DISEGNARE e DIPINGERE musicalmente: ecco a Voi Francesco Goya e Mario Castelnuovo-Tedesco!

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DISEGNARE e DIPINGERE musicalmente: ecco a Voi Francesco Goya e Mario Castelnuovo-Tedesco!

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Pubblicato da M° Marco Corcella in MUSICA E TEATRO · 5 Luglio 2021
Tags: musicapitturaarte

Francisco Goya li ha disegnati, Mario Castelnuovo-Tedesco li ha dipinti.
Se non sapessimo che lavoro faceva quest’ultimo, diremmo che sia stato un collega del ben più conosciuto grande Goya, quello della “Maya Desnuda” per intenderci, che ha fatto delle bozze, poi dipinte dall’alto.
Invece no, Castelnuovo-Tedesco ha dipinto con i colori delle note, da bravo compositore quale era, la cui grande capacità coloristica la ritroviamo oggi ereditata dall’autore di centinaia di colonne sonore e suo allievo, di nome John Williams, quello di Star Wars e Superman per intenderci.

Sì ma, cosa hanno disegnato e dipinto musicalmente questi due?

L’opera si chiama “Los Caprichos”, 80 acqueforti che Goya dipinse sul finire del ‘700 destando parecchio scandalo, e a distanza di due secoli c’è dell’attualità sconcertante: tra i tanti protagonisti ci sono medici ciarlatani, uomini resi amebe non in grado di ragionare con la loro testa, persone di finta cultura.
«Frati che sbadigliano, frati che gozzovigliano, facce squadrate di assassini che si preparano a mattutino, facce astute, ipocrite, aguzze e malvagie come profili di uccelli rapaci [...] streghe, sabba, diavolerie, bambini arrostiti allo spiedo, che so? Tutte le dissolutezze del sogno, tutte le iperboli dell'allucinazione, e poi tutte quelle spagnole bianche e slanciate che certe vecchie perpetue lavano e preparano per il sabba, o per la prostituzione della sera, il sabba della nostra civiltà!» per essere più chiari con le parole di Charles Baudelaire.



Castelnuovo-Tedesco nel 1961 ce ne restituisce con “colonna sonora 24”, facendo nascere i suoi “24 Caprichos de Goya”, una pietra miliare nel repertorio della chitarra, seppur non tanto eseguiti quanto meritano.
L’autore ha la capacità di trasformare delle piccole composizioni in piccoli capolavori, che sembrano opere per orchestra dal tipico timbro e sapore novecentesco, ma godibilissime da tutti per la loro brevità e grazie anche al prezioso lavoro di revisione del maestro Angelo Gilardino, la resa sullo strumento è fenomenale: quasi vien voglia di prendere in mano l’immagine di ciascun quadro associato alla musica e di contemplarla durante l’ascolto. Ce ne sono due in particolare che da ascoltatore prima ed esecutore poi, mi hanno davvero sconvolto: “Non c’è stato scampo”, descrizione di terrore in emozionante crescendo di una condanna a morte dell’Inquisizione sul tema del Dies Irae gregoriano (Stanley Kubrick nella sigla iniziale di Shining non ha inventato nulla) e “Il sonno della ragione produce mostri”, dove si sente mentre si guarda, l’addormentarsi, il sogno e i suoi mostri, quasi una sigla dell’attualità dove la ragione spesso scarseggia. Castelnuovo-Tedesco e Goya con quest’opera ridono con noi, con sarcasmo o vero divertimento, pensano e ragionano con noi su vizi e virtù dell’uomo, e noi continuiamo a stupirci della potenza dell’Arte, capace di descrivere l’uomo in ogni sua epoca.


Musicista e Insegnante di Chitarra  

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