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Le INSIDIE dell’ESTATE: dalle zanzare all’alga TOSSICA. Facciamo chiarezza su come intervenire

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Pubblicato da Dott.ssa Angelica Bonvino in SALUTE E BENESSERE · 11 Agosto 2020
Tags: algatossicamareestate
Estate: tempo di vacanze e di mare, ma anche di insidie, come il sole, la sabbia, meduse e i ricci di mare, oppure insetti come, per esempio, la zanzara. Per quanto riguarda il sole, sappiamo benissimo che dobbiamo evitarne l’esposizione al mare nelle ore centrali della giornata e che sono soprattutto i bambini a risentire di più delle ustioni e dei colpi di calore. Dobbiamo  bere molta acqua per evitarli, mentre per le scottature o per gli eritemi solari dobbiamo, invece, usare creme ad alta protezione.
Anche le zanzare costituiscono un’ insidia, soprattutto  per i più piccoli. Le zone esposte possono dar luogo, dopo la puntura, a edemi ed arrossamenti con molto prurito che può comportare lesioni di grattamento e possono dar luogo a infezioni se non si utilizzano creme emollienti o al cortisone. Le visite in ambulatorio in questo periodo sono molto spesso attinenti a richieste su come risolvere i problemi correlati alle suddette  punture.

I nemici acquatici, invece, come le meduse ed i ricci, non passano inosservati per via delle loro dolorosissime punture, specialmente per i più piccini.

Le meduse sono velenose e urticanti e, a volte, non facilmente visibili in acqua, a tal punto che se ne percepisce il contatto quando è troppo tardi. I loro tentacoli contengono sostanze che scatenano irritazioni, arrossamenti, piccoli ustioni e, nelle peggiori delle ipotesi, shock anafilattico. Per fortuna gli esemplari che troviamo lungo le regioni balneari italiane non sono altamente pericolose.
Il primo rimedio in caso di contatto è quello di lavare per qualche minuto la ferita con acqua di mare e applicare una crema al cloruro di alluminio per alleviare gli effetti del veleno.
Dobbiamo evitare i rimedi casalinghi, quelli che ci siamo sentiti dire almeno una volta nella vita, come l’ammoniaca, le urine oppure l’aceto da cucina, perché il loro effetto è anche peggiorativo.
In particolar modo, l’aceto e l’ammoniaca infiammano ulteriormente la zona di cute che è stata punta dalla medusa.

Il riccio di mare può darci irritazione procurata dalla puntura dei sui aculei.

La sabbia può comportare un’infezione acuta e contagiosa della pelle molto comune, la cosiddetta impetigine che va curata con pomate antibiotiche o trattamenti per bocca in caso di infezione più diffusa.
In quest’ultimo periodo l’attenzione è posta sull’alga tossica, l’Ostreopsis Ovata, che sta aumentando sulle coste pugliesi, risparmiando le coste salentine ed il Gargano che sono mete turistiche molto ambite. Anche nelle acque della Sicilia iniziano in questo periodo a proliferare. Si stanno verificando molti casi di febbre, con sintomi respiratori e, forse, alcuni di loro sono attribuibili a quest’alga.
L’Arpa - Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente - dal 2010 ha l’obbligo di monitorare le acque delle zone a rischio.

L’Alga tossica vive solitamente su alghe pluricellulari o su fondali rocciosi e predilige acque calde, calme e bene illuminate, è una specie tipica dei mari tropicali e, come già descritto, produce tossine.

Probabilmente è stata introdotta accidentalmente nel Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi.
L’alga può causare intossicazione durante la fioritura, non tramite ingestione o contatto come si potrebbe pensare, ma attraverso l’inalazione di quello che viene definito aerosol marino, cioè di microparticelle acquose in sospensione che contengono la Ostreopsis Ovata.


Questa esposizione può portare ad alcuni sintomi tipici, tra cui irritazione delle mucose respiratorie e congiuntivali, raffreddore, difficoltà respiratorie, tosse e febbre, spesso simili alla sindrome influenzale. L’esposizione può avvenire anche senza entrare in acqua, soprattutto nelle giornate ventose di mare mosso, quando le particelle d’acqua arrivano anche molto lontano dalla riva.
Un altro modo in cui questa specie può causare danni alla salute umana è tramite ingestione di organismi marini, principalmente ricci e molluschi muniti di conchiglia e presenti vicino alla riva che, con il tempo, accumulano la tossina in grandi quantità. L’ingerimento può causare un’intossicazione alimentare a poche ore di distanza, anche se c’è stata una preventiva cottura o un congelamento.

L’alga non è visibile ad occhio nudo, misurando solo dai 30 ai 70 micrometri. Si deposita sul fondo provocando nel lungo periodo la morte degli altri organismi marini per mancanza di ossigeno.

L’alga lascia alcuni segni visibili che comprendono schiuma e materiale gelatinoso in superficie ed un’ombra scura, simile ad una pellicola, che riveste il fondale.
È importante lasciare la spiaggia o il litorale nel caso in cui si avvertissero sintomi di affaticamento nella respirazione, lacrimazione o altri disturbi in zone dove potrebbe essere presente l’alga. La raccomandazione è valida soprattutto per le persone già affette da altri tipi di disturbi respiratori, come per esempio l’asma.
Il malessere può essere attenuato già allontanandosi dal luogo interessato e, anche nel caso perdurasse nel breve termine, sparisce mediamente nel giro di uno o due giorni.Sarebbe meglio limitare il consumo di organismi come ricci e molluschi a conchiglia, che brucando sulle alghe potrebbero aver accumulato la tossina. Ancora più importante, sarebbe opportuno non catturare molluschi di mare.I sintomi che in questi ultimi giorni stiamo osservando in ambulatorio molto probabilmente sono dovuti all’effetto di quest’alga. Il mare agitato e piuttosto freddo è preferibile  ad un mare calmo e caldo in termini di riduzione del rischio di intossicazione.

Pediatra di Famiglia

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