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Quando ti senti incompreso, hai mai pensato che la tua comunicazione potrebbe non funzionare?

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Pubblicato da Dott.ssa Virginia Ricatti in PSICOLOGIA · 14 Settembre 2020
Tags: comunicazionecomprensionefiducia
Luigi Pirandello ha scritto: -"Abbiamo tutti dentro un mondo di cose - ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai”
Quant’è vera questa riflessione! Chi può dire, infatti, a seguito di uno scambio di punti vista con i genitori, con sorelle o fratelli, con un amico, con il partner, di non aver provato una sensazione di disorientamento e, talvolta, di malcontento, e di non aver pensato di sentirsi da costui incompreso. Nessuno, credo.
Eppure, fra le tante qualità dell’uomo, proprio la capacità di esprimere verbalmente ciò che prova lo contraddistingue.

Parlare è scontato, ma comunicare efficacemente non è semplice, tantomeno così scontato.

Sono tanti i fattori interni (temperamento), ma anche ambientali (tipologia di legame, esperienze passate) che possono influenzare uno scambio positivo fra due interlocutori legati da una relazione significativa.
Ricordo che quando ho seguito un corso universitario sulla psicologia di coppia, il professore introdusse una lezione affermando che saper comunicare è un’arte.
Disse: “Molto spesso ci capita di pensare che sia l’altro che non ci capisce, in realtà è possibile anche il contrario, ovvero che siamo noi che non ci poniamo nella condizione di farci capire”.
Perciò, dovremmo chiederci:

  • Pensiamo di avere sempre ragione?
  • Siamo disposti a metterci in discussione, a rivedere il nostro atteggiamento quando l’altro ci espone un problema?
  • Cerchiamo di comprendere empaticamente, oppure rimaniamo sempre sulla difensiva, adottando sempre lo stesso modus operandi?
  • Il nostro comportamento non verbale cosa esprime?
  • Mostriamo interesse, rispetto ed ascolto per l’altro?

A volte, purtroppo, anche legami molto intimi sono viziati da stili comunicativi errati, che, ripetendosi nel tempo, hanno innescato dei circoli viziosi che indispongono allo scambio sano e possono sfociare nell’insoddisfazione o, addirittura, nel silenzio, che però inesorabilmente possono portare alla perdita dell’intimità e della relazione stessa.
In linea generale, in ogni comunicazione efficace dovremmo tenere conto delle cosiddette 5 C, ovvero dovremmo esprimere chiaramente il nostro pensiero, dovremmo cercare di comprendere il punto di vista dell’altro, mostrare cortesia (rispetto), ma anche coraggio (perché a volte il confronto con l’altro potrebbe intimidirci) e coscienza.
Tuttavia, a volte, malgrado le buone intenzioni, qualcosa non va. Siamo tutti così diversi, ognuno con una visione della vita diversa, ognuno con le proprie qualità ed insicurezze. Indipendentemente dal fatto che siamo cresciti insieme (familiari, genitori e fratelli/sorelle) o meno (partner, amici), comprendersi è difficile perché quando comunichiamo mettiamo a nudo la nostra emotività e, a volte, ciò che proviamo, le nostre sensazioni, le nostre percezioni non sono chiare neppure a noi, nella nostra mente, figuriamoci, se poi, dobbiamo esporle.


A tutto ciò, dobbiamo aggiungere poi, il fatto che il messaggio che inviamo, che è già frutto di un lavoro di interpretazione e di accomodamento delle nostre intenzioni e dei nostri sentimenti, deve essere decodificato dall’altro che però non ha, appunto, il nostro stesso canale di lettura. Se poi ci poniamo un ulteriore carico, dovuto al fatto che ascoltare è ancora più difficile, notiamo quanto sia arduo comprendersi davvero.

Talvolta, addirittura, l’altro non ascolta davvero ciò gli stiamo dicendo, ma sta solo pensando a cosa rispondere. Purtroppo in questi casi siamo già sconfitti in partenza e la relazione e già ben che morta.

Sicuramente c’è chi è maggiormente capace nell’arte dell’eloquio, tuttavia non dobbiamo mai temere di affermare il nostro punto di vista. Comunicare in maniera sincera e costruttiva può rendere le nostre relazioni qualitativamente migliori. Se vogliamo che un rapporto di amicizia, d’amore o familiare cresca, dobbiamo cercare di individuare la chiave di lettura di quel rapporto, dobbiamo porci noi per primi in discussione, non cercando di evitare il confronto, ritenendolo negativo, anzi. Non a caso, in ambito scolastico, un momento di apprendimento importante è il conflitto sociocognitivo, nel corso del quale l’insegnante invita ogni scolaro ad esprimere il proprio punto di vista liberamente e nel rispetto dell’altro, per giungere infine ad una sintesi e quindi ad una maturazione del pensiero critico, che in caso contrario rimarrebbe ego-centrico, rigido e chiuso in se stesso.
Come spesso si suol dire, la verità è nel mezzo, perciò solo attraverso il dialogo potremo porre le basi per comprenderci l’un l’altro e alimentare quella piantina che è il nostro legame.

Dottoressa in Psicologia Clinica e di Comunità

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