contesti nei quali si attesti l’<b>attenzione per l’ambiente </b>e si affermino i diritti di tutti senza distinzioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5 ff1">Strappare la bellezza ovunque essa sia e regalarla a chi mi sta accanto. Per questo sono al mondo”.</span></i><span class="fs16lh1-5 ff1"> ( Alessandro D’Avenia)</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Al prossimo articolo e buona educazione alla bellezza a tutti!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.Wuswx4iFPIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista, Educatore Extrascolastico &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde.php#.Wusw5IiFPIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/CkDd4JFND1c">https://youtu.be/CkDd4JFND1c</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 May 2019 16:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sei ancora in classe con noi, come se non fossi MAI andato VIA]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010D"><blockquote><div><i>“<span class="fs16lh1-5 ff1">Un dolore così, dolore dell’anima, non si elimina con medicine, terapie o vacanze; un dolore così lo si soffre, semplicemente, fino in fondo, senza attenuanti, come è giusto che sia”. </span></i><b class="fs16lh1-5 ff1">Isabel Allende</b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono un’adulta, una mamma, una maestra</b>. Nonostante ciò, ho avuto bisogno di tempo prima di avere la forza di parlare di te. Troppo faticoso, tanta sofferenza nel cuore. Suppongo che per i genitori, sopravvivere ai propri figli sia qualcosa di particolarmente straziante. È come se il tempo si fermasse cancellando in un colpo passato e futuro.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Anche per i tuoi compagni e le tue maestre, però, non è stato facile. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ci hai insegnato tanto</b> nel poco tempo che abbiamo condiviso, perché <b>eri un bambino davvero speciale</b>: la tua capacità di trovare il lato positivo delle cose tutti i giorni, anche quando questi erano davvero duri, <b>l’ironia nell’affrontare la malattia</b>, fuori dal comune per un bambino della tua età. <b>Umilmente, abbiamo cercato di far tesoro di questa esperienza</b>. Il tuo esserci/non esserci, il tuo banco troppo spesso vuoto, la cartellina preparata per la scuola in ospedale o l’istruzione domiciliare che però permetteva a te, alla tua famiglia e a tutti noi di sperare e credere nel futuro. Nonostante la consapevolezza della dura battaglia che stavi conducendo, <b>la tua morte ci ha lasciati storditi, paralizzati, ammutoliti, attoniti</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In classe ci siamo consolati a vicenda, abbiamo asciugato le nostre lacrime, condiviso il dolore. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ora</b>, a distanza di due anni e con più serenità, <b>posso parlare di te</b>. <b>E ti saluto nello stesso modo in cui ti ho salutato quel giorno</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/morte-ricordo-infanzia.jpg"  title="" alt="" width="640" height="423" /><div><br><blockquote><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>“La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. <b>Prega, sorridi, pensami! </b>Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. <b>Rassicurati, va tutto bene</b>. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace”. </i></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><b>Henry Scott Holland</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Scuola Primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote><div><i></i></div></div></div><a href="https://youtu.be/4J275SOsyRM">https://youtu.be/4J275SOsyRM</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 May 2019 13:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non può esistere un mondo SENZA REGOLE. Non vi sarebbe umanità]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010C"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In un mondo sregolato e... sgretolato, insegnare le regole ai giovani e giovanissimi è diventato compito arduo e direi … coraggioso. <b>Chi lo fa</b>, infatti, nonostante la difficoltà del riuscire a trasferire principi di ordine civile e morale in chi, guardandosi intorno, imita ben altri modelli comportamentali (convenienti ed apparentemente vincenti) <b>incontra non pochi ostacoli da superare</b>. <b>Scetticismo</b>, <b>disobbedienza</b> ed addirittura <b>indifferenza </b>verso qualcosa che, invece, è base essenziale della vita.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Senza regole non si vive. Senza regole si muore, dentro e fuori.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nell' educare alle regole</b> purtroppo, però, anche gli educatori più attenti ad esse, commettono l’errore di trascurare l’interiorizzazione delle stesse. </span><b class="fs12lh1-5">Farle diventare</b><span class="fs12lh1-5">, cioè, </span><b class="fs12lh1-5">naturali</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">spontanee</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">sentite e non semplici sovrastrutture</b><span class="fs12lh1-5"> di impedimento ai propri istinti di libertà e di decisione. </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/civilta-educazione-informazione.jpg"  title="" alt="" width="640" height="431" /><div><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">Necessari obblighi o doveri</b><span class="fs12lh1-5"> a tutela dei propri e sacrosanti diritti. Se si cammina per strada senza badare alle auto che la percorrono, ci si finisce sotto e viceversa: se chi è alla guida di un’auto, non bada a chi attraversa la strada, si rende responsabile dell' incidente, dalla sua distrazione causato. </span><b class="fs12lh1-5">Le regole esistono</b><span class="fs12lh1-5">, dunque, </span><b class="fs12lh1-5">a garanzia di se stessi</b><span class="fs12lh1-5">. Ed esistono da sempre, poiché impresse nella coscienza. </span><b class="fs12lh1-5">E alla coscienza non si può non dare ascolto</b><span class="fs12lh1-5">. Si vivrebbe di rimorsi. Sarebbe una vita di morte.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante </span></div><div><span class="fs12lh1-5">di Danza e Pattinaggio a rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA+E+DINTORNI" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/_2YngX6R9zw">https://youtu.be/_2YngX6R9zw</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 May 2019 13:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Attenzione! Le ricerche dicono che l’OCCHIO PIGRO potrebbe causare l’iperattività]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010B"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>L'ambliopia </b>o occhio pigro è una condizione caratterizzata da una <b>riduzione più o meno marcata della capacità visiva di un occhio</b>, raramente di entrambi, senza che ci siano stati danni oculari organici. Interessa il 4% della popolazione mondiale e si manifesta in tutte quelle condizioni in cui il bambino "non usa" involontariamente un occhio; infatti <b>quando al cervello giungono due immagini molto diverse tra loro</b>, il cervello <b>non riesce a sovrapporle e a fonderle in un’unica immagine</b> e <b>sopprime quella qualitativamente peggiore</b>. L'ambliopia dipende quindi da un'alterata trasmissione dell’informazione visiva tra l'occhio e il cervello, per cui quest'ultimo privilegia l’occhio da cui arrivano le immagini migliori a discapito dell’altro.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Se riconosciuta e trattata precocemente, l'ambliopia è generalmente reversibile.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività o ADHD</b> (attention deficit hyperactivitydisorder) <b>è un disturbo del neurosviluppo</b>, è caratterizzato da:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ol><li><span class="fs12lh1-5">marcati livelli di disattenzione;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">iperattività (attività motoria eccessiva, persistente e continuativa);</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">difficoltà di controllo degli impulsi comportamentali e verbali.</span></li></ol><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’ADHD è uno dei più comuni disordini dell'età evolutiva</b> (infanzia e fase adolescenziale), colpisce circa il 3-5% dei bambini e <b>può persistere anche in età adulta</b>, compromettendo il funzionamento sociale, scolastico e professionale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/iperattivita-ambliopia-prevenzione.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Mentre <b>l’associazione tra deficit visivi e disturbo dell’attenzione ed iperattività</b> è stato più volte riportato, ma, <b>ad oggi rimane non dimostrato scientificamente</b>, <b>un recente studio condotto a Taiwan ha invece dimostrato la correlazione esistente tra ambliopia e ADHD</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Sono stati selezionati 6817 pazienti di età inferiore ai 18 anni con ambliopia di nuova diagnosi. A ciascun paziente sono stati associati &nbsp;quattro controlli correlati per età e sesso, senza ambliopia, ovvero 27268 controlli.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Durante un periodo medio di osservazione di 7,18 anni, l'incidenza di ADHD è stata di 7,02% nel gruppo ambliopia e di 4,61% nel gruppo di controllo (P &lt;0,0001). Il rischio di ADHD nel gruppo ambliopia era di 1,81 volte superiore rispetto al gruppo di controllo. <b>Si è inoltre verificato un rischio maggiore a sviluppare ADHD nel gruppo caratterizzato da ambliopia da deprivazione</b>, seguito dal gruppo caratterizzato da ambliopia da strabismo; in ultimo il sottotipo di ambliopia correlato ad ametropie refrattive. Inoltre, l'età in cui veniva posta diagnosi di ADHD è risultata più precoce nel gruppo caratterizzato da ambliopia rispetto al gruppo controllo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Fonte PUBMED © 2019 The Authors. Clinical &amp; Experimental Ophthalmology published by John Wiley &amp; Sons Australia, Ltd on behalf of Royal Australian and New Zealand College of Ophthalmologists.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html#.WvR1poiFPIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Alessandra Russo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Medico Chirurgo Oculista, perfezionato in NeuroOftalmologia Pediatrica </span></div><div><span class="fs12lh1-5">perfezionando in Neuroftalmologia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continua a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-pediatra-risponde-a-trani-andria-barletta.php" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Salute e Benessere”.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute non può essere un’opzione.<i>..</i></span><i class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></i></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/xd7Yda2NHw8">https://youtu.be/xd7Yda2NHw8</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 May 2019 14:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Mia MADRE mi manca ogni giorno da sessant’anni, ma NON l’ho mai sentita LONTANA”]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010A"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Vorrei avvicinarmi alla verità il più possibile per descrivere il mondo per quello che realmente è, esserle così vicino per riuscire a toccarla senza deformarla, avere quasi paura di metterla a fuoco per misurare le parole e non confondere ciò che davvero è da ciò che sarebbe meglio fosse, ma nel contempo poterla spiegare senza pensare, senza pudore, in un fulmineo istante di sincera lucidità. Vorrei rispettare la verità affinché si fidi di me e mi conceda serenamente udienza e, magari con il tempo, licenza di rivelarne l’essenza … Ecco perché oggi, cari e pazienti lettori, affido alla VITA il compito di raccontarsi così com’è, senza arguzie stilistiche, senza orpelli formali, nuda e cruda … autentica, VERA, come le parole di quest’uomo che oggi regala a me, ed io a Voi, <b>il ricordo di sua madre</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>“Inizierei, se è d’accordo, dandoci del LEI”. </i></b><i>“</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Va bene, non ci sono problemi!”.“</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><b><br></b></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><b>Mi racconti chi è lei oggi, in questo preciso momento della sua vita”. </b></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>“Sono una persona FELICE, appagata, FORTUNATA direi, perché ciò che mi è stato tolto nella vita, la vita stessa me l’ha donato sotto altre forme. La mia vita è stata segnata profondamente da un evento drammatico: la morte di mia madre quando avevo appena 6 anni, può immaginare … non è stato semplice, io ero il più piccolo di quattro figli”. </i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>“</i></span><i class="fs12lh1-5"><b>Chiuda gli occhi. Pensi a sua madre. Cosa vede?”. </b></i></div><div><i class="fs12lh1-5"><b><br></b></i></div><div><i class="fs12lh1-5"><b>“</b>Purtroppo vedo ben poco rispetto a quello che vorrei: mia madre era una donna sempre impegnata, assorbita completamente dal lavoro e dall’accudimento di noi figli. Conosco mia madre dai racconti che la gente che le voleva bene ha sempre fatto di lei, le descrizioni altrui mi hanno aiutato a costruire un’immagine il più possibile reale che altrimenti si sarebbe sbiadita in poco tempo, vista la mia tenera età al momento della sua dipartita. </i></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/festa-della-mamma-intervista.jpg"  title="" alt="" width="640" height="425" /><br><blockquote><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><i class="fs12lh1-5">Ma se mi soffermo un po’, però, la vedo seduta alle macchine intenta a cucire, sempre stanca, con il suo fazzoletto di cotone in testa, palliativo per attenuare le consuete emicranie. Mentre cuciva una volta, non potrò mai dimenticarlo (io ero seduto di fronte a lei, sempre intento a combinare guai) si rivolse a mia zia con voce bassa, cupa e disse: &lt;&lt;Mi raccomando, state attenti ai bambini &gt;&gt;. Non capii subito quelle parole, ma entrarono come un macigno dentro di me, perché da lì a poco ci lasciò per sempre." </i><b class="imTACenter fs12lh1-5">Attimo di profonda commozione.</b></div><div><b class="imTACenter fs12lh1-5"><i><br></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><i>“È incredibile, le sembrerà strano, ma in questo momento mentre ricordo io sono proprio lì in quella stanza e ho mia madre di fronte”</i></span>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">“</span><b class="fs12lh1-5"><i>Ricorda l’ultima volta in cui ha visto sua madre?”.</i></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><i><br></i></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><i>“</i></b><i class="fs12lh1-5">Purtroppo sì, scorsi il suo corpo, ormai senza vita, dal terzo piano della finestra di casa, mentre un’ambulanza era ferma sotto il portone. Sento ancora le urla straziate delle zie, la confusione attorno, la corsa di tutti giù per le scale ed io immobile che avevo scelto di rimanere lì, a guardare tutto dall’alto, dietro un vetro, quasi a proteggermi da tanto dolore. Piansi nelle successive ore, tantissimo, forse non ha mai pianto così tanto nella mia vita, asciugai le lacrime con un unico fazzoletto di cotone che, ormai completamente bagnato, volli mostrare a mia zia dicendole: &lt;&lt;Guarda un po’, qui ci sono tutte le mie lacrime per mamma …&gt;&gt;. Mia zia scoppiò in un pianto violento e io rimasi fermo a guardarla, con il mio fazzoletto in mano colmo di tutta la mia disperazione. Oggi capisco perché feci quell’osservazione: avevo talmente bisogno che qualcuno si accorgesse del mio dolore che avevo pensato potesse essere dimostrato concretamente con un fazzoletto zuppo di lacrime. Fu una strategia per urlare che avevo bisogno di aiuto, che mi sentivo inconsolabilmente solo, abbandonato … profondamente confuso …”</i><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">“<b><i>Sua madre: un valore, una mancanza, un rimpianto, una risorsa … Dica lei”. </i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>“</i></b><i>Ho sofferto, e soffro ancora, la sua mancanza, ma <b>non l’ho mai sentita lontana</b> e penso che se sono così oggi è perché mi è mancata la mamma. <b>Mia madre è stata sempre il mio punto di forza</b>. Mi spiego meglio: non averla avuta accanto è stato difficile. La sofferenza ci pone davanti a mille interrogativi, riflessioni e penso di aver costruito me stesso, la mia famiglia conscio dell’importanza di ogni singolo gesto, di ogni singolo momento su questa terra. Perseguire il bene, fare del mio meglio è stato, ed è, il mio unico obiettivo nella vita, nella quale intravedo sempre una possibilità per provare ad essere felice. Lo faccio anche per lei, perché sia sempre fiera di me. Oggi, dopo sessant’anni dalla sua morte, è ancora così”. </i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>“<b>Se potesse rincontrarla per un’ultima volta, per un solo istante, cosa le direbbe?”. </b></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Che sono orgoglioso di lei, per avermi messo al mondo donandomi questa grande possibilità che è la vita”. </i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>“<b>Cosa le risponderebbe sua madre?”</b>. </i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>“Non direbbe niente, mi abbraccerebbe forte: ne sono sicuro!”.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Grazie papà.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></b></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/c1Ds00f2ERU">https://youtu.be/c1Ds00f2ERU</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 May 2019 08:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Leggete, leggete, leggete! La FANTASIA non va in VACANZA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000109"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il gatto Juve e i suoi fratellini Grigio e Grigetto abitano sul pianeta Latte, un pianeta di morbido caramello.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> I suoi abitanti sono tutti di zucchero, il loro naso è un grosso candito e le orecchie sono di morbida gelatina alla frutta, mentre i loro vestiti e le loro scarpe sono fatti di sfoglia e pan di Spagna.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> I tre sono dei gattini veramente bravi e vanno molto d'accordo con gli abitanti di tutto il Pianeta: si divertono a giocare in loro compagnia e vivono insieme delle grandi avventure.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Questa volta hanno organizzato una gita sulla luna, una bellissima stellina li ha accompagnati fino al magico specchio di Argento e lì ha costruito per loro una grande altalena.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Mentre Juve, Grigino e Grigetto si dondolano nello spazio infinito, osservano i bambini della Terra, quelli a scuola, quelli a casa, quelli insieme alla mamma a fare la spesa, quelli al parco ed anche quelli al mare a fare tuffi rocamboleschi, proprio quelli che sognate di fare voi al più presto, miei cari e adorabili bambini, che state contando i giorni che vi separano dalle vostre tanto attese vacanze estive… </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/LUNA-FANTASIA-PIANETA.png"  title="" alt="" width="640" height="452" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ancora un po’ di pazienza, nel frattempo leggete le mie favole: Juve, Grigino e Grigetto vi ricordano che ascoltare le storie è un gioco importante, perché si sogna, si impara, si sta vicini a chi si ama, si cresce e si diventa grandi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” &nbsp;</i>(Virginia Woolf)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WHEft1yF9f4" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La nonna Gina di tutti e per tutti </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/nonni" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri di Nonni" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare in bilico tra fantasia e realtà...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/lLpFBJcMcG8">https://youtu.be/lLpFBJcMcG8</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 May 2019 12:37:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Per aiutare a SENTIRE bisogna saper ASCOLTARE il proprio paziente]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000108"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Che la <b>differenza tra sentire e ascoltare</b> sia notevole, nonostante la contiguità tra i due termini, <b>è sicuramente assodato</b>. Nello specifico però è interessante porre l’accento sull’<b>importanza della capacità di ascolto da parte del professionista sanitario verso i suoi pazienti</b>, e ancor più nel dettaglio, <b>da parte dell’Audioprotesista rispetto al paziente ipoacusico</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Si potrebbe affermare che per aiutare a sentire bisogna saper ascoltare.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">È chiaro che le capacità tecniche del professionista siano date per scontate, diversamente si avrebbero errori notevoli nella correzione uditiva. Spesso però accade che a fronte di una ineccepibile applicazione protesica, non consegua una piena soddisfazione del paziente, e, in alcuni casi, non si completa nemmeno la riabilitazione uditiva, a causa dell’abbandono delle protesi acustiche. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ipoacusia-e-rapporto-col-paziente.jpg"  title="" alt="" width="640" height="379" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’applicazione protesica non è un fatto esclusivamente tecnico</b>, come purtroppo molti credono, né in grado di garantire un pieno risultato istantaneo, o legato esclusivamente ad un dato ausilio, <b>così come certe pubblicità vorrebbero far credere</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Nella correzione uditiva, infatti, molti aspetti sono legati ad una serie di criteri soggettivi, che vanno al di là della lettura (FONDAMENTALE) degli esami audiometrici e che è bene considerare sin dai primi approcci col paziente.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La conoscenza delle aspettative, delle emozioni, di situazioni particolari che il paziente ipoacusico affronta in virtù del suo disturbo, sono fondamentali per l’Audioprotesista, affinché <b>durante la sua consulenza possa smuovere e far emergere delle importanti leve motivazionali nel suo assistito, rendendolo consapevole dei vantaggi che una piena riabilitazione uditiva possa dargli, rispetto (chiaramente) ai limiti del suo orecchio. </b>Per chiudere con un parallelismo (e sempre con le dovute differenze), è importante che un nutrizionista assegni un giusto piano dietetico, ma molto più importante è che ci siano da parte del paziente tutte le motivazioni a seguirlo e a mantenerlo, a risultati raggiunti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>In certi casi lavoro tecnico e lavoro psicologico devono viaggiare pari passo.</i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di specializzazione in </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/mrCa0n7On5I">https://youtu.be/mrCa0n7On5I</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 May 2019 12:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PAURA di SOFFRIRE. Una PILLOLA potrà renderti davvero FELICE?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000107"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">L’uomo, per poter pensare e riflettere su se stesso e sulla vita, deve essere lucido e non imbottito di psicofarmaci, ansiolitici, antidepressivi, antidolorifici, tranquillanti che lo stordiscono, trasformandolo quasi in uno zombie privo di consapevolezza di sé e della realtà che lo circonda. Purtroppo, invece, nella società attuale, si assiste sempre più al crescente fenomeno dell’intervento medico-sanitario, ossia <b>la medicalizzazione della vita e del dolore</b>. La medicina, infatti, ha invaso tutte le dimensioni dell’uomo da quella fisica a quella psichica, fino ad arrivare a quella spirituale, <b>rendendo la persona sempre più fragile, dipendente dai farmaci, incapace di assumersi la responsabilità della propria vita</b>. La cultura eupsichica dello stare bene ed in salute ad ogni costo aumenta sempre più la paura di una malattia incombente, spingendoci ad affidarci ai vari specialisti per controllare ogni singolo organo del corpo; quindi <b>c’è preoccupazione per la salute da un punto di vista tecnico</b>. In questa visione tecnica della salute si perde il significato della sofferenza umana, del dolore (fisico, psichico, mentale), il cui modo migliore per capirlo, affrontarlo, farlo proprio e superarlo è concettualizzarlo, raccontarlo, descriverlo, attraverso il dialogo.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il </span><span class="cf1"><b>dolore</b></span><span class="cf1">, sia fisico che psichico, è un’</span><span class="cf1"><b>esperienza fondamentale dell’uomo</b></span><span class="cf1">. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La sofferenza, la malattia, la morte sono aspetti costitutivi dell’essere umano e fanno parte della sua profondità ontologica; quindi non servono o servono poco gli antidolorifici e gli antidepressivi che costituiscono una modalità per fuggire dalla realtà. <b>La medicalizzazione</b>, invece, <b>tende oggi ad eliminare il dolore dalla vita dell’uomo</b>, addirittura a porre fine alla morte naturale privando l’individuo del proprio diritto di presiedere all’atto di morire. Lo sviluppo delle conoscenze biomediche ha reso più difficile anche definire il concetto di morte, separando la morte cerebrale dall’arresto cardiaco; così <b>si distinguono due tipi di morte</b>: <b>la morte corticale</b>, che interessa la corteccia cerebrale, <b>sede della coscienza e dell’attività mentale</b>, oppure la <b>morte cerebrale totale, che interessa tutto il cervello, compresi i centri sottocorticali del tronco encefalico</b>, che permettono sia l’attività della corteccia sia il mantenimento della vita vegetativa . L’intervento medico-sanitario e le scienze bio-mediche hanno purtroppo invaso anche il campo della sofferenza psichica e mentale, oltre a quello del dolore fisico, con <b>somministrazione di psicofarmaci, antidepressivi, ansiolitici</b>, etc. che <b>creano nel soggetto una felicità artificiale e lo spingono all’inazione</b>, portandolo a concentrarsi solo sul <b>superamento del dolore del momento</b>, ma rendendolo inconsapevole che <b>il dolore e l’infelicità fanno parte della vita </b>e non sono malattie da curare o dalle quali fuggire.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Oggi non si sopporta più il dolore e si cerca rifugio nelle droghe, o si ricorre agli antidepressivi, perché si ha paura di affrontare la vita, delegando a queste sostanze artificiali le domande sul senso della vita e del dolore. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La vita è fatta di scelte, di momenti felici e pieni di gioia, ma anche di momenti tristi e sono proprio questi ultimi a spingere l’uomo all’azione, a cercare delle risposte alle sue domande sul senso della vita, portandolo a migliorarla e ad orientarsi in essa, cercando la propria strada. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">L’essere umano, infatti, per sua costituzione ontologica, è orientato ad andare oltre se stesso, verso l’infinito.</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/depressione-sofferenza-infelicita.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La felicità artificiale è una falsa felicità che impedisce di pensare autonomamente, di progredire nella vita e di cercare la vera felicità, forza motrice della vita. Quella artificiale diventa perciò pericolosa per l’essere umano, perché ne cancella i sentimenti, l’empatia, la capacità di riuscire a distinguere ciò che vogliamo da ciò che non vogliamo, come viviamo da come vorremmo veramente vivere, la capacità critica di valutare e comprendere le cose e le persone. Essa dunque nasconde all’uomo la sua caratteristica fondamentale che è quella dell’ontologia relazionale, la sua capacità di instaurare rapporti con se stesso, con gli altri, con il mondo. <b>La felicità artificiale non permette all’uomo di riflettere sulla domanda che egli si pone da sempre che è il senso della vita</b> e come bisogna vivere per sentirsi completi, gratificati, felici. La felicità è il fine ultimo della nostra vita e del nostro agire consapevole, delle nostre scelte, del nostro rapporto con gli altri, con i valori, con l’educazione, non di un agire vuoto sotto l’effetto di farmaci. A tale questione che riguarda l’aspetto spirituale dell’uomo, i medici-tecnici non sanno rispondere. Molte persone, cioè, non hanno ben chiaro quali siano i loro obiettivi, i desideri e i sogni. <b>La medicalizzazione e la felicità artificiale non aiutano in questo</b>. La salute, nell’attuale definizione dell’OMS, non consiste soltanto nell’assenza di malattie, ma nel totale benessere fisico, psichico e sociale dell’individuo. Quindi il concetto di salute non è più oggi un concetto solamente medico, ma riguarda anche il miglioramento etico-sociale, come afferma Ernst Bloch, per cui <b><i>non si possono accettare più i limiti di una bioetica chiusa nel sanitario</i></b>, <b><i>che non prende in considerazione tutti gli aspetti della persona correlati fra loro</i></b> (corpo, psiche, mente, anima, socialità, ambiente in cui vive) <b>e dell’esistenza</b>. Non si comprende che <b>il disagio</b>, <b>l’angoscia</b>, <b>la noia</b>, <b>la tristezza</b>, <b>la malinconia</b>, <b>la paura</b>, <b>la disperazione sono categorie filosofiche</b> e <b>fanno parte dell’uomo</b>, sono modalità dell’esistenza umana che si possono superare. <b>Oggi sono diventate ansia e stress che si cerca di curare con la farmacologia</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Tutti vogliamo essere felici e non soffrire. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">In questa ricerca della felicità, oggi si rischia di annullare la distinzione tra disagio e disturbo, delegando tutto all’intervento medico-sanitario e alla farmacologia. Distinguerli invece è fondamentale. <b>Il disturbo è una malattia che si insinua nella mente in modo automatico</b>, manifestandosi con un comportamento indipendente dall’esperienza, da eventi o stimoli esterni presenti nella realtà, <b>generando di per sé malessere</b>. <b>Il disagio</b>, invece, <b>è una risposta intensa ad una relazione con l’ambiente esterno</b>, quindi <b>non è una malattia</b>; diventa tale se viene medicalizzato, trasformandosi in disturbo. <b>Del primo se ne occupano la medicina o la psicologia. Il secondo</b>, invece, comprendendo tutte le problematiche di carattere etico e non tecnico, <b>deve essere affrontato dalla biopedagogia e dalla filosofia</b> che si interrogano sul fine dell’uomo, andando più a fondo della farmacologia e della felicità artificiale che si mantengono su un piano più superficiale. La rivoluzione, in questo senso, è rappresentata dalla <b>consulenza pedagogica e filosofica</b> il cui <b>obiettivo è aiutare l’uomo a diventare consapevole di sé e a risolvere i propri problemi esistenziali</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cfr. F. Bellino, <i>Pensare la vita. Bioetica e nuove prospettive euristiche</i>, Cacucci Editore, Bari 2013.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente Filosofico, Bioetico e Pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WmnkaKjibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/1KXifafFEvw">https://youtu.be/1KXifafFEvw</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 May 2019 12:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Troppe ORE davanti al PC o cellulare? Una app corre in aiuto dei tuoi occhi]]></title>
			<author><![CDATA[dr. Anna Poggianella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000106"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">L'affaticamento degli occhi diventa un disturbo sempre più diffuso. <b>Lo sbarramento oculare che si innesca quando si fissa lo schermo degli smartphone</b> ed altri device, a causa dell’attenzione, <b>porta alla secchezza della superficie oculare e, spesso, anche mal di testa</b>. Per evitare, o quantomeno attenuare i disturbi descritti, ho ideato un’app “<b><i>Wink remember to close your eyes</i></b>" che con un alert <b>avvisa di interrompere ogni 20/30 minuti &nbsp;la navigazione e suggerisce</b>, con il messaggio sulla home, <b>di fare alcuni esercizi che suggeriscono l’ammiccamento e la ginnastica oculare</b>, al fine di <b>defaticare gli occhi contro lo stress visivo</b>. Per essere più precisa, le cause dei disturbi oculari sono diverse: la diminuzione di un terzo della frequenza con cui sbattiamo gli occhi, con conseguente secchezza; il contrasto minore rispetto alla pagina stampata, con i caratteri meno definiti, che costringono gli occhi a un lavoro extra;l’astenopia o stress visivo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/stress-oculare-protezione.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La prima regola per aiutarci a diminuire lo stress degli occhi è quella cosiddetta 20-20-20 blinking</b>, consigliata dagli oculisti ed optometristi. L'app Wink segue questa regola internazionale. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i class="cf1">Consiglio anche degli occhiali che abbiamo delle lenti con un trattamento antiriflesso che respingono le luci blu emesse dagli schermi luminosi.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Esse sono in grado di diminuire l'abbagliamento e aumentare il contrasto durante la fase di navigazione. </span><b class="fs12lh1-5">Un altro consiglio sarebbe quello di utilizzare un sostituto lacrimale con le lenti a contatto mentre si lavora al PC</b><span class="fs12lh1-5">, altrimenti la secchezza oculare aumenta ulteriormente. Piccoli accorgimenti per un confort visivo. Infine, bisogna tenere conto che tutti hanno problemi di affaticamento oculare, dai più piccoli agli adulti e peggiora a parità di ore passate dinanzi ad uno schermo. Se poi si soffre di disturbi specifici, sarebbe il caso di consultare il proprio oculista, perché chi ha alterazioni della vista sarà anche più soggetto a fastidi maggiori.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ottico-optometrista-anna-poggianella.html#.XM06SGNS9f8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dr. Anna Poggianella</b></a></span></div><span class="fs12lh1-5">Ottico-Optometrista specializzato in Dry Eye Digital Syndrome<br></span><span class="fs12lh1-5">Team "Bimbi&amp;Tecnologie"</span><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><span class="fs12lh1-5">Continua a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-pediatra-risponde-a-trani-andria-barletta.php" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Salute e Benessere”.<br></a></span><span class="fs12lh1-5">La salute non può essere un’opzione...</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></span> &nbsp;</blockquote><div> </div></div><a href="https://youtu.be/DCoMNAcvP0U">https://youtu.be/DCoMNAcvP0U</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 May 2019 17:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tuo figlio ha TRE ANNI, è il mago del cellulare ma NON sa PARLARE. Preoccupati!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000105"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Mi capita sempre più frequentemente di valutare in studio logopedico bambini piccoli di età compresa tra i 2 e i 4 anni che, seppur molto intelligenti, manifestano ritardi nello sviluppo del linguaggio. &nbsp;Spessissimo mi sento dire dai genitori frasi del tipo:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">“</span><b class="fs12lh1-5"><i>Dottoressa mio figlio usa da solo il telefono, riesce persino ad andare su youtube e trovare il suo cartone animato preferito, ma non sa parlare”</i></b><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">“Secondo uno studio, condotto dai pediatri dell’<i>Hospital for SickChildren Canada</i> , effettuato <b>su circa 900 bambini</b>, tra i sei mesi e i due anni, è emerso che <b>i piccoli che passano più tempo con dispositivi portatili hanno maggiori probabilità di avere ritardi nel linguaggio espressivo</b>, rispetto ai bambini che non utilizzano per molto tempo smartphone o tablet. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">I ricercatori calcolano che per ogni 30 minuti di tempo passati sullo schermo c’è un aumento del 49% del rischio di ritardo del linguaggio.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Un’ulteriore ricerca condotta dall’<b>University College di Londra</b></i>, oltre a sostenere i dati dell’<i>Hospital for SickChildren</i>, ha rilevato che <b>il tempo passato davanti ad uno schermo può avere anche un impatto sul sonno dei bambini</b> e potenzialmente <b>danneggiare lo sviluppo del cervello</b>”. Un’ulteriore ricerca è stata condotta da un’<b><i>equipe di Logopediste italiane dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo</i></b>, che evidenzia un incremento del <b>ritardo del linguaggio</b> legato ad un utilizzo eccessivo dei dispositivi elettronici come tablet e cellulari, specie in età infantile. &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/abuso-mobile-disturbo--2-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Lo sviluppo motorio e lo sviluppo del linguaggio, specificano le dottoresse, sono strettamente <b>connessi</b>, infatti, il ritardo del <b>linguaggio</b> è attribuito &nbsp;all’uso improprio dei dispositivi, ma è sicuramente incrementato da poco esercizio motorio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Molti bambini non sanno correre, non salgono le scale alternando i piedi, non sanno giocare a palla o andare in bicicletta. Spesso anche bambini con uno sviluppo normo-tipico ad otto/dieci anni non sanno allacciarsi le scarpe o leggere l’orologio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5">Il problema è collegato ad una sedentarietà</b><span class="fs12lh1-5"> e “</span><b class="fs12lh1-5"><i>immobilità da videogioco</i></b><span class="fs12lh1-5">”, in quanto spesso preferiscono passare i pomeriggi a giocare, o guardare un video davanti ad uno schermo, invece che praticare uno sport, </span><b class="fs12lh1-5">perdendo il piacere di divertirsi insieme ai coetanei senza l’utilizzo del cellulare</b><span class="fs12lh1-5">. Un’altra fase fondamentale per la crescita dei bambini è lo svezzamento, che viene spesso posticipato a causa dei tempi sempre più ristretti dedicati a momenti fondamentali come quello del pasto. Meccanismi legati allo svezzamento sono la </span><b class="fs12lh1-5">masticazione e la deglutizione</b><span class="fs12lh1-5">, processi fortemente connessi allo sviluppo del linguaggio, soprattutto per la specifica articolazione dei suoni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Spesso i bambini vengono imboccati fino ai 5 anni senza vedere quello che stanno mangiando perché hanno gli occhi fissi sullo schermo</b>, ciò rende il pasto un’attività passiva e sempre uguale e non più un momento di condivisione familiare in cui è possibile raccontarsi e conoscersi sempre meglio, condividendo la gioia dello stare insieme. </span></div><div><b class="fs12lh1-5">Tra i consigli che quotidianamente nel mio studio fornisco ai genitori ce ne sono alcuni che reputo fondamentali.