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SUOCERA e NUORA, può essere un dramma di famiglia! Tu che rapporto hai?

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Pubblicato da in PSICOLOGIA · 18 Gennaio 2020
Tags: suoceranuorafamiglia
Credit immagine everyeye.it

Quando pensiamo ad una nuova famiglia che si crea, l’immagine che spontaneamente ci appare è quella di due unità che si uniscono. Trascuriamo completamente che, dietro quelle due entità, ci sono altre due famiglie, due mondi  con idee, valori, aspettative, bisogni, stili di vita tra cui non sempre è facile trovare un accordo e raggiungere un equilibrio. Accade spesso invece che i partner, in uno o più periodi della vita di coppia, si trovino ad affrontare problemi con almeno una delle due famiglie di provenienza. E se i suoceri possono essere un problema quando vivono fisicamente vicini e sono concretamente invasivi nelle scelte - da quella della casa in cui i propri figli abiteranno, alla pulizia e ordine della stessa, dalla gestione dei figli alla loro educazione -si trasformano in angeli custodi per generi e nuore nei momenti di difficoltà. In alcuni casi per tutta la vita le intromissioni e l’invadenza della suocera sono considerati il problema principale della nuova famiglia. Le battute sui suoceri sono frequenti tra gli uomini ma le tensioni familiari che più spesso si creano sono tra donne.

Il rapporto tra suocera e nuora può diventare una sfida, spesso non dichiarata apertamente, finalizzata a conquistare l’amore e l’approvazione del loro uomo. I pensieri negativi, anche se non vengono espressi verbalmente, emergono chiaramente attraverso il non detto, il modo di agire, e rischiano di risultare squalificanti.

E se l’uomo, oggetto del contendere, spesso non se ne rende conto, gli effetti sulla serenità familiare sono comunque ben evidenti: le tensioni si inaspriscono sino a creare un vero e proprio conflitto. Ogni moglie osserva attentamente le posizioni assunte dal marito nei conflitti e lo stesso fa la madre. Il desiderio di ogni uomo in questi casi è che le due donne vadano d’accordo: assume il ruolo di mediatore e rischia di peggiorare la situazione.



Quando almeno uno dei due partner non è mentalmente separato  dalla famiglia di origine e mantiene un legame simbiotico con un genitore non riesce a unirsi in modo sano e funzionale in una relazione e fa sentire il coniuge escluso e trascurato. Quando poi sono entrambi a non recidere il cordone ombelicale, allora la nuova famiglia non si costituisce mai, con conseguenze importanti per la serenità dei figli.

Si perpetuano così atteggiamenti, convinzioni e modi di fare che potevano funzionare per i propri genitori, ma sono completamente inadatti al nuovo rapporto.

È vero che ognuno di noi porta con sé un bagaglio di valori, bisogni, modi di agire e aspettative che provengono dalla propria storia familiare; alcune volte proviamo a disfarcene completamente tentando di agire in modo diverso dai nostri genitori; in altri momenti invece aderiamo completamente al modello familiare ricevuto abbandonando completamente l’idea di realizzare qualcosa di inedito con il partner.

Consideriamo la famiglia d’origine l’esempio da seguire soltanto perché si regge su modi di agire che conosciamo e consideriamo i migliori.

Pensare che non ci possa essere nulla di meglio della famiglia dalla quale si proviene, ripetere i modelli appresi da bambini spinti dal desiderio di ottenere a tutti i costi l’approvazione dei propri genitori crea soltanto una dipendenza disfunzionale, un mancato svincolo.
Spesso, senza rendercene conto, rimaniamo legati ad aspetti della nostra storia familiare non funzionali soltanto perché rappresentano modalità per noi note: sono lo spazio di comfort nel quale sino a quel momento ci siamo sentiti protetti. Dobbiamo, invece, imparare ad assumerci la responsabilità di guardare a fondo nel nostro bagaglio per riorganizzare con consapevolezza e capacità critica il nostro passato.

Costruire una coppia e poi una famiglia significa invece compiere un atto di coraggio, pensare ad una nuova squadra e provare ad avere fiducia nei nuovi compagni della stessa.

La famiglia, qualunque connotato essa abbia, non può essere un campo di battaglia: è un nuovo nucleo che porta con sé qualcosa delle proprie origini integrandolo con qualcosa di nuovo. È certamente di più della mera somma dei suoi componenti. Quando si verificano dei problemi familiari non c’è dunque un “colpevole” verso il quale puntare il dito, ma un complesso di relazioni che si sono strutturate nel corso del tempo. Forse dovremmo provare un po’ tutti ad interrogarci su quali sono le responsabilità - sempre condivise - di ciascuna delle parti coinvolte.

Se la suocera è sempre considerata una strega invadente e ipocrita, anche la nuora che si presenta come Biancaneve non è sempre così pura e senza peccato!

Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Familiare

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