MENINGITE

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MENINGITE

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La meningite è una malattia del sistema nervoso centrale (SNC), generalmente di origine infettiva, caratterizzata dall'infiammazione delle meningi (le membrane protettive che ricoprono l'encefalo e il midollo spinale); è la più frequente sindrome infettiva del SNC. Se l'infiammazione si estende anche al parenchima cerebrale, si definisce meningoencefalite. Può essere causata da batteri, virus o altri microrganismi. Meno frequentemente riconosce un'eziologia neoplastica, autoimmune o iatrogena (da farmaci). Può essere classificata anche a seconda del suo andamento clinico in: acuta, subacuta o cronica; la gravità può variare da forme asintomatiche o subcliniche, per esempio nel contesto di malattie sistemiche, a episodi fulminanti, che mettono a rischio la vita e si configurano come "emergenze mediche", che giustificano l'accesso al Pronto Soccorso. Il quadro clinico di una meningite acuta si fonda sulla classica triade costituita da: febbre, cefalea e rigidità nucale; a questi sintomi si possono aggiungere contratture muscolari, vomito a getto, incapacità di tollerare la luce e i rumori (fotofobia e fonofobia), alterazione dello stato di coscienza, convulsioni, cachessia (stato di malessere e deperimento generale). La sintomatologia varia in base all'agente causale, alla velocità di insorgenza e allo stato del paziente: a volte, nei bambini piccoli possono essere presenti solo alcuni sintomi aspecifici, come irritabilità e sonnolenza. La diagnosi di meningite si basa prevalentemente sull'analisi chimico-fisica e microbiologica del liquido cefalorachidiano, il fluido compreso tra le meningi e il sistema nervoso centrale, che può essere prelevato con l'esecuzione di una puntura lombare e l'inserimento di un ago nel canale vertebrale. Il trattamento usuale per la meningite acuta è la somministrazione precoce di farmaci antibiotici e, talvolta, antivirali. In alcuni casi si può anche ricorrere alla somministrazione di corticosteroidi per prevenire i danni derivanti dalla risposta infiammatoria. Una meningite batterica non trattata prontamente, può essere letale, o può portare a gravi conseguenze, a volte permanenti, come epilessia, sordità, idrocefalo e deficit cognitivi. Alcune forme di meningite, come quelle causate da meningococchi, haemophilus influenzae di tipo b, pneumococchi o da virus della parotite, possono essere prevenute con le apposite vaccinazioni.                                                                         
Il Ministero della Salute ha precisato che non è in corso alcuna epidemia ed i casi registrati nel 2016 sono in linea con quelli dell'anno precedente; nonostante questo, vi è un aumento della richiesta di vaccinazione. I consigli sono quelli di non intasare i Pronto Soccorso per dei banali sintomi influenzali, per i quali ci si può rivolgere al proprio medico curante. Non correre a vaccinarsi, perché non c'è alcun rischio immediato per la salute. Lasciare che le vaccinazioni siano somministrate alle persone fragili (diabetiche, con immunodeficienze congenite o acquisite, o con malattie epatiche croniche, ecc.), agli anziani, ai bambini piccoli, agli adolescenti o in presenza di particolari condizioni come asili nido, dormitori, collegi, ecc.                                                                                     
Oggi è raccomandata la vaccinazione antimeningococco C ai bambini che abbiano compiuto un anno di età, con un richiamo nell'adolescenza, con vaccino tetravalente coniugato anti meningococco A, C, Y, W consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati. Sono tutti sicuri perché vaccini inattivati, costituiti da piccole ed inoffensive quantità di antigene del microrganismo in questione, che stimolano l'attivazione del sistema immunitario e la conseguente produzione di anticorpi. Per quanto riguarda la meningite in gravidanza, di sicuro contrarre la meningite batterica in gravidanza può essere pericoloso per la gestante, potendo anche determinarne la morte; mentre non sono ancora ben chiari gli effetti sul feto. Quindi in linea di massima, la vaccinazione in gravidanza è rivolta alla tutela della mamma, prima ancora che del feto. I vaccini disponibili sono diversi: contro il meningococco b, lo pneumococco, l'haemofilus. Nessuno di questi è controindicato in gravidanza, con qualche cautela in più per lo pneumococco. Ma questo non significa che sono raccomandati. Queste vaccinazioni sono raccomandate solo in condizioni di rischio, ad esempio particolari condizioni mediche indipendenti dalla gravidanza, oppure se ci si deve recare in aree dove la meningite è molto diffusa e sono presenti i sierogruppi presenti nel vaccino, o se si è entrati in contatto con un malato. Comunque la valutazione viene effettuata dal medico curante e dal ginecologo.

 
Dr. Carlo Avantario  Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia

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