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PROGETTO “NATI PER LEGGERE”

Città dell'Infanzia
Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE ·
Tags: letturabambinibibliotecheintelligenza
Il progetto “Nati per leggere”, nato nel 1999, è una iniziativa dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP), dell’Associazione Italiana Biblioteche e del Centro per la Salute del Bambino ed ha come obiettivo primario quello di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini fin dai primi mesi di vita.                                                    
Il logo di “Nati per leggere” è rappresentato da una madre che teneramente avvolge il proprio bambino in un abbraccio, una posizione confortevole per il bambino, e contemporaneamente entrambi tengono in mano un libro  in modo che possano leggerlo davvero insieme.

Questa pratica di condivisione ha una positiva influenza sul loro sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale, con effetti significativi per tutta la vita adulta.

Dal 1999, anno del suo avvio, l'iniziativa “Nati per Leggere” si prefigge di promuovere l'attitudine alla lettura nella popolazione infantile, offrendo a bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni (cioè non solo prima dell'acquisizione della competenza alla lettura in età scolare, ma anche prima dello sviluppo del linguaggio) precocissime occasioni di ascolto di letture eseguite ad alta voce, da parte di persone, come genitori o insegnanti, legate da un forte rapporto affettivo o emozionale con il bambino. Lo scopo è quello di favorire nei bambini la percezione del libro come strumento, medium, e crocevia di intense esperienze affettive ed esistenziali, tenendo a mente quello che diceva  Gianni Rodari, secondo cui il "rifiutarsi di leggere" equivaleva a predisporre i bambini a «odiare la lettura».

Nati per Leggere ha l'obiettivo di promuovere la lettura in famiglia sin dalla nascita.


Gli studi ispiratori delle diverse iniziative nazionali documentano come l'ascolto precocissimo di letture ad alta voce, rivolto a bambini anche di pochissimi mesi, prima ancora dell'acquisizione della parola, sia in grado di migliorare la comprensione del linguaggio scritto, un'area della competenza linguistica nella quale si accumulano deficit in grado di condizionare negativamente il successo scolastico, specialmente nelle famiglie interessate da condizioni di svantaggio o di disagio sociale.                                                      
Il progetto è partito anche nei nostri studi pediatrici, anni fa, con la consegna di libri da poter dare ai bambini svantaggiati. Questi libri sarebbero dovuti essere riconsegnati dopo che le mamme ed i bambini più grandicelli li avessero letti, anche per responsabilizzarli a non rovinarli.  Molti fra i suddetti libri non sono più tornati e la catena si è interrotta. Io spesso porto dei libri che mi regalano dei bambini e ho a disposizione una piccola biblioteca per loro nel mio ambulatorio. Sarebbe importante che i genitori credessero e partecipassero attivamente nel progetto, per evitare che i bambini si affezionino ai telefonini e videogiochi e per evitare il ricorso precoce agli specialisti per un ritardo del linguaggio. Sono pochi i bambini che vengono in studio con un libro in mano; quasi tutti vengono con il telefonino . È più facile dare loro un telefonino, piuttosto che sedersi con loro in braccio fin dalla più tenera età per leggere con loro un libro. La voce di chi legge, anche se il libro è di stoffa ed il bambino sente solo con il tatto la struttura di quest’ultimo e non sa cosa c’è scritto, dà vita alla pagina e crea il miglior libro possibile, lo rende unico e lo consegna alla memoria del bambino che ascolta affinché possa essere trasformato in ricordo. Molto si è fatto fin da quel lontano 1999 e si continua a fare.                                                                           
Ricordatevi che l’Amore per la lettura deve essere inculcato fin dalla tenera età.

, pediatra                                                                                                                                                           
Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" . La salute NON può essere un’opzione.



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