</b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><ol><ol><li><span class="fs12lh1-5"><b>Ogni occasione è buona per parlare</b> con vostro figlio anche da piccolissimo, i bambini conoscono il mondo e il nome di ogni cosa tramite voi e attraverso le vostre parole e i vostri racconti, quindi sforzatevi di parlargli, perché per lui sarà una “<b>palestra del linguaggio</b>” utilissima e meravigliosa.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Quando parlate al vostro bambino guardatelo sempre negli occhi, cercando di mantenere il <b>contatto visivo</b>. Cercate di eliminare ogni interferenza che possa disturbare i momenti di condivisione: <b>no alla televisione sempre accesa, no al tablet o al cellulare.</b></span></li><li><span class="fs12lh1-5">Prediligete giochi interattivi (come puzzle o incastri di legno) ai giochi elettronici in cui il bambino è attratto unicamente dalle luci o dalle musichette. </span></li><li><span class="fs12lh1-5">Anche le <b>canzoni </b>aiutano molto, sicuramente di più rispetto ad un cartone animato, perché non costringono &nbsp;il bambino alla passività e inoltre permettono a voi di cantare con i vostri figli aggiungendo balletti improvvisati abbinati alle parole.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Quando parlate ai vostri bambini cercate di utilizzare un linguaggio fatto di <b>parole reali</b>, senza fare un uso eccessivo di diminutivi o vezzeggiativi (es. cagnolino, casettina, ecc.). Indicate ogni cosa di cui parlate con il suo nome.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Se avete dubbi sullo sviluppo del linguaggio del vostro bambino rivolgetevi sempre ad uno specialista (Logopedista) che saprà fornirvi consigli utili per stimolare adeguatamente il vostro piccolo.</span></li></ol></ol></div><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WlUaoKjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.ssa Anna Sofia Piras</b></a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Logopedista, specializzata in disturbi dell’apprendimento</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde.php#.W8hliWgzbIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla Logopedista..</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per comprendere oltre le parole</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/M3deZ7vPAR8">https://youtu.be/M3deZ7vPAR8</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 May 2019 09:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il piacere della LETTURA è un’ARTE che si apprende da piccoli]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000104"><blockquote><div><b><i class="fs12lh1-5">La passione per la lettura può nascere solo se è la società stessa a far sì che ci siano le condizioni adatte affinché essa fiorisca e si diffonda.</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Per questa ragione è importante comprendere quali ostacoli un giovane lettore può incontrare e come sia opportuno agire per promuovere al meglio l’amore per la lettura. Guido Quarzo e Anna Vivarelli, nel loro libro intitolato <b>“Leggere. Un gioco da ragazzi”</b> edito da Salani, propongono una serie di riflessioni e consigli rivolti agli adulti che vogliano diventare “mediatori di lettura”. Secondo gli autori <b>la lettura deve essere sempre un piacere</b>: “Un lettore è colui o colei che legge per il puro piacere di farlo. Per formare un lettore adulto occorre formare un lettore bambino. Il che sembra ovvio, ma non lo è affatto. L’adulto che frequenta le biblioteche, acquista libri, li presta o li scambia, non legge una storia per farne un riassunto, comparare gli stili di autori diversi, disegnare i personaggi, far piacere a un parente, ampliare il proprio lessico: <b>lo fa perché gli va di farlo</b>. E allora è importante che il lettore bambino sappia che la lettura è un piacere, un’occasione, un viaggio, un confronto con altri mondi, un modo per conoscersi”. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Un altro aspetto fondamentale è </span><span class="cf1"><b>la presenza di libri a portata di mano per i bambini</b></span><span class="cf1">, in quanto solo così i più piccoli possono avere la possibilità di imbattersi in quello che gli autori definiscono il “</span><span class="cf1"><b>libro-grimaldello</b></span><span class="cf1">”, quel libro che contiene la storia alla quale resteremo legati per tutta la vita, perché ci ha toccati nel profondo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Non è un caso, infatti, che spesso i lettori forti siano figli di lettori, e ciò porta a dedurre quanto sia importante per i bambini vedere il libro come un oggetto familiare, presente nella loro quotidianità. Il libro è “un terreno d’incontro” tra adulti e bambini: “il rapporto che si stabilisce tra la storia (libro) e il bambino (lettore-ascoltatore), attraverso la voce di un adulto affettivamente significativo è un’esperienza relazionale insostituibile”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/INFANZIA-LETTURA-ARTE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Guido Quarzo e Anna Vivarelli suggeriscono inoltre di leggere ad alta voce non soltanto nella primissima infanzia perché “ascoltare una storia significa, anche per un ragazzino in grado di leggere per conto proprio, essere aiutato a entrare in un universo linguistico che spesso trova proprio nella mediazione dell’adulto la strada per arrivare al cuore e alla mente”. Consiglio vivamente questo libro a tutti coloro che per passione o per lavoro si occupano della promozione della lettura perché: “le storie ci riguardano: ognuno di noi è una storia e attraverso la narrazione, giorno dopo giorno ci riconosciamo e costruiamo la nostra identità. Portare le storie ai bambini è un’urgenza. <b><i>Una società che voglia pensare a un domani, che sappia proiettarsi nel futuro, che si carichi consapevolmente della responsabilità di migliorare se stessa, non può non portare i libri ai bambini e i bambini alle storie</i></b><i>”.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Buona lettura!</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.Wh7xAUribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf2"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.Wh7w6kribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/83RvOwEsbl0">https://youtu.be/83RvOwEsbl0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 12:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[OVER 67? Arriva il REDDITO di CITTADINANZA anche per Te!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000103"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La Pensione di Cittadinanza (Pdc) è un reddito di cittadinanza riconosciuto ai nuclei familiari composti <b>esclusivamente da Over 67</b> (non per forza devono essere titolare di assegno di pensione). <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?famiglie-in-difficolta-economica--arriva-il-reddito-di-cittadinanza--ecco-cosa-fare" target="_blank" class="imCssLink">A differenza del Rdc</a>, in cui la soglia del reddito familiare da non superare è di euro <b>6.000</b> (per la persona sola), per gli Over 67 questo limite si alza ad euro <b>7.360</b>. <b>Gli altri requisiti sono i seguenti:</b> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">essere cittadini italiani o, in alternativa, di uno Stato membro UE. La pensione di cittadinanza spetta anche agli stranieri, purché in possesso del regolare permesso di soggiorno; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">aver risieduto in Italia per almeno 10 anni di cui gli ultimi 2 anni in maniera continuativa;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">ISEE inferiore a euro 9.360;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a euro 30.000; </span></li><li><span class="fs12lh1-5">patrimonio mobiliare inferiore a euro 6.000. Questo limite è innalzato di euro 2.000 per ogni componente successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000. Inoltre, questo limite aumenta di altri euro 5.000 in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">reddito familiare non superiore ad euro 7.560. Questa soglia è aumentata a euro 9.360 qualora il nucleo familiare sia in affitto.</span></li></ul></ul></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<blockquote><div><b class="fs12lh1-5">Ai nuclei familiari che soddisfano i suddetti requisiti, spetta un beneficio economico che si compone di due parti</b><span class="fs12lh1-5">:</span></div></blockquote><div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">integrazione del reddito familiare fino al raggiungimento della soglia annua di euro 7.560;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">integrazione pari all’ammontare annuo del canone di locazione (per i nuclei familiari che vivono in affitto) fino ad un massimo di euro 1.800.</span></li></ul></ul><div><br></div></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/reddito-di-cittadinanza.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br></div><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Il beneficio economico, in ogni caso, non può essere superiore a una soglia pari a <b>9.360 euro annui </b>(780 euro al mese), nel caso di nucleo familiare con un solo componente, e non inferiore a 480 euro annui, cifra che costituisce, pertanto, il valore minimo del beneficio sotto il quale non è possibile scendere. In caso di nuclei familiari numerosi - purché composti esclusivamente da Over 67 o da disabili gravi - l’importo massimo della misura è di euro <b>1.716</b> al mese, euro <b>20.592 l’anno</b>. La <b>pensione di cittadinanza</b> potrà essere ritirata alle Poste o in banca <b>anche in contanti</b> e non necessariamente essere caricata sulla card del reddito. Nelle sole ipotesi di variazione del nucleo diversa da nascita o decesso di un componente è necessario presentare una <b>nuova domanda</b> di Pensione di cittadinanza, affinché il nucleo modificato (o ciascun nucleo formatosi a seguito della variazione) possa continuare a beneficiare della prestazione. <b>È </b><b>necessario informare che le vecchie misure assistenziali non verranno tuttavia sostituite, ma solo affiancate dal nuovo istituto</b>!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/gLGXLOMrHxY">https://youtu.be/gLGXLOMrHxY</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Apr 2019 12:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il TEATRO a SCUOLA? Non c’è, è solo una gara tra chi RECITA più PAROLE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000102"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In qualità di insegnante di scuola primaria ed esperto dei processi formativi legati all’uso del <b>Teatro nella scuola</b>, non posso non constatare una problematica relativa al <i>concetto di “divismo”</i> che viene allo scoperto in un qualsiasi progetto teatrale, pur ponendosi, quest’ultimo, come finalità precipua, l’utilizzo del linguaggio pluricodicistico, proprio di tale mezzo artistico, a servizio dell’educazione. Nel confrontarmi con colleghi, intuisco che l’approccio al linguaggio teatrale è, alquanto, sconosciuto ai più: l’estemporaneità è il riflesso di una scarsa formazione in tale direzione. <b>Ma facciamo un passo indietro</b> e <b>collochiamo l’evento nel lontano XVI sec</b>., quando l’ordine dei Gesuiti, <b>nei primi decenni del 500</b>, riserva al teatro uno spazio, piuttosto consistente, all’interno delle proprie scuole. <b>Don Bosco</b>, in un periodo successivo, <b>ristruttura</b> nel profondo <b>il metodo</b> ormai superato, didascalico e sentenzioso, <b>avvertendo la necessità di avvicinare il teatro alla vita quotidiana e operando uno svecchiamento dalle centinaia di commedie e tragedie gesuitiche</b>, rigorosamente recitate in lingua latina. Se a Don Bosco va il merito di aver aperto un varco verso il cambiamento, <b>il teatro nella scuola</b>, ancora oggi, nella forma più letteralmente “scolastica”, riguardante i numerosissimi saggi, esibizioni o “recite”, come vengono chiamate nei primi ordini di scuola, ahimè, <b>conserva</b> ancora <b>quel sapore mnemonico e preconfezionato che si discosta dal modo più marcatamente espressivo.</b> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/RECITA-SCUOLA-DIVISMO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Tanta parte della ricerca (a partire sin dagli inizi degli anni 50, per proseguire in quelli della contestazione scolastica e nel corso dei decenni successivi) pone questo modus al centro del fare scuola, coinvolgendo ciascuna sfera che concorra al completo sviluppo del bambino e alla sua valorizzazione. &nbsp;Le ”<i>recite</i>”, che ancora imperversano e fanno sentire la loro voce, più che mai, pur nei tentativi talvolta ricchi di un certo pregio, si allontanano dall'intenzionalità propria del Teatro, riducendo, il più delle volte, l’intera espressione artistica alla sola “parola”, nel conteggio delle battute da assegnare ai bambini che devono recitarle per la gioia di tutti, genitori compresi. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">È necessaria una distinzione che divida da un lato le esibizioni di fine anno scolastico, dall’altro un </span><span class="cf1"><b>progetto teatrale che si prefigga specifiche finalità pedagogiche</b></span><span class="cf1">. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">In tale panorama, nel momento in cui nella scuola si avvia un percorso teatrale con finalità educative e si affronta la messa in scena di un copione, emerge, sempre, quel “protagonismo” nell’assicurarsi un buon numero di battute da recitare e parti ritenute principali, sminuendo, in questo modo, il reale significato della parola “Teatro”. Lo stesso <b>Don Bosco</b>, considerando due delle quattro caratteristiche che contraddistinguono la trasformazione da lui avviata, riferite alla “semplicità” e al carattere meramente “ricreativo” del suo modo di fare teatro con i ragazzi, <b>aveva</b>, attraverso il gioco, <b>allontanato ogni forma di “divismo”</b>, divertendosi lui stesso con i bambini, <b>dando spazio alla creatività e all’espressione</b> e <b>puntando l’attenzione non già sul risultato quanto sul processo</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.W1nk1dIzZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA+E+TEATRO" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/YytUGe9j0po">https://youtu.be/YytUGe9j0po</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 12:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Se avrai dubbi e cercherai risposte sarai intelligente e LIBERO, quindi VIVO]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000101"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ben ritrovati! Oggi parliamo di qualcosa di davvero importante, qualcosa che richiede senso di responsabilità per essere accettata e compresa. Prima di iniziare, proviamo a ragionare su <i>"che cos'è un'esperienza?". </i>Come ben sappiamo, ogni anima (ogni individuo) sperimenta la realtà circostante attraverso i sensi. Ognuno<b> di noi, tuttavia, vede, sente e percepisce le cose in maniera differente</b>. Per esempio un daltonico (chi ha una percezione alterata dei colori) vedrà il mondo attraverso occhi daltonici, chi è parzialmente sordo percepirà solo alcuni suoni e così via... Premettendo che non esiste, sulla terra, un essere che abbia tutti i sensi perfettamente sviluppati, qual è, dunque, la percezione più <i>veritiera</i> e <i>realistica</i>? Per questo ognuno percepisce la realtà in base alla <i>qualità </i>dei propri sensi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ognuno vede le cose da una prospettiva diversa e dato che due persone non possono occupare lo stesso spazio contemporaneamente, la prospettiva non sarà mai la stessa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ammesso questo, possiamo andare ancora più in profondità e possiamo porci una fondamentale domanda: <b><i>che importanza hanno allora i testi sacri e le esperienze raccontate da altri? </i></b>Bene, queste cose sono importanti come lo è un forno per preparare una focaccia... ma la focaccia non appare magicamente da un forno, occorrono gli ingredienti e l'abilità di chi la prepara. Per cui ciò che noi leggiamo, i consigli dei nostri amici, i messaggi lasciati al mondo da grandi donne e da grandi uomini, ci servono da componente e non da base su cui fondare le nostre esperienze. La base è cosa che spetta a noi costruire e coltivare... di questo dobbiamo assumercene la responsabilità!</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Dunque, come possiamo porre delle basi?</i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Nessun libro, nessun uomo e nessuna donna potranno rispondere a questa domanda, poiché <b>la risposta è celata nella nostra personale e unica percezione</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Gli antichi orientali questo lo avevano già ben compreso e quindi si dedicarono alla "meditazione" che altro non è che un "<i>volgersi internamente superando la barriera dei sensi</i>". </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/la-verita-ci-rende-liberi.jpg"  title="" alt="" width="675" height="450" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Queste parole per molti potranno non avere senso, ed è giusto così, mentre per altri possono davvero assumere un senso profondo. Gli uomini e le donne sulla terra vogliono contendersi il potere, il denaro e addirittura la "Verità". </span><span class="fs12lh1-5">Ma il bello è proprio questo: </span><b class="fs12lh1-5">la Verità non può essere contesa o posseduta!</b></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>La Verità è al sicuro, lontana da chi brama potere, acclamazioni e cose di questo tipo. </i></span></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i> L'introspezione è un lavoro personale che non può essere delegato ad altri.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Se vogliamo una bella casa possiamo pagare qualcuno per farcela costruire, ma se vogliamo un fisico atletico, la pace emotiva, la lucidità mentale e la "liberazione spirituale" (la visione della verità)... nessuno può lavorare al posto nostro sotto compenso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non basta leggere la Bibbia</b>, <b>il Corano, la Bhagavad gita</b>, <b>la Cabala</b> a tanti altri testi "Ispiranti", occorre anche metterci il proprio e metterci la propria Anima. Questo tipo di lavoro<b>, la crescita</b>, <b>è un duro lavoro che richiede responsabilità, intelligenza, coraggio e tanto altro</b>. Possiamo provare già da ora a porci domande e a cercare risposte nel silenzio o nella natura (in Dio, se vogliamo). Alcuni <b>dicono che i bambini siano puri</b> e spiritualmente più avanzati degli adulti. <b>Questo perché loro non smettono di fare domande e vogliono capire ogni cosa</b>, <b>vogliono che tutto venga spiegato e con la loro curiosità sperimentano il mondo</b>. Mentre <b>gli adulti si limitano ad accettare &nbsp;verità comode dispensate da autorità certificate</b>, dimenticando il valore delle "Giuste domande". </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Proviamo a tornare un po' bambini e <b><i>ricominciamo a domandare e a cercare dentro di Noi</i></b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.XMBtHugzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it      " rel="next" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote><div><!--[if mso & !supportInlineShapes & supportFields]><span style='mso-fareast-language:IT;mso-no-proof:yes'><span style='mso-element:field-begin; 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			<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 13:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Alza gli occhi da quel dannato CELLULARE e vivi la VITA vera!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Adelaide Ramundo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000100"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Oggi siamo tutti concentrati sulla comunicazione. O sarebbe più corretto dire sulla connessione? Viviamo in una società in cui tutti, di ogni genere, età e livello sociale posseggono uno smartphone. È sempre più evidente la corsa all’acquisto e all’utilizzo sempre più allargato di questo strumento che ormai è ben lontano dall’essere solo telefono, essendo diventato veicolo di presenza e interazione nei molteplici canali <i>social media</i> (Facebook, Instagram, You Tube, Twitter,ecc…) oltre che di gioco. L’eccesso e l’uso smodato dei device ha portato psicologi ed esperti del settore sanitario a coniare il termine <b><i>nomofobia</i></b>, etimologicamente <i>no [telefono] mo(bile)</i> e <i>–fobia, </i> cioè <b>l’ ansia, la paura di non essere connessi</b>: il mancato collegamento con la rete rende il soggetto fuori dal mondo. Per questo motivo tutte le strutture recettive, alberghi, ristoranti, bar ed anche parchi pubblici in tante città sono attrezzati per garantire sempre una connessione alla rete. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">È facile osservare adulti, ragazzi e purtroppo pure bambini assenti ed immobilizzati per ore davanti ai device: al tavolo di un ristorante, su una panchina, in metropolitana, per strada … anche se in compagnia, nelle mani non manca mai il cellulare! </span></div><div><span class="fs12lh1-5">E se da solo nella propria stanza, un ragazzo connesso può condividere con un </span><i class="fs12lh1-5">like </i><span class="fs12lh1-5">qualsiasi evento o esperienza lontana. Ma senza viverla. </span><b class="fs12lh1-5">Assume rilevanza assai grave osservare come alcuni genitori utilizzino questi strumenti per placare i propri bambini</b><span class="fs12lh1-5">, come un tempo si faceva con un </span><i class="fs12lh1-5">peluche</i><span class="fs12lh1-5"> o, ancora peggio, per </span><i class="fs12lh1-5">parcheggiarli</i><span class="fs12lh1-5"> e godersi del tempo libero senza attenzione sui propri figli. </span><b class="fs12lh1-5">Particolarmente più grave è vedere bambini sotto il primo anno di età già dipendenti dal telefonino o dal tablet</b><span class="fs12lh1-5">: è purtroppo una pratica sempre più diffusa, preoccupante perché non percepita dai genitori come criticità, ma anzi ritenuta un legittimo mezzo di relax. Eppure, questa prematura e indiscriminata esposizione dei più piccoli ha fatto riscontrare in loro ritardo nel linguaggio, disturbi visivi, disturbi nella fase di addormentamento ed anche attacchi di rabbia, frequenti specie nel momento in cui al bambino viene tolto il tablet o cellulare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/cellulare-dipendenza-infanzia.jpg"  title="" alt="" width="640" height="424" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">L’eccesso di esposizione-utilizzo-connessione da parte dei ragazzi adolescenti ha, poi, evidenziato cadute nella socializzazione, ansia delle relazioni, con timori nel rivolgersi e parlare con l'interlocutore guardandolo negli occhi…</span></div><div><hr></div> <i class="fs22lh1-5 cf1">Sempre più frequenti sono i casi di ragazzi adolescenti e post-adolescenti che ricorrono al consulto psicologico (anche negli sportelli di ascolto scolastici) per "ansia da prestazione": non riescono a sostenere lo sguardo dell'insegnante.<br></i><hr><div><span class="fs12lh1-5"><b>Troppi ragazzi sono ormai disabituati allo sguardo</b>, <b>alla chiacchierata</b>: trascorrono gran parte del tempo libero in casa, da soli con in mano il cellulare per chattare o giocare. Peraltro esiste un altro rischio: questi strumenti sofisticati consentono furtivamente di cambiare identità, di falsare la realtà: <b>nell’ombra del web chiunque può sentirsi autorizzato ad entrare nella vita di un altro</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Su questo tema, oltre a validi strumenti tecnici disponibili, la relazione familiare, il dialogo aperto sono la tutela migliore dei nostri figli. </span><b class="fs12lh1-5">Va detto che la tecnologia</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">smartphone </b><span class="fs12lh1-5">e </span><b class="fs12lh1-5">device</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">utilizzati in maniera consona possono agevolare positivamente le relazioni</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">le conoscenze</b><span class="fs12lh1-5"> e già </span><b class="fs12lh1-5">servono a gestire patologie ed handicap mediante l’utilizzo di nuove ed indispensabili applicazioni</b><span class="fs12lh1-5">. È indifferibile adesso pensare ed avviare una educazione civica di base, di cui bisognerebbe farsi carico ad ogni livello sociale e istituzionale.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicologia-nella-nuova-era-digitale.html#.XL7sVegzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.ssa Adelaide Ramundo</b></a></span></div><span class="fs12lh1-5">Psicologa Psicoterapeuta</span><br><span class="fs12lh1-5">Team </span><span class="fs12lh1-5"><i>“BIMBI e Tecnologie”</i></span><br> &nbsp;<br><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span><br><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita...</span></blockquote><div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/PP8StIxKe8w">https://youtu.be/PP8StIxKe8w</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 10:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[A Pasqua ti racconto il mio SEGRETO per un DOLCE “WOW!”]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FF"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Capita spesso di vedere una torta decorata e dire: “<i>wow, è bellissima!</i>”, e pensare che solo un’artista può realizzarla, invece no, perché sul mercato ormai troviamo tanti stampi in silicone per torte decorate che aiutano ad ottenere risultati davvero realistici con dettagli precisi che accrescono la bellezza dell’opera.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La scelta è veramente molto ampia: potrete trovare stampi in silicone per tutte le occasioni e per tutte le età.</span></i></span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">Per utilizzare uno stampo in silicone bisogna lavorare bene la pasta di zucchero e ammorbidirla e ottenendone una quantità adatta per riempire lo stampo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/DOLCI-PASQUA.jpg"  title="" alt="" width="717" height="717" /><br><blockquote><div><br></div><div>Per agevolare la fuoriuscita dalla forma<span class="fs12lh1-5"><b> cospargiamo di amido di mais lo stampo</b></span>, affinché non si attacchi … l’ effetto tridimensionale è assicurato! <span class="fs12lh1-5"><b>In questo lavoro, avente tema Pasqua</b></span>, ho utilizzato la stampo in silicone per realizzare delle simpatiche farfalle colorate e una staccionata in legno. <span class="fs12lh1-5">Ora tocca a Voi, cari e dolcissimi lettori: buon divertimento!</span></div> &nbsp;<div><i class="fs16lh1-5 ff1">“L’arte di preparare dolci è molto più che saper eseguire ricette alla perfezione: è un vero e proprio gesto d’amore.” Ernst Knam</i></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div> &nbsp;<div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.XLseougzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato </a></span></b></div><span class="fs12lh1-5">Direttrice Artistica Puglia Cake Festival</span><br> &nbsp;<br><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.Wi7HwUribIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico".</a></span><br><span class="fs12lh1-5">La fantasia non conosce confini...</span><br><br></blockquote><div><i class="fs12lh1-5"> </i></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/wHnydgF6dTQ">https://youtu.be/wHnydgF6dTQ</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Apr 2019 13:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nella PROCESSIONE della falsità, POLITICI TRADITORI accompagnano ancora una volta la MADONNA ai piedi della CROCE]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ai piedi della Croce giungerà ancora Lei</b>, consunta dallo strazio, dall’atroce dolore, dal più efferato martirio che una Madre possa affrontare, barbaro e crudele da annientare l’esistenza e non permettere respiro. Spada inferta nel cuore che non uccide il corpo, non toglie la vita, ma che goccia a goccia la dissangua, in un lento calvario di disperazione, in una disumana agonia che nessuna Legge contempla, fino all’ultimo alito di vita che libera la Morte e regala Salvezza… &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>In una Via Crucis di Passione</b>, di contemplazione catartica del dolore ancestrale del mondo, anime di fedeli seguiranno il simulacro santo della Madonna Addolorata, ognuna con il peso del proprio dolore e la certezza della propria fede, in una comunione mistica di sofferenza che solo la luce della Grazia potrà alleviare…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/Pasqua-Processioni-Politici.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>In</b> <b>una processione di cotanta virtù e spirituale cordoglio</b> sfileranno, come figure su carri in maschera, personaggi sapientemente imbellettati, strizzati in abiti eleganti che celano magistralmente le reali sembianze, la vera natura, capaci di trasformare Caino in Abele e famelici lupi in docili e mansueti agnelli. &nbsp;&nbsp;</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Per le vie della città saluteranno la gente accorsa a pregare con minimi cenni del capo, procederanno austeri guardandosi attorno, crogiolandosi profondamente in una miserabile vanità…</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Seguiranno la Madonna, la condurranno come traditori a vivere il proprio destino</b>, con la menzogna negli occhi, con il peso del peccato nel cuore che nessuna Morte terrena potrà mai cancellare, che nessuna Vita passeggera potrà mai espiare… &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>E se il sangue di Abele griderà giustizia, Caino rinnegherà il suo crimine e la storia del mondo si ripeterà, incessante, sotto la pioggia di sanguinanti lacrime di una madre che, straziata dal dolore, pregherà suo Figlio…</i></span></div> &nbsp;<div><b><span class="fs12lh1-5 cf2"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WrlFfYhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 cf2"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div> &nbsp;<span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5 cf2"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WrlFZIhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole</a>"</span><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=i_Iue93PsoE">https://www.youtube.com/watch?v=i_Iue93PsoE</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 19:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Inaccettabile: a SCUOLA la MUSICA è ancora una materia da SERIE B!]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FE"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><i>"La musica non è un privilegio di pochi ma un patrimonio di tutti” &nbsp;</i>asseriva Zoltan Kodály, compositore, filosofo ed etnomusicologo ungherese. <b>In Italia è ancora così? </b>Ne dubito molto. Il nostro straordinario patrimonio musicale, legato a geni della musica quali <b>Verdi</b>, <b>Puccini</b>, <b>Vivaldi</b>, alle forme musicali conosciute in tutto il mondo come l’<b>Opera Lirica </b>e la <b>Sinfonia</b>, è stato progressivamente dimenticato. La musica nel nostro paese non è più adeguatamente valorizzata ma relegata a semplice passatempo o svago personale. <b>E la scuola è specchio fedele di questa società</b>. Nell'ambito della <b>scuola primaria italiana</b>, <b>l'educazione musicale non è mai stata una “disciplina” prioritaria</b>. Il suo ruolo è stato sempre quello di realizzare attività ricreative da effettuare dopo le materie più impegnative quali l’italiano e la matematica. <b>Solo recentemente si è attribuito alla musica un ruolo fondamentale nel percorso della formazione della persona</b>, grazie anche alla “<i>Teoria delle intelligenze Multiple</i>” dello psicologo Howard Gardner, secondo la quale <b>la musica aiuta a comporre il pensiero e il lavoro delle persone</b>, soprattutto nell’apprendimento delle abilità matematiche, linguistiche e spaziali. Forse, però, avremmo potuto rivalutare quest’arte anche da soli, senza aspettare la “teoria”.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La musica ha un ruolo preponderante nello sviluppo del bambino perché essa è una forma comunicativa completa e complessa. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Attraverso l’esperienza musicale si possono, infatti, sviluppare competenze corporee</b>, <b>affettive e relazionali</b>, che permettono di maturare sicurezza interiore, di ascoltare e comprendere le emozioni dell’altro, di accettare il diverso, realizzando forme di socializzazione. <b>Fin qui tutto bene</b>. All'atto pratico, tuttavia, <b>come possiamo favorire l’apprendimento musicale del bambino nella scuola primaria? </b>Come docente e musicista sono dell’opinione che si possano seguire queste semplici indicazioni:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><b class="fs12lh1-5">Ascoltiamo</b><span class="fs12lh1-5">. L’ascolto permette a ciascun bambino di sperimentare emozioni differenti: allegria, gioia, ma anche rabbia o paura.</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Scegliamo </b><span class="fs12lh1-5">attentamente </span><b class="fs12lh1-5">i brani</b><span class="fs12lh1-5">. Devono essere brevi, avere un impianto melodico preciso e d’immediato impatto.</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Utilizziamo</b><span class="fs12lh1-5"> il movimento e </span><b class="fs12lh1-5">il nostro corpo</b><span class="fs12lh1-5">. Mediante la </span><i class="fs12lh1-5">body percussion</i><span class="fs12lh1-5">, la percussione del corpo, si hanno tantissime possibilità di creare suoni: battere le mani, battere i piedi, schioccare le dita, battere le mani sul petto, sulle gambe o sulle diverse parti del corpo. Così facendo si sviluppano la coordinazione motoria, l’attenzione e la conoscenza del proprio corpo.</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Suoniamo</b><span class="fs12lh1-5">. Si potrebbero costruire strumenti con materiale riciclabile o utilizzare lo </span><b class="fs12lh1-5">strumentario Orff</b><span class="fs12lh1-5">, costituito da strumenti ritmici (tamburo, tamburelli, legnetti, triangolo) e melodici (metallofoni e xilofoni).</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Cantiamo</b><span class="fs12lh1-5">. La voce è un ottimo strumento comunicativo. </span><b class="fs12lh1-5">Cantare rafforza l’apprendimento della lettura</b><span class="fs12lh1-5"> (i bambini spesso imparano a leggere le sillabe cantando). Inoltre, cantare in gruppo favorisce unione e integrazione, permette di migliorare l’umore e l’attenzione, la concentrazione e la memorizzazione.</span></li></ul><div><br></div></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/bambini-musica-orchestra.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Il maestro Ezio Bosso, pianista e direttore d’orchestra, suggerisce: “<i>Bisognerebbe portare i bambini ad ascoltare la musica. Lasciare che lo stupore s'impossessi di loro. Questa, secondo me, è la vera magia”.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5">A questo consiglio mi sento di aggiungerne un altro, scaturito dalla mia personale esperienza. <b><i>Per insegnare ai bambini ad amare la bellezza divertiamoci e giochiamo con la musica! Essa è vita, passione, emozione, energia pura, armonia, libertà</i></b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di scuola primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/zZ3_Vd1noW0">https://youtu.be/zZ3_Vd1noW0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 15:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Avere il SOFFIO AL CUORE non è sempre una MALATTIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FD"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Quante volte abbiamo ascoltato mamme, in affanno, esclamare: “mio figlio ha un soffio al cuore!”. In realtà, si tratta di “un sintomo” molto frequente ma che, spesso, non è sinonimo di patologia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Avere il <i>soffio al cuore</i> non significa avere un cuore malato. <b>Il soffio</b>, infatti, <b>è un rumore che il medico ascolta con lo stetoscopio</b> e <b>non è sinonimo di patologia</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Esistono 2 tipi di soffio cardiaco nell’infanzia</i> &nbsp;e il più frequente è <i>il soffio innocente</i> o <i>funzionale</i>.</span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>Il soffio innocente </i></b><b> non è causato da problemi al cuore</b> e si sente nei bambini sani. È dovuto al passaggio del sangue attraverso le cavità e le valvole del cuore e dal fatto che il torace dei bambini è molto sottile e permette di avvertire anche suoni che non si percepiscono in un torace adulto. A molti bambini, ad un certo punto, durante una visita medica di controllo, viene diagnosticato un soffio al cuore. Questo spesso mette ansia nei genitori, anche se lo stesso pediatra tende a tranquillizzare sulla natura del soffio. Per obiettività, il pediatra può richiedere una visita specialistica con elettrocardiogramma ed ecocardiogramma che può essere fatta senza alcuna urgenza.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"><b>Il soffio innocente non causa sintomi</b></span><span class="cf1">, non richiede terapie, </span><span class="cf1"><b>non preclude l’attività fisica</b></span><span class="cf1">, né comporta altre particolari precauzioni. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">A volte non si percepisce più con la crescita, mentre in altri casi si continua ad ascoltare per tutta la vita. Questi soffi, detti anche funzionali, si possono sentire in modo più accentuato, visto che sono legati ad un maggior flusso di sangue, in corso di febbre, di anemia, o nelle donne in gravidanza, e possono scomparire quando si esaurisce la causa scatenante.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>I soffi patologici</i></b> sono invece quelli che <b>conseguono ad un’anomalia congenita o acquisita del cuore</b> (soffio anomalo). Il pediatra può apprezzare il soffio congenito anche in bambini in salute di età superiore a 2 mesi, perché può essere l’espressione di una malattia congenita cardiaca lieve, in quanto tutti i bambini con cardiopatia congenita grave hanno sintomi entro i primi giorni di vita, o al massimo prima dei due mesi. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La maggior parte dei soffi anomali nei bambini sono causati da malformazioni cardiache congenite, cioè da problemi di forma e di struttura del cuore presenti già dalla nascita.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Spesso <b>il bambino cresce poco</b>, <b>respira più velocemente</b>, <b>si stanca più dei suoi coetanei</b>, può presentarsi pallido o con una colorazione più scura (bluastra) della pelle e delle mucose. Difficilmente questi sintomi sfuggono al pediatra curante, quindi, i genitori devono essere tranquilli. <b>Il <i>soffio acquisito</i> è quello che compare improvvisamente in un bambino che prima non lo aveva</b>, specialmente se il bambino si ammala spesso di malattie della gola, merita degli approfondimenti diagnostici. La prognosi e la terapia dei soffi anomali dipendono dal tipo e dalla gravità del problema cardiaco che li provoca. I soffi si misurano in base alla loro intensità seguendo una scala che va da 1 a 6. In genere quelli di bassa intensità sono funzionali e quelli di alta intensità sono patologici.