Professionisti online - Cittadellinfanzia

Vai ai contenuti

Finalmente la pedagogia entra nella scuola. Siamo in piena EMERGENZA educativa!

Cittadellinfanzia
Pubblicato da Dott.ssa Beatrice Chieppa in DIDATTICA E DINTORNI · 28 Ottobre 2020
Tags: pedagogiaeducatoriscuola
L’anno scolastico cominciato da un po’, nonostante ansie e preoccupazioni per il rientro a scuola, causa Covid, da docente pedagogista l’ho salutato con benevolenza, foriero di belle promesse e di una svolta, o meglio, di una riconsiderazione che sembrava essere perduta chissà dove. Due belle novità hanno accompagnato l’estate appena trascorsa a ridosso del nuovo avvio, pensando che finalmente ciò che sembrava ormai lontano potesse essere ricondotto nel luogo di sua stretta competenza: la pedagogia a scuola.
La scuola come ambiente educativo di apprendimento è l’alveo dove la Pedagogia si esplica e si attua e vederla nascosta nelle borse, nei libri, nelle idee, nelle teste, nei cuori e nelle anime di tanti docenti e dei propri studenti, non doveva essere una bella opportunità da cogliere, ma la ragione stessa per cui l’ambiente siffatto è nato.
Nell’anno dell’incertezza, accanto alle regole che da sempre accompagnano il percorso di ciascun studente (cura di se stessi, del proprio benessere, del proprio materiale, dei sussidi, degli arredi, dei luoghi in cui si vive dentro e fuori la scuola, rispetto per sé e di conseguenza per gli altri), ve ne sono delle altre che hanno soffocato, per forza di cose, condivisione, aiuto reciproco, sorriso, gentilezza, modus operandi basilari per la convivenza e l’apprendimento.
Cosa ha pensato allora il Ministero della Pubblica Istruzione perché quest’anno scolastico potesse essere vissuto non a metà, ma, al contrario, all’insegna della svolta prima accennata? Un’azione importante: far giungere in tutte le scuole di ogni ordine e grado insieme alle linee guida per il rientro a scuola in sicurezza, anche quelle per l’insegnamento dell’Educazione Civica. Ci si chiede: era necessario dettare linee guida per un insegnamento già presente nella scuola? La risposta è: sì!

L’educazione civica, nonostante sia sempre esistita nelle nostre scuole, è stata vissuta, tuttavia, in un modo piuttosto marginale.

Quale nesso possa esservi tra questo tipo di insegnamento e l’emergenza? Praticamente tutto: tale insegnamento giunge rafforzato nelle nostre aule per ricordarci che, a dispetto di distanziamento, gel e mascherine, non dobbiamo dimenticare che valori quali la condivisione, il sorriso, la gentilezza, l’aiuto, il muto insegnamento, l’apprendimento cooperativo non possano essere dimenticati, ma vissuti in un altro modo ri-vivendo una scuola sempre meno artificiosa e più aderente e radicata alla realtà.


L’emergenza sanitaria ha sì bloccato per un po’ quello stesso processo e la naturale vita scolastica, che per una serie di ragionevoli motivi non poteva essere trasportata e riprodotta entro le mura domestiche, ma ha altresì ricordato a tutti che una  rete di vicendevole aiuto tra operatori della scuola, docenti, studenti e famiglie fosse necessaria perché insieme si potesse superare un momento in cui servirsi di una parola importante come “resilienza”, fosse operazione utile per parlarci di cambiamento, di un altro modo per affrontare le difficoltà e superarle.
Una rete sinergica che richiama i criteri base di una educazione alla convivenza civile che vuole partecipi altri attori, quali la famiglia, ad esempio, che con il “Patto di corresponsabilità” sottoscrive un impegno a costruire quella comunità dentro una più grande.
L’altra bellissima novità è consistita proprio in un Protocollo recentemente firmato tra il Miur e il mondo Pedagogico, per inaugurare un anno scolastico con progetti a sostegno di studenti minati da povertà educativa. Un Protocollo che vedrà presto Pedagogisti ed Educatori socio-pedagogici nelle nostre scuole a supporto della stessa educazione alla convivenza civile, della didattica, della relazione educativa e inclusione, corroborando l’offerta formativa, in cui la condivisione possa essere la soluzione a un’emergenza che prima ancora di essere sanitaria è educativa.
Nell’attesa che i professionisti dei processi pedagogici possano lavorare in modo cooperativo con la scuola e nell’attesa dei tanti, tantissimi progetti mirati dove ora più che mai la scuola possa tessere strette relazioni con il territorio e farsi vera comunità educante, ci auguriamo di parlare d’ora in avanti di educazione e di scuola e soprattutto di Pedagogia come strumento di trasformazione sociale e benessere in senso lato.

Insegnante, attrice teatrale

Continuate a seguire "DIDATTICA E DINTORNI".
Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti
per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra



Editore: APS Città dell'Infanzia C.F.92072340729
© Copyright 2014-2019
Città dell'Infanzia
Direttore Responsabile: Serena Gisotti
Torna ai contenuti