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Per i vostri FIGLI desiderate la SCONFITTA, li aiuterà a capire la VITTORIA

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Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE · 11 Aprile 2019
Tags: sportagonismofairplay
La pratica di qualsiasi sport è indispensabile per tutti, anche per i bambini, ma è importante che l’attività svolta e proposta rispetti le caratteristiche dei piccoli atleti e che dia importanza al miglioramento di tutte le loro qualità fisiche, psicologiche e soprattutto tecniche. Bisogna però tener conto che i bambini non sono degli adulti e, quindi, che le aspettative, le valutazioni e la scelta del programma devono essere differenti; non possiamo commettere l’errore di dimenticare che, per qualsiasi attività motoria in età evolutiva, la base deve essere il gioco, attraverso il quale i bambini si allenano divertendosi stimolati con giochi e mini competizioni in base alla loro età, dove imparano a confrontarsi rispettando le regole e a vivere e gestire la sensazione della vittoria e della sconfitta. Nel corso degli anni abbiamo assistito ad un cambiamento dell’aspetto agonistico nello sport che diventa sempre più importante in tutte le discipline coinvolgendo bambini e preadolescenti.
La responsabilità di questo fenomeno è da attribuire a più fattori.
   
    • In primis alle società sportive e agli allenatori che, per un’insensata gloria personale, tendono ad esasperare l’aspetto del risultato dimenticando che con i bambini non è importante vincere o perdere, anzi, la sconfitta in questi casi può assumere un valore più importante della vittoria.
    • Alle famiglie, dove c’è chi avvicina il proprio figlio allo sport solo per passione e divertimento, e chi pone un’aspettativa di successo e fama per i loro figli. L'agonismo comporta la ricerca della vittoria, ovvero il risultato dopo tanto impegno, ma un eccessivo carico agonistico e di allenamento, senza un adeguato sostegno da parte della famiglia e dell’allenatore, provoca nel bambino delusione, umiliazione e perdita di fiducia in se stesso e nelle proprie capacità generando poi in insicurezza e, in alcuni casi, anche in disturbi depressivi e ansiosi.

Dobbiamo specificare che anche nei bambini non esiste lo sport senza agonismo, anzi è un concetto importante perché porta atleti e squadre a sfidarsi, ma l'agonismo fa male se è concepito come un dovere se interpretato come qualcosa che utile a comprendere se si è bravi o meno, perché bisogna considerare il fatto che i bambini, se non correttamente supportati, non conoscono il valore della vittoria e della sconfitta, ma considerano chi vince più bravo e chi perde meno bravo.
Lo sport deve educare ai valori del fair play, al rispetto dell'altro e alla sconfitta, che è la base per imparare a saper vincere.



Quindi, se ben gestito, l’agonismo può avere risvolti positivi in termini di impegno e amore per la disciplina che si pratica, un ruolo fondamentale affinché avvenga tutto questo lo assumono famiglie e allenatori che devono essere capaci di esaltare la gioia dell’agonismo, vista esclusivamentesotto il formativo aspetto di confrontarsi attraverso le proprie qualità con altri bambini e squadre.
Il bambino ha il diritto di divertirsi e giocare come un bambino, senza pressioni, senza modelli da seguire, senza il peso addosso di dover a tutti i costi diventare un campione.

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Esso ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione”. (Nelson Mandela)

Tecnico sportivo APD Nicola Di Leo

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