Relazione tra ALZHEIMER e IPOACUSIA. Deficit uditivo e invecchiamento precoce del cervello

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Relazione tra ALZHEIMER e IPOACUSIA. Deficit uditivo e invecchiamento precoce del cervello

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Pubblicato da Dott. Giorgio Pagnotta in SALUTE E BENESSERE · 30 Settembre 2021
Tags: alzheimerdecadimentomemoria
Il 21 settembre scorso è stata celebrata la giornata mondiale dell'Alzheimer, una tra le forme più comuni di demenza, caratterizzata non solo dalla perdita di memoria, ma anche dall'impoverimento di altre abilità cognitive che interferiscono in maniera grave con la vita quotidiana del soggetto interessato e delle persone a lui vicine. L'aumento dell'incidenza della patologia in questione, legato anche a fattori di invecchiamento, è correlato quindi ai dati in crescita di vita media.
Esiste anche una relazione importante tra Alzheimer e ipoacusia, e diversi studi stimano che il rischio di demenza aumenti oltre il 35% per soggetti affetti da deficit uditivo, seppur di grado lieve.


Dati che invece risultano peggiori in caso di ipoacusia grave, e che interessano maggiormente il sesso maschile. Non sono ancora dl tutto chiari i meccanismi che determinano detta relazione, sebbene sia acclarato un legame tra deficit uditivo e invecchiamento precoce del cervello, che si sostanzia nella perdita di materia grigia. Ciò è dovuto allo sforzo di concentrazione che il soggetto deve compiere per ascoltare e comprendere suoni e voci e che determina un impoverimento delle aree cerebrali deputate al linguaggio e alla memoria operativa.
Un’ulteriore aggravante è data dall'isolamento sociale che le perdite uditive favoriscono.

Isolamento cui conseguono stati di irritabilità, ansia, depressione, stress e infine declino cognitivo.

E' dunque ancora una volta necessario porre l'accento sull'importanza di fare prevenzione. Un esame audiometrico è in grado di fornire importanti informazioni sulla capacità uditiva e, nel caso in cui una consulenza protesica dovesse stabilirne l'utilità, l'applicazione degli apparecchi acustici sarebbe utile non solo a migliorare la capacità di ascolto, ma anche a preservare la vita sociale (con tutte le sue importanti stimolazioni), l'indipendenza e le capacità cognitive.
Gli apparecchi acustici sono in grado anche di aiutare e alleviare i sintomi dell'Alzheimer.
Da citare uno studio dell' American Journal of Epidemiology nel quale sono stati evidenziati dei rallentamenti di declino della memoria in soggetti portatori di apparecchi acustici e affetti da Alzheimer.           
   
Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile

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