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’IL LINGUAGGIO DELL’ACCETTAZIONE’. IMPARANDO A COMUNICARE CON MIO FIGLIO...

Città dell'Infanzia
Pubblicato da in APPRENDIMENTO ·
Tags: acoltopassivolimportanzadeldialogo


“Quella scena che avevo furtivamente osservato non mi sembrò reale. Non riuscivo ad accostarla all’immagine che ormai avevo attribuito a mio figlio. Da diverso tempo ormai eravamo in contrasto, io e lui. Era distratto e lo rimproveravo continuamente. Lo esortavo ad impegnarsi di più a scuola, poiché era un ragazzo intelligente e, se solo lo avesse voluto, avrebbe potuto conseguire profitti più dignitosi. Era come se vivesse in un mondo tutto suo e io non lo capivo. Ma quel pomeriggio, quando entrai di scatto nella sua camera e lo trovai disteso sul suo letto con gli occhi rivolti al soffitto, quasi non lo riconobbi. Istintivamente gli chiesi: ’Posso domandarti cosa stai facendo?’. Lui, con estrema calma e determinazione, rispose: ’Sto pensando al mio futuro!’. La sua risposta così secca e semplice fu disarmante per me, sembrava non potesse provenire dalla sua persona. Tutto ad un tratto mi sentii terribilmente in colpa per le troppe volte in cui non ero riuscita ad ascoltarlo, per le tante parole spese a demolire i suoi sforzi per esprimere i suoi bisogni. Pensai che avrei potuto cominciare a cambiare il modo di rivolgermi a lui. Il mio linguaggio assumeva sempre un tono autoritario e poco accettante. Mi resi conto che non ero stata capace di comunicare in modo costruttivo e non solo attraverso le parole, ma anche con i miei gesti che rivelavano giudizi e sentimenti di sfiducia nei suoi confronti.”
Il sentimento più frequente che i genitori avvertono quando non sentono di comprendere i figli è senza dubbio il senso di colpa. Spesso si sentono  inadeguati a decifrare i loro bisogni e ancor più a trovare soluzioni per aiutarli. A tal proposito, lo psicologo Thomas Gordon ha fornito un importante contributo attraverso il suo libro “Genitori efficaci”, che rappresenta un vero e proprio manuale al servizio dei genitori interessati a migliorare i rapporti di relazione con i figli. Nel suo libro, Gordon fa riferimento all’importanza del linguaggio dell’accettazione. Spiega che sarebbe opportuno che i genitori acquisiscano capacità comunicative più accettanti. Però è bene che lo dimostrino non solo attraverso le parole, ma anche con i gesti, la postura e le espressioni del volto. Lo psicologo menziona, come messaggio di accettazione, il “non intervenire”. Nel caso, per esempio, il bambino sia impegnato in un’attività per conto proprio, è opportuno che il genitore non si intrometta, permettendo al piccolo di commettere liberamente degli errori, o di realizzare l’attività come meglio crede. In questo modo, sottolinea Gordon, il genitore invierà a suo figlio un messaggio non verbale di accettazione. Un altro potente messaggio di accettazione è l’ascolto passivo. Quet’ultimo permette al genitore di mostrare il suo interesse alle parole del figlio attraverso il silenzio, rinforzato da gesti e brevi risposte che incoraggiano con fiducia il suo ascolto. Infine, Gordon dichiara che il punto cruciale della comunicazione con i figli è il “come” si comunichi con loro. E’ importante esaminare il proprio modo di rapportarsi verbalmente ad essi, poiché l’efficacia come educatori dipende in gran parte dal comportamento verbale.                
“Quando si diventa genitori, accade un fatto strano e malaugurato. Si comincia ad assumere un ruolo, a recitare una parte, dimenticando di essere una persona…” (Thomas Gordon). Al prossimo articolo e buon linguaggio accettante a tutti!
Bibliografia: Thomas Gordon, Genitori Efficaci. Educare figli responsabili, edizioni La Meridiana, Molfetta, 1994.


, pedagogista, educatore extrascolastico
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