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Intelligenza artigianale contro intelligenza artificiale: sfida o alleanza?

Intelligenza artigianale contro intelligenza artificiale: sfida o alleanza?

Cittadellinfanzia
Pubblicato da Dott. Giorgio Pagnotta in SALUTE E BENESSERE · Martedì 18 Nov 2025 · Tempo di lettura 3 minuti
Tags: intelligenza
Qualche giorno fa ho letto il post di un collega in cui si parlava di "intelligenza artigianale" come valore fondante del nostro lavoro… L’espressione mi ha colpito, perché la sento molto vicina. Mi ha fatto pensare a quante volte, nella nostra professione di audioprotesisti, ci troviamo a operare proprio lì, su quel confine sottile tra sapere tecnico, esperienza, intuito e capacità di adattamento. Ecco perché l'intelligenza artigianale non si oppone a quella artificiale, bensì si nutre anche di essa e ne rappresenta il necessario contrappeso.
È fatta di mani, di orecchio, di pazienza ed è il frutto di ore passate ad ascoltare, osservare, aggiustare. Non è qualcosa che si improvvisa, ma si costruisce con il tempo, con la cura, con lo studio costante di ogni singolo caso.

Viviamo nell'epoca dell'efficienza e dell'automatizzazione, dei risultati in tempi rapidi per cui rischiamo di dimenticarlo e di perdere la consapevolezza del fatto che il nostro lavoro non è un "servizio tecnico", ma un atto professionale che si compie nel tempo, con la persona e per la persona.

Perché la tecnologia, da sola, non cura, non consola, non accompagna, non rassicura. Quello lo facciamo noi lo facciamo usando quella  forma di intelligenza che non si può standardizzare: quella artigianale. Un fitting (regolazione fine degli apparecchi acustici) non è mai solo una procedura, ma un incontro e una costruzione paziente, fatta di passaggi, errori, aggiustamenti, tentativi.



Non è mai uguale a se stesso, perché ogni persona porta con sé un mondo diverso e ha bisogno di soluzioni diverse. La vera sfida, quella di riuscire a coniugare competenza tecnica e sensibilità umana, algoritmi e ascolto, dati e dialogo. L'audioprotesista non è (solo) colui che applica protocolli,  è anche e soprattutto  colui che li interpreta, che li adatta e  che sa quando è il momento di deviare per trovare la strada più giusta.  In una società che spesso ci spinge verso la semplificazione, verso la rapidità, verso la standardizzazione dei percorsi, credo sia essenziale tornare a dare valore al nostro lavoro in quanto lavoro artigianale. Un lavoro che ha bisogno di tempo, di relazione e di spazio per riflettere, per provare, per sbagliare e poi riuscire. Credo che oggi più che mai, è proprio questa "intelligenza artigianale" che può ridare senso e riconoscimento al nostro ruolo.

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