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Scuola piena di banchi con CATTEDRE VUOTE. Gli insegnanti di sostegno non ci sono!

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Pubblicato da dott.ssa Arianna Sinisi in DIDATTICA E DINTORNI · 16 Ottobre 2020
Tags: scuolasostegnocattedre
In questi giorni ho sperato davvero che un banco potesse risolvere tutti i problemi che affliggono la scuola da sempre, come l'elemento magico di una fiaba. Ho sperato a lungo che fosse così, ma la scoperta che così non sarebbe stato è stata fatta dopo qualche giorno: come ogni anno ho dovuto constatare, infatti, che la vera magia sarebbe stata quella di  partire, non una scuola piena di banchi, ma con una scuola piena di docenti. Da insegnante di scuola primaria ho infatti notato che la più grande difficoltà è quella di sentire, anno dopo anno, quanto quelle promesse più volte ripetute nei mesi che precedono l'inizio dell'anno scolastico, a volte nelle fasi di campagna elettorale, rimangano solo tali! Quella speranza di cattedre tutte assegnate dal primo giorno di scuolaha perso subito senso, riportandoci indietro a quanto accade tutti gli anni. Sono convinta che delle valide intenzioni abbiano guidato le scelte prese e che, forse, un'emergenza come quella vissuta abbia spostato il focus della criticità dai posti "vacanti" ad interventi di altro tipo, strutturali, di "messa in sicurezza", condivisibili e sicuramente necessari.


Ma la questione della carenza di personale è rimasta immutata: cattedre vuote, nomine ancora in corso e alunni con particolari fragilità, i nostri alunni certificati che andrebbero accompagnati per mano dal primo giorno di scuola, privi di un unico docente di sostegno a loro dedicato.

Certo i politici di turno avranno pensato ai superpoteri di noi docenti capaci di coprire più classi, tutte le discipline e tutti gli alunni, estendendo quella coperta oramai troppo corta per chiunque, che portiamo con noi da sempre.

Mi piacerebbe allora conoscere cosa risponderebbe il politico di turno al genitore di un bambino ancora in attesa di un docente di sostegno che ogni giorno a fine giornata attende con ansia di sapere come sia trascorsa la giornata, come affronterebbe l'ansia di queste mamme, quali parole riuscirebbe a trovare per illustrare il percorso di questo bambino non ancora tracciato, quale orizzonti, ancora nebulosi, riuscirebbe a rischiarare e in quale modo lo farebbe. Lo so che garantire il distanziamento e la sicurezza erano l'obiettivo principale di questo nuovo anno scolastico: "la sicurezza prima di tutto!", ci siamo sentiti ripetere all'infinito.
Credo però che un genitore che ogni giorno accompagna un bambino a scuola, che ha sognato e desiderato quel primo giorno,non avesse mai immaginato per quel piccolo tesoro seduto dietro un banco nuovo, ma accanto alla sua maestra.
Perché è quello il posto più sicuro al mondo: per una mamma, per il suo bambino speciale e per quella maestra che, quanto prima, sarà al suo fianco!
Docente Scuola Primaria

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