TI VOGLIO BENE PROF

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TI VOGLIO BENE PROF

Cittadellinfanzia
Pubblicato da Prof.ssa Angela Bini in DIDATTICA E DINTORNI · 30 Giugno 2016
Tags: adolescenzaprofessore


 Sentirsi amati e capiti crea uno stato di benessere o "agio interiore"  capace di predisporre positivamente perfino l'alunno più in difficoltà,  sia per disturbi caratteriali che per disturbi neurologici.
A nessun alunno sfugge mai un gesto d'amore a lui rivolto, quale  può essere anche un semplice sorriso o sguardo di vero interesse. Non  c'è miglior metodo di quello che suggerisco ad un insegnante di dedicare  un po' del suo tempo lavorativo ad ognuno dei suoi alunni, ponendo  attenzione alle individuali problematiche e confusioni, o paure e  solitudini.
Spesso ci si limita ad esaminare, classificare e  giudicare, ma oggi l'istruzione va oltre l'istruzione stessa, invadendo  altri campi di cui ogni insegnante dovrebbe con naturalezza esserne  padrone: campi umanitari.
Quando un bambino spontaneamente dice: "Ti voglio bene professore", senza che alcuno lo abbia spinto a manifestare  il proprio affetto raccontandolo con tre semplici parole coniate  esclusivamente dal cuore, significa che si è a metà dell'opera, come chi  ben comincia qualcosa, poichè sull'affetto e comprensione tutto si  costruisce e qualunque base, anche la più incerta e instabile, diventa  altezza.

Prof.ssa Angela Bini





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