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/PATOLOGIA-SOFFIO-AL-CUORE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Care mamme e cari papà, so bene cosa significhi essere genitori e preoccuparsi, profondamente, per quello che riteniamo sia il senso di un progetto di inestimabile valore: i nostri figli. Tuttavia, è importante rimanere saldi e con il giusto “sangue freddo” per comprendere che non sempre le preoccupazioni sono sinonimo di effettiva gravità. Noi pediatri ci siamo e la nostra missione è proprio quella di guidare e condividere con voi un cammino colmo di punti interrogativi. Abbiate fiducia in noi. Mano nella mano, cuore a cuore … in un cammino che onora il futuro e la vita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sempre con voi. Feel the light!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di Famiglia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". &nbsp;</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/7rRxfc2IZnE">https://youtu.be/7rRxfc2IZnE</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 12:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Per i vostri FIGLI desiderate la SCONFITTA, li aiuterà a capire la VITTORIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Andrea Troia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FC"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La pratica di qualsiasi sport è indispensabile per tutti, anche per i bambini, ma è importante che l’attività svolta e proposta rispetti le caratteristiche dei piccoli atleti e che dia importanza al miglioramento di tutte le loro qualità fisiche, psicologiche e soprattutto tecniche. Bisogna però tener conto che i bambini non sono degli adulti e, quindi, che le aspettative, le valutazioni e la scelta del programma devono essere differenti; non possiamo commettere l’errore di dimenticare che, per qualsiasi attività motoria in età evolutiva, <b>la base deve essere il gioco</b>, attraverso il quale i bambini <b>si allenano divertendosi stimolati con giochi e mini competizioni in base alla loro età</b>, dove imparano a confrontarsi rispettando le regole e a vivere e gestire la sensazione della vittoria e della sconfitta. </span><span class="fs12lh1-5">Nel corso degli anni abbiamo assistito ad un cambiamento dell’aspetto agonistico nello sport che diventa sempre più importante in tutte le discipline coinvolgendo bambini e preadolescenti.</span></div><div><b class="fs12lh1-5">La responsabilità di questo fenomeno è da attribuire a più fattori.</b></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">In primis <b>alle società sportive e agli allenatori che</b>, per un’insensata gloria personale, <b>tendono ad esasperare l’aspetto del risultato</b> dimenticando che con i bambini non è importante vincere o perdere, anzi, <b>la sconfitta in questi casi può assumere un valore più importante della vittoria</b>.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Alle famiglie, dove c’è chi avvicina il proprio figlio allo sport solo per passione e divertimento, e chi pone un’aspettativa di successo e fama per i loro figli. <b>L'agonismo comporta la ricerca della vittoria</b>, ovvero il risultato dopo tanto impegno, ma <b>un eccessivo carico agonistico e di allenamento</b>, senza un adeguato sostegno da parte della famiglia e dell’allenatore,<b> provoca nel bambino delusione</b>, umiliazione e perdita di fiducia in se stesso e nelle proprie capacità generando poi in insicurezza e, in alcuni casi, anche in disturbi depressivi e ansiosi.</span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dobbiamo specificare che anche nei bambini non esiste lo sport senza agonismo</b>, anzi è un concetto importante perché porta atleti e squadre a sfidarsi, ma <b>l'agonismo fa male se è concepito come un dovere </b>se interpretato come qualcosa che utile a comprendere se si è bravi o meno, perché bisogna considerare il fatto che <b>i bambini</b>, se non correttamente supportati, non conoscono il valore della vittoria e della sconfitta, ma <b>considerano chi vince più bravo e chi perde meno bravo</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lo sport deve educare ai valori del fair play, al rispetto dell'altro e alla sconfitta, che è la base per imparare a saper vincere.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/agonismo-fair-play.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quindi, se ben gestito, l’agonismo può avere risvolti positivi in termini di impegno e amore per la disciplina che si pratica, un ruolo fondamentale affinché avvenga tutto questo lo assumono famiglie e allenatori che devono essere capaci di esaltare la gioia dell’agonismo, vista esclusivamentesotto il formativo aspetto di confrontarsi attraverso le proprie qualità con altri bambini e squadre.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il bambino ha il diritto di divertirsi e giocare come un bambino</b>, <b>senza pressioni</b>, <b>senza modelli da seguire</b>, <b>senza il peso addosso di dover a tutti i costi diventare un campione</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Esso ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione”. </i>(Nelson Mandela)</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/sport-come-metafora-di-vita.html#.XBjX4-L_rIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Andrea Troia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Tecnico sportivo APD Nicola Di Leo</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE_E_BENESSERE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/mfHm7I4iL5E">https://youtu.be/mfHm7I4iL5E</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 19:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il mio DOLORE nel silenzio quando offendi la mia DISABILITÀ. Ma Tu neanche lo Sai]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FB"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">P. è una ragazzina <i>speciale</i>, ha 11 anni, è molto sensibile, minuta, la caratterizza un tono di voce basso, dolce, discreto, come se in quel riserbo gridasse il timore di essere in un mondo non sempre accogliente e rispettoso, spesso cieco di fronte alla diversità. Frequenta la scuola con impegno e dedizione, è molto attenta e curiosa, ma se durante le interrogazioni i suoi compagni, ansiosi di dimostrare preparazione e studio, fanno a gara per alzare la mano ed intervenire al suo posto, preferisce rinunciare a rispondere, pur essendo perfettamente in grado di sostenere le domande delle insegnanti. Al suono della campanella è sempre lei a guidare la fila della sua classe ed è proprio in quel momento che i suoi occhi, ogni giorno, si scontrano con l’indifferenza di ragazzi molto spesso poco attenti al rispetto delle fragilità altrui. P. non può camminare, è costretta a vivere e spostarsi su di una sedia a rotelle, a causa di una malattia genetica che le impedisce di deambulare. I suoi coetanei non badano alla carrozzina e nella fretta di guadagnare nel più breve tempo possibile l’uscita, rischiano di travolgerla; non tutti per fortuna, alcuni, docenti compresi, le sono sempre accanto per proteggerla …</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In quel momento mi chiedo se tutto il lavoro didattico svolto in classe non sia vano di fronte al mancato riconoscimento di un bisogno di una compagna più fragile.</span></i></span></div><div><hr></div><div><b><i class="fs12lh1-5">A cosa serve la ricerca spasmodica di emergere con voti eccellenti se nella vita non riesco a vedere l’altro, a comprenderlo e a prendermi cura, seppur con piccoli gesti, delle sue necessità?</i></b></div><div><b><i class="fs12lh1-5"><br></i></b></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/sofferenzaq-disabilita-barriere-mentali.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La guardo e nei suoi occhi vedo tanta paura, delusione ed impotenza, la stessa impotenza che provo io nel momento in cui <b>non le posso garantire</b> il <b>totale rispetto da parte di chi non percepisce il suo profondo disagio</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma poi la mia attenzione è attirata da quei compagni che le strappano un sorriso e come dei veri <i>bodyguard </i> la aiutano a svincolarsi tra la folla. È proprio pensando a questi ragazzi, <i>che meriterebbero un voto alto nella disciplina “rispetto delle unicità”</i>, che si potrebbe partire per pensare ad una scuola che educhi e consideri l’<b>attenzione ai bisogni dell’altro come una priorità per formare adulti consapevoli e di valore</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><i class="fs16lh1-5 ff1">Non dobbiamo semplicemente sopportare le differenze fra gli individui e i gruppi, ma anzi accoglierle come le benvenute, considerandole un arricchimento della nostra esistenza. Questa è l’essenza della vera tolleranza, intesa nel suo significato più ampio, senza la quale non si può porre il problema di una vera moralità. </i><span class="fs12lh1-5">(Albert Einstein)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.W3-l6OgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa, specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita...</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/pcWL_tK2-nM">https://youtu.be/pcWL_tK2-nM</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 14:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il SESSO NON è amore e l’AMORE è il DESIDERIO profondo dell’ALTRO!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FA"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nella relazione d’amore uno degli elementi fondamentali è sicuramente la sessualità</b> che è la <b>modalità di comunicazione più profonda e coinvolgente esistente</b> fra le persone. Con essa si concretizza la relazione d’aiuto all’interno della coppia. <b>La sessualità</b>, infatti, <b>è l’espressione più chiara del bisogno dell’altro</b>, anche se spesso è stata e viene confusa con la genitalità. <b>Il rapporto fisico in sé certamente è importante</b>, ma <b>la sessualità</b> non è solo questo, è anche molto di più. Essa <b>è espressione del nostro far parte della vita e dell’universo</b>, ma anche dichiarazione del nostro limite, perché <b>ci rende consapevoli della dipendenza da un’altra persona</b>.</span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">Esiste una sessualità diversa e particolare per ogni coppia. </i></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Detto ciò, nessuno può insegnarla, ma ognuno dei due partner l’apprende reciprocamente dall’altro, percorrendo insieme un cammino unico, personale, caratterizzato soltanto da meraviglia e stupore. Un altro aspetto importante che riguarda la sessualità è che essa va educata. <b>Il dono di sé all’altro</b>, cioè, <b>non avviene sempre in maniera spontanea</b>, ma <b>lo si deve imparare</b>, con tanti errori, a volte, e con molta esperienza. È il prodotto finale di una lunga fatica di incontri, di sguardi reciproci, di verifiche, di errori da entrambe le parti. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"><b>La cosa più importante è che la sessualità così intesa non va relegata nella genitalità</b></span><span class="cf1"> oppure </span><span class="cf1"><b>nei ritagli di tempo libero</b></span><span class="cf1">, bensì è un gioco che si sviluppa in ogni istante della vita, anche negli spazi che sembrano estranei alla sessualità.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Spesso viene confusa con l’erotismo</b>, ma quest’ultimo, da solo, non è scambio, è solamente soddisfazione. <b>L’incontro sessuale</b>, invece, <b>è sempre comunicazione tra due persone ed esprime ciò che i due sentono e vivono segretamente nella propria anima</b>; è espressione della vita e degli scambi relazionali che ciascuno dei due partner vive con se stesso, con il proprio corpo, con il proprio lavoro e con la società in generale. </span></div><div><b><i class="fs12lh1-5">In questo senso, lo scambio sessuale ha una grande valenza educativa. </i></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>È </b><b>una fecondità che va ben oltre la procreazione</b> la quale non può mai essere considerata l’elemento prioritario dell’incontro sessuale. <b>È </b><b>una fecondità che coinvolge tutto il mondo circostante</b>, sociale, culturale, spirituale, <b>arrivando</b> quasi <b>a raggiungere l’Universo</b>. Questo tipo di incontro sessuale avviene attraverso un <b>dialogo particolare del corpo che va ben oltre quello delle parole</b>, un dialogo da apprendere in itinere. <b>È </b><b>un dono ricco di sensibilità</b>, di poesia, di magia, di espressività, di intense emozioni. <b>È </b><b>un dono che aiuta a comprendere il mistero della vita</b> e a conoscere un’altra persona, pur <b>nella consapevolezza che l’altro non potrà mai essere conosciuto nella sua totalità</b>. Ognuno dei due partner, infatti, avverte solitudine che fa parte della struttura della persona, nonostante ci sia attrazione reciproca ed entusiasmo e voglia di stare insieme. Spesso questa solitudine nostra e del partner non viene riconosciuta; piuttosto si pensa di sbagliare o che il partner non ci comprenda o che non ci ami abbastanza e pretendiamo che riempia il nostro vuoto. Questa solitudine, però, esiste e può essere un’esperienza anche dolorosa, ma, nello stesso tempo, ci fa comprendere che chi sta al nostro fianco è una persona diversa da noi, autonoma, non dipendente. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il rapporto autentico, dunque, è un incontro di </span><span class="cf1"><b>due autonomie</b></span><span class="cf1"> le quali, avvertendo la sensazione di solitudine, </span><span class="cf1"><b>sentono il desiderio dell’altro</b></span><span class="cf1">... un desiderio che però </span><span class="cf1"><b>non potrà mai essere soddisfatto del tutto</b></span><span class="cf1"> ed è proprio questo che fa vivere la coppia, questa sensazione di voler raggiungere l’altro completamente nel suo profondo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>Se, infatti, un giorno, questo desiderio venisse soddisfatto del tutto non ci si aspetterebbe più nulla dall’altro e dal rapporto di coppia che diventerebbe routine</i></b><i>. </i></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per far vivere la coppia, invece, è necessario mantenere alto il desiderio, affinché l’incontro con l’altro possa diventare uno scambio di esistenze e la vita gioiosa e ricca di senso. Una modalità per colmare il vuoto che ciascuno sente nel proprio profondo è l’incontro sessuale con il partner, dove le due solitudini s’incontrano e cercano di colmarsi a vicenda. Si tratta, però, di una solitudine che necessita di consapevolezza da parte di entrambi gli “attori” in gioco. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/COPPIA-AMORE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="362" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>Se non si accetta la solitudine propria e dell’altro e non si cerca di colmarla, la sessualità diventerà solo il luogo in cui si vuole realizzare se stessi, i propri desideri e le proprie attese</i></b><i>. </i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ma questo non è amore</b>. Così l’amore muore, perché si diventa narcisisti nel cercare solamente se stessi, inseguendo l’altro solo per i propri desideri. L’amore, invece, che si concretizza nella sessualità, richiede il riconoscimento dell’altro, della sua libertà. L’altro dev’essere lasciato libero di percorrere la propria strada, una strada che, a volte, nemmeno lui conosce bene; ma è proprio questa libertà, unita a fiducia e rispetto reciproci, che mantiene salda la coppia, alimentando sempre più il desiderio di stare insieme e di non lasciarsi mai. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Prima dell’amore, nella coppia è necessario costruire l’amicizia, la fiducia e il rispetto reciproco. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’amore è successivo</b> e quasi contemporaneo allo stesso tempo, essendo essenzialmente affinità dell’anima che fa nascere il desiderio, componente fondamentale dell’amore. <b>I racconti antichi narrano che Dio ha instillato nel cuore dell’uomo un fuoco senza fine</b>, un desiderio profondo ed incolmabile che, per questo, ci dà, allo stesso tempo, infelicità e gioia. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>Questo è l’amore</i></b><i>... <b>un desiderio profondo</b>, un vuoto che sentiamo nella parte più profonda di noi stessi, <b>una dolorosa ferita</b>. </i></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nello stesso tempo, però, è anche la percezione che questa profonda sensazione dolorosa, questa mancanza può essere colmata e quietata. Come? Quando incontriamo una persona che è la perfetta risposta ai nostri sogni e ai nostri desideri. Nella vita di una coppia non mancano certo i momenti difficili che richiedono sacrifici, abnegazione, riconoscimento dei limiti, rinuncia delle aspettative, ma <b>tutto ciò può essere superato</b>, <b>se si vuole</b>, perché è ben più grande l’esperienza fondamentale della presenza di un’altra persona accanto affinché ognuno possa essere se stesso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cfr. <i>La relazione di aiuto</i>, Andrea Canevaro – Arrigo Chieregatti</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente Filosofico, </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Bioetico e Pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WmnkaKjibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/L1WSQ4XNMJQ">https://youtu.be/L1WSQ4XNMJQ</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Apr 2019 12:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quell’eterno fischio, rumore che ti tormenta la notte … ecco le ragioni della tua INSONNIA!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F9"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Come ormai ben noto, con il temine <b>acufene</b> si indica un particolare <b>disturbo uditivo</b> per cui chi ne soffre ha la sensazione, all'interno delle proprie orecchie, di <b>ronzii</b>, <b>fischi </b>o <b>rumori</b>, senza che questi provengano da alcuna fonte sonora. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Specificando che <b>le cause di tale sintomo possono essere varie</b>, bisogna, invece, rimarcare quanto la presenza di acufeni possa incidere sulla <b>qualità di vita del soggetto</b>, soprattutto in virtù dello <b>stress che</b> esso <b>genera</b> e che è <b>direttamente proporzionale all'intensità del suono percepito</b>. In alcuni casi, infatti, la presenza di questo suono fantasma è più evidente in alcune parti della giornata, e meno in altre, quelle in cui magari si è maggiormente impegnati o all' interno di contesti il cui rumore ambientale copre questa sensazione acustica.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Uno dei momenti più critici per chi convive con gli acufeni è senza dubbio quello che precede il sonno, in cui l'ambiente particolarmente silenzioso favorisce la percezione del succitato sintomo, determinando in molti casi problemi di insonnia. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La situazione appena descritta è una delle più lamentate e sofferte dai pazienti</b>, tra l'altro <b>l'insonnia stessa determina un ulteriore stress emotivo a carico del soggetto e un affaticamento fisico</b>, oltre alle altre problematiche di salute che le insufficienti ore di sonno possono favorire. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/MALESSERE-ACUFENE-INSONNIA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="485" /><div><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">Di seguito andremo a indicare alcuni utili consigli per cercare di favorire il riposo e ridurre il più possibile le <i>veglie notturne</i>. </b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5 ff1">Evitare, specie nelle ore serali, di assumere la caffeina, contenuta non solo nel caffè, ma anche in alcune bibite. Evitare il tè e alimenti a base di cacao . </span><br></li><li><span class="fs12lh1-5 ff1">Sconsigliata l'assunzione di alcol nelle ore subito precedenti il momento del sonno. </span><br></li><li><span class="fs12lh1-5 ff1">Può risultare utile bere una tisana rilassante o della camomilla. </span><br></li><li><span class="fs12lh1-5 ff1">Sostituire al riposo pomeridiano o preserale una passeggiata. </span><br></li><li><span class="fs12lh1-5 ff1">Stabilire un orario fisso per andare a dormire e per la sveglia mattutina. </span><br></li><li><span class="fs12lh1-5 ff1">Tenere la stanza da letto piuttosto buia e con una temperatura confortevole. </span><br></li><li><span class="fs12lh1-5 ff1">Evitare di guardare la tv a letto, così come lo smartphone, il tablet, ecc…</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5 ff1">Tenere acceso un dispositivo in grado di generare un rumore bianco di bassa intensità. Potrebbe questo essere un ventilatore o una radiolina desintonizzata a bassissimo volume. </span></li></ul><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Questi piccoli accorgimenti possono sicuramente essere di aiuto a migliorare i problemi di insonnia</b><span class="fs12lh1-5">, tutto sommato qualora non si riesca a dormire, evitare di rimanere a letto per più di mezz’ora. È consigliabile in questi casi </span><b class="fs12lh1-5">alzarsi e dedicarsi a qualche attività tranquilla</b><span class="fs12lh1-5"> sino a che non ci si senta pienamente rilassati e pronti a tornare a letto.</span><br></div></div></div></blockquote><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di specializzazione in </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/tx-FbwfYdw4">https://youtu.be/tx-FbwfYdw4</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 12:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non si può MORIRE andando in VACANZA! Spiegatemi il PERCHÉ di questa ennesima TRAGEDIA …]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F8"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Erano partiti tutti insieme, quattro amici con le rispettive fidanzate, si andava in vacanza, una vacanza sognata per tutto l'inverno ed ora finalmente le ferie … I quattro ragazzi lavoravano insieme in una grande fabbrica che produceva impianti di depurazione, una grossa industria che esportava anche in Medio Oriente. Luca era il direttore amministrativo, Giorgio era il capo magazziniere, Andrea era capo contabile e Mario addetto alle pubbliche relazioni. Erano amici da una vita intera: avevano frequentato la stessa scuola e si erano tutti diplomati nello stesso anno, Luca aveva continuato l'università e si era laureato a pieni voti in Economia e Commercio all'Università di Bari, era stato lui il primo ad entrare in fabbrica e, dopo aver fatto un colloquio e uno stage di ben due anni in America, era rientrato ricoprendo il ruolo di direttore amministrativo. Uno alla volta aveva inserito i suoi amici, con i quali a fine giornata si vedeva per trascorrere un po’ di tempo in loro compagnia, non dimenticando le rispettive fidanzate… Angela, una bella e brava ragazza, con un fisico slanciato e due meravigliosi occhi verdi, era laureata in legge e lavorava presso una banca locale, era fidanzata con Luca da quasi due anni, erano felici e facevano progetti matrimoniali. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lia, la più giovane, aveva solo diciotto anni, era la ragazza di Giorgio e si conoscevano da pochi mesi, era una ragazza molto allegra e, nonostante Giorgio fosse il più tranquillo del gruppo, non riusciva a placare la sua esuberanza, ma aveva solo diciotto anni e per questo tutti la scusavano, anche per le battute fuori posto.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Era felice di fare quella vacanza, la sua prima vacanza insieme ad un ragazzo! Lia sperava di poter capire meglio quello che realmente provava per Giorgio. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Poi c’erano loro: l’unica coppia sposata da più di quattro anni, anzi, a pensarci bene, proprio durante la vacanza avrebbero festeggiato il loro quinto anniversario di nozze! La moglie di Andrea di chiamava Chiara, era bella e solare, non avevano bambini ma lei sperava di averne presto uno, lei con i bambini ci sapeva fare, non a caso faceva l'insegnante elementare. Forse quella vacanza lontano dallo stress e dalla vita quotidiana avrebbe compiuto il miracolo, chissà! </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Infine Mario, il bello del gruppo, sempre in cerca della sua anima gemella</b>. Era proprio un bel giovanotto Mario, alto con un torace da sballo e dei muscoli scolpiti e due meravigliosi occhi celesti, ma così tanto celesti da sembrare due pezzetti di cielo. Era allegro, scherzava con tutti: insomma, era l'anima del loro gruppo!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Per la vacanza sarebbe partito da solo</b>. L'ultima sua storia, con una ragazza di nome Sofia, era finita da poco. Era una ragazza americana che non sapeva parlare l'italiano e per questo, diceva Mario, non si erano capiti; ma io penso che non sia stato questo il motivo e Mario lo sapeva molto bene! Ma era pronto a ricominciare, più positivo che mai! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<b>La partenza era stata fissata per il 20 luglio</b>, i passaporti pronti, le visite mediche effettuate. Tutto era pronto, anche le ragazze avevano terminato di fare incetta di micro bikini e parei coordinati, di tante creme, solari e non…</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">«Maldive aspettateci!», urlava Mario, «ragazze mettetevi in fila!»…</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Finalmente l'aereo che li avrebbe condotti alla loro vacanza da sogno era in pista e si sentiva il rullo dei motori</b>, tutti, più o meno, non erano alla loro prima volta, eccetto Lia che aveva tanta paura di volare e diceva di voler andare via, perché temeva di non riuscire a salire su quel grande mostro con le ali. L’hostess annunciò il volo e tutti percorsero il lungo corridoio che li separava dall'aereo, euforici e allegri: Mario come al solito sfornava battute e per tutti aveva creato un soprannome, solo Lia era muta e dovettero spingerla a salire sulla scaletta. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Poi, uno alla volta, pallida e rigida, si rannicchiò nel suo sedile e per tutto il viaggio non abbandonò mai il braccio del suo Giorgio che in tutti i modi cercava di tranquillizzarla. Poi finalmente le parole magiche: «<i>il viaggio è terminato e stiamo per atterrare; il comandante ed il suo equipaggio vi augurano una felice vacanza</i>». </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Furono le ultime parole che la torre di controllo sentì. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La vacanza tanto sognata non era iniziata, ma di certo era terminata </b>in fondo al mare: <b>il mostro con le ali</b>, come lo chiamava Lia, a pochi metri dalla costa <b>si era inabissato</b>, portando con sé le duecento persone che erano a bordo e tanti sogni. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Le cause</b>: un guasto? Un malore del pilota? Una bomba? <b>Non lo sapremo mai!</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quanti sogni infranti! </b>Quante vite spezzate, strappate con violenza alla vita, alla speranza, alla voglia di scoprire, di esplorare il mondo…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/MORIRE-VACANZA-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="480" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Resterà un mistero la causa della sciagura del 20 luglio di un anno da dimenticare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ora il grosso mostro con le ali giace a testa in giù nella più bella spiaggia del mondo</b>: Malindi. Intorno, uno spettacolo orrendo, tante valige, bikini colorati che ondeggiano sul mare, una bambola, tante scarpe, tanti libri, tanto di tutto… tanto silenzio e solo il rumore delle onde e di voci lontane... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Luca, Mario, Giorgio, Andrea, Chiara, Angela, Lia mi pongono una domanda: perché? Questa è una domanda a cui nessuno potrà mai rispondere. Una cosa è certa: sarete sempre nei nostri cuori e non vi dimenticheremo mai! Mai!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WHEft1yF9f4" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La nonna Gina di tutti e per tutti &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/nonni" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri di Nonni" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare in bilico tra fantasia e realtà...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/eM0_8hkGYv8">https://youtu.be/eM0_8hkGYv8</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Mar 2019 17:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Piange disperato? Tieni il tuo bambino in braccio! Non è VIZIO ma fame d’AMORE…]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Caterina Calamo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F7"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>È giusto che i bambini stiano in braccio? </b>La risposta è molto semplice in termini evolutivi: <b>SÌ</b>! È una fame vera e propria, ma di vicinanza. <b>Quello del contatto è un BISOGNO PRIMARIO</b>, rientra cioè tra le <b>NECESSITÀ VITALI</b> come mangiare, bere, dormire…Questa semplice evidenza scientifica diventa molto controversa, nell’esatto momento in cui un bambino manifesta la volontà di stare tra le braccia dei suoi genitori; scatta una domanda comune e frequente:</span></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"><i>sarà giusto?</i></span></li><li><span class="fs12lh1-5"><i>crescerà viziato?</i></span></li><li><span class="fs12lh1-5"><i>deve imparare a stare solo?</i></span></li></ul></ul></div> &nbsp;<blockquote><div><span class="fs12lh1-5">E se un genitore non si pone queste domande, qualcun altro si sentirà in dovere di consigliare, dai parenti ai passanti incrociati per strada. <b>Ma in che momento scattano queste domande? </b>Semplice, quando un bambino da 0 a 3 anni, ad esempio, comincia a piangere perché vuole stare in braccio ed il pianto cresce proporzionalmente alla nostra volontà, invece di lasciarlo nella culla, nel passeggino, semplicemente a terra.</span></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"><i>“Stara piangendo perché l’ho “abituato” a stare troppo in braccio? “</i></span></li><li><span class="fs12lh1-5"><i>“Temiamo duro e capirà che non può “spuntarla”, si calmerà!”</i></span></li></ul></ul></div> &nbsp;<blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Inizia un circolo vizioso che purtroppo non considera le basi scientifiche dello sviluppo psicologico di un bambino</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il pianto è il “<i>richiamo del piccolo per il genitore al proprio ruolo</i>”, in altre parole i bambini nascono dotati di questa capacità (il pianto) che non è altro che uno <b>strumento per poter sopravvivere richiamando l’attenzione</b>; pianto per fame, pianto per sonno, pianto per freddo/caldo e, quindi, anche <b>pianto per assenza di CONTATTO</b>. Il neonato, totalmente dipendente dall’adulto, riesce a sopravvivere soltanto se si garantisce la prossimità fisica con quest’ultimo. Quello che viene scientificamente definito in psicologia “<b><i>legame di attaccamento</i></b>”, dal quale dipende innanzitutto una sopravvivenza fisica e di pari passo una sopravvivenza psicologica.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Il bisogno di contatto se non soddisfatto crea una tensione prolungata, quelli che vengono erroneamente definiti capricci.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Bisogna sfamare un bambino, non soltanto alimentando la sua fame fisica, ma soprattutto la sua <b>fame di calore umano</b>.<b>Coccolare e consolare tra le braccia un bambino è garanzia del suo sano sviluppo psicologico</b> e non può in alcun modo essere messa in discussione da una cultura contemporanea che stigmatizza le cure parentali prossimali e giudica duramente i genitori che sentono, invece, di <b>seguire il naturale istinto di assecondare i bisogni di contatto dei propri figli</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/dumbo-e-la-mamma.jpg"  title="" alt="" width="668" height="501" /><br><blockquote><div><span class="fs8lh1-5">Dal film "Dumbo" - Disney 1941</span></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>I primi studi sulle conseguenze di uno scarso contatto con i bambini risalgono al XIII secolo e furono del tutto casuali</b>. Lo storico del Salimbene de Adam racconta un esperimento ideato da Federico II di Svevia, che aveva il fine di comprendere quale fosse la lingua che un neonato avrebbe sviluppato naturalmente (ebraico oppure egiziano), senza aver mai ascoltato nessun tipo di linguaggio. Per evitare che le nutrici parlassero durante il contatto fisico per consolare o giocare, <b>Federico II ordinò di limitare il contatto alla sola igiene</b>, <b>senza mai più toccare e parlare ai bambini</b>.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Purtroppo NESSUN BAMBINO SOPRAVVISSE all’esperimento. L’assenza di contatto fisico e verbale li condusse fatalmente alla morte.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Successivamente, <b>durante la seconda guerra mondiale</b>, negli Stati Uniti, Spitz condusse per la prima volta <b>uno studio con metodo scientifico sperimentalesu bambini abbandonati in orfanotrofio</b>. Furono osservati 91 bambini a cui non venivano forniti contatti personali, ma soltanto alimentati. <b>Dopo 3 mesi di carenza di contatti i bimbi svilupparono una grave apatia</b> ed entro la fine del secondo anno di vita, <b>il 37% dei bambini morì</b>. <b>I segni clinici erano simili a quelli di una carenza proteica tipica della denutrizione</b>. I sopravvissuti furono duramente compromessi nello sviluppo motorio e linguistico.<b>Un bambino che smette di piangere e di richiamare l’adulto al suo ruolo di consolazione e calore</b>, quindi, <b>potrebbe</b>, in altre parole,<b>rassegnarsi all’assenza di una risposta al suo BISOGNO PRIMARIO</b> e gestire la propria tensione in solitudine e con i propri strumenti totalmente acerbi ed immaturi.Sosteniamo ed incoraggiamo, pertanto, al <b>contatto tra genitori e figli</b>, così come incoraggeremmo ad alimentarli in modo corretto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">“Se ci allontaniamo da un bambino che piange, facciamolo solo per prendere la rincorsa per abbracciarlo più forte!”</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div><div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicologia-e-pettherapy-per-ascoltare-il-cuore.html#.XHka04hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Caterina Calamo</a></b></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa -psicoterapeuta</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Presidente Ass. Centro Orme Onlus</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale</a>" e <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">L’amore che va oltre...senza parole</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div></blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></div><a href="https://youtu.be/J94CgDJKDzw">https://youtu.be/J94CgDJKDzw</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 19:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Smettila di fare la VITTIMA, svegliati, corri controcorrente e dai SENSO alla TUA ESISTENZA!]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F6"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Nella vita sto imparando che <b>i sogni non bastano</b>, che <b>i sogni privi di azione sono insufficienti</b>, che <b>illudono</b> noi stessi e finiscono per inghiottirci. Nella vita sto imparando che <b>bisogna rimboccarsi le maniche</b> e partire dal basso, edificando, <b>costruendo dapprima ogni singolo mattone</b> e poi, ad ogni passo, aggiungerne un altro, giorno dopo giorno, senza avere fretta, <b>sfidando le avversità con il valore dell’idea </b>sempre viva dentro di sé, <b>curando la posa in opera del principio</b>, dell’ideale che mischiato alla fatica, al sacrificio e a tanta fede, si fonderà nella realizzazione e ciò che ne verrà fuori durerà nel tempo, resisterà a qualsiasi perturbazione della vita e sarà bellissimo e lucente come il più prezioso dei diamanti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nella vita sto imparando che <b>bisogna credere nei sogni</b>, che <b>credere è una sfida impegnativa</b> che non ha nulla a che vedere con il vaneggiare, il farneticare (come qualche ignorante saccente direbbe), che <b>credere non è solo esercizio di volontà</b>, ma anche <b>esperienza di verità</b>, di <b>estrema trasparenza con se stesso</b>, <b>allenamento ad una profonda lucidità</b> che induca, sempre e comunque, a mantenersi vigile e imparziale nella lotta tra ciò che si vorrebbe e ciò che, invece, si può.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Nella vita sto imparando che i sogni non bastano, che i sogni per onorarli devono essere convertiti in progetti e questi ultimi obbligatoriamente in VITA e che la vita è l’unica possibilità per riuscire ad essere felici.</i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">I sogni non sono illusioni</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">non sono bizzarre fantasie</b><span class="fs12lh1-5"> di chi non ha percezione concreta della realtà e vola sulle ali della vacuità, </span><b class="fs12lh1-5">i sogni sono l’essenza della vita</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">sono il cuore che pulsa</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">che mantiene vivi</b><span class="fs12lh1-5"> e </span><b class="fs12lh1-5">ogni giorno fa innamorare</b><span class="fs12lh1-5">; </span><b class="fs12lh1-5">chi non possiede sogni non possiede futuro</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">chi non sogna brancola nel buio della propria <i>accecante cecità</i></b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/DOVERE-DI-ESSERE-FELICE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Nella vita sto imparando che <b>ognuno ha il diritto di sognare</b> e <b>il dovere di tentare di trasformare i propri sogni in possibilità</b>, in scoperta, in meraviglia, in realtà, perché <b>non c’è modo migliore di ritrovarsi felice inciampando sorprendentemente nella vita</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">A te, <b><i>caro e audace lettore sognatore</i></b>, la mia incondizionata stima e solidarietà, <b><i>il mio augurio, affinché tu possa continuare a nutrire l’arguzia di sapere</i></b><i>, <b>il coraggio di scoprire</b>, <b>il temerario raziocinio di immaginare</b>e <b>la lucida follia di vivere</b> …</i></span></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WNOdu1XhDcd" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/0hZvu9-WtiI">https://youtu.be/0hZvu9-WtiI</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 10:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’OTTUSITÀ crea IGNORANZA e IMPEDISCE all’uomo di CONOSCERE la REALTÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F5"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Oggi vi raccontiamo una storia molto simbolica che usiamo raccontare quando vogliamo facilitare l'espansione di coscienza. C'era una volta un Feto nella pancia di una Donna. <b>Un Angelo penetrò nella pancia per parlare con il Feto e gli annunciò</b>: "<i>Tra qualche tempo tu uscirai da questo posto e nascerai nel mondo! In questo mondo ci sono le persone, gli animali, le piante, i minerali, i metalli, la luce, il caldo, il freddo e tante altre cose!"</i>.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b>Il Feto non gli volle credere e gli rispose</b>:<i>"Tu sei solo nella mia immaginazione e stai blaterando! Non esiste niente oltre questo Mondo in cui io ora sto vivendo! Questa è la vita, oltre ciò nulla è reale"</i>.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b>L'angelo si sforzò al massimo cercando le parole più giuste</b>:<i>"Ha mai sentito suoni provenire da fuori, oltre questo mondo?" </i>e il Feto:<i>"Tutto ciò che sento viene da questo mondo, fuori non esiste nulla!".