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Per aiutare a SENTIRE bisogna saper ASCOLTARE il proprio paziente

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Che la differenza tra sentire e ascoltare sia notevole, nonostante la contiguità tra i due termini, è sicuramente assodato. Nello specifico però è interessante porre l’accento sull’importanza della capacità di ascolto da parte del professionista sanitario verso i suoi pazienti, e ancor più nel dettaglio, da parte dell’Audioprotesista rispetto al paziente ipoacusico.

Si potrebbe affermare che per aiutare a sentire bisogna saper ascoltare.

È chiaro che le capacità tecniche del professionista siano date per scontate, diversamente si avrebbero errori notevoli nella correzione uditiva. Spesso però accade che a fronte di una ineccepibile applicazione protesica, non consegua una piena soddisfazione del paziente, e, in alcuni casi, non si completa nemmeno la riabilitazione uditiva, a causa dell’abbandono delle protesi acustiche.


L’applicazione protesica non è un fatto esclusivamente tecnico, come purtroppo molti credono, né in grado di garantire un pieno risultato istantaneo, o legato esclusivamente ad un dato ausilio, così come certe pubblicità vorrebbero far credere.

Nella correzione uditiva, infatti, molti aspetti sono legati ad una serie di criteri soggettivi, che vanno al di là della lettura (FONDAMENTALE) degli esami audiometrici e che è bene considerare sin dai primi approcci col paziente.

La conoscenza delle aspettative, delle emozioni, di situazioni particolari che il paziente ipoacusico affronta in virtù del suo disturbo, sono fondamentali per l’Audioprotesista, affinché durante la sua consulenza possa smuovere e far emergere delle importanti leve motivazionali nel suo assistito, rendendolo consapevole dei vantaggi che una piena riabilitazione uditiva possa dargli, rispetto (chiaramente) ai limiti del suo orecchio. Per chiudere con un parallelismo (e sempre con le dovute differenze), è importante che un nutrizionista assegni un giusto piano dietetico, ma molto più importante è che ci siano da parte del paziente tutte le motivazioni a seguirlo e a mantenerlo, a risultati raggiunti.
In certi casi lavoro tecnico e lavoro psicologico devono viaggiare pari passo.

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