Diritti umani - Cittadellinfanzia

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Un cane o un gatto domestico NON SONO il TUO PSICOTERAPEUTA!

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Molto spesso ascoltiamo frasi come “da quando vivo con il mio cane ho superato situazioni difficili” oppure “il mio gatto ha colmato la mia solitudine”. Si tratta di storie di vita autentiche ma che senza dubbio non rientrano in condizioni patologiche significative.
Quando si pensa ai benefici che si possono trarre dalla presenza di un animale da compagnia nella nostra vita quotidiana, si ritiene erroneamente che si tratti di benefici terapeutici.
Rientrare a casa e trovare il nostro cane che scodinzola o il nostro gatto che ci fa le fusa equivale a ritrovare un amico umano con cui chiacchierare in compagnia.

Il nostro amico umano non è uno specialista in grado di curare una nostra patologia, ma rappresenta per noi un semplice conforto. Allo stesso modo, è da considerare il nostro animale domestico, il beneficio che apporta alla nostra vita è di conforto e compagnia.

Quello che rende invece “terapeutica” l’interazione uomo-animale (PetTherapy) sono tre aspetti:

  • l’individuazione di obiettivi specifici riabilitativi o mirati a superare un vissuto di disagio, realizzata da professionisti (medici, psicologi ecc…);
  • il coinvolgimento di esemplari animali con caratteristiche comportamentali idonee ed educatia sostenere l’uomo in una determinata condizione patologica (non tutti i cani possono diventare “guida per persone non vedenti”, allo stesso modo non tutti i cani possono essere educati al lavoro di PetTherapy);
  • la nascita di una alleanza terapeutica uomo-animale guidata da esperti.

Immaginiamo, ad esempio, una interazione “casalinga” (spontanea) con il proprio cane, di un uomo che attraversa un momento di grande depressione: molto probabilmente si verificherà una situazione di apatia, in cui le attività tra i due saranno poche e di breve durata.



Il cane potrebbe avere un’indole invece particolarmente giocosa ed esuberante e sviluppare comportamenti di stress se poco stimolato.
Immaginiamo, ora, l’interazione non guidata con la propria gatta, di una bambina con difficoltà di attenzione e concentrazione: con ogni aspettativa la piccola passerà da un’attività all’altra molto rapidamente ed essere impulsiva, stimolando eccessivamente l’animale che potrebbe di conseguenza volersi sottrarre al gioco perché poco rispettata nei propri tempi e spazi.
Vivendo con un animale domestico si può quindi soltanto percepire uno scambio affettivo, un miglioramento dell’umore ed alcuni studi scientifici ne confermano le positive ripercussioni sul benessere fisico (es. riduzione della pressione arteriosa e rinforzo del sistema immunitario), ma questo non è sufficiente a curare patologie o disagi importanti per i quali è necessario rivolgersi ad un’equipe di professionisti in PetTherapy.
Le Terapie Assistite dagli Animali, più comunemente conosciute come PetTherapy, sono le uniche attività che possono definirsi validamente terapeutiche ed a condurle può essere soltanto un’equipe riconosciuta dal Ministero della Salute.

Psicologa -psicoterapeuta,
presidente dell'Associazione Centro Orme

Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale".
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