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IL RUOLO DEGLI IMMUNOMODULATORI NELLE INFEZIONI RESPIRATORIE RICORRENTI.

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Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE · 21 Settembre 2018
Tags: batterivirusinfezioniimmunomodulatori
Parte Prima
Con l’inizio delle scuole inizieranno ad arrivare negli ambulatori pediatrici bambini (soprattutto dai 2 ai 3 anni) che, per la loro inesperienza immunitaria, si ammaleranno di più. Le infezioni respiratorie ricorrenti costituiscono una fonte di preoccupazione e di disagio per i genitori e un problema comune in età pediatrica. Questi sono bambini che non hanno alterazioni significative dell’immunità, ma soltanto una fisiologica immaturità che fa sì che incorrano spesso in infezioni respiratorie e non. Questa maturità si raggiunge intorno ai 4-5 anni. Il concetto di immunità viene definito come resistenza alle malattie da parte dell’organismo, mentre il sistema immunitario è l’insieme di cellule, tessuti e molecole che mediano la resistenza. La loro reazione coordinata produce la reazione immunitaria.

La funzione del Sistema Immunitario viene svolta contro le infezioni virali, batteriche e le infestazioni elmintiche.

Come noto, esistono due tipi di immunità (Abbas et Al., 2014):                            
·         una innata, più rapida e responsabile della protezione iniziale contro le infezioni;
·          una acquisita, più lenta, che costituisce la strategia più specifica ed efficace contro le infezioni.
Tornando ai bambini: fino ai 3 anni hanno una più o meno rilevante difficoltà a produrre anticorpi contro i batteri e virus ed è per questa scarsa efficienza delle risposte anticorpali che si ha una difettiva memoria immunologica che provoca una recidiva della stessa infezione. Il bambino con infezioni respiratorie recidivanti ha come conseguenza un più lento recupero dell’immunosoppressione post-virale. Da qui nasce, per questo motivo, il consiglio che noi pediatri diamo ai genitori dei bambini che si ammalano spesso e che sono stati scolarizzati, ovvero, di non mandarli a scuola se non sono completamente guariti, o addirittura di aspettare qualche giorno dopo la guarigione.

Esistono degli immunomodulanti che sono in grado di variare l’attività del sistema immunitario stimolando una più rapida ed efficace risposta, aumentando l’immunità non specifica e quindi la resistenza alle infezioni. Sono utilizzati per la prevenzione e la terapia degli episodi di infezioni ricorrenti particolarmente in ambito pediatrico. Sono impiegati dei derivati batterici (frazioni ribosomiali, antigeniche, lisati batterici, glicoproteine), composti sintetici, fitoterapici, nutraceutici e probiotici attraverso l’uso topico a base di batteri saprofiti, Streptococcus salivarius 24SMBc e Streptococcus oralis 89°, che si somministrano direttamente nel naso attraverso uno spray. Gli studi effettuati sono pochi e di cattiva qualità e mostrano una debole evidenza nella prevenzione degli episodi. La stimolazione del sistema immunitario di solito viene misurata utilizzando parametri, quali l’aumento di cellule immunitarie circolanti, o l’aumento della fagocitosi in seguito all’introduzione di un agente patogeno ed è difficile dimostrare scientificamente la presunta capacità di una sostanza di prevenire lo sviluppo di malattie, poiché sono necessari studi di grosse dimensioni per ottenere risultati statisticamente validi che risultano costosi e difficili da eseguire. Negli ultimi anni sono nati numerosi fitoterapici come l’echinacea che è una pianta medicinale orientale, l’astragalo, sempre pianta erbacea perenne originaria della Cina nordorientale, il sambuco nero, un alberello comune in Europa. Sono utilizzati per le loro proprietà immunostimolanti, per prevenire raffreddori e altre infezioni respiratorie in associazione a vitamine D, C, E e Zinco, utilizzate come antiossidanti, fortemente impiegati. Di questo, però, ne parleremo la prossima volta..
                                                                                                      
                                                                                           
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