</i></span></div><div><hr></div> &nbsp;<div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">L'angelo allora andò via lasciando il Feto nelle sue convinzioni.</span></i></span></div><div><hr></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b>Questo è quello che accade a noi in questa vita</b>. <b>Il Feto siamo noi</b>, <b>la madre è Dio e l'angelo è rappresentato dai Maestri spirituali</b>, <b>dai messaggeri del Signore</b> oppure <b>dalla nostra intuizione</b> (le domande esistenziali). </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/APRIRSI-AL-MONDO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="337" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Come il Feto non può vedere la madre fino a quando non sarà partorito, così <b>l'essere umano non può vedere Dio fino a quando non sarà "Rinato"</b>. I Maestri spirituali, le nostre intuizioni e i messaggeri del Signore (Santi e Saggi) ci stanno ripetendo con ogni parola che esiste un "<i>Mondo là fuori</i>", ma noi ci comportiamo come il Feto e non crediamo a nulla e in tutto questo la Madre (Dio) ci sta nutrendo giorno dopo giorno anche se noi non crediamo nella Sua esistenza. <b>Tutti noi dimentichiamo ciò che c'era nella pancia della nostra mamma</b>, nessuno ne ha memoria, quindi noi dimentichiamo i mondi precedenti da cui siamo venuti... <b>eppure quelle memorie restano stampate nella nostra anima</b> (o se vogliamo usare termini scientifici possiamo parlare di Patrimonio Genetico o DNA). L'esercizio di oggi consiste nel riflettere su queste analogie tra Noi e il Feto. <b>Come il Feto è intrappolato nella pancia fino ad un certo tempo</b>, <b>così noi siamo qui sulla terra per un certo tempo</b>! Proviamo a immaginare l'intero mondo (e se vogliamo anche l'universo) come il liquido in cui siamo immersi in tutta questa vita "Fisica" per un tempo limitato. Gli altri esseri viventi sono nostri "Gemelli" così come il Feto può avere fratelli o sorelle nella stessa Placenta in cui egli dimora. Proviamo a "Meditare" su questo e forse la nostra coscienza ne sarà trasformata e di conseguenza tutta la nostra realtà sarà percepita diversamente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Buona Riflessione a Voi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Wusuy4iFPIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche<br></span> &nbsp;<br><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></span><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina"</a></span><span class="fs12lh1-5">.<br></span><span class="fs12lh1-5">Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</span></blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/8sMWIkQsSpI">https://youtu.be/8sMWIkQsSpI</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 11:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ESPLORA il MONDO, LEGGI un LIBRO e apriti alle EMOZIONI!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F3"><blockquote><div><span class="fs8lh1-5">Immagine copertina dal film "La Leggenda del Pianista sull'Oceano" 1998</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, oggi vi voglio consigliare una lettura teatrale che teatrale proprio non è. <b>Si tratta di un monologo di autore contemporaneo</b>, ha venduto più di un milione di copie, e come sottolinea l’autore stesso in prefazione, <b>l’opera in questione è “<i>un testo che sta in bilico tra una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce”</i></b>... “Novecento”, di Alessandro Baricco. Senza incorrere nel pericolo di un giudizio-pregiudizio, chi possiede una bella libreria e ama leggere, potrebbe possederne una copia, ma difficilmente tra gli scaffali di quella stessa libreria potremmo trovare, che so: “Mistero Buffo” di Dario Fo o le “Beatrici” di Stefano Benni, se, diversamente, non si è amanti del teatro o tenaci sostenitori di questo genere di letture. Anche solo Pirandello o Shakespeare, parlo della letteratura teatrale (e citare questi due giganti sarebbe già tanto), potrebbe essere un ottimo inizio per parlare di opere teatrali e per avviarcisi alla loro lettura, insomma testi da leggere al pari di tanti altri. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ma il Teatro è nato per essere visto e ascoltato più che letto, in quanto la sua narrazione è altro rispetto ad un testo. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Pur essendo riconosciuto come opera letteraria, <b>questo racconto</b> speciale <b>attende</b> - per quanto possa vivere benissimo tra le pagine di un libro - <b>di essere raccontato su un palco da persone altrettanto speciali</b>, un po’ giullari e un po’ narratori della vita: gli attori. Proviamo per un attimo a leggere le prime pagine di un copione: a un tratto, davanti ai nostri occhi si disvela un mondo fatto di immaginazione, di spazio, di tempo dove, più che in un qualsiasi altro testo, i personaggi si animano, ci parlano, si siedono accanto a noi, ci stupiscono e dove suoni, musica, rumori, pur non essendoci, sono così forti, prepotenti, vivi, tanto da essere ascoltati, quasi come se fossero lì. <b>Un testo teatrale è letteratura</b>, ma la sua drammaturgia potrebbe aprire altri mondi e altri spazi. <b>Un testo teatrale è duttile</b>, <b>elastico</b>, <b>aperto</b>, può essere fatto a pezzi, sezionato, squarciato, <b>vi si possono sovrapporre mille linguaggi diversi</b>, ma uniti da un solo e unico intreccio: l’<b>affabulazione</b>. <b>“Novecento” di Baricco è la dimostrazione che anche un’opera teatrale può avere un posto dignitoso sugli scaffali di una libreria</b> (dignitoso perché, a farci caso, potrai accorgerti che anche su quelli, delle più accreditate, non esiste nemmeno la sezione “Teatro”, trovandoti a scovare quel testo oppure quell’altro su scaffali sbagliati, libri adagiati lì, solo per scorgerviun posto o per sentirsi meno soli). Il testo di Baricco, invece, (la sorte ha voluto premiarlo), non corre questo pericolo: lo </span></div><div><span class="fs12lh1-5">possiamo trovare nella sezione “Narrativa”, là in bella vista, troneggiare, pur trattandosi di un monologo teatrale, e pur avendo specificato il suo autore, in prefazione, di essere venuto alla luce per morire su un palco dietro un sipario. E su quel palco ritroviamo dietro le quinte un uomo, un solopersonaggio, una storia “<i>che vale la pena di essere raccontata e per la quale non si potrebbe dire che una persona sia completamente fregata</i>”, come lo stesso Tornatore ripete nel suo spettacolare “La leggenda del pianista sull’oceano”, omonima versione in pura celluloide del gemelloteatrale. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ma attenzione: il cinema è una cosa, il teatro un’altra, il racconto un’altra ancora. Imparagonabili. Tre codici diversi, completamente diversi. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Non aspettiamo di vedere sul palco allestimenti, comparse, centinaia di attori, sfondi, ascoltare epocali colonne sonore. <b>L’emozione a teatro è un qualcosa che scorre nelle viscere</b>, è un filo sottile che lega il racconto e chi lo interpreta al suo spettatore, è un colloquio intimo, proprio lo stesso colloquio che fa Novecento della sua vita, dall’inizio alla fine. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/LEGGERE-LIBRO-TEATRO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="408" /><br><blockquote><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5">È un segreto che l’autore ha scelto di svelare</b>, <b class="fs12lh1-5">è magia che si fa corpo</b>, lì, proprio in quell’istante, direttamente sotto i nostri occhi e che può anche essere toccata con mano. È il segreto di <span class="fs12lh1-5"><b>Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento</b></span>, un personaggio straordinario che si ritrova sui gradini della sua vita in bilico tra la stessa e il mondo che gli si para dinanzi, un po’come il suo libro, in bilico. E non aspettatevi altro dal testo di essere divorato con gli occhi, con la bocca, sulla pelle perché <b class="fs12lh1-5">le parole</b>, quei caratteri neri stampati sulla carta, <b class="fs12lh1-5">possano risvegliare in voi un mondo di emozioni</b>, sentirle correre dentro, come il sangue scorre nelle vene perché rumori, suoni, luci, spazio e tempo possano materializzarsi nei ricordi della vostra immaginazione. Non vado oltre. Leggetelo questo straordinario pezzo di vita partorito dalla mente del suo autore e ritroverete un po’ del Novecento in ognuno di voi. Buona lettura.</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.XA-8LnRKjIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA+E+TEATRO" rel="next" target="_blank" class="imCssLink"> “Musica e teatro”. </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/GqnztqKOSdw">https://youtu.be/GqnztqKOSdw</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Mar 2019 12:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mille follower e ZERO amici. L’amicizia virtuale che nasconde la MORTE SOCIALE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F2"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’avvento e l'abuso dei social paradossalmente rischia di rendere il ragazzo</b> … <b>asociale</b>, illudendolo di avere tantissimi amici che, però, altro non sono che grucce di un armadio. Grucce che neanche abiti sono in grado di sorreggere. Grucce e basta! È statisticamente dimostrato che un individuo può tessere <b>concrete relazioni</b> con un limitato numero di altri individui e che <b>le conoscenze</b>, invece, quelle vaghe e non di normale frequentazione, <b>non vanno oltre le cento unità</b>. Non si contano, invece, le amicizie che giovani senza un sostegno educativo all’uso corretto di tablet, telefonini e computer vantano a se stessi ed ai coetanei, fieri di avere un elenco ricco di follower, di <b>seguaci che regalano like senza valore</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Ma quali amicizie! Non è l’amicizia quel vincolo concreto che si basa sulla reciproca stima ed affetto, sentimenti fondati sulla reciproca conoscenza e frequentazione?</i></span></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Sentimenti che fanno dell'amico un punto di riferimento, reale, e non virtuale, di confronto e scambio umano? </i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Ormai solo grucce senz’anima </b><span class="fs12lh1-5">da collezionare in un armadio enorme, ma del tutto inutile. </span><span class="fs12lh1-5">Tessere rapporti veri e relazionarsi con veri amici è ormai solo di quei pochi saggi sfuggiti alla rete e trappola dell’apparente condivisione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ISOLAMENTO-INTERNET-PERICOLO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="409" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>E il mondo non sa più come uscirne</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Solo la formazione da parte di insegnanti ed educatori competenti potrebbe salvare almeno le nuove generazioni che, navigando allo sbaraglio, impigliano facilmente e pericolosamente le loro menti e cuori in false verità, di solo apparenti realtà ed amici senza identità. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante di danza e pattinaggio a rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA+E+DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti </span></div><div><span class="fs12lh1-5">per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/t_m3R-8rCYI">https://youtu.be/t_m3R-8rCYI</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 20:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“SALVIAMO il PIANETA”. Greta, 15 anni, implora ritorno all’umanità col suo urlo disperato.]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F1"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>“<i>We do need hope, of course we do but the one thing we need more than hope is ACTION</i>.”</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Venerdì 15 marzo 2019 - Primo Sciopero Mondiale per il Clima.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Manifestazione a sostegno di Greta Thunberg</b>, l’attivista svedese che da sette mesi tutti i venerdì non va a scuola per protestare davanti al parlamento di Stoccolma con un cartello scritto a mano: “<b><i>Sciopero dalla scuola per il clima</i></b>”. Greta, che a dicembre ha parlato alla Conferenza sul clima dell’Onu in Polonia, rimproverando duramente i leader mondiali per il loro comportamento irresponsabile e invitando tutti i ragazzi a mobilitarsi per questa causa lanciando gli hashtag <b>#FridayForFuture</b> e <b>#ClimateStrike.</b></span></div><div><i class="fs12lh1-5">“Il mio nome è Greta Thunberg, ho quindici anni e vengo dalla Svezia. (…) <b>Ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza.</b> Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente. (…) <b>Non mi importa risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e di un pianeta vivibile</b>. La civiltà viene sacrificata per dare la possibilità a una piccola cerchia di persone di continuare a fare profitti. (…) Se le soluzioni sono così impossibili da trovare dentro al sistema, forse dovremmo cambiare il sistema stesso. (…) Voi avete finito le scuse e noi abbiamo finito il tempo. Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no!”</i></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ci voleva una ragazzina di 15 anni per sensibilizzare finalmente il mondo rispetto ai cambiamenti climatici? </span></i></span></div><div><hr></div></blockquote><blockquote><b class="fs12lh1-5">Forse sì! </b><span class="fs12lh1-5">Ci voleva il </span><b class="fs12lh1-5">linguaggio diretto degli adolescenti</b><span class="fs12lh1-5">, che non amano eufemismi e giri di parole. La tutela dell’ambiente deve tornare a scuola! Dobbiamo parlarne perché </span><b class="fs12lh1-5">il problema è urgente</b><span class="fs12lh1-5">! Per i ragazzi più grandi è stata un’occasione per partecipare a manifestazioni e cortei, mentre per i bambini più piccoli spero sia stata l’occasione di riflettere sull’ambiente che li circonda e i rischi che esso corre a causa dell’inquinamento. </span><b class="fs12lh1-5">Tutto ciò però non deve limitarsi solo a una giornata</b><span class="fs12lh1-5">, ma va continuamente esaminato e analizzato proponendo attività che mettano in evidenza la relazione </span><i class="fs12lh1-5">uomo- emergenze della Terra</i><span class="fs12lh1-5">. </span></blockquote><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/INQUINAMENTO-TERRA-PIANETA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="640" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Potremmo ragionare sui <b>comportamenti corretti da adottare</b> cambiando abitudini, punti di vista e convinzioni, evidenziando il contributo che ognuno di noi può dare. <b>Mi ha emozionata vedere tanti giovani protagonisti del mondo e preoccupati del loro futuro</b>. Forse adesso ci rifletteremo un po' di più prima di definirli apatici, indolenti, passivi. Forse <b>ci renderemo conto che spesso sono gli adulti ad essere insensibili</b>, <b>indifferenti</b>, freddi e che <b>i giovani ci stanno chiedendo di cambiare</b>, <b>di fare finalmente scelte coraggiose</b>, <b>di ascoltarli</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>“Se state ancora dicendo che stiamo perdendo tempo prezioso per le lezioni, permettetemi di ricordarvi che i nostri leader politici hanno sprecato decenni con il rifiuto e l’inattività. E siccome il tempo si sta esaurendo, abbiamo iniziato a sistemare il vostro caos e non ci fermeremo fino a quando non avremo finito”. </i><b>Greta Thunberg</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Docente di scuola primaria</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano, consigli utili e approfondimenti </span></div><div><span class="fs12lh1-5">per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/-UZ4aMqQD9M">https://youtu.be/-UZ4aMqQD9M</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 18:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mio PADRE è la mia QUERCIA, le mie RADICI, la mia ETERNITÀ...]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ley0ilur"><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5">La mia quercia ha radici forti, radici profonde, ancorate saldamente nel cuore della mia terra. Sorregge il peso della vita non mostrando stanchezza, non vacilla al vento delle difficoltà: paziente e fiera nutre le foglie e assiste maestosa al ciclo della vita che, miracolosamente, dona i suoi frutti...</span></div></div><div><div>Sotto la mia quercia trovo riparo nelle tempestose giornate da dimenticare, sollievo nelle ore roventi d’estate in cui, generosa, regala fresche brezze indimenticabili che accarezzano i pensieri regalandomi pace. </div></div><div><div><br></div></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/festa.papa-ricorrenza--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><br><blockquote><div><div><br></div></div><div><div>Sulla mia quercia facilmente mi arrampico e arrivo proprio lì, su quel ramo che, sostenendomi, mostra l’orizzonte sussurando che non è troppo lontano per essere vissuto...</div></div><div><div><hr></div></div><div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Alla mia quercia mi stringo forte e nel tronco rugoso e possente vi odo il battito di vita che rassicura, avverto il calore che protegge e, ogni volta, ritorno bambina.</span></i></span></div></div><div><div><hr></div></div><div><div><b>La mia quercia è il mio primo amore</b>, è la casa che difende, che racchiude l’essenza della mia libertà, possiede il profumo della mia pelle e mi insegna ogni giorno ‘la semina della vita’: ha la forza di mio padre, il suo sguardo pulito, le sue braccia possenti.</div></div><div><div>Le mie radici albergano lì, forti e profonde, nel cuore di un padre infaticabile che, come quercia, si erge verso il cielo, mi prende per mano e mi regala l’eternità...</div></div><div><div><b><br></b></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WNOdu1XhDcd" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div></div><div>Copywriter, donna, mamma</div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WNOd3lXhDcd" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" </a></div></div><div>I pensieri e le parole del cuore...</div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/BCs2tQ-4G_Y">https://youtu.be/BCs2tQ-4G_Y</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 10:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[E se ti ACCORGESSI di NON CONOSCERE tuo FIGLIO?  Ascoltalo, SEI ancora IN TEMPO! ]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F0"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ci sono storie che restano</b>, che ci toccano il cuore perché con la loro delicatezza sanno farci riflettere raccontando la realtà di tutti i giorni e i problemi che grandi e piccoli si trovano ad affrontare. “L’incredibile avventura di un bimbogatto” è una di queste. <b>Questo meraviglioso albo illustrato narra la strana avventura di un bambino</b>, un bambino del quale non sappiamo il nome, probabilmente perché <b>potrebbe rappresentare qualsiasi bimbo che abbia un rapporto un po’ difficile con il suo papà</b>. Il piccolo e suo padre (solitamente impegnatissimo, tanto da non riuscire a dedicare tempo al figlio) sono in gita allo zoo, ma a un certo punto il papà riceve una telefonata di lavoro e, dopo alcune raccomandazioni, saluta il bambino dicendogli di continuare a divertirsi anche senza di lui e di tornare a casa da solo. Il nostro protagonista non si perde d’animo e continua ad esplorare lo zoo, anche se divertirsi da soli è molto difficile… Camminando tra le gabbie ne trova una vuota e, dopo aver scritto sul cartello “Bimbogatto dai capelli lunghi”, ci entra e si addormenta. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Al suo risveglio comincia la vera avventura: si ritrova, infatti, sulla magica nave volante del Capitan Abacuc che libera gli animali dello zoo per riportarli nel loro habitat naturale. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il capitano è molto curioso di conoscere le abitudini dei bimbigatto, così il nostro protagonista ne approfitta per fargli compilare un quaderno con tutte le istruzioni per trattare correttamente gli esemplari di questa strana specie: <b>i bimbigatto amano giocare</b>, <b>sono golosi di dolci</b> e <b>per farli addormentare bisogna leggere nove storie di fila</b>, ma soprattutto <b>quando parlano bisogna ascoltarli fino in fondo</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/padre-figlio-relazione.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Una volta tornato a casa, il bimbo mostra il quaderno al suo papà che, leggendolo, comprenderà finalmente i bisogni e i desideri del figlio. Da quel momento, inutile dirlo, il manuale diventerà per lui una guida insostituibile. Il testo è di <i>EtgarKeret</i>, mentre le illustrazioni sono di <i>Aviel Basil</i>. <b>Il libro</b>, edito da Terre di Mezzo, <b>è consigliato per bambini dai 5 anni in su</b>, ma dalla sua lettura soprattutto <b>i grandi hanno tanto da imparare</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.Wh7xAUribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e Narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.Wh7w6kribIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/_oVqMX1x-K8">https://youtu.be/_oVqMX1x-K8</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Mar 2019 17:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Se vuoi AMARE veramente inizia ad amare TE STESSO!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EF"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il vivere è un continuo entrare in relazione con gli altri</b>, per cui il problema fondamentale di ciascuna persona è la relazione. Detto questo, <b>diventa necessario educare se stessi ad entrare in relazione e a saper comunicare con l’altro</b>, ad apprendere continuamente da chi incontriamo nel nostro cammino. <b>Il massimo della relazione è quella d’amore</b> che può essere usata come esempio per tutte le altre “relazioni d’aiuto”. In questa relazione, come in tutte le altre, <b>la reciprocità è fondamentale</b>: l’amore non va elemosinato. <b>Sentiamo che il bisogno dell’altro è anche il nostro bisogno</b>, così come la sua gioia è anche la nostra e che il suo desiderio è anche il nostro desiderio. Questa è la principale caratteristica di un rapporto d’amore autentico: <b>lo scambio reciproco</b>, <b>la voglia reciproca di condividere emozioni</b>, <b>esperienze e momenti di vita</b>. <b>L’amore nasce da una situazione inaspettata</b>, caratterizzata sempre da una certa dose di rischio e incertezza, che diventa poi un cammino da accettare e da seguire poiché arricchisce la nostra vita, portandoci sempre da qualche parte. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">In questa relazione non si è “liberi” perché ci si sente obbligati a seguirlo, non si può non mangiare il frutto dell’amore, non si può non chiedere aiuto, non si può non riceverlo.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Non è semplice scrivere su questo argomento, perché <b>l’amore non ha logica</b>, bensì segue un <b>percorso passionale e ricco d’intense emozioni</b> che variano da coppia a coppia e non si può fare un paragone tra le varie esperienze. <b>Nella relazione d’amore ognuno dei due partner deve essere quello che è</b>, ossia deve esistere nella sua verità. Ognuno di noi, infatti, è una persona unica ed irripetibile che non può confondersi con nessun’altra, ma, allo stesso tempo, è un essere relazionale e come tale non può esistere da sola. Dunque, <b>aspetto individuale e aspetto relazionale collegati fra loro</b> e dai quali non si può prescindere. Dato che, per natura ontologica, <b>l’essere umano è un essere relazionale</b>, il motivo che spinge due persone ad incontrarsi è proprio l’<b>incapacità a stare da soli</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/INNAMORAMENTO-PASSIONE-MAGIA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="640" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Possiamo comprendere, infatti, il senso della nostra esistenza soltanto confrontandoci con un’altra persona e, soprattutto, con qualcuno che sia completamente diverso da noi. Questa certezza sta alla base di ogni incontro e di ogni “relazione d’aiuto”, ed è un elemento di sicurezza nella paura determinata da ogni allontanamento più o meno lungo che potrebbe verificarsi nella vita di due che si sono incontrati. L’essere occupati in situazioni diverse, infatti, può sicuramente essere fonte di arricchimento che, invece, manca in una coppia chiusa in se stessa. <b>Inoltre essere un vero uomo o una vera donna non vuol dire presentarsi con il massimo della virilità o della femminilità</b>, bensì <b>essere se stessi</b> in maniera molto semplice, <b>senza nascondere nulla della propria vita di relazione</b>, sul piano psicologico, affettivo, sessuale, relazionale o spirituale; senza nascondere i propri limiti, ma ammetterli, riconoscendo le proprie paure e i propri errori. Questa consapevolezza deve diventare il punto di forza per entrare in relazione con l’altro. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il pericolo principale di qualsiasi relazione, soprattutto di quella d’amore, è che il rapporto diventi di tipo fusionale, nel quale uno dei componenti si annulla nell’altro. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’annullamento dell’aspetto dialettico può distruggere una relazione</b>. C’è da dire però che ogni relazione di coppia ha la propria infanzia, quindi tale rapporto fusionale va bene all’inizio della relazione, essendo un’esperienza infantile, ma non può perdurare nel tempo. Il desiderio di essere l’altro e che l’altro sia me, la sensazione che tutto intorno scompaia per lasciare il posto al noi, sono aspetti importanti delle prime fasi di una relazione di coppia, poi devono trasformarsi nella scoperta di sé e del partner. <b>Un buon rapporto con l’altro</b>, basato su valori veri, l<b>o si può avere solamente se c’è un ottimo rapporto con se stessi e viceversa</b>. <b>Per diventare maturi nella relazione bisogna superare l’egoismo e l’egocentrismo</b> attraverso l’empatia, <b>nel pieno riconoscimento e rispetto delle singole individualità</b>. Cfr. <i>La relazione di aiuto</i>, Andrea Canevaro – Arrigo Chieregatti</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>L’empatia si basa sull’autoconsapevolezza; quanto più aperti siamo verso le nostre emozioni, tanto più abili saremo anche nel leggere i sentimenti altrui. </i></span><span class="fs16lh1-5 ff1">D. Goleman</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Filosofico, Bioetico e Pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WmnkaKjibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/E2XgubtqhAQ">https://youtu.be/E2XgubtqhAQ</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 13:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sapevi che il RUMORE DANNEGGIA tutto il tuo CORPO e non solo l’UDITO?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EE"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il rischio derivante dall’eccessiva esposizione a rumore è un tema molto dibattuto</b>, attuale e sul quale si cercano da sempre soluzioni efficaci per ridurne gli effetti nocivi, soprattutto <b>nelle società più evolute</b>, sia dal punto di vista industriale, urbano e tecnologico . </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Oltre però alle già conosciute ed evidenti conseguenze che ricadono sull’udito, vi sono degli importanti effetti extrauditivi che vanno considerati e messi in luce. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono diverse le ricerche che hanno evidenziato le relazioni in essere tra esposizione a rumore e patologie non a carico dell’udito</b>, nonché la <b>diversa reattività di ogni singolo individuo rispetto al fattore rumore</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Di seguito andremo a vedere alcune di quelle che sono le problematiche più frequenti in questo tipo di situazione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> In primo luogo si osserva che l’esposizione a rumore per tempi prolungati può risultare nociva per <b>l’apparato cardiovascolare</b>, il cui effetto più evidente è rappresentato da un aumento della frequenza cardiaca, quindi della pressione arteriosa, dei lipidi ed elettroliti nel sangue. Effetti questi che sono legati all’intensità e alla durata dell’esposizione e che aumentano in maniera importante la possibilità di infarti ed ictus. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Secondo alcune ricerche (i cui risultati sono importanti soprattutto nella valutazione del rischio rumore sul luogo di lavoro), si stima che ad aumenti di 10dB di intensità del rumore corrisponda un aumento del rischio cardiovascolare anche del 17%.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"> Anche<b> l’apparato respiratorio </b>ne è coinvolto, poiché l’esposizione a rumore determina un aumento della frequenza respiratoria, mentre per quanto riguarda <b>l’apparato digerente</b> si registra un incremento della secrezione salivare e gastrica. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> L’esposizione a rumore può ricadere anche sull’<b>apparato muscolo scheletrico</b>, in quanto può determinare un generale aumento del tono muscolare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/infarto-ictus-rumore.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Secondo alcuni studi poi il rumore è in grado di alterare il corretto sviluppo fetale, mediante alterazioni all’apparato cardiovascolare, nonché favorire una ridotta crescita intrauterina e la probabilità di parto prematuro. </span></div><div><b class="fs12lh1-5">Gli effetti extrauditivi più importanti</b><span class="fs12lh1-5"> sono però i </span><b class="fs12lh1-5">disturbi psichici e del comportamento</b><span class="fs12lh1-5">, o che comunque compromettono il benessere psicologico . Secondo alcuni autori, quali </span><i class="fs12lh1-5">Calligari</i><span class="fs12lh1-5"> e </span><i class="fs12lh1-5">Franchini</i><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">il rumore rappresenta uno dei primi fattori fra le cause ansiogene</b><span class="fs12lh1-5">, poiché rappresenta uno degli stimoli sensoriali più violenti.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> Secondo gli autori i disturbi psichici più comuni sono rappresentati dai <b>disturbi del sonno </b>e relativo peggioramento della qualità delle attività diurne.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Altro sintomo importante è <b>l’annoyance</b>, termine con il quale si descrive uno <b>stato psichico di irritabilità</b>, <b>malumore</b>, <b>stress</b> e <b>disagio</b>, soprattutto quando un rumore interferisce con le attività che si stanno svolgendo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Alla luce di quanto detto sinora, va sottolineata l’effettiva e riconosciuta nocività di un fattore, quello del rumore, tanto frequente quanto sottovalutato, soprattutto in alcune realtà lavorative e ambientali. Pertanto <b>è necessario mettere in campo tutte le politiche di tutela e prevenzione previste</b>, ma <b>è</b> altrettanto <b>importante investire nell’informazione e sensibilizzazione della collettività</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"> </b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Giorgio Pagnotta </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista Master di specializzazione in </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/NEB0zmOy0Dw">https://youtu.be/NEB0zmOy0Dw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Mar 2019 13:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[TORNA a fare il GENITORE! Tuo figlio è un DROGATO 3.0 e tu sei IGNORANTE e FELICE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000ED"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Sì. Esiste una droga che si può assumere senza siringhe, spinelli o inalazione: la tecnologia.</span></div></blockquote><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>La dopamina è un mediatore chimico</b> (neurotrasmettitore), cioè <b>trasmette segnali ai neuroni</b>, regolando il sistema di ricompensa del cervello, ovvero <b>motiva le persone</b> a compiere azioni per cui si pensa che si riceverà un beneficio. <b>Viene secreto per permetterci di sentire il piacere e l’appagamento</b>. I neuroni ricevono una varietà di stimoli che modellano i circuiti neuronali e fanno sviluppare più un’area che un’altra del cervello, a seconda di quali stimoli ricevono. Provocando un aumento del segnale nervoso che si propaga lungo alcune vie, o un decremento del segnale verso altre vie, <b>questi cambiamenti chimici lasciano tracce</b> e per questo motivo, tutte le sostanze che determinano un aumento della dopamina spostano l’equilibrio del potere di segnalazione ed è cosi che il cervello può essere modificato. Ma perché parliamo di dopamina?</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Oggi, la maggior parte della popolazione mondiale possiede un cellulare. &nbsp;</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’età media di chi fa uso di questo, o di altri dispositivi elettronici, si è abbassata notevolmente rispetto al passato e conseguentemente molti scienziati hanno cominciato a studiare il fenomeno</b>. Secondo <b>David Greenfield</b>, <b>assistente clinico nella facoltà di Psichiatria della Scuola di Medicina del Connecticut</b>, <i>l’attaccamento al proprio smartphone è simile ad altri tipi di dipendenza che comportano una <b>disregolazione della dopamina</b></i>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa <b>dipendenza</b>, chiamata <b>nomofobia</b>, indica tutte quelle persone, compresi bambini e adolescenti, che provano sensazioni di panico o di stress quando non hanno alcun accesso al cellulare o ad altri apparecchi simili. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/dipendenza-e-dopamina.jpg"  title="" alt="" width="705" height="470" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><strong>Uno studio condotto da ricercatori dell’Università Federale di Rio de Janeiro ha evidenziato </strong> come giovani, privati del telefonino, diventino nervosi, manifestino segni di stress, agitandosi o toccandosi parti del corpo e come il loro battito cardiaco aumenti. <b>L’utilizzo smodato crea danni chimici e fisici</b> nei bambini, più sensibili ai cambiamenti strutturali del cervello. <b>Mediante</b> scansioni cerebrali e risonanza magnetica funzionale è emerso che <b>la dipendenza da internet e cellulare sono dovuti ad una minor quantità di recettori per la dopamina </b>e <b>ad una modificazione delle regioni del cervello preposte al controllo dell’attenzione e delle emozioni</b>. Questo spiegherebbe perché alcuni piccoli (mi riferisco a bambini di pochi mesi) piangono e hanno comportamenti aggressivi quando sottraiamo loro il dispositivo. Vere e proprie “crisi di astinenza”.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Lo schermo luccicante che, se toccato, cambia colore ed emette vibrazioni, esercita un’attrazione irresistibile rispetto ad un qualsiasi giocattolo presente nella stanza. </i></span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">Secondo le associazioni dei pediatri, i bambini non devono essere esposti per tante ore a questi device, perché potrebbero generare difficoltà scolastiche, disturbi del linguaggio e di attenzione (iperattività, DSA…), disordine alimentare, del sonno, obesità, ecc.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">“Mio figlio con il cellulare in mano sta tranquillo …”. “Guarda come sorride con questo video…gli piace troppo”. Praticamente, un cane che si morde la coda. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La situazione è GRAVE.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><hr><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Ti invito, caro lettore, ad osservare attentamente il video (allegato in foot) di </i><i><a href="https://youtu.be/VASywEuqFd8" target="_blank" class="imCssLink">Moby &amp; The Void Pacific Choir - Are You Lost In The World Like Me?</a></i><i><a href="https://youtu.be/VASywEuqFd8" target="_blank" class="imCssLink"> </a>(Ti senti, come me, perso nel mondo?). </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci riporta tutti a capire cosa sta realmente accadendo. La musica, quando utilizzata nella sua massima espressione di valore, diviene una grande alleata nell’approfondimento di “fatti” della vita reale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nel mio ambulatorio i momenti di “attesa” sono, il 90% delle volte, occupati da dispositivi mobili</b></span>. Ritengo, come medico pediatra, che sia davvero allarmante consentire a un elemento “robotico” di sostituire l’autorevolezza e la PRESENZA di un adulto consapevole. Dobbiamo ricominciare a guardare negli OCCHI i nostri bambini, gli unici capaci di andare oltre le parole e permetterci di esplorare la VITA vera, quella del “qui e ora” e non del “probabile e incerto” dietro un monitor. Non crogiolarti dietro la tua ABISSALE IGNORANZA. Dopo, sarà tardi… </div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Torna a FARE IL GENITORE!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di Famiglia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione.</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/VASywEuqFd8">https://youtu.be/VASywEuqFd8</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Mar 2019 13:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il DOLORE non può essere PER SEMPRE. Esiste un TALENTO capace di salvarci, basta ascoltarlo]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EC"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">L'ambito della consulenza filosofica permette ad un individuo, in un momento di difficoltà e di disagio esistenziale, di <b>ridefinire il proprio vissuto analizzando il proprio agire, </b>il proprio <i>esser-ci </i>nel mondo <b>come individuo spazio-temporale</b>. <b>Con la consulenza filosofica chiaramente si è nell'ambito di una relazione d'aiuto dove la relazione tra il consulente e il consultante è una relazione paritaria</b>. <b>I due sono esattamente l'uno di fronte all'altro, alla pari di fronte all'esistenza</b>. Si può esaminare il vissuto del consultante praticando quella che i greci chiamavano l'epochè, ossia la totale <b>sospensione del giudizio riguardo i pensieri, i valori</b>, <b>le credenze del consultante</b>. Chiaramente, per fare tutto questo, il primo compito del consulente filosofico è quello di definire, delineare i contorni della weltanschauung (<b>visione del mondo</b>) dell'individuo. <b>La possibilità di un superamento</b>, di un <i>oltrepassamento del <b>Pantano </b></i>causato dal disagio esistenziale del momento, <b>è realizzata solo se si riesce ad attingere alle risorse, ai talenti che l'individuo ha in sé</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Intendendo come risorsa, </span><span class="cf1"><b>quel Pozzo nascosto denso delle nostre infinite possibilità di autodeterminazione</b></span><span class="cf1"><b>, </b></span><span class="cf1">intendendo come talento ciò che è proprio di ognuno di noi e che ci specifica e, specificandoci, ci differenzia.