Abbandono Scolastico. Non è un fenomeno così distante da noi!

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Abbandono Scolastico. Non è un fenomeno così distante da noi!

Cittadellinfanzia
Pubblicato da Dott.ssa Francesca Tiseo in PENSIERI E PAROLE · 10 Settembre 2022
Tags: scuolaabbandonodispersione
Sta per ripartire l’anno scolastico e i ragazzi sono pronti ad affrontare nuove sfide, acquisizioni di nozioni aggiuntive e tanti momenti da condividere con insegnanti e compagni. Da adulta ricordo con piacere gli anni della scuola, erano anni spensierati, certo  carichi di ansie per le varie interrogazioni e compiti in classe, ma quanto erano belli i ripassi con i propri amici o le telefonate a tarda sera per chiedere un aiuto al compagno di classe che, si sa, era quello che studiava sempre! L’Italia però si classifica ancora in posizioni molto alte per abbandono scolastico, tanti ragazzi non proseguono gli studi dopo le medie o, comunque, dopo il secondo anno della scuola superiore.

Ma perché ancora oggi, nel 2022, c’è un alto tasso di abbandono?

Giorni fa ho parlato con un ragazzo che ha deciso di lasciare la scuola e andare a lavoro e mentre si discuteva (premetto che si è parlato per un po’ di tempo) gli ho chiesto questo:
“Perché hai lasciato gli studi?  Non ti manca la scuola?
Pensi di avere grandi possibilità lavorative in questo modo?”


La risposta del ragazzo è stata riassuntiva e mi ha confessato che le sue braccia ora erano a disposizione della famiglia, doveva lavorare per aiutare i genitori e poi mi ha anche detto che la scuola è un brutto ambiente. Ora, in realtà nella sua risposta, senza saperlo, ha toccato due motivi fondamentali che portano all’abbandono scolastico precoce. Uno di questi è proprio il retaggio culturale basso della famiglia di provenienza, che oltre ad uno scarso livello culturale, può trovarsi in situazioni di gravi difficoltà economiche. Un altro motivo, però, si può riscontrare nell’ambiente scolastico. La scuola dovrebbe creare un ambiente adatto a tutti, nel quale non ci si senta come obbligati a studiare, ma si capisca che, proprio là dentro, si costruisce l’uomo sociale. Ruolo della scuola, infatti, non è solo ed esclusivamente quello di trasferire nozioni, ma di essere ponte tra se stessa e società. Per fare questo la scuola ha bisogno di insegnanti che sappiano rendere l’ambiente confortevole, adatto a tutti i livelli cognitivi, che sappia usare un metodo espositivo che possa coinvolgere e che soprattutto sappia mettere in pratica l’intelligenza emotiva. Solo così il ragazzo si può sentire parte di una seconda e più grande famiglia dalla quale non si vuole rifuggire. Per ultimo cito un altro fenomeno che ormai sta diventando piaga sociale e che potrebbe contribuire all’abbandono scolastico: il fenomeno del bullismo. Anche qua credo che il ruolo della scuola sia fondamentale, l’insegnante infatti potrebbe creare in classe momenti in cui gli alunni possano lavorare come all’interno di un team, eleggendo di volta in volta un differente leader. Certo per fare questo, cioè per condurre un gruppo e aiutarlo nella coesione, l’insegnante dovrebbe essere formato costantemente per aumentare le proprie soft skills legate a questa attività.
Sperando sempre in un mondo migliore, buon anno scolastico a tutti.

Francesca Tiseo
Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche
Ricercatrice di Verità

www.cittadellinfanzia.it
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