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Sei vanitoso perché vivi IGNORANTE e godi nella tua superficialità

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in PENSIERI E PAROLE · 23 Ottobre 2019
Tags: ignoranzasuperficialitàmorte
Dal “Libro Nero”

Il brano che segue è un dialogo interiore dell’autore. Chi parla è l’osservatore sempre sveglio che è in noi e che ognuno percepisce in modo diverso. Il “Noi”usato è riferito a questo osservatore ed è al plurale perché è costituito da infinite prospettive di visione. Il “Tu” usato è riferito a chi sta cercando in questa vita un modo per “Svegliarsi” e per “Liberarsi” da tante condizioni aggiunte. Il “Voi” è riferito a tutti, indistintamente, sia chi è in cammino verso la consapevolezza e sia chi si è un attimino fermato.

“Non c’è alcuna via di fuga! Puoi andare in qualsiasi posto, ma dovrai portarti dietro la tua carcassa ovunque tu vada. Le sensazioni ti perseguiteranno ogni giorno: Freddo, Caldo, Fame, Sete e Dolore alternate da quelle piacevoli, in un’altalena continua. I tuoi occhi non vedranno, le tue orecchie non sentiranno e la tua mente non penserà.
Ovunque tu vada non cambierà nulla! Sei un prigioniero che si sposta con la sua gabbia, che vede la “Realtà” attraverso una fessura e crede che esista solo quella prospettiva.
Ne sei consapevole, ma non puoi farci nulla... la tua prigione è stretta e ti comprime facendoti sentire il dolore della reclusione”. Con prigione si intende l’insieme di tutto ciò che noi crediamo di essere: Maschi o femmine, italiani o austriaci, musulmani o cattolici, ricchi o poveri...e tanto altro. “Da un pertugio qualcuno ti passaqualcosa per appagare qualche misero bisogno della tua prigione, mentre tu all’interno di essa, muori di fame. Ho visto altri dannati decorare la propria cella con quelle cose, convincendosidi essere a casa, ma in realtà non è così e tu lo sai”. Dal mondo prendiamo solo ciò che soddisfa quella parte di noi checrediamo di essere, decoriamo la nostra parte più superficiale di queste cose: titoli di studio, denaro, proprietà, notorietà, potere sugli altri e tanto altro. Avere queste cose non basta, e chi è più “Sensibile” sentirà sempre un vuoto che attende di essere colmato.

“Gli illusi hanno un fragile sorriso sulle labbra destinato a scomparire con la stessa logica di come ogni prigioniero è destinato alla sua prigione. È tutto buio e ogni prigioniero fluttua con la propria prigione in uno spazio infinito e sconosciuto, ma nessuno di loro può entrare davvero in contatto con altri se non con le loro prigioni”.

La felicità che otteniamo dalle cose esteriori, è superficiale ed effimera. Incontriamo tante persone, ma alla fine ci limitiamo solo a conoscere la loro esteriorità e la loro “Prigione”. “A volte puoi vedere solo i loro occhi sporgersi dalla fessura delle proprie prigioni, mentre la maggior parte dei dannati non ha mai trovato quella fessura.



Certi dannati, sono talmente disperati da stare in un angolo a dondolarsi tutto il tempo aspettando di essere totalmente divorati dall’oscurità che come un’ombra avviluppa la prigione”. Gli occhi sono l’unica porta verso l’infinito del proprio essere. Alcune persone hanno uno sguardo presente, perché hanno sintonizzato i loro occhi fisici con quelli interiori e guardano il mondo con saggezza e calma, mentre altre persone “non hanno trovato ancora la fessura” e il loro sguardo è assente, osservano ilmondo con paura o con avidità.
“Ogni prigione ha un guardiano che avvolge la cella con tanti bracci e la stritola con forza. Alcuni dannati hanno scontato la pena e la loro prigione è stata stritolata fino a farli uscire! La loro persona è schizzata fuori nell’infinito nero!” . Questo è il momento della “Morte” sia in senso metaforico che in senso letterale. Morire è doloroso ma è liberatorio. Moriamo tante volte ma non ce ne rendiamo conto. Moriamo ogni volta che perdiamo qualcosa, ogni volta che ci distacchiamo da un vincolo su cui avevamo fatto troppo affidamento.
“C’è un momento in questi tempi di dannazione, in cui ogni guardiano lascia uscire il dannato dalla cella. Pochi conservano il ricordo di queste uscite nel Nero, il resto dimentica e non vuole neppure immaginare cosa ci sia in quel Nero. Diversi dannati si rifiutano di uscire in quelle occasioni e sfuggono dalle braccia dei guardiani che cercano di tirarli fuori”. Questo è il momento del sonno con i relativi sogni ed esperienze annesse (viaggio astrale, sogno lucido...).

Il sonno è un processo obbligatorio necessario per spostarci su altri piani dell’esistenza, una sorta di viaggio interiore.

Tutti hanno paura dei guardiani, eccetto chi è realmente stufo di questa prigionia e ha perso anche la voglia di avere paura. Ogni guardiano è saldamente legato a un prigioniero e non c’è alcun modo per distruggere tale legame se non scontando la pena. Ho visto dannati scontare pene lunghissime e ho visto dannati entrare e uscire appena dopo. Ogni volta che un dannato lascia la cella, gli altri prigionieri si disperano perché non sanno dove il liberato andrà a finire. Si ricordano che questo evento riguarderà anche loro un giorno e preferiscono il tormento certo piuttosto che l’incertezza della Libertà”.
In questo passo, si parla di “Reincarnazione”, di vita ed altra vita ancora. Ogni volta che abbiamo a che fare con la “Morte”, ci rattristiamo e pensiamo al momento che accadrà pure a noi, rifiutandoci di meditarci su seriamente.

La morte è una cosa che rimandiamo all’infinito, ma lei non rimanda mai i suoi impegni.

“Allo scadere della pena, il guardiano divora la cella scacciando il dannato che ora è un liberato”. La morte fisica che decompone il corpo e lo divora attraverso tutti i vari processi chimici. “Alcuni prigionieri si trovano in celle molto grandi con un altrettanto grande guardiano ad avvolgerla. Altri prigionieri hanno minuscole celle scomode e appuntite. I dannati dalle celle grandi sono quelli che raramente riescono a trovarela fessura, mentre i dannati dalle celle minuscole, la trovano abbastanza presto. Tu non ricordi perché, ma sei un dannato come tanti altri. Sconterai diversi tempi in questa cella piena di ignoranza e paura. ”Coloro che fanno una vita piena di vizi e di intrattenimenti vari, difficilmente vanno a fondo in loro stessi, perché sono troppo presi dalle esteriorità. Mentre chi è più morigerato, di solito, si focalizza sull’essenziale per vivere. Ad ogni modo ognuno è sullo stesso piano, dipende da noi quando scegliere di trovare il giusto equilibrio tra esteriorità ed interiorità e così facendo si inizierà la marcia verso la consapevolezza di Sé.
Maestro di arti marziali energetiche

Continuate a seguire I pensieri e le parole del cuore...
   
 
 
   
 
 
       
 
 
   
 
 
               



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