"La Scuola fa schifo!". Sfogo di uno studente sui social: rivoluzionario o irreverente?

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"La Scuola fa schifo!". Sfogo di uno studente sui social: rivoluzionario o irreverente?

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Pubblicato da Dott.ssa Beatrice Chieppa in DIDATTICA E DINTORNI · 3 Agosto 2022
Tags: scuoladocentiliceo
“Maturità 2022"

Un ragazzo si presenta alla prima prova di italiano con indosso una maglietta sulla quale spiccano a caratteri cubitali le seguenti parole: "La scuola italiana fa schifo”.           
Questo, uno dei titoli dei diversi post letti sull’episodio che ora proverò a commentare.
Prima di scrivere la mia, ho dovuto leggere un po’ di articoli sulla vicenda informandomi sulle ragioni che hanno spinto il ragazzo al gesto e letto anche commenti sui social di insegnanti, nonché presidi non personalmente coinvolti, ma che hanno conosciuto il “temerario”.
Pare che Francesco Intraguglielmo, questo il nome dell’allora maturando (sinceramente non so proprio come sia andata a finire la sua maturità), non sia nuovo alla rivendicazione dei diritti degli studenti come rappresentante ed anche come fondatore di un movimento, “Rivoluzioniamo la scuola”, che grazie a Tik Tok ha raggiunto milioni di persone. Il ragazzo spiega le motivazioni dell’accaduto inviando una lunga lettera a diverse redazioni di giornali (e non sembrano solo ragioni legate al suo percorso di studente, ma al sistema scolastico nel suo insieme denunciandone falle e crepe –meglio di un Miur!).



Insomma, ha voluto fare le cose in grande stile inconsapevole di aver posto una spada di Damocle proprio sull’esito della sua maturità. Tuttavia non ha mai pensato che preside e docenti della sua scuola si potessero poi così tanto indignare: “mi conoscono e hanno subito capito il senso del mio gesto”. Peccato però che Francesco abbia indossato quella maglietta e questa cosa la affermo non perché i ragazzi non debbano avere una voce e uno scambio nel dialogo con le istituzioni, ma perché, a mio parere, quel dialogo che doveva avvenire in primis nella sua istituzione ritengo sia stato alquanto assente o inesistente. “Un momento di gloria! Mitomania da like sui social!”- hanno commentato in molti tra presidi e docenti- e perché non pensare anche a questa tra le motivazioni più inconsce, in fondo viviamo nell’epoca del “like perduto” dove è più importante attendere con trepidazione un emoticon che leggere un buon libro. Non me ne sorprenderei.

Peccato per lui che sia stato il solo autore di questa protesta completamente errata negli intenti e “irriverente”, perché lo è stata.

Che si sia sentito immune da conseguenze di qualsiasi tipo? Può darsi. Riflettendo mi sovvengono una serie di constatazioni: lo slogan “La scuola italiana fa schifo”, sembrerebbe più un linguaggio tipico social che altro e credo che il virtuale ci stia lentamente abituando al peggio -senza tema di smentita- sia nella forma che nella sostanza ed abbia autorizzato il ragazzo ad esprimersi in quei termini, ma vi è una differenza: sul virtuale manca autoregolazione -uno tra i principali fattori di stress della nostra società- in quanto vige sovrano l’anonimato e il confronto diretto. E se abbia confuso i piani, virtuale-reale, scambiandoli? Non mi sorprenderebbe nemmeno questo aspetto. Quanti, tra adulti, compresi docenti e preside della sua scuola, gli abbiano fatto comprendere la differenza tra l’uno e l’altro? Quanti ragazzi cercano risposte su come comportarsi, su quello che vogliono oppure quanti hanno opportunità di confrontarsi su questi temi con progetti “reali” nel mondo reale? Quanti ragazzi crescono senza aver sperimentato relazioni sociali vere?
Caro Francesco, non è vero che la dad ti abbia privato degli anni più belli o che il digitale nella scuola italiana sia carente e chissà quante altre problematiche – ed è inutile negare che la scuola ne abbia- è vero invece che la tua realtà - e chissà quante altre - non abbia saputo dirigere le tue “intemperanze/ irriverenze” su piani più costruttivi e meno di impatto, fallaci, da social network.

Dott.ssa Beatrice Chieppa
Insegnante, attrice teatrale
    
www.cittadellinfanzia.it
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