TRANSUMANESIMO: OLTRE L’UMANITÁ. Parte seconda - Professionisti online - Città dell'Infanzia

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TRANSUMANESIMO: OLTRE L’UMANITÁ. Parte seconda

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Pubblicato da in FILOSOFIA ED ETICA ·
Tags: transumanesimonietzscheuomosuperuomo

“Che cos’è la scimmia per l’uomo?
Un ghigno, una dolorosa vergogna!
Che cos’è l’uomo per il superuomo?
Un ghigno, una dolorosa vergogna”. Nietzsche
Il Transumanesimo è un vettore importante dell’umanità, proprio di quella che ha creduto nel mito del progresso che adesso assiste ad un preminente cambiamento che investe l’ambito religioso.

Liberare il genere umano dai suoi limiti, dalle sue paure, dalla malattia, dalla morte, a che cosa porta?

In occidente, alla luce delle ultime scoperte in ambito tecnologico, la specie umana sta gradualmente sostituendo l’idea di un Dio creatore con quella di un Io creatore … Come quello è distante e invisibile, tanto questo è prossimo visibile e plus potente.
L’era dei cyborg ha ucciso il vecchio Dio ed ha partorito uno nuovo che non abita più il cielo, ma risiede e domina la terra.
Questa pseudo-religione nata alle origini dell’illuminismo ha soppiantato lentamente le religioni, in particolar modo il Cristianesimo. L’intervento di questo nuovo umano non-umano apporterà, se non lo ha fatto già, una modifica del pensiero relativamente alla genetica, all’apparato militare, alla vita sociale.
Esiste un documento del 2001, ”Future strategic issues/future warfare“ della Nasa, nel quale sono sintetizzate e anticipate tutte queste novità previste nella loro realizzazione per il 2020, data dell’arrivo dell’età virtuale.
Nanotecnologie della dimensione di un millimetro cubo potranno operare attraverso l’aria come polvere raggiungendo i polmoni umani, che rappresenteranno un nuovo armamento, unite alle radiofrequenze già sotto accusa per lo sviluppo di una serie di patologie. Rallentamento delle performance, armi con il dono dell’ubiquità che superano le barriere fisiche, potranno sovrastare l’uomo che, a causa della sua corporeità, non potrà che prendere atto di tutti i suoi limiti.

Temo il lento spegnimento dell’anima che si ritira lasciando spazio ai metalli pesanti, alle onde radio, al cyborg.

Tuttavia non è la tecnologia a determinare questo “oltrepassamento dell’uomo”, bensì l’uomo stesso, in quanto creatore che spingendo sempre più in là il suo bisogno di controllare la vita, il  dolore, la morte, ha creato una dimensione che sfugge al controllo, che tacitamente si insinua tra i meandri dell’etica, che ambiguamente si sostituisce all’uomo stesso, creando nuovi valori, nuove realtà, nuovi percorsi.
L’unica possibilità per l’uomo di vincere questa sfida, con la pressante presenza della tecnologia nella vita umana, è quella di non dimenticare le norme morali, etiche e bioetiche che rappresentano la specificità dell’essenza umana.                           

                                  
                                                                                             
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