Vivere soltanto per i figli è da egoista. Ricorda: essere iper protettivo non fa di te un bravo genitore!

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Vivere soltanto per i figli è da egoista. Ricorda: essere iper protettivo non fa di te un bravo genitore!

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Pubblicato da Dott.ssa Anna Moscatelli in PSICOLOGIA · 2 Aprile 2022
Tags: genitorifiglitossici
Rispetto a qualche decennio fa oggi i genitori sono più presenti e partecipi nelle vite e nelle scelte dei figli, con il rischio di un coinvolgimento eccessivo. Con l’illusione di essere dei “bravi genitori", di “fare di tutto per i propri figli” madri e padri puntano soprattutto alla propria soddisfazione personale. Vivere soltanto per i figli fa sì che vivano la vita dei figli. Sono i genitori iper presenti: sollevano i figli da ogni sforzo e fatica e, senza lasciare alcun margine di autonomia, si sostituiscono completamente a loro in ogni scelta.
Proiettano sulla loro progenie aspettative e sogni che loro non sono riusciti a realizzare; rubano ai figli la possibilità di crescere scegliendo per sé stessi, anche sbagliando.
I bambini diventano così dei ragazzi chiusi in una gabbia che, da un lato li protegge ma, dall’altro, toglie loro ogni sicurezza, ogni possibilità di imparare a camminare sulle proprie gambe, di costruire una propria personalità. Sono figli che non possono decidere liberamente per sé stessi e non sono in grado di assumersi delle responsabilità.



La loro identità è schiacciata da quella dei loro genitori di cui diventano un prolungamento. I genitori, d’altra parte, dimenticano completamente altri ruoli che dovrebbero ricoprire.

L’amore diventa un cappio impedendo di vivere appieno e liberamente, agli uni e agli altri. Quando la vita di mamme e papà “gira” intorno a quella dei figli diventa difficile capire “dove inizia l’impegno dei genitori e finisce”, quale la felicità degli uni e quale degli altri.

Una vita spesso insoddisfacente dal punto di vista personale o professionale rischia di determinare un pericolosissimo “spostamento” dei propri bisogni sui figli, di considerarli la propria “seconda possibilità”, l’occasione per avere una rivincita su desideri che non si sono realizzati. A questo si aggiunge il senso di vuoto incolmabile che le mamme e i papà provano al momento del distacco naturale che prima o poi avviene.
Alla crescita dei figli dovrebbe corrispondere, invece, l’evoluzione del legame in un rapporto adulto e risolto, senza virate pericolose verso l’egoismo, il narcisismo e la manipolazione.
Ogni figlio è un bene prezioso e una ricchezza inestimabile per i suoi genitori ma non è loro proprietà. Ogni figlio ha bisogno di sentirsi compreso e affiancato nel percorso di vita che sceglie per sé. Nel difficile “mestiere” di genitore non si dovrebbe dimenticare che i figli hanno una vita propria: come recita una nota poesia del poeta Khalil Gibran siamo noi a metterli al mondo ma non ci appartengono! Non possono camminare su una strada tracciata da altri, né i genitori possono invadere la loro.

Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare

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