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TIC, OSSESSIONI, IPERATTIVITÁ … IL MONDO NON LO SA MA HO LA TOURETTE!

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Pubblicato da in APPRENDIMENTO · 12 Novembre 2018
Tags: stresssindrometourettedisturbo
“Se avessi una bacchetta magica, vorrei scomparire. Sono stanca di tutti i miei problemi. I miei genitori mi dicono che col tempo riuscirò a convivere con questo mio modo di essere, soprattutto imparando a gestire le mie problematiche. Spesso mi convinco di avere una malattia incurabile e che non potrò mai vivere bene, soprattutto con i miei coetanei. Non ci penso proprio a raccontare la verità su di me, per questo spesso sono costretta a inventare scuse o bugie con le mie amiche. Loro mi hanno detto che, se continuo a fare ancora ritardo agli appuntamenti, mi escluderanno dal gruppo. Non immaginano quanto sia difficile per me anche soltanto prepararmi per uscire.
Delle volte, a bloccarmi sono i pensieri negativi che mi frullano per la testa, altre volte sono esausta per i tic che ancora devo sopportare.
A scuola va piuttosto bene, ma è davvero dura rimanere seduta per molte ore. Vorrei chiedere ai prof di uscire più spesso per respirare un po’, ma temo che gli altri pensino male di me. Mi sento osservata da tutti, ma forse questa è un’altra delle mie ossessioni. Vorrei solo vivere la mia età, con spensieratezza, come tutti gli altri!”
Torniamo, cari lettori, a parlare di Sindrome di Tourette. Il breve racconto prende come esempio il vissuto di un’adolescente. La ragazza vive continuamente la preoccupazione che gli altri possano intuire le sue difficoltà comportamentali. I tic, il disturbo ossessivo compulsivo, la difficoltà di concentrazione e l’iperattività sono disturbi che spesso coesistono in questa sindrome.
In molti casi, la persona tourettica adotta delle strategie per nascondere il suo disturbo.
Nel caso citato, la giovane vive nel disperato tentativo di adeguarsi ai ritmi che la collettività impone, accumulando tensione, stress e frustrazione, che scaricherà necessariamente nell’ambito familiare.

È fondamentale che in ambito scolastico i docenti siano non solo informati, ma possano conoscere la problematica nelle specifiche caratteristiche che la ragazza o il ragazzo presentano.

Il ruolo dei genitori e di tutti gli altri membri della famiglia è determinante, in quanto dovranno incoraggiare il proprio figlio o fratello che sia, ad accettare le sue caratteristiche lavorando costantemente per mantenere un buon livello di autostima, facendo leva sui punti di forza piuttosto che sulle debolezze. In molti casi è preferibile che la famiglia si avvalga dell’aiuto di personale esperto, in modo da migliorare non solo la vita del figlio o della figlia, ma di tutti i componenti del nucleo familiare.
Ogni tanto affiora una voce in me. Mi dice: ‘Sei inutile, sei orribile, nessuno ha bisogno di te.’ Eppure dentro di me ci sono frammenti e atomi di pianeti lontani, di supernove luminose, di galassie infinite. I secoli e l’universo hanno lavorato per creare ciò che sono”. (Fabrizio Caramagna)
Al prossimo articolo e coraggiosa educazione a tutti!

Pedagogista, educatore extrascolastico  
      
                                                                                            
Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia".
Leggendo attraverso anima e relazioni.
 
 
 
     
 
 
   
 
 
   



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