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SUI PASSI DI DON TONINO BELLO VESCOVO

Città dell'Infanzia
Pubblicato da in APPRENDIMENTO ·
Tags: vescovosignorereligione
...Una generazione ritrovata per don Tonino, persona di chiesa semplice e costruttivo, uno dei più grandi educatori del nostro tempo, amico degli umili, difensore di pace e libertà.
20 aprile 1993 – 20 aprile 2018
XXV anniversario della morte di don Tonino Bello con visita di Papa Francesco ad Alessano e a Molfetta.
Su don Tonino Bello sono state scritte e dette molte cose, libri, tesi di laurea, articoli su ogni testata giornalistica, trasmissioni tv. Io ho voluto scrivere questo pezzo ricco di emozioni, avendo conosciuto personalmente don Tonino, al fine di dare un ulteriore contributo di testimonianza soprattutto a chi non l’ha conosciuto. Sul finale ho aggiunto una delle sue preghiere più belle concernente la vita, che poi è stata musicata diventando la canzone simbolo in memoria di Lui (oltre alla canzone Scout “Oh freedom”).
Con questo articolo voglio semplicemente dire:                                                         
Grazie infinite don Tonino Bello per aver portato Papa Francesco, che ti somiglia molto nella semplicità ed umiltà, nella tua diocesi a Molfetta (mio paese natale) e ad Alessano (tuo paese natale), oltre ad averlo visto ad un passo da me anche a Roma. Grazie per averci fatto rivivere, in una mattinata splendida, colorata e familiare, i meravigliosi anni della nostra adolescenza a Giovinazzo, in dolcezza, allegria e profondità di vedute e sogni accanto a te e alle tue stupende parole per tutti di ogni età, accanto alle tue superlative omelie (che si potevano ascoltare per ore, senza stancarsi) ed alle tue opere. Fortunati coloro che, come me, ti hanno conosciuto, hanno ascoltato la tua voce soave e sono stati cresimati da te e che, in questa mattina del 20 aprile a Molfetta, hanno compreso a fondo le parole di Sua Santità e della canzone ascoltata alla fine della messa "Un'ala di riserva", le cui parole scrivesti in occasione della triste vicenda di un bambino di Giovinazzo (dove ho vissuto per tanti anni). Per chi non ti ha conosciuto ha avuto una grande perdita. Chi non ti ha conosciuto personalmente, infatti, non può capire a fondo quanto tu sia stato GRANDE e lo sei ancora per tutti in Puglia, in Italia e fuori. Grazie perché stamattina, al porto di Molfetta, eri con noi...si sentiva dal vento e dall'aria pulita, esattamente come il pomeriggio di 25 anni fa al tuo ultimo saluto per noi, quando il vento sfogliava le pagine del vangelo posto sulla tua bara, e nei bui momenti in cui visitammo la tua camera ardente tra mille lacrime. Oggi eravamo meno tristi perché nell'aria si è respirata la tua viva Presenza e Santità. Grazie perché sei stato sempre accanto a noi..in ogni momento, bello o più difficile. Caro Amico Nostro, don Tonino, non ti dimenticheremo mai, verremo a trovarti ad Alessano ogni volta che potremo e ti porteremo nel cuore e nella mente ovunque andremo (come abbiamo fatto in questi 25 anni in cui abbiamo conservato un’infinità di tue foto, di giornali di quegli anni con te, di immagini, libri e tanti altri ricordi che non si possono riassumere in un articolo) perché abbiamo tutti bisogno della tua Ala di Riserva, come dicevi sempre tu, perché tu non vuoi volare senza noi né noi senza te. Da sempre e per sempre con infinito affetto...


                                                                                              
Dammi, Signore, un’ala di riserva!
(Una preghiera che prende lo spunto da un’antica leggenda che narra di angeli con un’ala sola e che possono volare soltanto se abbracciati...)
Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un'ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un'ala soltanto. L'altra, la tieni nascosta: forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato la vita:
perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con te.
Perché vivere
non è <<trascinare la vita>>,
non è <<strappare la vita>>,
non è <<rosicchiare la vita>>.
Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all'ebbrezza del vento.
Vivere è assaporare l'avventura della libertà.
Vivere è stendere l'ala, l'unica ala,
con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come te!
Ti chiedo perdono per ogni peccato contro la vita.
Anzitutto, per le vite uccise prima ancora che nascessero.
Sono ali spezzate.
Sono voli che avevi progettato di fare e ti sono stati impediti.
Viaggi annullati per sempre.
Sogni troncati sull'alba.
Ma ti chiedo perdono, Signore,
anche per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.
Per i voli che non ho saputo incoraggiare.
Per l'indifferenza con cui ho lasciato razzolare nel cortile,
con l'ala penzolante,
il fratello infelice che avevi destinato a navigare nel cielo.
E tu l'hai atteso invano,
per crociere che non si faranno più.
Aiutami ora a planare, Signore.
A dire, terra terra, che l'aborto è un oltraggio grave
alla tua fantasia.
E’un crimine contro il tuo genio.
E’ un riaffondare l'aurora nelle viscere dell'oceano.
È l'antigenesi più delittuosa.
È la <<decreazione>> più desolante.
Ma aiutami a dire, anche, che mettere in vita non è tutto.
Bisogna mettere in luce.
E che antipasqua non è solo l'aborto,
ma è ogni accoglienza mancata.
E’ ogni rifiuto.
Il rifiuto della casa, del lavoro, dell'istruzione, dei diritti primari.
Antipasqua è lasciare il prossimo
nel vestibolo malinconico della vita,
dove <<si tira a campare>>, dove si vegeta solo.
Antipasqua è passare indifferenti
vicino al fratello che è rimasto con l'ala, l'unica ala,
inesorabilmente impigliata
nella rete della miseria e della solitudine.
E si è ormai persuaso
di non essere più degno di volare con te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato
dammi, o Signore, un'ala di riserva.”
Antonio Bello, PAROLE D’AMORE, edizioni la meridiana - LUCE E VITA, Molfetta (BA) 1993, pp. 13-15.


, Pedagogista - Consulente filosofico, bioetico e pedagogico

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