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SENZA PAURA. L’ASSERTIVITA’, IL PONTE POSITIVO TRA ME E GLI ALTRI.

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Pubblicato da in APPRENDIMENTO ·
Tags: ascoltocomprensioneassertività
Quel giorno pioveva a dirotto. Telefonai all’ amica con la quale mi sarei dovuta incontrare e le dissi che non era il caso di vederci.  Ci saremmo viste un’altra volta, non appena le condizioni atmosferiche fossero migliorate. In quell’istante  provai una chiara sensazione: non ero rattristata all’idea di non vederla. Piuttosto, mi sentii come sollevata da un peso che avvertivo al centro del mio petto. Ero sola in casa. Il silenzio di quelle mura e la pioggia incessante al di là dei vetri mi  permisero di distendermi e concedermi  riflessioni profonde. Meditai sul mio modo di relazionarmi agli altri. In primo luogo, riflettei  su quella sensazione che avevo provato spesso negli ultimi tempi. Continuavo ad offrire il mio aiuto agli altri, a dispensare consigli, ad incoraggiare gli animi altrui, senza rendermi conto che le persone che mi circondavano avevano di me un’idea stereotipata.             

Ero, per gli altri, ‘la compagnia perfetta’, alla quale poter raccontare una giornata storta, i vissuti ‘sfortunati’ di una vita, i malumori.


Tutti erano consapevoli di ricevere perennemente ascolto e attenzione.

Credo di averlo sempre fatto, quasi inconsapevolmente, ma il mio corpo cominciava a comunicarmi qualcosa che non potevo più ignorare: un forte malessere. Pensai che avrei potuto cominciare a rispettare i miei stati d’animo ed esprimere agli altri i miei reali desideri. Non era giusto che mi vedessero in modo univoco. Avevo sicuramente una personalità predisposta ad ascoltare, ma questo non dava loro il diritto di approfittarne. Presi consapevolezza che di lì in poi la mia vita relazionale avrebbe dovuto subire una svolta.”
Come possiamo definire il comportamento messo in atto dalla protagonista del racconto?
La protagonista dell’episodio descritto agisce senza dubbio utilizzando un comportamento passivo. Preferisce evitare, con il pretesto delle cattive condizioni atmosferiche, l’incontro con l’altra persona, sebbene cominci a comprendere che il suo modo di relazionarsi non sia corretto. Sente un profondo malessere non solo emotivo, ma anche fisico. Razionalizza sulla sua incapacità di esprimere con onestà i propri bisogni, le emozioni e le idee in merito a situazioni che non accetta. Da un punto di vista pedagogico-relazionale, un atteggiamento tendente a subire gli altri e gli eventi  può avere cause che derivano da una bassa autostima. Infatti, la persona è orientata ad evitare i conflitti, a sottomettersi al volere altrui ed è in continuo bisogno di approvazione, calpestando i propri diritti.
Quale dovrebbe essere il comportamento corretto per vivere al meglio le relazioni?
La risposta migliore a questo quesito è il comportamento assertivo. L’assertività è la capacità di manifestare le proprie idee, le proprie intenzioni e desideri senza prevaricare e non sentendosi prevaricati dagli altri. E’ una capacità che permette di agire con uno stile comunicativo che si adegua  alle differenti situazioni che si affrontano. L’assertività offre la possibilità di esprimere il proprio valore nella comunicazione senza sminuire il valore dell’altro e crea “un ponte” positivo con i nostri interlocutori, poiché genera rispetto, fiducia, apertura al dialogo e, dunque, vera conoscenza e stima fra le persone.  

“Un no pronunciato con convinzione è migliore di un sì pronunciato unicamente per compiacere o, ancora peggio, per evitare problemi.” (Mahatma Gandhi).

Al prossimo articolo e buona assertività a tutti!

, pedagogista, educatore extrascolastico        
                                                                                                 
Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia". Leggendo attraverso anima e relazioni.
 
 
 
   
 
 
       



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