Cari genitori, il vero successo passa attraverso i fallimenti. Sport è vita
Pubblicato da Città dell'Infanzia in PARLIAMO DI... · Mercoledì 21 Gen 2026 · 5:00
Tags: sport, fairplay, rispetto
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L'Intromissione Inopportuna: un Problema CrescenteÈ sempre più frequente assistere a teatrini in cui genitori, animati dalle “migliori intenzioni”, interferiscono in modo eccessivo nell'attività sportiva dei propri figli. Questa intromissione, spesso irrispettosa delle competenze di allenatori e dirigenti sportivi, si manifesta con consigli non richiesti, critiche al lavoro dello staff tecnico e, nei casi più estremi, contestazioni aperte delle politiche della società sportiva. Il problema si acuisce quando i genitori, privi di una reale competenza specifica nonché di freni inibitori che questa mancanza dovrebbe attivare (in passato la figura del docente, in tutti i suoi campi operativi, era depositaria di rispetto e fiducia), si sentono in diritto di legiferare, creando tensioni e minando l'ambiente sereno e costruttivo che dovrebbe, ripetiamo dovrebbe caratterizzare lo sport giovanile. Prima di tutto, anche nelle esperienze competitive, il clima deve essere sano. Gli atleti, nella delicata fase evolutiva, non devono assistere a scenari barattanti medaglie al miglior offerente o vivere nella nube tossica della rivalità "tra poveri", senza rispetto alcuno verso compagni e avversari. Il compito di un educatore sportivo è mettere il proprio atleta nella condizione di credere in ciò che lo sport insegna. Questo significa anche saper scegliere le occasioni di confronto e gli ambienti.Successo Personale vs. Ossessione per la VittoriaIl termine “successo” viene spesso distorto nel suo significato. "Successo" deriva dal latino succèssus, participio passato del verbo succedere ("venire dopo", "avvenire", "accadere"), dato dall’unione del prefisso sub (sotto, dopo) con il verbo cedere (muoversi, andare avanti). Indica, pertanto, ciò che accade o viene dopo un'azione, l’esito positivo o la realizzazione di qualcosa.

Quando ci riferiamo al successo dobbiamo tenere bene a mente che esso è del tutto personale. Non si misura assolutamente con podi (troppo spesso farlocchi), medaglie e foto social. E’ un atto certosino volto alla conquista di traguardi personali, superamento di limiti o impedimenti che possono intralciare la via. Alla base di queste continue ingerenze genitoriali c’è l’esigenza parossistica di proiettare ambizioni frustrate, trasformando il cammino sportivo in una sfrenata e mesta corsa alla vittoria, soffocando le voci irrinunciabili della passione e del piacere a favore di un incubo che, nella maggior parte dei casi, si converte in drop-out (abbandono dell’attività sportiva). Si tende a guardare sempre “l’erba del vicino” in realtà sportive che, come unico obiettivo, hanno quello di mercificare e regalare illusioni di grandezza, senza nemmeno accorgersi dell’immobilismo sociale ed etico in cui vegetano atleti e famiglie, offuscati dalla nebbia della falsità (e incompetenza pedagogica). Una “grandezza” destinata, quindi, a sgretolarsi come sabbia al vento. Non è possibile divenire atleti senza aver costruito consapevolezza, secondo valori fondamentali di rispetto, disciplina e sacrificio ( termine che deriva dall’unione di sacrum "sacro" e -ficium, dal verbo facere "fare", ovvero letteralmente "fare qualcosa di sacro"). Significa insegnare che, per raggiungere traguardi, è necessaria costanza, impegno e... lavorare anche quando tutto il corpo e la mente ti dice che non hai voglia. La differenza tra l'essere atleta e un grande essere umano-atleta è nell'autodisciplina e la ricerca continua di un nuovo sé.La Storia di Eric Moussambani: un Esempio di Vero Spirito SportivoLa storia di Eric Moussambani, soprannominato “l’anguilla”, è un esempio emblematico di cosa significhi veramente lo spirito sportivo. Alle Olimpiadi di Sydney 2000, Moussambani fu il primo nuotatore della Guinea Equatoriale a competere nei 100 metri stile libero. Si era allenato in condizioni precarie, in una piscina di soli 20 metri (mai vista una di 50), e non aveva mai partecipato a competizioni internazionali di alto livello. Nuotò da solo, in quanto gli altri due iscritti – Karim Bare, nigerino e Farkhod Oripov, tagiko – furono squalificati per essersi tuffati prima dello start. Non abituato allo sforzo fisico dei 100 metri, davanti a un pubblico che non avrebbe mai scommesso su di lui, con un tempo di 1 minuto e 52 secondi riuscì ad arrivare al traguardo (contro i 48 secondi del vincitore della finale). La sua performance fu oggettivamente scarsa, ma la sua determinazione, il suo impegno e la sua gioia sono leggenda. Moussambani divenne simbolo di resilienza e di passione, dimostrando che il vero valore dello sport risiede nella partecipazione, nel miglioramento personale e nella capacità di superare le avversità, al di là del risultato cronometrico. Il suo successo non fu una medaglia, ma l'aver rappresentato il suo Paese con onore e aver ispirato milioni di persone in tutto il mondo.Rispetto, Fiducia e Supporto: gli Ingredienti per un'Esperienza PositivaPer rendere l’esperienza sportiva dei figli davvero positiva e lungimirante, è fondamentale che i genitori adottino un atteggiamento basato sul rispetto, sulla fiducia e sul sostegno. Questo significa valorizzare il lavoro degli allenatori, credere nelle loro competenze e accompagnare i ragazzi in un cammino che ha come obiettivo il miglioramento personale e la costruzione di una sana identità umana e sportiva.Riscoprire il Valore Autentico dello SportIn definitiva, è cruciale riscoprire il valore autentico dello sport, abbandonare l'ossessione per la vittoria a tutti i costi e dell’emulazione sterile, concentrarsi sul miglioramento individuale, sul rispetto delle regole e sull'importanza del fair play, fondamenti di un’esperienza sportiva sana. Genitori, allenatori e dirigenti sportivi devono lavorare sinergicamente per generare bellezza e futuro. Quel meraviglioso futuro in cui tutto ciò che si sarà appreso nello sport diverrà traduzione di possibilità e grandezza umana.Il successo...lo stabilisci TU!