Un’Intelligenza Artificiale per sostituire quella dell’uomo. Sarà vero progresso?

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Un’Intelligenza Artificiale per sostituire quella dell’uomo. Sarà vero progresso?

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Pubblicato da Francesca Tiseo in PENSIERI E PAROLE · 15 Giugno 2023
Tags: isolamentosocialtecnologia
Vorrei iniziare il mio articolo con una domanda: “cosa ne pensate dell’avanzamento della tecnologia e della sua invasione nelle nostre vite?.Il dibattito che si può generare è estremamente contorto perché se da una parte ci sono persone che sostengono senza dubbi la tecnologia e le sue scoperte, dall'altro ci sono cerchie di studiosi che invece sono preoccupati di ciò che si potrebbe arrivare a fare con le cosiddette intelligenze artificiali. Se chiaramente bisogna tener conto di quella che è l’etica, che va rispettata per non ledere i diritti fondamentali dell’uomo, non possiamo non soffermarci su altri aspetti che stanno emergendo oggigiorno con l’utilizzo dell’AI.

Ormai si sta diffondendo la notizia dell’imminente utilizzo di chatGPT, un’intelligenza artificiale che sta prendendo piede in vari ambiti, da quello legale a quello giornalistico, per passare a quello didattico.          

ChatGPT è un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano per la generazione di testo.



Il suo funzionamento si basa su GPT-3 che, essendo stato “addestrato” utilizzando una grande quantità e varietà di testi, libri, articoli, ecc…, è in grado di generare un testo in modo autonomo, ma dovrebbe essere capace anche di renderlo molto simile al testo generato da un essere umano. Numerose sono le controversie e i malumori generati soprattutto in ambito didattico e pedagogico perché sembrerebbe che chatGPT non dia un onesto supporto alla ricerca per i seguenti motivi:
   
    • l’AI non conosce quasi nulla dei settori citati.
    • Nel migliore dei casi fa affermazioni così generiche che valgono per qualsiasi ricerca di settore.
    • Il più delle volte assembla un misto-mare inventato e privo di qualsiasi forma di scientificità.
    • Non è vero che si autocorregge se le fai notare l’errore.

Si tenga presente che queste affermazioni provengono da sperimentazioni sull’AI e che tale sperimentazione è stata svolta col supporto di un esperto che possiede tutti i requisiti e competenze per poter interagire con l’AI, quindi che conosce i termini e le espressioni giuste per ottenere il meglio. Inoltre, l’utilizzo di questa tecnologia sta già facendo perdere posti di lavoro a persone come copywriter, che si trovano costretti ad accontentarsi di lavori secondari per mantenersi. È di pochi giorni fa la notizia di una copywriter americana licenziata dall'azienda in cui lavorava e costretta a diventare una dog sitter per sostenere le proprie spese. Mi viene da riflettere, ma lo chiedo anche a voi, quanto è giusto sostituire l’uomo in queste mansioni? Quanto un’intelligenza artificiale possa riuscire a scrivere elaborando concetti intrisi di emozioni, di vissuto e di passioni che solo l’essere umano può apportare? A voi le riflessioni.

Dottoressa in Psicologia

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