“Fuori dalla mia VITA!”. Non tutti meritano il mio BENE

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“Fuori dalla mia VITA!”. Non tutti meritano il mio BENE

Cittadellinfanzia
Pubblicato da dott.ssa Vanna Di Lernia in PENSIERI E PAROLE · 29 Gennaio 2022
Tags: relazionitossichelibertàrispetto
Ho trascorso la mia vita a smussare gli angoli più ispidi del mio carattere, ad allenarmi ad essere più tollerante, più accogliente, addirittura comprensiva con chi mi feriva. Ho cercato sempre di educarmi a non puntare il dito, ma ad analizzare il punto di vista dell’altro, ammorbidendo così le eventuali ragioni che avrei potuto pretendere. Ho lavorato faticosamente affinché imparassi a tendere la mano, non per dare all’altro un’ulteriore possibilità, ma per poterla dare a me stessa, per permettermi di guardare il mondo con occhi più obiettivi, razionali, e, magari, meno condizionati da stereotipi, capaci di avvelenare le relazioni. Ho sperato sempre che la gente intorno avesse i miei stessi valori come punti cardinali e che le nostre bussole, prima o poi, ci avrebbero fatto incontrare in uno spazio comune di rispetto, comprensione, nonostante le legittime diversità di carattere e personalità.

Ho cercato, credetemi. Ho cercato, fino al momento in cui ... ho mollato!

Ho mollato senza pensarci.
Ho mollato senza preavviso.
Ho mollato allentando all’improvviso la corda con la quale ho cercato sempre un punto di equilibrio (precario) con l’altro …

Ho mollato e non potevo crederci: ho respirato libertà!

Superati i quarant’anni ho avuto il coraggio di deporre le armi bianche dell’altruismo che mi vedevano perenne vittima di battaglie impossibili nel cercar di salvare chi non voleva essere salvato, o nel redimere qualcuno che non poteva essere proprio redento.
Mi sono arresa all’evidenza: non tutti meritano la mia comprensione, il mio supporto, la mia stima, il mio bene.

Mi sono arresa finalmente e ho vinto la pace.

Una pace pregna di grande consapevolezza di non dover, per nessuna circostanza al mondo, dividere il mio tempo con persone che non mi piacciono, nelle quali non ripongo fiducia, ricordando sempre che la mia prima impressione è importante perché, la maggior parte delle volte, risulta profetica.



Categoricamente ho fatto “accomodare fuori” dalla mia vita gente che non meritava il posto riservato (“accomodare fuori” è ovviamente espressione edulcorata dell’accaduto, elegante eufemismo che ognuno potrà interpretare con possibili traduzioni del proprio immaginario …). Ho riscritto la lista delle persone con cui voglio stare, delle persone che rappresentano per me un valore, un arricchimento e per le quali anche io sento di possederne uno, persone con le quali condividere un tempo di costruzione: il tempo di qualità. Bianco o nero, dentro o fuori: senza mezzi termini o compromessi. Spietata no, onesta sì, in primis con me stessa.       
         
Copywriter, donna, mamma

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