ETICA E BIOETICA Seconda parte

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ETICA E BIOETICA Seconda parte

Cittadellinfanzia
Pubblicato da Prof.ssa Elena Ventura in FILOSOFIA ED ETICA · 25 Novembre 2016
Tags: eutanasiabioeticalaica


In questa seconda parte del mio articolo dedicato alla bioetica vorrei soffermarmi su alcune dichiarazioni del giovane Luca Coscioni, il quale ha dedicato gli ultimi anni della sua vita alla sensibilizzazione sul tema della Eutanasia e  sulla necessità di una Bioetica laica. Così si legge sulla pagina dell'associazione che porta il suo nome:
"Ci sono malattie con le quali è possibile vivere. Altre con cui è possibile convivere. Infine, ve ne sono alcune alle quali si può sopravvivere. La sclerosi laterale amiotrofica non rientra in nessuna di queste tre categorie, è una malattia che non lascia molto spazio di manovra e che può essere affrontata soltanto sul piano della resistenza mentale. Se, infatti, ci si confronta con essa sul piano fisico si è sconfitti in partenza. L'intelletto è l'unica risorsa che può aiutarti(...) Noi che non possiamo aspettare.                                           
C’era un tempo per i miracoli della fede. C'è un tempo per i miracoli della Scienza. Un giorno, il mio medico potrà, lo spero, dirmi: ‘Prova ad alzarti, perché forse cammini’. Ma, non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo. E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura, di una cura per corpi e spiriti. Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi”. http://www.associazionelucacoscioni.it                                          
Attanagliato dai dolori e dalla immobilità causata dalla Sma, Luca Coscioni ha cercato di porre l'attenzione sul tema dell'Eutanasia, rivisto dal punto di vista laico chiedendo aiuto alla politica, ma anche focalizzando l'attenzione sul valore dell'intelletto riguardo il quale non possiamo assolutamente permetterci di essere sordi. Questo tema dell'Eutanasia, divenuto eclatante in Italia con il caso di Emanuela Englaro, è una richiesta pressante, ed è un tema che necessariamente investe gli ambiti della Bioetica. Nei paesi di tradizione cattolica è chiaro che il modus operandi di questa disciplina sia strettamente attinente ai dettami della religione Cattolica e soprattutto di quelli contenuti all'interno dei documenti del magistero della Chiesa. Pertanto l'ambito resta quello del paradigma della sacralità della vita e della sua indisponibilità nel senso che non viene attribuita alla persona umana nessuna possibilità di disporre della vita propria e altrui. In questo senso, dunque, non sono assolutamente argomenti leciti quelli dell'aborto, eutanasia, inseminazione eterologa. Poi esiste un'interpretazione bioetica in senso laico che ha avuto la sua definizione in un documento pubblicato nel 1996 denominato "Manifesto di bioetica laica". In sintesi, il documento, che porta la firma di Flamigni, Massarenti, Petroni e Mori, quest'ultimo  presidente della Consulta di Bioetica, sostiene la necessità di lasciare all'individuo la libertà di scelta nel rispetto delle proprie credenze dei propri valori che possono non essere necessariamente quelli di impostazione cristiano cattolica. Questa posizione pluralista non toglie il valore della sacralità all'esistenza, né si identifica con una posizione relativista. Lo stesso Umberto Veronesi, intervenuto nel dibattito politico, ha manifestato atteggiamenti di forte criticità nei confronti di un'ottica unicamente, meramente religiosa. I principi tuttavia riconosciuti quali principi fondanti della bioetica sono i seguenti: principio di autonomia;                       
- principio di beneficenza;                                                                         
- principio di non maleficenza;                                                                 
- principio di giustizia.                                                                    
Dunque, partendo dall'autonomia del paziente che può prendere parte al processo decisionale, giungendo alla necessità che il personale sanitario agisca tutelando il bene e l'interesse del paziente, non arrecandogli alcun danno, si giunge a riconoscere, con il principio di giustizia, che  i trattamenti vengano distribuiti in modo equo e giusto tra tutte le persone che ne abbiano bisogno. Ritengo che la tematica della Bioetica sarà in futuro un argomento sempre più pressante che chiederà sempre più risposte. Le risposte che otterremo saranno tanto più giuste quanto più rispetteranno le molteplici visioni del mondo...e il compito è arduo.  



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