“DIDATTICA della VICINANZA”: solo la vocazione dell’insegnante può azzerare le distanze!

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“DIDATTICA della VICINANZA”: solo la vocazione dell’insegnante può azzerare le distanze!

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Pubblicato da Dott.ssa Grazia Di Lernia in APPRENDIMENTO · 25 Maggio 2020
Tags: dadcoronavirusdidattica
Dopo circa due ore di video lezione, Michele si alza dalla sua sedia con i tratti del viso stanchi, con gli occhi arrossati, ma con un’espressione visibilmente appagata, soddisfatta e a tratti emozionata. La mamma, spettatrice attenta dei suoi altalenanti umori, gli chiede come sia andata la lezione a distanza. Michele risponde:”mamma, io proporrei di cambiare questa definizione della didattica a distanza per alcuni dei miei insegnanti. Io la chiamerei didattica della vicinanza! Questa mattina, con la mia prof. è stato come essere a scuola! Il modo in cui ci guarda è bellissimo. È attenta ai nostri sentimenti, come sempre. Ci ascolta con attenzione considerando le nostre difficoltà, i nostri dubbi. Abbiamo riso tutti insieme e abbiamo imparato con gioia. Non capisco come mai io non mi senta così coinvolto, interessato e motivato anche con altri insegnanti. Vorrei fossero tutti come lei, sai?”.
La mamma gli sorride e lo abbraccia forte. Aveva inteso perfettamente il suo sentimento.
Cari lettori, il momento di emergenza sanitaria che viviamo impone a tutti noi nuove riflessioni su innumerevoli fronti e suggerisce modalità alternative di intervento.

Sono molte le discussioni scaturite dalla cosiddetta DAD. Alcuni sono convinti sia la didattica del futuro, altri la contestano nella sua totalità.

A mio avviso, il giusto modo di porsi, per una riflessione neutrale su questo tema, sarebbe di considerare prima di tutto gli utenti a cui si rivolge questa nuova modalità di intervento scolastico: i bambini e i ragazzi.
Il lavoro dei ricercatori scientifici in materia di apprendimento, in questo preciso momento storico, si rivela tanto arduo quanto interessante.
Una recentissima ricerca effettuata su un campione di 400 bambini mostra come si stia formando un nuovo modo di concepire il concetto di scuola.

Gli alunni che prima dell’emergenza sanitaria consideravano la scuola come il luogo fisico nel quale apprendere, oggi alla domanda “cosa è per te la scuola”, rispondono: ”per me la scuola è la maestra e i compagni”.

Diviene essenziale per i ragazzi trasformare una definizione precedentemente legata ad un concetto astratto con un bisogno concreto e attuale, intrecciato al desiderio di cura, socialità e richiesta di attenzione. Dunque, la sfida che si pone oggi, non sarebbe tanto se intraprendere o no la didattica a distanza, ma al come poterla intraprendere. I bambini direbbero che la scuola è composta dalle persone. È ciò che ci spiega il bambino protagonista del dialogo con la sua mamma.


La comunicazione che la sua insegnante è capace di trasmettergli lo rassicura, lo incuriosisce, lo incita ad apprendere.

La didattica “della vicinanza” è fatta da sguardi amorevoli, parole che risplendono nel cuore dei bambini con carezze di empatia.

In questo discorso torna a risuonare la figura dell’insegnante che svolge non solo una professione, ma anche e soprattutto un ruolo educativo come una vera e propria vocazione. Sarebbe auspicabile ripensare e formulare una nuova didattica che rivolga la sua attenzione, non solo a programmi annuali da portare a termine, ma ponga le basi  per mettere in atto strategie per la cura del benessere psico-fisico degli alunni. Un intervento che potrebbe arricchire l’utilizzo della didattica a distanza sarebbe quello di garantire una maggiore inclusione ai bambini e ai ragazzi diversamente abili. Con la chiusura delle scuole è venuta meno la figura dell’educatore, una presenza di supporto per l’autonomia e l’integrazione degli alunni con disabilità. Una didattica efficace andrebbe ripensata in un’ottica di uguali opportunità per tutti gli alunni considerando i loro specifici e differenti bisogni. Al prossimo articolo e buona didattica della vicinanza a tutti!    

Pedagogista, Educatore Extrascolastico

Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia".
Leggendo attraverso anima e relazioni.
           



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