‘UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO!’ “NO” ALL’ESCLUSIONE
Pubblicato da Prof.ssa Angela Bini in DIDATTICA E DINTORNI · 12 Luglio 2017
Tags: inclusioneascuola, bullismo, isolamento
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L'esperienza che, nella scuola, un individuo fa di quello che è un gruppo di persone, quale la classe, deve essere tale da fornirgli, giorno per giorno, gli strumenti cognitivi e formativi necessari ed utili al fine di gestire se stesso nel rapporto con gli altri, in quel determinato contesto sociale a cui appartiene, che lo rappresenta. Insegnargli le regole della convivenza civile e condivisione di ogni tipo di emozione. Dell' appoggio reciproco, fisico e morale, che bisogna vicendevolmente darsi, per evitare di restare chiusi in un egoistico isolamento, dannoso a se stessi, come anche all'intera comunità. Compito dell'insegnante è fare in modo che queste regole di collaborazione, all'interno di un gruppo classe, non vengano mai meno. Vigilare sui protagonismi ed eventuali bullismi.Quando si svolgono attività di gruppo, per esempio, far sì che nessuno resti escluso, prestando attenzione a chi non socializza, per sua indole o per abitudine.Preoccuparsi che ci sia eterogeneità e non raggruppamenti privilegiati, per estrazione sociale e capacità.Spingere chi è più capace ad andare incontro a chi è in particolare difficoltà a tendergli una mano ed essere da sprone e stimolo, magari, ad un maggiore impegno e miglioramento.L'errore di formare classi di serie A e classi di serie B, ‘ghettizzando’ queste ultime, commesso purtroppo ancora oggi da tante istituzioni scolastiche, poco coerenti con quel che van predicando, rende difficile la crescita e formazione di chi, ha il diritto all'istruzione, ma anche al regolare sviluppo della sfera sociale.Ad apprendere che, nella scuola, come nella vita, si è UNO, ma allo stesso tempo si è TUTTI, pertanto occorre essere: “tutti per uno, uno per tutti".Continuate a seguire "DIDATTICA E DINTORNI".Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...
