Disturbi del sonno, irritabilità, instabilità emotiva: i ragazzi sono distrutti e chiedono aiuto

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Disturbi del sonno, irritabilità, instabilità emotiva: i ragazzi sono distrutti e chiedono aiuto

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Pubblicato da Dott.ssa Angelica Bonvino in SALUTE E BENESSERE · 12 Aprile 2021
Tags: covidscuoladad
I disturbi psicologici, e non, legati a questa pandemia sono diversi e potremmo elencarli dividendoli per fasce di età.
Sappiamo tutti come la qualità delle nostre vite sia cambiata da quando questo Covid19 è stato scoperto, sappiamo anche che la maggior parte dei disturbi sono attribuiti ai bambini e adolescenti che nonostante la loro enorme resilienza (capacità di apprendere dalle avversità e trasformarle in opportunità) hanno avvertito che qualcosa stava succedendo e cambiando, creando un senso di smarrimento in tutti.
I bambini sono abituati a una routine giornaliera che aiuta loro a sentirsi padroni del tempo e delle proprie attività. Non poter andare a scuola, non poter vedere le proprie maestre e i propri compagni di classe, essere limitati nel poter correre, svolgere attività sportiva, ecc … ha creato problemi di comportamento, sintomi di regressione (nei più piccoli), irritabilità, disturbi del sonno e d’ansia, crisi di panico.
Il livello di gravità dei comportamenti disfunzionali dei bambini e degli adolescenti è legato statisticamente (e in modo significativo) al grado di malessere con cui i loro genitori hanno vissuto il lockdown: questo è stato dimostrato da uno studio condotto dalla divisione di Neuropsichiatria dell’Istituto Gaslini di Genova.



Sempre questo studio ha dimostrato che nei bambini e adolescenti (età 6-18 anni) gli effetti più frequenti sono stati i disturbi d’ansia e la sensazione di mancanza d’aria, ma anche i disturbi del sonno (difficoltà ad addormentarsi e a svegliarsi per iniziare le lezioni per via telematica a casa).

In particolare, proprio in questa fascia di età è stata osservata una significativa alterazione del ritmo del sonno con tendenza al cosiddetto ‘ritardo di fase’ (adolescenti che vanno a letto molto più tardi e non riescono a svegliarsi al mattino), come in una sorta di ‘jet lag’ domestico.

Tra questi ragazzi è stata riscontrata più frequentemente anche una maggiore instabilità emotiva con irritabilità e cambiamenti del tono dell’umore.
I genitori rappresentano per i loro figli un punto di riferimento, questi dovrebbero aiutarli ad accettare i cambiamenti come parte della vita, ma è pur vero che le famiglie siano state travolte da un oceano di emozioni negative che ha reso complicato il restare stoicamente fermi e inalterati. Non dovremmo solo “sentire” ma “ascoltare”.
Con l’apertura delle scuole questo senso di smarrimento pian piano svanirà e si spera che queste manifestazioni emotive comportamentali, non si trasformino in disturbi postraumatici legati alla pandemia.

Pediatra di Famiglia

                                                                                  
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