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Aiuto... mio figlio è ADOLESCENTE. Quale genitore si sente pronto?

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Pubblicato da Francesca Tiseo in PENSIERI E PAROLE · 21 Novembre 2020
Tags: adolescenticrisifamiglia
L’adolescenza è una fase della vita molto importante perché determina un cambiamento nonsolo fisico, ma anche e soprattutto psicologico. Mi trovo, da madre di un ragazzo di 13 anni, a fare i conti con questa nuova prospettiva e sinceramente a volte non so come agire e ho paura che un mio atteggiamento percepito in modo errato possa dare risultati negativi nel comportamento di mio figlio.
Io penso all’adolescenza come ad una metamorfosi, come un bocciolo che apre i suoi petali o, meglio ancora, come il baco da seta che diventa una bellissima farfalla. Ciò implica una circostanza fondamentale: si lascia qualcosa di sé per apprendere o trovare qualcos’altro che prima non c’era.
Proprio qua risiede la difficoltà per noi genitori: cercare di capire ciò che si sta affacciando nella mentalità dei nostri figli, che lasciano la condizione di bambini, per entrare in quella di adulti.

Cahn diceva: “nell’adolescenza si definisce il rapporto tra il riproporsi dell’identico e l’emergere del nuovo”.

Gli adolescenti ci chiedono più libertà, più privacy, cominciano a sentire esigenze nuove che non sempre possiamo o dobbiamo accontentare.


Sentendo tanti fatti di cronaca mi rendo conto che la generazione di oggi è abbastanza incline alla violenza, anche se in famiglia si sono sempre perseguiti valori pacifici e di correttezza. I social, poi, hanno contribuito a divulgare alcune ”bravate” di ragazzi che, forse presi dalla noia o dall’eccesso di vizi soddisfatti, vengono messe in atto nei confronti di adolescenti un pochino più fragili o non conformi agli stereotipi della società.
Atti di bullismo verso ragazze dalle morbide fisicità, atti di vandalismo nei confronti di attività commerciali od opere d’arte sono sempre più frequenti, ma ciò che li rende ancor più devastanti sono le varie condivisioni tra gruppi, esibendo tale scempio in rete, arrivando anche a coloro che vivono una vita ben distante da tutte quelle brutture.                                               
Bisogna lasciare loro la giusta libertà di esprimersi e di essere e bisogna dare loro quellafiducia indispensabile per farli crescere, ma vi giuro ho tanta paura di lascarlo libero di esplorare  inquesto mondo così difficile.

Un punto di forza può essere il dialogo.

I ragazzi devono avere la sicurezza che a casa si può parlare di tutto, che una mamma e un papà saranno sempre pronti ad ascoltarli in qualsiasi situazione, perché chi più di un genitore può dare sostegno ed aiuto ad un figlio in difficoltà? Cerchiamo di essere tutti più presenti nella vita dei nostri figli, rinunciamo magari ad un caffè con le amiche e ascoltiamoli, osserviamoli, perché, a volte, anche il linguaggio non-verbale ci può aiutare a capire che stanno attraversando un momento difficile e che hanno bisogno di aiuto, prima che quell’aiuto lo vadano a cercare in strade intrise di pericoli.

Digital marketer e ricercatrice di verità

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