Studenti “etichettati” dai DOCENTI. Si conosce il DANNO che si fa?

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Studenti “etichettati” dai DOCENTI. Si conosce il DANNO che si fa?

Cittadellinfanzia
Pubblicato da Prof.ssa Angela Bini in DIDATTICA E DINTORNI · 27 Dicembre 2021
Tags: scuoladocentiimparzialità
C’è una parola che prediligo ed utilizzo spesso nel mio parlare, pensare ed agire.
Questa parola è “Oltre”. Per me ha il significato di apertura e superiorità mostrate nel superamento di tutti quei pregiudizi e preconcetti che impediscono ogni volta, alla mente e al cuore, di cogliere la vera sostanza delle  persone, che non vanno mai giudicate dal loro ben o mal apparire. Non dalle azioni, ma dalle intenzioni. Non dalla bella forma o facciata, ma dal loro vero essere, che solo quell’andare oltre può cogliere.
In ambito scolastico, per esempio, accade che sedendo in cattedra molti docenti, sentendosi autorizzati dal proprio ruolo, esprimano azzardati ed etichettanti giudizi che vanno a condannare i propri studenti ad una  prigione di valutazione, da cui non sarà facile liberarsi.

Le etichette, infatti, restano. Fanno il giro della scuola, e non solo.

Ho visto in classe ragazzi spontanei e veri, ritenuti da colleghi incapaci di andare oltre, piangere per essere stati giudicati maleducati e puniti per questo.



Solo per essersi alzati a gettare una carta nel cestino portarifiuti, senza aver chiesto prima il permesso, o per essere intervenuti, magari, durante una spiegazione, interrompendola.
Dire maleducato  ad un giovane ben intenzionato, ritengo sia davvero inopportuno ed esagerato.

Un  giovane va guardato dentro, e non fuori. Qui son tutti molto belli e bravi. L’essenza, infatti, purtroppo, non fa mai rima con ... apparenza.

Ho visto sempre quel genere di colleghi giudicare "non bravi" studenti verso cui non nutrivano particolare simpatia, declassarli, distruggendo la loro autostima.
Restare ancorato al proprio prematuro giudizio, per un educatore, è grave difetto che rischia di bloccare  coscienze e personalità in crescita. Una sorta di delitto commesso alla luce del giorno, che resta sempre impunito. Nella scuola, come nel mondo, le etichette andrebbero messe solo ad abiti da esporre in vetrina … e la parola oltre dovrebbe essere di uso comune perché il progresso vero è quello umano.

Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle

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