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I bambini devono camminare SCALZI!

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Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE · 15 Gennaio 2019
Tags: piedepiattobambiniscalzi
Il piede piatto (arco plantare non visibile) rappresenta nel bambino piccolo quasi sempre la normalità e tenderà a svilupparsi, o a rendersi visibile nel corso dello sviluppo fisiologico. Questo accade perché il peso del corpo e l’andatura di un bambino non possiedono ancora la forza necessaria che verrà sviluppata negli anni ed è per questo motivo che fino ai sei anni chiameremo piede lasso quel piede che ha ancora un’impronta non definita.
Il piede non assume la sua forma definitiva solo quando vi è una lieve condizione malformativa che si può esprimere tardi, verso i 10 anni.

Il compito dei genitori è quello di agevolare il corretto sviluppo dei muscoli plantari facendo sperimentare al bambino i diversi tipi di superficie su cui camminare.

Sul pavimento di casa i piedi possono essere nudi o con calzini antiscivolo. I gruppi muscolari saranno stimolati in maniera massiva quando il bambino camminerà su terreni sconnessi, come la sabbia ad esempio. Il tipo di scarpa ha importanza? Lo sviluppo fisiologico del piede è indipendente dal tipo di scarpa utilizzato, bisognerebbe soltanto evitare di usare scarpe già usate da altri.



Il plantare può curare un piede piatto? Se il piede è piatto non ci sarà nessun plantare in grado di curarlo. Se dopo i 10-12 anni esiste un’alterazione morfologica del piede che determina una posizione anomala delle ossa con scorretta formazione della volta plantare, si procederà con l’intervento chirurgico che consiste nell’inserimento di una vite nel tarso per via mini invasiva. Il recuperò sarà breve, il giorno dopo il bambino potrà camminare con l’aiuto di un tutore e 2 stampelle. Se, invece, il genitore interpella il pediatra perché ha notato che il suo bambino cammina ruotando uno, o entrambi i piedi più spesso in dentro, incrocia i piedi (in toeing) o, a volte, in fuori (out toeing), verrà informato circa la non problematicità del fenomeno. Quest’ultimo è molto frequente dall’inizio della deambulazione. Oggi sappiamo che si tratta di una situazione del tutto normale che si risolverà spontaneamente nel 80% dei casi entro i 6 anni di vita. Tra i 24 e 36 mesi l’esagerata antiversione femorale può essere associata ad alcuni vizi di postura, in particolare il mantenimento della posizione seduta a terra (la seduta a W) con le ginocchia all’interno e i piedini verso l’esterno. Durante la corsa, o comunque quando il bambino si affatica, il mal posizionamento appare più evidente e questo può spiegare perché i bambini spesso tendono a incrociare i piedi e ad inciampare frequentemente durante la corsa: ciò può essere causato da una retroversione femorale che migliora con la crescita.
Il judo è un'ottima pratica sportiva che potrebbe essere valutata poiché stimola la corretta postura del piede e sviluppa il sistema sensoriale legato al riflesso plantare.

Pediatra di Famiglia

                                                                                      
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