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Challenge mortali: non si può morire a 10 anni! Di chi è la COLPA?

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Pubblicato da Francesca Tiseo in PENSIERI E PAROLE · 7 Febbraio 2021
Tags: tiktokchallengepaura
Quando guardiamo un bambino, cosa notiamo, per prima, nella stragrande maggioranza delle volte?                                                                              
Un viso felice, due occhi pieni di gioia che rispecchiano la spensieratezza legata all’età…
Guardando un bambino di 10 anni ci viene in mente:”chissà che sogni avrà per il suo futuro? Chissà quali sono i suoi idoli preferiti? Chissà quale musica ascolta?”
Beh, questo è ciò che dovrebbe accadere nella normalità delle cose, ma credo che tale stereotipo di bambino ci stia sfuggendo di mano… si sta aprendo una piaga sociale che sta corrodendo le anime di questi angeli senza ali.
I bambini, non tutti chiaramente, non sono più felici come dovrebbero essere e come meritano, si rinchiudo nelle loro stanze e giocano a fare i grandi, senza sapere che i giochi dei grandi spesso sono pericolosi. Così si assiste ad episodi di isolamento sociale, complice anche la pandemia, in cui lo schermo del telefonino diventa l’unico alleato per trascorrere giornate, altrimenti sempre uguali.

Giocano, chattano, fanno “challenge”, mandano vocali, cercano compagnia on-line, ma la rete è piena di insidie, solo che loro non lo sanno… sono troppo piccoli per capirlo da soli.

E i genitori? Il loro ruolo? Che sta succedendo?
Non è possibile che affidino i loro figli ad un meccanismo elettronico pieno di pericoli, quasi come fosse una baby sitter che permette loro di avere più tempo libero e da loro la percezione di avere i figli sotto d’occhio. Percezione sbagliata, in quanto se non ci si mette in testa che fare i figli significa sacrificio, controllo, rinuncia, autorevolezza, assisteremo sempre più spesso a morti precoci di bambini che, lasciati soli in bagno con un cellulare, giocano a dimostrare il loro coraggio a un pubblico che probabilmente a 10 anni non devono nemmeno avere.



Di chi è la colpa?
Domanda complicata! Dei social che non controllano l’età effettiva dei loro iscritti? Dei genitori? Della pandemia? Difficile da dire, probabilmente è un insieme di cose che ha portato allo scoppio di una bomba a causa della quale, questa volta, a pagarne le spese, sono stati piccoli innocenti, inconsapevoli dei pericoli e peccatori solo del fatto di ingannare la solitudine o la noia con gente che finge di prestare loro attenzione.

Digital marketer e ricercatrice di verità

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