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Soltanto se </b>chi chiede aiuto al consulente filosofico <b>ha voglia di narrarsi</b>, può avvenire l’<i>oltrepassamento</i>, perché come dice Ricouer, <i>nella narrazione di sé si determina una RIFIGURAZIONE che, attraverso il racconto, va a dare ordine ad una realtà e va a ridisegnare ciò che era soltanto immaginazione</i>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/counseling-filosofico.jpg"  title="" alt="" width="640" height="353" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">L'immaginazione nella costruzione della metafora permette di arginare la realtà e presentare delle alternative possibili di senso tra cui il soggetto può scegliere. Così facendo, ristrutturando il racconto, ristruttura la sua realtà, ne vede i contorni e colloca se stesso all'interno di questi. <b>È un modo diverso rispetto &nbsp;alla psicoterapia e alla psicologia &nbsp;di aiutare chi attraversa un momento difficile</b>, ma apporta al soggetto la consapevolezza di sé e <b>permette di ridefinire il proprio agire lavorando sui propri valori</b>, <b>credenze e visioni del mondo.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Wz9269IzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Counselor Filosofico &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it     " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?transumanesimo--oltre-l-umanita-------" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Filosofia ed Etica" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il giardino delle parole...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/5rzyi_U4iR8">https://youtu.be/5rzyi_U4iR8</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Mar 2019 16:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Io OGGI come DONNA non ho NULLA da FESTEGGIARE. È ridicolo]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EB"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Smettiamola di celebrare impropriamente la <b>Giornata Internazionale della Donna</b> con festeggiamenti che non possiedono nessuna appartenenza valoriale ed ideale con ciò che tale data vuole ricordare a tutti noi. In realtà è un vero e proprio <b>momento di riflessione</b> circa le innumerevoli e faticose <b>conquiste sociali, politiche, lavorative ed ideologiche </b>che la donna è riuscita a perseguire nella storia, ma è altresì <b>possibilità di realistica osservazione di una condizione che è ancora ben lontana per definirsi appropriata ad un Mondo civile</b> e, aggiungerei, <b>umano</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quale donna dovremmo festeggiare? </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Solo in Italia si stima che <b>ogni 72 ore muore una donna</b>, uccisa dalla violenza del proprio compagno; uccisa da un sistema di denuncia e cautela ancora troppo fallace; uccisa dall’ignoranza e dalla bestialità perversa di chi ritiene il possesso, il controllo e la paura gli unici mezzi per mantenere una relazione; uccisa dall’omertà di chi sa e non ha il coraggio di parlare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quale donna dovremmo festeggiare?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Forse colei che nel tentativo affannoso di trovar lavoro, al termine di un colloquio, <b>si trova costretta a rispondere all’infelice domanda sulla propria condizione sentimentale</b>, per evincere possibili matrimoni all’orizzonte, e peggio ancora, a riferire eventuali desideri di maternità?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quale donna dovremmo festeggiare?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Forse colei che, a parità di titoli, competenze e ruoli professionali percepirà, </span><b class="fs12lh1-5">sempre e comunque, </b><span class="fs12lh1-5">compensi inferiori rispetto ai colleghi</span><span class="fs12lh1-5"><i> maschi</i></span><span class="fs12lh1-5">?</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Tanti, troppi retaggi culturali ingabbiano ancora la figura e il valore della donna, la imprigionano in stereotipi che <b>sentenziano prima ancora di sapere</b>, <b>condannano prima ancora di comprendere</b>, <b>uccidono prima ancora di conoscere</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</i></span></div><hr><div><span class="fs12lh1-5">“</span><i class="fs12lh1-5">Bella, quindi, quasi sicuramente stupida; intraprendente e realizzata nella professione, quindi, quasi sicuramente raccomandata…”</i></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non parlare della “<i>lettera scarlatta</i>” che anche un solo accessorio indossato può decretare: rossetto rosso, minigonna, tacchi a spillo, nell’immaginario collettivo sono ancora richiami ad una <b>sessualità urlata</b>, <b>desiderata</b>, attenuante persino la colpa di qualsiasi violenza inferta, sotto la vile e subdola espressione: “<i>se l’è cercata!</i>” </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ed allora, quale donna dovremmo festeggiare?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/giornata-internazionale-della-donna.jpg"  title="" alt="" width="640" height="427" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Per caso colei che per arrivare ai luoghi deputati del potere ha annullato <b>la parte migliore di sé</b>, omologandosi miseramente al mondo maschile, perdendo così la possibilità di incidere nel substrato della coscienza dell’umanità? Avrei un elenco infinito da stilare per dimostrare che <b>oggi non c’è nulla da festeggiare</b>, che i cosiddetti <b>traguardi raggiunti</b> sinora sono <b>diritti legittimi e sacrosanti dell’essere umano e che almeno oggi servirebbe un po’ di SILENZIO … </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sono una donna che ogni giorno insegna alle proprie figlie il valore inestimabile del proprio essere, che si imbatte sovente in sguardi ammiccanti, o in semplici pensieri meschini taciuti, di gente che ancora oggi vorrebbe relegarci all’<b>immagine ‘comoda’ </b>dell’angelo del focolare del passato, che di angelico, in realtà molto spesso possedeva ben poco, perché dietro quelle ali mostruosi momenti di umiliazione, frustrazione e violenza ci celavano. Pertanto, <b>oggi non festeggiamo</b>, <b>non auguriamo</b>, ma RIFLETTIAMO, <b>sentiamoci tutti</b>, uomini e donne indistintamente, <b>responsabili del cambiamento</b>, <b>promotori di cultura</b>, <b>di giustizia</b>, <b>di legalità</b>, <b>di civiltà</b>, <b>di </b>quella <b>umanità </b>di cui ancora il Mondo ha bisogno, di quella umanità che il Mondo ancora merita, di quella umanità di cui il Mondo necessita per non cadere nell’oscurità dell’ignoranza senza speranza, nel baratro sterile dell’inciviltà che di fecondo ha solo il tanfo ributtante della volgarità.</span></div></blockquote><blockquote><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.XGPzY2N7lf8" rel="author" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.XGPzY2N7lf8', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">Vanna di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it     " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pensieri-e-racconti.php#.Wugs9ZfYXcc" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Pensieri e Parole".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/af9o-TUIKtk">https://youtu.be/af9o-TUIKtk</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 08:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Famiglie in DIFFICOLTÀ ECONOMICA? Arriva il REDDITO DI CITTADINANZA! Ecco cosa fare]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E9"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il Reddito di Cittadinanza </b>(Rdc) <b>è un sostegno per famiglie in difficoltà che mira al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale</b>. Il beneficio economico viene accreditato mensilmente su una nuova carta prepagata, cosiddetta “<b>CartaRdc</b>”. Possono presentare domanda di Reddito di Cittadinanza:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">Cittadini italiani e dell’UE;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Stranieri con permesso di soggiorno a tempo indeterminato;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di un cittadino italiano o dell’UE.</span></li></ul></ul></div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il richiedente deve essere residente in Italia da almeno 10 anni</b>, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo. <b>Sono esclusi dal beneficio i nuclei familiari in cui siano presenti soggetti disoccupati che hanno presentato dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi</b> dalla presentazione della domanda, fatte salve le dimissioni per giusta causa. Il beneficio economico è dato dalla somma di una componente ad integrazione del reddito familiare (quota A), che può arrivare fino a un massimo di 6.000 euro e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti familiari, o di un contributo per l’affitto o per il mutuo (quota B), in caso di locazione della casa di abitazione, fino a un massimo di 3.360 euro annui. In caso di mutuo della casa di abitazione, la quota B è al massimo pari ad euro 150 mensili. Pertanto, su base mensile, il beneficio massimo per un singolo è di 780 euro, 500 a integrazione del reddito e 280 per l'affitto.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Il valore dell’ISEE dovrà comunque essere inferiore a 9.360 euro. Il beneficio del Rdc è riconosciuto per la durata di 18 mesi e può essere rinnovato per ulteriori 18 previa sospensione dell’erogazione del beneficio prima di ciascun rinnovo, senza limiti di tempo.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Tutte le variazioni incorse nel periodo di godimento del Rdc devono essere comunicate all’INPS </b>che valuterà le condizioni per la permanenza del beneficio. Nei casi di dichiarazioni e documenti falsi, attestando cose non vere ovvero omettendo informazioni dovute, le sanzioni sono di carattere penale e comportano la reclusione fino a 6 anni, oltre l’obbligo di restituzione di tutto l’importo percepito.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/reddito-di-cittadinanza-2019.jpg"  title="" alt="" width="661" height="440" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>A partire dal 6 marzo sarà possibile presentare la richiesta attraverso la compilazione on line</b> del modulo INPS o tramite POSTE e CAF convenzionati. <b>La somma verrà accreditata mensilmente a partire dal 27 aprile</b> e andrà spesa interamente nel mese in cui viene accreditata. Entro il mese di maggio i cittadini beneficiari saranno chiamati dai Centri per l’impiego o da Agenzie di lavoro private per sottoscrivere un <b>patto di inclusione sociale</b> che coinvolgerà Comuni e Servizi Sociali o un patto di formazione. Rispetto al precedente beneficio, il REI, <b>cambia la platea e di parecchio lo stanziamento</b> … (</span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=52408" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Rif. Sito Inps</a></span>)</div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Commercialista e Revisore Contabile</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/_9qYGEfqaZk">https://youtu.be/_9qYGEfqaZk</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 09:05:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Attendere la MORTE con DIGNITÀ è l’ATTO D’AMORE che OGNUNO MERITA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E8"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Non sono stata mai così vicina alla morte, fino al momento in cui ho deciso di vivere un’esperienza formativa, professionale e, paradossalmente, “di vita” in un Hospice. <b>Ma cos’è l’Hospice? </b>È un centro di cure palliative che <b>nasce per rispondere ai bisogni clinici, assistenziali, psicologici e spirituali dei pazienti affetti da malattie progressive ed in fase avanzata</b>, a rapida evoluzione e a prognosi infausta, <b>per i quali ogni terapia finalizzata alla guarigione, o alla stabilizzazione della patologia, non è possibile</b>. <b>Il paziente</b>, assistito da un’equipe di figure professionali, quali infermieri, operatori socio sanitari, psicologi, medici palliativisti, <b>è accolto in un ambiente confortevole in cui può trascorrere le giornate con i propri cari</b> senza vincoli e limiti di orario. </span></div><hr><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>La prima volta in cui ho varcato la porta d’ingresso della struttura in questione, ho provato una sensazione incredibile di pace, di calore, di sospensione del tempo, come se fossi in un mondo parallelo rispetto a quello frenetico e convulso della vita quotidiana.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Avere la morte così vicina mi ha messo subito a disagio, la consapevolezza della sua presenza, silente ma palpabile, mi ha investito di un grande responsabilità, non solo come psicologa, mi ha fatto comprendere cosa significa concretamente supportare pazienti che affrontavano il loro ultimo cammino di vita ed assistere familiari che, con estrema sofferenza, vivono accanto alle persone che amano il dolore lacerante della loro lenta e inesorabile perdita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/dolore-morte.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ricordo la signora G. che ha trascorso accanto a suo marito, </span><b class="fs12lh1-5">malato incurabile di tumore</b><span class="fs12lh1-5"> da alcuni mesi, tutto il tempo che ha avuto a disposizione.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Stentavo a trattenere le lacrime mentre mi raccontava la sua storia: </span><b class="fs12lh1-5">lei e suo marito erano da sempre insieme</b><span class="fs12lh1-5">, avevano formato una bellissima famiglia e da poco erano diventati nonni. </span><b class="fs12lh1-5">La signora non riusciva ad immaginare come sarebbe stata la sua vita senza <i>la sua bussola nel mondo</i></b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">senza il suo compagno di vita</b><span class="fs12lh1-5">, marito e padre premuroso, attento e dolce. Abbiamo percorso insieme i momenti più belli della loro vita con strazianti racconti intrisi di bene autentico; non scorderò mai il coraggio della signora, la fierezza e l’estrema dignità di restare sempre accanto a suo marito per l’ultimo viaggio d’amore insieme. Ho rivisto la signora G. qualche giorno dopo la morte di suo marito, ovviamente era molto addolorata, ma anche in pace con se stessa, perché aveva permesso al suo eterno compagno di vivere l’ultimo periodo della sua vita circondato dall’affetto dei suoi cari e di morire dignitosamente, grazie all’aiuto delle cure palliative. </span><b class="fs12lh1-5">Ritengo che ogni essere umano abbia il diritto di vivere l’ultima fase della sua vita con dignità </b><span class="fs12lh1-5">e che le cure palliative possano consentire ciò, alleviando sintomi e sofferenze, </span><b class="fs12lh1-5">rispondendo ai bisogni dei pazienti accompagnandoli con immenso rispetto a varcare la porta più difficile della vita, quella della morte</b><span class="fs12lh1-5">.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.W3-l6OgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa, specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it  " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it &nbsp;</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=G559rUT7zEU&feature=youtu.be&fbclid=IwAR3VzAqep7T1RmT8VE0C6jc7c9aniFxll5nHnbJUTy2yeaNNC8sRaR6PWgc">https://www.youtube.com/watch?v=G559rUT7zEU&feature=youtu.be&fbclid=IwAR3VzAqep7T1RmT8VE0C6jc7c9aniFxll5nHnbJUTy2yeaNNC8sRaR6PWgc</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 15:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un cane o un gatto domestico NON SONO il TUO PSICOTERAPEUTA!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Caterina Calamo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E7"><blockquote><span class="fs12lh1-5">Molto spesso ascoltiamo frasi come “da quando vivo con il mio cane ho superato situazioni difficili” oppure “il mio gatto ha colmato la mia solitudine”. Si tratta di storie di vita autentiche ma che senza dubbio non rientrano in condizioni patologiche significative.</span></blockquote><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Quando si pensa ai benefici che si possono trarre dalla presenza di un animale da compagnia nella nostra vita quotidiana, si ritiene erroneamente che si tratti di benefici terapeutici.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Rientrare a casa e trovare il nostro cane che scodinzola o il nostro gatto che ci fa le fusa equivale a ritrovare un amico umano con cui chiacchierare in compagnia. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il nostro amico umano non è uno specialista in grado di curare una nostra patologia, ma rappresenta per noi un semplice conforto. Allo stesso modo, è da considerare il nostro animale domestico, il beneficio che apporta alla nostra vita è di conforto e compagnia.</span></i></span></div></blockquote><blockquote><hr><div><span class="fs12lh1-5">Quello che rende invece “terapeutica” l’interazione uomo-animale (PetTherapy) sono tre aspetti:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><b class="fs12lh1-5">l’individuazione di obiettivi specifici riabilitativi</b><span class="fs12lh1-5"> o mirati a superare un vissuto di disagio, realizzata da professionisti (medici, psicologi ecc…);</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">il coinvolgimento di esemplari animali con caratteristiche comportamentali idonee ed educatia sostenere l’uomo in una determinata condizione patologica</b><span class="fs12lh1-5"> (non tutti i cani possono diventare “guida per persone non vedenti”, allo stesso modo non tutti i cani possono essere educati al lavoro di PetTherapy);</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">la nascita di una alleanza terapeutica uomo-animale guidata da esperti.</b></li></ul><div><b><span><br></span></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Immaginiamo, ad esempio, una interazione “casalinga” (spontanea) con il proprio cane, di un uomo che attraversa un momento di grande depressione: molto probabilmente si verificherà una situazione di apatia, in cui le attività tra i due saranno poche e di breve durata. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/gatto-psicoterapeuta.jpg"  title="" alt="" width="705" height="397" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il cane potrebbe avere un’indole invece particolarmente giocosa ed esuberante e sviluppare comportamenti di stress se poco stimolato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Immaginiamo, ora, l’interazione non guidata con la propria gatta, di una bambina con difficoltà di attenzione e concentrazione: con ogni aspettativa la piccola passerà da un’attività all’altra molto rapidamente ed essere impulsiva, stimolando eccessivamente l’animale che potrebbe di conseguenza volersi sottrarre al gioco perché poco rispettata nei propri tempi e spazi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Vivendo con un animale domestico si può quindi soltanto percepire uno scambio affettivo, un miglioramento dell’umore ed alcuni studi scientifici ne confermano le positive ripercussioni sul benessere fisico</b></span> (es. riduzione della pressione arteriosa e rinforzo del sistema immunitario), ma questo non è sufficiente a curare patologie o disagi importanti per i quali è necessario rivolgersi ad un’equipe di professionisti in PetTherapy.</div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Le Terapie Assistite dagli Animali, più comunemente conosciute come PetTherapy, sono le uniche attività che possono definirsi validamente terapeutiche ed a condurle può essere soltanto un’equipe riconosciuta dal Ministero della Salute.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicologia-e-pettherapy-per-ascoltare-il-cuore.html#.XHka04hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.ssa Caterina Calamo</b></a></span></div><div><div>Psicologa -psicoterapeuta, </div><div>presidente dell'Associazione Centro Orme</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicologia-e-pettherapy-per-ascoltare-il-cuore.html#.XHka04hKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale".</a></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’amore che va oltre...senza parole</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]--> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/lcsiix8aDJA">https://youtu.be/lcsiix8aDJA</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 13:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ti senti “figo” urlando in coro parole da mercato verso il diverso? Siamo TUTTI razzisti colpevoli]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E5"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>E ci risiamo! Ancora un’altra gara sportiva</b>, sempre più spesso partite di calcio, <b>diventata occasione per dimostrare come la nostra società sia allo sbando</b>. <b>Ancora un’altra occasione persa di mostrare a noi stessi</b>, ai nostri figli, <b>ai nostri alunni che siamo meglio di quei cori razzisti</b>, meglio di quegli squadroni che hanno il solo scopo di attaccare, ferire, infierire e umiliare l’altro.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Dove sono finiti i valori che una volta erano alla base dell’educazione familiare e scolastica?</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Abbiamo l’obbligo morale di recuperare il rispetto di noi stessi e degli altri</b>, di acquisire nuovamente la capacità di misurarci con posizioni diverse dalle nostre, di non giudicare le opinioni e le scelte degli altri.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ma perché è così importante il rispetto? Analizziamo la parola</b>. Deriva dalla parola latina <i>respectus</i> che significa “<i>guardare indietro</i>” quindi “<i>di nuovo, da un altro punto di vista</i>”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Allora, cosa possiamo fare noi come genitori e come docenti per educare i nostri bambini al rispetto degli altri?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/Rispetto-esempio-responsabilita.jpg"  title="" alt="" width="640" height="371" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Prima di tutto essere di buon esempio con le nostre parole e le nostre azioni,</b> perché per i bambini gli adulti sono un punto di riferimento. <b>Dobbiamo dimostrare quotidianamente che abbiamo considerazione dell’altro</b> e non lo giudichiamo per le sue caratteristiche individuali, per i suoi comportamenti, stili di vita o, peggio ancora, per il colore della pelle o per il suo credo religioso. <b>Fondamentale è anche il rispetto verso se stessi</b>, non far sentire i bambini insicuri, inferiori, sbagliati. <b>Nei nostri figli e nei nostri alunni è necessario rinforzare l’autostima</b>, attribuire loro il giusto merito, perché non esistono caratteri sbagliati. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ogni individuo è unico!</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>E per il rispetto verso lo straniero? </b>Analizziamo e smantelliamo gli stereotipi presenti nella nostra società, in modo da evitare pregiudizi e, di conseguenza, atteggiamenti futuri discriminanti. <b>Insegniamo ai piccoli che le differenze sono un valore aggiunto, un arricchimento per tutti</b>. Solo così li guideremo ad essere consapevoli che, pur non essendo tutti uguali, <b>tutti meritiamo ugualmente lo stesso rispetto</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>“Segui sempre le 3 ‘R’: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni”. </i>(<b>Dalai Lama</b>)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">docente di scuola primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it  " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it &nbsp;</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/xtVJDp38T60">https://youtu.be/xtVJDp38T60</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 14:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non rinunciare ai tuoi SOGNI. SFIDA la VITA e prova ad essere FELICE!]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E4"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">I sogni sono desideri, alcuni volte rimangono tali, riposti nei cassetti della fantasia, altre volte invece … diventano realtà … </span></div><div><span class="fs12lh1-5">I sogni di Valeria erano tanti: avere una casa, dei figli, una carriera, un bel marito … </span><span class="fs12lh1-5">Il sogno dell’amore lo aveva realizzato con suo marito: avevano fatto tantissimi sacrifici per vivere insieme, ma alla fine i due erano riusciti a sposarsi, nonostante la giovane età… Lui di anni ne aveva 22 e lei 19: due ragazzi belli e molto innamorati, legati da un amore pieno di passione e di gioia, si amavano in qualsiasi posto trovassero un po’ di spazio tutto per loro, anche se di spazio, in poco tempo, ne trovarono sempre meno: quattro meravigliosi figli in men che non si dica riempirono la loro casa e le loro giornate. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Valeria era una donna felice, appagata, ma anche una grande sognatrice. </span><span class="fs12lh1-5">In qualsiasi momento della giornata si rifugiava sulla sua nuvoletta rosa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sapete cosa faceva?</b> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Scriveva fiabe per bambini che poi riponeva tutto in un cassetto che chiamava "<i>il mio cassetto magico</i>". </span><span class="fs12lh1-5">Con il passare degli anni e la numerosa prole ormai cresciuta, la donna aveva ripreso il lavoro lasciato per accudire esclusivamente la famiglia. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Una vita non facile, ma piena di emozioni e di tanto amore.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ecco perché Valeria si rifugiava sempre più spesso sulla sua nuvoletta</b> e il "<i>cassetto magico</i>" diventava sempre più pieno.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/FANTASIA-SCRITTURA-RACCONTI.jpg"  title="" alt="" width="640" height="298" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Il tempo passò, i ragazzi diventarono donne e uomini e, come vuole la vita, uno alla volta si crearono la propria famiglia. Valeria diventò nonna della sua prima nipotina, una bimba con due grandi occhi azzurri aperti sul mondo! <b>Diventare nonna fu una grande emozione</b>, amplificata ulteriormente vista la giovanissima età di Valeria: appena quarantenne! Fu un periodo bellissimo, Valeria e la sua prima nipote erano sempre insieme e lei, più che nonna, si sentiva mamma di quella bambina.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Il tempo non bastava mai, fra il lavoro e la casa non c’era più tempo per salire sulla sua nuvoletta e nemmeno per scrivere … così per diverso tempo il "<i>cassetto magico</i>" rimase chiuso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nell'arco di dieci anni i nipoti diventarono sei</b>: sei piccole pesti che a Valeria avevano cambiato la vita. Oggi, trascorsi parecchi anni da allora, Valeria è una nonna con l'età giusta per esserlo, la sua prima nipote si è laureata in legge e tutti gli altri vanno avanti con i loro studi e crescono molto velocemente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Anche per lei e suo marito il tempo è trascorso e Valeria guardandolo pensa:"<i>troppo in fretta</i>". Dei ragazzi di una volta è rimasto lo spirito e una voglia indescrivibile di vivere senza riserve e condizionamenti. Ora Valeria è in pensione e finalmente può ritornare sulla sua nuvoletta e coltivare la sua grande passione che ogni volta azzera il tempo e le consente di viaggiare libera e felice nel cielo della sua fantasia. Oggi Valeria ha realizzato il suo sogno: scrivere per i bambini, pubblicare libri e far volare leggeri tutti quei pensieri che fino a poco tempo prima erano costretti in un cassetto pullulante di magia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Scrivere per me, e per la cara Valeria, è come viaggiare … per farlo non hai bisogno di bagagli, ma solo della tua fantasia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Ah, dimenticavo, Valeria sono io!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WHEft1yF9f4" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La nonna Gina di tutti e per tutti</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/nonni" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri di Nonni" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare in bilico tra fantasia e realtà...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/8iPIVHvQnqY">https://youtu.be/8iPIVHvQnqY</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Feb 2019 13:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non resto MAI SENZA PAROLE, ma delle volte il SILENZIO è più ELOQUENTE ]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E3"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ho paura delle parole</b>, delle mie soprattutto, perché le concepisco dal profondo e le genero con troppa, spaventosa autenticità, al punto tale da rompere paradossalmente ogni dubbio che io stessa coscientemente possa nutrire. Ogni volta che cerco di controllarle, imbellettarle, per renderle più suadenti ed efficaci, loro <b>si svestono di quelle apparenze</b> e, senza perder tempo, scivolano via per timore di essere trattenute o ingabbiate da qualche <b>stregoneria diplomatica</b> che camuffi le loro reali sembianze. <b>Non si prendono mai gioco di me</b>, ma <b>mi beffeggiano se rischio di prendermi troppo sul serio</b>, loro, invece, pretendono rispetto, attenzione, delle volte perfino diligenza e nella ricerca della leggerezza mi chiedono sempre di essere fiera, consapevole, vera. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/RACCOLTI-FRUTTI-PAROLE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Creano, erigono, spianano, conducono, distruggono, svelano, pugnalano, liberano, bruciano senza speranza, ma <b>con sapienza quasi mistica gettano ogni volta i semi per nuovi raccolti e di quei raccolti</b>, sono sicura, ne faranno verità…</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Le temo anche quando vorrei uscissero e, invece, con resistenza orgogliosa rimangono sigillate dentro di me, rifiutando di proferirsi e abbassarsi ai livelli infimi, ignobili della comunicazione.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Mi dicono che ho ancora tanto da imparare</b>, che dovrei calibrare, orientare, misurare meglio <b>i miei pensieri e che non posso vestirli tutti indistintamente di parole</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Perché le parole sono doni che alcuni non sono meritevoli di ricevere! Lo comprendo sempre a posteriori, quando <b>rimango sconfitta dalla veemenza del silenzio </b>che mi costringono a rispettare e allora TACCIO, TACCIO SENZA RISERBO, <b>perché le mie parole danno un valore a ciò che raccontano</b>, le mie parole sono il valore della mia identità, le mie parole devono essere degne di ciò che svelano, ancor più di ciò che disdegnano ed allora chiedo sommessamente perdono e le onoro con il SILENZIO e nel silenzio le nutro di SOSTANZA!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.XGPzY2N7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.XGPzY2N7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"> </a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.XGPzY2N7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it   " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it &nbsp;&nbsp;</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pensieri-e-racconti.php#.Wugs9ZfYXcc" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZZYlZcBigoU&feature=youtu.be&fbclid=IwAR37KPaFT2Titcj_hKjfnFK89pX26eO13-Wjcv1zRUUoIDqiz_NO-Q2PRI4">https://www.youtube.com/watch?v=ZZYlZcBigoU&feature=youtu.be&fbclid=IwAR37KPaFT2Titcj_hKjfnFK89pX26eO13-Wjcv1zRUUoIDqiz_NO-Q2PRI4</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 10:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le tavolette-storie illustrate “al contrario”. Il Giappone e il suo incredibile INGEGNO.]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E2"><blockquote><div><span class="fs8lh1-5"><b>Credit immagine</b></span><span class="fs8lh1-5">: <a href="https://www.wikipedia.org/" target="_blank" class="imCssLink">Wikipedia</a></span></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tempo fa ho frequentato un corso di formazione che coniugava, in modo mirabile, il mio amore per il teatro, la scrittura e la lettura creativa e il mio enorme interesse per l’arte. <b>Tre passioni unite in un colpo solo</b>: non ci avrei mai creduto! Alla continua scoperta di qualsiasi cosa che possa arricchire il nostro bagaglio, sia culturale che professionale, in qualità di insegnante e di esperto nel campo, <b>ho colto al volo questa fantastica opportunità</b> e, grazie a un lavoro di full immersion, che mi ha vista impegnata per un intero week-end, <b>ho acquisito il titolo di <i>Kamishibaiya</i></b>, cioè narratore di <i>Kamishibai</i>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ma cosa è il Kamishibai?</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>Kamishibai </i>in giapponese significa, letteralmente, “<b>dramma di carta</b>”. <b>Si tratta di uno spettacolo teatrale di carta</b>, una specie di <b>narrazione teatralizzata</b>, nata in Giappone nel XII secolo, grazie alla quale i monaci buddisti, narravano a un pubblico, in gran parte, analfabeta, delle storie con un insegnamento morale. Il <i>Kamishibaiya</i>, così viene chiamato colui che narra le storie di questa interessante forma teatrale, che si spostava di villaggio in villaggio in bicicletta, annunciava il proprio arrivo battendo tra loro due pezzi di legno legati da un cavo (<i>hyoshigi</i>). </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/teatro-bambini-Giappone.jpg"  title="" alt="" width="640" height="425" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">I bambini, che avevano acquistato delle caramelle dal <i>GaitoKamishibaiya, </i>si assicuravano i migliori posti di fronte al palco, una sorta di biglietto che permetteva loro di assistere all’esibizione. Una volta che il pubblico si era formato, <b>il cantastorie apriva una valigia in legno che trasportava con sé</b>, una specie di piccolo teatro, nella quale erano contenute delle <b>tavolette dipinte</b> che, diversamente da un teatro di burattini o marionette, costituivano il corpo della storia da narrare, scorrendo all’interno del teatrino stesso, sostituite, subito dopo, con dipinti su carta. <b>Una particolare forma di narrazione</b> che unisce la comunicazione uditiva a quella visiva, attraverso la quale il racconto oltre a essere ascoltato, può essere, contemporaneamente, visto, tramite il susseguirsi delle immagini. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Quante volte ci è capitato di narrare storie ai più piccoli voltando le illustrazioni al pubblico degli uditori?</span></i></span> </div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Bene, con il Kamishibai si possono fare entrambe le cose: </span><b class="fs12lh1-5">la storia è scritta proprio sul retro delle tavole</b><span class="fs12lh1-5">, in modo tale che il narratore possa, agevolmente, far scorrere le immagini di fronte al pubblico e insieme raccontare. Inoltre, alla voce del cantastorie e alle immagini, </span><b class="fs12lh1-5">si possono aggiungere effetti sonori</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">musiche di sottofondo</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">suoni e rumori </b><span class="fs12lh1-5">che, di volta in volta, il Kamishibaiya può far intervenire nel racconto, come arricchimento, rendendo la storia stessa più incisiva in un determinato passaggio e aiutando il piccolo uditore nella comprensione. Parlo di un pubblico dei più piccoli, perché di recente, dopo un lungo periodo di assenza, soppiantato dall’avvento della televisione, </span><b class="fs12lh1-5">il Kamishibai è entrato a pieno titolo nelle scuole giapponesi come valido strumento educativo</b><span class="fs12lh1-5">, rilanciato anche all’interno delle biblioteche. Si possono, inoltre, costituire dei laboratori, nei quali i bambini stessi sono i creatori delle loro storie, unendo, alla scrittura creativa, l’educazione artistica nella realizzazione delle immagini a esse relative.</span><br></div></blockquote><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>“La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertut</i>to”.</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"> (Albert Einstein)</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.XA-8LnRKjIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it  " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it &nbsp;</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA+E+TEATRO" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”. </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/x0Y35XLBY8A">https://youtu.be/x0Y35XLBY8A</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 13:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il più BRAVO della CLASSE sarà anche il più CAPACE nella VITA?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E1"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Un educatore non dovrebbe mai incoraggiare rivalità tra ragazzi, studenti soprattutto, creando stupidi arrivismi in un <b>luogo non competitivo</b>, ma di crescita e confronto come quello della <b>scuola</b>, rendendosi responsabili, così, di quella subdola cattiveria che caratterizza oggi la maggior parte della gente, di coloro che riescono a sentirsi migliore se non guardando i fallimenti e disagi altrui. <b>Il tutto con un sottofondo perverso di godimento alquanto disumano</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sono davvero tanti gli insegnanti che commettono tale errore pedagogico, puntando sistematicamente il dito, o elogiando sempre e solo gli stessi bambini o ragazzi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/discrimi8nazione-solitudine.jpg"  title="" alt="" width="640" height="640" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Insegnanti che non si accorgono del clima poco sereno nella vita scolastica che ogni giorno creano, e dei tristi retroscena della loro solo apparente formazione. I germogli dei comportamenti arroganti di qualche ragazzo nei confronti di alcuni compagni vengono, in tal modo, inconsapevolmente seminati proprio dai docenti stessi quando con leggerezza puntualizzano caratteristiche non proprio positive di elementi che diventano oggetto di scherno e ridicolo.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Si perde, così, il senso della <b>vera cultura</b>, poiché <b>non può esserci conoscenza senza umiltà</b>.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Del resto, poi, nella vita capita che a realizzarsi più velocemente siano proprio coloro che a scuola hanno dovuto rimboccarsi le maniche, imparare a lasciar correre ogni idea negativa che gli altri, in primis gli insegnanti, avevano su di sé, imparando pian piano il proprio valore e che i voti dei professori molto spesso non riescono a svelare chi veramente e profondamente si è. Solo la vita riuscirà a decretare i giusti voti per ognuno e quelli, ne sono convinta, sono scevri da qualunque condizionamento si possa ritrovare, invece, ahimè, tra le mura scolastiche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">“</span><i><span class="ff1"><span class="fs16lh1-5">Quando avevo cinque anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita.Quando andai a scuola, mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi </span><span class="fs16lh1-5"><b>felice.</b></span><span class="fs16lh1-5"> Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita”. </span></span></i><span class="fs16lh1-5 ff1">John Lennon</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante di danza e pattinaggio a rotelle</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA+E+DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...