DIPENDENZA EMOTIVA
Pubblicato da Dott.ssa Elisabetta Pansini in PSICOLOGIA · 28 Luglio 2016
Tags: filosofia, legamecoppia
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Ritorniamo a noi...
In che modo il razionale di riferimento, lo stato dell’arte, di cui innanzi, trova una sua propria consistenza, effettuale, tra gli esseri umani?
Si prenda, ad esempio, una situazione di vita prossima a tutti quanti noi: un legame di coppia.
Qual è il quadro emotivo-cognitivo-comportamentale entro cui potrebbero, potenzialmente, manifestarsi dinamiche quali gelosia, senso eccessivo di possesso, angoscia dell’abbandono, dipendenza?
Agente eziologico per antonomasia è uno scarso livello di autostima, che si evolve, poi, in scarso senso di autoefficacia percepita (self-efficacy), e tendenza a funzionare secondo un locus of control esterno, intendendo per quest’ultimo la necessità di certi esseri umani a pensare, agire, operare, decidere non secondo obiettivi e priorità autodeterminati, bensì in accondiscendenza con approvazione e parere di altri, solitamente significativi (ad esempio, il partner).
Per insinuarci ad un livello ancora più approfondito di analisi: “ho poca fiducia in me - non sono un granché - se non mi comporto come piace a ... lui/lei non mi vorrà più bene e mi lascerà”.
Mi si concederà la banalizzazione, giustificata da esigenze di chiarezza espositiva, ma oltremodo pertinente: questi i pensieri irrazionali, le distorsioni cognitive da cui scaturiscono vissuti di gelosia, dipendenza, unitamente a tutta una serie di comportamenti volti ad accertare la fedeltà dell’altro.
E’ indubbio che ogni essere umano ricerchi un partner per trovare risposta ad alcuni bisogni primari, non solo fisici, quali la riproduzione, ma anche, e soprattutto, emotivi; ciò che pone le basi per un legame diadico disfunzionale è l’utilizzo improprio dell’altro, o meglio del legame stesso, quale riempitivo di un senso di vuoto esistenziale, ontologico. Questo, inevitabilmente, produrrà un vuoto di senso relazionale. In altre parole, è come gettare il Nulla nel Vuoto.
Ogni essere umano è, nella sua totalità ed individualità, uno scrigno di pregi e difetti, di competenze ed inadeguatezze, un insieme di passioni e interessi che si intrecciano con idee e valori: scevro da connotazioni religiose “Ama il prossimo tuo come te stesso”, sta a significare esattamente questo. Consapevolezza, fiducia, in se stessi e nei valori insiti in ognuno di noi, che ci rendono unici e speciali, cui andrà ad unirsi, come in un canone per aumentazione intervallare, il patrimonio esistenziale e valoriale del partner…in un legame che sia di tipo ADDIZIONALE, se non addirittura moltiplicativo, e mai il contrario.
...Continueremo...
Dott.ssa Elisabetta Pansini, psicoterapeuta Cognitivo- Comportamentale.
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