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Difficile COMUNICARE attraverso le mascherine: chi ha già problemi di UDITO come fa?

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Pubblicato da Dott. Giorgio Pagnotta in SALUTE E BENESSERE · 26 Ottobre 2020
Tags: covid19mascherineudito
Una delle strategie principali che i soggetti ipoacusici, seppur inconsapevolmente adottano per sopperire alle difficoltà di comprensione dovute al calo dell'udito, è data dalla lettura del labiale e delle  espressioni facciali dell'interlocutore. Questo è ciò che accade sia per i portatori di apparecchio acustico che non, ed è una modalità di ascolto che i tecnici audioprotesisti suggeriscono sempre ai propri pazienti, al fine di ottimizzare l'ascolto anche in quelle  situazioni in cui la correzione uditiva garantisce risultati molto alti.  
Purtroppo l'ormai nota emergenza Covid impone l'uso delle mascherine, e questo ha di fatto reso le comunicazioni delle persone affette da ipoacusia decisamente più difficili, aumentando in questa popolazione il senso di isolamento e di disagio.

L'uso della mascherina, purtroppo, non solo elimina l’approccio visivo dell'ascolto, ma riduce e modifica sensibilmente la qualità della voce.

Difficoltà queste che si evidenziano maggiormente nelle situazioni in cui vi sia del rumore ambientale e una distanza più alta dall'interlocutore. Sebbene questo risvolto fosse facilmente intuibile, soprattutto per chi come me opera nel settore audioprotesico, ho riscontrato nel corso di questi ultimi mesi numerose manifestazioni di difficoltà relativamente a questo aspetto.


Dal momento in cui non è possibile fare a meno dell'uso delle mascherine, che comunque rappresentano una tra le più importanti modalità di protezione a cui ci si deve attenere, quello che maggiormente raccomando a tutti è la sensibilità e il buon senso di favorire l'ascolto, parlando in maniera diretta, scandita e non troppo veloce, soprattutto quando si è a conoscenza della difficoltà uditiva del nostro interlocutore.
Un altro suggerimento è quello di fermarsi a conversare in ambienti che non siano molto rumorosi e che renderebbero il tutto ancora più difficile .

Esistono anche delle mascherine trasparenti che possono essere di aiuto in questi casi.

Come ho più volte ribadito in precedenti articoli, l'impatto psicologico di una parola non compresa è ben diverso tra un soggetto con capacità uditiva integra e un soggetto invece consapevole del proprio deficit. Quest’ultimo, infatti, darà un’attribuzione più problematica ad ogni parola mancata, sebbene a chiunque può capitare che durante l'ascolto qualcosa sfugga. Uno dei motivi principali è che insieme all’udito si perde anche un po’ di fiducia verso quella capacità sensoriale. Comunicare in maniera efficace, in questi casi, vuol dire abbattere una "barriera architettonica"


-Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva Infantile

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