</span><span class="fs12lh1-5">consigli utili e approfondimenti </span><span class="fs12lh1-5">per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/kc8_QBms8fQ">https://youtu.be/kc8_QBms8fQ</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ecco perché LEGGERE ad ALTA VOCE fa bene a GRANDI e PICCINI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E0"><blockquote><div><span class="fs8lh1-5"><b>Credit Copertina: </b><a href="https://www.glianni80.com/la-storia-infinita/" rel="license" target="_blank" class="imCssLink">www.glianni80.com</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La lettura ad alta voce</b> è un’attività importantissima. Molti, infatti, sono gli aspetti positivi di tale pratica, perciò è utile esercitarla <b>sin dalla prima infanzia</b>. Essa <b>facilita nell’apprendimento della lettura e della scrittura</b>, rendendo i piccoli utenti maggiormente capaci di elaborare il testo scritto. Inoltre abitua ai tempi lenti e a soffermarsi sui particolari. I bambini, familiarizzando con la lettura e i libri, li associano ad esperienze piacevoli e nasce in loro un maggior desiderio di imparare a leggere, aumentando così la loro motivazione allo studio. Seguendo il testo e la calda, sincera, naturale voce del lettore, la lettura diventerà, per i bambini, un’<b>attività pregna di magia</b>. I vantaggi di tale pratica sono individuabili su diversi piani:</span></div></blockquote> &nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">Sul piano dello SVILUPPO SOCIALE, la lettura ad alta voce <b>favorisce il consolidamento</b>, con risultati positivi, <b>della relazione tra bambino e adulto di riferimento</b>. Tale pratica, infatti, rinforza i legami familiari e sociali in genere. Inoltre trasmette sicurezza ai bambini, quindi un senso di protezione, di benessere. Il piccolo si sentirà amato e importante per qualcuno perché si percepisce al centro dell’attenzione e dell’interesse dell’adulto. Da questa percezione derivano una sana autostima, la fiducia in sé e nel mondo. La lettura ad alta voce favorisce, inoltre, la socializzazione poiché i bambini si confrontano tra di loro riguardo alle storie condivise.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Sul piano dello SVILUPPO </span><span class="fs12lh1-5">EMOTIVO</span><i class="fs12lh1-5">, </i><b class="fs12lh1-5">il bambino si calma e si rassicura grazie al potere della voce ed alla vicinanza fisica dell’adulto di riferimento</b><span class="fs12lh1-5">. Quindi è una pratica che consola e rilassa il bambino. Inoltre, attraverso le storie, i bambini imparano a riconoscere con più facilità le proprie emozioni e a dar loro un nome.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Sul piano dello SVILUPPO MORALE, </span><b class="fs12lh1-5">la lettura di libri di qualità può favorire nel bambino l’acquisizione di valori</b><span class="fs12lh1-5">, di esempi ed importanti regole morali e comportamentali da seguire.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Sul piano dello SVILUPPO COGNITIVO, grazie alla lettura ad alta voce, </span><b class="fs12lh1-5">il bambino impara ad ascoltare</b><span class="fs12lh1-5">, quindi diviene maggiormente capace di attenzione e concentrazione. Inoltre, tale attività stimola l’organizzazione del pensiero in sequenze logico-temporali. </span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Anche la memoria viene particolarmente stimolata, dato che i bambini amano riascoltare tantissime volte la stessa fiaba, pur conoscendola a perfezione. La lettura in generale, e nello specifico quella ad alta voce, è un’importante pratica per potenziare la creatività, la fantasia, l’immaginazione. </span></div><div><div><hr></div></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1"><b>La lettura ad alta voce favorisce anche lo sviluppo del pensiero critico</b>: il bambino viene abituato ad osservare il mondo e a cominciare a darne una personale interpretazione.</i></div><div></div></blockquote><div><hr></div><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">Sul piano dello SVILUPPO LINGUISTICO, la lettura ad alta voce permette di arricchire il lessico, rendendo più corretta la sintassi, aumentando la capacità di esprimere in modo articolato il proprio pensiero. &nbsp;</span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>La lettura ad alta voce favorisce anche lo SVILUPPO DELL’EMPATIA. </b>I bambini, infatti, mentre ascoltano il lettore, si identificano nei protagonisti delle storie lette, si mettono nei loro panni, percepiscono le loro emozioni, imparando così a riconoscere e a comprendere meglio le proprie.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">In un certo senso, anche sul <b>PIANO MOTORIO</b> la lettura ad alta voce può essere utile in quanto si possono stimolare i bambini a fare attività mimando alcuni passaggi di racconti letti.</span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Detto ciò, altro aspetto importante è <b>la scelta dei libri. </b>Vanno bene favole, racconti, ninne nanne, filastrocche, poesie, albi illustrati; comunque storie di qualità che parlino di cooperazione, di condivisione, di valori quali amicizia, amore, spiritualità, accettazione delle diversità, e quant’altro, in modo da educare le giovani generazioni ad una sensibilità verso concetti fondamentali per realizzare il benessere personale e sociale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/infanzia-letteratura-lettura.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>I libri, inoltre, devono essere adatti alla fascia d’età dell’utenza</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ultimo (ma non per importanza) aspetto da tenere in considerazione è la <b>location da scegliere per la lettura ad alta voce</b>: è preferibile un luogo accogliente e confortevole dove rilassarsi, eliminando ogni fonte di distrazione (telefono, televisione, radio, ecc…) e stare tranquilli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ricordiamoci sempre e comunque che </span><b class="fs12lh1-5">la lettura deve essere un’attività piacevole per il bambino e non un obbligo</b><span class="fs12lh1-5">, perciò non bisogna insistere se il bambino piange o è distratto. Piuttosto bisogna catturare la sua attenzione suscitando in lui curiosità per il testo o il racconto che si andrà a leggere. Compito principale del lettore, infatti, è coinvolgere i piccoli ascoltatori nelle storie, esaminando assieme a loro ciò che avviene in esse. Così, </span><b class="fs12lh1-5">senza sforzo e in maniera divertente</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">i bambini acquisiscono competenze emotive fondamentali per la loro crescita equilibrata</b><span class="fs12lh1-5">. La cosa più importante di tutte, infatti, è che il lettore trasmetta l’amore per la lettura.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>“Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”. (Gianni Rodari da </i><i>La freccia azzurra</i><i>)</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista, Consulente filosofico, </span></div><div><span class="fs12lh1-5">bioetico e pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it   " rel="next" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WmnkaKjibIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni.</span></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/RgnvoHiWGW8">https://youtu.be/RgnvoHiWGW8</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Feb 2019 09:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Diciamoci TI AMO senza parlare, ma dalle PAROLE facciamoci GUIDARE …]]></title>
			<author><![CDATA[dott.ssa Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DD"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Dimmi <i>ti amo </i>senza parlare, <b>guardami negli occhi senza esitare</b>, raccontami chi sei e chi sei stato e non stupirti di ciò che non è cambiato …Dimmi <i>ti amo </i>senza parlare, <b>baciami piano ma non sussurrare</b>, ascolta chi sono e chi sono stata, e non sorprenderti se capirai che sono cambiata …Dimmi <i>ti amo </i>senza parlare, <b>accarezza il mio volto senza indugiare</b>, sfiora con cura la linea del tempo e promettimi che sarà così in ogni momento …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dimmi </span><i class="fs12lh1-5">ti amo</i><span class="fs12lh1-5"> senza pietà, </span><b class="fs12lh1-5">urla il mio nome con verità</b><span class="fs12lh1-5">, cercami invano tra i sogni svaniti e colora con me quelli sbiaditi …</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Dimmi ti amo con grande coraggio, perché quello che provi non è solo un miraggio, aspetta paziente il mio ritorno e attendi con speranza il nuovo giorno …</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Dimmi <i>ti amo</i> e <b>fidati di me</b>, lasciami libera di ritornar da te, senza timore né costrizione l’amore non sarà più schiavo dell’ossessione …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/amore-non-ossessione.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Dimmi <i>ti amo</i>, ma anche che <b>mi vuoi bene</b>, che hai cura di me anche quando non stiamo insieme, che mi proteggi quando sei lontano e la tua anima sapientemente mi stringe la mano …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dimmi <i>ti amo</i> e <b>siedimi accanto</b>, ti guarderò, lo giuro, senza rimpianto, ti racconterò del tempo che è passato e mi stupirò con te di quello che non è cambiato …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ti dico </span><i class="fs12lh1-5">ti amo </i><span class="fs12lh1-5">senza parlare e </span><b class="fs12lh1-5">con le parole dipingerò il mare</b><span class="fs12lh1-5">, dipingerò il mare del nostro orizzonte e per arrivare al sole costruiremo un ponte, senza paura, senza esitare, ci guarderemo ancora negli occhi e ci sapremo amare …</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.XF60MmN7lf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it   " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pensieri-e-racconti.php#.Wugs9ZfYXcc" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Pensieri e Parole".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/LUekubAQy-o">https://youtu.be/LUekubAQy-o</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Feb 2019 10:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Una RED VELVET CAKE per dirsi "Ti amo". Passione tra panna, more e lamponi!]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DE"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Coloriamo di rosso intenso il giorno più romantico dell’anno con un dolce americano, la <i>RedVelvet</i>, ovvero &nbsp;la famosa <i>torta di velluto rosso</i> (molto rivalutata negli anni 60), una torta soffice, farcita con una morbida crema al mascarpone, dal gusto che sorprenderà il vostro palato e che il vostro cuore difficilmente dimenticherà. Una torta scenica, qualcuno direbbe “<i>una torta wow</i>”, &nbsp;ideale per sorprendere i vostri ospiti emettere alla prova la vostra fantasia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ecco a Voi gli INGREDIENTI per la RedVelvet</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">150 g di burro a temperatura ambiente;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">350 g di zucchero;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">5 g di sale fino;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">aroma di vaniglia;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">colorante alimentare <b>rosso gel</b> (q.b.);</span></li><li><span class="fs12lh1-5">40 g di cacao amaro in polvere;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">250 g di yogurt bianco naturale intero;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">350 g di farina 00;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">10 g di lievito in polvere per dolci;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">1 cucchiaino di bicarbonato;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">1 un cucchiaio di aceto bianco.</span></li></ul></ul></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<blockquote><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Procedimento per la preparazione della torta.</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Iniziamo dall'impasto</b>: in una planetaria munita di foglia, o con delle fruste, lavoriamo il burro e lo zucchero semolato. Aggiungiamo circa metà delle uova leggermente sbattute in precedenza. Appena saranno assorbite, aggiungiamo anche le altre, poi uniamo il sale e l’aroma di vaniglia. Uniamo il colorante rosso e montiamo il tutto per 4-5 minuti, fino a che il composto sarà liscio e gonfio. Setacciamo il cacao all'interno e mescoliamo molto delicatamente con una spatola facendo dei movimenti dal basso verso l'alto, avendo cura di far assorbire tutto il cacao e che l’impasto non si smonti. Uniamo anche lo yogurt in una volta sola e mescolate sempre utilizzando la spatola. Setacciamo la farina con il lievito direttamente nella ciotola della planetaria. Mescoliamo dal basso verso l'alto, fino ad incorporarla completamente al resto e ottenere un composto omogeneo. In ultimo aggiungiamo il bicarbonato sciolto nell’aceto. Foderiamo con carta da forno uno stampo di circa 20 cm (io per l’occasione speciale &nbsp;ho usato uno a forma di cuore), cuociamo in forno statico preriscaldato a 175° per circa 75 minuti assicurandoci che il dolce sia cotto facendo la <i>solita prova dello stecchino</i>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/red-velvet-cake.jpg"  title="" alt="" width="717" height="717" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Capovolgiamo la torta su di un piatto per farla raffreddare completamente. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ingredienti per la mousse al mascarpone</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">250 g di mascarpone;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">500 ml di panna fresca da montare, sostituibile con panna vegetale.</span></li><li><span class="fs12lh1-5">100 g di zucchero a velo vanigliato;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">aroma al rum q.b.</span></li></ul></ul></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<blockquote><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Procedimento per la preparazione della mousse al mascarpone. </b></div><div><b class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Tirar fuori dal frigo il mascarpone circa 30 minuti prima della preparazione. Montare la panna e lo zucchero fino ad ottenere un composto ben sodo. In un altro contenitore lavorate a crema il mascarpone insieme all'aroma di rum e unitelo poco alla volta alla panna con delicatezza e con movimenti che vanno dal basso verso l’alto, per non far smontare il composto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ingredienti per la decorazione</b>: more e lamponi freschi </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Procedimento per la decorazione</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tagliamo la torta in tre parti, dall’interno della parte superiore preleviamo un po’torta che sbricioleremo per decorare. Nel primo strato decoriamo con ciuffi di mousse al mascarpone, nel secondo strato decoriamo sempre con ciuffi di mousse aggiungendo &nbsp;more e lamponi,successivamente poniamo l’ultimo strato e stucchiamo tutta la superfice del dolce con la mousse rimasta. Terminiamo decorando con le briciole della nostra <i>RedVelvet</i>, con ciuffi di mousse, con more e lamponi, personalizzando il risultato, lasciando libera la nostra creatività!</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Poniamo in frigo la nostra sublime realizzazione per gustarla dopo qualche ora.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>“Devi amare quello che fai. Ogni dolce ha la sua storia: la persona per cui lo prepari, i sentimenti che provi mentre lo prepari... ogni cosa entra nelle mani e mentre impasti pensi con le mani, ami con le mani e crei con le mani”. </i>Alessandro D'Avenia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.Wi7HfkribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Direttrice artistica Puglia Cake Festival</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it   " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.Wi7HwUribIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La fantasia non conosce confini...</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/aFSv-tq5GAY">https://youtu.be/aFSv-tq5GAY</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 18:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La MAFIA ha una nuova e seducente alleata nella propaganda di MORTE: LA MUSICA]]></title>
			<author><![CDATA[Antonella Pagone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DF"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In questo articolo focalizzeremo l’attenzione sulla dettagliata e precisa </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/index.php?tuo-figlio-canta-sesso,-droga-e-criminalita-ma-tu-non-te-ne-accorgi--come--con-i-trapper---" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">definizione del termine “<b>TRAP</b>” fornito dalla Dott.ssa Beatrice Chieppa (Leggi)</a></span><span class="fs12lh1-5"> nel suo </span><span class="fs12lh1-5">ultimo interessantissimo articolo</span><span class="fs12lh1-5">. Proveremo insieme a riflettere su un quesito specifico: </span><b class="fs12lh1-5">perché la discografia permette la veicolazione di questo tipo di messaggi? </b><span class="fs12lh1-5">Ragionando a livello mondiale e non solo nazionale, </span><b class="fs12lh1-5">uno dei maggiori business con cui si finanzia il sistema mafioso e criminale è il traffico e spaccio di droga</b><span class="fs12lh1-5">. Siamo abituati a pensare alla mafia come struttura cupolare, ma </span><b class="fs12lh1-5">recenti studi</b><span class="fs12lh1-5"> e indagini, da parte di enti preposti, </span><b class="fs12lh1-5">hanno messo in luce l’evoluzione strutturale di tali organizzazioni </b><span class="fs12lh1-5">e quindi si tende ora a parlare di </span><b class="fs12lh1-5"><i>mafia fluida o liquida</i></b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">La loro tendenza è quella di inserirsi e mimetizzarsi in tutti gli ambiti della società civile, adottando modalità silenziose e poco vistose. </span></i></span></div><div></div></blockquote><hr><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Veicolare attraverso la “musica”(che è il linguaggio più interessante con cui comunicare con il giovane pubblico) messaggi che incitano all’uso di droghe è uno dei tanti sistemi attuali per incrementare <b>affari d’oro</b> di un business dalle proporzioni indefinibili. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-2" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/musica-e-droga.jpg"  title="" alt="" width="700" height="394" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Un lavaggio di cervello quotidiano che ovviamente colpirà i ragazzi più deboli emotivamente</b> o con problemi in famiglia o curiosi di provare, ma sicuramente <b>accecati dalla parole e immagini di un ragazzo che diventa il simbolo del Dio Denaro</b>. Tutti questi e tanti altri diventano i clienti tanto attesi che portano a fare cassa. A carico di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sfera_Ebbasta" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Gionata Boschetti</a> (questo il nome all’anagrafe del trapper) è stato aperto un fascicolo presso la <b>Procura di Pescara</b> per “<i>istigazione all’uso di sostanze stupefacenti</i>”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Personalmente ho fiducia nella Magistratura</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.XD3VmlxKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella</a></span></b></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WmIB6qjibIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</span></div></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b></b></div></div></div><a href="https://youtu.be/BjdgMxYBmA4">https://youtu.be/BjdgMxYBmA4</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Feb 2019 11:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dai VALORE a ciò che fai perché ogni tua AZIONE cambia il DESTINO degli altri!]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DB"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il termine Yoga significa letteralmente “<b><i>unire</i></b>”, tale disciplina consiste nell’unione dell’essere individuale con la coscienza universale (<b>matrimonio tra corpo e mente</b>). Quest’oggi andremo oltre la tipica pratica fisica che sarebbe inutile spiegare a parole dato che il materiale su questo aspetto è reperibile sia su internet che nei libri, o presso gli istruttori di yoga. <b>Parliamo di Karma Yoga</b> (<b>Karma</b> possiamo tradurlo come <b>Azione</b>).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Durante la nostra quotidianità possiamo migliorare molto la nostra produttività, specialmente nel nostro lavoro, se ci rendiamo conto che <b>le nostre azioni hanno una certa importanza</b> in tutta la infinita rete di altre azioni “di terze parti” a cui siamo indirettamente connessi. Prima di tutto spieghiamo come si stabiliscono queste connessioni indirette. <b>L’aria è il primo veicolo che ci collega a tutti gli organismi presenti sulla terra</b>. Poi ci sono le materie che ingeriamo, per esempio una carota, che sono collegate a tutte quelle persone che l’hanno coltivata e lavorata. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Ogni nostro gesto ci pone in collegamento con delle forze e delle “entità” (umane, animali, vegetali, minerali…).</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nel Karma Yoga si agisce con questa presa di coscienza</b>!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/forza-entita-intrecci.jpg"  title="" alt="" width="640" height="294" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Se per esempio il mio lavoro consiste nel cucinare, quindi sono un cuoco, posso prendere coscienza che sto creando dei legami con le persone a cui darò da mangiare e con le persone da cui ho comprato la materia che andrò a cucinare. <b>Se nel cucinare il cibo ho un atteggiamento svogliato</b>, superficiale e poco rispettoso, <b>io trasmetterò un’azione di bassa qualità</b> e la mia “<i>produttività</i>” energetica sarà scarsa (mi sento stressato dopo il lavoro).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Se nell’acquistare le mie materie primeho un atteggiamento avido</b> pretendendo sconti, <b>la merce che mi verrà venduta sarà carica della mia avidità</b>.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Un ottimo cuoco non è colui che cucina le ricette più elaborate, ma è colui che cucina con il “Cuore” come se stesse preparando da mangiare per “Dio” stesso!</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nel caso in cui il cuoco fosse ateo</b>, potrebbe preparare il cibo come se dovesse darlo ai propri figli, o ad una persona che lui reputa speciale. <b>Per esempio, la cucina della mamma è sempre la migliore perché c’è il “Cuore” come ingrediente segreto. </b>Detto questo, si comprende che lavorare in questo clima reverenziale, può portare a risultati migliori sia a livello di “produttività” che a livello emozionale/mentale/spirituale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Molta gente si lamenta di non avere mai il tempo per “meditare”, pregare o allenare la concentrazione, ma sappiamo benissimo che tale lamentela è solo una giustificazione per coprire la scarsa volontà di intraprendere una strada come questa. <b>Questo concetto di “Karma Yoga” non è solo un concetto limitato allo Yoga</b>. Anche nel Vero Kung Fu (<i>Kung Fu</i> significa “<i>Duro lavoro”</i>) si parla molto di estendere la pratica in ogni ambito, dal lavoro ai rapporti con gli altri. Se vogliamo estenderci in ambito cattolico, abbiamo la famosa frase “<i>Ora et Labora</i>”, che altro non è che il “<i>Karma Yoga</i>”… ossia <i>lavorare con la consapevolezza di essere un Servo di Dio</i>, <i>oppure di essere una parte di un grande sistema di intrecci</i>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Se con le nostre azioni tiriamo le corde giuste, allora verrà fuori una bella musica…Altrimenti se tiriamo le corde “sbagliate”, allora verrà fuori un suono orribile.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Le azioni “sbagliate” sono quelle senza la nostra presenza, quelle eseguite senza il “Cuore” e quelle che danneggiano il prossimo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Wusuy4iFPIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina"</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b></b></span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/umpjx846zWM">https://youtu.be/umpjx846zWM</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 10:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nessuno Sport è violento, nessuno Sport è pericoloso. BASTA luoghi comuni!                                                                                        ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Andrea Troia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DA"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Lo sport è un attività che appassiona e accomuna tanta gente per innumerevoli motivi, come molteplici sono i benefici che chi pratica lo sport ottiene. Alcuni iniziano per specifici motivi di benessere, altri per puro svago, altri ancora per allargare le proprie conoscenze ed eventuali amicizie …<b>Quando si inizia una pratica sportiva</b>, o quando i genitori decidono insieme al proprio bambino quale attività sportiva intraprendere, <b>vengono fatte tante considerazioni</b>, alcune ampiamente errate, come quella di ritenere gli sport con contatto fisico discipline violente e, pertanto, pericolose per l’incolumità fisica degli atleti. È il caso della boxe e delle arti marziali, escluse molto spesso a priori dal ventaglio di possibilità da considerare per il benessere psicofisico del proprio figlio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Queste attività sono guidate da regole molto severe</b>, in cui si mira a trasmettere consapevolezza corporea, migliorando il controllo e la gestione del corpo in movimento nello spazio, ma soprattutto si lavora intensamente sulla capacità di gestire la propria emotività, la rabbia e tutte quelle pulsioni che fanno di un individuo un soggetto violento e impulsivo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/arti-marziali-regole-disciplina--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="443" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Inoltre, gli allievi durante gli allenamenti imparano le tecniche di attacco e di difesa, e in nessun caso viene menzionata la violenza come strategia di vittoria, anzi in queste discipline il rispetto dell’avversario è di primaria, nonché fondamentale, importanza.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"><b>Un altro mito da sfatare come sport violento è il rugby</b></span><span class="cf1">. Questo sport molto superficialmente viene considerato più violento del calcio (lo sport più diffuso in Italia), ma ne siamo proprio sicuri?</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il rugby può essere considerato uno dei giochi di squadra più ideali ed istruttivi</b>, in quanto in esso prevale l’amicizia, la generosità, l’altruismo e il rispetto dei propri compagni, degli avversari, delle regole e degli arbitri. Nel gioco del rugby i giocatori non contestano mai la scelta dell’arbitro ed evitano episodi di simulazione. Le gare sono vissute con grande competizione e rispetto tra le due squadre<b>, ma la cosa che caratterizza più di tutto questo sport è il terzo tempo</b>, il momento nel quale, al termine della gara, gli arbitri e tutti i componenti delle due squadre si riuniscono per bere, mangiare e cantare insieme, perché, aldi là di chi vince o perde, <b>la cosa più bella è condividere la gioia e la felicità che lo sport riesce a regalare</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><i>“Non diamo tutta la colpa ai ragazzi di oggi, siamo noi ad aver perso poco alla volta la capacità di educare. Anche nello sport” &nbsp;</i>(Enzo Bearzot)</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/sport-come-metafora-di-vita.html#.XBjX4-L_rIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Andrea Troia</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Tecnico sportivo APD Nicola Di Leo</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE_E_BENESSERE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere..</span><span class="fs12lh1-5 ff2">.</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/vSy60Is4Wqo">https://youtu.be/vSy60Is4Wqo</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 10:01:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?nessuno-sport-e-violento,-nessuno-sport-e-pericoloso--basta-luoghi-comuni-----------------------------------------------------------------------------------------</link>
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			<title><![CDATA[Disturbo di Attenzione e Iperattività? Ecco i trucchi a CASA e SCUOLA.]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D9"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il trattamento del <b>Disturbo di Attenzione e Iperattività va indirizzato simultaneamente verso tutte le aree che risultano essere compromesse</b> e riguardare, pertanto, le varie dimensioni implicate nel disturbo (cognitiva, emotivo-affettiva, comportamentale, relazionale). </span></div></blockquote><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Di frequente i genitori che possiedono poche strategie di gestione del comportamento del figlio, fraintendono i comportamenti del bambino, hanno nei loro confronti aspettative negative e valutano i comportamenti problematici come intenzionali. A ciò si aggiunge la frustrazione con cui vivono la sensazione di perdita di controllo del ruolo del genitoriale.</span><br></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Per tale ragione, uno degli scopi prioritari dell’intervento è quello di modificare la rappresentazione mentale che hanno del bambino, aiutandoli a focalizzarsi sui propri sentimenti, atteggiamenti e risposte comportamentali.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci sono una serie di comportamenti che insegnanti e genitori devono mettere in atto per aiutare il bambino nel miglioramento, chiaramente <b>associando ad essi una terapia specifica effettuata da uno specialista</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/strategie-per-bimbi-con-adhd.jpg"  title="" alt="" width="512" height="640" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5">Per contenere l’iperattività:</b></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">dare compiti che permettano il movimento controllato;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">a scuola permettere di stare in piedi vicino al posto;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">dare il permesso di svolgere alcune attività come premio in caso di successo;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">usare metodi che incoraggino la risposta attiva;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">insegnare a formulare domande pertinenti;</span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><b class="fs12lh1-5">Per contenere l’impulsività:</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">incoraggiare a terminare i compiti partendo dalle parti più semplici e richiedendo aiuto per quelle più complesse;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">insegnare a riconoscere i turni di conversazione, in maniera da evitare le continue interruzioni. </span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><b class="fs12lh1-5">Per evitare la disorganizzazione:</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">insegnare a creare liste, diari, appunti che aiutano ad organizzare il lavoro;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">creare abitudini che riguardano l’ordine delle cose (libri, giochi, oggetti personali sempre nella stessa posizione);</span></li><li><span class="fs12lh1-5">dividere i compiti assegnati in sotto-attività (“<i>di cosa ho bisogno, cosa devo fare per primo</i>” e così via …);</span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><b class="fs12lh1-5">Per migliorare l’autostima:</b></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">riconoscere tutti i miglioramenti e i successi raggiunti;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">evidenziare i successi, minimizzando gli errori;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">cercare insieme una strategia da adottare per migliorare i lati negativi.</span></li></ul></ul></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WlUaoKjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Logopedista</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WlUaoKjibIU" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per comprendere oltre le parole</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/nDjxp4VoYCA">https://youtu.be/nDjxp4VoYCA</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 09:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Concedetemi di vestirmi alla MODA come tutti. Disabile sì, ma non “arrangiato”.]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D8"><blockquote><div><div><b class="fs12lh1-5">Arrivato il freddo</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">noi diversamente abili dobbiamo affrontare un problema in più</b><span class="fs12lh1-5">. Una persona in carrozzina come me, ad esempio, non muove le gambe, o le muove male, quindi, questo significa </span><b class="fs12lh1-5">pessima circolazione</b><span class="fs12lh1-5"> che comporta gambe e piedi quasi sempre freddi. La tecnica del vestirsi a strati, utilizzata dagli amici normodotati, infatti, non è molto comoda per me. </span><span class="fs12lh1-5">È </span><span class="fs12lh1-5">per questo motivo che utilizzo una coperta addosso quando sono fuori casa, sicuramente </span><b class="fs12lh1-5">antiestetica</b><span class="fs12lh1-5">, ma di certo </span><b class="fs12lh1-5">pratica e calda</b><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Sono venuto a conoscenza che nel Regno Unito è diffusa una linea di abbigliamento "facile" da indossare ed adeguata a chi ha difficoltà ad infilarsi jeans o giubbotto smanicato.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Grazie a chiusure in velcro, elastici o clip, infatti, si possono indossare anche jeans o camicia elegante, e non sempre e solo larghe tute o pigiami. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/moda-disabilita-no-barriere--1-.jpg"  title="" alt="" width="620" height="340" /><div><div><span class="fs9lh1-5">Credit Immagine:</span><span class="fs9lh1-5"> </span><a href="https://www.ilmessaggero.it/moda/tendenze/collettivo_cover_moda_disabili_cover_dressing_francia-377467.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs9lh1-5">Il Messaggero.it</span></a></div><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Nei nostri negozi, purtroppo, un reparto “<i>easy dress</i> “ continua a mancare, malgrado la domanda di abbigliamento accessibile sia elevata! </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sarebbe bello proteggerci dal freddo in maniera elegante.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.W3WwnugzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Esploratore di vita</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it   " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">...parole e pensieri che raccontano la vita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></div><a href="https://youtu.be/zjOxwMzPA-A">https://youtu.be/zjOxwMzPA-A</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 15:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ma cosa fa veramente il tuo cane quando "ficca il naso" dappertutto?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D7"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, quest’oggi parlerò di uno dei sensi più sviluppati del cane, ovvero dell’olfatto e &nbsp;della sua straordinaria importanza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Vedo continuamente molti proprietari di cani allontanare il proprio fedele amico, tirandolo al guinzaglio,urlando un sonoro e fragoroso “no!”, mentre il curioso pelosetto si apprestava ad annusare tutto ciò che attira la sua attenzione, con il conseguente disgusto di noi umani. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Allora, annusare per un cane è molto importante; è come per noi umani leggere il quotidiano, un articolo importante o ascoltare un notiziario: per i cani è informazione, è lettura.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Che cosa leggono i nostri cani? </b>Tutte le informazioni del mondo circostante, del tipo: <i>chi è passato prima di me</i>, <i>che tipo di feromoni ha rilasciato, è un maschio o una femmina, un cucciolo o un adulto, è mio amico oppure no, di che razza è, è ammalato, è arrabbiato, è sereno, è aggressivo o docile, è una femmina in calore o incinta, poco fa ha mangiato e se sì, cosa; è sporco o tolettato da poco, si è rotolato nel fango o sull’erba, era solo o con amici, è ferito o meno, se nei giorni scorsi è andato dal veterinario, al mare o in campagna</i> … insomma, tutto questo e veramente tanto altro. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/il-fiuto-del-cane.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Vi pare poco?</b>Allora vi sembra giusto negare questa straordinaria possibilità di scoprire il mondo al nostro amico inseparabile?Strappereste mai di mano un quotidiano a un vostro simile, negandogli delle preziose informazioni?</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Annusare è un’esigenza del cane e impedirgli questa possibilità con sdegno e disgusto provoca nel quattro zampe delle criticità anche nella relazione con noi umani. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Per un cane esercitare il proprio fiuto è molto importante per lo sviluppo del suo benessere, è un arricchimento delle conoscenze, perché attraverso l’esplorazione olfattiva aumenta l’autostima e le emozioni positive.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Concediamo al nostro peloso compagno di esplorare il mondo, di orientarsi, di conoscere, affinché risponda anche lui ai messaggi recepiti, marcando a sua volta il territorio, aggiungendo tracce d’informazione che qualcun altro coglierà.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/Patrizia Castellano" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Patrizia Castellano</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Equipe PetTherapy- Operatore PetTherapy</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’amore che va oltre...senza parole</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/iT2seyfTcx4">https://youtu.be/iT2seyfTcx4</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 09:02:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?non-disgustarti-quando-il-tuo-cane-annusa-per-terra,-perche-cosi-scopre--il-mondo-</link>
