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VACCINO anti Covid19: tra mille dubbi e perplessità. Spieghiamo.

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Pubblicato da Dott.ssa Angelica Bonvino in SALUTE E BENESSERE · 19 Gennaio 2021
Tags: vaccinocovid19benessere
Finalmente mi sono vaccinata! La mia copertura protettiva inizierà tra 12 giorni e dovrò fare la seconda dose.
Per 10 mesi molti ricercatori di tutto il mondo hanno lavorato insieme per trovare un vaccino contro il SARS-COV-2.
Molte persone hanno ancora qualche perplessità nei confronti del vaccino contro il SARS-COV-2 .
All’inizio anche io ero perplessa perché non sapevo come fosse fatto il vaccino. Era stato fatto in soli 10 mesi. Non sapevo come era stato fatto.  

La tecnica su cui si basa il vaccino è quella dell’ RNA messaggero ed è una tecnica studiata da più di 15 anni.

Ho saputo che sintetizzare una molecola di RNA è un processo rapido. Esistono delle macchine in laboratorio che lo producono in poco tempo (in 48 ore più o meno) una volta conosciuta la sequenza dell’ RNA.
Pensavo anche alla possibilità che la conservazione dei vaccini a basse temperature poteva compromettere l’efficacia terapeutica, nell’eventualità che non fossero mantenute stabili.

Tuttavia, sono venuta a conoscenza che l’efficacia del vaccino si mantiene stabile fino a 5 giorni dallo scongelamento.

Un altro aspetto degno di nota è che il virus SARS-COV-2, essendo di tipo RNA, non può integrarsi col nostro DNA.
È stata la professoressa Chiara Azzari, immunologa pediatra, ad annullare le mie perplessità.
Ci sono dei virus come quello erpetico che rimangono sempre all’interno della nostra cellula, perché sono virus a DNA, ad esempio, quello della sesta malattia, il quale è un virus erpetico che rimane sempre all’interno dei nostri monociti e macrofagi.


Esistono tanti virus ad RNA, come quello del raffreddore, influenza, HCV, ecc… All’interno di questi virus ci sono tante proteine ed RNA.
Il virus a RNA è formato da tanti pezzetti di RNA. Incontriamo spesso un virus a RNA, come i virus gastroenterici, del raffreddore. Questi virus non possono integrarsi con il nostro genoma, che è a DNA, perché parlano lingue diverse. Affinché possa integrarsi deve trasformare il suo RNA in un DNA. Deve possedere un enzima chiamato “trascrittasi inversa” come quello dell’HIV.
Il SARS-COV-2 non possiede la trascrittasi inversa per cui non si integra nel genoma.
I ricercatori hanno analizzato l’informazione genetica del virus, hanno preso il messaggio o RNA messaggero che produce la proteina Spike ed hanno inserito il messaggio dentro una capsula di grasso.
Le capsule di grasso con l’RNA messaggero sono introdotte nel corpo tramite il vaccino. Le pareti delle nostre cellule sono formate da una sostanza grassa che si fonde con la capsula del vaccino per produrre delle proteine simili alla proteina Spike che si trovano sulla superficie del coronavirus. Di seguito le cellule T del nostro sistema immunitario, non riconoscendole, danno l’ordine di produrre gli anticorpi.

Gli anticorpi del nostro sistema immunitario si attaccano alle proteine Spike pronti per un altro attacco. Quello che ancora si ignora è quanto dureranno in circolo.

Quindi all’interno del vaccino c’è solo un piccolo pezzetto del virus SARS-COV-2.
Solo un pezzetto dell’ RNA che serve a produrre la proteina Spike senza riprodursi. Il nostro sistema immunitario è abituato a riconoscere e combattere un virus a RNA.
Quando il virus entra nel nostro corpo dopo l’introduzione del vaccino, incontrerà gli anticorpi generati dalla reazione del sistema immunitario che lo distruggeranno. Se il virus muta la sequenza dell’RNA si può adattare in un attimo.
Il virus a RNA, quando si replica, sbaglia la sua composizione e quindi muta. Solitamente non fanno grosse mutazioni per cui, per la variante inglese, il vaccino attuale della Pfizer-Biontec è ancora valido.

Pediatra di famiglia

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