“Un Mare di Tristezza” per imparare a nuotare nelle acque delle nostre EMOZIONI!

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“Un Mare di Tristezza” per imparare a nuotare nelle acque delle nostre EMOZIONI!

Cittadellinfanzia
Pubblicato da Dott.ssa Ilaria De Marinis in LETTURA E RACCONTI · 18 Febbraio 2021
Tags: emozionitristezzacoraggio
Tra i libri dedicati a bambini e ragazzi è possibile riscontrare, soprattutto negli ultimi anni, la trattazione legata al tema delle emozioni. Oggi più che mai, infatti, si parla dell’importanza dell’educazione emotiva, aspetto fondamentale per affrontare nella propria vita le situazioni e il corretto relazionarsi con l’altro. In fondo, però, per parlare di questo argomento non è necessario scegliere un libro che nel proprio titolo abbia il sostantivo indicante un’emozione o il termine stesso “emozione”, perché ogni storia, ogni illustrazione presenta e suscita in noi delle emozioni differenti a seconda della nostra personale interpretazione.


Ciò che personalmente ritengo più importante è che il libro che scegliamo diventi esso stesso un ponte per relazionarsi con i più piccoli in modo sereno, giocoso, per comunicare con loro affinché diventino consapevoli che tutte le emozioni che provano, che a volte li travolgono, sono lecite perché parte del nostro essere umani.

Le emozioni non vanno represse, ma espresse nel modo giusto attraverso una corretta capacità di gestirle.

Un libro che mi ha piacevolmente colpito è “Un mare di tristezza” di Anna Iudica, Chiara Vignocchi e Silvia Borando, edito da Minibombo. Il protagonista è un pesciolino triste e sconsolato che durante la sua nuotata incontra altri pesci affranti, giù di corda, mesti, abbattuti e così via, fino a che si imbatte in una tartaruga che gli fa notare che in realtà nessuno in quel mare è triste, ma semplicemente è lui a essere sottosopra e quindi basta guardare le pagine del libro capovolto, sfogliandolo all’indietro, per rendersi conto che in realtà sono tutti allegri. In modo giocoso, rendendo il lettore protagonista attivo, i personaggi della storia ci fanno notare come ogni cosa che viviamo può essere affrontata diversamente a seconda del nostro punto di vista, della nostra prospettiva e che non bisogna mai abbattersi, ma fronteggiare ogni avvenimento cercando il modo migliore per farlo. Basta poco, infatti, per cogliere il punto di vista dell’altro se l’empatia diventa parte integrante del nostro modo di porci nei confronti del prossimo.
Buona lettura.

Scrittrice e Narratrice
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