Non ho bisogno di pubblicare spasmodicamente la mia VITA sui social, ma continuo a vivere… nel REALE!

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Non ho bisogno di pubblicare spasmodicamente la mia VITA sui social, ma continuo a vivere… nel REALE!

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Pubblicato da dott.ssa Vanna Di Lernia in PENSIERI E PAROLE · 31 Maggio 2021
Tags: nomofobiasocialmediafacebook
Ma che fine hai fatto? E’ da una vita che non ti vedo! Sei sparita da Facebook, non pubblichi più niente da un sacco di tempo!
All’ultima espressione non riuscii a trattenere una grassa risata, lo ammetto, nonostante i tempi restrittivi del Covid, le risi in faccia letteralmente senza pudore! Sentivo quasi fosse irrispettoso nei miei confronti rimanere lì ad udire corbellerie di tali dimensioni. Ripresi fiato e scandendo bene le parole, calibrandole compitamente in ogni singolo suono, risposi: “ho vissuto, vivo, mi godo ogni singolo momento, ho sofferto, soffro, ho amato, ho odiato, amo ancora, ogni tanto (ahimè) mi ritrovo ad odiare e… tanto altro ancora… tutto ciò senza il bisogno di esporre su pubblica piazza i miei giorni, le mie ore, i miei incontri e i miei scontri”. La lasciai basita, in pochissime parole prosciugai tutta la vanità inquisitoria delle sue: colsi in fulminei istanti un imbarazzo catastrofico nei suoi atteggiamenti: si sistemò i capelli dietro le orecchie rimettendo in asse le spalle, come se volesse erigere con la postura una barriera che celasse la drammatica soggezione in cui era caduta.
Questa è la fine che ho fatto…”, continuai con tono meno perentorio, accennandole un sorriso questa volta, ammetto con taglio sarcastico.     


Mi accorsi, forse, nel secondo successivo alla mia risposta, di essere stata travolta dall’impeto emozionale di chi era stanco di sentirsi richiamato per essere scomparso dai social, come se la vita digitale corrispondesse specularmente a quella reale, e che lei avesse pagato un po’ per essere stata l’ultima persona ad aver sottolineato questo, non che in passato fossi mai stata così attiva o… interattiva.
Abituati a pubblicare ogni momento, ogni gioia e dolore sui social, abbiamo perso la possibilità di condividere quell’istante in primis con noi stessi, di interiorizzarlo realmente, di farlo nostro nel profondo, di permettere alla nostra mente di ricordarlo e al nostro cuore di sentirlo.
E’ quasi come se un evento acquisisca reale valenza solo attraverso una pubblicazione e che quindi celarlo al pubblico social sia paradossalmente non viverlo appieno, o, peggio ancora, non viverlo affatto.
Quanti tramonti non ho fotografato in questi tempi, quanti baci e abbracci ho dato e ricevuto che non ho raccontato con hashtag e aforismi di poveri filosofi bistrattati, quanta forza ho cercato dentro di me e quanta tristezza… ma vi assicuro: quei tramonti li ricordo tutti, quei baci, insieme agli abbracci, sono dentro di me e dei pensieri dei filosofi, che hanno caratterizzato la mia formazione accademica, ho sperimentato con orgoglio il lavoro duro e silente nel corpo e nella mente.
Ho vissuto, vivo e continuerò a vivere orgogliosamente nel reale!

Copywriter, donna, mamma

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