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Se vuoi AMARE veramente inizia ad amare TE STESSO!

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in APPRENDIMENTO · 14 Marzo 2019
Tags: amarecomunicarerelazionecoppia
Il vivere è un continuo entrare in relazione con gli altri, per cui il problema fondamentale di ciascuna persona è la relazione. Detto questo, diventa necessario educare se stessi ad entrare in relazione e a saper comunicare con l’altro, ad apprendere continuamente da chi incontriamo nel nostro cammino. Il massimo della relazione è quella d’amore che può essere usata come esempio per tutte le altre “relazioni d’aiuto”. In questa relazione, come in tutte le altre, la reciprocità è fondamentale: l’amore non va elemosinato. Sentiamo che il bisogno dell’altro è anche il nostro bisogno, così come la sua gioia è anche la nostra e che il suo desiderio è anche il nostro desiderio. Questa è la principale caratteristica di un rapporto d’amore autentico: lo scambio reciproco, la voglia reciproca di condividere emozioni, esperienze e momenti di vita. L’amore nasce da una situazione inaspettata, caratterizzata sempre da una certa dose di rischio e incertezza, che diventa poi un cammino da accettare e da seguire poiché arricchisce la nostra vita, portandoci sempre da qualche parte.

In questa relazione non si è “liberi” perché ci si sente obbligati a seguirlo, non si può non mangiare il frutto dell’amore, non si può non chiedere aiuto, non si può non riceverlo.

Non è semplice scrivere su questo argomento, perché l’amore non ha logica, bensì segue un percorso passionale e ricco d’intense emozioni che variano da coppia a coppia e non si può fare un paragone tra le varie esperienze. Nella relazione d’amore ognuno dei due partner deve essere quello che è, ossia deve esistere nella sua verità. Ognuno di noi, infatti, è una persona unica ed irripetibile che non può confondersi con nessun’altra, ma, allo stesso tempo, è un essere relazionale e come tale non può esistere da sola. Dunque, aspetto individuale e aspetto relazionale collegati fra loro e dai quali non si può prescindere. Dato che, per natura ontologica, l’essere umano è un essere relazionale, il motivo che spinge due persone ad incontrarsi è proprio l’incapacità a stare da soli.



Possiamo comprendere, infatti, il senso della nostra esistenza soltanto confrontandoci con un’altra persona e, soprattutto, con qualcuno che sia completamente diverso da noi. Questa certezza sta alla base di ogni incontro e di ogni “relazione d’aiuto”, ed è un elemento di sicurezza nella paura determinata da ogni allontanamento più o meno lungo che potrebbe verificarsi nella vita di due che si sono incontrati. L’essere occupati in situazioni diverse, infatti, può sicuramente essere fonte di arricchimento che, invece, manca in una coppia chiusa in se stessa. Inoltre essere un vero uomo o una vera donna non vuol dire presentarsi con il massimo della virilità o della femminilità, bensì essere se stessi in maniera molto semplice, senza nascondere nulla della propria vita di relazione, sul piano psicologico, affettivo, sessuale, relazionale o spirituale; senza nascondere i propri limiti, ma ammetterli, riconoscendo le proprie paure e i propri errori. Questa consapevolezza deve diventare il punto di forza per entrare in relazione con l’altro.

Il pericolo principale di qualsiasi relazione, soprattutto di quella d’amore, è che il rapporto diventi di tipo fusionale, nel quale uno dei componenti si annulla nell’altro.

L’annullamento dell’aspetto dialettico può distruggere una relazione. C’è da dire però che ogni relazione di coppia ha la propria infanzia, quindi tale rapporto fusionale va bene all’inizio della relazione, essendo un’esperienza infantile, ma non può perdurare nel tempo. Il desiderio di essere l’altro e che l’altro sia me, la sensazione che tutto intorno scompaia per lasciare il posto al noi, sono aspetti importanti delle prime fasi di una relazione di coppia, poi devono trasformarsi nella scoperta di sé e del partner. Un buon rapporto con l’altro, basato su valori veri, lo si può avere solamente se c’è un ottimo rapporto con se stessi e viceversa. Per diventare maturi nella relazione bisogna superare l’egoismo e l’egocentrismo attraverso l’empatia, nel pieno riconoscimento e rispetto delle singole individualità. Cfr. La relazione di aiuto, Andrea Canevaro – Arrigo Chieregatti

L’empatia si basa sull’autoconsapevolezza; quanto più aperti siamo verso le nostre emozioni, tanto più abili saremo anche nel leggere i sentimenti altrui. D. Goleman

Pedagogista - Consulente
Filosofico, Bioetico e Pedagogico

                                                                                       
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