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Tuo figlio ha TRE ANNI, è il mago del cellulare ma NON sa PARLARE. Preoccupati!

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Pubblicato da in APPRENDIMENTO · 3 Maggio 2019
Tags: logopediabesdsadigitale
Mi capita sempre più frequentemente di valutare in studio logopedico bambini piccoli di età compresa tra i 2 e i 4 anni che, seppur molto intelligenti, manifestano ritardi nello sviluppo del linguaggio.  Spessissimo mi sento dire dai genitori frasi del tipo:
Dottoressa mio figlio usa da solo il telefono, riesce persino ad andare su youtube e trovare il suo cartone animato preferito, ma non sa parlare”.
“Secondo uno studio, condotto dai pediatri dell’Hospital for SickChildren Canada , effettuato su circa 900 bambini, tra i sei mesi e i due anni, è emerso che i piccoli che passano più tempo con dispositivi portatili hanno maggiori probabilità di avere ritardi nel linguaggio espressivo, rispetto ai bambini che non utilizzano per molto tempo smartphone o tablet.

I ricercatori calcolano che per ogni 30 minuti di tempo passati sullo schermo c’è un aumento del 49% del rischio di ritardo del linguaggio.

Un’ulteriore ricerca condotta dall’University College di Londra, oltre a sostenere i dati dell’Hospital for SickChildren, ha rilevato che il tempo passato davanti ad uno schermo può avere anche un impatto sul sonno dei bambini e potenzialmente danneggiare lo sviluppo del cervello”. Un’ulteriore ricerca è stata condotta da un’equipe di Logopediste italiane dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo, che evidenzia un incremento del ritardo del linguaggio legato ad un utilizzo eccessivo dei dispositivi elettronici come tablet e cellulari, specie in età infantile.  



Lo sviluppo motorio e lo sviluppo del linguaggio, specificano le dottoresse, sono strettamente connessi, infatti, il ritardo del linguaggio è attribuito  all’uso improprio dei dispositivi, ma è sicuramente incrementato da poco esercizio motorio.
Molti bambini non sanno correre, non salgono le scale alternando i piedi, non sanno giocare a palla o andare in bicicletta. Spesso anche bambini con uno sviluppo normo-tipico ad otto/dieci anni non sanno allacciarsi le scarpe o leggere l’orologio.
Il problema è collegato ad una sedentarietà e “immobilità da videogioco”, in quanto spesso preferiscono passare i pomeriggi a giocare, o guardare un video davanti ad uno schermo, invece che praticare uno sport, perdendo il piacere di divertirsi insieme ai coetanei senza l’utilizzo del cellulare. Un’altra fase fondamentale per la crescita dei bambini è lo svezzamento, che viene spesso posticipato a causa dei tempi sempre più ristretti dedicati a momenti fondamentali come quello del pasto. Meccanismi legati allo svezzamento sono la masticazione e la deglutizione, processi fortemente connessi allo sviluppo del linguaggio, soprattutto per la specifica articolazione dei suoni.
Spesso i bambini vengono imboccati fino ai 5 anni senza vedere quello che stanno mangiando perché hanno gli occhi fissi sullo schermo, ciò rende il pasto un’attività passiva e sempre uguale e non più un momento di condivisione familiare in cui è possibile raccontarsi e conoscersi sempre meglio, condividendo la gioia dello stare insieme.
Tra i consigli che quotidianamente nel mio studio fornisco ai genitori ce ne sono alcuni che reputo fondamentali.
       
    1. Ogni occasione è buona per parlare con vostro figlio anche da piccolissimo, i bambini conoscono il mondo e il nome di ogni cosa tramite voi e attraverso le vostre parole e i vostri racconti, quindi sforzatevi di parlargli, perché per lui sarà una “palestra del linguaggio” utilissima e meravigliosa.
    2. Quando parlate al vostro bambino guardatelo sempre negli occhi, cercando di mantenere il contatto visivo. Cercate di eliminare ogni interferenza che possa disturbare i momenti di condivisione: no alla televisione sempre accesa, no al tablet o al cellulare.
    3. Prediligete giochi interattivi (come puzzle o incastri di legno) ai giochi elettronici in cui il bambino è attratto unicamente dalle luci o dalle musichette.
    4. Anche le canzoni aiutano molto, sicuramente di più rispetto ad un cartone animato, perché non costringono  il bambino alla passività e inoltre permettono a voi di cantare con i vostri figli aggiungendo balletti improvvisati abbinati alle parole.
    5. Quando parlate ai vostri bambini cercate di utilizzare un linguaggio fatto di parole reali, senza fare un uso eccessivo di diminutivi o vezzeggiativi (es. cagnolino, casettina, ecc.). Indicate ogni cosa di cui parlate con il suo nome.
    6. Se avete dubbi sullo sviluppo del linguaggio del vostro bambino rivolgetevi sempre ad uno specialista (Logopedista) che saprà fornirvi consigli utili per stimolare adeguatamente il vostro piccolo.

Logopedista, specializzata in disturbi dell’apprendimento

Per comprendere oltre le parole
               



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