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			<title><![CDATA[Le parole costano care. Non regalarle a chiunque ma solo a chi ami veramente!]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D6"><blockquote><div><div><span class="fs9lh1-5">Credit copertina: <a href="http://genitorilettori.it/2014/02/libri-per-bambini-la-grande-fabbrica-delle-parole.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">GENITORI LETTORI</a></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">“C’è un paese dove le persone non parlano quasi mai.</span><br></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">È il paese della grande fabbrica delle parole”.</span></div><div> &nbsp;<span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Inizia così il libro di cui voglio parlarvi oggi. Forse molti di voi lo conosceranno, per me è un libro unico, speciale, capace di emozionarmi ogni volta che lo rileggo. <b>“La grande fabbrica delle parole” di Agnès De Lestrade</b>, illustrato da Valeria Docampo ed edito da “Terre di mezzo”, è un albo illustrato che<b> narra la storia d’amore tra Philéas e Cybelle</b>, <b>due bambini che vivono in uno strano paese dove le parole costano molto</b> e per poterle pronunciare bisogna comprarle e inghiottirle.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Philéas vorrebbe dichiarare il suo amore a Cybelle, ma non ha abbastanza soldi per acquistare le parole “Ti amo”. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Per fortuna, però, con il suo retino riesce a catturare tre parole che volteggiano libere nell’aria e le conserva per donarle alla bambina come regalo di compleanno. Quando arriva da lei è scoraggiato dalla presenza del rivale Oscar, un bambino ricchissimo che può parlare a Cybelle, ma non si perde d’animo e con tutto l’amore che ha nel cuore pronuncia le sue tre parole: “Ciliegia! Polvere! Seggiola!”. <b>Cybelle a questo punto gli si avvicina e lo bacia delicatamente sul naso</b>. Philéas ha un’ultima parola da usare che conserva da tempo, una parola preziosa e guardando la bambina negli occhi le dice: “Ancora!”. <b>Questa storia dolce, delicata, emozionante ha un significato profondo</b>: </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">le parole hanno un loro peso, un loro valore, ma ciò che conta di più nella vita sono i sentimenti veri e puri che cerchiamo di esprimere.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Cybelle infatti è colpita dal gesto di Philéas che le dedica tre parole semplici che potrebbero sembrare banali, ma che trasmettono tutto l’amore che il bambino ha nel cuore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/la-grande-fabbrica-delle-parole.jpg"  title="" alt="" width="717" height="473" /><div><span class="fs9lh1-5">Credit Immagine: <a href="https://www.pinterest.it/pin/508977195357124468/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">mammamoglieedonna.it</a></span><br><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Le illustrazioni di Valeria Docampo sono parte integrante della storia, ci mostrano le emozioni dei protagonisti e il lettore non può fare a meno di sentirsi trasportato nel loro mondo. Il rosso, il colore dell’amore, domina il momento più importante della vicenda nel quale i sentimenti sono finalmente rivelati. “La grande fabbrica delle parole” è un libro per tutti, grandi e piccini, perché le belle storie non hanno età, sono sempre valide e leggerle non può che essere un piacere per l’anima.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.Wh7xAUribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Scrittrice e narratrice</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.Wh7w6kribIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Letture e Racconti.</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></div><a href="https://youtu.be/DliARgAvHrs">https://youtu.be/DliARgAvHrs</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Jan 2019 09:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tuo figlio canta Sesso, Droga e Criminalità ma tu non te ne accorgi. Lo fa con i TRAPPER...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Beatrice Chieppa]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D4"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Dopo i tragici fatti di Corinaldo (<i>il 7 dicembre scorso, 6 giovani vite sono state spezzate, tutte in una serata, presso la discoteca “La Lanterna Azzurra”</i>), come insegnante, persona e redattrice di Città dell’Infanzia, non posso non dedicare una riflessione sull’accaduto. Nel rivedere reiterate su tutte le reti tv, tg, programmi televisivi, internet, le immagini, al rallenting, <b>del baratro sotto il quale decine e decine di persone sono sprofondate</b>, la prima cosa che tutti hanno, tristemente, constatato, è stata la <b>totale mancanza di sicurezza in cui versava uno dei tanti luoghi</b>, sparsi in tutta Italia, <b>deputati al divertimento del sabato sera</b>, nei quali si riversano, purtroppo, una moltitudine di &nbsp;giovanissimi. In un secondo momento, nella ricerca delle numerose concause legate ai fatti, sono venute al setaccio una &nbsp;serie di “<i>perché</i>”. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Perché hanno perso la vita 5 giovanissimi, tutti sotto i 17 anni, e una mamma che accompagnava sua figlia di 11? </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Condividere con un gruppo di persone un sabato sera in uno di questi locali votati allo svagocredo</b> che, di per sé, <b>non possa costituire allarmismo</b> se non fosse che tale tipo di divertimento sia diventato una consuetudine, che <b>la soglia dell’età si sia notevolmente abbassata</b>, che dopo una serata si facciano le ore piccole e che <b>soprattutto in questi locali si servano alcolici</b> e si faccia uso di stupefacenti. Ancora scavando nei “<i>perché”</i> &nbsp;e nelle tante domande che, ciascuno, proprio in quei giorni si è posto e continua a porsi, <b>si è scoperto che quella sera</b>, <b>come per tante altre serein luoghi di questo tipo</b>, e per tante, tantissime altre volte, <b>doveva fare una &nbsp;comparsata</b>, a notte fonda, si può dire, un “trapper”, che pare sia l’idolo di tanti giovani e giovanissimi. Premetto che tantissimi hanno confuso un genere musicale per un altro. Si parlava di “rap” senza tener conto che esiste, sempre per importazione americana, un sottogenere che, invece, prende il nome di “trap”. E <b>l’idolo in questione era, appunto, un “trapper”, cioè colui che canta questo genere musicale che si discosta dall’originario, anni luce</b>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Perché folle di giovanissimi invadono i concerti di rapper e trapper? &nbsp;</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho cercato di trovare delle risposte a questa domanda sondando il genere, studiandolo e ascoltandolo: </span><b class="fs12lh1-5"><i>“</i></b><i class="fs12lh1-5">il rap è una tecnica vocale tipica della musica hip hop che consiste nell’esecuzione di allitterazioni, assonanze &nbsp;e rime senza melodie, su basi ritmiche uniformi, cadenzate e &nbsp;spesso già assemblate e registrate, strumentali o più spesso elettroniche.</i> <span class="fs12lh1-5"><i>La figura ritmica di questo genere musicale è rigorosamente quella 4/4, scomposizione che consente un ascolto lineare, ma soprattutto un <b>approccio semplice ed immediato da parte del rapper in fase </b>di scrittura o improvvisazione</i></span><b class="fs12lh1-5">”. Dalla spiegazione letterale</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">deduco facilità e linearità d’espressione</b><span class="fs12lh1-5">. </span><b class="fs12lh1-5">In pratica i giovani trovano semplice ascoltare un brano rap</b><span class="fs12lh1-5">, potendo essi stessi cimentarsi nella produzione di una successione di “beat”, note, sulle quali vengono scanditi i versi che non sono cantati, ma parlati. In altre parole</span><b class="fs12lh1-5">, il genere è alla portata di tutti</b><span class="fs12lh1-5">, in quanto </span><b class="fs12lh1-5">l’approccio a questo tipo di musica è semplice e immediato</b><span class="fs12lh1-5">. Inoltre, oltre alla fruibilità del genere c’è l’essere assolutamente </span><i class="fs12lh1-5">underground</i><span class="fs12lh1-5">, proprio come il mondo degli adolescenti che vogliono essere e sembrare, a quello degli adulti, alternativo. E ancora si legge: </span><b class="fs12lh1-5"><i>“</i></b><i class="fs12lh1-5">le tematiche dei testi variano a seconda dei numerosi sottogeneri e dell'argomento deciso da trattare”</i><span class="fs12lh1-5">. </span><b class="fs12lh1-5">Da qui il <i>trap</i></b><span class="fs12lh1-5">: </span><b class="fs12lh1-5">tatuaggi, occhiali a specchio, collane, bracciali e orologi da cifre impressionanti, segni distintivi del personaggio che si sarebbe dovuto recare quella notte &nbsp;nella discoteca marchigiana</b><span class="fs12lh1-5">; poi i testi dei suoi brani che hanno fatto il giro dei social nei giorni a seguire, quegli stessi brani che centinaia di ragazzini, alcuni dei quali accompagnati dai propri genitori, avrebbero dovuto cantare nella serata meteora di quella notte. Nel leggere quei brani, ho voluto documentarmi: </span><i class="fs12lh1-5">“la musica trap è caratterizzata da testi cupi e minacciosi</i><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">I temi tipici rappresentati sono la vita di strada tra criminalità e disagio, la povertà, la violenza, lo spaccio di sostanze stupefacenti e le dure esperienze che l'artista ha affrontato nei dintorni della sua città.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La parola <i>trap </i>deriva dalle <i>traphouse</i></b> americane: <b>appartamenti abbandonati dove gli spacciatori preparano e spacciano sostanze stupefacenti</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/trapper-e-sesso.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Inoltre, la parola <b><i>trapping </i></b>in slang significa <b><i>spacciare</i></b>. Questa musica è infatti molto legata ad ambienti e tematiche relative a vendita e dipendenza da droghe: inizialmente non è un genere vero e proprio. <b>Fino ai primi anni 2000 il termine indicava semplicemente un luogo</b> (le <i>traphouse</i>, appunto); <b>successivamente comincia a essere utilizzato per indicare la musica legata a quel contesto</b> e nel primo decennio del 2000 si fa genere. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Poi l’espansione in Europa e, infine, in Italia. Pare che sia il genere preferito tra i giovanissimi partendo, addirittura, dalla scuola media inferiore, un dato piuttosto preoccupante se pensiamo quali messaggi veicolano certi brani e quale mondo vi si nasconde &nbsp;intorno, quello della notte, delle ore piccole, del martellante ritmo delle discoteche, dello spaccio, della droga, del sesso, tutto sulla pelle di ragazzini che hanno già scelto ignari, a &nbsp;volte con il beneplacito dei propri genitori, sempre più distratti, superficiali o solo vittime dello stesso ingranaggio, che si fanno garanti di un mondo di plastica, servendolo su un piatto d’argento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La differenza </b>nei beat e nelle sonorità <b>tra <i>rap</i></b> e <b><i>trap </i></b>è minima, quella delle tematiche <b>è enorme</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Mi immagino giovane tra i giovani e mi ritrovo a ballare e cantare brani rap: io che “<i>pensavo positivo</i>” insieme a un ragazzo come noi, con l’aria svagata, un ciuffo ribelle sulla fronte e la visiera di un cappello al contrario. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Poi ritorno a questi giorni e mi ritrovo a guardare l’immagine di copertina “dell’idolo del momento” che lo ritrae con un ventaglio di bigliettoni e un fare così deprimente tra il trash e il kitsch che rimanda solo un senso di vuoto. Se pensiamo che proprio su quel vuoto si formano i desideri e le speranze di chi si affaccia al mondo degli adulti, compiendo i primi passi per potersi muovere, il futuro, il motore grazie al quale la società tutta crescerà e si evolverà, io, per prima, <b>sono assalita da un senso tra il vacuo e il terrore</b> e mi chiedo: <i>come potremmo sperare in un domani &nbsp;migliore</i>, in che modo potremmo farlo per i nostri figli <b>se c’è chi</b>, in nome di un libertinaggio di pensiero, che è altro dalla libera &nbsp;espressione, inseguendo solo mercificazione e consumo sfrenato, rodendo vite e menti, <b>non sente il sacrosanto dovere di fare un passo indietro?</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci voleva una tragedia per mettere in pausa un mondo? Purtroppo ora, a distanza di tempo dall’accaduto, anche il momento del silenzio e della preghiera sembrano essere abbondantemente superati … </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.XA-8LnRKjIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----beatrice-chieppa---teatro-.html#.XA-8LnRKjIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Beatrice Chieppa</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Insegnante, attrice teatrale</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it    " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA+E+TEATRO" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;</div><a href="https://youtu.be/tU_KbOs8w2o">https://youtu.be/tU_KbOs8w2o</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 12:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il sangue dall'orecchio potrebbe essere grave e segnalare il peggio. Vediamo perché.]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D3"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Con il termine otorragìa si indica la fuoriuscita di sangue dal condotto uditivo</b>; tale condizione può essere determinata da <b>patologie lievi</b> e che guariscono spontaneamente, quanto da <b>condizioni più serie</b> che possono rappresentare un pericolo per la vita. <b>Solitamente si tratta della conseguenza di un’infezione acuta o cronica</b> dell’orecchio, ma potrebbe essere anche <b>sintomo di un colesteatoma</b> (<i>tumore del condotto uditivo</i>), oppure di fattori post traumatici, che variano dal semplice uso improprio dei <i>cottonfioc</i>, a traumi da caduta, barotraumi, o traumi cranici da incidente. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>La perdita di sangue dall’orecchio è generalmente monolaterale e la sintomatologia associata ad essa comprende dolori auricolari, febbre, prurito, ipoacusia (permanente o temporanea) e la possibilità di vertigini e acufeni.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>In alcuni casi l’otorragìa può essere accompagnata anche dalla fuoriuscita di pus</b>. Questa condizione è maggiormente legata alle patologie infettive dell’orecchio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> La perforazione timpanica che ne deriva in queste situazioni può ripristinarsi autonomamente in poche settimane, laddove le dimensioni della lesione siano contenute, per cui <b>è possibile una cicatrizzazione della membrana</b>. Diversamente laddove ciò non si verifichi in modo naturale, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico di <b>ricostruzione del timpano</b>, sempre dopo aver rimosso la causa che ha determinato il sanguinamento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Se l’otorragìa è di lieve entità &nbsp;e causata da traumi leggeri, quale potrebbe essere l’uso errato del <i>cottonfioc</i>, è necessario, nell’immediato, tamponare l’orecchio con un fazzoletto (questo dovrebbe arrestare il sanguinamento). </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/sangue-orecchio-ipoacusia.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><b><br></b><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ovviamente, il passo successivo è la consultazione del medico</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>In situazioni più complesse e gravi</b>, tipo il trauma cranico, <b>è fondamentale chiamare i soccorsi </b>e, nel frattempo, <b>non tamponare l’orecchio nel tentativo di bloccare l’emorragia</b>, onde evitare un aumento della pressione intracranica. Sono da evitare anche movimenti bruschi della testa che potrebbero alterare le condizioni dell’infortunato.</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wr-FxohubIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Pagnotta Giorgio </a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Audioprotesista</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Master di specializzazione in Protesizzazione </span></div><div><span class="fs12lh1-5">e Riabilitazione Uditiva infantile &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it  " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wr-FoYhubIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere" </a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;</div><a href="https://youtu.be/ITyA-fUzfE8">https://youtu.be/ITyA-fUzfE8</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 10:29:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?il-sangue-dall-orecchio---potrebbe-essere-grave-e-segnalare-il-peggio--vediamo-perche-</link>
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			<title><![CDATA["C'era una volta il Barone TUMORE...". La mia favola di disperazione e libertà.]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D2"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Questa è una storia vera e, siccome scrivo favole, forse non dovrei raccontarvela. Tuttavia questa storia a me sembra proprio una favola … e inizio a raccontarvela.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>C’era una volta una regina molto brava </i>con i suoi sudditi e con tutto il suo popolo, viveva in un piccolo regno ubicato appena fuori città.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Nel suo castello tutto parlava di amore, di serenità e tutti si volevano bene.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Pieno di piante e di fiori, nel castello vivevano anche tanti animali,tutti molto amici della regina: c’era gatta Bianca con i suoi cinque gattini che la regina aveva personalmente aiutato a nascere e che ora correvano felici nel prato, c’erano gli uccellini Camillo e Tina, le ranocchie nel grande stagno e poi c’era lui … il cane della regina, grande e grosso, di nome Colosso che la seguiva in tutti i suoi spostamenti e viaggi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Considerata la sua mole, era più di una guardia del corpo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La regina si chiamava Gioia e suo marito, invece, Vivere</b>: erano una bella coppia di sovrani che tutti ammiravano e a cui tutti volevano bene.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Tutto era tranquillo</b>, <b>proprio come in una favola</b> … ma come accade anche nelle più belle fiabe, <b>un giorno apparve nel piccolo regno un brutto cigno nero </b>che incuteva paura solo guardandolo. Si presentò alla regina Gioia come un guaritore, assicurandole che l’avrebbe aiutata a guarire dal dolore che da un po’ di tempo aveva al ginocchio e che avrebbe dovuto fidarsi di lui.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>La regina ne parlò con suo marito e lui la convinse ad accettare , ma Gioia in cuor suo era molto titubante e provava paura a restare sola con il brutto cigno nero.</i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Però accettò e convenne di iniziare la terapia il mattino successivo</b>, altrimenti non avrebbe fatto effetto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ecco che la mattina dopo</b>, seppure mal volentieri, <b>la regina si presentò nella sala riunioni per la terapia</b>; il cigno arrivò più brutto che mai è più nero della notte, le si avvicinò, aprì le sue ali e Gioia spari!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Nella piccola reggia la regina non c’era più e tutti si misero alla sua ricerca.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il principe Vivere non si dava pace, Gioia era scomparsa e con lei anche il cigno nero.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Quando si svegliò, la regina era stanca e non molto presente; piano piano si guardò intorno e si rese conto che era prigioniera del cigno cattivo, che era stata rinchiusa in una piccola stanza al terzo piano di un grande edificio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Si percepivano tante voci, ma nessuno entrava da lei: la regina aveva paura!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/paura-malattia-favola.jpg"  title="" alt="" width="640" height="491" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dove si trovava il suo amico Colosso? </b>Perché non era al suo fianco come sempre?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Ad un tratto la porta si aprì e finalmente … la luce ! La regina scese dal letto e sbirciò fuori: c'era un lungo corridoio e tante persone tenute prigioniere come lei dal cattivo cigno nero, si avvicinò loro e chiese in quale posto si trovasse.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Le venne in aiuto una ragazza che le spiegò tutto: tante persone abitavano quelle stanze e tutte erano state rapite dal cigno nero <b>per ordine del barone <i>Condrosarcoma</i></b>, brutto e cattivo che causava tanto male a quanti avevano la sfortuna di incontrarlo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La regina non si perse d'animo e cominciò a pensare a come uscire da quel luogo orribile</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Le venne in aiuto il suo amico Colombo Biagio </b>a cui affidò un biglietto per il suo amato Vivere e per Colosso; fece appena in tempo, perché nella stanza ritornò il buio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Vi entrarono il cigno nero e il cattivo Condrosarcoma che, vista la finestra aperta, si arrabbiarono con la regina trasferendola nella camera <b>numero otto</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ancora tanta paura</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Finalmente la regina capì il perché del suo rapimento: <b>il barone cattivo era geloso del suo sposo! Non sopportava la felicità che Vivere le donava, perché lui era brutto, triste e solo. </b></span><b class="fs12lh1-5">La regina pregò il barone Condrosarcoma di liberarla</b><span class="fs12lh1-5"> insieme a quanti aveva rapito, ma lui rispose così: ”</span><i class="fs12lh1-5">vi libererò solo quando mi sarò cibato dei vostri corpi</i><span class="fs12lh1-5">" e con un ghigno da far paura andò via.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Passarono mesi di sofferenze</b>. La regina Gioia alimentava la speranza di liberazione, ma purtroppo diventava sempre più debole e non riusciva a stare in piedi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La sua vita era alla fine.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Poi un giorno accadde qualcosa che cambiò completamente il suo destino: il barone cattivo e il suo servo erano altrove e così tutte le persone rapite decisero che era arrivato il momento di tentare la fuga!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Uscirono dalle loro camere e iniziarono a correre e a urlare chiedendo aiuto insieme.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> Alcune riuscirono ad aprire una grande vetrata e a scappare giù per le scale, con il cuore in gola e l'impedimento dei forti dolori che Condrosarcoma aveva loro procurato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Poi finalmente</b> … incontrarono un bellissimo Principe azzurro in sella ad un cavallo bianco che disse a tutti di fermarsi, perché ormai erano al sicuro a casa sua. Erano al castello e nessuno avrebbe più fatto loro del male, la sua fortezza era sicura, le guardie vestite di bianco avrebbero assicurato pace e tranquillità.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> La regina Gioia ringraziò &nbsp;a nome di tutti e raccontò la sua storia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il principe Azzurro, Pierre</b>, avvertì subito Vivere che arrivò insieme al cane Colosso, felice di aver ritrovato la sua sposa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Decisero che insieme avrebbero dato una lezione al barone Condrosarcoma e al cigno nero, rinchiudendoli in un carcere per sempre; </b>così fecero e, grazie al Principe Pierre e alla sua dolcissima assistente Fatina Giulia, tutte le persone rapite ormai stavano bene, liberate finalmente dal cattivo Condrosarcoma.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La regina ritornò così nel suo regno</b>, insieme all'amato Vivere, al cane Colosso e al Colombo Biagio … e <b>vissero per sempre felici e contenti</b>.</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WHEft1yF9f4" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WHEft1yF9f4" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La nonna Gina di tutti e per tutti</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WHEft1yF9f4" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WHEft1yF9f4" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/nonni" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri di Nonni" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Raccontare per emozionare in bilico tra fantasia e realtà...</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/luZ00bMj2Z4">https://youtu.be/luZ00bMj2Z4</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 09:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Ho scoperto che la mia alunna subiva violenza”. Non siate solo insegnanti, amate!]]></title>
			<author><![CDATA[Ins. Mariella Tursi]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D1"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">L’insegnante è una figura alla quale si richiede la capacità di prendersi cura dei suoi alunni. <b>Nel corso delle mie giornate scolastiche osservo i comportamenti dei miei piccoli, per poter identificare tempestivamente esigenze e difficoltà</b>. Negli anni ho cercato di sviluppare doti interpersonali e comunicative per guidare al meglio i discenti che mi vengono affidati. Questa è una di quelle situazioni in cui sono pienamente convita di essere sulla strada giusta. Ho cominciato ad osservare la mia alunna perché qualcosa mi aveva allarmata. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Silenzi sempre più lunghi, partecipazione alla vita scolastica sempre più inesistente, mezze frasi, piccoli gesti</i>. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Alla mia richiesta di un confronto con i genitori, si è sollevato un muro di omertà che sempre più mi ha messa in agitazione</b>. E così è iniziato il difficile lavoro di ricostruire i suoi momenti e le sue emozioni, dentro e fuori l’ambiente scolastico. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un puzzle che non avrei voluto creare. Tessere fatte di menzogne, violenze, botte. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/abuso-bambini.jpg"  title="" alt="" width="640" height="406" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Non ho finto di non sapere, ma ho segnalato questa situazione di abuso psicologico e fisico a chi di dovere</b>, scoprendo così che la famiglia era già monitorata. A seguito delle mie segnalazioni <b>i servizi preposti hanno deciso di intervenire in modo più incisivo</b>. Mi sento sconfitta nel vedere un piccolo tesoro perdere la sua infanzia, diventare grande prima del tempo, perché impegnata a difendersi. Spero solo che il mio intervento non sia stato tardivo, che la violenza fisica e psicologica non sia diventata per lei modello di vita e che le sue ferite possano rimarginarsi restituendole fiducia in sé e nell’altro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La violenza, sotto qualunque forma si manifesti, è un fallimento. (Jean-Paul Sartre)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mariella-tursi-didattica-sentimento-e-originalit%C3%A0.html#.W7xfXmNoRf8" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mariella Tursi,</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">docente di scuola primaria</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it    " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?il-secondo-giorno-di-scuola" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/4MN-rxTONfQ">https://youtu.be/4MN-rxTONfQ</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Jan 2019 10:09:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/?-ho-scoperto-che-la-mia-alunna-era-vittima-di-violenza---non-siate-solo-insegnanti,-amate-</link>
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			<title><![CDATA[Quando accetti un compromesso muore parte di te stesso. Sei salvo o in catene?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D0"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Chi legge i miei articoli sa quanto sia specifica del mio operare la ricerca dell'etimologia delle parole, poiché in essa si celano spesso le essenze &nbsp;dei significati, esaustivamente chiarificatori delle stesse parole. Oggi vorrei interrogarmi sulla parola <b><i>compromesso</i>,</b> termine di origine latina che viene dalla associazione di due parole <i>cum-promissus</i>, ossia <b><i>obbligato insieme</i></b>. Vista in questa prospettiva, accettare un compromesso può indicare un senso di obbligatorietà ed accettazione di posizioni e prospettive essenzialmente contrarie alla nostra posizione di partenza.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il significato usuale che noi attribuiamo a questa parola, quindi, è leggermente travisato.</span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Personalmente ho sempre attribuito a chi riesce ad orientarsi verso la posizione del compromesso una profonda valenza positiva riconoscendo un’assenza di rigidità</b>, una malleabilità; <b>ho sempre pensato che il compromesso permettesse ad entrambe le parti coinvolte di mantenere la propria posizione</b> smussandone però solo piccoli aspetti. <b>Ravviso</b>, invece <b>oggi, </b>nel significato di <b><i>obbligato insieme </i>un’assenza di quella prospettiva positiva precedente</b>, perché <b>il compromesso in qualche modo rappresenta l'abbandono, </b>il <b>crollo</b> di una propria personale posizione. È l'accettazione faticosa della posizione dell'altro, in cui <b>ognuna delle due parti rinuncia </b>inevitabilmente <b>a qualcosa</b> che ritiene importante per abbracciare, a denti stretti, la prospettiva altrui. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Riflettevo dunque. Interroghiamoci su quanto sia produttivo nelle nostre relazioni </span><span class="cf1"><b>vivere questa parola</b></span><span class="cf1">. </span></i></span></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Mi ritrovo a pensare che avvenga</b><span class="fs12lh1-5"> , nel rispetto dell'etica del compromesso, </span><b class="fs12lh1-5">la perdita dei propri personali principi dei propri personali valori</b><span class="fs12lh1-5">, determinando, dunque, uno snaturamento del proprio sé. Tutto questo è molto importante se ad essere investito è il nostro sentire.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/accettare-compromessi.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Se da una parte si determina un clima di fiducia reciproca nell'abbandono delle proprie posizioni, dall'altra domandiamoci se non stiamo per questo perdendo di vista noi stessi, la nostra integrità e, magari, un nostro valore. </span><b class="fs12lh1-5">Se facciamo della nostra vita un continuo compromesso</b><span class="fs12lh1-5">, se imponiamo alle nostre relazioni questo reciproco scambio, e lo sentiamo necessitato, </span><b class="fs12lh1-5">stiamo attenti che non si stia determinando un profondo cambiamento nel nostro vero sé</b><span class="fs12lh1-5">. </span><b class="fs12lh1-5">Riconoscere dentro di sé la presenza di una irremovibile rigidità, può alle volte salvarci dal perdere noi stessi</b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>"Non ci rendiamo conto dei grossi cambiamenti perché sono il frutto di minuscoli e infiniti compromessi”.</i> (Orhan Pamuk)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Wz9269IzbIV" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Counselor Filosofico &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it    " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?transumanesimo--oltre-l-umanita-------" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Filosofia ed Etica" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il giardino delle parole...</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/IYzlVDlE72w">https://youtu.be/IYzlVDlE72w</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 17:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi non paga le tasse oggi è salvo. Tu le hai pagate? Peggio per TE...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CF"><blockquote><div><div><span class="fs8lh1-5">**Immagine Copertina "La Disperazione" - Van Gogh</span></div></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ecco illustrati i provvedimenti della cosiddetta </span><i class="fs12lh1-5"><b>PACE FISCALE</b></i><span class="fs12lh1-5">, nuova misura che prevede la regolarizzazione delle pendenze tributarie con il fisco.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"><b>Stralcio delle cartelle esattoriali fino a mille euro.</b></span> <span class="fs12lh1-5">È disposto l’annullamento automatico (senza alcuna richiesta da parte del contribuente) dei singoli debiti (compresi bolli auto e multe stradali), affidati all’Agente della riscossione (ex Equitalia) dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, di importo residuo fino a mille euro, calcolato al 24 ottobre 2018 (data di entrata in vigore del decreto legge di Bilancio), comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni. L’annullamento è stato effettuato alla data del 31 dicembre 2018.</span></li><li><b class="fs12lh1-5">Definizione agevolata delle cartelle esattoriali. </b><span class="fs12lh1-5">L’art 3 del Decreto Legge Fiscale n. 119/2018 prevede la Definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 (cosiddetta “</span><i class="fs12lh1-5">rottamazione-ter</i><span class="fs12lh1-5">”). Chi intende aderire pagherà l’importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.Si può scegliere di pagare in un’unica soluzione o fino a un massimo di 18 rate consecutive (5 anni) di cui le prime due con scadenza al 31 luglio e 30 novembre 2019. </span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Saldo e stralcio delle cartelle esattoriali.</b></span> <span class="fs12lh1-5">I contribuenti con un indice di reddito familiare equivalente ISEE non superiore a 20 mila euro potranno regolarizzare il mancato pagamento delle imposte con un’aliquota super scontata e senza sanzioni e interessi.</span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><br></div></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/PACE-FISCALE-CONDONO-FISCO.jpg"  title="" alt="" width="640" height="479" /><br><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Sarà possibile, con questo meccanismo, <span class="fs12lh1-5"><b>regolarizzare le </b></span></span><span class="fs12lh1-5"><b>imposte non versate tra il 2000 ed il 2017</b></span><span class="fs12lh1-5">, in 3 anni con interessi di rateizzazione al 2%. Le cartelle di pagamento oggetto del provvedimento di “Saldo e Stralcio” fanno riferimento ai debiti IRPEF, IRAP, IVA e INPS della gestione artigiani, commercianti e separata, e saranno estinti pagando:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><div><span class="fs12lh1-5"></span></div><div><ul><ul><li><span class="fs12lh1-5">il 16% del complessivo se l’ISEE è minore di 8.500 euro,</span></li><li><span class="fs12lh1-5">il 20% se l’ISEE è compreso tra 8.500 euro e 12.500 euro,</span></li><li><span class="fs12lh1-5">il 35% se l’ISEE è compreso tra 12.500 euro e 20.000 euro.</span></li></ul></ul></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<blockquote><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Naturalmente chi ha già pagato non beneficia di nulla. Peggio per lui!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU" rel="author" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WsumdIhubIU', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink"><b>Dott. Vincenzo Dibari</b></a></span><span class="fs12lh1-5"> - Commercialista </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WsumQYhubIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali" </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/6kgbb-MbHQM">https://youtu.be/6kgbb-MbHQM</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 12:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I bambini devono camminare SCALZI!]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CE"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Il piede piatto (arco plantare non visibile) rappresenta nel bambino piccolo quasi sempre la normalità e tenderà a svilupparsi, o a rendersi visibile nel corso dello sviluppo fisiologico. <b>Questo accade perché il peso del corpo e l’andatura di un bambino non possiedono ancora la forza necessaria che verrà sviluppata negli anni ed è per questo motivo che fino ai sei anni chiameremo <i>piede lasso</i> quel piede che ha ancora un’impronta non definita</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il piede non assume la sua forma definitiva solo quando vi è una lieve condizione malformativa che si può esprimere tardi, verso i 10 anni.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il compito dei genitori è quello di agevolare il corretto sviluppo dei muscoli plantari facendo sperimentare al bambino i diversi tipi di superficie su cui camminare. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sul pavimento di casa i piedi possono essere nudi o con calzini antiscivolo</b>. I gruppi muscolari saranno stimolati in maniera massiva quando il bambino camminerà su terreni sconnessi, come la sabbia ad esempio. <b>Il tipo di scarpa ha importanza? Lo sviluppo fisiologico del piede è indipendente dal tipo di scarpa utilizzato</b>, bisognerebbe soltanto evitare di usare scarpe già usate da altri. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/TIPO-SCARPA-PREVENZIONE.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il plantare può curare un piede piatto? Se il piede è piatto non ci sarà nessun plantare in grado di curarlo</b>. <b>Se dopo i 10-12 anni esiste un’alterazione morfologica del piede</b> che determina una posizione anomala delle ossa con scorretta formazione della volta plantare, <b>si procederà con l’intervento chirurgico</b> che consiste nell’inserimento di una vite nel tarso per via mini invasiva. <b>Il recuperò sarà breve</b>, il giorno dopo il bambino potrà camminare con l’aiuto di un tutore e 2 stampelle. Se, invece, il genitore interpella il pediatra perché ha notato che il suo bambino cammina ruotando uno, o entrambi i piedi più spesso in dentro, incrocia i piedi (in <i>toeing) </i> o, a volte, in fuori (<i>out toeing</i>), verrà informato circa la non problematicità del fenomeno. <b>Quest’ultimo è molto frequente dall’inizio della deambulazione</b>. Oggi sappiamo che si tratta di una situazione del tutto normale che si risolverà spontaneamente nel 80% dei casi entro i 6 anni di vita. <b>Tra i 24 e 36 mesi l’esagerata antiversione femorale può essere associata ad alcuni vizi di postura</b>, in particolare il mantenimento della posizione seduta a terra (la seduta a W) con le ginocchia all’interno e i piedini verso l’esterno. Durante la corsa, o comunque quando il bambino si affatica, il mal posizionamento appare più evidente e questo può spiegare perché i bambini spesso tendono a incrociare i piedi e ad inciampare frequentemente durante la corsa: ciò può essere causato da una retroversione femorale che migliora con la crescita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il judo è un'ottima pratica sportiva che potrebbe essere valutata poiché stimola la corretta postura del piede e sviluppa il sistema sensoriale legato al riflesso plantare</b></span>. </div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dr.ssa Angelica Bonvino</b></a> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Pediatra di Famiglia</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it     " rel="prev" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.cittadellinfanzia.it     ', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=SALUTE+E+BENESSERE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La salute NON può essere un’opzione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/OuE64UaH0WQ">https://youtu.be/OuE64UaH0WQ</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 10:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Mi sento soffocare dal suo affetto". E tu hai mai vissuto un'amicizia malata?