Giornata della MEMORIA: gli anni della GUERRA... il sorriso di mia madre mi ha salvato la VITA!

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Giornata della MEMORIA: gli anni della GUERRA... il sorriso di mia madre mi ha salvato la VITA!

Cittadellinfanzia
Pubblicato da Maria Gabriella Finizio in PENSIERI DI NONNI · 27 Gennaio 2021
Tags: auschwitzmemoriaguerra
27 Gennaio: giorno della memoria. Oggi io voglio ricordare questo giorno così.    
Lettera a mia madre.
“Cara mamma, io mi domando sempre come tu abbia fatto a vivere la tua vita di moglie bambina e di madre, in giorni ed anni così tremendi. Hai sposato il tuo principe azzurro che di anni ne avevi 16 e ti sei lasciata alle spalle la tua fanciullezza, i tuoi sogni e hai iniziato la tua vita di moglie nel 1939 seguendo il tuo sposo che di anni, invece, ne aveva 28, lo hai seguito in tutte le caserme d'Itala… sì, perché lui era un principe carabiniere.
Non fu facile per te che eri abituata a vivere in campagna con tanti amici animali con cui facevi il bagno nel laghetto e alle lunghe galoppate in sella alla cavalla Camilla: senza sella andavate felici incontro al vento con il cane Colosso che vi seguiva, mentre tu cantavi felice la dolce canzone ‘io sono felice’.
La prima caserma fu quella di Bentivoglio in provincia di Bologna dove il mio papà comandava la stazione, stanze buie e silenzio.
Nel 1940 sei diventata mamma per la prima volta e di anni ne avevi 17.     
Dopo due anni, un’altra caserma, quella di Pompei che ti ha visto nuovamente diventare madre e in cui incominciavi a ricordare sempre più spesso i tuoi giorni spensierati e felici.
Nel 1943, un altro trasferimento: il più tragico, in piena guerra a Trieste.       
La guerra incalzava e, proprio da Trieste, dopo aver dato alla luce il tuo terzo figlio, il tuo sposo dovette scappare, per non rischiare di essere mandato nei campi di concentramento, peggio ancora, di essere fucilato.
Nel 1944, avevo tre figli e solo 21 anni: eri sola, lontanissima da tutti i tuoi cari e con la paura delle bombe che ti faceva correre subito verso i rifugi.

Cara mamma, io anche se piccola c’ero: mi ricordo di come ci vestivi di corsa al primo allarme e… via al rifugio dove si incontrava tanta gente che in lacrime pregava.

Il rifugio a Trieste era sistemato sotto una collina di girasoli. Ricordo tante brutte situazioni ma… ricordo anche il tuo sorriso e la tua voglia di non spaventarci e farci essere sereni raccontandoci le tue belle favole.
Poi… un bel giorno… i tedeschi vennero messi in fuga, vicino alla caserma, nella loro postazione arrivarono gli americani e fu per noi tutti un periodo migliore.
Prendesti una grande decisione: <<andiamo via, ritorniamo dai nonni!>>… e così il nostro lungo cammino di rientro.

Ci fu un brutto episodio durante la fuga che ricordo: eravamo nascosti in un pagliaio quando arrivarono i tedeschi e ti intimarono di mostrare i tuoi documenti e lì si sfiorò la tragedia.

Nella tua valigia, oltre ai documenti c’era la pistola di ordinanza del tuo sposo più una foto che vi ritraeva insieme nel giorno del matrimonio e lui era in divisa.
Un Santo ci salvò... sì perché alla vista di questa ragazza con tre bambini il tedesco ignorò il tutto, ritirò la pistola, bruciò la foto e... non so perché ci scaricò alla "Croce Rossa Italiana".
L'incubo era finito: ci rifocillarono, abiti puliti, tanto cibo e dei sonni tranquilli .


Dopo un po’ di giorni la Croce Rossa ci riportò in Puglia dai nostri amati nonni. Mia madre ci aveva riportati a casa. Lei, dopo i primi giorni, cominciò ad essere la ragazza di un tempo e riprese a fare il bagno nello stagno con le sue amiche ranocchie e a cavalcare senza sella cantando e andando incontro al vento sempre con il suo grande amico il cane Colosso.
Ecco questa era mia madre: una sposa bambina, ma anche un’eroina.
La guerra finalmente nel 1945 terminò.
Trascorsero due anni felici e poi finalmente il mio papà ritornò a casa e la mia mamma ritornò a vivere in altre caserme, ma sempre serena e sempre pronta a regalarci amore e tanta serenità. Ecco, questa era la mia mamma, sposa bambina e si chiamava Giovanna”.

La nonna Gina di tutti e per tutti

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Raccontare per emozionare in bilico tra fantasia e realtà...
         
                           



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