Abbiamo bisogno di EDUCATORI che aiutino la gente a trovare la strada della CONSAPEVOLEZZA di sé!

Vai ai contenuti

Abbiamo bisogno di EDUCATORI che aiutino la gente a trovare la strada della CONSAPEVOLEZZA di sé!

Cittadellinfanzia
Pubblicato da dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo in APPRENDIMENTO · 31 Luglio 2021
Tags: educatorepedagogiaeducazione
L’emergere di nuovi spazi educativi extrascolastici, la consapevolezza sempre maggiore dell’importanza dei processi formativi ed educativi (anche e soprattutto all’interno del contesto scuola) per garantire il benessere personale e sociale ed il riconoscimento oggettivo delle difficoltà legate ad una corretta gestione di queste esperienze, portano a comprendere l’importanza della figura degli educatori professionali (che sono solamente, per legge, i professionisti con titolo idoneo conseguito in ambito accademico).

E’ bene specificare ciò perché, oggi, si assiste, purtroppo, ad un abusivismo di tale termine e professione.

La professionalità dell’educatore richiede grande sensibilità, capacità relazionali, capacità di ascolto e di comunicazione, di offrire un aiuto senza la pretesa di risolvere i problemi altrui, ma con l’impegno di creare tutte le condizioni e le possibilità per far riflettere, per ridurre disagi, solitudini, per valorizzare potenzialità e risorse.



Le competenze necessarie per svolgere questa professione sono educative, didattiche, pedagogiche, filosofiche, psicologiche, sociologiche, organizzative, empatiche, di ascolto attivo, di orientamento e di guida con gentilezza e senza intromissione per comprendere l’altro.

Quella dell’educatore dev’essere una formazione continua, un aggiornamento costante.

Quindi l’educatore è un produttore di cultura ed ha il compito di riconoscere i bisogni e di suscitare curiosità, di realizzare progettualità (in questo caso soprattutto il pedagogista che è comunque educatore ed è un professionista di livello apicale per legge 205/2017) per ampliare gli orizzonti verso un futuro migliore.
Tutto questo perché? Perché l’educatore è l’incarnazione della “dimensione rivoluzionaria dell’educazione” che non è mai accettazione passiva dell’esistente, bensì è inclinazione al cambiamento. In questo consiste la sfida della ricerca pedagogica oggi, la quale dev’essere capace di creare comunicazione, di aiutare a comprendere e gestire il cambiamento per realizzare una migliore qualità della vita, affinché quest’ultima possa essere sempre e maggiormente degna di essere vissuta.
L’agire educativo è, dunque, teso alla realizzazione di modalità sempre migliori di vita, a rinforzare la propria identità per non perdersi di fronte alla fragilità ed incoerenza di questa società. La pedagogia è superamento dei limiti, arricchimento di interessi, guida ad avere, almeno in parte, il controllo della propria esistenza.
La pedagogia orienta verso la consapevolezza di ciascuna persona di essere protagonista della propria storia.
Dunque la pedagogia aiuta a diventare capaci di riflessione, di assunzione di responsabilità, di concretezza, di volersi bene, di mettersi al centro, di aprire gli occhi e la mente nelle decisioni da prendere. L’educatore/educatrice autorevole, non autoritario/a, si riconosce come persona in cammino, soggetta certamente a smarrimenti, insuccessi o limiti (come accade a tutti), ma anche orientata al perfezionamento di sé e di chi a lui/lei si affida. Non è onnipotente, bensì è un’anima che si dona e, in questo donarsi, potrà riuscire a far maturare il fanciullo, a renderlo consapevole di sé, ad accompagnare verso il divenire gli uomini e le donne del futuro. L’educazione è, infatti, un atto d’amore.

Pedagogista Consulente Filosofico Bioetico e Pedagogico

Chiedi alla pedagogista di
Leggendo attraverso anima e relazioni



Editore: APS Città dell'Infanzia C.F.92072340729
© Copyright 2014-2021
Città dell'Infanzia
Direttore Responsabile: Serena Gisotti
Torna ai contenuti