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CD"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Ci conoscemmo una domenica mattina, in una tiepida giornata di ottobre. Eravamo al parco con i nostri figli. La notai, poiché mi guardava con insistenza, mentre ero intenta a seguire il mio piccolo che correva e gioiva nel vedere tanti coetanei intorno a sé con i quali poter interagire e giocare. Dopo alcuni minuti, la giovane donna, anch’ella in compagnia del suo bambino, si avvicinò e si presentò con una tale bramosia di fare la mia conoscenza che mi lasciò attonita, ma al tempo stesso lusingata di una tale attenzione nei miei riguardi. <b>Mi rivolse una infinità di complimenti per come ero vestita</b>, <b>per come avevo acconciato i capelli</b> e <b>mi confessò che era rimasta colpita dall’atteggiamento socievole di mio figlio</b>, mentre il suo non mostrava alcun interesse a voler socializzare con gli altri bambini. In breve tempo divenimmo amiche e i nostri piccoli compagni di gioco. <b>Soprattutto nel periodo iniziale della nostra conoscenza ci sentivamo per telefono diverse volte al giorno</b>. Era lei che il più delle volte prendeva l’iniziativa. Era entusiasta della mia compagnia. Ero una buona ascoltatrice, con me poteva liberarsi del peso dei sui problemi legati alla famiglia di origine. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Mi esplicitava il suo desiderio di trascorrere sempre più tempo insieme. Mi descriveva come una persona meravigliosa e mi rivelò che ero l’amica che aveva sempre desiderato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dopo poco tempo, le sue richieste divennero sempre più impegnative</b>. Programmava i nostri incontri con una tale smania! <b>Faceva di tutto per rendere i nostri appuntamenti esclusivi</b>, tanto da allontanarmi da altre amiche<b>, rovinando</b>, in svariate occasioni, <b>la sintonia con il mio compagno</b>. &nbsp;<b>Cominciai ad avvertire una sensazione di smarrimento e pesantezza e una forte ansia mi assaliva al pensiero di sentirla o vederla</b>. Non riuscivo più a sostenere quella situazione, ma il mio senso di colpa bloccava qualsiasi idea per tentare di liberarmi dalla relazione soffocante. <b>Vivevo in una trappola e non me ne ero resa conto prima</b>”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Può accadere</b>, almeno una volta nella vita, <b>di trovarsi in una relazione interpersonale malata</b>. In questo tipo di rapporto le persone coinvolte non sono interconnesse in un sano equilibrio. Nel caso appena citato, <b>le due protagoniste</b>, da un punto di vista relazionale, <b>nutrono dei bisogni inconsapevoli che si insediano nel loro rapporto</b>.<b>Da un lato, l’amica “bisognosa”</b> si trova <b>in uno stato di totale dipendenza </b>affettiva nei confronti dell’altra donna, ricercando costantemente “accudimento” e sostegno, <b>impedendo all’altra persona di sentirsi libera e indipendente nelle sue azioni</b>. <b>Dall’altra parte</b>, <b>l’amica &nbsp;“accudente”nutre il bisogno di sentirsi necessaria per l’altra</b>, fino al momento di sentirsi soffocata e non sapere come fare per scappare da questa vera e propria trappola.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>La relazione di dipendenza è paragonata ad una droga. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">In primo luogo, è importante prendere consapevolezza che qualcosa non funziona nella relazione. <b>È</b><b>opportuno &nbsp;chiedersi come si preferisce vivere la relazione amicale ed esplicitare all’altra persona le proprie intenzioni per il rispetto di se stessi</b>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ASCOLTO-DEPRESSIONE-DISAGIO--1-.jpg"  title="" alt="" width="640" height="423" /></div><div class="imTALeft"><br></div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">In alcuni casi può essere particolarmente difficile fare la scelta di separarsi, dato che si ha paura di perdere quel senso di sicurezza apparente che l’altra persona ci offre. Talvolta la <b>difficoltà della separazione</b> può anche essere originata dall’idea di lasciare qualcosa che ci permette di evitare le responsabilità con altre persone e situazioni. Nei casi più complicati è opportuno pensare di rivolgersi ad un esperto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">“Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità; si può camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti, come noi due, centinaia di migliaia di chilometri.” </span><span class="fs14lh1-5 ff1">(Susanna Tamaro)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Al prossimo articolo e buona scelta a tutti!</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.Wuswx4iFPIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.Wuswx4iFPIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista, educatore extrascolastico &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde.php#.Wusw5IiFPIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/uXoF6DQiTsM">https://youtu.be/uXoF6DQiTsM</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Jan 2019 09:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quando essere fratelli può essere di più, molto di più di un legame di sangue...  ]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CC"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Giunse il tempo in cui Aurora mi raccontò di quando Lei e Lui tacitamente decisero di non scambiarsi più i regali di Natale. Molti anni prima era loro consuetudine farlo, ma la riflessione su quanto era accaduto arrivò con il tempo. Il corso degli eventi aveva tracciato una linea di confine e loro avevano compreso che il regalo più importante sarebbe stati i giorni che si sarebbero dedicati. Ricongiungersi era diventato difficile, si mancavano reciprocamente come l’aria. <b>Erano, l’uno per l’altra, una presenza certa e non fisica</b>. Aurora, sempre schiva a stabilire programmi, mi raccontò che divideva a fette l’anno considerando le tre o quattro volte in cui l’avrebbe rivisto. </span></div><div></div><hr><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Sarebbe stata Lei a raggiungerlo? </i></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Lui a viaggiare verso Lei? </i></div><div><hr></div><div><b class="fs12lh1-5">Era un dettaglio di poco conto</b><span class="fs12lh1-5">. Quelli sarebbero stati i giorni in cui concentrare l’autentica atmosfera familiare, fare il pieno di chiacchiere, risate, conversazioni davanti ad un caffè, seduti a tavola per il pranzo, a bere una birra insieme. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/FAMIGLIA-FRATELLI-SINTONIA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="438" /><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Così trascorrevano i loro giorni insieme, nell’illusione che non sarebbero mai finiti</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">nell’illusione di godersi una routine, nell’illusione di essere quelli di vent’anni prima</b><span class="fs12lh1-5">. Eppure anche loro fanno i conti con lo scorrere del tempo. </span><b class="fs12lh1-5"><i>Aurora mi confida di tutte le volte in cui arriva il momento di dirsi “ a presto”</i></b><span class="fs12lh1-5">. Anche se è abituata ad affrontarlo </span><b class="fs12lh1-5">è come se la cogliesse sempre impreparata e così semina briciole di sé lungo la strada che li separa</b><span class="fs12lh1-5">. </span><b class="fs12lh1-5">Essere fratelli </b><span class="fs12lh1-5">è sicuramente uno stato di famiglia, ma accade anche che sia un </span><b class="fs12lh1-5"><i>richiamo di sangue</i></b><span class="fs12lh1-5"> come per Aurora ed Andrea.</span></div></blockquote><blockquote><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.XD3VmlxKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it     " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WmIB6qjibIU" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/IobNcpiwpSc">https://youtu.be/IobNcpiwpSc</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 Jan 2019 12:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MAMMA E PAPÀ SI SEPARANO PERCHÉ SONO UN BAMBINO CATTIVO?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CB"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Era da un po’ di tempo che mamma e papà litigavano, i momenti trascorsi insieme non erano più gli stessi, non erano più felici quando uscivamo ed andavamo in giro per negozi, o fuori a cena; a casa litigavano molto e spesso credevo fossi io la causa dei continui conflitti e questo mi faceva sentire in colpa. <b>Mamma nell’ultimo periodo iniziava a minacciare papà dicendogli che una volta separata da lui non gli avrebbe più consentito di vedermi</b>, poi iniziava a piangere. Da quel momento ho cominciato a capire che si sarebbero lasciati…dopo poco tempo, si sono separati ed sono rimasto a vivere con mamma e papà è andato via dalla nostra casa. Per me da quel momento è cambiato tutto: non mi sono sentito più tranquillo come prima, ero sempre spaventato, a volte anche arrabbiato, non riuscivo ad accettare di vedere i miei genitori non più insieme e la nostra famiglia divisa.</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">A volte pensavo che se avessi fatto meno capricci o se fossi stato più bravo a scuola, magari, sarebbero restati insieme.</i></div><div><hr></div></blockquote><div><blockquote><div><b><span class="fs12lh1-5">E tutto questo mi faceva sentire tremendamente in colpa!</span></b><span class="fs12lh1-5">”</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/bambini-e-divorzio.jpg"  title="" alt="" width="640" height="421" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Queste parole sono le riflessioni di un bambino di 10 anni che ha vissuto l’esperienza di separazione dei propri genitori</b>: in questo caso la coppia genitoriale non ha comunicato chiaramente al bambino che cosa stesse realmente accadendo, generando molta confusione nel figlio e poca chiarezza sulle reali cause dei continui litigi tra coniugi. Questo è, invece, un aspetto fondamentale: <b>è importante parlare al bambino dicendogli tutta la verità di ciò che sta accadendo</b>, nella maniera più chiara possibile, considerando in modo particolare il suo vissuto emotivo.</span><i class="fs12lh1-5">Bisognerebbe spiegare al bambino che le emozioni che prova (rabbia, tristezza, senso di colpa) sono reazioni normali in un momento così delicato.</i></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>I bambini egli adolescenti potrebbero provare senso di colpa domandandosi se siano proprio loro la causa della separazione dei genitori</b>, potrebbero sentirsi in colpa nel vedere soffrire il genitore con cui vivono, o nel vedere cambiamenti nel rapporto con il genitore che va via da casa. </span><span class="fs12lh1-5">I genitori dovrebbero rassicurare il proprio figlio facendogli capire che innanzitutto non è lui la causa della separazione matrimoniale </span><span class="fs12lh1-5">e che entrambi </span><b class="fs12lh1-5">i genitori</b><span class="fs12lh1-5">, anche se non più insieme, </span><b class="fs12lh1-5">continueranno ad essere sempre mamma e papàe a volergli bene come prima</b><span class="fs12lh1-5">. Alcune semplici, chiaree sincere parole contribuiscono a rendere il bambino più tranquillo e sereno ad affrontare la delicata fase della separazione/divorzio dei propri genitori. Ogni bambino vive in maniera diversa tale evento: molto dipenderà dall’atteggiamento con cui i genitori affronteranno questo cambiamento (atteggiamento che ricordo dovrebbe essere proteso verso la tutela del benessere del minore), dalla personalità del bambino stesso che dovrebbe continuare a vivere in un clima privo di conflitti, il più sereno possibile.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Un fattore importante è determinato anche dall’età del bambino.</b></span></div></blockquote> &nbsp;<div><ul><ul><li><b class="fs12lh1-5">In età prescolare il bambino potrebbe somatizzare il disagio</b><span class="fs12lh1-5"> provato manifestando malesseri come </span><b class="fs12lh1-5">disturbi del sonno</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">incubi</b><span class="fs12lh1-5">, </span><b class="fs12lh1-5">inappetenza </b><span class="fs12lh1-5">o </span><b class="fs12lh1-5">malesseri fisici</b><span class="fs12lh1-5">. I bambini essendo molto piccoli non riescono a comprendere bene ciò che sta accadendo, a volte, sentendosi responsabili, potrebbero diventare accondiscendenti, oppure oppositivi ed aggressivi.</span></li><li><b class="fs12lh1-5">In età scolare i bambini hanno maggiore consapevolezza e sono in grado di comprendere ciò che accade</b><span class="fs12lh1-5">, a volte, per la forte rabbia sperimentata, potrebbero cercare di trovare il colpevole tra i due adulti e, molto spesso, per proteggere l’immagine interiorizzata positiva del genitore, potrebbero assumersi la colpa dell’accaduto.</span></li></ul></ul></div><blockquote><div><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5">È </span><span class="fs12lh1-5">importante perciò consentire al bambino di esprimere ciò che prova, per permettereagli adulti di sintonizzarsi emotivamente sul bisogno del proprio figlio, per affrontare insieme, mano nella mano, il delicato momento di cambiamento familiare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.W3-l6OgzbIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa, specializzanda in </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Psicoterapia Cognitiva</span><b> </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/GnHqGq1G4MU">https://youtu.be/GnHqGq1G4MU</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Jan 2019 19:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CONOSCI IL TUO LIMITE O SFIDI TE STESSO FINO A CROLLARE? ]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CA"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ammessa l’esistenza di un universo multidimensionale, <b>la nostra realtà rappresenta una parte dell’intera, unica, dimensione universale</b>. Dunque, con così tante realtà, ognuna ha delle sue regole e delle sue peculiarità. </span><span class="fs12lh1-5">La nostra realtà è caratterizzata da una forte presenza di limiti: il nostro corpo è limitato, tutto è misurabile e tutto ciò che vediamo è destinato a finire.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>Ma perché esistono questi limiti? </i>I limiti sono indispensabili</b>, perché noi siamo, fondamentalmente e tendenzialmente, immaturi e ignoranti. Poniamo un esempio: quando abbiamo a che fare con un nostro figlio, noi, in qualità di adulti e genitori, imponiamo dei limiti per far sì che il bimbo possa crescere in maniera sana. Allo stesso modo funziona questa realtà.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Siamo tutti bimbi a cui è stato assegnato un corpo che funge da</b> “<b><i>genitore limitante</i></b>”. </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">NESSUNO in questa realtà può essere un peccatore perfetto! NESSUNO può eccedere oltre una certa soglia in qualcosa. </i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Questo perché i nostri corpi sono limitati</b> (<i>per fortuna</i>) e, prima o poi, <b>saremo costretti a fermarci</b>. <b>Immaginiamo un goloso in questa realtà</b>: egli non potrebbe mangiare tutti i giorni a tutte le ore, poiché il corpo non glielo permetterebbe. Dicasi lo stesso per l’alcolizzato, per chi fa abuso sessuale, per chi è pigro... </span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Il corpo si RIBELLA dinnanzi ai nostri ABUSI.</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il nostro corpo ci aiuta ad insegnarci l’autodisciplina dei sensi</b>. Se non avessimo un corpo limitato, tutti noi saremmo in un inferno dove ognuno, per tutto il tempo a disposizione, farebbe quello che più gli piace, per sempre, senza espandere se stesso su altri campi o livelli! </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Ci sarebbe una spaventosa ignoranza</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma nonostante questo, <b>molti</b>, pur avendo un corpo, <b>passano intere giornate in eccessi e abusi senza fermarsi neppure per dormire</b>. <b>Passano giornate intere a fare ciò che “piace” fino a crollare nello stress o in qualche malattia che fermi tutto questo!</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa è la realtà del limite, dell’autodisciplina e della pazienza. Se ognuno di noi imparasse a darsi dei limiti, indipendentemente dai segnali del proprio corpo (malattie, malori, sazietà, stanchezza...), allora per noi non ci sarebbero più dei limiti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Così come il padre vede che il proprio figlio è capace di “<i>regolarsi da solo</i>” e decide di lasciarlo libero di “<i>esplorare il mondo</i>”, allo stesso modo questa realtà agisce su di noi!</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Più non conosciamo limiti e più la realtà ci limiterà!</i></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Più accettiamo i limiti e impariamo da quest’ultimi, più i limiti si dissolveranno!</i></div><div><hr></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/catene-limiti-ostacoli.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’essere umano è una creatura che può essere a volte bestiale e altre divina</b>, <b>ma spesso appare bestiale ed impulsiva</b>. </span></div><div><hr></div><div><i><span class="cf1"><span class="fs22lh1-5">Tanto più bestiali siamo, tanto i limiti si rafforzano. </span></span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Se vogliamo apparire “<b><i>adulti</i></b>” agli occhi di questa realtà, dobbiamo imparare a “<b><i>regolare noi stessi</i></b>” senza eccedere nei vizi e nelle dipendenze.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">A riguardo, <b>vi propongo un esercizio</b>: ogni volta che ci troviamo davanti a qualcosa che ci trasmette un forte impulso di attrazione o repulsione, proviamo a rallentare la nostra reazione e a disciplinarci! Se vedo un bel dolce o un piatto di pasta, e non ho davvero fame, non mi ci devo fiondare sopra per il sol gusto di buttarlo giù nello stomaco, ma posso provare a rinunciare a quella prelibatezza. Se vedo una buona occasione per fare a pugni, e non si tratta di vita o di morte, non devo trasformarmi in un pugile furioso, ma posso provare a non reagire a quell’impulso. Se il corpo è stanco e ho la possibilità di riposare, non devo andare a fare cose, giusto perché non voglio fermarmi, ma posso provare a fermarmi da solo prima che lo faccia corpo. <b>In questa realtà tutto finisce ... ma in quella che verrà dopo le cose possono trascinarci in eterno senza che ci sia un corpo a limitarci e a trattenerci dagli eccessi! </b>Se non si crede a realtà successive a queste, basta soltanto comprendere che <b>essere bestiali ed eccessivamente reattivi</b> (privi di equilibrio) <b>ci porta inevitabilmente ad una malattia e alla sofferenza</b> (il corpo cerca con i suoi limiti di fermarci), <b>per cui riflettiamo su quanto siamo fortunati ad avere un corpo come maestro del limite</b>!</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Wusuy4iFPIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">SuahìmAlKalema</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">maestro di arti marziali energetiche</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire "<a href="www.cittadellinfanzia.it" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Sport e disciplina</a>". </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/vZPmn3xtYOg">https://youtu.be/vZPmn3xtYOg</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 11:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[QUEL DOLORE DA "SUICIDIO"... TI RACCONTO LA SOFFERENZA DI CUI NESSUNO PARLA]]></title>
			<author><![CDATA[Serena Gisotti]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C9"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Il dolore. Cosa è il dolore? </b></span><span class="fs12lh1-5">Tutti, più o meno, nel corso della vita, sperimentano l’incontro con questo nemico. Può essere forte, lieve, parossistico, lancinante, in qualunque forma esso si presenti è l’esperienza che l’essere umano non vorrebbe mai inserire tra i grani del rosario della propria permanenza su questa terra. Il dolore, fisico o psicologico, è in realtà un grillo parlante che ci spalanca le porte della vera essenza di ogni cosa. Ci permette di pensare, osservare ed elaborare un tracciato di ciò che, nel proprio imprevedibile percorso, deve divenire priorità. Oggi vi parlerò di un dolore spesso ignorato perché non conduce alla morte. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Tuttavia un dolore può, seriamente e atrocemente, compromettere l’esistenza stessa rendendola una prigionia. I mostri protagonisti di queste righe sono la <b>cefalea a grappolo</b> e la sua compagna di avventure, <b>nevralgia del trigemino</b>. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Io sono uno dei "fortunati" personaggi di questo racconto gotico (la cefalea a grappolo colpisce più gli uomini in un rapporto 3 a 1) che ha potuto viverle entrambe nella loro sagace, incommensurabile e feroce barbarie. Non a caso </span><b class="fs12lh1-5">quando si parla di “grappolo”, il termine “suicidio” popolarmente vi si accosta</b><span class="fs12lh1-5">. Un dolore bruciante, trafittivo, spesso paragonato a un trapano incandescente. Io l’ho definito, ironicamente, negli anni (grande compagna di viaggio, l’ironia) il “coltello di Freddy Krueger dimenticato nel mio lobo”, rendendo omaggio agli "acini" che partono in fase REM. Sono associazioni mentali assolutamente fedeli e provate a chiedere a un individuo che convive con queste bestie purulenti di raccontarvi il suo cammino… sarete immersi in uno dei resoconti più agghiaccianti che neanche Stephen King saprebbe convertire in narrativa. L’istinto primario è quello di sbattere il cranio contro il muro nella speranza di estinguere, definitivamente, quelle pulsazioni mefistofeliche. Molti sono i contributi Google sull’argomento, pochi, quasi nulli, sulla prospettiva di chi vive questo castigo dantesco. Da qui la necessità di svelare come sopravvive un “prescelto” grappolato. Non riconosciuta come patologia invalidante poiché, nel mio caso, “episodica” (pare la giurisprudenza si stia muovendo per tutelare quella “cronica”), in verità, è profondamente e irrimediabilmente compromettente, tanto da porre, il malcapitato, nell’infausta condizione di temere di uscire anche per una banale “spesa” (sempre che non si abbia una bombola di ossigeno a portata di mano, ma immaginatene il suo utilizzo alla cassa del supermercato! Meglio desistere). Primo attacco di grappolo nel 1996, il pellegrinaggio santo di medico in medico, negli anni, per capire di che natura fosse, resistendo a qualunque tipo di antidolorifico e invisibile a qualsivoglia tac o risonanza, giunsi nel 2007 alla diagnosi acclarata ufficiale dopo un bell’attacco nel cuore di Amburgo e un secondo a S. Pietroburgo (già, non conosce sosta geografica). Di anno in anno i miei grappoli erano diventati “familiari” e i triptani, supportati da un’immancabile bombola di ossigeno accanto al letto, mi facevano compagnia per ben due grappoli (periodi di durata cefalea) all’anno. </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?medicina-cellulare--futuro-senza-malattie-" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Dal 2014, con immunoterapia a base di medicina cellulare &nbsp;del “santo subito” Dr. Rath</a> (<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?medicina-cellulare--futuro-senza-malattie-" rel="help" target="_blank" onmouseover="x5engine.imTip.Show(this, { text: 'Cosa è la Medicina Cellulare', width: 180});" class="imCssLink">info</a>)</span><span class="fs12lh1-5">, la cefalea a grappolo pare, dico pare, aver preso le distanze dal mio flagellato corpo ma, proprio quando credevo nel blu dipinto di blu e in paesi dalle mille meraviglie, ecco comparire, nel 2016, una trepidante e impavida nevralgia del trigemino di natura “post erpetica”. Differente nella genesi e nel trattamento ma con lo stesso dolore, intenso tanto da voler penetrare con le dita nell’occhio per strapparlo e buttarlo via. Ecco, un </span><span class="fs12lh1-5"><b>Herpes Zoster</b></span> che, tra tanti luoghi su cui posare i suoi infausti erpeti, scelse proprio la zona trigeminale. Sei mesi di antivirali e pregabalin hanno reso la mia vita quotidiana decisamente più audace. <span class="fs12lh1-5"><b>Sì perché, in realtà, per la nostra categoria la malattia è davvero un lusso e bisogna scendere a patti col dolore per non arenarsi in strettoie senza uscita che come epilogo prevedono solo isolamento, un portafoglio tagliato a metà e una famiglia allo sbando. </b></span>Quindi col mio sorriso sempre presente, mai affievolito, imbottita di “Big Pharma” sono andata avanti.</div></blockquote><blockquote><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/cefalea-grappolo.jpg"  title="" alt="" width="640" height="446" /></div><div><br></div><div>Non mancavano e non mancano mai (sono evergreen) le espressioni del viandante sornione di turno come “beata te”, “e chi ti fa male, a Te…” che, tralasciandone la correttezza grammaticale, confondono quel sorriso-approccio-alla-vita come goliardia estrema di chi viaggia sul treno paradisiaco della totale assenza di disagio. <span class="fs12lh1-5"><b>Di idioti è pieno il mondo</b></span> e per chi ricopre un ruolo sociale, gli incontri ravvicinati con questi bipedi vacanti è all’ordine del giorno. Ultimamente ne traggo molti spunti per le mie analisi di natura antropologica che riverso, pedissequamente, nel mio lavoro. Soprattutto dopo la nuova visita del male trigeminale, a distanza di due anni, che mi riporta alla luce tutti gli assiomi accumulati nel tempo e la voglia incontrollabile di evincerne un plot narrativo che ne sancisca una verità ineludibile: </div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>l’essere umano è profondamente incapace e atrofico e solo la presenza del dolore o disagio reale può generare desiderio di evoluzione e sfida delle leggi instabili del tempo per lasciare un segnale di immortalità. &nbsp;</i></span></div><div><hr></div><div>Non è un caso che i più grandi capolavori della letteratura, le più importanti scoperte scientifiche, le più straordinarie opere umanitarie … siano state per mano di uomini e donne traghettati sul fiume della sofferenza. Nel mio piccolo cerco di rendere il mio passaggio su questo <span class="fs12lh1-5"><i>refugium peccatorum</i></span> leggermente meno inutile provando a lasciare un messaggio. La sofferenza vissuta in questi anni ma che, paradossalmente, non mi ha mai impedito di portare avanti i miei obiettivi, credo sia stata un’importante chiave di volta nelle mie vedute e nei miei orizzonti. Non mi interessa la mediocrità, sono saccente nei confronti della banalità, non mi pervade alcun sentimento di disagio di fronte a giudizi non richiesti, non richiedo approvazione di chi reputo tre gradini sotto la mia percezione visiva e intellettiva, non bramo consensi di chi per campare calpesta l’altrui dignità, disprezzo chi si piega in cerca di brandelli di carne putrida come fosse oro, disconosco esseri che mercificano i sentimenti e la malattia... mi cingo di stupore, di ingegno, di competenza, di bramosia di crescita, di intenti di grandezza umana, di sana e ineluttabile follia. <span class="fs12lh1-5"><b>Ricordate che il sorriso è un’arma vincente, anche quando sentite che tutto sia controcorrente. Basta una dose di sana e autentica gentilezza per cambiare il mondo.</b></span> <span class="fs12lh1-5"><b>Chi ricambia quell’atto di pura magia, è un eletto.</b></span> D’altronde, in una partita a scacchi con il dolore, seppur “episodico”, quale pensi sia la vera vittoria?</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">A te, caro e distinto lettore, il seguito…</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-vita-da-social-media-strategist.html#.XDSGD817nIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Serena Gisotti</b></a></span></div><div>donna, mamma e... </div><div>Direttore Cittadellinfanzia.it </div><div><br></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it    " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs12lh1-5">www.cittadellinfanzia.it</span><span class="fs12lh1-5"> </span></a></span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pensieri-e-racconti.php#.XDSF3s17nIV" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><br></div></div></blockquote><div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div></div><a href="https://youtu.be/qUCCUZpL_f0">https://youtu.be/qUCCUZpL_f0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 10:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[TUO FIGLIO TI STA CHIEDENDO DI FARE IL GENITORE NON L’AMICO...]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C8"><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La faccia di età adolescenziale è il più delicato momento di crescita</b>, in quanto fondamentale per un successivo percorso di vita sano ed equilibrato. Purtroppo <b>le tentazioni di imboccare strade pericolose e vicoli ciechi dove trovare in fondo solo muri contro cui sbatterci testa ed anima sono migliaia</b>, oggi più di ieri, e i probabili <b>sbandamenti possono procurare ferite lievi</b>, <b>ma anche mortali</b>, <b>per un adolescente che pone le basi della sua età giovanile ed adulta</b>, scoprendo forze e debolezze della sua persona a cui prestare attenzione, ma soprattutto ascolto …Mai come in questo periodo della propria esistenza si rende utile e necessario il supporto educativo della famiglia che spesso delega ad insegnanti ed ad altre figure il compito delicatissimo di seguire e aiutare i propri figli, di fornire loro mezzi conoscitivi della realtà sociale in cui vivono e di mostrare gli aspetti positivi e negativi di essa. </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/ASSENZA-GENITORIALE-ADOLESCENZA.jpg"  title="" alt="" width="640" height="360" /><br><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Spetta principalmente ai genitori aiutare saggiamente i propri figli, mandati invece, molto spesso, allo sbaraglio e sbando in questo mondo di false verità, raccontate con abile scaltrezza da chi non a cuore il bene dell’uomo, ma piuttosto la sua corruzione e il conseguente disfacimento morale.</span></div></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5"><span class="cf1">Non ci sono scuse per un genitore distratto da se stesso, dai propri egoismi e perfino dal suo lavoro che non giustifica l’assenza totale dal ruolo che è tenuto a rivestire nella famiglia.</span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Ciò non significa che nessun genitore può sbagliare, o che ogni genitore, pur impegnandosi profondamente, possa aiutare e supportare il proprio figlio senza fallimenti, cadute e accesi scontri. Non esistono manuali o letterature che possano garantire il giusto orientamento da seguire per evitare che il proprio figlio si perda nel labirinto dell’adolescenza...</span></div><div><b class="fs12lh1-5">Io consiglierei, in primis, di ritornare a fare i genitori</b><span class="fs12lh1-5"> …</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div>Docente di Educazione Fisica e</div><div>Insegnante di danza e pattinaggio a rotelle</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA+E+DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI". </a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...</span></div></blockquote> &nbsp;<div> &nbsp;</div><div> &nbsp;</div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/kQjtK32mGJQ">https://youtu.be/kQjtK32mGJQ</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Jan 2019 11:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA SCOPA FA SCIOPERO E TU DI DOLCI, POVERO...]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ci11k654"><blockquote><span class="fs12lh1-5">Cari </span><b class="fs12lh1-5">bambini</b><span class="fs12lh1-5">, la scopa della </span><b class="fs12lh1-5">Befana </b><span class="fs12lh1-5">è molto arrabbiata: “sono stanca, ogni anno la stessa storia...Vengo caricata di regali pesantissimi e volo tutta la notte in giro per il mondo e, a fine corsa, mi ritrovo stanca, piena di dolori e tutta spelacchiata."</span></blockquote><blockquote><div>Così la scopa va dalla Befana e le dice: “cara mia, quest'anno per portare i <b>regali </b>ai bambini dovrai utilizzare un altro mezzo, perché io sono stanca e...mi metto in malattia”.</div><div>La Befana...la guarda, chiama il gatto Spyro e la implora: “ti prego, tu sei la mia fedele aiutante, non puoi abbandonarmi, solo tu conosci tutte le strade e tutti i bambini, anche tu, gatto Spyro, aiutami a convincerla!”</div><div>“Non mi interessa niente!”, risponde la <b>scopa</b>, “sono stufa di fare ogni anno questa grande fatica, vi saluto e vado a dormire nel mio ripostiglio al caldo e al buio”.</div><div>La Befana allora decide di andare al centro commerciale insieme al gatto e acquista una scopa "aspirapolvere".</div><div>Tornata a <b>casa </b>senza leggere le istruzioni la mette in moto ma...succede il finimondo, parte veloce, gira tutto intorno la Befana; ha paura cerca di spegnerla, ma pigia il tasto di "Superaspirazione ". Che disastro, in un attimo la scopa aspira tutti i regali ma sono tanti e la scopa si blocca e fa...Bum! Esplode.</div><div><br></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/befana-maldive.jpg"  title="" alt="" width="717" height="479" /><br><blockquote><div><br></div><div>La Befana si ritrova per terra, la gonna tutta rotta, le mutande bruciate e le calze piene di buchi.</div><div>A quel punto decide di fare una proposta alla sua cara vecchia scopa.</div><div>“Ti prego...aiutami a consegnare i regali e, quando avremo finito, io, tu, il cane Fred, il gatto Spyro, andremo a riposarci alle Maldive: che ne dici?”.</div><div>La scopa...la guarda ci pensa...e poi dice: “va bene, questa idea mi piace un sacco".</div><div>E così, &nbsp;cari bambini, ogni 7 gennaio su una delle spiagge più belle del mondo potrete incontrare Befana, il cane Fred, il gatto Spyro che riposano beati al sole delle "Maldive"...</div><div>Cosa? Che fine ha fatto l'aspirapolvere?</div><div>Dorme nel ripostiglio in attesa di rendersi utile nelle pulizie di primavera!</div><div>Ciao avete ricevuto tanti regali? </div><div>Io tantissimi...cosa? Tutto il vostro affetto e tantissimi vostri bacini.</div><div>Grazie bambini! Nonna Gina! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WHEft1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "<a href="http://tiny.cc/nonni" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Pensieri di Nonni</a>" </div><div>Raccontare per emozionare in bilico tra fantasia e realtà...</div></blockquote><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/YHo62iysw2w">https://youtu.be/YHo62iysw2w</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 17:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SPEGNETE IL CELLULARE E ABBRACCIATEVI, BACIATEVI, VIVETEVI!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C6"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quest’epoca</b>, pur se colma di facili modalità di comunicazione, <b>è caratterizzata da molta indifferenza</b>, <b>solitudine</b>, <b>assenza di relazioni autentiche</b>, <b>assenza di discorsi</b>, <b>di sguardi negli occhi</b>, <b>di confronti con l’altro</b> in presenza, <b>di una</b> necessaria <b>pacca sulla spalla</b>...di semplice presenza fisica per dire all’altro che non sei solo, che io ci sono e sono con te. Questo manca oggi. <b>Manca l’autenticità in ogni tipo di rapporto</b>. Tutto il resto che si dice, specie sui social, sono solamente chiacchiere gettate al vento. <b>E si resta soli e senza parole</b>. Ed ecco che scrivere i propri pensieri su un diario o dedicarsi alla lettura di buoni libri e poesie tornano ad essere pratiche importanti per rinvigorirsi. Dunque, in questo mese natalizio, cari amici lettori, voglio farvi un regalo: la lettura di una poesia suggestiva, affinché possa darvi un po’ di conforto e speranza nei momenti di difficoltà.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Messaggio di tenerezza</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Questa notte ho fatto un sogno … </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">ho sognato che ho camminato sulla sabbia accompagnato dal Signore, </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Ho guardato indietro e ho visto che a ogni giorno della mia vita, </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">proiettato nel film, apparivano orme sulla sabbia: una mia ed una del Signore. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Così sono andato avanti, finché tutti i miei giorni si esaurirono. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale3/images/Dio-misericordia-aiuto-preghiera.jpg"  title="" alt="" width="640" height="426" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Allora mi fermai guardando indietro,</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">notando che in certi posti c’era solo un’orma … </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Questi posti coincidevano con i giorni </span><span class="fs14lh1-5 ff1">più difficili della mia vita:</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">i giorni di maggior angustia, </span><span class="fs14lh1-5 ff1">di maggior paura e di maggior dolore …</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Ho domandato allora:</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">&lt;&lt; Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me </span><span class="fs14lh1-5 ff1">in tutti i giorni della mia vita,</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">ed io ho accettato di vivere con te,</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia vita? &gt;&gt;</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Ed il Signore rispose: </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">&lt;&lt; Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te </span><span class="fs14lh1-5 ff1">durante tutta la camminata &nbsp;</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">e che non ti avrei lasciato solo neppure per un attimo,</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">e non ti ho lasciato … </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">I giorni in cui tu hai visto solo un’orma sulla sabbia, </span><span class="fs14lh1-5 ff1">sono stati i giorni </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">in cui ti ho portato in braccio &gt;&gt;.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">(Anonimo brasiliano)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WmnkgqjibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Pedagogista - Consulente filosofico</span></div><div><span class="fs12lh1-5">bioetico e pedagogico </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it   " rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WmnkaKjibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni".</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni.</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><a href="https://youtu.be/JSWDo95hNR0">https://youtu.be/JSWDo95hNR0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 11:39:00 GMT</pubDate>
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