ACUFENE e PSICOTERAPIA: il paziente va aiutato nel forte disagio legato al SINTOMO

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ACUFENE e PSICOTERAPIA: il paziente va aiutato nel forte disagio legato al SINTOMO

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Pubblicato da Dott. Giorgio Pagnotta in SALUTE E BENESSERE · 22 Aprile 2021
Tags: acufeneorecchioterapia
Il termine acufeni, come ormai noto, richiama ad un sintomo uditivo la cui particolarità, nella maggior parte dei casi, sta nella difficoltà di individuare la causa scatenante, nonché l'origine del "suono fantasma".
 
In questo senso si rende necessario un approccio audiologico che parta da un punto di vista differente, se non opposto, da quello richiesto per le perdite uditive. Infatti, mentre un paziente ipoacusico è alla ricerca della "restituzione dei suoni", in caso di acufeni la richiesta è "l'eliminazione di quel suono".

La natura sintomatica dell'acufene gioca un ruolo importante sulle risposte attentive del soggetto e interessa specifiche aree cerebrali che attivano stati di allarme.

 
All'interno di un approccio multidisciplinare, sempre raccomandato, è importante avvalersi anche di uno specialista in psicoterapia, con cui strutturare un percorso mirato al trattamento del sintomo e degli stati emotivi ad esso legati.


 
Solitamente gli interventi di tipo cognitivo comportamentale sono tra le strategie più indicate in questi casi, in cui è possibile fornire alcune informazioni e consigli, oltre ad aiutare il paziente ad abituarsi e a convivere col suono fantasma, fronteggiandone in modo efficace le varie conseguenze quali disagio emotivo, perdita di concentrazione, insonnia, eccetera. Il tutto cercando di centrare obiettivi realistici e correggere le false credenze legate alla percezione del tinnito.

Si contemplano all'interno dell' attività psicologica, tecniche di rilassamento, tra cui il neurobiofeedback, così come una terapia del suono mirata al decondizionamento della percezione dell'acufeni, ma anche sedute in cui lavorare su quei pensieri, emozioni e comportamenti legati al disturbo e che alimentano la sofferenza.
 
In sintesi è importante sempre trasferire al paziente con acufeni la possibilità di una gestione efficace del sintomo, evitando invece di liquidarlo (cosa che purtroppo spesso accade) con frasi come "c'è poco da fare, te lo devi tenere".

 
Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile

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