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Al ritorno dall’ospedale aiutiamo le neo mamme ad essere SERENE, non PERFETTE!

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Pubblicato da Francesca Tiseo in PENSIERI E PAROLE · 4 Marzo 2021
Tags: babybluespartogravidanza
Quando si cerca un bambino spesso si vive una sorta di ansia “da prestazione”, una paura legata alla possibilità di non riuscire ad avere figli. Probabilmente ci siamo passate un po’ tutte: si prega, si spera, si legge qualsiasi rivista che parla di gravidanza e ogni mese ci si augura sia quello giusto. Poi arriva quel momento, quello del test, quando tutti i nostri pensieri si concentrano nella speranza di essere incinta. “POSITIVO!”.
La gioia si mescola alla paura, il sorriso si alterna al pianto, la consapevolezza all’incredulità.
Si inizia ad essere mamma già da quel giorno, indimenticabile per una donna.
Si sa,per nove mesi bisogna privarsi di tante cose e bisogna adottare uno stile di vita che non sia nocivo per il feto che si porta in grembo.
Ma il mio pensiero non vuole soffermarsi qui, a questo periodo bellissimo, in cui un esserino si sta plasmando dentro di noi, ma al periodo appena successivo al parto: i giorni in cui si torna a casa dall’ospedale.
Probabilmente sono i giorni più complicati per una neo-mamma, perché i dolori post partum  possono essere allucinanti e perché bisogna entrare in sintonia con un bambino che si affaccia alla vita e che si deve abituare ad un ambiente nuovo.


Questi sono i giorni, però, in cui c’è molta curiosità, dove si viene assaliti da visite di parenti e amici che tentano in qualche modo di esserti d’aiuto dispensando consigli, qua e là, sulla cosa giusta fare in ogni momento della giornata.

   
 
 
         
    • “Non devi tenerlo in braccio, poi si abitua!”.
    • “Non devi allattarlo in questo modo, stai sbagliando”.
    • “Se piange ha le coliche, mettilo in un'altra posizione”.
   

E così via …
Ecco, io penso che questo sia un momento molto delicato per una mamma che ha appena partorito e per il suo bambino, entrambi sconvolti dall’evento della nascita.

Diamo tempo a queste mamme di riprendersi, di instaurare un rapporto con il proprio figlio e di imparare anche dagli errori che commette.

Genitori non si nasce, ma si diventa e, se proprio vogliamo renderci utili, cerchiamo di fare qualcosa per loro, per esempio tenere il bambino qualche oretta affinché la neo-mamma possa riposare un po’, o semplicemente possa prendersi cura di se stessa, oppure cerchiamo di dare una mano con la gestione quotidiana della casa di modo che possa imparare a gestire il suo bambino e non si senta incapace di eseguire il ruolo sociale più difficile del mondo.

Digital marketer e ricercatrice di verità
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