Pranzi e Cene di NATALE: … e se il parente è un NO VAX?

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Pranzi e Cene di NATALE: … e se il parente è un NO VAX?

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Pubblicato da dott.ssa Vanna Di Lernia in PENSIERI E PAROLE · 14 Dicembre 2021
Tags: natalenovaxcovid
Inutile dirlo, il periodo che stiamo vivendo è veramente delicato e alquanto problematico sotto innumerevoli aspetti. Il Covid ha complicato le vite di ognuno di noi costringendoci a stravolgere molti ambiti della nostra esistenza, da quella lavorativa in primis, con lo smart working, a quella relazionale e affettiva che ha subito, specie nei periodi di picco pandemico, un imponente restringimento nelle cerchie delle frequentazioni e possibilità di incontro.  Esattamente un anno fa, ognuno di noi ha dovuto, PER IL BENE di tutti, soprattutto per le categorie più a rischio (mi riferisco in particolar modo ai fragili, agli immunodepressi, agli anziani) ridurre o sospendere le visite a parenti ed amici, nonostante fosse il periodo più bello dell’anno in termini di condivisione. Quest’anno, con un’importante fetta di popolazione vaccinata con la seconda dose e, addirittura, in corsa verso la terza, la “gestione relazionale” delle festività appare sicuramente migliore, più nitida e decisamente più serena rispetto al Natale 2020.              

Ma, laddove tra la cerchia di amici o di parenti con cui cenare o pranzare durante le feste, fossero presenti No Vax, chiedo a voi, miei cari Amici di Città Dell’Infanzia, cosa fareste, come vi comportereste?

Lo domando perché, se nella vita fuori casa è tutto perfettamente regolamentato con decreti e normative ben precisi e ferrei, dentro le mura domestiche, molto spesso, sembra proprio che non valgano le stesse attenzioni di protezione e cautela reciproca.


E allora mi e Vi domando: è giusto che un vaccinato accetti di condividere la stessa tavola con un No Vax, nonostante creda nel vaccino come strumento di contenimento dell’epidemia, senza sentirsi o essere giudicato discriminatore?

Vorrei fosse chiaro: in questa sede nessuno crede di possedere la verità assoluta circa l’efficacia e la necessità del vaccino. Ognuno possiede un’idea strettamente personale ed è bene che agisca e si comporti seguendo il proprio buon senso, la propria etica e morale, nonché fiducia nella Scienza e nella Medicina.

Nessuno stabilisce, benchè meno la sottoscritta, cosa sia giusto e sbagliato fare in termini di lotta al Coronavirus. L’unica cosa che vorrei è che vi sia per tutti la possibilità di essere rispettati, non giudicati, affinchè nessuno si trovi mai a dover pagare conseguenze (soprattutto in termini di salute) per le scelte e le convinzioni degli altri. Quest’anno, penso, ci debba essere uno sforzo in più: garantire a chi non la pensa come noi il nostro massimo rispetto dimostrato, se dovesse essere necessario, anche ponendo la giusta distanza con chi si ama, in un atto di estremo altruismo. Pensateci: cautelare e proteggere è sempre la forma migliore di Amare … soprattutto a Natale!
Copywriter, donna, mamma

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