IL CAMBIAMENTO, L’UNICA COSTANTE DI VITA

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IL CAMBIAMENTO, L’UNICA COSTANTE DI VITA

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Tutto, intorno a noi, è in continuo cambiamento. “Tutto scorre”, potremmo dire con le parole di Eraclito. Cambiano le persone, le circostanze, i luoghi; cambiano i nostri sentimenti, il nostro corpo; cambia la natura che ci circonda; cambiano gli eventi storici e sociali. Spesso addirittura il grande cambiamento dobbiamo realizzarlo noi stessi, per dare una svolta alla nostra vita.
Il cambiamento, dunque, è l’unica costante della vita. Affinché possiamo cambiare qualsiasi cosa nella nostra vita è necessario modificare il modo di pensare, i vecchi schemi mentali, i pensieri, liberandosi dai condizionamenti passati e da continui pensieri invadenti, controllando così il sorgere di pensieri negativi con i quali spesso ci identifichiamo e che contribuiscono al malessere emotivo. In questo modo staremo bene anche fisicamente.

Per guarire da disturbi psicosomatici, ansie varie, è necessario cambiare, rendersi attivi, interessarsi e appassionarsi alla vita, sviluppare pensieri positivi e rafforzare l’autostima.

L’uomo, dunque, ha bisogno di una nuova razionalità per comprendere la complessità del mondo e di se stesso. Deve capire che la cosa necessaria da fare per stare bene, per migliorare la propria qualità di vita, è assumersi la responsabilità di cambiare se stesso. Deve ricreare un rapporto autentico con sé e con gli altri, senza delegare ai farmaci la soluzione dei suoi problemi. E’ necessario, dunque, ripartire da se stessi accettando la sofferenza come condizione necessaria per comprendere ciò che non va, prima in sé e poi negli altri, nel proprio ambiente. In genere, si decide di cambiare quando si soffre molto sia moralmente che fisicamente, quando si ha un impulso emotivo a farlo. Questa spinta può derivare da una crisi personale che si sta vivendo in un determinato periodo della propria vita o delle proprie relazioni. Ad un certo punto, infatti, si avverte una forte sensazione che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel proprio percorso esistenziale e quindi si sente l’esigenza di dover cambiare. La sofferenza interiore, durante un processo evolutivo, non è mai fine a se stessa, ma è finalizzata al perfezionamento dell’uomo, ad arrivare in alto, è sfida a non fermarsi all’apparenza, ma ad andare oltre.
A volte, però, da soli non si ha la forza o il coraggio di fare quel salto che apparentemente sembra un salto nel vuoto, perché si ha paura di lasciare le proprie sicurezze; ma, nello stesso tempo, si sa che è necessario. Ed è qui che entrano in gioco, a seconda delle problematiche, le terapie, oppure il counseling filosofico che è colloquio dell’uomo con l’uomo, per far incontrare il soggetto con se stesso, per supportarlo, aiutandolo a non perdersi, a comprendere che la crisi può essere una possibilità di cambiamento in meglio, in quanto permette di compiere delle scelte, di ridefinire il proprio progetto esistenziale. Spesso sbagliamo, perché ci ostiniamo a pensare in maniera negativa e distruttiva, quindi è necessario imparare a pensare meno e soprattutto a fare pensieri positivi. Durante la vita, soprattutto durante il periodo di crisi, non bisogna mai dimenticare il valore di sé, della propria ricchezza spirituale, i propri successi raggiunti, facendo l’errore di cercare, al di fuori di noi, l’approvazione altrui, la conferma del proprio valore personale.                                         
Il percorso di consulenza filosofica può far comprendere al soggetto che non ha più bisogno dell’approvazione o disapprovazione altrui, le quali non tolgono e non aggiungono nulla alla propria ricchezza interiore e al proprio valore. In questo senso, il counseling filosofico deve fare la rivoluzione, in linea con la biopedagogia la quale mira ad educare gli uomini a star bene con sé e con gli altri, con il mondo, ad amare la vita, quindi ad una migliore qualità della vita. Il counseling filosofico aiuta il soggetto a rafforzare la propria autostima, ad avere fiducia in se stesso, a rilassarsi, portandolo a capire cosa gli sta accadendo e come può superare il momento, partendo dalle proprie capacità e potenzialità, smettendo di aggrapparsi con ansia alle cose esterne o al passato che bisogna ricordare solo per non ripetere gli errori fatti o per ricordare aspetti della vita che ci aiutino e ci diano la forza di andare avanti. E’ fondamentale modificare le proprie abitudini automatiche di pensiero e i pensieri tossici che portano a sviluppare emozioni negative. Ad esempio: “da oggi decido che il mio amico non mi rovinerà più la giornata, non farò più caso a quello che dice, elimino tutto ciò che di negativo mi provoca; oggi decido che il futuro mi porterà nuove opportunità, perché merito di essere felice e ho ancora molte cose da scoprire; oggi scelgo di essere felice per come sono e per le persone che mi sono vicine con amore, decido di star bene con me stesso e che il resto della mia vita sarà la parte migliore della mia esistenza”.  A tal proposito, può essere utile scrivere un manuale dei pensieri filosofici salvavita, come ci suggerisce il filosofo antico Pitagora, in modo tale che, leggendoli e ripetendoli a noi stessi, questi pensieri possano fissarsi nella mente e divenire parte del nostro discorso interiore automatico. Cambiare il dialogo interno, infatti, è fondamentale e costruttivo per rafforzare la propria autostima, lasciando andare, prendendone le distanze, chi rovina la nostra autostima e ostacola il nostro sviluppo interiore. Per guarire e stare bene, dunque, è necessario cambiare i propri schemi mentali dai quali spesso derivano molti disturbi fisici. Il cambiamento, infatti, ha un forte valore terapeutico, perché dà la possibilità di creare nuove situazioni e ciò è motivante e fondamentale per il cervello umano e per la propria autostima. Bisogna ritornare al centro di sé, dedicare del tempo a se stessi, a ciò che piace a noi e non a ciò che piace agli altri o demotiva, a rilassarsi, quindi ad amarsi; bisogna pensare in termini positivi, interrogarsi sui propri bisogni e riscoprire le proprie capacità e potenzialità. Ciò porta ad una maggiore consapevolezza di sé, del proprio essere e del proprio ruolo all’interno della società, dei propri bisogni, di chi si vuole diventare, dei propri obiettivi e dei piccoli e grandi sogni da realizzare.
“Non sono i più forti della specie che sopravvivono, non i più intelligenti, ma coloro che si adattano meglio al cambiamento” (Charles Darwin)

, Pedagogista - Consulente filosofico, bioetico e pedagogico

. Leggendo attraverso anima e relazioni.



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