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Sentirsi liberi di vivere la vita a modo proprio è, in verità, ILLUSIONE e vanità

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Pubblicato da in PENSIERI E PAROLE · 2 Gennaio 2020
Tags: libertàautostimavanità
Dal Libro Nero – Capitolo Finale

Il brano che segue è un dialogo interiore dell’autore. Chi parla è l’osservatore sempre sveglio che è in noi e che ognuno percepisce in modo diverso. Il “Noi” (a volte è usata anche la prima persona) è riferito a questo osservatore ed è al plurale perché è costituito da infinite prospettive di visione. Il “Tu” usato è riferito a chi sta cercando in questa vita un modo per “Svegliarsi” e per “Liberarsi” da tante condizioni aggiunte. Il “Voi” è riferito a tutti, indistintamente, sia chi è in cammino verso la consapevolezza e sia chi si è un attimino fermato.

<<La libertà è inevitabile e spetta ad ogni condannato, non dubitarne, piuttosto dubita dell’uso che ne farai di tale libertà. Riuscirai a gestirla? Oppure tornerai in gabbia mosso dalle bugie e dalle visioni alle quali i guardiani ti hanno sottoposto?
Essere libero vuol dire essere nell’infinito senza forma, sei pronto per questo? Essere libero vuol dire essere responsabili di sé stessi senza nessun sostegno, lo sai vero? Essere libero vuol dire essere in continuo mutamento senza alcuna stasi, ne sei cosciente?>>.

Prendere coscienza della Libertà richiede anche saggezza per gestire tale potere che è la Libertà.

<<Qualsiasi forma di libertà tu abbia mai conosciuto qui dentro, nella tua cella, non è che un minuscolo riflesso della Vera Libertà a cui sei destinato una volta scontata la tua pena, eppure tale piccolissima libertà ti ha messo in confusione e cosa hai fatto?
Hai cercato un credo religioso, politico o sociale a cui assoggettarti. Hai cercato qualcuno che ti dica cosa è giusto o sbagliato. Hai cercato qualcuno o qualcosa che dia un senso alla tua “Vita”. Hai cercato qualcuno o qualcosa sulla cui base misurare il tuo valore.
È questo l’uso che ne hai fatto della tua minuscola Libertà ed ecco perché hai preferito la prigionia>>.

La libertà è una condizione essenziale che però si tende a delegare a qualcun altro o a qualcosa. C’è una propensione alla schiavitù ed alla prigionia. Questa propensione è data dalla mancata voglia di divenire saggi e responsabili (Pigrizia di cui si discuterà nel Libro Giallo). 11

<<Tutto ciò che tu percepisci è filtrato da ciò che i guardiani ti fanno vedere, non è tuo, nulla è tuo se non quella minuscola Libertà che hai sempre buttato via.
La libertà non è fare ciò che si desidera, ma avere la forza di smettere di “Desiderare”. “Desiderare” vuol dire non essere completi, essere schiavi dell’aspettativa di ottenere qualcosa che ti dia completamento. Il desiderio deve essere rimpiazzato dal “Voler essere” e poi dall’essere>>.



Il Voler essere implica azione, mentre il desiderare porta all’attesa. Possiamo pensare al desiderio come ad una lunga attesa con la speranza di ottenere un risultato, mentre al Volere come una marcia verso ciò che si vuole. Il desiderare è di aspetto Negativo (-) il volere è di aspetto Positivo (+), mentre l’essere è Neutro (N). Quindi riassumendo: Essere = Desiderio e Volontà neutralizzati ed integrati.

<<Pochi durante il tempo che passano qui, in prigione, riescono ad ottenere ottimi risultati tanto da non essere più bersagliati dai guardiani, rendendo la loro permanenza meno sofferente. Tali guardiani si accaniscono sempre di più su chi reagisce alle provocazioni.
Il resto si accontenta di reagire ad ogni provocazione rendendo la prigionia estremamente dolorosa.
Che tu sia uno dei pochi o dei molti, ti prego di non dimenticare tutto questo altrimenti tornerai qui e desidererai altro dolore>>.

Se si vive una vita di “Reazioni” (desiderio) invece che di “Azioni” (volontà), allora si sarà più soggetti alle stimolazioni pungenti esteriori ed interiori (inconsce).

<<Ti starai chiedendo chi sono questi guardiani e perché vogliono crearti tutti questi problemi. Se guardi attentamente il loro volto con massima chiarezza, vedrai quello che credi essere il tuo volto. Perché? Perché non esistono giudici ma solo pentiti che decidono di soffrire per non tornare più nell’ignoranza delle azioni guidate dall’avere. Tu sei il guardiano, tu sei il dannato, tu sei la prigione, tu sei la squadra di recupero evasi e Tu sei il Nero infinito. Sei diviso e cerchi completamento, ma cerchi sperando di avere qualcosa. Questa ricerca è qualcosa che ha a che fare più con l’essere che con l’avere per questo non troverai mai nulla>>.

Questa è la presa di coscienza più importante, la visione completa della medaglia senza più giudizio o condanna.

<<Una volta scontata la tua pena, tu sarai riunito e potrai vedere e conoscere, ma riuscirai ad accettare ciò che ne deriverà? Oppure vorrai tornare indietro? Spetta a te, ma non dimenticare tutto questo, non credere alle bugie, guarda nel dubbio, osserva l’oblio dove si annidano i tuoi peggiori tormenti e non girare la testa>>.

Una volta arrivati in alto, non occorre dimenticare il basso.

Maestro di arti marziali energetiche

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